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2° Convegno E-commerce in Italia 2010

E-commerce in Italia 2010




Si terrà il 14 settembre 2010 il quinto appuntamento con lo studio di Casaleggio Associati sull'E-commerce in Italia 2010. L'indagine avrà come focus l'analisi dell'utilizzo dei cellulari e dei sistemi mobile da parte dei consumatori come supporto agli acquisti on line.

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Libro: Tu sei Rete

Tu sei ReteLa Rivoluzione del Business, del marketing e della politica attraverso le reti sociali.

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Gaia: il futuro della politica

Gaia: il futuro della politicaLa nostra visione del futuro della politica descritto attraverso un video.

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27 Febbraio 2009

Two-sided Market di Adobe, Fonte: Wikipedia
Two-sided Market di Adobe, Fonte: Wikipedia
   

Two-sided Market


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

I cosiddetti Two-sided markets sono reti economiche che hanno due distinti gruppi di destinatari che si scambiando benefici.
Se un gruppo mostra delle preferenze rispetto al numero di membri o alle attività dell'altro gruppo si parla di cross-side network effects. Se invece ciò che succede in un gruppo non influenza ciò che accade dall'altro, si parla di same-side network effects.
I cross-side network effects possono avere una caratterizzazione positiva (il numero di compratori e di venditori su eBay) o negativa (come la reazione dei consumatori ad un aumento di pubblicità). Anche i same-side network effects possono essere positivi (come il numero di partecipanti ai sistemi Peer-to-Peer), oppure negativi (come la presenza di più concorrenti nello stesso marketplace).
Gli intermediari che mettono in relazione i due mercati, devono scegliere il prezzo di equilibrio per ogni gruppo del  two-sided network, tendendo presente l'effetto di rete conseguente.

Un esempio è quello del caso Adobe. Quando la società lanciò i due prodotti Acrobat Reader (per l'utenza consumer) e Acrobat Writer (per l'utente professionale) per leggere e scrivere i file Pdf li mise entrambi a pagamento, secondo un modello economico del tipo prezzo/quantità
[Vedi immagine in alto. La sezione colorata rappresenta le revenue ottenute dai prezzi per la quantità.]

Nei Two-sided networks questa logica di prezzi può essere sbagliata, quando ci si rende conto del fatto che la crescita di utilizzo su un lato del network porta ad una crescita delle adozioni anche sull'altro lato.
Le curve di domanda non sono statiche: con un cross-side network effects positivo, le curve di domanda si sposteranno verso l'esterno, in risposta alla crescita della base di utenti sull'altra rete.
Quando Adobe ha cambiato la sua strategia di prezzi rendendo il suo software di lettura di Pdf liberamente disponibile, si è potuto assistere ad una delle principali regole del two-sided network: "sovvenzionando" il lato più sensibile ai prezzi si ottiene una crescita degli utilizzatori, ripagata dall'aumento verso il lato meno elastico ai prezzi, ma sensibile alla crescita di adozioni sull'altro lato.

Il grafico successivo mostra la variazione sui due lati:

2sidedmarketdeveloper.gif

(fonte:Wikipedia)

In questo caso a fronte di una riduzione a zero delle revenue del lato consumer, si è verificata una forte crescita sull'altro lato, giustificata non solo dall'aumento minimo dei prezzi, ma anche dalla variazione alla curva di domanda da parte dell'utenza professionale.

La teoria dei Two-sided markets ha trovato numerosi ambiti di applicazione teorici, dalle carte di credito ai giornali. Ma è su Internet che questo modello può rivelarsi particolarmente efficace: l'inevitabile interconnessione tra gli attori del sistema facilita infatti lo sviluppo di proprietà emergenti, scarsamente considerate dai modelli economici classici.
Ragionare secondo quest'ottica, facilita poi la comprensione di mercati complessi con più attori. In questo caso si parla di multi-sided network. E' il caso ad esempio del sistema pubblicitario Google Adsense, che ha tre gruppi distinti di destinatari: gli inserzionisti, i publisher (blog, website, ecc.) e i navigatori.
Applicare la logica dei Two-sided markets, significa non limitarsi a considerare gli attori del sistema come entità completamente separate, ma come gruppi che possono influenzarsi a vicenda, traendone benefici.

