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2° Convegno E-commerce in Italia 2010

E-commerce in Italia 2010




Si terrà il 14 settembre 2010 il quinto appuntamento con lo studio di Casaleggio Associati sull'E-commerce in Italia 2010. L'indagine avrà come focus l'analisi dell'utilizzo dei cellulari e dei sistemi mobile da parte dei consumatori come supporto agli acquisti on line.

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Tu sei ReteLa Rivoluzione del Business, del marketing e della politica attraverso le reti sociali.

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Gaia: il futuro della politicaLa nostra visione del futuro della politica descritto attraverso un video.

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23 Giugno 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

I pensieri della Rete


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

La Rete può essere definita come una conversazione globale su qualunque aspetto della nostra vita, in particolare: società, persone, prodotti. In Internet è possibile conoscere in tempo reale l'opinione delle persone su qualunque argomento, per esempio si può determinare il valore del brand di un'azienda o il giudizio dell'operato di un ministro.
I Social Media come Facebook o Twitter sono i luoghi dove le persone possono interagire e che contengono le informazioni necessarie per un'analisi quantitativa, ma soprattutto qualitativa, quindi un giudizio di merito su chi o cosa è oggetto di valutazione.
La dimensione dei dati presenti in Rete non permette però un'analisi manuale e una lettura diretta dei testi che superano facilmente le decine di migliaia al giorno per una persona o per un'azienda di un certo livello di popolarità, è quindi necessario disporre di strumenti automatici che esistono e sono i cosiddetti "automated sentiment analysis". La "sentiment analysis" è la capacità di decifrare le opinioni contenute in un testo scritto o parlato e l'"automated sentiment analysis" è la possibilità di estrarre queste opinioni da qualunque Social Media in modo automatico attraverso la comprensione del linguaggio naturale e l'utilizzo di strumenti statistici.
Con questi strumenti è possibile ottenere un'accuratezza di giudizio simile a quella umana, i più importanti sono Alterian, Biz 360, Nielsen Buzz Metrics, Brandwatch, Radian6, Scout Labs e Simosos che analizzano Social Media, le aree geografiche, diverse lingue: l'italiano, l'inglese, il francese, periodi temporali in cui questa ricerca viene effettuata e anche le modalità con cui vengono cercate le parole. Da una ricerca effettuata dal sito Webmetricsguru i migliori strumenti per l'analisi sono risultati Nielsen e Radian 6 e per la leggibilità dei risultati, quindi l'acquisizione immediata dell'analisi è risultato Scout Labs.
La lettura della conversazione in Rete permette di determinare i siti responsabili, per esempio della diffusione di notizie negative o positive che riguardano una società, un prodotto o una persona e di valutare anche l'intensità di un giudizio, quindi il numero di volte che viene riproposto in Rete questo giudizio e la sua persistenza, per quanto tempo questo giudizio rimane in Rete.
A questo punto si possono prendere delle misure di gestione della conversazione in Rete che sono dette "social customer relationship management", un'evoluzione del "customer relationship management" utilizzato da anni per la gestione del cliente.
La sentiment analysis può essere utilizzata anche a livello previsionale, per esempio per determinare le quote delle scommesse di un evento sportivo o la possibilità di successo di un partito alle elezioni politiche. La Rete in futuro affiancherà sempre più i tradizionali sondaggi e per le aziende diventerà uno strumento indispensabile per misurare il successo dei suoi prodotti e il valore del suo brand.

17 Giugno 2010

govfresh.com via Wordle
govfresh.com via Wordle
   

Lo scoiattolo del Gov 2.0


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Richiama uno spot pubblicitario della Vigorsol ma non c'entra nulla. È govfresh - open air government, portale statunitense di informazioni focalizzato su tecnologia, social media e trasparenza nelle attività governative. Spesso citato come il 'TechCrunch del Gov 2.0', è nato nel maggio del 2009 con l'obiettivo di ispirare la collaborazione tra le strutture governative e i cittadini e costruire una democrazia partecipata.

