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      <title>Casaleggio Associati</title>
      <link>http://www.casaleggio.it/</link>
      <description></description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2010</copyright>
      <lastBuildDate>Wed, 14 Jul 2010 17:52:50 +0100</lastBuildDate>
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      <item>
         <title>E-commerce in Italia 2010 - Il commercio elettronico non va in vacanza</title>
         <description><![CDATA[<p>Si terrà  a settembre il <strong>quinto appuntamento</strong> con lo studio di Casaleggio Associati sull'E-commerce in Italia 2010. </p>

<p>Questa volta l'indagine, il cui obiettivo è individuare nuove strategie, tendenze e opportunità del commercio elettronico, avrà come <strong>focus l'analisi dell'utilizzo dei cellulari da parte dei consumatori come supporto agli acquisti on line</strong>.</p>

<p>I risultati, che saranno pubblicati su alcuni dei maggiori quotidiani e magazine di settore, verranno presentati in un convegno il <strong>14 settembre 2010</strong> riservato ai partecipanti alla ricerca e agli organi d'informazione.</p>

<p>Per ulteriori informazioni sui precedenti convegni è possibile visitare <a href="http://www.casaleggio.it/e-commerce/index.php"target=_"blank">www.casaleggio.it/e-commerce/</a> oppure scriverci all'indirizzo: <a href="mailto:e-commerce@casaleggio.it">e-commerce@casaleggio.it</a>.<br />
<br><br />
</p>]]></description>
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         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Wed, 14 Jul 2010 17:52:50 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>L&apos;e-commerce in Italia</title>
         <description><![CDATA[<p><strong>Class: </strong><em>Buonasera, voi avete analizzato un po' l'e-commerce in Italia nel 2009, fate anche una serie di previsioni per il 2010, iniziamo proprio dal 2009, qual è stato l'andamento del settore nel nostro Paese, quali i dati più rilevanti da mettere a fuoco? </em> <br><br />
<strong>Davide Casaleggio: </strong>Per il primo anno, in un anno di crisi generalizzata l'<strong>e-commerce è salita del 58%</strong>, un e-commerce che è abituata a tassi di crescita importanti ma normalmente tra il 20 e il 30%, per il primo anno ha avuto una crescita di oltre il 50%, arrivando a 10 miliardi circa di fatturato globale. Il <strong>balzo</strong> che ha avuto è soprattutto <strong>dovuto alla liberalizzazione delle scommesse e dei giochi di azzardo</strong> come il poker che hanno fatto saltare direttamente di oltre il 100% questo mercato, il segmento del tempo libero.  <br><br><br />
<strong>Class: </strong><em>Casaleggio, quali sono le difficoltà maggiori allo sviluppo del commercio online in Italia?</em><br>  <br />
<strong>Davide Casaleggio: </strong>Possono riassumersi sostanzialmente in <strong>3 ambiti i problemi che l'e-commerce ha in Italia</strong>: il primo è la <strong>difficoltà di collegamento delle persone a Internet</strong>, tutti i dati legati alla banda larga, alla connessione a Internet delle famiglie italiane rispetto ai Paesi Europei, ci vedono tra gli <strong>ultimi paesi in termini di collegamento</strong>, questo è dovuto soprattutto ai prezzi e alla disponibilità di banda larga nelle province; il secondo ambito è quello dovuto alla <strong>logistica e all'infrastruttura generale dell'e-commerce</strong> in Italia e quindi le aziende subiscono molto la difficoltà di spedizione che ha costi più elevati e tempi meno certi di altri Paesi e <strong>infine la parte legislativa</strong> che ha un <strong>forte impatto sui vari settori, non ultimo quello dell'elettronica di consumo</strong> che con i diritti dovuti in anticipo su tutte le memorie che vengono vendute anche quelle dei cellulari, fa sì che la concorrenza sia diseguale rispetto ai siti esteri che vendono gli stessi oggetti. </p>]]></description>
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         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Tue, 13 Jul 2010 11:07:12 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>E-commerce Italia/Europa 2010 - Il video del convegno</title>
         <description><![CDATA[<p>Lo sviluppo dell'<strong>e-commerce</strong> ha avuto anche nel <strong>2009</strong>, come nei tre anni precedenti, una <strong>crescita a due cifre</strong> in controtendenza rispetto alla crisi economica. In parte l'e-commerce ha tratto vantaggio dalla stessa crisi, in quanto ha obbligato molte aziende a sviluppare strumenti alternativi on line di promozione e di vendita di prodotti e servizi con costi limitati per mantenere quote di mercato. <br />
Nel 2009 in Italia <strong>si è affermato il settore dei giochi on line</strong> che ha superato per la prima volta il turismo per volume di ricavi. <br />
Le <strong>linee di tendenza</strong> per l'e-commerce che si sono manifestate nel 2009 sono una <strong>crescita dei beni digitali venduti in assoluto e rispetto ai beni fisici</strong>, una politica sempre più diffusa di integrazione tra vendita off line e on line che tende a considerare in modo univoco e integrato il cliente sia in negozio che sul sito e una prima diffusione del mobile Internet con sperimentazioni di e-commerce. <br />
Il <strong>prezzo non è più determinante</strong> come in passato per l'e-commerce, ma ad esso si sono aggiunti con un <strong>peso spesso analogo la qualità del servizio</strong> offerto e la <strong>capacità di relazione nel tempo con il cliente</strong>. <br />
Nel 2009 si sono diffuse le strategie di gestione dei <strong>social media</strong> come Twitter, Facebook, YouTube trattati nel loro complesso dalle aziende come <strong>strumenti di marketing e di promozione</strong> alla vendita.<br />
L'<strong>e-commerce</strong> è comunque <strong>frenato </strong>nella sua crescita da una <strong>legislazione italiana</strong> non adeguata e in alcuni casi punitiva, dalla ancora <strong>scarsa diffusione della banda larga</strong> la cui valenza strategica per lo sviluppo del Paese è sottovalutata e dai costi dei servizi spesso superiori alla media europea.</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/05/ecommerce_italiaeuropa_2010_il.php</link>
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         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Mon, 03 May 2010 14:04:03 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Il mercato delle applicazioni iPhone</title>
         <description><![CDATA[<p>Il mercato degli applicativi per iPhone è al momento quello più redditizio per le applicazioni mobile e rimarrà tale anche nel 2010. Android di Google si imporrà dal 2011 solo se riuscirà a trovare dei device all'altezza come potrebbe dimostrarsi <a href="http://www.hwupgrade.it/news/telefonia/online-le-prime-recensioni-del-nexus-one_31192.html" target="_blank&quot;">Nexus One</a>. Oggi gli <strong>iPhone sul mercato sono circa 26 milioni</strong> e gli <strong>iPod Touch</strong> (che possono gestire applicazioni iPhone) sono altri <strong>18 milioni</strong>. <br />
La prolificazione di iPhone app fa si che vi sia sempre più concorrenza e a fine 2010 una qualunque applicazione per iPhone si dovrà confrontare con altre 300 mila, questo però non fermerà dal pubblicarne ben 180 mila durante l'anno.</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="imm1.jpg" src="http://www.casaleggio.it/imm1.jpg" width="350" height="250" class="mt-image-none" style="" /></span></p>