23 Febbraio 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Obama, le aspettative e il tempo che passa


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Eletto con entusiasmo e con netta maggioranza nel novembre scorso, il neopresidente americano Barack Obama ha avuto anche consensi debordanti in Europa e in molte altre parti del mondo. È giovane, è nero, è carismatico, un presidente in apparenza molto diverso dall'immagine tradizionale del numero uno dell'Esecutivo degli Stati Uniti cui siamo stati abituati per decenni. Le aspettative nei suoi confronti sono, conseguentemente molto elevate: da lui ci si attende che in tempi brevi avvii a soluzione la crisi finanziaria, che faccia ripartire l'economia, che stimoli l'ottimismo e gli investimenti in Borsa, che faccia uscire l'America dall'Irak, che salvi l'ambiente, che imposti una nuova politica estera, più multilaterale del passato e magari anche abbastanza pacifista.
Lasciatemi dire che credo che queste aspettative siano in parte illusorie e in parte irrealizzabili. L'immagine di Obama nel mondo non corrisponde spesso alla realtà. Specie fuori dagli Usa, ma anche all'interno, su di lui sono stati proiettati dei desideri che hanno poco a che fare con i veri programmi che Obama si è dato. E anche quei programmi sono difficilmente realizzabili, per il semplice fatto che in campo economico ha meno risorse di quelle che occorrono, e in campo di politica estera non ci sono le condizioni per modificare le politiche dei suoi predecessori.
Il dato di fondo è che Obama ha poco tempo. È in carica dal 20 gennaio, ma già si legge sulla stampa mondiale che la "luna di miele" con gli elettori sarebbe già finita. I pacifisti sono contrariati perché l'uscita dall'Irak è stata rinviata; i verdi perché i programmi ambientali devono attendere; i sindacati sono delusi perché Obama non sarà protezionista; i repubblicani perché non avranno i loro tagli alle tasse; i democratici perché non scorgono ancora i programmi sociali e sanitari; gli europei sono scocciati perché le prime telefonate e visite ufficiali del neopresidente e dei suoi principali collaboratori non sono giunte all'Europa ma all'Asia e al Medio Oriente; e così cantando.
Obama non solo non può accontentare tutti, ma probabilmente non riuscirà a dare veri segnali di cambiamento nei prossimi mesi, a causa della scarsità di risorse, e così rischia di scontentare tutti. Il tempo è cruciale perché si sa bene come l'opinione pubblica sia volatile. Spero di sbagliarmi, ma tempo che il 2009 per Obama sarà un anno molto più difficile del previsto.

20 Febbraio 2009

Distribuzione degli investimenti del piano anti-crisi wwww.recovery.gov
Distribuzione degli investimenti del piano anti-crisi wwww.recovery.gov
   

Politica in "amministrazione controllata"


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

La Rete occupa ogni giorno un settore nuovo della gestione e dell'amministrazione pubblica. Ad oggi viene utilizzata per erogare servizi agli utenti, nella relazione con i cittadini, nei pagamenti di tasse ed utenze, nel rinnovo di documenti e certificati, nella prenotazione delle prestazioni sanitarie. Il suo utilizzo è ancora fortemente vincolato da aspetti geografici, per la diffusione della banda, e da una massa critica sul numero di abitanti sotto la quale Stato ed amministrazioni locali non hanno ancora attivato le risorse necessarie al cambiamento. Nell’amministrazione pubblica le potenzialità sono ancora molte, sia in quella locale che nazionale.
Negli Stati Uniti la maggior parte dei consigli, anche di circoscrizione nelle grandi Metropoli, sono trasmessi attraverso internet: obiettivo trasparenza e coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni politiche.
In Italia le sedute alla Camera sono in diretta dal web. I consigli locali vengono affidati a dettami differenti da giunta a giunta che normano l’accesso di materiale da ripresa nelle aule consiliari. A livello regionale le dirette streaming sul web coprono oramai la maggior parte delle regioni, mentre nei comuni il fenomeno della diretta dal web è ancora marginale, in alcuni volutamente escluso. Non sono mancati casi in cui movimenti di cittadini (Meet-up di Beppe Grillo) siano stati allontanati con la richiesta di intervento delle forze dell’ordine (video consiglio comunale di Vicenza) a seguito del tentativo di introdurre telecamere all’interno di un consiglio comunale. Il partito Italia dei Valori ha avviato l’iniziativa “comuni trasparenti” in cui invita i propri consiglieri comunali a favorire l’ingresso dei cittadini durante le sedute consiliari. Un suo consigliere regionale, Carlo Costantini, in Abruzzo ha optato per un un’iniziativa autonoma munendosi, a proprie spese, delle attrezzature necessarie per offrire il servizio di diretta streaming attraverso il suo blog www.carlocostantini.it .