gov.gif

Il fondatore è un certo Luke Fretwell che si definisce un re-branding consultant: aiuta le imprese a ridefinire se stesse e a concentrarsi su iniziative business di successo. Luke non è nuovo a esperienze innovative come questa: in precedenza ha fondato vari siti sull'ecologia e ha ridefinito brand e strategia di Inspire, social network focalizzato su salute e benessere.
Ma torniamo all'aria fresca nel governo: il 15 giugno viene celebrato il Gov 2.0 Heroes Day:

...citizens inside and outside government who go above and beyond the call of duty and creatively leverage technology to build a more open, transparent and collaborative democracy.
Nessuna giuria, nessuna premiazione, solo la gratificazione di essere citati come modelli da seguire nella gestione della cosa pubblica.
Le "candidature" sono state raccolte entro il 13 giugno con l'indicazione di:
  • Nome, organizzazione, job title e account Twitter del proponente
  • Foto e account Twitter del/dei Gov Hero/Heroes
  • Motivazione della candidatura.
Il 15 giugno, tutte le candidature ricevute sono state pubblicate su GovFresh, sulla pagina Facebook e su Twitter per dar maggiore risalto all'apprezzamento che queste persone si sono guadagnate.

govfresh2.gif

Altri suggerimenti di Luke (qui una sua intervista) per celebrare queste persone il 15 giugno sono:

  • Pubblicare un post o un video nel quale far conoscere il loro lavoro e i motivi della loro candidatura, ad esempio sulla Gov 2.0 Hero Day Facebook Page
  • Twittare il vostro Eroe con l'hashtag #gov20heroday
  • Essere creativi - offrire al proprio Eroe una birra, un mazzo di fiori, una cena, accompagnarlo in un centro benessere, offrirsi per fargli le pulizie di casa
Lasciamo perdere la questione del Centro Benessere (non sono tempi)... Si possono fare due considerazioni. La prima è che l'idea di raccontare i comportamenti virtuosi al posto, o a fianco, della teoria di comportamenti negativi forse ci aiuterebbe a non cadere in depressione.
La seconda è che di certo non basterebbe un'iniziativa di questo genere per modificare anche solo di poco la considerazione negativa che ciascuno di noi ha verso la Burocrazia dell'Apparato. Se per esempio a Bologna i Vigili Urbani vi ritirano la patente scaduta e vi dicono di presentarvi alla Motorizzazione Civile dopo una settimana, non fidatevi. La vostra patente è in Questura, in un ufficio non raggiungibile telefonicamente e aperto solo dalle 9.00 alle 10.15: per sapere se hanno la vostra patente dovete andarci di persona.
Gov 2.0 Hero: qui, i veri eroi siamo noi.