<p>Visti questi numeri Casaleggio Associati ha deciso di condurre un <a href="http://www.casaleggio.it/pubblicazioni/focus/analisi-del-mercato-degli-ipho.php" target="_blank&quot;">Focus</a> per <strong>identificare le tendenze e la redditività delle applicazioni create per gli iPhone</strong> da parte delle aziende. Il mercato per gli sviluppatori è infatti in crescita e nel nostro studio stimiamo valga, per la vendita di applicativi, tra i 280 ed i 420 milioni di euro con i più scaricati che possono arrivare a guadagnare al massimo per un'applicazione 3 milioni di euro l'anno con la vendita o 1,3 milioni di euro con la pubblicità.<br />
Durante il 2010 si vedranno probabilmente molte applicazioni mee too, realizzate per esserci, ma anche alcune <strong>applicazioni che modificheranno le abitudini delle persone e di acquisto</strong>, l'Internet mobile sta infatti ridefinendo i vantaggi che possiamo trarre dalla Rete. Dal punto di vista delle aziende che producono questi applicativi è importante avere una <strong>strategia chiara in termini di ritorni voluti</strong>, <strong>cambiamenti di strategia in corsa</strong> infatti si sono spesso dimostrati <strong>fallimentari</strong>. Ad esempio quando Galaxy Impact è stato messo a pagamento visto il suo grande successo in versione gratuita ha visto ridursi di 400 volte i download giornalieri, quando è stato poi rimesso nuovamente gratuito aveva comunque ridotto da 10 mila a mille i download giornalieri per via del valore promozionale delle classifiche. Quando in seguito il produttore volle provare a inserire la pubblicità nella versione gratuita solo un terzo degli utilizzatori installò l'aggiornamento garantendo solo 200 dollari al mese (dicembre 2008).<br />
Molti <strong>applicativi</strong> sono stati creati per <strong>migliorare un servizio già esistente</strong>. E' il caso in particolare dei siti di notizie che stanno creando molti applicativi gratuiti per facilitare l'accesso alle notizie pubblicate. Se il bacino di utenti è sufficientemente capiente è possibile inoltre renderlo a pagamento, come ha fatto The Guardian ripagando l'investimento nei primi giorni (15 mila sterline nei primi due giorni).<br />
L'analisi ha permesso di capire come il <strong>business degli iPhone app</strong> sia sostanzialmente <strong>limitato ai top 100</strong>. In <strong>media un iPhone app viene scaricato in un anno circa 120 volte</strong> con un forte <strong>sbilanciamento verso</strong> quelli <strong>gratuiti</strong> e quelli nelle liste dei più scaricati. Il <strong>reddito generato dalla vendita per il produttore è in media tra 2.300 e 3.500 euro l'anno</strong>. La distribuzione del reddito tuttavia segue probabilmente una distribuzione di potenza facendo si che la media non sia raggiunta dalla stragrande maggioranza degli applicativi. </p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="imm2.jpg" src="http://www.casaleggio.it/imm2.jpg" width="350" height="250" class="mt-image-none" style="" /></span></p>

<p>Cambi di strategia possono essere dovuti anche a promozioni, ma è necessario porre attenzione alla gestione dei clienti che hanno già pagato come nel caso di <a href="http://itunes.apple.com/it/app/trivial-pursuit/id310749044?mt=8" target="_blank&quot;">Trivial Pursuit</a> che in seguito ad un'offerta gratuita di tutto l'applicativo con gli upgrade ha scontentato i clienti che avevano pagato la costosa applicazione.<br />
In breve, come sempre è <strong>l'utilità o il successo del servizio venduto a far sì che un applicativo sia redditizio</strong>. Non a caso gli applicativi più redditizi costano oltre 50 euro. <br />
<br> <br />
<strong>Scarica il <a href="http://www.casaleggio.it/pubblicazioni/focus/analisi-del-mercato-degli-ipho.php"target=_blank">focus integrale</a></strong><br />
<br> </p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/01/il_mercato_delle_applicazioni.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Wed, 13 Jan 2010 18:05:32 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>La triade che cambierà l&apos;economia on line</title>
         <description><![CDATA[<p>Tre fattori stanno cambiando l'economia on line. La discesa continua e veloce (-30% l'anno) di tre costi alla base di qualunque iniziativa in Rete sta per aprire mercati che oggi sono ancora anti economici.<br />
Alcuni stanno adottando modelli di business in perdita per acquisire posizioni di mercato per quando il bilancio sarà profittevole. Un fenomeno che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kevin_Kelly"target=_blank">Kevin Kelly</a> chiama "<strong>anticipare l'economicità</strong>".</p>

