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2° Convegno E-commerce in Italia 2010

E-commerce in Italia 2010




Si terrà il 14 settembre 2010 il quinto appuntamento con lo studio di Casaleggio Associati sull'E-commerce in Italia 2010. L'indagine avrà come focus l'analisi dell'utilizzo dei cellulari e dei sistemi mobile da parte dei consumatori come supporto agli acquisti on line.

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Tu sei ReteLa Rivoluzione del Business, del marketing e della politica attraverso le reti sociali.

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Gaia: il futuro della politica

Gaia: il futuro della politicaLa nostra visione del futuro della politica descritto attraverso un video.

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La mappa del potere

Mappa del potereIl social network dei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa.

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30 Luglio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Internet e reputazione


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Quando un'immagine o un'opinione sono inserite nella Rete si diffondono immediatamente ed è impossibile distruggerle. La diffusione senza limiti dei contenuti in Rete ha molte implicazioni, soprattutto politiche, come sanno bene i movimenti terroristici. Il dibattito su chi deve esercitare il controllo e cosa deve essere soggetto alla censura è in corso da tempo, per ora senza reali soluzioni, anche se non è detto che il controllo sull'informazione sia un valore in sé.

Una conseguenza della libertà di espressione in Rete è la sempre maggiore importanza della reputazione, individuale, societaria, politica. La reputazione è implicita nel concetto di comunità: chi fa parte di una comunità aiuta gli altri membri ed è trasparente con loro, chi si sottrae a questo obbligo viene espulso o emarginato. La Rete crea di continuo comunità che si aggregano sui temi più svariati e, tra questi, anche sulla valutazione di un servizio o di un prodotto proposti da un'azienda. La reputazione è il punto di convergenza tra la tecnologia e la creazione di comunità ed un fattore economico potenziato dall'on line. Le applicazioni di rete devono tenerne conto in quanto la reputazione on line è volatile e messa di continuo in discussione dai clienti e dai navigatori. I "reputation system" sono sistemi, integrati con applicazioni software esistenti, di gestione della reputazione on line. Un reputation system ha tre proprietà fondamentali: l'identità del compratore e del venditore durano nel tempo (anche sotto pseudonimo), la relazione instaurata è visibile da tutti nel tempo, la reputazione di ognuno è misurata, classificata e resa di pubblico dominio. Alcuni esempi di reputation system sono Epinions che propone critiche (valutate dai lettori) a pagamento su film, compagnie aeree, alberghi, ecc., e Amazon che pubblica i giudizi sui libri in vendita.


28 Luglio 2008

Raccolta di fotografie dei clienti Jeep
Raccolta di fotografie dei clienti Jeep
   

Esperimenti di Corporate Social Web


Tutti i post di Maurizio Benzi
 
Nel suo libro "Marketing to the Social Web", Larry Weber lancia un messaggio alle aziende:

Invece di continuare ad essere broadcaster gli uomini di marketing, dovranno diventare aggregatori di comunita' di clienti. Invece di parlare ''ai'' clienti, i marketer devono parlare ''con'' i clienti.

Ed è questo che alcune importanti aziende internazionali hanno deciso di fare, sperimentando strumenti di relazione basati sul Social Web:
  • coinvolgendo un dipendente storico per raccontare in modo originale la propria storia come Coca Cola Conversation
  • aggregando i contenuti degli utenti provenienti da diverse fonti come Jeep
  • chiedendo ai lettori di evidenziare e condividere i loro contenuti preferiti come il NYTimes
  • creando delle comunità attraverso social network esistenti come Visa su Facebook
  • o, come abbiamo visto, dando seguito alle idee proposte dai clienti come myStarbucks Idea

Esempi meritevoli ma che, da un punto di vista esterno, testimoniano un processo in atto che non sembra essere nuovo:

  1. i leader di mercato sperimentano timidamente una nuova forma di utilizzo di Internet
  2. alcuni follower adottano la stessa linea
  3. esaurito l'entusiasmo iniziale e l'interesse dei media, l'iniziativa viene lasciata a sè stessa
  4. al momento di valutare i risultati si verifica che l'iniziativa non risulta redditizia e che è conveniente abbandonarla

Aggregare le comunità di clienti attraverso il Social Web è una strada efficace che prescinde dalle mode del momento. Tuttavia non esistono strategie valide per tutti e ogni organizzazione deve definire la propria presenza on line partendo dalle peculiarità che la contraddistinguono.

