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23 Dicembre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Identità digitale


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Gli utenti delle reti sociali, come Facebook o Myspace, inseriscono continuamente i propri dati relativi alla propria identità personale, i propri interessi, alle proprie relazioni, alle proprie reti di conoscenze, all'interno di questi social media, la domanda è: di chi sono? Di chi è la proprietà di questa identità digitale? L'identità digitale è della persona che ha inserito i dati, oppure delle reti sociali? E' abbastanza ovvio che senza questi dati inseriti continuamente dalle persone, le reti sociali perderebbero gran parte del loro valore economico, queste informazioni oggi sono utilizzabili solo all'interno della singola rete sociale, ciò vuole dire che se inserisco le mie informazioni su Facebook, non posso automaticamente utilizzare le stesse informazioni su un'altra rete sociale come per esempio Myspace, questa limitazione crea delle reti sociali chiuse, spossessa della proprietà dei dati l'utente e limita in un certo senso la crescita della rete stessa.
Per ovviare a questo problema, quindi la portabilità dei propri dati, quindi dell'identità digitale in più aree di relazione, quindi in più social network, ci sono delle organizzazioni che stanno valutandone una standardizzazione, tra queste la Data Portability Work Group che sta elaborando per questa portabilità dei dati, in inglese Data Portability, la possibilità di esportare il proprio profilo in più reti sociali, il proprio profilo può essere quindi dato dall'identità e da connessioni personali che vengono definite open social graph in più social network.
Questo gruppo Data Portability Work Group sta promuovendo tra l'altro anche l'openID, quindi la possibilità di inserire soltanto una volta un login, qualunque sia l'applicazione di rete che viene utilizzata. Per quanto riguarda l'openID il termine di Extended OpenID che viene usato per indicare la portabilità dei dati e delle relazioni nelle reti sociali.
A questo concetto, a questo gruppo di lavoro hanno già aderito molte tra le società che si occupano di social media, tra queste anche Facebook, Plaxo e la stessa Google che sta entrando nel mercato dei social media come recentemente è stato annunciato attraverso il suo nuovo ingresso nelle reti sociali.
Le maggiori reti sociali vedono però nella portabilità una possibile minaccia e un possibile rischio economico, perché se il valore è all'interno dell'identità digitale, che questa identità digitale non appartiene più a una singola rete sociale, ma può essere utilizzata in più reti, è evidente che la stessa rete sociale perde un valore in assoluto, però le nuove reti sociali, quelle che si formeranno in futuro e avranno tutto l'interesse a fare sì che ci sia un'integrazione tra diverse reti con la stessa identità per aumentare la penetrazione nel mercato.
Le stesse applicazioni di rete avranno dei benefici da una riconoscibilità immediata di un'identità digitale, è evidente che se un'identità digitale è standard e può essere utilizzata da qualunque applicazione, quell'applicazione se è un'applicazione di successo, aumenta immediatamente la sua penetrazione in rete.
Da tempo poi è in corso una discussione su di chi è la proprietà dei dati personali, i dati personali inseriti in un social media sono dell'utente o sono del social media? E il social media ne può disporre liberamente senza riconoscere nulla dal punto di vista economico dall'utente? In realtà ci si sta orientando sempre più verso social network aperti, quindi in cui l'identità possa essere esportata.
È allo studio l'introduzione di uno standard per definire un'identità digitale universale, con la quale noi accederemo ad applicazioni, a dati, ad aree come possono essere i social network indifferentemente senza dover ogni volta ridefinire la nostra identità, le nostre relazioni, i nostri dati, le nostre fotografie e i nostri filmati, tutto quello che appartiene alla nostra identità.
Quindi si può dire che si sta andando verso una visione utente centrica, in cui l'identità digitale è fondamentale per l'accesso alle informazioni, quindi saranno di proprietà degli utenti e i social media o i social network saranno utili in quanto metteranno a disposizione dei servizi rispetto all'identità digitale.

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