<p>I tre elementi che stanno determinando una rivoluzione nell'economia della Rete sono:<br />
<ol><br />
	<li><strong>Elaborazione</strong>. Rispettando da decenni una legge che sembra ormai di natura, la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Moore's_law"target=_blank">legge di Moore</a>, il costo dei processori si dimezza ogni due anni a parità di capacità di elaborazione.</li><br />
	<li><strong>Banda</strong>. Il costo di banda <a href="http://gigaom.com/2008/10/07/wholesale-internet-bandwidth-prices-keep-falling/)"target=_blank">scende del 30% l'anno</a> e il suo utilizzo nel mondo <a href="http://www.telegeography.com/products/ib/index.php"target=_blank">aumenta del 60% annuo</a>.</li><br />
	<li><strong>Memoria</strong>. Nel 1980 un giga costava 193mila dollari, oggi costa <a href="http://www.everyjoe.com/thegadgetblog/hard-drive-cost-per-gigabyte-from-1980-to-2009/"target=_blank">7 centesimi</a> e continua a scendere (basta vedere quanto variano in fretta i prezzi delle chiavette usb).</li></ol><br />
In passato questo modello è già stato adottato, non senza rischi:<br />
<blockquote>"Nei primi anni Sessanta la Fairchild Semiconductor vendeva all'esercito uno dei primi transistor, chiamato 1211. Per produrre un transistor servivano 100 dollari; la Faichild voleva vendere il transistor alla RCA perché lo usasse nel nuovo sintetizzatore UHF per la televisione. All'epoca la RCA usava tubi catodici tradizionali, che costavano 1,05 dollari l'uno. [...] I fondatori della Fairchild sapevano che con l'aumento del volume di produzione il costo dei transistor sarebbe calato rapidamente. Quindi [...] misero in vendita il 1211 a 1,05 dollari già dall'inizio, prima ancora di scoprire come produrlo a così poco prezzo. "Vendevamo nel futuro". [...] Si accaparrarono il 90 percento del mercato. Due anni dopo raggiunsero i 50 centesimi ed il profitto." (<em>'Gratis', Chris Anderson, ed. Rizzoli 2009</em>)</blockquote><br />
Oggi molte società con capitali alle spalle stanno provando a seguire la stessa strategia. Ad esempio <a href="http://www.businessinsider.com/2007/8/youtubes-video-"target=_blank">YouTube</a> sta oggi perdendo tra i <a href="http://www.theregister.co.uk/2009/06/18/google_youtube_loses/"target=_blank">sol174 milioni di dollari</a> ed i 470 milioni di dollari l'anno. La speranza di Google (proprietaria di YouTube) è di rientrare dall'investimento con la discesa repentina dei costi che dovrebbero pareggiare i ricavi nel 2011. La strategia dell'<strong>anticipare l'economicità </strong>è però molto <strong>rischiosa</strong> e <strong>molte società non hanno indovinato i tempi corretti o non hanno capitali sufficienti</strong> per resistere il periodo di discesa dei prezzi.</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2009/10/la_triade_che_cambiera_leconom.php</link>
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         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Fri, 30 Oct 2009 14:35:22 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Gli oggetti diventano internet</title>
         <description><![CDATA[<p>L'elettronica di consumo, la domotica e tutte le industrie che producono oggetti stanno per attraversare una fase di cambiamento radicale: l'<strong>inserimento di internet in tutte le cose</strong>, l'<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_of_Things"target="_blank">internet of things</a>.<br />
Fino a qualche anno fa apparteneva alla futurologia parlare di frigoriferi che fanno la spesa on line e microonde che leggono ed eseguono ricette reperite su Internet. Oggi una serie di tecnologie come il Wifi, il 3G, il GPS, gli RSS, le API, l'RFID o <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/5_companies_building_the_internet_of_things.php"target="_blank">simili</a> e la capacità elaborativa riducibile in poco spazio permettono a qualunque oggetto di ricevere ed elaborare informazioni customizzate anche senza un collegamento fisico.<br />
Il primo oggetto che è già stato rivoluzionato da questa nuova ondata è stato il cellulare (vedi "<a href="http://www.casaleggio.it/2009/07/il_futuro_del_mobile_web.php"target="_blank">Il Futuro del Mobile Web</a>"). Ma altri oggetti, gli internet things, stanno già iniziando a popolare il nostro mondo spesso veicolati dalle stesse società che vogliono utilizzarli per erogarci i propri servizi (vedi "<a href="http://www.casaleggio.it/2008/06/il_futuro_dei_prodotti_diventa.php"target="_blank">Il Futuro dei Prodotti: diventare servizi on line</a>").<br />
<a href="http://www.3skypephone.com/italian/"target="_blank">Internet nei telefoni fissi</a> fa diventare tutte le telefonate a costo locale, nei cellulari per poter navigare ovunque, nei <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/internet_fridges.php"target="_blank">frigoriferi</a> per poter sapere cosa comprare alla prossima spesa o avere suggerimenti sulle ricette da fare con gli ingredienti disponibili.<br />
Ogni <em>oggetto internet</em> non sarà solo collegato con informazioni in tempo reale che gli permetterà di funzionare meglio, ma potrà essere identificato e identificare gli altri non più con indirizzi URL, ma tramite l'<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/URI"target="_blank">URI </a>permettendo alle cose di dialogare tra loro e creare valore interagendo.<br />
Dallo user generated value si arriverà all'<strong>internet things generated value</strong>. Se oggi i dati degli antifurti satellitari possono dirci la situazione del traffico, cosa potranno dirci milioni di <a href="http://inside.nike.com/blogs/nikerunning_humanrace-it_IT/?tags=race_day"target="_blank">scarpe da ginnastica</a>  che parlano fra loro, o armadi che interagiscono con i pali della luce o <a href="http://www.pachube.com/"target="_blank">migliaia di sensori</a> che misurano lo stato dell'ambiente che ci circonda?  <br />
Oggi i primi esperimenti hanno spesso peccato di chiusura. L'errore più grande è creare un oggetto sperando di ingabbiarci una internet ridotta controllata interamente da una società. Le persone non potranno mai accontentarsi di un'internet recintata. Per questo motivo uno dei primi esperimenti di <a href="http://translate.google.com/translate?u=http://www.journaldugeek.com/2009/08/07/ca-va-mal-pour-nabaztag/&sl=fr&tl=it&hl=it&ie=UTF-8"target="_blank">vero internet thing</a> ha dovuto chiudere nei primi giorni di settembre: il <a href="http://www.nabaztag.com/it/index.html"target="_blank">Nabatztag</a>. Tutte le informazioni che poteva erogare il coniglio erano limitate a quelle che erano autorizzate e integrate sui server della società creatrice Violet.<br />
Per lo stesso motivo se Apple non aprirà le porte alle integrazioni open source o comunque non vincolate all'approvazione della casa madre sui suoi iPhone non reggerà la competizione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Android"target="_blank">Android</a> nei prossimi anni. Lo stesso dovrà fare Amazon con <a href="http://www.youtube.com/watch?v=GAf4vxGEOAo"target="_blank">Kindle</a>.</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2009/09/internet_of_things_1.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Fri, 25 Sep 2009 17:43:24 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Il Futuro del mobile web</title>
         <description><![CDATA[<p>Ogni settimana appaiono nuovi iPhone apps (gli applicativi che si installano sugli iPhone) da scaricare spesso in forma gratuita. Il numero è di per se limitato per via della chiusura della piattaforma da parte di Apple, ma permette già oggi di intuire cosa considereremo normale utilizzo di Internet mobile tra un paio di anni.</p>