25 Luglio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Le banche centrali nella crisi finanziaria


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

La crisi finanziaria mondiale, innescata dal pasticcio dei subprime in America, continua a far tremare le Borse di tutto il mondo. L'America si aspetta la recessione, malgrado la Fed abbia compresso i tassi d'interesse al 2%; l'Europa pensa ancora di fare un po' meglio, ma senza grandi certezze; e l'Italia è ferma. La domanda che tutti si fanno è: abbiamo toccato il fondo, o dobbiamo aspettarci ancora nuovi inattesi, e magari catastrofici, sviluppi? Solo pochi giorni fa è scoppiata la bomba di Fannie Mae e Freddie Mac, due istituzioni quasi "religiose" nel mondo della finanza americana e, dunque, mondiale. La Fed alterna segnali di preoccupazione a segnali di rassicurazione. Ma evidentemente la situazione non è chiara e chissà cosa può ancora nascondersi sotto la superficie del mondo bancario e finanziario negli Usa e altrove.
Molti pensano ormai che, al di là di quanto occorrerà perché si risolva, questa crisi sia stata molto mal gestita, e in primo luogo proprio dalle autorità monetarie di tutto il mondo. I comportamenti delle grandi banche centrali sono sotto accusa: la Fed, la Banca centrale europea, Bank of England, la Banca centrale svizzera e altre ancora non hanno brillato per lucidità di comportamenti e, alla fine di questa vicenda, delle decisioni dovranno essere prese.
La tentazione di confrontare tra loro le mosse delle principali banche centrali è forte e, anche se forse oggi è ancora presto per avere un quadro chiaro, alcune considerazioni sono d'obbligo. Innanzitutto, salta all'occhio che Fed e Ecb si sono mosse in direzioni diametralmente opposte per quanto riguarda i tassi d'interesse. Gli americani hanno continuamente ridotto il costo del denaro, iniettando enormi masse di liquidità, per sostenere la congiuntura e finanziare il sistema bancario in pezzi. In buona sostanza, hanno privilegiato la crescita rispetto al controllo dell'inflazione, e in questo modo hanno aggravato la posizione del dollaro. Un comportamento che in Europa è generalmente considerato poco ortodosso per una banca centrale.
Tanto è vero che l'Ecb è andata dall'altra parte. Sia pure una sola volta, e per un solo quarto di punto, però ha aumentato i tassi già al 4%, avendo in mente l'obiettivo assoluto del contenimento dei prezzi. Il governatore Trichet potrà essere poco amato per questo, e qualcuno lo criticherà per avere condannato alla disoccupazione qualche migliaio di lavoratori in più. Gli stessi Sarkozy e Merkel lo hanno disapprovato, e a poco conta che al recente G8 Berlusconi lo abbia difeso. Ma, di certo, il capo della banca europea ha dato una bella dimostrazione di rigore monetario e di indipendenza dal potere politico nel mantenere la linea rigorista ereditata dalla Bundesbank che fu. E ha dato una sonora lezione a un Ben Bernanke che ha accomodato le esigenze del mercato, ma anche del potere politico, mostrandosi più preoccupato della crescita che della stabilità. Tra l'altro, effetto collaterale di queste due linee contrapposte è stato l'ulteriore indebolimento del dollaro rispetto all'euro, e questo a sua volta ha con ogni probabilità alimentato la febbre dei prezzi del petrolio di questi ultimi mesi.
Un'ultima considerazione riguarda gli interventi che un po' tutte le banche centrali hanno attuato, e continuano ad attuare, per scongiurare il peggio. In rapporto a questi interventi si parla ormai apertamente di un nuovo dirigismo ben lontano dalle pulsioni iperliberiste che hanno dominato negli ultimi due decenni. Qualche esempio: naturalmente le vicende di Bear Stearns, Fannie Mae e Freddie Mac negli Usa, quella di Northern Rock in Gran Bretagna, e quella di Ubs in Svizzera. I salvataggi di istituzioni carismatiche come queste hanno certo l'effetto di calmare i nervi più scoperti, ma agiscono in profondo sulla struttura dei mercati. E se i benefici a breve possono essere abbastanza evidenti, i costi sul lungo periodo potrebbero essere molto alti.

