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31 Marzo 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Zeus, il re dei virus


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Zeta Bot conosciuto con il nome di Zeus è uno dei virus più pericolosi attualmente in circolazione, Zeus è un virus detto trojan horse, il cavallo di Troia che si inserisce all'interno delle applicazioni e causa danni di diverso tipo. I troian horse sono virus che appartengono alla famiglia dei virus cosiddetti Malware, è un acronimo che deriva dalle parole inglesi maliciuos e software, quindi sostanzialmente programma malvagio.
Zeta Bot o Zeus si introduce nei programmi e acquisisce l'identità delle persone, talvolta intercetta le transazione finanziarie e sposta cifre anche rilevanti di denaro su conti correnti impropri. Lo scorso anno, Zeus ha causato metà delle frodi on line negli Stati Uniti a banche e a correntisti e solo nel terzo quarto del 2008, l'ultimo misurato, gli attacchi on line hanno prodotto perdite finanziarie per 120 milioni di dollari, 3 volte il valore di 2 anni fa, quindi in costante crescita. Di Zeus esistono più di mille versioni, infatti può essere modificato per clonare diverse modalità di inserimento di dati in ogni organizzazione.
Zeus può inoltre intercettare disposizioni finanziarie e trasferirle nello stesso momento, Zeus dal nome del re dell'Olimpo è stato creato però in Russia nel 2007 e è stato scoperto per la prima volta in un tentativo di intrusione al dipartimento dei trasporti americano nello stesso anno. Ha come obiettivo prevalentemente i personal computer che installano Windows di Microsoft. Dal 2007 ne sono state create numerose versioni che sono disponibili a pagamento on line, quindi uno può frodare pagando. Il prezzo di acquisto del kit di sviluppo è di 700 dollari per la versione base, mentre per l'ultima versione aggiornata pochi mesi fa il prezzo arriva fino a 3/4 mila dollari, esiste però un mercato libero, in cui la contraffazione avviene per diverse versioni di Zeus adattate a diversi tipi di frode nelle varie organizzazioni. Zeus è penetrato quasi ovunque nel mondo, ma in particolare dove la Rete è più sviluppata, quindi negli Stati Uniti dove si stima sia presente in circa 3 milioni e mezzo di personal computer, in Inghilterra e in Giappone. Rimangono immuni da Zeus quelle aree del pianeta che sono scarsamente informatizzate in cui la rete non è ancora arrivata o per qualche motivo sono ancora isolate come la Mongolia, l'Islanda e Madagascar.
Zeus si sta diffondendo anche nei social media, in particolare nel più popolare dei social media che è Facebook, dove alla fine dello scorso ottobre 2009 erano state effettuate 1,5 milione di richieste di dati falsi.
Da Zeus ci si può proteggere preventivamente, è molto difficile identificarlo una volta installato nel proprio personal computer e quindi con il comportamento, in particolare evitando di cliccare su link contenuti all'interno di mail di cui non si conosce l'origine e aggiornando il più possibile l'antivirus sul proprio personal computer. Una recente ricerca della società Securwork, ha annunciato una versione di Zeus che sarà presto messa in commercio, questa versione sarà disponibile anche per infettare il browser Firefox e conterrà nuove possibilità di adattamento alle società, obiettivo delle possibili frodi, a rischio sono le banche, le persone fisiche, ma soprattutto le piccole e medie imprese.

