L'economia dell'attenzione o attention economy è un concetto che risale almeno all'inizio degli anni '70, quando fu completamente descritto da Herbert Simon, l'attenzione in questo caso è vista come una risorsa preziosa in una situazione in cui l'overload d'informazioni, di pubblicità tende a sommergere chi la acquisisce e quindi il tempo che ha a disposizione diventa sempre meno rispetto all'informazione, alla pubblicità in particolare per la pubblicità si fa riferimento agli anni 70, che gli viene proposta.
In rete il numero di siti di news è superiore a qualsiasi possibilità umana di consultazione e aumenta costantemente, quali caratteristiche deve avere un blog o un giornale per attirare l'attenzione on line da parte di chi ha migliaia, se non centinaia di migliaia di proposte alternative? Una ricerca recente di pochi giorni fa della società Pew Internet sulla lettura di news on line ha fornito alcune risposte, Pew innanzitutto ha rilevato che Internet ha superato per popolarità ormai sia i giornali che la radio.
Infatti il 78% degli americani cerca ancora le informazioni sulle televisioni locali, il 70% sui network nazionali come la Cbs o la CNN e subito dopo però viene Internet con il 61% del totale, considerando che poi è seguita da giornali e dalle radio.
L'informazione on line è sempre più diffusa grazie soprattutto a tre fattori, con il mobile si può accedere sempre all'informazione in qualunque momento della nostra giornata, la personalizzazione delle notizie, si possono profilare le fonti d'informazione e quindi accedere a notizie, categorie o anche aree informative che sono profilate sui nostri interessi e infine la partecipazione, possiamo inserire nostri contenuti a un'informazione già presente in rete e renderla più importante, più ricca. L'informazione cercata on line e off line, in particolare queste due aree si stanno sempre più integrando, infatti durante una giornata tipica, ben il 59% degli americani legge informazioni sia on line che off line, il 38% solo off line, quindi solo giornali o altri media tradizionali e l'1% solo on line.
Internet quindi è utilizzato prevalentemente insieme alla consultazione dei media tradizionali. I lettori dell'on line sono in prevalenza giovani e il 68% è sotto l'età dei 50 anni. Gli argomenti di maggiore interesse sono il tempo atmosferico l'81%, gli eventi nazionali il 73%, salute e medicina 66% e finanza e business per il 62%. La rete è un universo in cui competere per l'attenzione è molto complesso, difficile, chi sta oggi vincendo questa gara per attirare i navigatori presso i propri siti? In assoluto sono i portali, i portali come Google News e AOL che sono i più visitati con il 56% dei navigatori seguiti dalle televisioni con il 46%, dai siti specializzati poi con determinati argomenti come politica, salute e sport e infine i siti dei giornali.
In questa classifica compaiono anche i blog legati a una singola persona, ma ottengono soltanto l'11% dei contatti.
L'informazione on line per essere appetibile e quindi per attirare l'attenzione deve essere aggiornata, fruibile in modo veloce e di qualità elevata. Cosa cerca chi accede on line nell'informazione? Soprattutto link, quindi sia collegamenti di approfondimento che riferiti alle fonti citate all'interno della news o dell'articolo: un accesso semplice a informazioni multiple sottoforma di portale, quindi per esempio Google News in cui posso vedere tutte le informazioni che sono state riportate su categorie di argomenti e sceglierne, selezionarne una o più; sono cercati anche i contenuti multimediali e quindi la possibilità di avere un'informazione completa sotto forma di foto, video e non soltanto testuale e infine la personalizzazione delle proprie news.
A queste caratteristiche va aggiunta l'affidabilità dell'informazione, infatti in rete non si può mentire o dare informazioni di parte e mantenere nel tempo sia l'audience che l'attenzione. L'economia dell'attenzione in rete è basata anche sulla verità.
Commenti
Già dal titolo molto attuale e "di sostanza" (come sempre: bravi).
I dati numerici sono interessanti e danno la misura del fenomeno (povere redazioni della carta stampata).
