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28 Maggio 2009

Video dell'intervento di Gianroberto Casaleggio a ClassLife
   

Webcolumn - L'ecommerce in Italia 2009


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Lo sviluppo dell'e-commerce all'interno del 2008 è stato significativo ed è stato in controtendenza rispetto alla crisi, la percentuale è di circa il 30%. E' il rapporto annuale che noi facciamo come Casaleggio Associati sull'e-commerce che registra queste cifre su una base di circa 2.700 aziende del settore, complessivamente abbiamo avuto circa 252 miliardi di Euro, quindi il nostro mercato pur essendo in crescita, pur essendo confortante rispetto alla crisi è comunque un mercato abbastanza piccolo.

Il turismo ha rappresentato nello scorso anno circa il 50% del fatturato con una forte crescita del settore tempo libero in cui hanno fatto un grande balzo in avanti le scommesse on line, successivamente a questo settore ci sono l'elettronica di consumo e le assicurazioni che seguono con circa il 20%.

Le tendenze dell'e-commerce in realtà sono esattamente speculari alle tendenze di Internet e Internet nell'ultimo anno si è mosso soprattutto nell'ambito dello sviluppo del social media, quindi aree in cui le persone possono interagire tra loro, scambiarsi informazioni, definire anche una propria posizione nei confronti di prodotti di brand o di servizi, quindi il fatto di essere sempre più vicini a questi social media in qualche occasione anche crearne di propri, patrocinare dei social media che discutano di un certo tema che può essere il mutuo, oppure il pannolino dei bambini, questa è una delle tendenze emergenti.

Un'altra tendenza che sconvolgerà probabilmente il mondo dell'e-commerce in senso positivo nei prossimi anni e che sta diventando sempre più importante negli Stati Uniti è quello dell'Internet mobile, quindi della possibilità di acquistare, ovunque si sia, attraverso dei device che non sono il cellulare attuale, ma saranno sempre più l'iPhone, il Gphone, l'attuale Blackberry con una connessione alla rete per servizi studiati per la mobilità, per la posizione in cui la persona si trova in quel momento, legati anche all'acquisto.

La crisi economica ha colpito in parte l'e-commerce in Italia nel 2008 in quanto l'anno precedente la crescita era stata sempre a due cifre, però del 40% e quindi c'è stata una controtendenza rispetto alla crisi, ma comunque anche l'e-commerce in parte ha sentito la crisi. Uno degli effetti che la crisi sta avendo nell'area dell'e-commerce è quello di far riflettere le aziende produttrici che l'e-commerce è comunque un'opportunità e questa opportunità va colta al più presto possibile, quindi noi avremo nel 2009 molte aziende che si occupano oggi soprattutto di produzione, che si occuperanno anche di distribuzione attraverso la rete.

Il 2009 per gli operatori dell'e-commerce si presenta un anno difficile, ma sicuramente un anno che dovrebbe rispecchiare una crescita a 2 cifre, probabilmente simile a quella del 2008, quindi con il 30%. In termini più generali l'e-commerce crescerà soprattutto in Asia e nei paesi del nord Europa confermerà la propria crescita che è quella attuale molto spinta.

Parliamo dell'Italia invece come opportunità di crescita maggiore, come potrebbero essere colte? Eliminando alcuni fattori strutturali e legislativi, in particolare mi riferisco alla legge che oggi vincola fortemente la diffusione del wifi e alla discussione ancora parziale dell'Adsl sul territorio nazionale, in alcuni casi poi ci sono anche problemi legati alla logistica, quindi al costo logistico superiore in Italia rispetto a quelli di altri paesi.

In ogni caso, pur con queste limitazioni che spero verranno rimosse quanto prima, noi stiamo parlando di un settore che in un momento di grave crisi com'è stata comparata da molti come quella del 1929, è un settore che sta crescendo a due cifre e che crescerà probabilmente a due cifre anche quest'anno e nel 1929 non credo ci siano stati segmenti o settori economici che siano cresciuti a due cifre!

