Con la parola
fund raising si intende l'attività volta alla raccolta di fondi.
La Rete negli ultimi anni ha svolto il ruolo di acceleratore allo sviluppo di questa attività.
I fattori del
successo on line sono la
rapidità di diffusione dei messaggi e la
costruzione di un
network di
sostenitori che sul territorio promuovono i contenuti e coordinano le attività.
Subito dopo lo tsunami asiatico del 2004, il 65% dei 350 milioni di dollari raccolti negli Stati Uniti provenivano da internet e nel Regno Unito fu toccato il record di raccolta fondi on line, in 24h vennero donati 5 milioni di sterline da più di 135.000 donatori.
Nella
politica statunitense l'utilizzo della rete per il fund-raising ha subito un
significativo sviluppo con la nascita delle piattaforme di social networking come Facebook, Linked e MySpace.
Nelle campagne elettorali americane dove i budget destinati all'advertising hanno cifre da capogiro, dove il finanziamento pubblico è fortemente limitato e quello delle società proibito, la Rete gioca oggi un ruolo determinante.
Il record di raccolta attraverso internet in un solo giorno spetta a Ron Paul, che nel suo "mass donation day", ha raggiunto 4 milioni di dollari infrangendo quello di 2,7 milioni stabilito in 48 ore da John Kerry nelle primarie del 2004.
In Europa il fund-raising politico on line
ha ruoli marginali. I due meccanismi dominanti sono quelli del rimborso elettorale o finanziamento pubblico e le grandi donazioni private, nei paesi dove sono consentite. Se prendiamo come evento significativo di esplosione del fenomeno negli USA la campagna elettorale per le primarie del 2000 dell'allora senatore John McCain possiamo stimare il
ritardo nell'attività di fund-raising on line in Italia in
circa 10 anni.
Oggi gli unici partiti italiani che hanno introdotto un area di finanziamento privato per la campagna elettorale sono il Partito Democratico e la Lega. Interventi puramente marginali rispetto le potenzialità del mercato.
Le motivazioni che frenano lo sviluppo del micro-finanziamento on line in ambito politico sono sostanzialmente riconducibili ad alcuni fattori:
- la struttura chiusa dei partiti
- la scarsa conoscenza dei fenomeni e dei meccanismi che regolano lo sviluppo delle comunità online
- la connotazione partitica più che individualistica dei candidati
- la mancanza di impegni specifici sui temi sociali delle campagne elettorali
- la scarsa diffusione dell'accesso alla Rete
- la consistenza dei finanziamenti pubblici e privati di persone giuridiche
Due sono le considerazioni che dovrebbero interessare i partiti per spingerli a cambiare.
La prima di carattere pratico, ossia le leggi che regolano l'ultimo dei punti elencati potrebbero cambiare (già nel 93 un referendum sul finanziamento ai partiti portò in piazza circa 30 milioni di italiani che votarono per l'abrogazione della legge) trovandoli impreparati a gestire una situazione che li vede oggi beneficiari di circa 300 milioni di euro.
La seconda è che il loro elettorato sta comunque evolvendo verso una forma partecipativa di politica di cui la "donazione" rappresenta una dimostrazione di forte coinvolgimento della persona.
La proporzione secondo cui più
donatori ha un partito e maggiore è la
determinazione dei suoi attivisti sul territorio è un fattore determinante per rendere
efficace la
campagna elettorale ed indirizzare gli indecisi sul voto.