<p><strong>Le tasche si svuotano</strong>. Molti hanno ormai rinunciato a portare l'orologio perché tutti i cellulari lo hanno incorporato. Già oggi si può fare a meno di una torcia (Torch), di un registratore portatile (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=FyC2wxRVuco"target="_blank" >Memo vocali</a>), di una bolla per verificare se un mobile è orizzontale (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=g47zdo_aDOI"target="_blank" >iHandy Level</a>), di uno stetoscopio per misurare i battiti (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=WYFpfY6-si0"target="_blank">iStethoscope</a>), di un richiamo a infrasuoni per cani (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZVsXt9_D5W0"target="_blank" >Dog Whistler</a>), dello spray per le zanzare (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=pWk9qMEetuA"target="_blank">Bug Spray</a>), di un sismografo per misurare i terremoti mentre accadono (<a href="http://www.metacafe.com/watch/yt-PffxevVzxEI/tecno_blog_giorno_51_app_stilosa_per_ipod_touch_iphone/"target="_blank" >iSeismo)</a>, di un metal detector (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=NJzccKLSdhA"target="_blank" >Metal Detector</a>) o di un libro (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=1N-QsuGD4a4"target="_blank" >Stanza</a>). <br />
<blockquote>Rapidamente tutto ciò che portiamo con noi sarà incorporato nel telefono: i prossimi a capitolare saranno chiavi di casa e della macchina, carte di credito, documenti di identità.</blockquote><br />
<strong>La conoscenza diventa collettiva</strong>. Accedere in tempo reale a tutte le fonti dati disponibili ci permette di poter utilizzare la conoscenza che non abbiamo nei contesti dove ci serve. Oggi possiamo sapere dove ci troviamo con precisione e quale strada dobbiamo percorrere (<a href="http://maps.google.com, Mobile Navigator http://www.youtube.com/watch?v=aXENhmX_uOU"target="_blank" >Google Maps</a>), conoscere l'autore o il titolo di una canzone trasmessa alla radio o accennata a voce (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=zKx6I9bRYjk"target="_blank" >Midomi</a>), il tempo ora per ora in qualunque parte del mondo (<a href="http://www.ilmeteo.it"target="_blank" >ilMeteo</a>), verificare un'informazione su Wikipedia, conoscere benzinai (<a href="http://www.theapplelounge.com/telefonia-mobile/ineedfuel-distributori-carburante-iphone-ipod-touch/"target="_blank" >iNeedfuel</a>), farmacisti (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=3x0omiP99qE"target="_blank">AroundMe</a>) o autovelox (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=udJdixI-jls"target="_blank">Trapster</a>).<br />
<blockquote>In futuro il riconoscimento sarà anche visivo, potremmo sapere il tipo di albero o frutto che vediamo, tutto su chi abbiamo di fronte; potremo inoltre identificare un oggetto per il suo aspetto e avere un manuale o un video che ci spiega come utilizzarlo. Olfatto, tatto, gusto e altri sensi seguiranno.</blockquote><strong><br />
Tutti gli applicativi si telecomandano</strong>. Gli strumenti che utilizziamo possono essere adoperati e gestiti in remoto. Oggi è possibile attivare uno stereo o una televisione (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=8p2AwTIRkwY"target="_blank">Remote</a>), gestire un PC in remoto (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Tcv-0pk4Nd8"target="_blank">VNC</a>), visualizzare e orientare delle webcam o stampare su una stampante (<a href="http://www.hp.com/global/us/en/consumer/digital_photography/free/software/iprint-photo.html"target="_blank">HP print</a>). Ogni oggetto collegato alla Rete può ricevere comandi. Da molti anni si parla di mettere on line tutti gli elettrodomestici per fargli fare acquisti o visualizzare ricette. <br />
<blockquote>In futuro il nostro cellulare sarà in grado di dirci quali ricette possiamo fare in base agli alimenti che abbiamo in frigo o sulla mensola, ma anche avere accesso a strumenti di rilevazione vicino a noi messi a disposizione di tutti per vedere il traffico su una certa strada o conoscere la condizione dell'aria in una città.</blockquote><br />
<strong>La residenza delle informazioni è in rete</strong>. Le informazioni che ognuno crea può condividerle tra diverse applicazioni (v. il concetto di <a href="http://www.ted.com/talks/kevin_kelly_on_the_next_5_000_days_of_the_web.html"target="_blank">The Cloud </a>di Kelly), ma anche tra diverse persone. Il fatto di avere un documento sul proprio PC ha sempre meno senso come anche averlo sul proprio cellulare (anche se applicazioni come (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=PO9erFSSSPA"target="_blank">Mover</a>) che permettono di spostare file da un cellulare ad altri è ancora molto apprezzato), un documento in Rete è accessibile e modificabile ovunque, anche dal proprio mobile. L'applicazione più visibile di questo concetto sono i <a href="http://docs.google.com/"target="_blank">Google Docs</a> che permettono a chiunque acceda alla Rete di crearli, modificarli e condividerli.<br />
<blockquote>Il futuro è probabilmente Google Chrome OS dove non solo le informazioni, ma anche le applicazioni saranno in Rete condivise. Tenere informazioni in locale sarà un contro senso.</blockquote><br />
<strong>L'apprendimento e l'esercitazione è mobile: l'm-learning</strong>. Esercitarsi e imparare in tutti i momenti morti della giornata è forse una delle intuizioni dell'I'm-learning che punta a permetterci di imparare mentre ad esempio siamo in viaggio o in attesa di qualcuno. Oggi possiamo imparare ad utilizzare una chitarra classica (TouchCords) o elettrica (iRockG...r), il pianoforte (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=TItiT-6Ax-E"target="_blank">Minipiano</a>), la scultura (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=czxFpPr9Irk"target="_blank">Jazz Sculptor</a>), affinare la notsra mente con giochi logici (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=EV0cipGaZyA"target="_blank">Brain Tuner</a>), ma anche seguire corsi universitari su qualunque argomento dalla storia alle lingue (<a href="http://www.apple.com/it/itunes/whatson/itunesu.html"target="_blank">iTunes U</a>). Anche le esercitazioni fisiche possono essere monitorate e condivise come gli allenamenti sportivi di corsa, bici o trekking (<a href="http://www.runkeeper.com/"target="_blank">RK</a>). <br />
<blockquote>In futuro gli applicativi mobile miglioreranno integrando anche test di comprensione, possibilità di condividere dubbi e risposte con altri e di migliorare le lezioni modificandole in modo collettivo.</blockquote><br />
 <strong>L'informazione diventa geografica</strong>. Le informazioni legate al posto in cui sono utili oggi sono limitate a foto (<a href="http://www.panoramio.com"target="_blank">Panoramio</a>), video (<a href="http://www.youtube.com/"target="_blank">YouTube</a>), negozi (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=hjeCmHwqVpU&feature=player_embedded"target="_blank">Google</a>). Ma è anche possibile vedere dove si trovano le altre persone che conosciamo o che hanno i nostri interessi (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=h04176QovDk"target="_blank">Centrl</a>). <br />
<blockquote>In futuro qualunque informazione potrà essere taggata in funzione dei luoghi per i quali è rilevante. </blockquote><strong><br />
Il telefono diventa un sistema di comunicazione gratuito</strong>. La telefonata classica sta diventando una commodity, sempre più si diffondono i piani flat sia per l'accesso alla Rete che per i minuti di telefonata. Questo perché comunicare tramite la Rete è di per sé gratuito e ha poco senso quindi mettere in competizione un'altra tecnologia a pagamento. Per ora telefonare tramite gli instant messanger (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=tESDbzu4X3I"target="_blank">Fring</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5TFaAWJhhTM"target="_blank">Skype</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3LeeZ1cXVeA"target="_blank">Truphone</a>) è limitato a chi si collega in wi-fi e non tramite la rete cellulare per volontà degli operatori. <br />
<blockquote>In futuro video chiamate da ovunque saranno normali e gratuite, gli operatori telefonici dovranno ripensare il modello di entrate.</blockquote><br />
<strong>L'acquisto è mobile</strong>. Oggi la focalizzazione è nel vendere direttamente gli applicativi per pochi centesimi. Il futuro sarà quello di permettere di spendere tramite gli applicativi. Un primo esempio è (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ojw8I1CFu-w"target="_blank">Pizza Hut</a>) che permette di ordinare la pizza dal negozio della catena più vicina. <br />
<blockquote>In futuro gli applicativi potranno soddisfare bisogni (es. cosa posso avere a casa da mangiare) e non più semplicemente erogare servizi di un'azienda. </blockquote></p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2009/07/il_futuro_del_mobile_web.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Fri, 24 Jul 2009 10:07:51 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>I Siti dei Ministeri della Salute Europei</title>
         <description><![CDATA[<p>Il ministero della salute tedesco è risultato il miglior sito europeo tra i dicasteri europei, seguito da Gran Bretagna e Lussemburgo. L'Italia si posiziona undicesima su 15.</p>