26 Maggio 2009

Interviste agli operatori italiani sull'impatto della crisi nell'e-commerce
   

L'E-Commerce in Italia e la crisi


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

La crisi finanziaria ha avuto impatto sulle vendite on line in Italia soprattutto nei mesi di ottobre e novembre del 2008. Tuttavia gli operatori più solidi nel mercato hanno registrato crescite consistenti per il 2008 e prevedono di continuare a crescere anche nel 2009.
Una crescita che in mercati più maturi si è manifestata solo in parte, negli Stati Uniti, ad esempio, l'e-commerce di prodotti fisici è comunque cresciuto, ma solo del 6% nel 2008, il più basso dal 2001.

Durante il convegno l'E-commerce in Italia 2009 Un'opportunità nella crisi, abbiamo condotto una serie di interviste ad operatori del settore sull'impatto della crisi economica in questo ambito. 

Secondo le aziende che vendono on line in Italia i principali problemi nel 2009 dovuti alla crisi saranno la ricerca di nuovi clienti a causa della stagnazione del mercato (27% delle aziende) e riuscire a mantenere gli stessi margini di guadagno a causa delle promozioni che sarà necessario attivare (24%). Solo l'8% delle aziende non pensa di modificare la propria strategia nel 2009 in funzione della crisi.

L'impatto della crisi secondo gli operatori dell'e-commerce in Italia

Tra gli altri temi indicati dalle aziende compaiono anche il contenimento dei costi, come riuscire ad aumentare la fiducia negli acquisti on line, la difficoltà nella riscossione crediti per pagamenti posticipati dovuti alla scarsa liquidità dei clienti, la ridiscussione delle condizioni con i fornitori, la ricerca di finanziamenti adeguati per la crescita del business.


Le tendenze che il mercato sta seguendo per gestire la crisi sono descritte nella ricerca, scaricabile gratuitamente, E-commerce in Italia 2009.

 

Ps: domani, 27 maggio presenterò la ricerca Casaleggio Associati sull'e-commerce all'EBA Forum nella sessione Merchant2.0

22 Maggio 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

N-Square, l'intranet per la gestione organizzativa


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

"I think that without the intranet, it would be almost impossibile to run the organization". E' quanto afferma Simon Sproule, già Corporate VP, Global Communications, in Nissan, e ora nello stesso ruolo in Microsoft.

In tempi di forte difficoltà economica, le intranet sembrano godere di nuova attenzione da parte delle imprese come driver di efficienza, produttività e "collante" culturale e organizzativo.

I servizi online, l'accesso alle applicazioni e alle informazioni modificano alla radice il dove, il come e la "facilità" con cui viene svolto il lavoro. Ad esempio, il modo in cui viene realizzato un servizio online o in cui viene tradotto il flusso operativo di un processo aziendale in una successione di microattività online demandate ai diversi ruoli nell'azienda, è in grado di modificare in brevissimo tempo il procedimento con cui si svolge una determinata attività, i ruoli coinvolti, le responsabilità in atto, i punti di controllo o di approvazione.

E' come se da un'unica consolle di supervisione si potessero cambiare in poco tempo i meccanismi che regolano i flussi operativi di tutte le persone in azienda.

Certo, in una piccola impresa tutto questo può sembrare superfluo: poche persone, tutte o quasi si conoscono di persona, tutte o quasi conoscono di persona il capo azienda, il quale può permettersi di comunicare le nuove direttive relative a un qualunque processo di business in una riunione a cui partecipano al massimo 8-10 persone.

Ma quando le dimensioni dell'azienda aumentano tutto ciò non è più possibile, e soprattutto, dopo la comunicazione di cambiamenti organizzativi e di conseguenti modifiche procedurali, può essere difficile applicare con determinazione i cambiamenti definiti e controllarne l'attuazione. Spesso, dopo aver modificato il flusso di autorizzazione per gli acquisti o per l'emissione di offerte ai clienti e i relativi moduli cartacei, per un certo periodo tutto continua come prima oppure, dopo un iniziale adeguamento alle nuove direttive, lentamente il modus operandi deriva verso le abitudini consolidate. Quante volte abbiamo sentito il capo o il responsabile amministrativo chiedersi: "Ma non avevamo detto di fare....?".

