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29 Aprile 2011

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Dare To Share


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

SocialCast è una piattaforma online di Enterprise Lifestreaming.
L'infografica, Dare to Share descrive l'evoluzione delle tecnologie che hanno supportato la collaborazione in azienda.
Sotto la frase di apertura, di Darwin, "Nella lunga storia del genere umano (e animale) coloro che hanno imparato a collaborare e improvvisare in modo più efficace hanno prevalso" vengono presentate una serie di informazioni tra cui, da ultimo, tre principali cause di inefficienza "collaborativa" e dieci effetti conseguenti.
Collaborare in azienda condividendo attività e informazioni: è ciò che tutti i manager, i responsabili di funzione e di unità operative, i responsabili di progetto desiderano e auspicano per le proprie aree di responsabilità.
Ma come si fa? Cosa serve per rendere efficienti gli sforzi profusi in questa direzione? Perché tutti i tentativi di stimolare modalità di lavoro collaborative non danno i risultati sperati?
Sempre più le persone ritengono che la collaborazione negli ambienti di lavoro sia un mezzo per aumentare la produttività e accorciare il processo decisionale, ma l'aggiornamento degli strumenti e la crescita culturale personale, in quanto lavoratore, e aziendale, in quanto ambiente organizzativo, non evolve con la stessa velocità.
È interessante notare come il modello organizzativo e collaborativo basato sull'intranet venga posto da Social Cast quasi all'inizio della "storia evolutiva" delle tecnologie per la collaborazione. Nel percorso evolutivo, le tecnologie precedenti sono state via via integrate e completate da strumenti sempre più efficaci; se quindi tempo fa l'archiviazione e la condivisione di documenti era demandato all'intranet, oggi è possibile utilizzare servizi come Google Docs, Box.net e Dropbox. La semplicità d'uso è notevole, il processo d'adozione è breve, la sicurezza dei documenti è forse maggiore di quella garantita dai server interni.
In conclusione:
1. occorre la tecnologia giusta - dall'email all'enterprise lifestreaming esistono tante opportunità intermedie. Quale sia la soluzione più adatta allo specifico contesto dipende da tanti fattori, non ultimo le modalità di lavoro quotidiano delle persone, e va indagato con metodi appropriati; si basa anche su un'adeguata conoscenza delle tecnologie disponibili.
2. l'adozione di una tecnologia va affiancata dalla definizione di regole organizzative. La prima è migliorare l'organizzazione delle riunioni; la seconda è ridurre il tempo perso in viaggi e trasferte, anche grazie all'aiuto di strumenti di live meeting; la terza è ridurre le comunicazioni via mail.
3. l'inefficienza organizzativa ha segnali ben precisi. Tra questi: il tempo perso nella ricerca delle informazioni, i tempi di svolgimento delle attività dovuti a revisioni, approvazioni, colli di bottiglia, disallineamento delle attività rispetto agli obiettivi, eccessi o mancanza di comunicazione.
Di fronte alla lentezza delle attività quotidiane, agli errori operativi dovuti alla non comprensione di obiettivi, metodi e standard, occorre chiedersi: quale tecnologia, quale organizzazione, quali standard possono rendere più efficiente il lavoro?
Gli strumenti esistono; occorre conoscerli e sapere attraverso quale percorso di adozione possono essere impiegati e diffusi in azienda.

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21 Aprile 2011

Il servizio del TG5 sull'e-commerce
   

La ricerca sull'E-commerce in Italia 2011


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

Nel 2010 l'e-commerce in Italia è cresciuto del 43% rispetto all'anno precedente superando i 14 miliardi di euro.
I settori più importanti si sono confermati il turismo e il tempo libero. L'aumento è dovuto oltre che ad una crescita fisiologica e ad una maggior diffusione della Rete, anche all'ingresso di nuovi player mondiali come Groupon e Amazon, i cui effetti nei mercati di riferimento, sia in termini di volumi complessivi che di polarizzazione, si manifesteranno nel prossimo biennio con l'assorbimento, o con la scomparsa, di molte realtà nazionali di medie e piccole dimensioni.

