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4 Agosto 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Le regole di Internet


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

La struttura di Internet è stata associata in passato a quella di una rete casuale, con una crescita distribuita, indifferenziata dei router. I router sono i dispositivi della Rete che si occupano di instradare i pacchetti di dati, che distribuiscono quindi le informazioni da un punto a un altro della Rete, quindi si pensava a una rete con una distribuzione abbastanza diffusa, democratica, di nodi e di collegamenti tra i diversi nodi.
Si è invece determinato che Internet non ha una struttura casuale, ma una struttura precisa, regolata da leggi che la portano a essere una cosiddetta "scale-free network". Le scale-free network hanno la caratteristica di formare dei nodi con un numero molto elevato di connessioni, questi nodi vengono detti hub. La presenza degli hub in Internet ha tre conseguenze importanti: la prima è di creare dei percorsi brevi tra due nodi all'interno della Rete; la seconda conseguenza è la trasformazione di Internet in un piccolo mondo: una rete in cui il numero medio di passaggi tra i diversi nodi per raggiungere il nodo di destinazione è molto piccolo e cresce, ma con proporzione logaritmica al crescere della Rete. In altri termini anche se Internet crescesse a dismisura in futuro, per raggiungere un nodo saranno sempre sufficienti pochi passaggi. Oggi il numero medio di passaggi per trasmettere un pacchetto di informazioni su Internet è pari a 10.
La terza conseguenza, che deriva dalla presenza degli hub, è una particolare diffusione dell'informazione sulla Rete. I virus, che sono un comune tipo di messaggio, hanno dimostrato che per Internet non esiste una soglia critica iniziale per la diffusione, perché il messaggio continua, in questo caso il virus, a persistere nel tempo quasi all'infinito.
Un virus, come qualunque altro messaggio, infatti, ha un'alta probabilità di passare per un hub producendo l'effetto di un big bang in Rete con la sua distribuzione immediata, questa fase è detta di pervasività del virus. In seguito i vari nodi infetti propagheranno il virus in modo lento nel tempo e questa è la fase di persistenza del virus.
Su Internet i virus sono sia pervasivi, che persistenti. Nonostante gli antivirus vengano resi disponibili ormai in pochi giorni per contrastare ogni tipo di virus, il virus rimane in Rete per anni, come per esempio Melissa, un virus che è attivo dal 1999. Secondo il sito www.virusbtn.com che riporta periodicamente l'elenco completo degli antivirus esistenti insieme ai virus attivi, il fenomeno del virus è in continuo aumento e oggi ci sono 100 volte più siti infetti, rispetto a tre anni fa.
Un attacco casuale colpisce, infatti, in prevalenza i router con un numero limitato di connessioni che sono i più numerosi. La prova di questa considerazione è data dal fatto che il 3% dei router di Internet sono normalmente disattivi per più svariate ragioni, senza produrre conseguenze nella diffusione dei messaggi all'interno della Rete. Se invece fossero colpiti gli hub, Internet si disintegrerebbe in una serie di isole non più comunicanti tra loro.
La soglia critica che è stata calcolata per la sopravvivenza di Internet è tra il 5 e il 15% dei suoi hub. Gli hub sono quindi fondamentali per l'esistenza di Internet, ma sono anche il suo punto debole. Le politiche per preservare Internet, quindi devono essere conseguenti e per i virus, per esempio, per impedirne la diffusione, bisogna agire subito sui router più interconnessi.

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