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22 Novembre 2012

"intervento rapido" di Mario Bucchich
   

Location-based Engagement


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Siete pronti per il Location-based Engagement? Forse è troppo presto? Non ci sono abbastanza utenti? Può essere, ma intanto quei pochi ci sono e sono pronti a lasciarsi ingaggiare. I numeri potrebbero esplodere senza che ce ne accorgiamo mentre stiamo ancora chiedendoci se ne vale pena; nel frattempo chi ha già sperimentato è davanti a noi di miglia e miglia.

Il Location-based Engagement ha le potenzialità per diventare un game-changer, un cambiamento radicale del terreno di gioco. Non accadrà domani o dopodomani, ma ora è il momento giusto per sperimentare e farsi trovare pronti nel momento in cui il LBE diventerà IL nuovo modo di fare business.

Fino ad ora è stato divertente, per molti anche se non ancora per tutti, far sapere agli amici dove ci si trovava per cena oppure segnalare di aver trovato un nuovo locale per un aperitivo in compagnia. E' stato divertente ma a livello di location based marketing non è ancora chiaro come sfruttare quest'attività spontanea degli utenti e le iniziative marketing basate sulla localizzazione di persone e attività business stentano a decollare.
Parte del problema è il tasso di penetrazione degli smartphone e parte è dovuto alla mancanza di una massa critica di utenti.

Questo però sta cambiando rapidamente: sempre più persone in tutto il mondo iniziano a condividere sempre più spesso la loro posizione, unita a informazioni di contesto che arricchiscono l'informazione.
Quindi sempre più spesso ci sono persone in tutto il mondo che comunicano ad altre persone di trovarsi in un locale fisico, fatto di mattoni, nel quale altre persone svolgono la loro attività commerciale.

Gli acquirenti di oggi, e soprattutto di domani, escono di casa con il loro smartphone. Hanno già consultato offerte e recensioni e continueranno a farlo anche dentro al negozio: vedono un prodotto in negozio e consultano in tempo reale come ne parlano in Rete. In questo senso i confini tra il mondo fisico e il mondo digitale si mischiano: è come vivere immersi in un continuo mashup tra fisico e digitale, nel quale il comportamento online è un prolungamento della posizione fisica in cui ci si trova.

È un dato rilevante: il comportamento di pochi getta una luce su quello che sarà il comportamento di molti domani.

È chiaro che una qualunque attività business non finisce con il luogo fisico in cui si svolge, ma inizia, prosegue e soprattutto convive nel presente con l'esperienza virtuale delle persone. Il luogo diventa un concetto e un'esperienza personale e nel mondo digitale si arricchisce di tante esperienze personali fino al punto da diventare attrattivo per altre persone.

Fino ad ora la dinamica è stata lasciata nelle mani delle persone, ma supponiamo per un attimo che un Brand o un semplice negoziante sia in grado di ingaggiare i suoi clienti nel momento stesso in cui si trovano nel suo negozio, di stimolare esperienze positive e favorirne la condivisione in rete NEL momento stesso in cui esse avvengono. Poiché quando diciamo Location ci riferiamo a un luogo definito in maniera stabile da coordinate di latitudine e longitudine, le esperienze positive contribuiscono a creare delle storie legate a quel posto e a generare una sempre maggiore attrattività verso nuovi clienti.

Questo sarà il nuovo terreno di gioco. È vero, per ora non c'è massa critica ma non tarderà ad arrivare: occorre farsi trovare pronti, avendo già sperimentato qualcosa. E poi qual è la massa critica necessaria a giustificare piccoli investimenti?

8 Novembre 2012

Digital Marketing Strategy - David Meerman Scott
Digital Marketing Strategy - David Meerman Scott
   

Come il digitale sta cambiando il modo di lanciare i prodotti


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

A causa della progressiva riduzione del ciclo di vita dei prodotti, spesso le vendite più consistenti vengono concluse nelle prime settimane successive al lancio. Riuscire a sviluppare le intenzioni di acquisto durante la finestra temporale prima del lancio diventa perciò sempre più importante. Ed è esattamente quello che avviene da tempo nei film per il cinema, un prodotto che almeno a livello teorico ha una vita piuttosto breve, con il concetto di "coming soon" che porta i produttori a promuovere i film molti mesi prima della loro uscita sul grande schermo.

