Lo sviluppo della tecnologia e in particolare di Internet e la crescita economica sono strettamente correlati. Alla diffusione della tecnologia corrisponde sempre un andamento positivo degli indici economici, si può quindi affermare che lo sviluppo tecnologico di una Nazione debba essere una priorità per qualsiasi governo che voglia competere sui mercati mondiali.
Il settimanale The Economist stila ogni anno una classifica mondiale sulla base di più di 100 fattori, suddivisa in sei categorie. Le categorie sono: l'infrastruttura tecnologica e la connettività, il contesto di sviluppo del business, l'utilizzo delle tecnologie da parte di utenti e di aziende, le regole e le leggi di riferimento, il contesto socioculturale e politico e la visione dei governi. La somma di questi fattori è stata definita "e-readiness", sostanzialmente prontezza, capacità di reazione e si riferisce a un reale uso e diffusione della tecnologia, non alla sua semplice introduzione. In altri termini sono sì importanti i numeri dei personal computer, dei telefoni cellulari e dei siti web, ma ancora di più lo sono il loro reale e efficace utilizzo e beneficio che ne deriva per il cittadino. Il rapporto 2009 dell'Economist, prodotto in cooperazione con l'IBM che parla dell'e-readiness rankings, sancisce il predominio del nord America e dell'Australia seguito dall'Europa occidentale, Russia e Asia Orientale, agli ultimi posti vi sono l'Asia centrale e il continente africano. A livello di nazioni i primi 4 paesi sono tutti dell'Europa del nord, Danimarca, Svezia, Olanda e Norvegia. Gli Stati Uniti sono al quinto posto seguiti da Australia, Singapore, Hong Kong, Canada e Finlandia. L'Italia è solo 26a e rispetto al 2008 perde una posizione. Una valutazione che deve far riflettere sulla reale competitività economica del nostro paese e sul suo futuro. Un'analisi comparata tra l'Italia e le nazioni best in class, le migliori per i singoli fattori, fa emergere le aree di maggiore debolezza del nostro paese. Le aree più critiche sono per noi il contesto per lo sviluppo del business in cui primo risulta Hong Kong, la politica e la visione dei governi, cui prima è la Danimarca e l'utilizzo delle tecnologie da parte degli utenti e delle aziende in cui prima è la Norvegia. Per recuperare posizioni è importante che il governo affronti con alta priorità i fattori di debolezza e sblocchi al più presto i fondi destinati allo sviluppo della banda larga di 800 milioni. La competizione internazionale è basata sulla tecnologia diffusa, a basso prezzo e integrata tra sistema pubblico e privato, aspetti che hanno nel mondo del business uno sviluppo sempre più accelerato. Esiste una legge per la quale più è alta l'adozione della tecnologia, più questa si diffonde con rapidità. La velocità dello sviluppo tecnologico e della connettività è quindi essenziale per l'Italia per non perdere altre posizioni a livello mondiale. Dal primo luglio 2010 ogni cittadino finlandese avrà garantita per diritto una connessione alla banda larga ad almeno a un megabit in quanto diritto fondamentale. A quando lo stesso per l'Italia?