Il 14 marzo di quest'anno Foursquare ha annunciato sul suo blog la Venue Harmonization Map nell'ambito del "Venue Project" .
Il concetto che regge l'idea è molto semplice: creare una piattaforma condivisa di codifica delle location, una sorta di layer universale geolocalizzato.
Ogni servizio che gestisce informazioni relative ad attività commerciali o produttive di qualsiasi genere, costruisce un data base proprietario per la catalogazione delle attività e la gestione delle relative informazioni. Tanti servizi, tanti archivi, tanti diversi sistemi di codifica, tante informazioni, alcune duplicate, altre complementari. L'unico modo di integrare le informazioni è quello di leggerle negli archivi dei diversi servizi, a patto di conoscerne la chiave di accesso, e in ogni caso l'integrazione delle informazioni è lasciata al lettore.
Ma se la chiave di accesso fosse nota a Foursquare...
Nel post sopra citato, il progetto viene presentato con queste parole:
Right now, there's no Rosetta Stone for location, allowing you to link information about a real-world place from one database to any other. For instance, if you look up a restaurant in the foursquare API, we give you our ID number for that location. But if you were to look up the same restaurant in The New York Times or MenuPages , they'd have a different ID number in their database.
La strategia di far diventare Foursquare la Stele di Rosetta del location-world è tanto ambiziosa quanto densa di opportunità e scenari tutti da immaginare.
E' notizia di giugno l'accordo di Foursquare con YellowAPI.com, braccio digitale delle Pagine Gialle Canadesi, per 'collegare' i due database. Tecnicamente l'integrazione consiste nel memorizzare il codice venue di YellowAPI nel database di Foursquare accanto al codice venue 4sq. Grazie a ciò, per esempio, nella app di YellowAPI - oltre alle informazioni di contatto e commerciali tipiche da Pagine Gialle - sarà possibile mostrare i tip degli utenti, mentre l'app di Foursquare potrà mostrare informazioni commerciali gestite da YellowAPI quali gli orari di apertura, i mezzi di pagamento accettati...
Se questo tipo di partnership dovesse proseguire anche con altri attori, come è nelle intenzioni del team di New York, aumenterebbero a dismisura le opportunità per gli sviluppatori di creare nuove applicazioni e nuovi servizi per gli utenti. Si aprirebbe un mondo nuovo: immaginiamo una app in grado di usare le funzioni di Foursquare, cercare le attività commerciali secondo la classificazione merceologica, scegliere dove comprare in base alla descrizione dei servizi offerti e alle recensioni, consultare le offerte promozionali, consultare i prezzi e agganciare il proprio codice utente a diversi programmi fedeltà, convertire i punti Foursquare in punti fedeltà... e che altro?
Alla luce di una precedente notizia in base alla quale INQ ha scelto Foursquare come "piattaforma" di geolocalizzazione per il suo prossimo smartphone, integrando a livello di sistema operativo le funzioni Foursquare di condivisione e raccomandazione. Possiamo immaginare un futuro in cui, muovendoci per la città, cambierà ad ogni passo il set di informazioni in cui saremo immersi e potremo interagire con esse, confermarle o meno, aggiungere il nostro parere e comunicarlo ai nostri amici: saremo noi stessi il soggetto attivo del marketing?