Ma l’OVERLOAD DI INFORMAZIONI è il tema chiave ed è lo stesso che in un'altra prospettiva determina una fruizione poco profonda in termini di contenuti o il rischio di un utilizzo poco razionale, come dire... fagocitati dalla rete; l'analogia è con la tele-dipendenza anche se l'interattività del web lo rende unico e tutti diveniamo proconsumers ovvero attivi produttori e consumatori, ma con il crescente rischio che anziché fare zapping, sostiamo più brevemente su siti non solo sulla base di un procedimento razionale, ma secondo schemi fissi di coloro che studiano i nostri comportamenti attenti al SEO e al PPC, spesso condizionandoci con forti componenti di impatto emotivo (l’elemento sensazionale, scandalistico).
IMPATTO EMOTIVO: IL PUNTO DI VISTA DELL’UTILIZZATORE
Web strumento eccezionale QUANDO SI SA GESTIRE.
L'accesso di massa e non da parte di gruppi di utilizzatori preparati e/o con fini specifici (studio, progetti, lavoro), pone oggi in maniera più pressante l'istanza sul come educare al meglio alle potenzialità dello strumento, perché con la massa critica dei web surfers, aumenta l'appetito di quanti stanno in rete per fare affari (vendita, marketing, pubblicità).
Si dice che oggi le aziende investono troppo poco sulla rete (10% budget aziendali pubblicitari), ma maggiori investimenti sono previsti a breve e questi saranno fonte di ulteriore overload; ne consegue che aumentando l’esposizione agli stimoli, l’elemento emotivo prevarrà ulteriormente sulla fase razionale, quindi scoop e gossip saranno ancor più dilaganti.
Allora come mantenere una SOGLIA di ATTENZIONE VIGILE attuando una selezione critica che stia alla base di arricchimento e crescita personali e collettive, soprattutto in coloro che non sanno impiegare strumenti quali Google Reader tarati ad hoc per personalizzare l’informazione e non l’intrattenimento?
Il web è un corpo fluido in continua mutazione e quando vi navighiamo, la criticità nasce proprio dal momento in cui i nostri strumenti di adattamento non sono adeguati, ovvero l'accesso al mezzo avviene in maniera scarsamente critica, con la conseguenza di appiattire le notevoli differenze con altri media e con la tv in particolare.
Nel futuro vedo ancora più servizi di qualità e prodotti su misura per la parte di utenza più evoluta ed esigente, con contenuti di accesso a pagamento oppure ristretta ai membri da un lato;
accanto a questi vedo prodotti di media qualità free, a causa del sempre maggior impatto delle communities on line e delle aggregazioni sotto forma di gruppi d’acquisto;
contrapposto a ciò l’effetto del CULTURAL DIVIDE produrrà quello che è lo specchio di quanto avviene già altrove.
SERVE UN CODICE DI “SANA” NAVIGAZIONE?
Nel mare del web (come fuori) ci sono proprio tutti (buoni e cattivi) e per fortuna (non so per quanto ancora), senza le regole e i controlli di una politica che (se in teoria servisse), nella pratica dimostra già ampiamente la propria inadeguatezza alla governance di fenomeni ben più statici e produce già troppi danni e malpractices da non meritare assolutamente di interferire con la rete.
LA QUALITA’ DELLE RETE A PARTIRE DALL’IMPEGNO DI CIASCUNO
Quindi nell’interesse di tutti i naviganti e per la democrazia del web accanto ad entusiasmo e disinvoltura, è utile anche diffondere l’impegno individuale ad adottare comportamenti e interazioni che producano crescenti vantaggi reciproci senza distorsioni e/o aberrazioni.
Cerchiamo quindi di adottare comportamenti virtuosi, portando il meglio di noi a partire dalla gestione dei nostri rapporti, dei nostri interessi e nell’ACCURATEZZA e VERIDICITA’ DEI CONTENUTI che veicoliamo alla portata di tutti, magari semplicemente attraverso i nostri microblog, forse senza importanti seguiti ma pur sempre un esempio per quanti sono in numero crescente sulla rete senza bussola o riferimenti;
questo non risolverà il crescente problema di overload informativo, nè aumenterà la soglia dell'attenzione, di certo però accrescerà la qualità complessiva di questo straordinario strumento.
Grazie per lo spazio concessomi.
Cordiali saluti.
Postato da: Franco Iavicoli | 11.03.10 17:33