<p>La <a href="http://www.casaleggio.it/pubblicazioni/focus/i-ministeri-della-salute-europ.php" target="_blank" >ricerca</a> che abbiamo condotto lo scorso mese ha dato risultati buoni per la struttura dei siti, l'organizzazione dei contenuti e l'accessibilità, mentre carenti per la gestione della relazione con l'utente (solo 4 su 15 dei Ministeri considerati hanno risposto entro 24h ad una richiesta inviata on line ed altri due hanno risposto nel mese successivo).<br />
 <br />
Tra i servizi più diffusi è spesso disponibile lo strumento "cerca l'azienda ospedaliera sul territorio" e le pagine informative declinate per contenuto. Sul sito del <a href="http://www.sante.lu" target="_blank" >Ministero della Salute lussemburghese</a>, ad esempio, è disponibile un dizionario completo delle malattie e dei relativi sintomi, mentre nel sito portoghese è presente una ricca enciclopedia di medicinali con indicazioni sul loro utilizzo. Inoltre sono spesso diffuse e ben costruite le sezioni dedicate al download della modulistica per il cittadino e gli operatori di settore, come nel caso <a href="http://www.sante-sports.gouv.fr" target="_blank">francese</a> ed <a href="http://www.bmg.gv.at" target="_blank">austriaco</a>, mentre la pratica della prenotazione on line non è ancora stata adottata in modo capillare, anche se il sito <a href="http://www.dh.gov.uk" target="_blank">britannico</a> promette a breve sviluppi in questa direzione. </p>

<p>Un focus di tutti i siti sono inoltre le pagine d'attualità, attraverso le quali il Ministero mantiene informati i cittadini su temi che riguardano la salute. In questi mesi, ad esempio, grande spazio è stato dedicato al continuo aggiornamento sull'andamento dell'influenza suina.</p>

<p><br />
Migliori siti per:<br />
- Struttura del sito: <a href="http://www.bmgesundheit.de" target="_blank">Germania</a>, <a href="http://www.dh.gov.uk" target="_blank" >Gran Bretagna</a>, <a href="http://www.sante.public.lu" target="_blank" >Lussemburgo</a><br />
- Relazione: <a href="http://www.sum.dk" target="_blank">Danimarca</a><br />
- Servizi: <a href="http://www.dh.gov.uk" target="_blank" >Gran Bretagna</a>, <a href="http://www.min-saude.pt" target="_blank">Portogallo</a>, <a href="http://www.bmg.bund.de/" target="_blank">Germania</a><br />
</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2009/06/i_siti_dei_ministeri_della_sal.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Fri, 19 Jun 2009 16:45:58 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Le Pandemie sono una questione di Rete</title>
         <description><![CDATA[<p>Quando una <strong>nuova epidemia</strong> scoppia, come la Febbre Suina, spesso non si ricordano le pandemie che nell'ultimo secolo hanno contagiato il mondo intero e quali rimedi si sono cercati. L'<strong>AIDS</strong> è spesso ricordato come il virus che ha ucciso più persone nel secolo scorso. Nei primi 25 anni dalla sua comparsa sono morte 25 milioni di persone. Tuttavia fu l'influenza "<strong>Spagnola</strong>" del 1918 l'epidemia più devastante della storia uccidendo altrettante persone in sole 25 settimane. Un numero superiore ai caduti della prima guerra mondiale. La metà dei soldati statunitensi deceduti in Europa morì infatti d'influenza e non in combattimento. Persino la peste del '300 nei primi quattro anni non fece un numero così elevato di vittime. La Spagnola raggiunse dimensioni pandemiche: un quinto della popolazione mondiale fu infettata. La malattia uccideva fino ad un terzo degli infettati, soprattutto in posti con scarse condizioni igieniche, come in India dove morirono 17 milioni di persone pari al 5% della popolazione. In Paesi dove, per tradizione, i contatti tra persone erano limitati, come in Giappone, il tasso di mortalità della popolazione arrivò solo allo 0,25%. </p>

