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2° Convegno E-commerce in Italia 2010

E-commerce in Italia 2010




Si terrà il 14 settembre 2010 il quinto appuntamento con lo studio di Casaleggio Associati sull'E-commerce in Italia 2010. L'indagine avrà come focus l'analisi dell'utilizzo dei cellulari e dei sistemi mobile da parte dei consumatori come supporto agli acquisti on line.

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29 Luglio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

La reputazione è tutto


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Quando un'immagine o un testo viene inserito in Rete, è praticamente impossibile distruggerlo. La diffusione senza limiti dei contenuti in Rete ha molte implicazioni personali, date dalla propria persona, commerciali, legate ai prodotti. Il dibattito su chi deve esercitare il controllo e cosa deve essere soggetto alla censura, su cosa si debba intendere per privacy, è in corso sin dalla nascita di Internet e per ora però non ha trovato reali soluzioni. La nostra identità-ombra, cosiddetta "Shadow identity", ci accompagna in Rete e influenza la percezione dei navigatori, in alcuni casi censurare una notizia che ci riguarda, può ottenere esattamente l'effetto opposto, come dimostrato dal cosiddetto "Streisand effect" che avviene quando un tentativo di rimuovere una parte d'informazione provoca una forte diffusione di quella stessa informazione, che invece di essere soppressa, si diffonde rapidamente e ha una forte pubblicità e viene continuamente replicata. L'effetto Streisand è così chiamato dalla causa milionaria che la nota attrice Barbara Streisand intentò per violazione della privacy contro un fotografo per avere reso pubbliche su Internet delle foto della sua casa in California, foto che nonostante i tentativi di censura si sono moltiplicate continuamente e ora sono a disposizione di chiunque acceda alla Rete. In Rete la reputazione è tutto e a qualunque livello sta acquistando sempre maggiore importanza, la reputazione è implicita nel concetto di comunità, chi fa parte di una comunità aiuta gli altri membri ed è trasparente con loro. Chi si sottrae a questo obbligo viene espulso o emarginato, la Rete crea di continuo comunità che si aggregano sui temi più svariati e tra questi anche sulla valutazione per esempio di un servizio o di un prodotto proposti da un'azienda. La reputazione in Rete è il punto di convergenza tra la tecnologia e la creazione di comunità ed è un fattore economico potenziato continuamente dall'on line. Le applicazioni di Rete devono tenerne conto in quanto la reputazione on line è volatile, è messa di continuo in discussione dai clienti, dai navigatori, dalle persone comuni. I reputation system sono applicazioni di gestione della reputazione on line. Un reputation system legato agli acquisti ha tre proprietà fondamentali: l'identità del compratore e del venditore durano nel tempo anche sotto pseudonimo, la reputazione instaurata è visibile da tutti nel tempo e la reputazione di ognuno è misurata, classificata e resa di pubblico dominio. Alcuni esempi di reputation system sono: Epinions che propone critiche valutate dai lettori su film, compagnie aerei, alberghi e molte altre cose; Ebay, l'asta più famosa del mondo on line che garantisce l'attendibilità di venditori e compratori sulla base delle transazioni già effettuate e Amazon che pubblica i giudizi sui libri in vendita. I reputation system possono essere soggetti ad attacchi che sovvertono completamente il giudizio, il più noto è detto Sybil, nome che deriva dal titolo omonimo di un libro che narra di una donna che soffriva di dissociazione della personalità. Sybil, come applicazioni simili opera creando un numero molto elevato di pseudonimi. In Rete i gossip e le informazioni false, anche se fastidiose, non minano la reputazione di una persona o di un'azienda, infatti non essendo sostenuti da fatti documentati e da link, fonti e siti autorevoli, perdono la loro efficacia e decadono e chi li diffonde perde a sua volta credibilità. La reputazione in Rete è il valore più importante, in Rete non si può mentire a lungo e chi mente viene eliminato!