Mentre in Italia si dibatte se aprire o meno le porte alla Rete a momenti della vita civile che sono di per sè pubblici, il presidente statunitense Barack Obama, definito il “tech-president”, inaugura www.recovery.gov . I cittadini, oltre a dare nuovi spunti e suggerimenti, hanno a disposizione, aggiornate costantemente, le informazioni su ammontare degli investimenti, settori di investimento, progetti con tanto di avanzamento, impegno di risorse e scadenze. Il sito ha l’obiettivo di informare e far partecipare i cittadini sul piano di sviluppo che dovrebbe rilanciare il Paese. Il governo degli Stati Uniti è il primo governo in cui la spesa pubblica è gestita attraverso la Rete in una sorta di amministrazione “controllata”, anche dai cittadini.

18 Febbraio 2009

Intranet
Intranet
   

Intranet Design Annual 2009


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Il rapporto annuale di Nielsen Norman Group è ormai una consuetudine: premia le migliori intranet di aziende di tutti i paesi del mondo, di ogni settore di attività, dalle grandi multinazionali alle piccole aziende di poche centinaia di dipendenti, dalle imprese private alle aziende pubbliche sino alle organizzazioni non governative.
I principali trend segnalati quest’anno sono:

  1. crescono i budget di investimento, aumenta il numero medio di componenti dell’Intranet Team, si ricorre alle consulenze esterne per coprire competenze assenti in azienda. Aumenta quindi il livello strategico assegnato all’intranet
  2. si diffondono le funzionalità di collaborazione, dal Blog dell’AD, ai Forum interattivi, a funzioni sociali di condivisione di informazioni che arricchiscono l’identità della persona al di là dei dati di contatto
  3. le funzionalità di personalizzazione diventano sempre più sofisticate, rafforzando il concetto che vuole l’intranet uno spazio di lavoro personale
  4. si osserva una progressiva convergenza verso alcune piattaforme. Se lo scorso anno le tecnologie usate dai vincitori erano 41, quest’anno sono solo 26; in aggiunta la metà delle intranet selezionate fanno uso di Microsoft Sharepoint
  5. cresce ancora l’attenzione all’usabilità, che può portare sino al raddoppio delle visite e delle pagine viste.

I vincitori di questa edizione sono:
* Altran, consulenza (Francia)
* Advanced Micro Devices (AMD), produzione (USA)
* BASF SE, chimico (Germania)
* COWI Group A/S, consulenza (Danimarca)
* Deloitte Touche Tohmatsu (DTT) (multinazionale)
* Environmental Resources Management (ERM), consulenza ambientale (multinazionale)
* HSBC Bank Brazil, bancario (Brasile)
* Kaupthing Bank, bancario (Islanda)
* L.L.Bean, commercio (USA)
* McKesson Corporation, farmaceutico (USA).
Come sempre da qualche anno troviamo vincitori del premio in tutti i settori e in tutto il mondo: per la prima volta dal Sud America, dalla Francia, dall'Islanda e dalla Danimarca.
Particolarmente rappresentato il settore della consulenza: le attività molto knowledge-intensive, ovvero basate su un utilizzo intensivo di informazioni, sono le prime a beneficiare di ambienti di condivisione e di collaborazione.
Anche se si consolida la tendenza che vede il coinvolgimento di consulenze esterne nello sviluppo dei progetti intranet, si tende a mantenere il controllo all'interno dell'azienda. Le consulenze esterne portano nel gruppo di lavoro competenze specifiche, costruite nel corso di progetti analoghi in contesti diversificati.
L'ingaggio di consulenti esterni per periodi limitati di tempo si giustifica per almeno tre motivi:

  • il primo, forniscono un giudizio esterno, non viziato dalla consuetudine, ad esempio attraverso un assessment oppure un usability test. Le informazioni che si ricavano danno in genere una visione diversa dello stato dell'intranet - non necessariamente critica, ma sicuramente diversa
  • il secondo, contribuiscono al progetto con competenze specializzate
  • il terzo, aiutano a gestire i picchi di lavoro.

9 Febbraio 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Il mondo salvato dalle donne?


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Se qualcuno chiede la mia opinione, dichiaro senza esitazioni che lo stupro di uno o più uomini contro una donna equivale al più grave ed efferato delitto possibile contro la persona, equivalente all'omicidio. È probabilmente peggio di un omicidio perché i danni che la donna si porta dietro la accompagneranno per tutta la vita, una vita sostanzialmente distrutta sotto il profilo psicologico ed emotivo.

