Nella testa della maggior parte di noi, l'immagine della Cina è ancora legata a quella di un Paese di 1,3 miliardi di persone che lavorano con accanimento e per pochi soldi, sono consumatori frugali e si comportano da disciplinati soldatini del lavoro in aziende alquanto autoritarie. In questo quadro la competitività del Paese è data soprattutto dal low cost che consente alle aziende cinesi di inondare i mercati del mondo intero.
In realtà, non solo la situazione è già molto diversa, ma cambia a una velocità formidabile. E la novità forse più importante è che la Cina sta diventando non solo una potenza economica e commerciale ai primi posti del mondo, ma anche una potenza tecnologica. Anzi, in pochi anni potrebbe diventare la prima potenza tecnologica del mondo. Un esempio abbastanza ignoto è che qualche mese fa i ricercatori cinesi hanno realizzato il più veloce supercomputer del mondo, 1,4 volte più veloce di quello americano dei laboratori del Tennessee che era fino a quel momento il primo al mondo. Non solo, quel supercomputer difficilmente verrà superato nel prossimo futuro, perché gli stessi americani riconoscono di non essere in grado di tenere il passo dell'innovazione cinese.
In effetti, in termini aggregati la Cina sta balzando al primo posto mondiale nella ricerca e sviluppo. La Royal Society britannica ha pubblicato in questi giorni uno studio che vede la Cina già oggi al secondo posto nel mondo in termini di investimenti in R&S, subito dietro gli Usa e davanti a Giappone, Germania e tutti gli altri. E già nel 2013 la Cina potrebbe diventare il Paese numero uno nella produzione di articoli scientifici e tecnologici nelle riviste dedicate, un indicatore di enorme importanza per valutare la capacità di produrre conoscenze avanzate.
Insomma, l'immagine della Cina low cost e low tech è obsoleta ed è bene avere una chiara consapevolezza della futura Cina supertecnologica e supercompetitiva.