<p>La diffusione dell'influenza fu favorita dai frequenti collegamenti commerciali tra i continenti e dal massiccio spostamento di truppe da una nazione all'altra. <br />
Il <strong>panico</strong> si estese presto e le autorità si adoperarono in ogni modo per prevenire il contagio. Furono distribuite maschere anti-gas da portare in pubblico, i negozi furono limitati nelle loro attività e i funerali furono circoscritti a 15 minuti. In alcune città fu richiesto il certificato medico per l'ingresso e lo stesso avvenne per prendere il treno. Molti teatri, sale da ballo e chiese furono chiusi per un anno intero. In una città statunitense fu perfino vietata la stretta di mano.</p>

<p>Non sempre fu valutato appieno il pericolo, come a Filadelfia dove fu organizzata una vendita pubblica di bond, nonostante le remore di alcuni rappresentanti dei cittadini. All'asta accorsero 200 mila persone e la città fu duramente colpita dal virus con 12 mila morti.<br />
<strong>La scomparsa della Spagnola fu immediata</strong>, probabilmente perché tutti coloro che erano stati esposti all'influenza erano ormai immuni o morti.<br />
 <br />
<strong>I virus, come qualunque messaggio,</strong> seguono percorsi diversi in funzione delle caratteristiche delle reti, <strong>in alcune riescono a diffondersi, in altre no</strong>. Le reti, infatti, sono diverse tra loro e conservano alcune proprietà indipendenti dal contesto.</p>

<p>Durante il secolo scorso si riteneva che le reti esistenti fossero casuali: reti in cui le connessioni erano assegnate in modo imprevedibile e in cui ogni nodo aveva la stessa probabilità di ricevere nuove connessioni. Le <strong>reti casuali</strong> sono invece di rado presenti in natura, ma durante il '900 furono il principale modello utilizzato per analizzare i sistemi complessi. Per 40 anni si sostenne che le reti complesse fossero tutte casuali e che seguissero il modello elaborato da Erdòs e Rényi nel 1959. In questo tipo di reti un virus si espande in modo graduale e non riceve mai una accelerazione improvvisa. Invece, <strong>osservando la diffusione dei virus si evidenzia un punto critico in cui si produce un'accelerazione improvvisa</strong> come si ebbe per la Spagnola nel settembre del 1918, mese dal quale la pandemia divenne inarrestabile. </p>

<p>Dal 1999 si è diffusa la consapevolezza che le reti in natura seguono, quasi sempre, <strong>regole precise</strong>. In queste reti, dette di potenza, alcuni nodi hanno, in modo esponenziale, più collegamenti di altri. Intuitivamente si può pensare a reti formate da componenti con caratteristiche simili. Tuttavia, di solito, non è così. Ad esempio, per il numero di partner sessuali di una persona si ipotizza un numero simile al nostro. Ma il "<strong>caso zero</strong>" dell'AIDS, il primo soggetto accertato, un assistente di volo canadese, ebbe migliaia di partner. Nelle reti che continuano a crescere e modificarsi, i nuovi arrivati tendono a collegarsi con coloro che dispongono già di molti collegamenti per  poter sfruttare la loro posizione privilegiata. I nuovi attori vogliono sempre recitare insieme a attori celebri. Chi scrive un libro desidera un autore famoso per la propria prefazione. Un giornalista cerca fonti importanti. <br />
Se i nuovi nodi hanno facoltà di scegliere a chi collegarsi,<strong> la rete è una rete di potenza</strong>. Questa rete è molto diffusa in natura, come è stato compreso da parte di fisici come Albert Laszlo Barabasi.<br />
 <br />
 <br />
<p>Tratto dal libro <a href="http://store.casaleggio.it/catalog//" target="_blank">"TU <span class="caps">SEI RETE</span>".</a></p><br />
</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2009/04/le_pandemie_sono_una_questione.php</link>
         <guid>http://www.casaleggio.it/2009/04/le_pandemie_sono_una_questione.php</guid>
         <category>Organizzazione</category>
         <pubDate>Tue, 28 Apr 2009 13:57:13 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>L&apos;e-commerce in Italia raccontato dai protagonisti</title>
         <description><![CDATA[<p style="PADDING-BOTTOM: 0px; BORDER-RIGHT-WIDTH: 0px; MARGIN: 0px 0px 0.75em; PADDING-LEFT: 0px; PADDING-RIGHT: 0px; BORDER-TOP-WIDTH: 0px; BORDER-BOTTOM-WIDTH: 0px; FONT-SIZE: 1em; BORDER-LEFT-WIDTH: 0px; FONT-WEIGHT: normal; PADDING-TOP: 0px">Oggi pubblichiamo il video dell'evento<br /><strong><a style="TEXT-DECORATION: underline" href="http://www.casaleggio.it/e-commerce/" target="_blank">E-commerce in Italia 2009 - Un'opportunità nella crisi</a><span style="FONT-WEIGHT: normal" class="Apple-style-span">&nbsp;dove i protagonisti dell'e-commerce in Italia aiutano a spiegare la situazione delle vendite on line nel nostro Paese.</span></strong></p>
<p style="PADDING-BOTTOM: 0px; BORDER-RIGHT-WIDTH: 0px; MARGIN: 0px 0px 0.75em; PADDING-LEFT: 0px; PADDING-RIGHT: 0px; BORDER-TOP-WIDTH: 0px; BORDER-BOTTOM-WIDTH: 0px; FONT-SIZE: 1em; BORDER-LEFT-WIDTH: 0px; FONT-WEIGHT: normal; PADDING-TOP: 0px">Parlano nel video i relatori del convegno:<br /><font style="FONT-SIZE: 0.8em">Casaleggio Associati - Gianroberto Casaleggio - Presidente<br />Mediashopping - Stefano Genovesi - Marketing Manager RTI New Business&nbsp;<br />Fnac - Jean-Christophe Lazzaroni - Responsabile E-commerce&nbsp;<br />Better Lottomatica - Francesco Mastantuoni - Responsabile Comunicazione&nbsp;<br />Trenitalia - Gaspare Cimini - Responsabile Internet&nbsp;<br />Ausilium - Luca Bianco - Amministratore Delegato</font></p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2009/04/lecommerce_in_italia_raccontat.php</link>
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         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Tue, 14 Apr 2009 11:13:31 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>E-commerce in Italia</title>
         <description><![CDATA[<p>Il commercio elettronico italiano nel 2009 segnerà ancora una <strong>crescita a due cifre</strong> e vedrà l'inizio dell'acquisto via mobile di molti servizi, sempre più possibilità di interagire con gli altri clienti e la nascita di spazi di acquisto legati al divertimento.</p>

