Mario Bucchich ![]() | ||
Gli economics dell'e-commerce | ||
| L'e-commerce in Italia ha un valore stimato di oltre 14 miliardi di euro lo scorso anno e nel 2011 si prevede una crescita tra il 30 ed il 40% in linea con gli scorsi cinque anni. I settori principali sono il Tempo libero (principalmente giochi d'azzardo) che rappresenta quasi metà del mercato (48,5%), il Turismo (31,4%) e l'Elettronica di consumo (7,1%). Questi sono alcuni dei risultati emersi dalla ricerca condotta da parte di Casaleggio Associati su oltre tre mila aziende e-commerce italiane. Dopo le molte sperimentazioni il mercato in Italia sta iniziando ad orientarsi alla valutazione economica di queste attività. Le aziende e-commerce stanno strutturando meglio il controllo con indicatori chiave (KPI) che si stanno standardizzando nel settore. In particolare sono tre gli indici da valutare: 1- costo di acquisizione del cliente. Permette di controllare la spesa pubblicitaria in funzione dei risultati raggiunti. Il settore dove i clienti sono più costosi da acquisire è la Moda (53 euro) in leggero calo rispetto allo scorso anno (quando era pari a 57 euro), mentre quello più economico è l'Editoria (9 euro). Il costo per cliente raggiunge un equilibrio in funzione del LTV (Life Time Value) - il valore che il cliente spenderà nel negozio durante tutta la sua vita - e del margine sulle vendite. Ad incidere sul costo di acquisizione del cliente oltre ai costi pubblicitari si devono considerare anche le efficienze del flusso di acquisto una volta che il cliente è arrivato sul sito. In media circa una persona ogni cento che visita un sito di e-commerce acquista. Ad aver meglio ottimizzato questo processo sono le aziende del Turismo con il 2,8% di tasso di conversione tra visitatori e clienti dovuto al grande numero di transazioni che ne hanno permesso l'ottimizzazione. Lo strumento più efficace per migliorare il tasso di conversione è la spedizione gratuita. Amazon con il modello Amazon Prime ha creato un sistema misto in cui il pagamento per le spedizioni dell'anno viene eseguito in anticipo (creando quindi cassa aggiuntiva per l'esercente) e scontata (se si rimane fedeli al sito e si acquista più due volte nell'anno). 2- ricavo totale del cliente (attualizzando gli acquisti futuri). Questo permette di valutare il livello di spesa che l'azienda può permettersi sul fronte del costo di acquisizione del cliente. L'Editoria e Centri Commerciali on line con scontrini a due cifre sono i settori più attenti all'incidenza dei costi di trasporto. 3- giorni di capitale circolante netto. I migliori operatori riescono a pagare i fornitori dopo aver incassato dai clienti. Amazon paga, in media, 26 giorni dopo aver incassato. La gestione del magazzino non sempre però è ottimizzata da parte di tutti causando problemi di cassa in diverse aziende di e-commerce. Il primo motivo di acquisto on line segnalato dal 75% degli acquirenti e-commerce italiani è il prezzo, seguito dalla comodità di acquistare senza dover uscire di casa (60%), la velocità di acquisto (44%) e la possibilità di acquistare prodotti non reperibili nei negozi (39%). Riuscire a ottimizzare la marginalità delle vendite on line attraverso il miglioramento degli indici economici chiave dell'e-commerce è quindi prioritario per avere i prezzi migliori e acquisire il mercato rimanendo in utile. | |

Nel 2012 il settore dell'e-commerce è cresciuto a due cifre, del 12% con un valore di 21,1 miliardi di Euro. In un Paese in piena crisi economica è un dato che deve far riflettere le istituzioni, in particolare i legislatori...

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