23 Luglio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Il genio della lampada


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Google è il motore più diffuso, ha un record di 3 miliardi di ricerche al giorno, che però vanno sommate a motori minori, anche se molto importanti come Bing della Microsoft o Ask.
La reperibilità di un articolo, di un sito, di un file in Internet è essenziale, "ciò che non viene trovato in Rete non ha alcun valore", come ha detto Peter Morville, l'autore del bestseller "Ambient findability" sulle tecniche di tracciabilità delle informazioni. In questi anni la ricerca si è evoluta ed è diventata uno dei primi business dell'economia mondiale. Nel 2001 Google aggiornava l'indice per le sue ricerche ogni trenta giorni, non era quindi possibile trovare le news sui fatti più recenti come avvenne infatti per l'11 settembre dopo il crollo delle Torri Gemelle. Oggi dopo il recente lancio della sua nuova versione detta Caffeine, l'indice è aggiornato in pochi secondi, anche per i contenuti di Social media come Facebook o Twitter. Inoltre il portale Google News con le notizie estratte in tempo reale dalla Rete è diventato uno dei siti più visitati del mondo d'informazione.
La velocità di aggiornamento obbliga però i siti d'informazione a pubblicare i contenuti con una velocità sempre più crescente per non scomparire dalle prime pagine della ricerca, le cosiddette SERP (Search engine result page) che vengono visualizzate dopo l'inserimento di una parola chiave da parte dell'utente e a tutti gli effetti per le news oggi una lotta contro il tempo per non scomparire. La presenza nella prima pagina di Google per una determinata ricerca, legata per esempio al proprio brand o a un prodotto, è stata considerata a lungo il primo fattore di successo in Rete. La stessa Google ha però messo in discussione questa valutazione con IGoogle o IGoogle, la pagina personalizzata di ricerca introdotta nel 2005. I risultati che appaiono con IGoogle sono visualizzati valutando le ricerche fatte in precedenza dagli utenti, quindi una ricerca con una parola chiave può dare risultati completamente diversi da persona a persona, il risultato della ricerca non è quindi più universale, lo stesso per tutti. Un cliente potrebbe investire in SEO (Search engine optimization): delle tecniche per fare sì che la propria parola, le parole che desidera siano indicizzate sulla prima pagina o sulle prime pagine, senza però alcuna garanzia del risultato.
Il posizionamento dei motori comunque senza un risultato tangibile, associato alla popolarità, quindi al numero di persone che accedono a una determinata parola attraverso una pagina indicizzata, non ha in realtà un senso compiuto, in quanto il numero di accessi se non è legato a un risultato, come per esempio le vendite on line, il numero di mail raccolte o la partecipazione a un concorso, non è in sé sufficiente.
La ricerca è importante soltanto se porta dei risultati tangibili. Uno dei testi più importanti, scritti sulla ricerca on line è stato "The Search" di John Battelle che recentemente si è espresso sul futuro della ricerca e dei motori. Secondo Battelle la ricerca evolverà in applicazioni di supporto alle decisioni, come avviene per esempio quando dobbiamo scegliere dove trascorrere le vacanze, consultiamo non un motore, ma consultiamo direttamente il portale e più di frequente rispetto ad altri il portale di Expedia.
La ricerca con l'inserimento di una o più parole chiave in un box, su una pagina con un elenco sterminato di pagine di risposta, si trasformerà in domande e risposte in linguaggio naturale, fatte all'iPhone o a Android, fatte però ad applicazioni verticali inerenti a interessi specifici.
La ricerca si sposterà quindi dalle parole alle applicazioni e la ricerca assomiglierà sempre più alla consultazione di un genio della lampada attraverso un'interrogazione verbale.