24 Marzo 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

I dieci anni che sconvolsero il mondo


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Il primo decennio di questo secolo è terminato, il personaggio più importante dei 10 anni passati è stato sicuramente Internet che ha cambiato l'informazione, ha cambiato la politica, l'economia.
Il sito Webby Awards che ogni anno premia i migliori siti nelle diverse categorie legate a Internet, ha stabilito recentemente i 10 momenti più significativi di questi 10 anni, il 2000 è stato l'anno della bolla di Internet, la bolla speculativa che ha travolto il Nasdaq, in quell'anno si è affermato però il fenomeno di Craigslist, quest'ultimo è il sito d'inserzioni pubblicitarie che partì da San Francisco e proprio nel 2000 si espanse da San Francisco in altre 9 città degli Stati Uniti.
Oggi è presente ben in 500 città di 50 paesi, è stato il primo forte segnale del declino pubblicitario all'interno dei giornali con la migrazione degli annunci economici dalla carta stampata all'on line.
Nello stesso anno Google, quindi il 2000, lancia il suo modello d'inserzione AdWords che associato alla ricerca lo renderà in breve tempo una potenza economica mondiale. Nel 2001 appare Wikipedia, quest'ultimo aveva allora solo 20 mila voci in 18 lingue, grazie alla partecipazione collettiva degli utenti, quindi alla user generated content in cui chiunque può contribuire, modificare, aggiungere contenuti, oggi Wikipedia è arrivata a 14 milioni di voci, aggiornate in tempo reale in 271 lingue, è di gran lunga la più grande enciclopedia esistente e mai esistita.
Sempre nello stesso anno, nel 2001, la società di condivisione di brani musicali Napster che permetteva gratuitamente lo scambio di file "peer to peer", quindi tra persona e persona, viene chiusa per legge, è l'inizio di una battaglia per i copyright che è ancora lontana dal concludersi e che ha creato nuovi modelli di business legati alla cosiddetta free economy, quindi l'economia del gratuito. Nel 2004 un altro avvenimento molto importante, Google si quota in borsa dopo solo 6 anni di vita, quindi grazie a questa raccolta straordinaria di fondi, Google inizia uno sviluppo che sembra inarrestabile ed è entrato nella nostra vita quotidiana, con ogni tipo di ricerca, da quella testuale a quella geografica con Google Maps. Due anni dopo nel 2006, inizia una nuova rivoluzione digitale con la diffusione dei video on line, una tempesta perfetta grazie a tre elementi: la contemporanea diffusione della banda larga, degli strumenti di pubblicazione di massa e di piattaforme gratuite per i video come YouTube e Vimeo.
Nel 2006 si diffonde, anche in modo quasi istantaneo, Facebook, una piattaforma già esistente e relegata all'ambito universitario di social network, che diventa un modo universale di comunicare e di relazionarsi tra i giovani. Nel 2007 viene lanciato l'Iphone da Apple, un device che consente un accesso semplice e immediato alla Rete e apre l'era l'Internet Mobile, quindi le nuove applicazioni legate alla posizione della persona e un allargamento universale all'accesso alla Rete che prima era confinato al desktop, al laptop e quindi non alla persona in movimento.
Infine, gli ultimi due eventi più importanti per Webby Awards nel decennio appena trascorso sono politici, la campagna presidenziale nel 2008 che diede la vittoria a Obama grazie al suo uso totalizzante della rete che gli permise di raccogliere fondi in maniera molto più elevata di Hillary Clinton e successivamente nel 2009 le contestate elezioni iraniane con la diffusione della protesta da parte degli studenti attraverso la piattaforma di microblogging Twitter che non riuscì a essere censurata in alcun modo dalle autorità iraniane. Quindi, dagli eventi degli ultimi 10 anni, appare evidente che la storia di Internet e la Storia con la "S" maiuscola stanno confluendo fino a diventare la stessa cosa, si è partiti da un minicollasso economico con la bolla di Internet e l'avvento della pubblicità on line e si è arrivati alla rivoluzione iraniana e all'elezione del primo Presidente di colore degli Stati Uniti.