23 Luglio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

La legge di Reed


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 
Sarnoff, Metcalfe e Reed sono i nomi delle tre leggi che definiscono il valore di una rete con riferimento al numero di connessioni. La legge di Sarnoff, legata alla televisione ed alla radio, afferma che "il valore di una rete di broadcasting è direttamente proporzionale al numero degli utenti". Più persone sono collegate, maggiore è il valore della rete, come sanno bene i pubblicitari. La legge di Metcalfe indica che "il valore di un sistema di comunicazione cresce con il quadrato del numero di persone collegate". Le macchine per l'invio e la ricezione di un fax ne sono un esempio: da sola una macchina fax è inutile ma, con il suo diffondersi, il suo valore si moltiplica in funzione delle persone che inviano e ricevono fax. La legge di Metcalfe può essere così formulata: "il valore di una rete, dove ogni nodo può connettersi con un altro, cresce con il quadrato del numero dei nodi". Un'implicazione che ne deriva è che la connessione di reti tra loro indipendenti crea un valore più elevato della somma dei valori delle singole reti. La diffusione di Internet è dovuta in parte a questo principio. David Reed, ricercatore del Massachusetts Institute of Technology, ha osservato che il valore di una rete, Internet in particolare, cresce in modo esponenziale se associato a gruppi con interessi comuni, che condividono idee, interessi, obiettivi e con un senso di appartenenza. Il valore di una rete può quindi essere lineare (Sarnoff), quadratico (Metcalfe) o esponenziale (Reed). Dipende dall'uso che ne viene fatto. Se viene solo distribuito contenuto, ad esempio l'uso del sito come brochureware, il valore è lineare. Se sono attivate transazioni, come per il commercio elettronico, il valore è quadratico. Con lo sviluppo delle comunità la Rete diventa esponenziale. Per chi investe in Rete dovrebbe essere ovvio (ma non succede spesso) puntare sulla legge di Reed. Ebay che ha creato una moltitudine di gruppi con interessi puntuali (filatelica, modellismo, ecc.), e Meetup, un sito per organizzare incontri su temi comuni nella propria città, sono due esempi del successo della legge di Reed.

21 Luglio 2008

The CNN YouTube Debates
   

You Tube: filmare per credere


Tutti i post di Luca Eleuteri
 
La Rete è parte integrante della politica e ne influenza temi, programmi e risultati elettorali nei paesi occidentali.
Nel 1998 MoveOn.org ha chiesto attraverso una petizione di email l'impeachment per il presidente Bill Clinton. Il 16 dicembre 2006 Google ha fondato il primo comitato d'azione politica negli Stati Uniti, il Google NetPAC, "per sostenere i candidati che promuovevano un uso gratuito e libero di internet". Il 9 ottobre 2006 Google acquista YouTube per 1,6 miliardi di dollari e la Rete entra definitivamente nella politica statunitense in formato multimediale.
Il 1 marzo 2007 You Tube lancia You Choose '08 e ad appena un mese di distanza il Vlog di news politiche CitizenTube. Tra luglio ed agosto 2007 la CNN e You Tube hanno collaborato per realizzare incontri con i 17 candidati in avvio di campagna per le primarie del 2008. La comunità di You Tube in quell'occasione è scesa in campo con 10.000 video postati in meno di 3 settimane, 72 dei quali hanno ricevuto in occasione dei due dibattiti, repubblicani e democratici, una risposta da parte di uno o più candidati. Il formato multimediale è lo strumento preferito dagli elettori. I candidati non possono non prenderne atto aprendo un proprio canale web che utilizza piattaforme private o personalizzando uno spazio sullo stesso YouYube.
I candidati dialogano con gli elettori, i motivi sono comprensibili: la fruizione on-demand ne consente la visione in qualsiasi momento, la possibilità di accedervi tramite motori di ricerca rende i contenuti facilmente reperibili, la persistenza del contenuto nel tempo accresce il numero dei fruitori, la costruzione di filmati assemblando di parti filmati consente la costruzione di reportage che amplificano il potere del messaggio ed offrono chiavi di lettura storica di forte impatto emotivo. L'utilizzo del formato video e del suo più grande repository mondiale, YouTube è ormai consolidato nella politica delle democrazie occidentali. Nel quadro politico inglese ad esempio l'utilizzo del formato video sta avendo un grande successo nel coinvolgimento degli elettori e nell'avvicinamento dei giovani al dibattito pubblico. L'invito di Gordon Brown nella rubrica "Ask the Prime Minister" a formulare video quesiti da parte dei cittadini al numero 10 di Downing Street . L'apertura di un area per spiegare ai giovani il funzionamento e l'attività del Parlamento inglese. David Cameron, leader del Partito Conservatore, attraverso il suo spazio Webcameron offre accesso video a notizie esclusive e al backstage della sua vita privata e pubblica. Tony Blair, all'indomani delle elezioni francesi di Sarkozy ha pubblicato su You Tube 'Tony Blair félicite Nicolas Sarkozy' il video clip che ha registrato più di 490.000 visite.
YouTube, e più in generale l'utilizzo dei videoclip, rappresenta un nuovo modo di fare politica di cui i vantaggi sono da approfondire ma da subito è chiaro che non esserci è certamente da perdenti.
http://www.conservatives.com/tile.do?def=webcameron.index.page http://uk.youtube.com/ukparliament"