16 Giugno 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Internet delle cose


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Il termine Internet delle cose o Internet degli oggetti si riferisce alla possibilità di connettere gli oggetti tra di loro, gli oggetti con la Rete e gli oggetti con le persone.
Gli oggetti che circondano ognuno di noi, possono variare da un numero minimo di 1000 oggetti a 5 mila, presto attraverso Internet 100 miliardi di oggetti potrebbero essere sia riconoscibili dalla Rete che interagire tra di loro e con la realtà.
Ogni oggetto quindi potrà trasformarsi in un sensore che trasmetterà informazioni alla Rete e che in questo modo nel tempo, diventerà sempre più intelligente. L'Internet delle cose è stato preceduto dalle EDI, dall' Electronic Data Interchange negli anni '70 che consentiva il passaggio di informazioni tra computer. Successivamente c'è stato l'avvento di Internet negli anni '90 e il mobile in questo ultimo decennio. Le cose sono ovunque e con l'acquisizione della loro posizione e dei loro movimenti si sta costruendo in realtà un indice mondiale del pianeta Terra che diventerà un'immensa enciclopedia vivente consultabile attraverso device mobili che potranno interrogare in ogni momento qualunque oggetto, quindi una locandina di un cinema, un monumento, una chiesa o rintracciare la posizione di un oggetto in movimento come può essere un autobus, un tram, una metropolitana.
Le cose quindi diventano tracciabili e dotate sempre più di un'intelligenza propria, che è continuamente alimentata dal software che viene trasmesso agli oggetti attraverso la Rete. Le cose possono anche interagire con la nostra vita quotidiana dal sonno, all'attività sportiva, misurarla e migliorarla. Zeo un oggetto chiamato anche "personal sleep coach" è un'applicazione che registra tutte le fasi del sonno e può essere collegata con altre applicazioni on line che monitorano e misurano la qualità del nostro dormire. Le cose possono essere controllate da remoto e questo già avviene comunemente con i personal computer dell'ufficio che possono essere utilizzati da casa attraverso device mobili, oppure con l'utilizzo di webcam e di riproduttori sonori intorno alle nostre abitazioni governati via Rete.
Le cose possono comunicare tra loro, scambiarsi informazioni e prendere decisioni, la Nike ha prodotto alcuni modelli di scarpe che tracciano la nostra corsa, trasmettono il tempo e il numero di passi e il percorso che facciamo, alla Rete, dove in teoria si possono svolgere contemporaneamente delle gare virtuali.
La piattaforma Open Source, quindi riutilizzabile da tutti di Pachube consente di trovare e mettere in relazione sensori dislocati in tutto il mondo, creando delle comunità di oggetti, esattamente come si creano delle comunità di persone, sensori che possono valutare l'inquinamento atmosferico, dei fiumi oppure la produzione di energia. Le cose comunicheranno in linguaggio naturale e diventerà normale impartire ordini al proprio frigorifero, oppure chiedere informazioni a un cartello stradale. Ogni cosa quindi potrà essere collegata in Rete, diventare un terminale di Internet e trasmettere informazioni alla Rete e acquisire dalla Rete intelligenza, in un certo senso Internet e la realtà diventeranno una sola cosa!

11 Giugno 2010

Video di David Carroll
   

Impariamo a usare bene i social media


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Conoscete la storia di David Carroll e della sua chitarra? Se siete un frequentatore abituale di YouTube forse ne sapete qualcosa. David aveva viaggiato con la United Airlines e si era trovato la chitarra, imbarcata come bagaglio in stiva, danneggiata. Ma la United non gli aveva voluto riconoscere alcun indennizzo. Voi cosa avreste fatto?
Esatto, anche lui. Imbufalito per il pessimo comportamento della compagnia, ha messo insieme un breve video con annessa canzoncina satirica che ha messo alla berlina la United e l'ha caricato su YouTube. Il video, dal titolo "United rompe le chitarre", è stato immediatamente visto da ben 8 milioni di navigatori, con il danno d'immagine per United che vi potete immaginare.
Non è ovviamente un caso isolato. Anche Nestlè è stata recentemente presa di mira per i suoi prodotti ritenuti dannosi per l'ambiente, e così ovviamente BP. In generale, Internet e i social media stanno diventando luoghi dove lo scontento dei consumatori si può trasformare in tempo zero in attacchi al malcostume delle aziende (o delle istituzioni di qualsiasi genere) e girare il mondo senza potere essere in alcun modo limitati.
È materia di riflessione. Due sembrano i punti cruciali: il primo è che non sempre gli attacchi possono essere giustificati e che la rete può essere facilmente usata male, per diffamare persone o aziende del tutto innocenti; il secondo, però, è che chi è preso di mira può a sua volta usare la rete per contrastare gli attacchi. Il primo fenomeno è più facile, il secondo meno. Utilizzare i social media richiede, ad esempio, che in primo luogo aziende e istituzioni si attrezzino per questo ben prima che sorga un eventuale problema. Ed esige poi una completa trasparenza, perché ormai il popolo della rete non accetta più silenzi e ambiguità.
Le aziende dispongono però di uno strumento potenzialmente prezioso: i loro dipendenti. Occorre un certo coraggio per dare loro il potere di gestire senza filtri una interazione sul web. Ma chi l'ha fatto, come hanno fatto di recente aziende come Best Buy e Black & Decker, riesce a ottenere risultati insperati.

