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17 Ottobre 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Lean intranet


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Il concetto di leaness proviene da Toyota. Lean manufacturing (produzione snella) significa tagliare tutte le attività non essenziali alla produzione mantenendo solo quelle a valore aggiunto. Le aziende "snelle" possono sostenere la produzione just in time di beni e servizi con la flessibilità che consente di consegnare al cliente solo ciò di cui ha bisogno e quando ne ha bisogno.

Trasferito sulle intranet aziendali, il concetto di "snellezza" (o secondo la traduzione on-line di Google, di "magrezza") si riferisce alla possibilità che "qualsiasi utente dal CEO, alla segretaria della reception, possa essere in grado di puntare ai contenuti che reputa di valore.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario capire di quali contenuti gli utenti hanno davvero bisogno per creare valore all'interno dell'organizzazione. Fatto questo, occorre rimuovere dall'intranet tutto ciò che non aggiunge valore", come dice Patrick C. Walsh, information architect nell'Intranet Team della BBC, in "Intranet 2.0: the need for 'lean intranets'".

L'intranet è un vantaggio competitivo soprattutto in un'economia globale, è un motore di contenimento dei costi e di guadagno in efficienza, è il tessuto connettivo delle persone dovunque esse siano.

Per questo non può diventare una "discarica di informazioni": "La stragrande maggioranza delle intranet sarebbe molto più produttiva e collaborativa se si eliminasse almeno il 90 per cento dei contenuti presenti", come si legge nel Giraffe Forum di Gerry McGovern in "Intranets are not information dumps").

"Lean intranet": l'intranet leggera, nella quale la crescita continua dei contenuti, come è giusto che sia, non pregiudica l'efficacia della ricerca di dati e di informazioni di valore per il lavoro personale. Il concetto va tanto più tenuto in considerazione quanto più si affermano anche dentro l'organizzazione le applicazioni 2.0 che favoriscono la produzione individuale di contenuti: commenti, blog personali, contributi wiki, discussioni, podcast, microblogging...

Il termine Intranet 2.0 si riferisce allo sviluppo dell'intranet mediante l'introduzione di strumenti web 2.0, quali appunto il blog, il wiki, .... Anche se ad oggi lo stato di adozione non supera il 15% (il 14% per il blog, il 13% per software di social tagging, l'11% per i wiki), il futuro delle intranet sarà questo: le persone parteciperanno sempre più alla crescita del valore informativo dell'intranet.

I due concetti possono coesistere? E' possibile da un lato spingere verso una maggiore partecipazione delle persone per favorire sempre più la diffusione e la condivisione di informazioni e, dall'altro, preservarne il "valore" impedendo che la quantità crescente di microcontenuti generati dagli utenti agisca come la nebbia, rendendo il tutto un panorama indistinguibile?

Se sì, quali gli strumenti, le strategie, le pratiche da adottare?

Per il momento tratteniamo la considerazione che è racchiusa in un commento al già citato "Intranets are not information dumps": "...abbiamo migrato solo 70 su 2700 tra pagine e file nel nuovo sito, e solo tre persone hanno chiesto di recuperare anche altri contenuti".


Commenti

Forse può essere utile alla riflessione il documento che ho appena pubblicato

http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/

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