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26 Novembre 2010

Emilio Fede commenta la protesta studentesca
   

Studenti delinquenti


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

La sintesi più pregnante di come la pensa una certa Italia delle manifestazioni di protesta studentesca contro la riforma Gelmini l'ha data il sempre ineffabile Emilio Fede, che ha seraficamente proposto: "Meniamoli".
E non è questa la cosa peggiore, ma il fatto di aver cercato di imbrogliare le carte sostenendo, come spesso il suo maestro e mentore, di aver voluto intendere un'altra cosa. Ma Fede a parte, quanti sono gli italiani a definire gli studenti dei piccoli delinquenti che vanno in giro a far casino e a rompere le vetrine? È ben chiaro che qualcuno lo fa, ma perché centinaia di migliaia di studenti protestano contro la riforma?

La risposta è semplice: perché in realtà il paese è bloccato, e a farne le spese sono i giovani che non trovano da lavorare, non riescono a frequentare un'università in progressivo smantellamento, non riescono a rendersi autonomi dalla famiglia, non riescono ad affittare una stanza a prezzi decenti, non riescono a trovare punti di aggregazione dove discutere di questioni concrete e reali. La protesta diventa incomprensibile se non contestualizzata nella situazione più generale del paese e della effettiva condizione di precarietà dei giovani oggi.
Questo la Gelmini non lo sa o non lo vuole sapere, così come lo ignora la classe politica con il malaugurato accompagnamento di molti dei media ufficiali, dai giornali alla tv. Va però detto che la disinformazione ha le gambe corte. Oggi le informazioni, quelle vere, non passano più nei media tradizionali.
Il potere di far sapere le cose si è spostato in rete e le opinioni viaggiano nei social network e nei social media, che nessuno può controllare. Spaccare le vetrine non serve e non va bene, autorizza solo chi vuole proporre l'equazione studenti-delinquenti. Ma la protesta di una generazione è certamente legittima nelle sue forme più ampie e generalmente democratiche.
Certo fa rumore e confusione, ma in che altro modo, con quali altri canali i giovani possono far sentire a una classe dirigente sorda e arraffona la propria voce e le proprie sacrosante ragioni?

19 Novembre 2010

Internet TV - Casaleggio Associati
Internet TV - Casaleggio Associati
   

Come Internet rivoluzionerà la TV


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

Da ottobre, con il lancio di Google TV, è emersa quella che fino a poco prima era una rivoluzione silenziosa, l'integrazione di Internet con le televisioni.
Un cambiamento radicale nei contenuti disponibili e nelle possibilità di interazione che rivoluzionerà la televisione e arricchirà la Rete stessa.

Introducing Google TV

Recentemente Google ha sostenuto che tra 5 anni tutti avranno una TV su IP.  Mentre secondo Netflix questo Natale il 50% delle televisioni vendute in USA saranno dotate di wi-fi e diventeranno il 100% tra due anni.
Già oggi la maggior parte del traffico di Internet è relativo ai video. Negli Usa Amazon Video on demand e Netflix sono realtà consolidate e tra le maggiori cause del crollo del mercato dei DVD. Quello che succederà nei prossimi anni rappresenterà la fine della TV come la conosciamo.
Sul mercato USA da alcuni mesi sono presenti sistemi come Boxee, Roku e recentemente è stata introdotta una nuova e più potente versione della Apple Tv. Ma Google Tv si appresta ad essere ciò che l’iPhone è stato per i telefoni cellulari: un’evoluzione non solo tecnologica, ma in grado di creare nuove esperienze di alto livello e con esse nuove esigenze e nuove opportunità di business.

Le “10-foot user interface”, cioè strumenti di controllo a distanza (tipicamente dal divano), sono uno degli aspetti di maggior interesse. Google Tv ad esempio consente di utilizzare smartphone Android come un telecomando. Mentre nel mondo delle console da gioco si sta assistendo ad una costante ricerca di nuovi strumenti di controllo: dopo il remote controller della Kinect per Microsoft Xbox 360Wii e il Playstation Move, da novembre è disponibile sul mercato Kinect per Microsoft Xbox 360 che consente di controllare la console attraverso i movimenti del proprio corpo.

Tra pochi anni il mondo dell'informazione e dell'intrattenimento verranno completamente ridisegnati dalla Rete. La TV si trasformerà da uno strumento passivo ad uno strumento attivo.
Le industrie televisive e pubblicitarie saranno pronte ad affrontare questo epocale passaggio da one-to-many a many-to-many?

Internet TV Casaleggio Associati Scarica il nostro schema sulla Internet TV

15 Novembre 2010

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Il digitale interpreta e riproduce il nostro mondo


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

Il mondo digitale esiste perché permette di trasporre la realtà che conosciamo in bit. Grazie ai molti esperimenti di interpretazione della scrittura, oggi il nostro PC interpreta il testo di un documento scansionato tramite un programma di OCR. Se parliamo, un programma di riconoscimento del parlato (speech recognition) può trascrivere il nostro dettato. Se cantiamo, Shazam o Midomi identificherà il suono e ci fornirà tutti i contenuti presenti in rete relativi a quella canzone.
Oggi, l'interpretazione del mondo che ci circonda si sta spostando verso il riconoscimento visivo.
Ad esempio, Retrievr dal 2006 permette di ricercare tra gli oltre tre miliardi di foto di Flickr facendo uno schizzo a mano libera.
Lo scorso anno è stato reso disponibile anche un sistema di ricerca che trova sul web immagini simili ad una iniziale inserita. Il motore di ricerca si chiama Tineye e permette di verificare l'uso di un logo on line, la veridicità di una foto, o semplicemente le varianti di un'immagine famosa.
Il futuro dell'interpretazione digitale del mondo forse passerà dall'olfatto e dal senso tattile.


