Lo spostamento del baricentro degli equilibri economici e commerciali mondiali è iniziato da ormai molti decenni, muovendosi gradualmente dall'Atlantico al Pacifico. Negli ultimi anni, però, questa dinamica è divenuta sempre più forte, sia per la maggiore velocità di crescita dei Paesi emergenti, sia per la relativa stagnazione di quelli più sviluppati. E i dati di fatto sono indubbiamente impressionanti. Le economie dei Paesi emergenti pesavano all'inizio degli anni Novanta all'incirca un terzo dell'economia mondiale, contro i due terzi dei Paesi avanzati, a loro volta dominati dalla massiccia realtà nordamericana e da quella europea.
Oggi il peso economico degli emergenti supera la metà del totale mondiale e si avvia entro il 2030 a costituirne i due terzi. Dunque, in soli quarant'anni, un totale ribaltamento della situazione, con il mondo ricco che contava due terzi avviato a pesare attorno al 35% e, viceversa, il mondo emergente (ma ormai non dovremmo chiamarlo emerso?) pronto a passare al timone dell'economia mondiale dominandone i due terzi.
Lo sviluppo degli emergenti non è più fondato prevalentemente sulla sostituzione delle importazioni e sull'export; nei fatti, in molti Paesi emergenti come Brasile, Cina, India, Messico, Russia e Sud Corea e altri lo sviluppo è alimentato da una classe media di crescenti dimensioni e con un potere d'acquisto relativamente elevato. Le stime indicano che entro dieci anni in Cina questa popolazione, che già oggi conta per più di 100 milioni di individui, supererà i 300 milioni. E non si tratta solo di Cina, India o simili; una ricerca McKinsey calcola in 100 milioni gli africani che in 10-15 anni avranno un reddito pro-capite da classe media e, dunque, un potere di spesa corrispondente.
Questa classe media fortemente urbanizzata esercita una forte domanda di beni e servizi che alimenta il mercato locale e quello internazionale. Basti pensare che in Cina oltre 100 città "minori" hanno una popolazione superiore al milione di abitanti e che nel 2025, delle 30 "megalopoli" del mondo, 25 saranno situate nei Paesi oggi chiamati emergenti. La classe media di questi Paesi, ossia coloro che hanno un reddito pro-capite annuo di almeno 5.000 dollari, passerà da 2,6 miliardi del 2010 a 4 miliardi nel 2014. Dunque, la base per la crescita accelerata è ormai essenzialmente interna e nei prossimi anni tenderà solo a crescere ulteriormente.