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22 Dicembre 2010

Casaleggio Associati
   

La fine di Blockbuster e l'avvento di Netflix


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Nel mese di ottobre 2010, Blockbuster, la catena mondiale di video a noleggio ha subito un'istanza di fallimento. Un esito annunciato da parecchio tempo per la contrazione del mercato dei dvd e la mancanza di una nuova strategia legata ai prodotti digitali e alla Rete da parte della direzione di Blockbuster.
Il mercato statunitense dei dvd è passato dal picco del 2007 di 16 miliardi di dollari ai 13 miliardi del 2009 e il secondo quarto del 2010 ha confermato la tendenza con un'ulteriore diminuzione del 14% rispetto allo stesso periodo del 2009.
Il dvd è un supporto ormai destinato a scomparire con la migrazione dei contenuti on line e con l'accesso alla Rete possibile ovunque con la diffusione del wifi e dei media tablet come l'Ipad. Blockbuster ha messo in atto un piano per tagliare i costi e i debiti che ha con le case di produzione cinematografiche come la Fox, la Warner Brothers e la Sony Pictures. Blockbuster taglierà 1000 dei suoi 3000 negozi negli Stati Uniti e prevede una riduzione del debito da un miliardo di dollari a 100 milioni, ma questo non servirà a nulla senza un modello di business sostenibile legato alla diffusione di contenuti digitali in Rete e forse comunque per Blockbuster è troppo tardi.
Il mercato ha infatti da tempo nuovi protagonisti come Redbox, Hulu e Netflix che è di gran lunga il più importante sito di filmati a richiesta del mondo. Netflix è una società della California nata nel 1997, quindi per Internet un'azienda quasi di altri tempi. Il suo modello di business iniziale è stato, l'invio a domicilio di filmati in dvd a noleggio che potevano essere ordinati on line e restituiti con la stessa busta con cui erano stati ricevuti. Il business dei dvd a noleggio di Netflix ha raggiunto nel 2009 i 10 milioni di sottoscrittori e un catalogo di 100.000 pezzi.
Netflix si è spostata per tempo sul digitale e offre un servizio di video streaming detto "Watch Instantly" che permette di vedere in tempo reale un qualunque film o telefilm da un archivio di 17.000 titoli collegandosi a Internet dal pc, dall'Ipad o dal televisore di casa. La ricerca è semplice e immediata per mezzo di un motore di ricerca. Il costo è di 7,99 dollari al mese, si può disdettare il servizio ogni mese e se si vuole ricevere a casa un numero illimitato di dvd è sufficiente pagare un extra di due dollari.
Netflix ha stretto accordi con le maggiori major come MGM, 20th Century Fox, CBS/Paramount e ABC/Disney che vedono nel canale Internet on demand una nuova e più importante fonte di guadagni rispetto alla distribuzione dei film su supporti come i dvd o attraverso i canali televisivi. Il servizio "Watch Instantly" è disponibile solo negli Stati Uniti, ma a breve dovrebbe essere disponibile anche in alcuni Stati dell'Europa del Nord in funzione della diffusione della banda. In Italia quindi dovremo aspettare ancora qualche anno.
Se Netflix e lo streaming via Internet hanno ucciso Blockbuster, la prossima vittima, ormai designata è la televisione come la conosciamo, con il palinsesto fisso e la pubblicità. Negli Stati Uniti per Natale è previsto che il 50% dei televisori venduti sarà dotato di Wifi con il collegamento a Internet. Tra poco tempo, tre/cinque anni, gli schermi di casa saranno collegati a Internet e la vecchia televisione diventerà un oggetto di modernariato.

10 Dicembre 2010

Casaleggio Associati
Casaleggio Associati
   

Social media nella Sanità


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Il 34% dei consumatori americani utilizza i social media per cercare informazioni sulla salute: diventa essenziale per gli operatori sanitari ripensare il mix di strumenti marketing includendovi i social media. Ma come si può sfruttare la rete sociale in questo campo? Eccone cinque esempi:

INTERVENTI IN DIRETTA - Lo scorso febbraio, l'Henry Ford Hospital fu uno dei primi ospedali a raccontare un intervento chirurgico in diretta Twitter: medici, studenti di Medicina e altro personale seguirono i tweets sull'intervento di rimozione di un tumore maligno e parteciparono all'evento attraverso i re-tweet (la pratica di rilanciare un tweet) e commentando ciò che stava avvenendo.

FORMAZIONE DEL PERSONALE - Lee Aase, responsabile per i Social Media alla Mayo Clinic ha integrato i media sociali in una recente sessione di formazione per l'American Heart Association. Nel corso della presentazione, Aase ha chiesto ai partecipanti di contribuire alla discussione attraverso Twitter con l'uso dell'hashtag #AHAchat. Quali vantaggi? Ha fornito ai tirocinanti a costo zero un luogo in cui porre domande e ricevere risposte rapidamente; ai formatori un modo per ricevere feedback dai tirocinanti e per valutare il livello di comprensione degli argomenti in questione.

RAPPORTO CON I MEDIA - Nell'aprile del 2009 Aurora Health Care raccontò su Twitter un'operazione al ginocchio e ricevette notevole attenzione dai media nazionali e locali e da varie pubblicazioni di settore. Anche i giornalisti usano (e useranno) sempre di più le reti sociali per raccogliere informazioni: ha senso allora sfruttare questi canali per raccontare e per condividere storie di successo, risultati di ricerca medica o di altri eventi significativi.

COMUNICARE IN TEMPO DI CRISI - In caso di catastrofe - che si tratti di un diluvio, un terremoto o un attentato terroristico - gli ospedali e gli operatori sanitari sono al centro di tutto. Possono sfruttare le reti sociali dei media per fornire aggiornamenti in tempo reale, sia per coloro che sono direttamente colpiti dalla crisi e per quelli che seguono gli avvenimenti da lontano. Non occorre andare indietro nel tempo, bastava seguire l'Emergenza Haiti su Twitter: a sei giorni dal terremoto si susseguivano aggiornamenti al ritmo di 100-150 tweets al minuto, tra cui, ad esempio, questo della Croce Rossa Americana: "a man from ADP is here at #angelstadium fundraiser. his company is matching 100% of #haiti donations! great job everyone!" (Sun 17 Jan 18:48 via mobile web).

FORNIRE ACCURATE INFORMAZIONI PER I PAZIENTI - La maggior parte dei pazienti ricerca informazioni on-line prima o dopo una visita medica (guarda il video della HealthCare New Media Marketing Conference). La quantità di informazioni sanitarie non accurate disponibili sul web rappresenta un grave rischio per i pazienti. Integrando i media sociali nel marketing mix, le organizzazioni e gli operatori sanitari possono condividere informazioni corrette e tempestive per quanto riguarda i sintomi, le malattie, i farmaci, le cure e molto altro ancora.

I media sociali rappresentano un'enorme opportunità per ottenere la copertura mediatica necessaria, per attirare nuovi pazienti e nuovo personale e per porsi all'avanguardia sul piano della relazione con i cittadini e la società in genere. Per usarli occorre capacità di visione, capacità di rischio, volontà di andare oltre gli schemi soliti.