Ecco, l'intranet arriva a questo livello: la gestione dell'organizzazione con l'aiuto di strumenti informatici che traducono le regole di gestione operativa in microattività online demandate alle persone. E questo, che cosa ha in più rispetto alle tradizionali applicazioni gestionali? Molto, moltissimo; perché stiamo parlando di portare le microattività verso le persone, sulla loro scrivania virtuale, nella quale sanno come muoversi, ne conoscono "il linguaggio visivo"; in un certo senso "sanno dove sono le cose". Il contrario di questo è portare le persone nei sistemi gestionali: ogni sistema vuol dire un linguaggio nuovo da imparare, fatto di navigazione, struttura del menu, visual, terminologia...

In Nissan, l'intranet è come un hub che garantisce ai dipendenti l'accesso alle informazioni e gli strumenti necessari per lavorare, dai workflow dei processi operativi alla gestione dei progetti sino ai meeting virtuali. N-Square, così si chiama l'intranet, contiene le modalità di lavoro di Nissan, rompe la struttura gerarchica, le barriere geografiche e quelle culturali. Le interazioni che accadono tra le persone in N-Square, grazie anche all'utilizzo di funzioni social molto simili a quelle sperimentate ogni giorno sul web, fa di questa intranet lo strumento privilegiato per la gestione e il rafforzamento dell'organizzazione.

Soprattutto in tempi turbolenti come quello che stiamo attraversando, la possibilità di definire cambiamenti all'organizzazione e al modo in cui si svolgono le operazioni, poterle metterle in atto rapidamente e sfruttare l'opportunità di mantenere un legame diretto senza mediazioni con tutte le persone per spiegare i cambiamenti e motivare all'azione, è una leva strategica irrinunciabile.

7 Maggio 2009

Video dell'intervento di Gianroberto Casaleggio a ClassLife
   

Il futuro di Twitter


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 
Intervento di Gianroberto Casaleggio a ClassLife: Twitter in questo momento è il fenomeno della rete, sta esplodendo, però esiste da qualche anno, è stato inventato da un signore che si chiama Jack Dorsey e è definibile come un microblog, quindi un blog molto piccolo con caratteri inviabili fino a 140 alla volta, per singolo messaggio, questi messaggi vengono anche chiamati Twit e sono inviati in tempo reale a tutti coloro che si iscrivono a una certa persona che si è registrata su Twitter, la registrazione su Twitter è gratuita, tutti coloro che vogliono ricevere da questa persona dei messaggi in automatico, quindi senza che la persona invii a loro espressamente un messaggio, ma semplicemente essendo iscritti posso riceverlo. Questa modalità di essere informati per esempio sugli spostamenti di una persona, oppure essere informati da una persona sul resoconto di un evento che può essere un evento catastrofico come il terremoto, perché la persona è presente in loco, oppure un evento sportivo, oppure anche un dibattito politico com'è avvenuto recentemente, sono sempre più diffusi attraverso questa modalità. Uno può inviare moltissimi messaggi e poi inviarli in un tempo molto limitato. Ultimamente Twitter sta diventando appetibile per molti colossi del settore e come per altre realtà in passato, per esempio Flicker o You tube, si sta delineando la possibilità che sia acquistato, in particolare Google secondo Techcrunch che è uno dei siti più importanti nel mondo per la valutazione di fatti e tecnologie legati alla rete, avrebbe offerto 250 milioni di dollari per l'acquisto di Twitter. Twitter lo scorso anno aveva ricevuto un'offerta simile da parte di Facebook, di sicuro c'è che in questo momento Twitter può essere acquistata, molti dicono che sarà acquistata sicuramente entro la fine dell'anno, la possibilità di accedere ovunque si sia per mandare un proprio messaggio e riceverlo, esattamente come si fa con il cellulare, sta creando una nuova cosa che si sta affiancando all'email, all'instant messagging che sono ormai comuni che si chiama microblogging, quindi in futuro l'utilizzo di microblogging, Twitter è un microblogging, sarà sempre più diffuso mano a mano che si diffonderà Internet mobile, mano a mano che saranno diffusi i BlackBerry ma in particolare anche Iphone e soprattutto Gphone di Google nel prossimo futuro. Rispetto alla ricerca che siamo abituati a conoscere, non si ricerca sul passato, quindi non si ricerca sulle fonti, sui documenti, ma si ricerca sulla conversazione e questa modalità di ricerca è oggi quella su cui sta investendo Twitter, è quella per cui Twitter è così interessante per attori come Google. Questa conversazione mondiale può essere vista in tutte le lingue del mondo in un sito che si chiama Twittervision.com che è molto piacevole e interessante perché in qualunque zona del mondo si accende improvvisamente una conversazione nella lingua che può essere coreano, giapponese e cinese e queste conversazione danno un'idea di quella che è la conversazione globale.