18 Luglio 2008

Francobollo personalizzato valido negli USA
Francobollo personalizzato valido negli USA
   

La personalizzazione dei francobolli


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

I servizi postali di tutto il mondo stanno pensando a come rendere profittevole la loro presenza on line. La novità più recente è la personalizzazione dei francobolli. In Austria, Australia, Canada, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Lussemburgo, Malesia, Olanda, Ucraina, Stati Uniti (1, 2) è possibile comprare francobolli personalizzati con la propria immagine ed utilizzarli per spedire la propria corrispondenza. In media un francobollo personalizzato ha un prezzo doppio rispetto al valore impresso, permettendo buoni margini per i servizi postali.
Le foto inserite sui francobolli, dai dati statunitensi, sono in gran parte di neonati e bambini (40%), un quarto raffiguranti persone adulte, ed il 10% animali domestici. I campi di applicazione si stanno però moltiplicando: dagli utilizzi aziendali a quelli per segnalare persone scomparse.

Per stimolare l'utilizzo del servizio sono stati creati concorsi per le immagini più belle e come tutte le idee alcuni cercano di brevettarle.

16 Luglio 2008

Tag di Flickr
Tag di Flickr
   

People Tagging People


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Mai pensato di "taggare" un collega?

Oggi possiamo taggare di tutto: siti e pagine web (Delicious), libri (Anobii), brani musicali (Last.fm), fotografie (Flickr), video (Youtube), presentazioni (SlideShare )... quindi perché non le persone?

Nel 2005 è stato lanciato un servizio, Tagalag, ma non sembra aver avuto molto successo, mentre nel 2006 IBM ha creato un sistema di codifica delle persone chiamato Fringe, una forma di Social Bookmarking che permette di organizzare i propri contatti in gruppi, classificarli con termini che possano facilitare ricerche future e trovare persone per area o argomenti.

Funziona così:

  • si può etichettare chiunque con qualsiasi parola chiave o tag (ad esempio, un medico può avere il tag "medico", "MD", "chirurgo", "pediatria" ecc.)
  • tutti i tag sono registrati per il Tagger - colui che tagga - e il Taggee - colui che viene taggato (no all'anonimato o ai tag privati)
  • quando si etichetta qualcuno, questo può ricambiare il tag
  • al passaggio del mouse su un tag vengono visualizzate le persone che lo hanno utilizzato
  • una tag cloud "in uscita" mostra i tag usati da una persona per classificare altre persone
  • una tag cloud "in entrata" mostra i tag applicati a quella persona dai colleghi
  • tutti i tag sono legati all'autore che li ha usati
  • gli utenti possono assegnare etichette anche attraverso lo strumento di instant messaging aziendale.

La cosa interessante è che il sistema è stato integrato con Blue Pages, la directory che contiene i profili di tutti i dipendenti: più di 385.000 persone.

