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27 Agosto 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Il Social Software nelle Intranet


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Non poteva mancare Nielsen Norman Group nella schiera di quanti si cimentano a studiare, analizzare, documentare lo stato di adozione del Social Software nelle imprese, la cosiddetta Enterprise 2.0.
E per fortuna che NNGroup non ha mancato l'appuntamento, perché dopo tanti report pieni di statistiche su quale tecnologia va per la maggiore, quali funzioni aziendali sono più attive, quali sono i principali ostacoli e i principali driver per l'adozione, finalmente qualcuno si è inoltrato nella comprensione del fenomeno attraverso casi di studio reali.
Il report "Enterprise 2.0: Social Software on Intranets" è stato realizzato seguendo la stessa metodologia adottata per gli storici Intranet design annuals: cercare esempi che funzionano ed estrarre considerazioni e suggerimenti pratici.
I casi di studio provengono da 14 imprese in 6 paesi:

  • AXA UK
  • Agilent Technologies, Inc.
  • American Electric Power (AEP)
  • BT
  • IBM
  • Intel
  • Johnson & Johnson Pharmaceutical Research & Development, L.L.C.
  • Officenet Staples Argentina
  • Portugal Telecom -- Sistemas de Informação
  • Philips Healthcare (a division of Koninklijke Philips Electronics N.V.)
  • The Rubicon Project
  • Sprint Nextel Corporation
  • Sun Microsystems, Inc.
  • Telecom New Zealand Limited.

Il punto chiave è che l'unica ragione per affrontare la sfida dell'adozione di tecnologie sociali nell'impresa è la necessità di rispondere a un bisogno operativo. Avviare spazi di collaborazione e di community solo per il piacere di farlo, nella maggior parte dei casi non porta vantaggi soddisfacenti; analogamente, la semplice aggiunta di nuovi tool non ne stimola l'adozione né incrementa la produttività.
I maggiori risultati sono stati costruiti grazie al lavoro "sotterraneo" delle persone, quello svolto spontaneamente nei piccoli gruppi di lavoro: le soluzioni e le modalità di lavoro possono essere sperimentate senza l'assillo di dover dimostrare qualcosa al management. Nel momento in cui i benefici diventano evidenti, è stato il management stesso a spingerne l'adozione a livello enterprise.
Ciò non significa che il percorso di adozione debba essere sempre questo. Vi sono casi in cui gli strumenti software sono stati introdotti rapidamente nelle pratiche operative quotidiane con uno sforzo importante di coordinamento e supervisione, al fine di bilanciare l'innovazione con il necessario cambiamento nella cultura aziendale e riducendo i rischi di rigetto o di asfissia delle iniziative.
Le aziende tendono ad applicare logiche di controllo su tutto quello che avviene dentro i loro confini e, di conseguenza, anche nei gruppi di lavoro e negli spazi di collaborazione e condivisione tra le persone, definendo politiche e regole. I casi presentati nel rapporto mostrano invece che le community tendono ad autoregolamentarsi; e sono pochi i casi in cui la possibilità di contribuire liberamente alla conoscenza collettiva ha generato abusi.

21 Agosto 2009

   