16 Luglio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

I ritardi dell'Italia


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Lo sviluppo della tecnologia e in particolare di Internet e la crescita economica sono strettamente correlati. Alla diffusione della tecnologia corrisponde sempre un andamento positivo degli indici economici, si può quindi affermare che lo sviluppo tecnologico di una Nazione debba essere una priorità per qualsiasi governo che voglia competere sui mercati mondiali.
Il settimanale The Economist stila ogni anno una classifica mondiale sulla base di più di 100 fattori, suddivisa in sei categorie. Le categorie sono: l'infrastruttura tecnologica e la connettività, il contesto di sviluppo del business, l'utilizzo delle tecnologie da parte di utenti e di aziende, le regole e le leggi di riferimento, il contesto socioculturale e politico e la visione dei governi. La somma di questi fattori è stata definita "e-readiness", sostanzialmente prontezza, capacità di reazione e si riferisce a un reale uso e diffusione della tecnologia, non alla sua semplice introduzione. In altri termini sono sì importanti i numeri dei personal computer, dei telefoni cellulari e dei siti web, ma ancora di più lo sono il loro reale e efficace utilizzo e beneficio che ne deriva per il cittadino. Il rapporto 2009 dell'Economist, prodotto in cooperazione con l'IBM che parla dell'e-readiness rankings, sancisce il predominio del nord America e dell'Australia seguito dall'Europa occidentale, Russia e Asia Orientale, agli ultimi posti vi sono l'Asia centrale e il continente africano. A livello di nazioni i primi 4 paesi sono tutti dell'Europa del nord, Danimarca, Svezia, Olanda e Norvegia. Gli Stati Uniti sono al quinto posto seguiti da Australia, Singapore, Hong Kong, Canada e Finlandia. L'Italia è solo 26a e rispetto al 2008 perde una posizione. Una valutazione che deve far riflettere sulla reale competitività economica del nostro paese e sul suo futuro. Un'analisi comparata tra l'Italia e le nazioni best in class, le migliori per i singoli fattori, fa emergere le aree di maggiore debolezza del nostro paese. Le aree più critiche sono per noi il contesto per lo sviluppo del business in cui primo risulta Hong Kong, la politica e la visione dei governi, cui prima è la Danimarca e l'utilizzo delle tecnologie da parte degli utenti e delle aziende in cui prima è la Norvegia. Per recuperare posizioni è importante che il governo affronti con alta priorità i fattori di debolezza e sblocchi al più presto i fondi destinati allo sviluppo della banda larga di 800 milioni. La competizione internazionale è basata sulla tecnologia diffusa, a basso prezzo e integrata tra sistema pubblico e privato, aspetti che hanno nel mondo del business uno sviluppo sempre più accelerato. Esiste una legge per la quale più è alta l'adozione della tecnologia, più questa si diffonde con rapidità. La velocità dello sviluppo tecnologico e della connettività è quindi essenziale per l'Italia per non perdere altre posizioni a livello mondiale. Dal primo luglio 2010 ogni cittadino finlandese avrà garantita per diritto una connessione alla banda larga ad almeno a un megabit in quanto diritto fondamentale. A quando lo stesso per l'Italia?

15 Luglio 2010

"Teorie" da intranetlife's photostream on Flickr
   

Foursquare e il no profit


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Come le organizzazioni no profit possono utilizzare servizi legati alla geolocalizzazione? Gli ambiti di utilizzo rientrano solo nella brand awareness oppure ci sono spazi anche per il fundraising? Quanto è semplice o complesso organizzare e gestire una campagna di fundraising sfruttando i servizi di geolocalizzazione?

Foursquare ha catalizzato l'attenzione di molti durante il SXSW 2010, lanciando un'iniziativa denominata check-in for charity con partner come Microsoft e PayPal. Oggetto della campagna: per ogni check-in in Austin o con l'hashtag #sxswHaiti su Twitter, Microsoft e PayPal hanno donato 0,25 dollari a Save The Children Haiti. Risultati della campagna durante la manifestazione: 135.000 check-in, 2.400 tweets, 15.000 dollari donati in meno di 48 ore.

Secondo Joe Waters, editor di Selfish Giving e Director Cause & Event Marketing presso il Boston Medical Center, Foursquare riveste un alto potenziale per il cause marketing (definizione intraducibile in italiano, ma il cui significato si impone senza necessità di spiegazioni).