9 Giugno 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

L'informazione on line


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

L'informazione broadcasting, quindi quella tradizionale dei giornali, delle televisioni da uno a molti, in Rete sta cambiando forma.
Un'analisi dell'informazione on line fatta dallo statunitense Poynter Institute che studia le relazioni tra media e Internet, dimostra l'emergere di nuove tendenze. La prima è l'applicazione di una vecchia regola che è quasi impossibile in Rete mantenere un segreto, il sito di WikiLeaks è attivo dal 2007 e pubblica documenti confidenziali di natura politica, chiunque può inviarli e per questo WikiLeaks è soggetto da sempre sia ad attacchi informatici, sia ad attacchi legali da parte di molti Stati.
Le nazioni interessate sono le nazioni di tutto il mondo e WikiLeaks, che è basata in Svezia, ha sviluppato anche meccanismi sofisticati di protezione dei propri dati e duplicato il server in molte nazioni oltre a quella svedese.
WikiLeaks, com'è scritto nella sua homepage accetta soltanto materiale originale, censurato o disponibile a un pubblico ristretto che non sia stato pubblicato in precedenza. WikiLeaks ha pubblicato di recente il video di un inviato della Reuters ucciso dall'aviazione statunitense, in passato ha reso pubblici documenti riservati dell'associazione Scientology, le procedure usate per il trattamento dei prigionieri nella base di Guantanamo, i rapporti del Bilderberg Group.
L'informazione è creata anche dalla comunità e la comunità è creata dall'informazione, questo è uno statement, un'affermazione messa in pratica dal Chicago Now un sito che è stato creato nel 2009 dal Chicago Tribune e che si rivolge a una comunità cittadina e extracittadina di circa 10 milioni di persone. Chicago Now pubblica ogni giorno circa 100 articoli su diversi aspetti della città scritti da una rete di blogger che sono volontari e tutti gli articoli vengono commentati da migliaia di cittadini.Chicago Now è l'esempio dell'emergere dell'informazione a livello locale. L'informazione però può essere ancora più puntuale, può essere come viene definita, hyperlocal, quindi riferita al punto in cui una persona si trova in quel momento.
Il sito Everyblock fornisce informazioni su tutto ciò che ci circonda nell'ambito di qualche centinaio di metri, negozi, cinema, teatri o anche interruzioni stradali, manifestazioni, qualunque cosa che possa avvenire intorno a noi. Everyblock è un servizio disponibile nelle principali città americane che aggrega quindi informazioni di qualunque tipo dalla rete riferiti al punto preciso della nostra posizione. Può essere considerato come un accompagnatore nella nostra vita quotidiana che ci dà informazioni anche sui negozi, sui cinema, sui teatri, su qualunque luogo e queste informazioni vengono costruite in modo bi-direzionale: alcuni siti infatti che vengono aggregati da Everyblock danno la possibilità di commentare ciò che avviene in un certo negozio, i prodotti e i servizi di un certo store e chi passa in quel punto con a disposizione un iPhone o qualunque altro strumento che consenta l'accesso a Internet mobile può vedere per esempio i commenti su un certo negozio, su un certo cinema, su un certo spettacolo.
L'ultima frontiera delle news on line è Spot.us che è diffuso California, i suoi lettori possono commissionare un'inchiesta a un giornalista che ne decide il prezzo, se l'inchiesta è d'interesse generale viene finanziata da microdonazioni fatte attraverso il sito, è un giornalismo alla carta, i servizi creati in prevalenza da giornalisti in freelance sono pubblicati sul sito e messi a disposizione della Rete in modo gratuito attraverso le licenze e i creative commerce che permettono di condividere i contenuti on line. In alcuni casi è possibile ottenere a pagamento un copyright temporaneo da parte dei media tradizionali che quindi acquisiscono questi servizi per un periodo di 2 o 3 giorni prima che siano resi pubblici sul sito e resi disponibili gratuitamente a tutti in Rete.
Quindi libera diffusione delle informazioni, informazione locale, informazione hyperlocal, quindi vicino a noi, informazioni create della comunità o addirittura su ordinazione, sono alcune delle linee di tendenza delle news on line, che stanno emergendo e siamo soltanto all'inizio, per l'informazione una sola cosa è certa, non sarà più quella che conosciamo!