Lo sviluppo internazionale delle imprese nazionali dell'e-commerce ha invece subito un progressivo rallentamento. Le comunità on line sono sempre più centrali nelle politiche marketing delle società, unitamente ai social media, come Facebook e Twitter, con l'integrazione nei propri siti di loro strumenti di valutazione e/o propagazione.

Il modello dell'acquisto di impulso legato a offerte speciali, ad esempio stock limitati o con prezzi scontati per un tempo definito, si è diffuso ed è proposto ormai da molti attori dell'e-commerce anche per i servizi.
Nel 2010 infine si è avuta una prima diffusione del mobile e-commerce e delle applicazioni di info-commerce associate alla posizione fisica del potenziale acquirente.

E-commerce in Italia 2011 - "I clienti dell'e-commerce" [DOWNLOAD] 


19 Aprile 2011

Infographic: E-commerce in Italia
Infographic: E-commerce in Italia
   

Presentazione della ricerca E-commerce in Italia 2011


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

Si è tenuta oggi la presentazione della ricerca:
E-commerce in Italia 2011 - "I clienti dell'e-commerce" [DOWNLOAD] 

I relatori:

ISTITUTO STUDI PER LA PUBBLICA OPINIONE - Renato Mannheimer, Presidente

CASALEGGIO ASSOCIATI - Davide Casaleggio, Socio fondatore

TECLA.IT - Carlo Visani, Presidente

BEST WESTERN - Emanuele Bonetti, Web Marketing Manager

FELTRINELLI - Fernando Mantovani, Direttore Online Business

LA REDOUTE - Antonella Pivaro, Responsabile Marketing

DIGITALPREZIOSI - Alessandro Angilella, Founder e CEO

SARDEGNA.COM - Gian Luca Filippi, Amministratore Unico

PIXMANIA - Antonio Contursi, Portavoce Ufficiale in Italia 

(Visita l'area e-commerce)



Infographic: E-commerce in Italia 2011

Infographic

Scarica PDF


7 Aprile 2011

La presse
La presse
   

Cina supertecnologica


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Nella testa della maggior parte di noi, l'immagine della Cina è ancora legata a quella di un Paese di 1,3 miliardi di persone che lavorano con accanimento e per pochi soldi, sono consumatori frugali e si comportano da disciplinati soldatini del lavoro in aziende alquanto autoritarie. In questo quadro la competitività del Paese è data soprattutto dal low cost che consente alle aziende cinesi di inondare i mercati del mondo intero.
In realtà, non solo la situazione è già molto diversa, ma cambia a una velocità formidabile. E la novità forse più importante è che la Cina sta diventando non solo una potenza economica e commerciale ai primi posti del mondo, ma anche una potenza tecnologica. Anzi, in pochi anni potrebbe diventare la prima potenza tecnologica del mondo. Un esempio abbastanza ignoto è che qualche mese fa i ricercatori cinesi hanno realizzato il più veloce supercomputer del mondo, 1,4 volte più veloce di quello americano dei laboratori del Tennessee che era fino a quel momento il primo al mondo. Non solo, quel supercomputer difficilmente verrà superato nel prossimo futuro, perché gli stessi americani riconoscono di non essere in grado di tenere il passo dell'innovazione cinese.
In effetti, in termini aggregati la Cina sta balzando al primo posto mondiale nella ricerca e sviluppo. La Royal Society britannica ha pubblicato in questi giorni uno studio che vede la Cina già oggi al secondo posto nel mondo in termini di investimenti in R&S, subito dietro gli Usa e davanti a Giappone, Germania e tutti gli altri. E già nel 2013 la Cina potrebbe diventare il Paese numero uno nella produzione di articoli scientifici e tecnologici nelle riviste dedicate, un indicatore di enorme importanza per valutare la capacità di produrre conoscenze avanzate.
Insomma, l'immagine della Cina low cost e low tech è obsoleta ed è bene avere una chiara consapevolezza della futura Cina supertecnologica e supercompetitiva.