La semantica studia il significato delle parole, delle frasi, Web semantico è un termine ideato dai creatori di Internet Tim Berners-Lee e ha come obiettivo l'interpretazione delle informazioni presenti sul Web, quindi sia di descrivere i contenuti di un documento, che di qualificarne le relazioni con altri documenti presenti in Rete.
Tim Berners-Lee diede la seguente definizione di Web semantico: "Web semantico non è separato dal Web, ma è una sua estensione in cui l'informazione è definita in funzione del suo significato per consentire a computer e persone di lavorare in cooperazione". Lo sviluppo del Web semantico ha come scopo la creazione di uno spazio virtuale, il Web, dove i computer possono interagire tra loro attraverso la comprensione univoca del significato dei dati. I dati non sono quindi solo letti, ma anche interpretati, un primo passo è avvenuto attraverso il linguaggio Xml e alle sue evoluzioni che attribuiscono a un preciso significato, un dato in un certo contesto.
Dal Web semantico è derivato in seguito il concetto di Social Semantic Web o Web Semantico Sociale, il cui acronimo è S2W, un termine coniato nel 2003 da due informatici, Manuel ZacKland e Jean-Pierre Cahier, fu usata questa definizione per indicare un'analisi del Web in cui è dominante lo studio delle relazioni tra le persone e dei contenuti che passano attraverso queste relazioni. Il Social Semantic Web è stato definito come un ecosistema di conversazioni tra persone con la possibilità di condividere la conoscenza.
Sempre Tim Berners-Lee l'ha così anticipato: "Il Web non è solo ciò che puoi fare attraverso una rete di computer, è fatto dalle persone connesse dal computer, ma l'informatica come studio di ciò che avviene nei computer, non può spiegarti ciò che avviene nel Web."
Per interpretare le relazioni e il loro significato e la conoscenza che ne può derivare, esistono già metodi, tecniche e progetti in corso, tra questi l'analisi delle reti sociali, detta anche SNA che permette di identificare flussi, messaggi e le relazioni all'interno di gruppi sociali. La cosiddetta Folksonomy, una tassonomia cosiddetta del popolo, attraverso la quale con il meccanismo dei tag, quindi con degli identificatori, qualunque contenuto in Rete è categorizzato in modo libero, da una persona, da chi vi accede e la categoria, quindi di una fotografia, di un filmato, di un contenuto di qualunque natura, è decisa dall'intelligenza collettiva della Rete, più persone attribuiscono un significato, un contenuto, più quel significato diventa dominante riferito al contenuto, al contrario della tassonomia classica. Ci sono poi altri progetti importanti come il progetto SIOC che ha l'obiettivo di creare contesti che descrivono in modo compiuto la struttura delle comunità on line come blog, social network, forum, mailing list e newsgroup attraverso metodi e strumenti d'interconnessione, sostanzialmente fotografare le relazioni e l'intelligenza che ne deriva da conversazioni in gruppi chiusi.
Da citare in progetto anche DBpedia patrocinato dalle Università di Lipsia, di Berlino e dalla società OpenLink che ha come obiettivo quello di fare domande in linguaggio naturale, più in generale alla Rete, quindi a Internet e usarla come un interlocutore per estrarre la conoscenza.
Il progetto DBpedia è partito da Wikipedia e attualmente ha creato una base di conoscenza che definisce il significato di 1,5 milione di voci, tra queste voci che appartengono a 312 mila persone e 413 mila luoghi. Il progetto DBpedia consente già oggi di fare domande all'enciclopedia più grande del mondo Wikipedia di carattere generale, come per esempio quali sono i musicisti italiani del 1800 e avere una risposta puntuale. Il Social Semantic Web vuole rendere disponibile non solo la memoria della Rete, i suoi contenuti, ma anche l'intelligenza collettiva di cui è composta che aumenta in ogni istante attraverso ogni nuova interazione che ognuno di noi ha con Internet.