4 Giugno 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Facebook senza privacy


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Un blogger ha scritto che quando entri in Facebook non sei cliente ma sei il prodotto, una frase che fotografa perfettamente la realtà.
L'associazione Electronic Frontier Foundation, una delle più importanti del mondo che ha 61 mila iscritti che ha condotto e vinto numerose battaglie legali a favore dei diritti delle persone in Rete, ha pubblicato un articolo sull'erosione delle politiche della privacy, quindi sulla diminuzione della privacy da parte di Facebook nei confronti di chi s'iscrive, di chi apre un account fino a oggi. All'inizio, nel 2005 Facebook era uno spazio privato per comunicare con un gruppo di persone e si è trasformato in seguito in una piattaforma dove le informazioni personali inserite sono pubbliche in modo tacito, con la tecnica del silenzio assenso. Molte informazioni in ogni caso sono pubbliche e comunque vengono vendute da Facebook ai suoi partner per inserire pubblicità mirate.
La policy di Facebook per la privacy nel 2005 consisteva in due righe: "Nessuna informazione personale inserita in Facebook sarà resa disponibile a un utente del sito che non appartenga almeno a uno dei gruppi specificati da te", tu che apri l'account nella tua selezione della privacy.
Allora la privacy era sotto il diretto controllo dell'utente e oggi però non è più così. Infatti leggere la policy della privacy attuale di Facebook richiederebbe uno spazio più lungo di questo programma e agli utenti comunque di Facebook che vogliono rimanere in Facebook, consiglio di dedicare un po' del loro tempo per leggerlo attentamente, anche se gli porterà via spazio e tempo durante la giornata.
Nel sito www.mattmckeon.com è possibile vedere l'evoluzione della privacy nel tempo su Facebook in forma grafica ed è impressionante come Facebook si sia allargato in ogni area personale che ci riguarda, nell'immagine che vedete si espande anno dopo anno e sono riportati i dati personali resi disponibili in modo predefinito in Facebook e anche all'esterno di Facebook, quindi in Internet, dati che riguardano il noto profilo, la nota rete di amici, i contenuti pubblicati, i contenuti preferiti, le reti di relazione e altro ancora.
I garanti per la privacy Europei sono intervenuti contro il meccanismo del silenzio-assenso relativo all'utilizzo dei dati inseriti dagli utenti di Facebook, questa misura è stata anche richiesta dal Senato americano. I vertici di Facebook si sono riuniti pochi giorni fa per discutere di questi aspetti legati alla privacy, senza però dare una risposta precisa. L'unica che è emersa è stata una battuta di Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, che ha spiegato che la privacy è un concetto ormai superato.
I dati inseriti in Facebook vengono però utilizzati per attività di marketing remunerative, il cui vero proprietario dovrebbe essere l'utente che inserisce i suoi dati, il quale non ha nessun beneficio economico e spesso ne è all'oscuro.
Facebook ha riempito in questi anni un vuoto nell'ambito delle relazioni on line ed è tuttora il Social Network di maggior successo, ma senza i contenuti degli utenti non durerebbe un giorno. I segnali in arrivo sono infatti tutt'altro che rassicuranti per Facebook, il prossimo 31 maggio si terrà il Quit Facebook Day Mondiale, nel quale tutti gli utenti insoddisfatti si cancelleranno e nello stesso tempo stanno nascendo nuove alternative a Facebook, la più interessante in assoluto si chiama Diaspora. Diaspora è il nome di un progetto di quattro studenti della New York University che si propone di dare agli utenti di Internet la possibilità di creare la propria identità personale sul proprio personal computer, di controllarla e di condividerla e anche di collegarla con altri a propria discrezione, in sostanza non ci sarebbe più un unico contenitore che contiene l'identità di tutti, ma ognuno avrebbe la propria identità in locale.
Gli utenti di questa nuova applicazione sono chiamati "seed", semi, ognuno padrone dei propri dati, Diaspora sarà rilasciata in formato Open Source, quindi fruibile a chiunque in modo gratuito entro l'anno. Diaspora è un progetto autofinanziato, ha chiesto i soldi alla Rete, per iniziare aveva chiesto 10 mila dollari entro il primo giugno, a oggi mancano una decina di giorni, Diaspora ha già ricevuto on line circa 150 mila dollari, un segnale molto preoccupante per il futuro di Facebook.