16 Marzo 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

I Social media nelle aziende


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Metà degli italiani che comprano on line sono anche frequentatori di Facebook, quest'ultimo è un Social media e come altri Social media è sempre più importante nell'ambito della comunicazione aziendale, i Social media, in questo caso, oggi parleremo oltre che di Facebook, di YouTube, di Twitter e dei corporate blog, quindi blog dedicati alla comunicazione aziendale e gestiti in proprio dalle aziende, sono il punto di riferimento per lo sviluppo del brand e per lo sviluppo del marketing e della comunicazione più in generale verso il mercato.
Come si stanno muovendo le principali aziende del mondo in questo spazio virtuale? Una ricerca recente della società Burson-Marsteller ha valutato che nelle prime 100 società del mondo citate da Fortune e si può dire ormai che almeno in questa dimensione, quindi le più importanti società del mondo, i Social media siano diventati parte integrante della comunicazione, dello sviluppo della comunicazione verso il mercato, infatti l'80% di queste società usa almeno un Social media il 65% usa sempre Twitter e il 54% Facebook, il 50% YouTube e il 30% un proprio corporate blog.
E' importante dire che il 28% di queste società usa anche tutti e 4 i Social media, integrandoli tra di loro nella comunicazione, questa impostazione non è ancora così presente in Europa dove soltanto il 14% delle società citate da Fortune utilizza tutti e 4 i Social media.
La tendenza comunque a utilizzare più Social media contemporaneamente è un trend irreversibile, perché l'interconcessione tra diversi Social media, moltiplica il messaggio e lo rafforza e crea una conversazione globale tra l'azienda e i suoi clienti e più in generale verso i suoi stakeholder.
Per gestire però più Social media è necessaria una strategia di comunicazione, un'organizzazione dedicata e delle linee guida aziendali di pubblicazione e di dialogo con la rete. Le prime aziende del mondo pubblicano in prevalenza video su YouTube con una media di circa 10 video al mese e messaggi su Twitter con una media di 27 al mese.
I canali aziendali dedicati ai Social media agiscono anche da aggregatori, quindi moltissimi s'iscrivono a questi canali, ricevono regolarmente comunicazioni delle pubblicazioni, su Twitter per esempio Sony ha una propria area dedicata alla Playstation che è seguita da 115 mila fan, Walmart la catena di distribuzione statunitense, totalizza circa 17 milioni di visite al mese sul suo canale YouTube e le società Lg e Honda circa mezzo milione al mese.
I canali aziendali comunque su YouTube, Facebook e su altri Social media, hanno normalmente decine di migliaia d'iscritti. L'utilizzo dei Social media varia a seconda delle diverse aree geografiche, in Giappone per esempio dove vige una grande riservatezza nei rapporti interpersonali, Facebook non ha la stessa diffusione che ha in Europa o negli Stati Uniti, in Francia dove Facebook è comunque seguito da 18 milioni di utenti, si sta affermando un altro Social media dedicato esclusivamente ai teenager che si chiama Skyrock.com che ha già 15 milioni d'iscritti. In Italia Twitter e i corporate blog non sono molto seguiti, mentre si registra un'esplosione sia per Facebook che per YouTube nell'ambito della comunicazione aziendale.
In alcuni paesi poi emergono cloni nazionali dei Social media più diffusi, per esempio in Brasile orkut.com è un'alternativa a Facebook e in questo Social media è registrato ben l'80% degli utenti Internet brasiliani.
Ci sono poi anche alternative a YouTube, come per esempio la piattaforma Africa in Corea che lo sta quasi soppiantando. I Social media possono essere usati per comunicare, per sviluppare il proprio brand, ma devono essere utilizzati soprattutto per interagire, questa modalità, quindi l'interazione con i propri clienti, con i navigatori, con gli stakeholder, però non è così diffusa soltanto il 50% delle società che sono citate da Fortune lo usa regolarmente come modalità, questo è un limite culturale che impedisce di dialogare, quindi di acquisire informazioni, di sviluppare i propri prodotti, di mettersi in relazione con il vero mercato e questo limite è il limite principale da superare per lo sviluppo dei Social media nella comunicazione aziendale.

10 Marzo 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

L'Economia dell'attenzione


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

L'economia dell'attenzione o attention economy è un concetto che risale almeno all'inizio degli anni '70, quando fu completamente descritto da Herbert Simon, l'attenzione in questo caso è vista come una risorsa preziosa in una situazione in cui l'overload d'informazioni, di pubblicità tende a sommergere chi la acquisisce e quindi il tempo che ha a disposizione diventa sempre meno rispetto all'informazione, alla pubblicità in particolare per la pubblicità si fa riferimento agli anni 70, che gli viene proposta.
In rete il numero di siti di news è superiore a qualsiasi possibilità umana di consultazione e aumenta costantemente, quali caratteristiche deve avere un blog o un giornale per attirare l'attenzione on line da parte di chi ha migliaia, se non centinaia di migliaia di proposte alternative? Una ricerca recente di pochi giorni fa della società Pew Internet sulla lettura di news on line ha fornito alcune risposte, Pew innanzitutto ha rilevato che Internet ha superato per popolarità ormai sia i giornali che la radio.
Infatti il 78% degli americani cerca ancora le informazioni sulle televisioni locali, il 70% sui network nazionali come la Cbs o la CNN e subito dopo però viene Internet con il 61% del totale, considerando che poi è seguita da giornali e dalle radio.
L'informazione on line è sempre più diffusa grazie soprattutto a tre fattori, con il mobile si può accedere sempre all'informazione in qualunque momento della nostra giornata, la personalizzazione delle notizie, si possono profilare le fonti d'informazione e quindi accedere a notizie, categorie o anche aree informative che sono profilate sui nostri interessi e infine la partecipazione, possiamo inserire nostri contenuti a un'informazione già presente in rete e renderla più importante, più ricca. L'informazione cercata on line e off line, in particolare queste due aree si stanno sempre più integrando, infatti durante una giornata tipica, ben il 59% degli americani legge informazioni sia on line che off line, il 38% solo off line, quindi solo giornali o altri media tradizionali e l'1% solo on line.
Internet quindi è utilizzato prevalentemente insieme alla consultazione dei media tradizionali. I lettori dell'on line sono in prevalenza giovani e il 68% è sotto l'età dei 50 anni. Gli argomenti di maggiore interesse sono il tempo atmosferico l'81%, gli eventi nazionali il 73%, salute e medicina 66% e finanza e business per il 62%. La rete è un universo in cui competere per l'attenzione è molto complesso, difficile, chi sta oggi vincendo questa gara per attirare i navigatori presso i propri siti? In assoluto sono i portali, i portali come Google News e AOL che sono i più visitati con il 56% dei navigatori seguiti dalle televisioni con il 46%, dai siti specializzati poi con determinati argomenti come politica, salute e sport e infine i siti dei giornali.
In questa classifica compaiono anche i blog legati a una singola persona, ma ottengono soltanto l'11% dei contatti.
L'informazione on line per essere appetibile e quindi per attirare l'attenzione deve essere aggiornata, fruibile in modo veloce e di qualità elevata. Cosa cerca chi accede on line nell'informazione? Soprattutto link, quindi sia collegamenti di approfondimento che riferiti alle fonti citate all'interno della news o dell'articolo: un accesso semplice a informazioni multiple sottoforma di portale, quindi per esempio Google News in cui posso vedere tutte le informazioni che sono state riportate su categorie di argomenti e sceglierne, selezionarne una o più; sono cercati anche i contenuti multimediali e quindi la possibilità di avere un'informazione completa sotto forma di foto, video e non soltanto testuale e infine la personalizzazione delle proprie news.
A queste caratteristiche va aggiunta l'affidabilità dell'informazione, infatti in rete non si può mentire o dare informazioni di parte e mantenere nel tempo sia l'audience che l'attenzione. L'economia dell'attenzione in rete è basata anche sulla verità.


