Capire quali proprietà governano una rete permette di comprenderne il comportamento, ipotizzare gli impatti di eventi esterni e prevederne quindi lo sviluppo.
Alcuni studi sull'utilizzo delle parole nei testi scritti hanno permesso di capire che nella scrittura seguiamo il "principio del minimo sforzo", quando scriviamo un testo la scelta delle parole da utilizzare ricade all'interno di un insieme ristretto di vocaboli: la probabilità di utilizzo di una certa parola decade quindi rapidamente seguendo una curva di potenza. Nell'abbinare le parole ne esistono alcune che fungono da collante con tutte le altre, da hub.
Fino a pochi anni fa non era nota la struttura di Internet. In mancanza di un coordinamento centrale nessuno sapeva come era formata l'intera rete. Nel 1998, Bill Cheswick dei Bell Laboratories e Hal Birch della Carnegie Mellon University inviarono 10.000 pacchetti al giorno in rete disegnando la mappa fisica di Internet. La scoperta fu sconsolante, la forma a cui assomigliava di più era quella gerarchica, una delle soluzioni che Baran aveva scartato per la sua vulnerabilità agli attacchi. In seguito si comprese che Internet era in effetti una rete di potenza con un diametro massimo di 19 passaggi per attraversarla, molto tollerante verso malfunzionamenti ma estremamente vulnerabile se attaccata in modo mirato.
La forma di Internet ha permesso di comprendere le caratteristiche di vulnerabilità della rete (ed i router più a rischio), e di stabilire che il sistema rimarrà efficiente in futuro con la crescita dei router. Le informazioni inviate e richieste su Internet sono divise in più pacchetti e ogni pacchetto sceglie il percorso ritenuto più breve per raggiungere il destinatario. Se con l'espansione della rete il numero di passaggi di ogni pacchetto dovesse essere troppo elevato, la rete perderebbe di efficienza. Dato che Internet è una rete di potenza, la sua struttura gli permetterà di crescere esponenzialmente senza comprometterne il funzionamento. Secondo la legge di potenza che segue Internet, se i router diventassero 20 volte quelli attuali, il diametro sarebbe solo di 21 passaggi, preservando quindi l'efficienza del sistema.
Conoscere la distribuzione di una rete permette di prevederne i fenomeni. La rete dei partner sessuali è stata analizzata da diversi studi. La scoperta comune a tutti è che si tratta di una rete di potenza dove pochi individui hanno più partner della media e hanno pochi partner. Per prevenire la diffusione di malattie veneree bisogna quindi tener conto in primo luogo degli hub sessuali, come le prostitute o individui come il "paziente zero" dell'AIDS Gaetan Dugas, l'assistente di volo canadese che ebbe più di 2.500 partner.
Tratto dal libro "TU SEI RETE".
Commenti
Non conoscevo il vostro sito; molto bello ed inoltre mi interessa molto la " filosofia tecnologica" di una democrazia mondiale legata alla Rete. Io ne parlo in ottica transumanista (+H) sul sito www.carlopelanda.it, Futurizzanti. Magari ne parliamo a voce.Un caro saluto Giuseppe Vatinno Resp. Nazionale Energia ed Ambiente di Idv la ci siamo visti un paio di volte al partito...
Postato da: Giuseppe Vatinno | 17.03.09 19:52
Call for Paper per l'edizione 2009
Alla fine di maggio a Firenze si terra' e-privacy 2009.
Il tema dell'edizione 2009 e' "Verso il Controllo Totale".
Il comitato organizzatore ha deciso di aprire una Call For Paper formale, con inizio l'11 marzo e che si chiudera' il 15 aprile; le accettazioni saranno comunicate agli autori entro il 22 aprile. La consegna delle relazioni e/o slide degli interventi accettati dovra' essere effettuata entro l'8 maggio.
Come di consueto saranno valutate anche proposte su temi, specialistici, sia tecnologici che legali, relativi alla privacy in Rete e fuori.
La diffusione dalla Rete nella vita quotidiana e' accompagnata da una sua manipolazione sia tecnologica che legale che permettera' di ottenere un media facilmente censurabile e controllabile.
Con gli stessi mezzi e con un consenso impressionante la Rete viene trasformata in un mezzo di intercettazione preventiva di massa.
Continua:
http://e-privacy.winstonsmith.info/
Postato da: manuela bellandi | 17.03.09 14:36