Passiamo ad altro argomento, apparentemente sconnesso: la finanza. In una sessione del World Economic Forum di Davos a fine gennaio, una persona intelligente ha posto la domanda: il mondo sarebbe oggi in questo incubo di crisi finanziaria se invece di Lehman Brothers fosse esistita una Lehman Sisters? Le risposte sono variate da quella scherzosa: "no, le donne non avrebbero mai inventato strumenti finanziari così sofisticati", come quelli che ci stanno rovinando la vita; ad altre risposte più serie, come: "le donne non avrebbero mai preso rischi così colossali come quelli che hanno distrutto il sistema".

Il Nobel del microcredito Mohammed Yunus, che presta solo alle donne, approva e ribadisce che la crisi non sarebbe mai scoppiata se fossero state le donne a gestire la finanza. La ministra indonesiana Pangestu condivide: "le donne sono meno corrotte degli uomini". Il commissario europeo Nelly Kroes a sua volta si dice "assolutamente convinta che il testosterone ha messo ko il sistema" e che "in termini generali, le donne sono meno guidate dall'ego degli uomini".

Altra questione: le donne ai posti di comando in azienda. È il disastro, come è noto, si parla di pochi punti percentuali sul totale, e siamo arrivati al 2009. Si è parlato di "soffitto di vetro" per indicare il tappo invisibile che impedisce loro di salire nella scala gerarchica; poi si è parlato di "labirinto della leadership" dove le donne di perdono perché non riescono a superare i trabocchetti di un sistema pensato per gli uomini. La sostanza è la stessa, l'ingiustizia pure.

Non credo alle quote rosa, ma spero che i violentatori passino la vita in carcere. Non credo che Lehman Sisters risolverebbe il problema, perché il potere, politico o economico fa lo stesso, corrompe chiunque. Ma credo nella giustizia e nell'uguaglianza delle opportunità e, per ciò che riguarda le donne, nel nostro mondo postmoderno ne siamo ancora molto lontani.

6 Febbraio 2009

Pay the user first nel Social Bookmarking
   

Pay the user first!


Tutti i post di Maurizio Benzi
 
Il Web2.0 ha portato numerosi cambiamenti tecnologici e sociali: nuovi servizi, nuovi ambienti di relazione e nuove forme di interazione. Ma è importante sottolineare che ha anche introdotto un differente approccio nel rapporto tra chi realizza e chi usufruisce delle applicazioni.
Non a caso le iniziative di maggiore successo hanno alla loro base un pensiero sintetizzato dal concetto "Pay the user first", cioè la capacità di mettere in primo piano il vantaggio, o la ricompensa degli utenti per le loro azioni.
Il successo di Youtube è in buona parte dovuto al fatto che i creatori hanno continuamente migliorato il loro sistema per far diventare sempre più semplice e vantaggioso il processo di condivisione dei video per il singolo utente. Hanno soddisfatto un'esigenza di milioni di persone senza chiedere loro nulla in cambio, se non di rendere pubblici i propri filmati. L'aggregazione degli utenti ed il network effect conseguente hanno portato Youtube a diventare il principale concorrente della televisione.
Ma se avessero chiesto anche solo 10 cent per ogni video caricato, oggi Youtube esisterebbe ancora? Probabilmente no. La ricompensa dell'utente non deve venire dopo quella del business. La stessa visione è stata applicata in sistemi che hanno riscosso ampio successo come Del.icio.us (video) e Flickr.

Il concetto di "Pay the user first" non è scontato. Anche se ormai è diventato un must per le applicazioni Web2.0, la stessa cosa non vale in molti altri ambiti, come quello della comunicazione commerciale. Nella pubblicità online infatti è completamente assente questo approccio alla relazione tra azienda ed utente. Ed è questa una delle ragioni per cui, nonostante le grandi opportunità, l'efficacia dell'advertising online sia oggi cosi limitata.
Cliccando su un annuncio pubblicitario ci siamo ormai abituati ad aspettarci di trovare qualcosa di completamente inutile oppure che richiede un nostro sforzo (compilare un form, iscriversi ad una newsletter, ecc.) senza prima offrirci un reale valore. Il risultato è semplice: gli annunci pubblicitari non vengono cliccati.

"Pay the user first" è un atto di fiducia verso il proprio pubblico. Ed è la regola che prima o poi dovrà valicare gli ambiti delle applicazioni Web2.0  per operare nella definizione dei modelli di business o nella comunicazione pubblicitaria online.

4 Febbraio 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Identità 2.0


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Scambiare informazioni tra persone che lavorano nella stessa organizzazione dovrebbe essere una delle cose più semplici del mondo; invece è una delle più difficili. Con conseguenze gravi sui risultati aziendali.