Una prima opportunità è in ambito branding: l'elemento di geolocalizzazione di Foursquare, unito alla possibilità di "sharing" o condivisione su Facebook e Twitter, è un'occasione ghiotta per fare marketing quotidiano a costo nullo. E' sufficiente il check-in nei locali dell'organizzazione no profit, un breve messaggio interessante su una specifica campagna in corso oppure un suggerimento collegato alle attività dell'organizzazione, lo sharing su Facebook e su Twitter. In questo modo i contatti su Foursquare sono informati in tempo reale, quelli su Facebook e Twitter pure e, in più, quegli stessi contatti possono condividere il messaggio con la propria rete di amici. Se poi invece di una persona sola sono coinvolti più membri dell'organizzazione, allora la potenza di fuoco può essere notevole.

Una seconda opportunità è nel fundraising: ovvero coinvolgere un partner disponibile a effettuare una donazione per ogni check-in convalidato nei suoi locali, sul modello dell'iniziativa lanciata da Foursquare, Microsoft e PayPal. In questo caso il partner ha un guadagno in termini di visibilità del marchio, e l'organizzazione no profit riceve una donazione proporzionale al numero di persone che aderiscono all'iniziativa.

Una terza opportunità si può chiamare shopping fundraising: alla configurazione semplice di cui sopra si può aggiungere l'elemento dell'acquisto. Prendiamo una catena di ristoranti o di distributori di benzina o di librerie che siano disponibili, in un periodo di tempo identificato, a offrire uno sconto del 10% ai propri clienti. Situazioni come queste non sono infrequenti, ma supponiamo che la catena partner sia anche disponibile a versare alla no profit un x% del valore degli scontrini convalidati da un check-in. Anche in questo caso la funzionalità di sharing aumenta in modo impressionante il passaparola.

Una quarta opportunità risiede nella relazione con i volontari: l'organizzazione no profit crea un proprio account su Foursquare e lo collega alla rete di amici tra i volontari; con la funzione di Shout (invio di brevi messaggi alla rete di amici) può inviare informazioni, aggiornamenti, fare domande e mantenere in generale la relazione. Poiché anche questi messaggi possono essere condivisi su Facebook e Twitter, anche in questo caso si ha la possibilità di generare un passaparola quasi automatico e molto efficace.

E cosa pensereste se al momento del check-in in un esercizio commerciale comparisse sul vostro smart phone un messaggio del tipo "xxx ha partecipato alla campagna yyy" dall'account di un'organizzazione no profit?

Ciò che è interessante è il costo molto basso di queste iniziative: in pratica occorre "solo" creare le giuste connessioni tra i partner. Poi la rete fa il resto. Qual è il vero ostacolo? Il fatto che Foursquare non ha ancora in Italia una massa critica sufficiente a generare un passaparola efficace.

Ma i tempi cambiano, e noi cerchiamo di essere in prima fila. Se vuoi esserlo anche tu, segui in streaming i lavori della Prima Conferenza dei Sindaci di Foursquare del 17 luglio (seguiranno indicazioni!).

14 Luglio 2010

Logo evento E-commerce in Italia 2010 - Il commercio elettronico non va in vacanza
Logo evento E-commerce in Italia 2010 - Il commercio elettronico non va in vacanza
   

E-commerce in Italia 2010 - Il commercio elettronico non va in vacanza


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

Si terrà a settembre il quinto appuntamento con lo studio di Casaleggio Associati sull'E-commerce in Italia 2010.

Questa volta l'indagine, il cui obiettivo è individuare nuove strategie, tendenze e opportunità del commercio elettronico, avrà come focus l'analisi dell'utilizzo dei cellulari da parte dei consumatori come supporto agli acquisti on line.

I risultati, che saranno pubblicati su alcuni dei maggiori quotidiani e magazine di settore, verranno presentati in un convegno il 14 settembre 2010 riservato ai partecipanti alla ricerca e agli organi d'informazione.

Per ulteriori informazioni sui precedenti convegni è possibile visitare www.casaleggio.it/e-commerce/ oppure scriverci all'indirizzo: e-commerce@casaleggio.it.


13 Luglio 2010

   

L'e-commerce in Italia


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

Class: Buonasera, voi avete analizzato un po' l'e-commerce in Italia nel 2009, fate anche una serie di previsioni per il 2010, iniziamo proprio dal 2009, qual è stato l'andamento del settore nel nostro Paese, quali i dati più rilevanti da mettere a fuoco?