Ma facciamo un passo indietro. Alcuni anni fa uno studio interno di IBM ha scoperto che il 40% dei profili non era stato aggiornato da almeno 9 mesi. Un problema da poco in un'azienda di piccole dimensioni diventa enorme in una società di 385.000 dipendenti, perché significa disperdere una quantità significativa di conoscenza tacita. Come trovare la persona giusta per il problema che stai affrontando quando i numeri sono così alti? In queste situazioni la completezza e l'aggiornamento del profilo personale sono strategici. Invece di premere sulle persone affinché aggiornino il proprio profilo, IBM ha pensato di agire sui colleghi.

Grazie a Fringe, i tuoi colleghi completano giorno per giorno il tuo profilo, e lo fanno per rispondere a una loro esigenza immediata - classificarti in uno o più gruppi - e futura - ritrovarti quando e se avranno bisogno di te.

Il People Tagging ha un vantaggio notevole: consente alla community di mantenere collettivamente i profili di competenza delle persone che ne fanno parte portando benefici a tre tipologie di utenti:

  • il Tagger (ha la possibilità di descrivere e classificare i suoi contatti in maniera personale e flessibile)
  • il Taggee (il cui profilo viene popolato dagli altri membri della community)
  • il membri della community in generale (i tag facilitano la ricerca delle competenze).

14 Luglio 2008

Zooppa: Tom-Tom cabaret live
   

User Generated Advertising


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

Le attuali forme di advertising on line, da tempo stanno mostrando tutti i loro limiti nel catturare l'attenzione dei clienti. Nell'ambito della pubblicità le potenzialità della Rete sembrano ancora utilizzate in una percentuale minima. Una delle principali cause va ricercata nell'incapacità della comunicazione pubblicitaria di cogliere gli aspetti sociali del Web.
Si sta rendendo necessario sperimentare nuove strade che riducano l'attuale gap relazionale tra inserzionista -> editore -> cliente.
Una possibile soluzione è quella di mettere in contatto le aziende che richiedono nuove forme di advertising con la capacità creativa degli utenti. Come ad esempio ha fatto Fiat per il lancio della nuova 500. Ed è questa l'idea che sta alla base di alcune iniziative Web come Brickfish e Zooppa: i partecipanti possono scegliere un marchio e creare un'idea o dei contenuti relativi ad una campagna promozionale, oppure possono votare i contributi degli altri utenti. Il vincitore verrà poi retribuito dall'azienda che ha commissionato il lavoro. 
Questa direzione sembra tracciare nuovi scenari per la comunicazione sulla Rete, tanto che Brickfish, nata del 2006, ha già ottenuto finanziamenti per più di 11 milioni di dollari.
Zooppa, è invece una società italo-americana che in meno di un anno è riuscita a raggiungere i 20.000 iscritti ed ha contribuito, attraverso lo UGA, alle campagne di brand di primo piano.

Se da un lato è realistico ipotizzare che lo User Generated Advertising non sarà in grado di stravolgere il panorama attuale della pubblicità on line, dall'altro si ha la sensazione che ci si stia gradualmente avvicinando ad un nuovo modo di fare pubblicità molto più affine alla natura della Rete. 