All'origine di questa situazione ci sono diversi fattori: innanzitutto l'esistenza di silos informativi tra le unità organizzative; poi la consuetudine di comunicare via telefono, mail o IM piuttosto che attraverso strumenti collaborativi avanzati; da ultimo la mancanza di strumenti adeguati.

Il tentativo di risolvere queste situazioni con l'adozione di tecnologie che "costringano" le persone a condividere le informazioni non solo non è sufficiente, ma spesso è inutile; non basta la tecnologia per modificare i comportamenti. Ma anche investire in strumenti che rendono fruibili sulla intranet i dati archiviati nelle applicazioni aziendali può non essere sufficiente; non basta la possibilità di accedere ai dati per garantire che le persone li utilizzino e lo facciano in modo intelligente.

E' più produttivo investire in tecnologie che "favoriscano" i rapporti tra le persone, affinché attraverso queste relazioni la comprensione dei dati sia potenziata e si generi un meccanismo virtuoso di condivisione delle informazioni e generazione di nuova conoscenza. L'intelligenza nasce dalle relazioni tra persone, non dalla disponibilità dei dati.

Le intranet, nel migliore dei casi, sono impostate sui dati e non sulle persone: ci sono applicazioni intranet per la gestione di dati sui clienti, sui progetti, sui fornitori; altre per richiedere le ferie, l'autorizzazione per le trasferte, l'approvazione della nota spese... Dati, non persone.

La Rubrica on-line è una delle funzioni più diffuse nelle intranet: contiene l'elenco dei numeri di telefono e dei dati di contatto di tutti i dipendenti dell'azienda. E' una delle funzioni più semplici da attivare, e può essere perfezionata con il "Cerca Persone", un motore di ricerca che permette di trovare rapidamente l'interno di un qualunque collega, la sua funzione organizzativa di appartenenza o la sede di riferimento.

Con la Rubrica trovi le persone, ma se non sai chi cercare, risulta inutile. Infatti non risolve il problema di trovare l'informazione che serve per completare una attività, trovare un collega esperto di una certa disciplina o di un certo prodotto, rintracciare un documento in una determinata versione ricevuta o inviata nei giorni precedenti.

La Rubrica è il luogo in cui l'identità personale viene ricomposta a 360°, restituendo un profilo della persona che è fatto anche delle attività che segue o su cui è coinvolta, delle informazioni che quotidianamente usa e produce, dei dati gestionali che utilizza o che alimenta. Ri-connettere i "dati" e i "processi" alla persona ha due vantaggi: il primo è la capacità di svolgere al meglio il proprio lavoro, il secondo è la possibilità di rintracciare le persone in base ai dati, alle informazioni e alle attività cui sono connesse.

E' un punto di svolta fondamentale, perché focalizza l'attenzione sulla persona e non sul dato. Certo, è importante portare a galla e rendere accessibili i dati presenti negli archivi delle applicazioni aziendali; guai se non lo fossero. Ma il vero valore si ha quando la circolazione delle informazioni disponibili avviene attraverso le relazioni tra le persone. Garantisce una comprensione dei dati molto superiore, perché condivisa.

2 Febbraio 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

L'investimento in Rete è culturale


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

La rete è cambiamento culturale. Se non viene vista in questo modo, finisce per essere un investimento costoso e senza ritorni interessanti. Un esempio lo abbiamo nella politica dove tutti i movimenti e partiti hanno deciso di investire in rete per le loro campagne elettorali.

Chi come Obama ci ha creduto maggiormente, ha anche investito di più. Non a caso il suo staff per l'on line era 10 volte più grande di quello di McCain. Un investimento che ha dato risultati interessanti: ottenendo 2 volte il traffico sui propri siti, 4 volte i visitatori su Youtube e 5 volte i Facebook fan; sempre al confronto con McCain. Ma soprattutto ha reso in termini economici raccogliendo finanziamenti on line da oltre tre milioni di donatori che in media hanno donato più di due volte un importo sotto i 200 euro.

Ma i veri cambiamenti apportati da Obama con la rete sono quelli che non hanno un costo economico quanto culturale. Questa settimana ad esempio è possibile commentare la prima legge della nuova legislatura statunitense, prima della firma di Obama: la legge sull'assicurazione pubblica per la salute dei minori per coprire oltre ai 6 milioni di bambini di oggi, altri 4 milioni.

La promessa è di mettere in libero commento per 5 giorni tutte le leggi non urgenti che richiedono la firma del presidente.
I cittadini possono così partecipare direttamente al governo dello Stato. Un investimento che molte altre amministrazioni pensano di non potersi permettere.