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29 Marzo 2012

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Spezzare l'immobilismo


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Come ha scritto di recente il Censis, la società italiana è bloccata, in senso economico ma soprattutto in senso sociale. D'altronde, è un fatto sotto gli occhi di tutti. Il blocco più dannoso e odioso riguarda i giovani. Non solo il 32% dei giovani è disoccupato, ma chi alla fine riesce ad approdare nel mondo del lavoro va a scontrarsi con organizzazioni arretrate e mentalità ingessate, dove le fedeltà o l'anzianità le amicizie, le parentele o le affiliazioni politiche e ideologiche) prevalgono sulla capacità di lavoro, sul merito e sul talento.
L'Italia oggi non investe sui giovani e dunque non investe sul proprio futuro, e così facendo danneggia anche il proprio presente. Il resto del mondo non capisce e non condivide le rigidità e gli immobilismi dell'Italia, e questo non solo danneggia la credibilità del Paese, ma è causa di maggiori costi. Prova ne sia la valutazione dei mercati finanziari che, seppur migliorata rispetto a fine 2011, sconta ancora le nostre esitazioni e incertezze nel cambiare (spread).
L'attuale vicenda della riforma del lavoro è un caso esemplare. Se il mercato del lavoro è rigido e bloccato occorre modificarlo introducendo maggiori gradi di flessibilità. Certo, con le opportune garanzie per evitare gli abusi, ma va modificato. In tutto il mondo maggiore libertà di licenziare coincide con maggiore disponibilità ad assumere perché è tutto il processo di occupazione che diventa più dinamico. Vale per imprese e organizzazioni di qualunque dimensione. Perché averne paura?
Opporsi a questo processo non solo ostacola un più che probabile incremento dell'occupazione, e dunque la creazione di nuove opportunità per tutti, ma finisce con il perpetuare le distorsioni cui assistiamo ogni giorno e col frenare una indispensabile accelerazione nei processi di mobilità sociale. Questo colpisce in primo luogo i giovani, che non a caso spesso vanno all'estero a cercarsi un contesto più premiante.
Le responsabilità delle classi dirigenti che si sono avvicendate sulle poltrone del potere negli ultimi anni sono evidenti. E dico classi dirigenti perché sul banco degli imputati non c'è solo la classe politica, ma anche quella imprenditoriale e quella sindacale. Ognuno per la sua parte, tutti uniti per non fare niente malgrado gli onori e ignorando gli oneri della responsabilità.
Una classe dirigente, economica, politica e sindacale che non esercita il proprio ruolo di guida puntando a dare il giusto riconoscimento alla capacità di lavoro e al talento condanna la società all'ingiustizia e all'immobilità. Occorre invece che chi ricopre ruoli direttivi in ambito pubblico e privato rompa l'immobilismo e si qualifichi in modo innovativo con un nuovo senso di etica e di responsabilità sociale, promuovendo la capacità di fare, le conoscenze, il merito e i talenti ovunque si trovino.

15 Marzo 2012

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Path: un diario per pochi amici


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Path, un'applicazione che permette di condividere i fatti della propria vita quotidiana con un circolo ristretto di amici, non più di 150.

Questo è il valore assegnato al numero di Dunbar, inventato dal professor Robin Dunbar dell'Università di Oxford per indicare il numero massimo di relazioni sociali che un essere umano è in grado di mantenere in modo continuativo nel tempo.

L'idea del network "ristretto" è interessante perché si pone in controtendenza rispetto alla ricerca della massima visibilità alla quale ci hanno abituato altri social network, Facebook in primis.

Path è stato lanciato nel novembre del 2010 e a tutt'oggi conta più di un milione di utenti registrati in tutto il mondo. Si autodefinisce uno "smart journal" della vita quotidiana delle persone con la capacità di "imparare con l'utilizzo", al punto da essere in grado di fare aggiornamenti al posto nostro per avvisare i nostri contatti sui cambiamenti nelle nostre abitudini.

Su Path si possono condividere foto, video, pensieri, titoli di brani musicali, persone con cui si è in compagnia, luoghi. La novità di Path rispetto ai social network più diffusi è l'aggiornamento composto da quattro elementi: testo, foto o video, luogo, persone. Lo status update è l'"appuntare qualcosa sul diario personale" e arricchirlo con elementi che descrivono il contesto.