Wikiprofilo


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Wikipedia è l'enciclopedia on line più famosa al mondo disponibile in ben 267 lingue. Ha la peculiarità di essere completamente redatta dagli utenti che ne possono generare, modificare, aggiornare i contenuti, in quello che può definirsi il più grande albero della conoscenza mai creato nella storia dell'uomo.
Secondo una classifica Alexa.com, Wikipedia è l'ottavo sito più visto in Italia, prima si trovano nomi del calibro di Google, Yahoo, YouTube, Msn, Facebook, e Windows. Se si effettua una ricerca su Google o Yahoo, i motori di ricerca più utilizzati nel web, con il nome di un personaggio pubblico si scopre che il primo o il secondo risultato mostrato è il suo profilo in Wikipedia.
Il wiki-profilo è dunque assimilabile a tutti gli effetti a un sito né più né meno di quello creato ad hoc dall'individuo stesso e come tale deve essere gestito.
I più noti tra i leader politici italiani sono presenti in questa enciclopedia multimediale. I cittadini hanno la possibilità di completare le varie sezioni di cui il loro profilo si compone: dalla biografia, alle citazioni, agli aspetti giudiziari, alle attività svolte, gli articoli che lo citano, etc.
Avere un'informazione costantemente aggiornata e trasparente, a tempo e costi nulli, per la modalità stessa con cui vengono aggiornati i contenuti in Wikipedia, rappresenta il miglior website e biglietto da visita di cui un personaggio pubblico può disporre in Rete.
Non prestare attenzione al proprio wiki-profilo equivale semplicemente a non gestire un'informazione che può essere creata a prescindere dalla volontà del diretto interessato.
Non consentire l'aggiornamento del wiki-profilo con fatti noti e pubblici, attraverso la restrizione dei permessi della piattaforma (un esempio può essere il profilo di Silvio Berlusconi), può produrre effetti negativi sull'immagine della persona e spinge gli utenti a ricercare altri contenitori d'informazione tra le migliaia di cui la rete è disseminata.
Il numero di accessi ad un wiki-profilo è misurabile attraverso motori statistici presenti in Rete e rappresenta un ottimo indicatore per spiegare il consenso, e più in generale il livello di attenzione, nel bene e nel male, che l'opinione pubblica ha in un determinato lasso di tempo nei confronti di quel wiki-profilo.

19 Agosto 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

I ministeri della Sanità on line in Europa


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

In questi giorni di preoccupazione e talvolta di panico per l'epidemia della febbre suina, le persone cercano in Rete le informazioni dalle fonti più autorevoli.
Casaleggio Associati ha fatto una valutazione dei siti dei ministeri della Sanità europei, la cui configurazione varia molto da nazione a nazione. La Rete, in questo caso, è uno strumento fondamentale di comunicazione e di servizi nell'ambito della salute, se usata pienamente e correttamente.
Lo studio, però, ha rilevato profonde differenze e qualche volta anche molte carenze nei vari siti, ad esempio nelle modalità di navigazione e accesso alle informazioni.
Nel sito tedesco si ha un eccesso di formati, di font e di colori che genera un'impressione generale di confusione; al contrario, il sito del ministero belga rende difficile la navigazione per una eccessiva uniformità di colori e di caratteri.
I menu di navigazione all'interno di un sito del ministero della Sanità possono definire le aree di accesso per singola categoria, come "cittadino", "operatore", "giornalista": questa modalità, molto utile, è presente in modo corretto sia nel sito spagnolo che in quello italiano.
Un altro tema per i siti della Sanità è quello dell'accessibilità dei contenuti, quindi la possibilità da parte di persone disabili di accedere comunque all'informazione e ai servizi: in questo caso il sito svedese ha sviluppato molto bene il tema e permette, oltre alla modifica classica del corpo dei testi, anche l'ascolto di tutti i contenuti del sito.
La possibilità di relazione tra sito e navigatori è quasi sempre assente. Questo tipo di relazione è spesso ristretta soltanto a pubblicazione di numeri telefonici e indirizzi email. Uno dei rari esempi di richiesta di feedback, in tutta Europa, è il sito finlandese.
Veniamo poi ai servizi. I servizi dei Ministeri sono, di solito, rivolti a due categorie specifiche di visitatori: i cittadini e gli operatori. Uno dei servizi più diffusi e più semplici è il motore di ricerca, che permette di risalire a tutte le strutture della sanità presenti in una certa nazione, come avviene per il sito francese e per quello italiano, che consente la localizzazione di tutte le ASL e il loro riferimento sul territorio.
Un servizio importante è la possibilità di acquisire della modulistica on line, per ogni tipo di richiesta e sono, di solito, tantissime: in questo caso i migliori siti sono ancora quello francese e quello austriaco che offre moduli e plichi informativi in ordine alfabetico e raccolti per tematiche.
Il sito lussemburghese fornisce, inoltre, un dizionario accurato per ogni patologia riferita ai sintomi e successivamente alle analisi mediche in ordine alfabetico, tutto questo consultabile attraverso una figura umana, in modo diretto.
Il sito portoghese, infine, elenca i medicinali e il loro utilizzo insieme ai prontuari terapeutici.
Per quanto riguarda gli operatori, il settore relativo a bandi, gare e concorsi è molto importante e queste informazioni sono riportate in modo completo in alcuni siti: il migliore in assoluto è quello tedesco.
Questo studio ha rilevato ampi margini di miglioramento per quasi tutti i siti europei, in particolare nell'ambito dell'efficacia nella relazione e nella costruzione di servizi immediatamente fruibili.
La valutazione complessiva per i siti dei Ministeri vede al primo posto la Germania, seguita dalla Gran Bretagna e dal Lussemburgo. L'Italia è undicesima su quindici nazioni valutate.
I siti dei Ministeri della Salute della Comunità Europea dovrebbero uniformare al più presto almeno l'informazione legata a temi trasversali, come per esempio in passato l'influenza aviaria e oggi quella suina. Il cittadino europeo, in sostanza, dovrebbe avere su questi temi, in Rete, e in tempo reale un'informazione europea.