Davide Casaleggio: Per il primo anno, in un anno di crisi generalizzata l'e-commerce è salita del 58%, un e-commerce che è abituata a tassi di crescita importanti ma normalmente tra il 20 e il 30%, per il primo anno ha avuto una crescita di oltre il 50%, arrivando a 10 miliardi circa di fatturato globale. Il balzo che ha avuto è soprattutto dovuto alla liberalizzazione delle scommesse e dei giochi di azzardo come il poker che hanno fatto saltare direttamente di oltre il 100% questo mercato, il segmento del tempo libero.


Class: Casaleggio, quali sono le difficoltà maggiori allo sviluppo del commercio online in Italia?

Davide Casaleggio: Possono riassumersi sostanzialmente in 3 ambiti i problemi che l'e-commerce ha in Italia: il primo è la difficoltà di collegamento delle persone a Internet, tutti i dati legati alla banda larga, alla connessione a Internet delle famiglie italiane rispetto ai Paesi Europei, ci vedono tra gli ultimi paesi in termini di collegamento, questo è dovuto soprattutto ai prezzi e alla disponibilità di banda larga nelle province; il secondo ambito è quello dovuto alla logistica e all'infrastruttura generale dell'e-commerce in Italia e quindi le aziende subiscono molto la difficoltà di spedizione che ha costi più elevati e tempi meno certi di altri Paesi e infine la parte legislativa che ha un forte impatto sui vari settori, non ultimo quello dell'elettronica di consumo che con i diritti dovuti in anticipo su tutte le memorie che vengono vendute anche quelle dei cellulari, fa sì che la concorrenza sia diseguale rispetto ai siti esteri che vendono gli stessi oggetti.

8 Luglio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

La fine della pubblicità


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

La società internazionale di ricerca Millward Brown ogni anno pubblica 100 società per valore del brand. Questa società ha dichiarato che i clienti digitali, quindi quelli che hanno una relazione in Rete con il brand, hanno una relazione più forte del 15% rispetto agli altri, non è quindi un caso che i primi tre classificati nel 2010 siano state tre società con indirizzo tecnologico, quindi Google, IBM e Apple.
Razorfish una delle società più importanti del mondo di sviluppo di applicazioni digitali ha effettuato uno studio negli Stati Uniti sulla creazione del brand on line e sull'interazione digitale dei clienti con la marca. Dallo studio che è stato svolto su un campione di mille navigatori abituali, risulta chiaramente che la relazione digitale è molto più remunerativa delle tradizionali forme di pubblicità.
Il tempo passato su Internet in America è ormai comparabile a quello speso davanti alla televisione e in breve tempo sarà superiore.
Quindi l'esperienza on line legata al brand è di fatto la nuova pubblicità, la nuova frontiera di relazione con i clienti. L'esperienza on line per il 65% dei clienti consente di cambiare l'opinione nei confronti del brand, il 97% è influenzato nella scelta di acquistare un prodotto e il 64% di chi effettua per la prima volta l'acquisto di un prodotto di un certo brand in Rete lo fa in seguito a un'esperienza in Rete. Chi naviga ricerca spesso informazioni legate a un brand, la Rete è un luogo dove letteralmente viene creato il cliente. Il 77% guarda filmati sul brand, relativi al brand, sulla piattaforma Youtube; il 69% accede al corporate blog dell'azienda; il 65% partecipa a un gioco legato al brand. Infine, il 73% inserisce la propria opinione sul brand o suoi prodotti in Amazon, Facebook o Twitter. I Social Media sono un ottimo veicolo per i brand: il 40% degli intervistati segue un brand su Facebook o su My Space e di questi quasi la metà lo fa con la propensione all'acquisto.
I concorsi on line generano esperienze legate al brand, il 70% del campione ha partecipato a un concorso e il 24% ha creato contenuto proprio e quindi foto, filmati, testi. Il brand può essere rafforzato da eventi che sono seguiti dal 26% del campione come la gara virtuale creata dalla Nike: la Nike Human Race o da applicazioni brandizzate accessibili da device mobili che sono scaricati dal 24% del campione. Le attività di sviluppo del brand on line possono essere correlate direttamente alle performance finanziarie, com'è dimostrato dalla società Altimeter Group che mette ai primi posti per i risultati ottenuti: Ebay, Dell e Starbucks. In un mondo dove, come citato da Razorfis, il 76% delle persone pensa che le società dicono il falso negli annunci pubblicitari e in cui l'informazione sta migrando in Rete attraverso una relazione diretta con il cliente, l'esperienza digitale legata al brand è fondamentale per lo sviluppo e per la stessa sopravvivenza delle aziende.