I sensi umani non sono però l'unico modo di interpretare la realtà. I fenomeni complessi che coinvolgono più persone possono anch'essi essere interpretati dal mondo digitale. Ad esempio, il traffico può essere rilevato tramite la somma dei comportamenti e delle posizioni dei singoli individui ed essere mostrato in digitale su Google Traffic. La diffusione dell'influenza può essere monitorata a livello di singola città giornalmente analizzando i comportamenti di ricerca relativi ai sintomi dei malati con Flu Trends in modo molto più accurato e tempestivo delle statistiche sanitarie nazionali.


Se la realtà che ci circonda sarà riprodotta in digitale, allora dal digitale si potrà riprodurre la realtà. Molte aziende stanno lavorando infatti sulla riproduzione della voce o più recentemente degli oggetti fisici come Makerbot che permette a chiunque di stampare in casa gli oggetti ideati da altri, dai prosumer (i consumatori che diventano produttori allo stesso tempo).

5 Novembre 2010

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

La geolocalizzazione che sta cambiando il mondo


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Ci siamo abituati per anni a pensare e ad agire in termini globali; con la nascita e la diffusione di internet i clienti della nostra attività ecommerce si trovano oggi ad un solo click dalla nostra vetrina digitale pur vivendo dall'altra parte del mondo; i social media hanno enfatizzato questo fenomeno dando a tutti il potere di contribuire alla conversazione globale mediante blog post, status update, condivisione di video, foto, link e slide e di incidere sulle opinioni.

Una nuova ondata di trasformazioni sta investendo le nostre abitudini.

La banda larga mobile porta internet a tutte le persone dotate di smartphone e i Location Based Services (LBS) usano questi due elementi come opportunità per riportarci a una dimensione locale; social network e applicazioni per smartphone che sfruttano la tecnologia GPS dei dispositivi mobili stanno cambiando il modo con cui navighiamo e interagiamo.
La combinazione di smartphone, banda larga mobile e applicazioni in grado di riconoscere dove si trova l'utente ci connette in modo nuovo alle persone, ai luoghi, agli eventi e alle informazioni più rilevanti: quelle più prossime al luogo nel quale ci troviamo, in questo istante.
E' più rilevante per me scoprire che la pizzeria sotto casa riconosce il 10% di sconto per un check-in e un tip, o poter ordinare una colazione via Twitter a Coffee Groundz di Houston, Texas? Gli LBS cambieranno il modo in cui penseremo e useremo internet giorno per giorno.

Per iniziare, Foursquare insieme a Gowalla e altri servizi, come detto, connettono le persone ai luoghi fisici in un modo nuovo, forse mai sperimentato prima. L'esplosione di questi mesi è stata favorita dal fatto che le persone amano ricevere "doni" e riconoscimenti: i badge, i punti, le mayorship di Foursquare come pure gli "oggetti" di Gowalla rispondono a questa predisposizione naturale. Il prossimo passo sarà far sì che i suggerimenti abbiano maggiore significato di quanto non avvenga oggi.
L'applicazione Locavore ci "connette" agli alimenti prodotti a non più di 100 miglia di distanza dalla nostra posizione e ci informa su quali sono i prodotti di stagione nella zona in cui viviamo. Questo comporta, ad esempio, poter consumare solo prodotti di stagione: basta con fragole e lamponi freschi in gennaio! Domani applicazioni come questa potrebbero anche guidarci verso l'azienda agricola produttrice tracciando il percorso su Google Maps, mentre Foursquare potrebbe informarci delle offerte speciali in corso.

Yelp e Around Me, applicazioni popolari tra i possessori di iPhone, sono un mezzo fenomenale per trovare ristoranti, bar, hotel vicino al luogo in cui siamo. Greenopia e Green Map sono la traduzione delle stesse logiche agli esercizi commerciali e ai produttori eco-friendly.

Waze è un esempio di crowdsourcing applicato alle cartine stradali e alle condizioni del traffico: mentre sei in viaggio puoi contribuire segnalando particolari situazioni di traffico, come l'apertura di nuove strade o la chiusura di strade per lavori in corso, e puoi beneficiare delle segnalazioni degli altri utenti. Anche qui, la localizzazione della tua posizione è elemento fondamentale del gioco. Nello stesso spazio applicativo troviamo Map Quest 4 Mobile e Google Maps.
Il modo in cui useremo internet cambierà sempre più: in un certo senso vivremo "geolocalizzati". Unica grande questione, la privacy. Sapremo gestirla in maniera adeguata?