14 Agosto 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Consumatori che cambiano


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Crisi o meno, era inevitabile che la crescita della spesa per i consumi rallentasse rispetto al tasso reale del 3-4% annuo che si registravano da molti anni. Gli Ottanta e Novanta sono stati gli anni del picco dei consumi per i figli del baby-boom, ora prossimi alla pensione, le cui spese spensierate sono state spesso finanziate da una montagna di debiti. Ora, a causa della recessione, quello che sarebbe stato un lento declino è diventato un brusco crollo. E ci si domanda se i consumatori cambieranno in modo permanente le proprie abitudini, anche quando la recessione sarà finita.
Secondo molti esperti, siamo di fronte a un vero e proprio cambiamento epocale di paradigma. Quattro i trend da tenere particolarmente presenti:

Prepararsi a un rallentamento della crescita dei consumi globali sul lungo periodo. Le aziende che facevano affidamento su una crescita sostanziale del mercato, specialmente per i prodotti maturi, si trovano ora a lottare per mantenere la quota di mercato oppure a competere in categorie nuove.
Prevedere un sostanziale incremento del consumerismo "verde". I consumatori sono sempre più attenti a due cose: il rapporto prezzo/qualità dei prodotti e dei servizi e l'impatto sull'ambiente dei processi produttivi e dei prodotti da usare. Le aziende che non capiscono questa nuova e sentita esigenza, si troveranno ben presto nei guai.
Una vivace domanda dei consumatori anziani. Entro cinque anni oltre la metà della spesa al consumo nei Paesi avanzati proverrà da ultracinquantenni e la percentuale di anziani è in crescita sia in Europa, sia in America, sia in Giappone.
Offrire proposte di qualità a prezzi contenuti. Se il bilancio di molte famiglie si è contratto questo non significa che si siano abbassate le aspirazioni. Gli studi dimostrano che nelle economie a crescita lenta i consumatori vogliono sempre fare la bella vita, anche se non se la possono più permettere.

