Nel 2009 l'e-commerce è cresciuta in Italia a due cifre come negli anni precedenti e ha superato i 10 miliardi di euro, una crescita del 58% sull'anno precedente, in assoluto di circa 3,5 miliardi di Euro è una crescita che è dovuta prevalentemente a due settori che sono quello del turismo che è cresciuto rispetto all'anno precedente di circa un miliardo di euro, ma soprattutto al settore delle scommesse, dei giochi online che più generalmente è riferito come tempo libero.
Casaleggio Associati ha fatto una ricerca sull'e-commerce che è stata presentata alla Camera di Commercio di Milano ed è disponibile gratuitamente sul sito www.casaleggio.it. Il settore di maggior crescita è stato quello delle scommesse on line ed è stata la prima area con il 42% del fatturato globale, il turismo, il secondo, ha avuto il 35% del fatturato, l'elettronica di consumo l'8,7%, le assicurazioni il 6,9%, tutti gli altri settori hanno avuto un valore soltanto pari o inferiore al 2%. In Europa lo scorso anno c'è stata una crescita molto forte, la crescita ha portato al valore complessivo di circa 307 miliardi di Euro di transato, una crescita del 20%, in molte nazioni europee ormai l'e-commerce rappresenta una quota irrinunciabile per il conto economico delle aziende, in Gran Bretagna vale quasi il 10% di tutte le vendite al dettaglio, in Germania il 6,9%, in Francia il 4,9%, in Italia la percentuale è soltanto dello 0,8%, quindi briciole.
Tra le cause della distanza tra l'Italia e il resto d'Europa il primo fattore è sicuramente la maggiore diffusione della banda larga negli altri Paesi europei. Gli aspetti più importanti secondo gli operatori dell'e-commerce italiani sono nell'ordine: la credibilità del marchio per il 45%, l'ampiezza della gamma per il 36%, la fidelizzazione dei clienti per il 31% e le politiche di prezzo sono soltanto al quarto posto con il 29%, quindi il prezzo è importante ma non è tutto nell'online.
Nel 2009 le aziende hanno, anche per causa della crisi, ridimensionato i progetti di espansione all'estero e si sono concentrate, viceversa, sulle acquisizioni di nuovi clienti attraverso marketing e promozione per il 46% delle aziende e nel miglioramento dell'usabilità e della user experience dei loro siti per il 24,7%.
Questo trend ha portato alla concentrazione di aziende, quindi a un minor numero di aziende rispetto all'anno precedente, ma di dimensioni maggiori attraverso fusioni o acquisizioni. Il tema della promozione online nella sua efficacia e della scelta degli strumenti, è comunque ancora del tutto irrisolto, infatti il 56% degli operatori dell'e-commerce, si è dichiarato insoddisfatto, i principali strumenti di promozione utilizzati sono ancora i tradizionali keyword advertising per il 73%, le mail marketing per il 57% e l'ottimizzazione dei motori di ricerca, detta SEO per aumentare il traffico verso il proprio sito con il 50,6%.
Nel 2009 si sono affacciati nell'e-commerce anche i social media che sono diventati uno strumento diffuso nel 42% delle aziende dell'e-commerce, il primo social media in assoluto utilizzato è stato Facebook per ben l'83% delle aziende che usano social media, seguito da YouTube con il 40% e da Twitter per 32%. L'e-commerce in Italia e quindi soltanto al suo inizio con grandi spazi di crescita per gli operatori, ma oggi è ancora frenato da una legislazione non adeguata e in alcuni casi anche punitiva, dalla scarsa diffusione della banda larga, la cui valenza strategica per lo sviluppo del Paese è molto sottovalutata e dai costi dei servizi come quello della logistica che sono spesso al di sopra o molto al di sopra della media europea.
Commenti
Purtroppo le leggi in Italia ci penalizzano non poco.
Per ogni singolo dominio dobbiamo registrare una marea di cose, camera di commercio, comune.
Inoltre non esiste un regime fiscale agevolato per chi inizia ad intraprendere un'attività online. Si deve sempre e comunque appoggiare ad un attività reale per sopravvivere (almeno agli inizi)
Postato da: Fabrizio D | 17.11.10 10:09