webTime

webTime la newsletter di Casaleggio Associati Iscriviti a webTime, la nostra newsletter quindicinale



webTime
Segnalazione dei nuovi post
nota informativa sulla privacy


E-commerce in Italia

L'area riservata ai merchant dell'e-commerce "E-commerce in Italia".
Scopri le edizioni dei 7 convegni.

Vai all'area e-commerce in Italia



Libro: Tu sei Rete

Tu sei Rete La Rivoluzione del Business, del marketing e della politica attraverso le reti sociali.

ACQUISTA



Prometeus - The Media Revolution

Prometeus - The Media Revolution

La nostra visione del futuro dei media descritto attraverso un video.

Guarda il video

La mappa del potere

Mappa del potere Il social network dei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa.

Crea la tua mappa


Aggiornamenti

Feed Rss Segui gli aggiornamenti del blog Casaleggio Associati iscrivendoti attraverso i feed RSS.

10 Dicembre 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Lotta alla povertà: il record del Brasile


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Mentre la grande stampa mondiale dà grande risalto ai record negativi del Brasile (numero di omicidi, cartelli della droga, prostituzione di diverso tipo), ben pochi hanno notato un record assolutamente positivo. Ne ha parlato recentemente la Banca mondiale, rilevando che il Brasile ha fatto più di qualunque altro paese del mondo per ridurre la povertà. Anche se il paese non è nella lista di quelli peggio messi sotto il profilo della fame e della povertà (in quella lista ci sono, ad esempio, il Ghana, il Malawi e il Vietnam) ha compiuto però straordinari passi avanti, assai più dei due giganti asiatici, cioè Cina e India, che lo seguono da presso. Per inciso, i tre paesi presi assieme contano per la metà dei poveri del mondo.
Le percentuali dicono che dal 1981 al 2005 i brasiliani nella zona di povertà sono scesi dal 17% all'8% del totale della popolazione, cioè il tasso si è sostanzialmente dimezzato. Apparentemente la Cina ha fatto meglio, perché la percentuale è passata dall'84 al 16%. E l'India peggio, scendendo dal 60 al 42%. Ma la Banca mondiale fa presente che se si tiene in conto la crescita economica, le posizioni cambiano. Infatti, il Brasile ha ridotto il numero di poveri in presenza di una crescita molto più bassa che in Cina e in India. Cioè, la riduzione per unità di Pil è la più alta di qualsiasi altro paese. Come si spiega la performance del paese di Lula?
La conclusione della Banca mondiale è che la stabilità economica è stata importante per tutti i tre paesi, ma la Cina ha fatto meglio solo all'inizio del periodo, quando l'economia era in prevalenza agricola. Con l'espandersi dell'industria, le diseguaglianze sono aumentate. Invece il Brasile ha applicato politiche sociali efficaci, e lo ha fatto per tutto il periodo. L'India, invece, è cresciuta più del Brasile e meno della Cina, ma le sue politiche sociali sono lente e indecise, e ostacolate dalla tradizione delle caste.

Invia un commento

Puoi inserire il tuo commento qui sotto.
Ti chiediamo di scrivere in tema con il post, indicare il tuo nome e cognome, non inserire pubblicità, non utilizzare linguaggio offensivo o turpiloquio e non inserire contenuti che possano costituire una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.).

Questo è un blog aziendale e come tale non saranno ammesse dichiarazioni non veritiere o lesive all'immagine della società Casaleggio Associati.
Comunque il proprietario del blog può in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.


*Campo obbligatorio

Invia il post ad un amico

Invia questo messaggio a *


Il tuo indirizzo e-mail *


Messaggio (opzionale)

*Campi obbligatori


Contatta autore

Il tuo indirizzo e-mail *


Messaggio (opzionale)

*Campo obbligatorio