12 Agosto 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Chrome OS


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Il 7 luglio Google ha annunciato un nuovo sistema operativa che si chiama Chrome OS: questo sistema operativo è integrato con un browser, che si chiama per l'appunto Chrome, di Google che è stato scaricato negli ultimi nove mesi da ben 30 milioni di utenti. Chrome è un software open source, basato su Linux, quindi chiunque può fruirne e riutilizzarne anche il codice in modo gratuito. Attraverso Chrome Os, questo nuovo sistema operativo, si accede direttamente alle applicazioni in rete sviluppate da Google o anche da altri.
All'inizio, per questo momento il sistema operativo di Google ha, come principale target, il mercato del netbook, quindi la versione in miniatura dei comuni PC portatili, usati in prevalenza per navigare in rete e per la posta elettronica. I produttori di netbook che utilizzeranno Chrome OS non dovranno più pagare il costo della licenza Windows alla Microsoft. I partners che hanno già dichiarato di adottare, nel corso dell'anno prossimo, questo nuovo sistema operativa sono Acer, Adobe, Asus, Freescale, HP, Lenovo, Quadcom, Texas Instrument e Toshiba. Questo nuovo sistema operativo è un attacco diretto a Windows, in quanto consente l'accesso a applicazioni disponibili in rete senza la necessità di averle sul proprio computer. I programmi per ufficio della Microsoft, legati al tradizionale PC, potrebbero soffrire molto dal punto di vista commerciale nei prossimi anni. Il CEO di Google, Eric Shmidt, ha dichiarato che Chrome OS è un'opportunità per costruire un sistema operativo basato sull'ubiquità e sulla potenza di Internet: in dieci anni i computer, le reti, ogni cosa utilizzata sarà cento volte più veloce e cento volte meno costosa, quindi in pratica è gratuita. Chrome OS è stato progettato per l'appunto da Google per questo futuro: un futuro in cui le applicazioni saranno in rete, saranno affidabili, complete e quasi sempre gratuite, l'utente non avrà più bisogno di memorizzare in locale dati e applicazioni, ma potrà accedere a questi attraverso la rete, in quello che viene normalmente chiamato cloud computing, quell'insieme di risorse hardware e software che sono distribuite in rete e non immediatamente visibili dall'utente.
Chrome OS è l'ultimo tassello di una competizione per il dominio della rete tra Google e Microsoft, che li vede contrapposti in molte applicazioni: infatti esiste un confronto tra Chrome contro Explorer per quanto riguarda i browser, negli smart phone con il sistema Android verso Microsoft e Window Mobile e nei motori di ricerca in cui Microsoft sia è affacciata con Bing, che va a fare concorrenza direttamente a Google. Lo spostamento delle applicazioni dal proprio PC alla rete non è un concetto nuovo: servizi di mail e servizi più in generale, come Twitter o Facebook, sono in rete e sono largamente diffusi e noi possiamo accedervi senza memorizzare nulla sul nostro PC.
I ricavi di Google, come tutti sanno, derivano dalla pubblicità, quelli di Microsoft prevalentemente dagli applicativi di Office e dal sistema operativo Windows. Google oggi può permettersi di regalare il software, nel tempo, in mancanza di una strategia basata sulla rete e alternativa a quella di Google, Microsoft sembra destinata a grandi difficoltà, nonostante la presenza del suo software in ben il 90% dei PC del mondo. Negli anni '90 Microsoft riuscì a mantenere il predominio dell'accesso alla rete, imponendo il suo browser, Explorer, alle spese di Netscape. Oggi la storia sembra ripetersi, però ai danni di Microsoft: Google, infatti, attraverso il suo browser offre un sistema operativo gratuito che può essere, nel tempo, sostituito a quello di Microsoft, quindi Windows. La Microsoft è corsa, dopo questo annuncio, immediatamente ai ripari con l'annuncio di una versione on-line gratuita di parte del suo software Office, disponibile in rete. Questo software sarà fruibile solo dal prossimo anno, comunque la domanda che oggi si fa la maggior parte delle persone che opera nel mondo della rete e del software più in generale, è se Microsoft riuscirà a sopravvivere a quella che è ormai definita la post PC age, quindi l'era dopo il PC.

7 Agosto 2009

Casaleggio Associati
Casaleggio Associati
   

I limiti degli attuali modelli pubblicitari online


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

Nell’analisi condotta su oltre 2500 aziende di e-commerce italiane, abbiamo rilevato come oltre la metà delle imprese intervistate ritenga insoddisfacente o difficoltosa la promozione on line del proprio marchio.

Le precise misurazioni offerte dal Web consentono di avere un chiaro quadro dell’efficacia dei singoli strumenti promozionali. E’ importante perciò ipotizzare le ragioni della mancata efficacia ed i limiti della pubblicità on line.