<p>Il fatturato stimato per l'e-commerce nel 2008 in Europa è pari a 252 miliardi di euro, nello stesso periodo <strong>in Italia sono stati fatturati 6,4 miliardi di euro</strong> pari al 2,5% del mercato europeo. I settori principali sono <strong>il turismo</strong> che rappresenta circa metà del mercato (49,8%), <strong>il tempo libero</strong> (15,9%) e <strong>l'elettronica di consumo</strong> (13,1%). <em>La crisi non sembra toccare l'e-commerce che continua a crescere ad un tasso del 30.7% annuo.</em> </p>

<p>Gli operatori più solidi nel mercato hanno registrato crescite consistenti per il 2008 e <strong>prevedono di continuare a crescere anche nel 2009</strong>. Per questo motivo molti produttori come Prada, Louis Vuitton, Diesel, Nokia, Feltrinelli, De Cecco hanno deciso di vendere direttamente on line negli ultimi anni.  <em>La fiducia degli italiani verso l'e-commerce è aumentata e l'acquisto on line non spaventa più.</em> A testimoniarlo c'è stata l'esplosione dei siti di <strong>scommesse on line</strong> (come Better, Match-point Giocodigitale) che mostra come in presenza di forti vantaggi, i consumatori non hanno problemi ad acquistare on line.</p>

<p>Nei mercati più maturi, come Gran Bretagna e Germania, l'e-commerce è ormai parte fondamentale della vendita al dettaglio. A livello mondiale <em>l'Europa ha superato gli Stati Uniti in termini di fatturato nel 2007</em>, oggi l'area a cui guardare con attenzione per maggiore crescita è l'Asia. In Italia l'e-commerce rappresenta lo 0,68% della vendite al cliente finale in crescita rispetto al 2007 quando valeva lo 0,49%, un fenomeno in parte anche dovuto ad una riduzione del commercio al dettaglio (-0,6%) che non ha però intaccato la crescita nell'e-commerce.</p>

<p>Tra le tendenze che il mercato sta evidenziando per affrontare la crisi si segnalano: l'aumento della <strong>sensibilità</strong> dei clienti nei confronti della componente prezzo; la vendita on line ad opera dei <strong>produttori</strong>; la ricerca attiva di alternative operata dai <strong>clienti</strong>; <strong>l'abbassamento dei costi</strong> dei servizi di e-commerce; <strong>l'investimento strutturale</strong> dei leader di mercato per consolidare il proprio posizionamento e l'aumento della gamma tramite accordi di partnership.</p>

<p>La partecipazione ai social media (come Facebook, Youtube e Flickr) è sempre più parte della <strong>strategia aziendale</strong>: oltre una società su quattro (28%) ha una strategia strutturata, mentre una società su sei ha deciso di lasciare libertà ai propri dipendenti di parteciparvi seguendo delle regole di condotta.</p>

<p>Queste sono alcune delle evidenze che sono emerse nello studio che abbiamo condotto su 2.743 aziende italiane di e-commerce.</p>

<p>[<a href="http://www.casaleggio.it/pubblicazioni/focus/ecommerce/ecommerce-in-italia-2009.php" target="_blank">Scarica il Rapporto: L'e-commerce in Italia 2009</a>]</p>

<p> </p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2009/03/ecommerce_in_italia_1.php</link>
         <guid>http://www.casaleggio.it/2009/03/ecommerce_in_italia_1.php</guid>
         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Tue, 31 Mar 2009 20:49:57 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>L&apos;evoluzione di una rete</title>
         <description><![CDATA[<p> <br />
Capire quali <strong>proprietà</strong> governano una rete permette di comprenderne il comportamento, ipotizzare gli impatti di eventi esterni e prevederne quindi lo sviluppo.<br />
 <br />
Alcuni studi sull'utilizzo delle parole nei testi scritti hanno permesso di capire che nella scrittura seguiamo il <strong>"principio del minimo sforzo"</strong>, quando scriviamo un testo la scelta delle parole da utilizzare ricade all'interno di un insieme ristretto di  vocaboli: la probabilità di utilizzo di una certa parola decade quindi rapidamente seguendo una curva di potenza.  Nell'abbinare le parole ne esistono alcune che fungono da collante con tutte le altre, <strong>da hub</strong>. <br />
 <br />
Fino a pochi anni fa non era nota la struttura di Internet. In mancanza di un coordinamento centrale nessuno sapeva come era formata l'intera rete. Nel 1998, <strong>Bill Cheswick</strong> dei Bell Laboratories e <strong>Hal Birch</strong> della Carnegie Mellon University inviarono 10.000 pacchetti al giorno in rete disegnando la <strong>mappa fisica di Internet</strong>. La scoperta fu sconsolante, la forma a cui assomigliava di più era quella gerarchica, una delle soluzioni che <strong>Baran</strong> aveva scartato per la sua vulnerabilità agli attacchi. In seguito si comprese che Internet era in effetti una rete di potenza con un <strong>diametro massimo di 19 passaggi</strong> per attraversarla, molto tollerante verso malfunzionamenti ma estremamente vulnerabile se attaccata in modo mirato. <br />
La forma di Internet ha permesso di comprendere le caratteristiche di vulnerabilità della rete (ed i router più a rischio), e di stabilire che il sistema rimarrà efficiente in futuro con la <strong>crescita dei router</strong>. Le informazioni inviate e richieste su Internet sono divise in più pacchetti e ogni pacchetto sceglie il percorso ritenuto più breve per raggiungere il destinatario. Se con l'espansione della rete il numero di passaggi di ogni pacchetto dovesse essere troppo elevato, la rete perderebbe di efficienza. Dato che Internet è una <strong>rete di potenza</strong>, la sua struttura gli permetterà di crescere esponenzialmente senza comprometterne il funzionamento. Secondo la legge di potenza che segue Internet, se i router diventassero 20 volte quelli attuali, il diametro sarebbe solo di 21 passaggi, preservando quindi l'efficienza del sistema. <br />
 <br />
<strong>Conoscere la distribuzione</strong> di una rete permette di prevederne i fenomeni. La rete dei partner sessuali è stata analizzata da diversi studi. La scoperta comune a tutti è che si tratta di una rete di potenza dove pochi individui hanno più partner della media e hanno pochi partner. Per prevenire la diffusione di malattie veneree bisogna quindi tener conto in primo luogo degli hub sessuali, come le prostitute o individui come il <strong>"paziente zero"</strong> dell'AIDS Gaetan Dugas, l'assistente di volo canadese che ebbe più di 2.500 partner.</p>

