Zeta Bot conosciuto con il nome di Zeus è uno dei virus più pericolosi attualmente in circolazione, Zeus è un virus detto trojan horse, il cavallo di Troia che si inserisce all'interno delle applicazioni e causa danni di diverso tipo. I troian horse sono virus che appartengono alla famiglia dei virus cosiddetti Malware, è un acronimo che deriva dalle parole inglesi maliciuos e software, quindi sostanzialmente programma malvagio.
Zeta Bot o Zeus si introduce nei programmi e acquisisce l'identità delle persone, talvolta intercetta le transazione finanziarie e sposta cifre anche rilevanti di denaro su conti correnti impropri. Lo scorso anno, Zeus ha causato metà delle frodi on line negli Stati Uniti a banche e a correntisti e solo nel terzo quarto del 2008, l'ultimo misurato, gli attacchi on line hanno prodotto perdite finanziarie per 120 milioni di dollari, 3 volte il valore di 2 anni fa, quindi in costante crescita. Di Zeus esistono più di mille versioni, infatti può essere modificato per clonare diverse modalità di inserimento di dati in ogni organizzazione.
Zeus può inoltre intercettare disposizioni finanziarie e trasferirle nello stesso momento, Zeus dal nome del re dell'Olimpo è stato creato però in Russia nel 2007 e è stato scoperto per la prima volta in un tentativo di intrusione al dipartimento dei trasporti americano nello stesso anno. Ha come obiettivo prevalentemente i personal computer che installano Windows di Microsoft. Dal 2007 ne sono state create numerose versioni che sono disponibili a pagamento on line, quindi uno può frodare pagando. Il prezzo di acquisto del kit di sviluppo è di 700 dollari per la versione base, mentre per l'ultima versione aggiornata pochi mesi fa il prezzo arriva fino a 3/4 mila dollari, esiste però un mercato libero, in cui la contraffazione avviene per diverse versioni di Zeus adattate a diversi tipi di frode nelle varie organizzazioni. Zeus è penetrato quasi ovunque nel mondo, ma in particolare dove la Rete è più sviluppata, quindi negli Stati Uniti dove si stima sia presente in circa 3 milioni e mezzo di personal computer, in Inghilterra e in Giappone. Rimangono immuni da Zeus quelle aree del pianeta che sono scarsamente informatizzate in cui la rete non è ancora arrivata o per qualche motivo sono ancora isolate come la Mongolia, l'Islanda e Madagascar.
Zeus si sta diffondendo anche nei social media, in particolare nel più popolare dei social media che è Facebook, dove alla fine dello scorso ottobre 2009 erano state effettuate 1,5 milione di richieste di dati falsi.
Da Zeus ci si può proteggere preventivamente, è molto difficile identificarlo una volta installato nel proprio personal computer e quindi con il comportamento, in particolare evitando di cliccare su link contenuti all'interno di mail di cui non si conosce l'origine e aggiornando il più possibile l'antivirus sul proprio personal computer. Una recente ricerca della società Securwork, ha annunciato una versione di Zeus che sarà presto messa in commercio, questa versione sarà disponibile anche per infettare il browser Firefox e conterrà nuove possibilità di adattamento alle società, obiettivo delle possibili frodi, a rischio sono le banche, le persone fisiche, ma soprattutto le piccole e medie imprese.