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19 Gennaio 2012

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Visceri di animali e palle di cristallo


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Da che mondo e mondo l'uomo ha sempre cercato di indovinare il futuro per mettersi possibilmente al riparo da pericoli incombenti. Ne hanno fatto le spese popolazioni di animali innocenti nella convinzione che guardandone le viscere se ne potessero ricavare indicazioni, o si sono utilizzati strumenti di varia foggia come le pietre sacre, i tarocchi o le palle di cristallo. Il tutto con scarsa soddisfazione.
Ora stiamo facendo i conti con le previsioni Maya sulla fine del mondo e quelle di altri maghi e profeti sulla fine del papato con l'attuale 111° pontefice, ma anche con quelle della Nasa sulle tempeste solari che nei prossimi mesi potrebbero sconvolgere la Terra. E il timore, più o meno ammesso e più o meno celato, serpeggia. Ma al di là degli scenari apocalittici, è comunque possibile ragionare in modo un po' più razionale per capire quali rischi ci riserva il futuro. E le previsioni sul 2012, per quanto meno catastrofiche, non sono comunque particolarmente ottimistiche.
Il World Economic Forum, per esempio, vede grandi pericoli profilarsi all'orizzonte a causa dei "crescenti divari di reddito" e degli "squilibri fiscali cronici" che caratterizzano un crescente numero di paesi. Se non adeguatamente affrontati, questi rischi potrebbero portare a conseguenze distopiche in gran parte della terra. Segni premonitori: negli anni scorsi il movimento no global, più di recente gli indignados e Occupy Wall Street.
Altri mettono in luce i sempre più gravi e micidiali disastri climatici ed ecologici derivanti dal riscaldamento globale o dall'incuria umana: gli tsunami come quello che colpì l'Indonesia qualche anno fa e soprattutto Fukushima l'anno scorso, con le enormi conseguenze avvertite non solo in Giappone ma nel mondo intero; l'eruzione del vulcano islandese che ha paralizzato i voli di mezza Europa; il disastro della piattaforma petrolifera BP nel Golfo del Messico. Secondo il Royal Institute of International Affairs, non solo i grandi disastri stanno aumentando, ma il loro effetto è sempre più avvertito a causa della globalizzazione.
Un economista americano alquanto noto, Ed Yardeni, ha la sua personale selezione dei quattro cavalieri dell'Apocalisse per i prossimi mesi e anni: al primo posto le tensioni provocate dalle mire nucleari dell'Iran e le possibili contromisure della comunità internazionale; al secondo una stretta creditizia globale derivante dai problemi del debito della zona euro; al terzo probabili disordini sociali in Cina e India a causa del loro sviluppo accelerato e ineguale; al quarto una severa recessione globale. Inoltre, aggiungono altri, va tenuta presente la caotica evoluzione della cosiddetta primavera araba, che ha ormai toni e colori assai poco primaverili nonostante le speranze iniziali.
Insomma, motivi per preoccuparsi ce ne sono a iosa anche senza scomodare i Maya o Nostradamus.

12 Gennaio 2012

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

SoLoMo


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

SoLoMo è l'acronimo di Social, Local, Mobile e indica la convergenza tra la condivisione di informazioni all'interno di reti sociali, la crescente importanza delle informazioni connesse allo spazio fisico che ci circonda, la diffusione dei dispositivi di accesso mobili. Il mobile è il driver di questa convergenza.

Nel bene e nel male lo smartphone sta diventando il canale primario per memorizzare, accedere e sfruttare le informazioni su chi siamo, cosa sappiamo, cosa facciamo, dove siamo, dove siamo stati e dove intendiamo andare.

SoLoMo rappresenta un nuovo paradigma, il livello 2.0 dei Social Media: siamo offline eppure costantemente connessi. Un paradosso. Diversamente da quanto accade "sul web" dove tutto avviene semplicemente "sul web", ora tutto avviene in uno spazio fisico: che siamo a casa, al lavoro, per la strada o in un bar non è più secondario, ma è essenziale al dato che viene condiviso, sia esso un testo o una foto oppure la semplice presenza in quel luogo.

Sopra lo strato fisico rappresentabile ad esempio con una cartina stradale esiste uno strato informativo digitale che si popola con le tracce digitali lasciate dalle persone. E poiché le informazioni condivise dalle persone sono connesse a luoghi fisici, possiamo rastrellare il web e raccogliere tutte le tracce digitali lasciate dalle persone in giro per le strade. Check-in, foto, tweet geolocalizzati, piatti al ristorante preferito...

Questi segnali digitali esistono indipendentemente dalla volontà delle attività commerciali e dei Brand che gestiscono gli spazi fisici: le persone lasciano informazioni digitali connesse a luoghi e il punto della questione diventa come raccogliere questi segnali, come riconoscerli e come sfruttarli.

Ciò che i Brand devono imparare è come elaborare queste informazioni e come sfruttare il valore informativo che contengono. Da ora in avanti condividere una informazione non connessa a uno spazio fisico potrebbe avere meno valore e quanto più le tracce digitali sono profilate tante più sono le informazioni in chiave marketing di cui possiamo disporre.

Esistono già aziende il cui modello di business si basa sulla manutenzione di archivi di Venue: le cosiddette piattaforme L-DaaS, ovvero Location Data-as-a-Service. Le più importanti sono Factual, PlaceIQ, SimpleGEO, fwix, Esri.
E stanno nascendo aziende il cui modello di business si basa sulla raccolta di informazioni geolocalizzate per l'estrapolazione di informazioni per il marketing.