Ottenere consumatori entusiasti di un prodotto prima che esso sia sugli scaffali ed aumentare le intenzioni di acquisto rappresenta il sogno di tutte le aziende. Per questo l'attenzione al lancio e al pre-lancio on line sono sempre maggiori. In particolare l'importanza del lancio on line dei prodotti inizia ad essere sempre più rilevante nei settori maggiormente digitalizzati, come musica, film, libri e videogiochi. Basta pensare all'importanza che sta acquisendo il "Pre-Order" sul principale sito di e-commerce, Amazon. Oppure al programma Amazon Vine che consente ad un gruppo selezionato di clienti di pubblicare opinioni su prodotti non ancora distribuiti, per facilitare gli altri utenti a compiere le loro decisioni di acquisto.
Naturalmente pensare ad un'azienda in grado di suscitare interesse per i prodotti, molto prima della loro reale uscita porta alla mente Apple. Ma non è certamente l'unico caso, anche perché ora il pre-lancio sta diventando una componente importante del successo in quasi tutti i settori. Basta pensare a come BMW è riuscita ad alimentare l'interesse spontaneo per la BMW i3, annunciata nel 2011, ma che uscirà solo nel 2013, pubblicando immagini accattivanti, filmati e fornendo informazioni con il contagocce. Tutto questo ha contribuito a costruire attesa ed alimentare il buzz sulla Rete. E se il modello di Kickstarter.com sta continuando a riscuotere successo, nel mondo delle App per mobile è stato lanciato PreApps, un sistema che consente di creare interesse per la propria App prima che essa venga pubblicata. Anche nella musica sta prendendo piede il pre-ascolto di brani o di un intero album, che poi sarà possibile acquistare interamente solo il giorno dell'uscita ufficiale.


Le nuove tecnologie e la modalità di accesso al Web stanno cambiando le modalità e le strategie di marketing attraverso cui i prodotti vengono lanciati sul mercato.
Google recentemente ha analizzato i cambiamenti nell'industria dei videogiochi, pubblicando una ricerca dal titolo "Understanding the Modern Gamer". Lo sguardo a quello che è uno dei mondi digitali più evoluti, può essere utile per comprendere le possibili evoluzioni in altri settori.
Secondo l'analisi cresce il numero di utenti che prendono in considerazione i loro acquisti di videogiochi molto tempo prima del loro rilascio (anche 6 mesi prima), e successivamente continuano ad impegnarsi con il gioco leggendo le recensioni, discutendo on line di strategie di gioco, guardando video e acquistando extra on-line, fino a 4 mesi dopo il loro primo acquisto. Naturalmente questi comportamenti avvengono su device diversi.
Il cambiamento in atto, compreso dai produttori più evoluti come la Electronic Arts, sta trasformando le strategie di marketing per il lancio dei prodotti e la loro promozione.
Secondo la ricerca di Google, il 40% delle ricerche correlate ai giochi sono state eseguite durante la fase di pre-lancio, ed i dispositivi mobile sono diventati un "second screen" indispensabile per i giocatori, infatti una ricerca su cinque avviene proprio via mobile. Inoltre è stato stimato che se gli annunci pubblicitari di un videogame ottengono 250.000 click nei 10 mesi precedenti il lancio, probabilmente saranno vendute tra 2 e 4 milioni di unità nei quattro mesi successivi.

La pubblicità ha comunque sempre meno capacità di influenzare gli acquisti. Internet ha dato molto più peso alle relazioni autentiche ed a ciò che le persone dicono e fanno on line.
Fornire informazioni in anteprima, pubblicare anticipazioni ed essere originali può essere utile per alimentare il buzz, ma non è sufficiente. E' fondamentale concentrarsi sulle persone, sulle loro abitudini e sulle loro esigenze. E per farlo è necessario costruire network di relazioni con i propri clienti prima del lancio dei prodotti.