Se altri social network pongono l'accento sulla condivisione di un particolare - dove mi trovo, cosa faccio, una foto, un piatto... -, Path parte da un particolare e chiede all'utente di arricchirlo di altri particolari: un'unica operazione di aggiornamento e un'unica schermata, più coerente con l'esperienza quotidiana di ciascuno, nella quale in ogni istante diversi particolari si integrano.

Path si integra con i principali social network: Twitter, Facebook, Tumblr e Foursquare.
Relativamente a Foursquare, anche se in fase di autorizzazione dell'app è possibile collegare una Brand Page invece che un profilo personale, è difficile immaginare di usare Path come strumento di marketing, a meno che un Brand non voglia selezionare 150 fedelissimi e renderli partecipi di un'iniziativa molto particolare...

1 Marzo 2012

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Dopo il check-in


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Foursquare è senza dubbio il social network che ha attirato l'attenzione sui cosiddetti Location Based Services. Gli LBS hanno il potenziale di dare un nuovo significato alle "conversazioni" tra le imprese e i loro clienti perché le sposta dal web generico alla dimensione digitale dello spazio fisico.

I device mobili di accesso rendono possibile la correlazione tra il luogo fisico in cui una persona è e la rappresentazione digitale dello stesso luogo. Come già detto SoLoMo, ovvero Social, Location, Mobile rappresenta un nuovo paradigma: siamo offline eppure costantemente connessi.

Le informazioni sono connesse a luoghi fisici e ciò rappresenta una grande opportunità per le imprese locali e i brand in genere: da un lato interagire con le persone, dall'altro raccogliere e analizzare i segnali digitali.

La conversazione digitale si sposta nello spazio fisico: ma come relazionarsi con le persone che si trovano in un luogo e nelle sue vicinanze solo il tempo di un tweet?

LocalResponse è una piattaforma di social advertising disegnata per permettere ai Brand di interagire con i clienti in tempo reale. Direct Response e Intent Retargeting hanno l'obiettivo di rilevare l'attività geolocalizzata dei clienti e dare strumenti per avviare una relazione.

Se una persona manda un tweet dicendo che si trova, per esempio, in un punto vendita di una catena commerciale, Local Response rileva il tweet, riconosce la lingua in cui è scritto, lo segnala e permette allo staff di rispondere al tweet, per esempio, offrendo uno sconto oppure per risolvere eventuali problemi.
LocalResponse adotta un modello CPC; in questo modo se una campagna marketing non ha il riscontro sperato, il costo di utilizzo della piattaforma resta basso.
Ad oggi LocalResponse ha raccolto 6,5 milioni di dollari di capitali d'investimento e ha lavorato con Audi, Coca-Cola, Dell, Estee Lauder, FedEx, General Electric, General Motors, Mc'Donald's, Pepsi, Pizza Hut e Walgreens.

L'attività digitale delle persone è sempre più georeferenziata: le osservazioni, i commenti, le critiche delle persone sono "fisicamente" collegate allo spazio reale, sono fisicamente connessi a un preciso spazio fisico, un negozio o una catena di negozi.
MomentFeed invece è una piattaforma che analizza le tracce digitali lasciate dalle persone nel mondo fisico: raccogliendo i dati di Facebook, Twitter e Foursquare localizzati in prossimità di un elenco di luoghi predeterminati, consente alle imprese con più di 20 punti vendita di monitorare, misurare e ottimizzare il rendimento di campagne location-based. Foot-traffic, fedeltà, reattività a messaggi marketing, sentiment... tutto questo compone un cruscotto per analizzare ciò che le persone dicono e fanno, le informazioni che si scambiano e ciò che pensano di un Brand quando si trovano in prossimità di un luogo che rappresenta il punto di contatto reale con il Brand.

Il marketing geolocalizzato è appena iniziato; le imprese locali e i Brand stanno cercando il modo migliore per utilizzare servizi come Foursquare, Facebook e Twitter. MomentFeed ha l'obiettivo di mettere ordine nella complessità con una dashboard di marketing geolocalizzato rivolto alle imprese con molti punti vendita da gestire. Un anno fa ha raccolto 1,2 milioni dollari.

Servizi come LocalResponse e MomentFeed diventeranno strategici in ogni iniziativa di marketing geolocalizzato perché faranno la differenza tra "sensazioni" e "fatti", offrendo la possibilità di entrare in rapporto con i clienti nel momento stesso in cui si trovano nel punto vendita.