Il mondo senza più armi nucleari. Un'illusione? L'era delle armi atomiche s è aperta nel 1945, con Hiroshima e Nagasaki. Avrebbe potuto iniziare due o tre anni prima. Gli scienziati nazisti erano sul punto di realizzarla e vennero ritardati dal loro odio per gli scienziati ebrei, fondamentali in quel campo, e dalle azioni di commando degli alleati. Immaginiamo, comunque, cosa avrebbe potuto succedere se Hitler avesse potuto contare sulla Bomba.
Tornando alla domanda, è possibile pensare realisticamente di chiudere l'era del terrore nucleare? La gente comune, di certo assolutamente contraria alle armi atomiche, può essere convinta che è un obiettivo realistico, che prima o poi si può raggiungere? Se non ce ne convinceremo, è ovvio che non faremo nulla, perché ci si mobilita solo su obiettivi che si pensa di poter realizzare.
Ora, da qualche tempo c'è un'iniziativa che punta alla totale eliminazione delle armi nucleari nel mondo. Non solo per ridurne il numero, poiché questo è già stato realizzato dagli accordi Usa-Urss del passato. Proprio per distruggerle e per impedire che possano essere fabbricate. La premessa è che, a parte Usa e Russia, ci sono già altri 6 paesi che le possiedono - Gran Bretagna, Francia, Cina, India, Pakistan e Israele - e uno, l'Iran, che sta per acquisirla.
Il problema è che l'iniziativa è stata presa da persone che difficilmente possono persuadere le "masse popolari". Si tratta di Henry Kissinger e George Shultz, due ex-segretari di Stato americani, rispettivamente dei presidenti Reagan e Nixon, e da due politici americani meno conosciuti (Bill Perry e Sam Nunn). Lo hanno fatto con un articolo sul «Wall Street Journal» nel gennaio 2007, cui ne è seguito un secondo nel gennaio 2008. La cosa è seria, i quattro propongono l'eliminazione di tutte le armi nucleari e l'adozione dei trattati che ne impediscano la proliferazione. Un obiettivo che dovrebbe interessare tutti. Però le reazioni sono state scarse. Non si è innescato un dibattito, non ci sono state manifestazioni d'appoggio, non si sono scaldati i cuori.
Intendiamoci, non sorprende. L'estrazione dei promotori non favorisce la mobilitazione e la condivisione dell'iniziativa a livello popolare. Infatti, le poche prese di posizione favorevoli sono venute a livello di personalità singole (ad esempio, Gorbaciov), o di istituzioni (il premier britannico Gordon Brown, il ministero della Difesa inglese). E chi mai si comprometterebbe ad appoggiare queste istituzioni? Vedo male, ad esempio, le nostre forze politiche compromettersi in questo senso.
Eppure. A sorpresa il 24 luglio scorso il «Corriere della Sera» ha pubblicato un appello in appoggio all'iniziativa di Kissinger e soci con firme sorprendenti. Si tratta di Massimo D'Alema, Gianfranco Fini, Giorgio La Malfa, Arturo Parisi e Francesco Calogero. I cinque propongono che l'Italia, ma anche l'Europa, appoggino l'iniziativa. Ovviamente, l'articolo non ha per ora prodotto nulla, il dibattito non si è acceso, i cuori nemmeno. Resta la questione: l'obiettivo è sacrosanto, i compagni di strada, almeno per ora, piuttosto improbabili. Ma non varrebbe la pena che le forze pacifiste, troppo spesso schierate in passato solo per combattere i nemici di sempre, Usa e Israele, si mobilitassero per fare proprio questo obiettivo e aprire un fronte mondiale per la totale eliminazione delle armi nucleari? Proviamo a pensarci.
Commenti
Sacrosanta verità! Ben detto... e purtroppo vedo che ci sono pochi commenti... possibile che la gente se ne frega? ne va della salute e del bene del mondo intero... se non le toglieremo subito rischiamo di arrostirci tutti come polli!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Postato da: Daniele Battisti | 01.09.08 21:50