4 Maggio 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Quando la Rubrica nasce dal basso


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Tra le diverse modalità per alimentare la rubrica on-line delle persone che lavorano in una qualunque organizzazione, il self service updating è senza dubbio il più pratico ed efficace nel medio-lungo periodo.

Richiede lo sviluppo di una interfaccia utente accessibile dalla scheda personale e dotata delle funzionalità necessarie per aggiungere informazioni e modificare quelle pre-esistenti, contenendo al minimo indispensabile le limitazioni di azione sui dati che sono in condivisione con i sistemi centrali (soprattutto HR e IT) essenziali per la corretta gestione del rapporto di lavoro e dell'accesso alle reti e ai sistemi. E' utile lasciare alle persone la massima libertà di modifica: dipartimento / servizio / ufficio / funzione aziendale di appartenenza, gruppo di progetto di riferimento, telefono interno, localizzazione dell'ufficio nel layout della sede di appartenenza...

Quali sono i rischi? Il primo, il più evidente, è che le informazioni gestite in autonomia non siano corrette. Il secondo, il più grande, è che le persone possono dimenticare di fare gli aggiornamenti quando servono: se tutti non sono sufficientemente diligenti nel mantenere il proprio profilo, il valore della Rubrica è destinato a diminuire molto rapidamente.

Per fronteggiare questo rischio di obsolescenza è utile allargare quanto possibile lo spettro informativo della scheda personale inserendo informazioni relative alle competenze, ai progetti / attività seguite, agli interessi, agli studi fatti e alle precedenti esperienze lavorative; è utile agganciare al profilo personale anche quelle funzionalità che permettono alle persone di segnalare risorse trovate sulla rete e che reputano interessanti per se stesse, per i propri colleghi e in generale per l'organizzazione cui appartengono. Come ideale completamento di questo processo di gestione della identità delle persone a tutto tondo, è utile integrare anche funzioni di status update o addirittura di microblogging stile Twitter o Yammer.

In questa direzione "l'insegnamento" di Facebook, se così si può dire, è che offrire alle persone strumenti per raccontare di sé a 360° è uno stimolo ad aggiornare i propri dati molto più forte di qualunque direttiva aziendale: gestire con efficacia il rischio di non aggiornamento dei dati è la strada migliore per risolvere anche gli effetti dell'altro rischio, quello dei dati errati.

Le altre modalità di alimentazione della Rubrica on-line sono: assegnare la responsabilità di manutenere tutti i dati a uno staff centrale, in genere collocato nella Funzione del Personale oppure realizzare una integrazione, on-line o meno, con i sistemi aziendali che, ciascuno per la sua parte, gestiscono già questi dati.

La prima fonte di alimentazione della Rubrica on-line è il sistema informativo aziendale, ma, dopo l'iniziale popolamento, è più utile affidarsi alle persone piuttosto che a staff appositamente costituiti. Costa meno e pone le basi per successive iniziative di social networking.