11 Luglio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Rifiuti elettronici


Tutti i post di Enrico Sassoon
 


Il mondo digitale potrà anche essere paperless (e non lo è), ma di certo non comporta neppure una diminuzione del monte di prodotti hard che vanno a finire nelle discariche. Sono milioni e milioni i computer e gli schermi che finiscono ogni anno in discarica, e il numero è in costante crescita. A questa massa di rifiuti solidi, che hanno un alto grado di tossicità a causa dei materiali utilizzati nella fabbricazione, si stanno aggiungendo milioni di televisori che le famiglie stanno cambiando, o cambieranno nei prossimi due-tre anni, per acquistare nuovi apparecchi digitali per sostituire gli analogici, e per passare a schermi più avanzati, tipo LCD.
Nell'insieme, si tratta non di una montagna, ma di parecchie montagne di rifiuti solidi e potenzialmente nocivi: secondo le stime delle Nazioni Unite, comunque altamente incerte, si parla di un ammontare compreso tra i 20 e i 50 milioni di tonnellate all'anno, e la stessa ampiezza della gamma rivela il grado di indeterminazione del problema.
Il problema più rilevante di questa massa di rifiuti elettronici non è, però, la quantità fisica in sé, ma la tossicità. Smontare le apparecchiature e riciclarne le componenti è un'operazione complessa, perché non sempre i prodotti sono stati costruiti avendone in mente la fine vita. Ma soprattutto, può essere un'operazione pericolosa, se non condotta con i criteri appropriati.
Molti paesi risolvono il problema inviando i rifiuti elettronici nei paesi del Terzo mondo o nei paesi emergenti, come Nigeria, India, Cina e altri ancora. Di norma, l'iniziativa è presa da riciclatori che operano, spesso senza troppi scrupoli, nei paesi avanzati, ossia prevalentemente in Usa, Europa e Giappone. Questi riciclatori non si preoccupano di ciò che verrà fatto dei rifiuti una volta a destinazione, anche se sanno benissimo che si tratta di rifiuti ad alta tossicità potenziale. Che cosa se ne fanno di questa massa elettronica i paesi importatori?
Cercano, ovviamente, di trarne il massimo valore economico residuo. Smontano, appunto, recuperano e rivendono ciò che possono. A fare questo lavoro sono persone di tutte le età, bambini, donne, anziani, che operano senza alcuna protezione. I materiali tossici sono i più diversi e comprendono piombo, mercurio, bromo e cadmio, tutte sostanze che possono causare danni al cervello, al sistema nervoso e agli organi interni. Intere famiglie nel bisogno, però, se ne curano poco e maneggiano questi prodotti senza neppure conoscerne i rischi. Quanto ne ricavano? Secondo le stime della ONG Basel Action Network, si arriva a mettere insieme circa un dollaro e mezzo al giorno a persona. Se in famiglia ci lavorano in tre, significa quasi 5 dollari al giorno, molto in relazione ai livelli di povertà di molti paesi, poco per rischiare la vita.
Si può fermare il traffico di questi prodotti? Teoricamente sì, ma le difficoltà sono due. La prima è che esisterebbe un accordo internazionale che mette al bando il traffico: si tratta del Ban Amendment 1995 della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri dei rifiuti pericolosi e dei relativi rifiuti. Il problema è che pochi paesi l'hanno sottoscritta (per esempio, non gli Usa). La seconda difficoltà è più seria: nei paesi importatori sono molti a contare su questo lavoro per vivere, per cui non vi è una richiesta di protezione che provenga da queste aree. Così i danni aumentano.


9 Luglio 2008

   

Citizen 2.0


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Nasce il citizen 2.0*. Lo ha evidenziato una ricerca intitolata "Rise of Citizen 2.0: Radically Rethinking Democracy in the Digital Age" condotta a più mani da Yahoo!, HCD Research, and Hall & Partners.
Il profilo dell'elettore 2.0 è quello del cittadino statunitense e si distingue da quello dell'elettore "tradizionale". Il profilo tracciato ed i comportamenti rilevati hanno analogie con gran parte dei paesi occidentali, Regno Unito, Francia, Svizzera, Estonia e rappresentano comunque un punto di riferimento per tutti gli altri.
Dal 1996 negli USA il numero di persone che cercano informazioni sulla politica prima del voto è cresciuto del 525% raggiungendo il numero di 52 milioni di persone che utilizzano la rete per conoscere il programma elettorale dei candidati. Vale a dire che circa 15% della popolazione statunitense utilizza tra le fonti di informazione il web, di cui, scrive il rapporto, 26 milioni quotidianamente. Negli Stati Uniti l'incertezza dei mercati finanziari, la crisi economica e la politica estera molto controversa hanno determinato una crescita degli indecisi e degli astenuti tra le elezioni 2004 (8%) e quelle del 2008 (stima del 31%) pari al 289%.
Per conquistare consenso all'interno di questa popolazione di non-voto, il profilo del citizen 2.0 è decisivo. Delineato come motivato, attivo nel web, che condivide le proprie idee in luoghi pubblici e nei blog, tecnologicamente aperto a sperimentare in internet nuove funzionalità e applicativi, diffidente verso il politico e con un'età media di 45 anni, vale almeno tre elettori tradizionali. Quali sono i requisiti che attraggono gli elettori ad alto potenziale o citizen 2.0?

1) la corrispondenza tra pensiero ed azione politica
2) la declinazione del programma elettorale su scala territoriale
3) la possibilità di influire in presenza di una massa critica sulla linea politica del candidato.

