webTime

webTime la newsletter di Casaleggio Associati Iscriviti a webTime, la nostra newsletter quindicinale



webTime
Segnalazione dei nuovi post
nota informativa sulla privacy


5° Ricerca sull'e-commerce in Italia

Sono disponibili gli atti del convegno "E-commerce in Italia 2011" e la ricerca sui trend in atto nell'e-commerce, sull'andamento economico suddiviso per settori, del ruolo del marketing, delle infrastrutture adottate, delle nuove modalità di utilizzo dei Social Media e dei sistemi mobile.

Vai all'area e-commerce in Italia



Libro: Tu sei Rete

Tu sei Rete La Rivoluzione del Business, del marketing e della politica attraverso le reti sociali.

ACQUISTA



Gaia: il futuro della politica

Gaia: il futuro della politica La nostra visione del futuro della politica descritto attraverso un video.

Guarda il video

La mappa del potere

Mappa del potere Il social network dei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa.

Crea la tua mappa


Aggiornamenti

Feed Rss Segui gli aggiornamenti del blog Casaleggio Associati iscrivendoti attraverso i feed RSS.

10 Luglio 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Uno spettro in azienda


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

In America Obama vuole porre tetti ai bonus e stipendi dei manager. In Francia quelli che Bernard Henry-Levy ha chiamato i "nuovi sanculotti" hanno ripetutamente preso in ostaggio dei manager per protesta. Uno spettro si aggira per le aziende: quello di una contestazione del modo di gestire le imprese da parte di un management che, negli ultimi vent'anni, ha cambiato natura, assumendo un potere e una visibilità in precedenza sconosciute. Non si tratta certo di un'opposizione ideologica di stampo neomarxista, ma rappresenta quella che una volta si sarebbe definita come una "contraddizione in seno al capitalismo".

La crisi finanziaria ha costituito solo un detonatore di tendenze già in atto, per le quali si è iniziato a mettere in discussione alcuni capisaldi realmente importanti e distintivi del modo di gestire le imprese e degli obiettivi connessi. Le domande che oggi molti si fanno si indirizzano sul che fare, una volta che si è verificato che la reputazione e l'immagine dei manager si è deteriorata a causa degli scandali del tipo Enron e Parmalat, e poi in modo più grave per la mala gestione delle maggiori istituzioni finanziarie mondiali.

Ci si chiede come garantire meglio la professionalità e la affidabilità di persone che assumono poteri che possono diventare immensi (molte multinazionali hanno fatturati superiori al Pil di Paesi anche non piccoli, come la Danimarca) e quali percorsi formativi eventualmente introdurre. È saltata fuori l'idea dei codici di condotta, perché richiama una possibile formazione alla business ethics o alla CSR, ma non rappresenta per nessuno una panacea.

Alcuni punti del dibattito si intrecciano con alcune spinte già in atto per riconsiderare modalità di gestione, filosofie gestionali e obiettivi di gestione. In primo luogo, si mette sempre più in discussione l'obiettivo della creazione, e/o massimizzazione, del valore per gli azionisti, il mantra che ha prevalso negli anni passati, e che oggi dà origine alle critiche al capitalismo senza regole. Oggi è contestato a favore di una visione degli obiettivi d'impresa più consapevole di responsabilità allargate, che comprendono non solo gli azionisti (shareholder) ma anche altri portatori d'interesse (stakeholder), come le comunità di riferimento, i clienti, i fornitori, i dipendenti dell'azienda; ma anche l'ambiente fisico e gli equilibri economici complessivi.
Il secondo elemento è quello dello shortermism, che certo connota più le imprese americane di quelle europee ma che chiaramente costituisce un punto nevralgico: definizione dell'equilibrio tra obiettivi di breve, medio e lungo termine, sostenibilità economica, durata dell'impresa nel tempo.
Il terzo elemento riguarda la stessa collocazione e funzione dell'impresa nel contesto socioeconomico complessivo. Vi è una spinta crescente a considerare le aziende come soggetti di riferimento per lo sviluppo economico e sociale, luoghi di crescita individuale oltre che di creazione della ricchezza sociale. È quello che Gary Hamel chiama "favorire le comunità di interessi" e che, a suo parere, richiede una "ricostruzione delle fondamenta filosofiche del management", se non addirittura una "rieducazione della mentalità manageriale".

Anche altri importanti pensatori contemporanei di management, come Michael Porter e Clayton Christensen, hanno di recente scritto sull'esigenza di inquadrare il rapporto tra l'impresa e la società in termini nuovi: Porter indicando la via che definita della "integrazione sociale dell'impresa" come superamento di una visione troppo ristretta della CSR; Christensen mettendo in evidenza l'importanza dell'innovazione sociale ed economica per rendere compatibili al grado più avanzato gli obiettivi spesso contrastanti delle imprese e della società.
Sale, dunque, dalla società verso le imprese una domanda di cambiamento. La questione è se i manager, spesso super pagati, che stanno in cima alle aziende sapranno capirla. Ma, soprattutto, se saranno disposti a cambiare.

Invia un commento

Puoi inserire il tuo commento qui sotto.
Ti chiediamo di scrivere in tema con il post, indicare il tuo nome e cognome, non inserire pubblicità, non utilizzare linguaggio offensivo o turpiloquio e non inserire contenuti che possano costituire una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.).

Questo è un blog aziendale e come tale non saranno ammesse dichiarazioni non veritiere o lesive all'immagine della società Casaleggio Associati.
Comunque il proprietario del blog può in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.


*Campo obbligatorio

Invia il post ad un amico

Invia questo messaggio a *


Il tuo indirizzo e-mail *


Messaggio (opzionale)

*Campi obbligatori


Contatta autore

Il tuo indirizzo e-mail *


Messaggio (opzionale)

*Campo obbligatorio