5 Marzo 2010

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Citizensourcing


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

I principi innovativi di "creazione interattiva di valore", "co-creazione distribuita" e "collaborazione di massa", che hanno avuto successo nel settore privato, possono ispirare la sfera pubblica?
I cittadini possono contribuire ai compiti tradizionalmente svolti da attori pubblici, in genere impiegati o esterni ingaggiati dalla pubblica amministrazione?
Come si legge nel numero di gennaio 2010 di "The International Journal of Public Participation", aziende come Procter & Gamble, Lego, Adidas e molte altre hanno imparato da tempo a coinvolgere, quasi ad affidare l'innovazione ai loro clienti e ai consumatori dei loro prodotti. Queste aziende hanno riconosciuto che il mercato è una fonte di valore per il business: ogni volta che un cliente contribuisce con una nuova idea, l'azienda aumenta il suo patrimonio intellettuale e, di conseguenza, il suo valore di mercato. In questo modo lo "spazio delle soluzioni" non è ristretto al patrimonio di conoscenze dell'azienda, ma si allarga fino a comprendere il mondo intero: nuove idee, nuovi processi, nuove tecnologie, nuovi utilizzi delle stesse tecnologie. I prodotti e i servizi evolvono nella direzione richiesta dal mercato, dalle persone che usano quei prodotti e quei servizi.
Tapscott e Williams nel loro libro "Wikinomics" hanno denominato "ideagora" quelle piattaforme che servono allo a costruire innovazione in modo collaborativo: la più famosa è InnoCentive.
Ricerche e studi accademici su questa forma di Innovazione Democratica mostrano che esiste un grande potenziale nel settore pubblico. In questo contesto, "Citizensourcing" (termine proposto da Lukensmeyer e Torres) descrive la progettazione e la configurazione di un nuovo rapporto tra il governo e i cittadini, basato su una serie di pratiche e principi applicati nel settore privato. Citizensourcing è quindi l'atto di esternalizzare un compito tradizionalmente svolto da un attore pubblico e "consegnarlo" a un gruppo di persone indefinito e in genere molto ampio.
Questo concetto di "Open Government" apre a nuove modalità di creazione di valore pubblico e di coinvolgimento dei cittadini (anche non esperti dello specifico settore) nei processi di governo. Sorgono però due questioni:

  1. come impiegare le sollecitazioni, le informazioni, il volàno di idee generato dalla community nella gestione della "cosa pubblica" e nella soluzione delle problematiche gestionali e amministrative?
  2. come ingaggiare sistematicamente i cittadini?

Forse non esiste ancora uno schema concettuale che risponda a questi quesiti. Certo è che esistono esperienze di rilievo:

Raccolta di feedback e idee


Coinvolgimento nei processi amministrativi e gestionali

Democrazia Collaborativa

E per finire, il 3 marzo è iniziato un gioco di simulazione che ha lo scopo di indagare su possibili soluzioni a eventi catastrofici che potrebbero colpire la Terra e la popolazione mondiale, come (tanto per iniziare) l'ipotesi di una grande carestia in Giappone: il tutto su EVOKE.