Il punto 1) richiede uno stretto controllo della politica territoriale da parte del candidato, qualora venisse eletto, durante tutta la fase di esercizio del mandato. Su questo la rete svolge un rigoroso controllo e un attività di denuncia di derive dei fatti dalle promesse elettorali.
Il punto 2) coinvolge la struttura organizzativa di partito per la declinazione del programma su problematiche locali ed un assiduo lavoro di comunicazione sugli attori coinvolti della società civile e non. Le attuali piattaforme di social network (MySpace , Facebook) fungono da megafono per messaggi e offrono luoghi virtuali per organizzare eventi e manifestazioni a supporto del candidato.
Il punto 3) rappresenta l'anello di congiunzione tra elettori e politico, in cui l'attivismo e la capacità di convergere su obiettivi locali da parte degli elettori disintermedia la relazione tra struttura partitica locale e candidato offrendo spazi di visibilità agli attivisti sul territorio (Eventfull ad esempio è stato uno degli strumenti utilizzati nella campagna delle primarie statunitensi per definire le tappe elettorali nelle varie città).
Il successo dei punti elencati richiede un organizzazione orientata e definita in relazione alle attività di Rete ed investimenti mirati alla ricerca delle migliori professionalità sul mercato. Investimenti che, anche se consistenti, favoriscono un moltiplicatore molto più elevato tra spesa e benefici di una tradizionale struttura di partito.

* note:trad.ita-"cittadino"

7 Luglio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

La logistica innovativa dell'e-commerce


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

La logistica è la chiave di volta dell'e-commerce. In Italia tutti i settori che non devono gestirla crescono di oltre il 60% e rappresentano ormai la maggior parte del fatturato e-commerce italiano. I settori che invece devono consegnare i beni fisicamente al cliente devono trovare mezzi per gestire il problema.

Negli Stati Uniti una società on line ha superato lo scorso anno un'intera catena distributiva per numero di punti di ritiro grazie ad un ripensamento della logistica del settore. Redbox, società controllata da Mc Donald's Ventures, ha focalizzato la propria strategia sulla distribuzione dei prodotti tramite totem per cercare di porre rimedio ad uno dei più grandi problemi dell'e-commerce: la logistica. La società possiede più di 8 mila colonnine self-service per l'affitto dei DVD, dislocati prevalentemente nei Mc Donald's, nei ristoranti e nei supermercati. Ogni totem contiene 550 DVD di cui circa 40 sono nuove uscite.
Da ottobre 2006, su www.redbox.com il cliente può ricercare il totem a lui più vicino, ordinare il film preferito e ritirare il DVD presso il totem prescelto entro le ore 19 del giorno successivo. Il costo del servizio è di 1 dollaro al giorno e la riconsegna del DVD può essere effettuata presso uno qualunque dei Redbox, attivi 24 ore al giorno per 7 giorni a settimana. A dimostrazione del successo dell'iniziativa Redbox nel 2007 ha superato Blockbuster per numero di punti di ritiro e consegna.
In Belgio la società Kiala ha ideato un modo per ovviare al problema più costoso della logistica dell'e-commerce: l'ultimo miglio di strada per arrivare a casa del cliente. Il modello di business di Kiala si basa su una rete di punti di distribuzione sul territorio per permettere al cliente il ritiro di beni ordinati on line come supermercati di quartiere, tabaccai, e altri negozi con orari d'apertura prolungati dove è possibile ritirare il prodotto, pagarlo e restituirlo in caso di problemi. Kiala è un caso di successo tra le societa' di distribuzione di prodotti on line ed oggi gestisce circa 80.000 spedizioni al giorno dal Belgio, Lussemburgo, Francia, Olanda e Gran Bretagna.

Riuscire a gestire il problema logistico in modo alternativo può quindi rappresentare un'importante opportunità di crescita per le aziende di e-commerce fisico.