2 Luglio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Lo shopping di Google


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Google oltre a fare continuamente shopping di nuove società, (soltanto nel 2010 ne ha comprate ben dieci) ha un proprio fondo d'investimento, si chiama Google Ventures che finanzia nuove realtà in via di sviluppo, che potrebbero essere domani le nuove Google, Amazon, Ebay o Facebook.
La conoscenza degli investimenti di Google ci può consentire di capire quali sono le tendenze in atto e che si svilupperanno nei prossimi anni.
La conoscenza degli investimenti di Google attraverso i suoi venture capital, ci consente di valutare quali saranno le tendenze future nell'ambito della tecnologia e della Rete. Recorded Future di Cambridge è una società che analizza il passato e presente e prevede il futuro, attraverso l'analisi delle informazioni contenute in Rete. Record Future afferma di poter prevedere l'andamento dei mercati finanziari o la probabilità di un attacco terroristico. Un'altra società è Pixazza di Mountain View in California che ha sviluppato un web service, un'applicazione accessibile on line, che converte immagini statiche in contenuto interattivo, i contenuti di un'immagine, per esempio i vestiti indossati, un libro o un tavolo sono riconosciuti ed evidenziati con la loro descrizione ed eventualmente sono associati a un link o a un'area di acquisto, quindi ogni aspetto della realtà, ogni fotografia, ogni immagine, si trasforma in una promozione.
Silver Spring Networks è una società di Redwood in California che aumenta l'efficienza delle reti delle utilities associate alla produzione di energia e riduce quindi l'emissione di Co2. La tecnologia di Silver Spring mette in comunicazione tra di loro diversi punti di produzione e di fruizione di energia, permettendo un forte risparmio. EnglishCentral di Lexington sviluppa applicazioni per l'apprendimento della lingua inglese. English Central permette di ascoltare una propria conversazione con le correzioni di pronuncia in tempo reale, tra i contenuti utilizzati vi sono per esempio brani di Alice nel paese delle meraviglie o discorsi del Presidente Obama da replicare.
VigLink di San Francisco permette di creare in modo immediato nel proprio sito un link a un prodotto o a un servizio on line e incassare una commissione nel caso sia effettuato un acquisto. VigLink viene retribuita per il servizio con un 25% sulla commissione ed è immediatamente inseribile nei propri siti. La società SCVNGR di Boston si definisce una Geogaming platform, quindi una piattaforma per la creazione di giochi su device mobili come l'Iphone o Android basati sulla propria posizione, su percorsi fatti e sull'interazione con gli oggetti. I giochi possono essere creati anche da persone senza particolari conoscenze tecniche, attraverso le applicazioni che mette a disposizione.
Infine OpenCandy di San Diego fornisce un software che durante l'installazione di applicazioni sul nostro computer, che avvengono spesso anche in modo quotidiano, suggerisce immediatamente applicazioni complementari con la descrizione dei benefici, che se scelte vengono immediatamente scaricate.
Le società selezionate e finanziate da Google sono tutte statunitensi, tutte hanno pochi anni di vita e sono gestite da ragazzi provenienti dalle principali università, quindi dal MIT alla Stanford University. Integrazione tra università, mondo delle imprese, società d'investimenti è uno dei motori dello sviluppo dell'economia statunitense, sarebbe un modello da imitare anche in Italia.