Ad esempio:

  1. Il costo di acquisizione di un cliente è spesso superiore al margine sugli acquisti effettuati
  2. La pubblicità on line si ricorda poco rispetto alle altre forme di advertising
  3. Quando il consumatore non è interessato all’acquisto, la pubblicità disturba la navigazione, quando invece è intenzionato a comprare qualcosa, la pubblicità si rivela insufficiente per approfondire le informazioni
  4. La pubblicità on line si dimostra incapace di generare emozioni e senso di appartenenza
  5. La pubblicità spesso è sconnessa dal contesto o all’audience. Ad esempio i siti con un pubblico locale, difficilmente mostrano inserzioni che abbiano una rilevanza per quel target


I problemi non mancano anche in quello che è riconosciuto come il migliore strumento pubblicitario a disposizione, e cioè Google Adwords.
Considerando i due lati del sistema, possiamo distinguere una pluralità di problematiche.

Dal lato dei consumatori:

  1. Livello di attendibilità/corrispondenza sistematicamente inferiore rispetto ai risultati del motore di ricerca
  2. La deriva del ROI porta a dover sempre aspettarsi di dover compiere qualche azione a seguito del click sull’annuncio invece che ottenere un valore
  3. Presenza di pubblicità fuorvianti o di scarso livello che influenzano negativamente la percezione dello strumento


Dal lato degli inserzionisti:

  1. Necessità di costante monitoraggio dei risultati e dei costi
  2. Scarso valore creato dalle impressions
  3. Costo per click eccessivo per i beni di scarso valore economico
  4. Affollamento di concorrenti per le keywords più importanti
  5. Scarsa scalabilità per ambiti di nicchia. Aumentando gli investimenti i risultati non crescono proporzionalmente


Progressivamente gli investimenti pubblicitari si stanno spostando verso Internet, tuttavia se i modelli pubblicitari non si adegueranno, la Rete perderà una grande opportunità per il suo sviluppo.

5 Agosto 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

User driven media


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Gli user driven media sono i palinsesti creati direttamente dagli utenti: se pensiamo ai portali classici dell'informazione, quindi quelli derivati, come per esempio Corriere.it o Cnn.com o Lemonde.fr, dall'informazione tradizionale, tendono a replicare sulla rete lo stesso palinsesto, quindi le stesse impostazioni, in termini di importanza e dimensione anche visiva, delle informazioni che si vogliono sottolineare. Questo in rete non funziona, infatti questi cosiddetti user driven media stanno dimostrando che le decisioni sul palinsesto vengono prese direttamente da coloro che cercano le informazioni.
Gli user driven media sono, per esempio, tre portali, siti esistenti in rete che si chiamo Digg, Delicious e Reddit . In particolare consentono di dare a ogni informazione lettera in rete una votazione e quindi di fare salire o scendere un'informazione in funzione della sua attualità, del suo peso e della sua importanza. Tutti e tre questi portali citati sono nati negli ultimi anni, quindi tra il 2003 e il 2005, uno di questi è anche stato acquisito da Yahoo recentemente. Esiste una società in rete che si chiama Project for Excellence in Journalism, che è specializzata nell'analisi dell'informazione: questa società ha confrontato 48 giornali tradizionali con la loro presenza on line e le notizie, invece, indicate dagli utenti della rete attraverso i cosiddetti user generated site, di cui ho parlato prima. I risultati della ricerca dimostrano una totale divergenza nelle priorità assegnate dai lettori e dagli editori classici, quindi si sta forse affermando una nuova figura che è quella del lettore, che è anche giornalista e editore, conseguentemente che definisce lui stesso il palinsesto. I siti di informazione generati dagli utenti hanno, come fonti prevalenti, la rete stessa e quindi i blog e web site e riportano informazioni pratiche, molto spesso locali, informazioni definite anche come "news that you can use", quindi immediatamente fruibili. Queste informazioni sono diverse da quelle che vengono proposte dai media tradizionali on line: sono di veloce fruizione, difficilmente si rimane su un tema per lungo tempo, per più di una o due ore e lo studio fatto dalla Società Project for Excellence in Journalism, ha dimostrato che solo il 5% delle notizie dei palinsesti dei media tradizionali on line è citata nei palinsesti dello user driven media, come può essere Reddit o può essere Digg, quindi una totale divergenza nell'attribuzione dell'importanza data alle informazioni on line rispetto all'off line.