4 Luglio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

La memoria della Rete


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

I documenti contenuti in un sito possono improvvisamente scomparire dalla Rete. Il collegamento ad un'informazione on line può svanire nel nulla ad ogni istante. Se all'interno di un articolo, di uno studio, di un libro, di una legge vi sono dei riferimenti a testi con indirizzi Internet, detti URL (Uniform Resource Locator), non vi è alcuna sicurezza che questi mantengano la loro validità nel tempo. Inoltre, l'informazione indirizzata può cambiare. I libri stampati contengono ormai nei riferimenti anche l'elenco degli URL citati. I testi on line hanno spesso URL al loro interno, senza i quali perderebbero di consistenza per il lettore e non avrebbero significato. URL di cui è impossibile determinare la veridicità. Si potrebbe credere che il fenomeno di continuo deterioramento dell'informazione in Rete appartenga a testi poco conosciuti o a società che falliscono e che chiudono i loro siti. Invece riguarda tutta la Rete.
Un'analisi effettuata da Robert Dellavalle, un ricercatore dell'Università del Colorado, su tre giornali scientifici di diffusione mondiale: Nature, New England Journal of Medicine e Science, ha rilevato che dopo tre mesi il 3,8% dei loro riferimenti a fonti in Rete non esisteva più, e che dopo 15 mesi la percentuale saliva al 10%. I documenti in Rete sono sempre più interconnessi, ma parte delle connessioni e delle informazioni riferite viene continuamente perduta. Siti governativi, cataloghi on line, pubblicazioni scientifiche possono contenere informazioni inesatte o dare il messaggio: "404 Not Found" che certifica l'inesistenza della pagina cercata. Il problema del deterioramento della Rete ha due cause fondamentali: il cambio di indirizzo e la rimozione dei siti. La tecnica PURL (Persistent Uniform Resource Relocator) consente di mantenere la validità dell'indirizzo, in quanto tiene traccia dei cambiamenti in modo automatico.
Se si desidera mantenere sempre consistente un URL è sufficiente registrarlo nel sito www.purl.oclc.org ad oggi esistono circa 600.00 PURL. Il sito www.archive.org è il titanico tentativo di tenere memorizzate tutte le versioni di tutti i siti esistiti dal 1996. Chi volesse provare un viaggio nel passato e visitare un sito scomparso può utilizzare il suo motore di ricerca "Wayback Machine".

2 Luglio 2008

Distribuzione dei ricavi della pubblicità per tipo di media (Fonte: IAB)
Distribuzione dei ricavi della pubblicità per tipo di media (Fonte: IAB)
   

La promessa mancata della pubblicità on line


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

Lo IAB (Interactive Advertising Bureau) ha annunciato che nel primo trimestre del 2008, gli introiti pubblicitari di Internet negli USA hanno raggiunto i 5,8 miliardi di dollari, con un aumento del 18,2% rispetto allo stesso periodo del 2007, ma con una decrescita di 100 milioni di dollari rispetto all'ultimo trimestre del 2007.
In Italia, secondo l'UPA (Utenti Pubblicità Associati), nel 2008 la pubblicità via Internet crescerà del 29,8% rispetto al 2007 arrivando a quota 675 milioni di euro e superando, per la prima volta, i ricavi provenienti dalla radio. Tuttavia la previsione è che, in Italia, la quota pubblicitaria si limiterà a rappresentare il 6,3% del totale, ben lontano dal 48,5% della televisione o dal 30% della carta stampata.
La Rete sta gradualmente e irreversibilmente modificando i comportamenti attraverso cui le persone comunicano, si relazionano e si informano. Internet si sta apprestando a diventare un supermedia capace di assorbire i media tradizionali. Le abitudini delle persone si stanno modificando. Un cambiamento che sarà reso ancor più deciso grazie alle conseguenze dettate dall'Ubiquitous Internet, cioè la possibilità di accedere a Internet in qualsiasi momento, luogo e a costi contenuti.

Uno dei maggiori freni agli investimenti è rappresentato dagli attuali modelli pubblicitari, ancora troppo legati a meccanismi classici, che non sono in grado di soddisfare appieno né le esigenze degli inserzionisti, né quelle dei consumatori e di conseguenza neanche quelle degli editori.
Nel passato il grande successo economico dei modelli pubblicitari dei media generalisti ha trovato uno dei suoi fondamenti nella progressiva spersonalizzazione del rapporto produttore-consumatore. La Rete, intesa anche come fenomeno sociale, ha messo in luce tutti i limiti di quel genere di modelli pubblicitari, che risultano in buona parte inadeguati a questo ambiente.