3 Marzo 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

I teenager e Internet


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Le modalità di utilizzo di Internet dipendono dalle fasce di età, questo è testimoniato da un recente studio della società Pew Internet dal titolo "Social Media e Mobile Use" le percentuali di uso della rete sono da sempre molto diverse tra le diverse fasce di età, in particolare il 93% delle persone fino ai 29 anni statunitensi utilizzano la rete regolarmente, questa percentuale diminuisce aumentando l'età fino a arrivare al 38% per le persone sopra i 65 anni, è importante notare che nonostante la concentrazione di uso della rete sia prevalentemente nelle fasce giovani, anche le cosiddette persone anziane sopra i 65 anni, negli ultimi 10 anni hanno raddoppiato l'utilizzo della rete.
I teenager comunicano attraverso i blog, molto meno rispetto al passato, nel 2006 erano il 28% e oggi sono soltanto 14%, si stanno praticamente estinguendo nella cosiddetta "blogosfera", i giovani si sono spostati in massa verso i social network e i blog personali che venivano utilizzati all'inizio della loro comparsa in rete, soprattutto per interagire con amici e conoscenti, stanno scomparendo.
Il 73% dei giovani considera i social network il principale strumento di comunicazione on line contro il 65% del 2006, sopra i 30 anni però questo gradimento crolla e va al 40%, sopra i 30 anni il network più usato è comunque facebook esattamente come per giovani e seguono poi Mypace e LinkedIn, è interessante che chi è presente su un social network lo è sempre più frequentemente anche su altri social network, quindi con diversi profili in più social network .
Cosa succede per i teenager rispetto alla rete? Stanno cambiando il loro comportamento in funzione dei nuovi strumenti che gli vengono offerti, in particolare i social network. Dal 2006 i teenager inviano sempre meno mail a gruppi di persone che sono scese dal 61 al 50%, commentano sempre meno nei blog, la percentuale è scesa dal 76 al 52% e inviano sempre meno mail private con un crollo dall'82 al 66%, sono invece in aumento per i teenager l'invio di instant message che sono passati al 58% e i commenti sulle apposite aree di social network dette comunemente wall che sono arrivati fino all'86%, quindi i giovani stanno abbandonando la cosiddetta blogosfera per la proposizione di commenti e l'inserimento dei propri post e stanno migrando verso i cosiddetti social network, Facebook in particolare.
Gli adulti invece sono in controtendenza, in quanto commentano più di prima nel blog, sono passati da una media del 22% del 2007, al 26% dello scorso anno.
Quello che vale per i blog e vale per i social network, quindi questa frattura tra giovani e adulti, vale anche per Twitter che è lo strumento dei microblogging che consente di ricevere brevi messaggi in tempo reale, una volta che questi vengono pubblicati in una certa area. La percentuale di utenti è anche qui sbilanciata verso i teenager pur senza le percentuali del social network. Il 37% dei ragazzi infatti twitta, (cinguetta in italiano) contro solo il 22% di chi ha più di 30 anni. I social network permettono una comunicazione veloce con un gruppo di persone conosciute, la scrittura di un post o di un commento in un blog richiede invece tempo e attenzione. Un messaggio su Facebook è immediato, i teenager vogliono leggere e scrivere in pochi secondi e non in minuti.
Usano i social network come spazi di comunicazione, ma soprattutto come spazi di relazione, Internet è per loro un fast food della comunicazione, il futuro di Internet è il mobile e oggi il mobile Internet è utilizzato in prevalenza dai teenager e anche dai cosiddetti giovani - adulti, quindi fino ai 29 anni per l'81%, contro il 57% medio delle età maggiori e il mobile è dimostrato, dove è molto diffuso come in Giappone, trascina l'utilizzo dei social network .
La velocità di accesso e di consumo dei contenuti della rete, è quindi il dato più importante che emerge nel comportamento dei teenager rispetto alle fasce superiori di età, in questo quindi si sta manifestando una frattura, un divide, esattamente come il digital divide per cui in alcuni Stati Internet è diffuso e in altri non ancora o non sufficientemente come in Italia, questo è un altro tipo di divide, è un divide che opera nell'ambito degli spazi della rete e che separa il comportamento, l'accesso, la fruizione dei contenuti in funzione dell'età, in questo Internet tende ad assomigliare sempre più alla realtà.