<p>Tratto dal libro <a href="http://store.casaleggio.it/catalog//" target="_blank">"TU <span class="caps">SEI RETE</span>".</a></p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2009/03/levoluzione_di_una_rete.php</link>
         <guid>http://www.casaleggio.it/2009/03/levoluzione_di_una_rete.php</guid>
         <category>Organizzazione</category>
         <pubDate>Tue, 17 Mar 2009 09:46:32 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>La nascita del Social Network Marketing</title>
         <description><![CDATA[<p>Il marketing esiste da quando l'uomo ha iniziato a differenziare la sua attività e a scambiare i propri prodotti. In origine vi erano due compiti ben distinti: produrre e vendere. Si portava il prodotto al mercato, se ne decidevano il prezzo e gli abbinamenti, e tutto ciò che poteva promuoverne la vendita. Il processo venne codificato nel secondo dopoguerra con il Marketing Management condotto dalle grandi aziende per vendere i prodotti su larga scala. La nuova capacità produttiva e la libertà di spostamento delle merci consentiva di distribuire un prodotto su una vasta area. La diffusione della radio e della televisione permetteva di comunicare a tutti i benefici del prodotto, ma soprattutto di enfatizzarne la marca che diviene lo strumento per valorizzare i prodotti. Nasce quindi il concetto di marketing di massa che riusciva a replicare uno stesso messaggio a tutti i soggetti interessati.</p>

<p>I messaggi iniziarono a prolificare e i prezzi delle promozioni aumentarono.<br />
Presto le aziende dovettero razionalizzare le proprie scelte promozionali cercando di raggiungere il maggior numero di persone interessate con il minor costo. Da qui il Marketing Analitico e il <span class="caps">GRP </span>(Gross Rating Points) che permetteva di sapere il numero di persone raggiunte dal messaggio e il costo per far giungere il messaggio a ciascun potenziale cliente.</p>

<p>La nuova metrica introdotta era utile per capire la validità di un singolo piano di comunicazione, ma non faceva distinzioni sui potenziali clienti. </p>

<p>Una nuova impostazione fu data da McCarthy che nel 1960 propose una ripartizione del marketing in quattro aree: Price (definizione del prezzo), Product (definizione del prodotto), Promotion (promozione) e Placement (politiche distributive). Con questa suddivisione delle competenze del marketing lo riportò al suo compito originario: portare sul mercato il proprio prodotto. La classificazione è ricordata come "4P" e tutt'oggi è utilizzata in molti piani marketing.</p>

<p>Il focus rimase però sulla promozione, solo in seguito ci si pose il problema di dover selezionare i potenziali clienti; una politica introdotta con il Targeted Marketing negli anni '80, orientato all'identificazione dei gruppi di persone più propense ad acquistare il prodotto e sui quali la pubblicità avrebbe avuto più effetto. Attraverso le campagne promozionali si iniziò ad avere maggiori informazioni sui potenziali clienti che potevano essere condivise tra diverse aree aziendali e incrociate con i dati del mercato. Il Database Marketing permise a partire dal 1988 di condividere informazioni su singoli prospect (i potenziali clienti) tra le persone interessate all'interno dell'azienda. Sullo stesso principio si basava il Customer Interaction Management (CIM) che permetteva al front office di reperire velocemente informazioni sui clienti in modo da rispondere al meglio alle loro richieste.</p>

<p>Negli anni '90 questa mole di informazioni sviluppò un rapporto più stretto tra i clienti e l'azienda favorendone il dialogo e premiando i più fedeli con la politica che prese il nome di Relationship Marketing. Le aziende con processi di vendita più complessi intuirono le grandi opportunità dell'utilizzo di sistemi strutturati per la vendita supportata da dati precisi e aggiornati sui prospect e fu quindi sviluppato il concetto di Sales Force Automation per gestire in modo automatizzato il processo di vendita. Presto si sviluppò anche l'analogo concetto per il marketing con il Marketing Automation.</p>

<p>L'evoluzione naturale del <span class="caps">CIM </span>fu la gestione della relazione con il cliente attraverso il front office e non più il solo accesso alle sue informazioni.<br />
Fu introdotto il Customer Relationship Management (CRM) per mantenere una relazione duratura ed incentivare ad acquisti successivi. Fu applicata una nuova metrica per sapere gli acquisti futuri dei clienti, il Life Time Value (LTV), che permise di capire l'importanza di una relazione duratura con un cliente.</p>

<p>Con l'introduzione di Internet l'interazione con il cliente si sviluppò anche on line e le informazioni nei database poterono essere aggiornate in tempo reale. Si affermò l'eCRM.</p>

<p>Il potere del cliente e la sua possibilità di interazione con l'azienda è aumentato notevolmente. I clienti interagiscono con le aziende a tutte le ore. Il <span class="caps">CRM </span>è diventato Customer Managed Relationship (CMR). Su questa base sono stati sviluppati sistemi self service dove il cliente può decidere le modalità per collegarsi con l'azienda. </p>

<p>Le aziende si sono accorte che gli interlocutori che promuovono il loro successo non sono solo i clienti, ma tutti coloro che influiscono sia sull'azienda che sui clienti stessi. Con i nuovi strumenti digitali a disposizione quindi sono state identificate e sviluppate relazioni con tutte le persone di rilevanza per l'azienda grazie ad un programma integrato detto Web Relationship Management o Stake Holder Marketing.</p>

<p>Nel 2005 si iniziò a valutare come gestire ed influenzare le relazioni tra le persone e non solo con le persone. Nuove teorie delle reti hanno permesso di identificare il funzionamento, le caratteristiche e le evoluzioni di queste reti interpersonali. La naturale evoluzione del marketing è quindi il Social Network marketing. </p>

<p> </p>

<p>Tratto dal libro <a href="http://store.casaleggio.it/catalog//" target="_blank">"TU <span class="caps">SEI RETE</span>".</a></p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2009/03/la_nascita_del_social_network.php</link>
         <guid>http://www.casaleggio.it/2009/03/la_nascita_del_social_network.php</guid>
         <category>Organizzazione</category>
         <pubDate>Mon, 02 Mar 2009 14:45:15 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>L&apos;investimento in Rete è culturale</title>
         <description><![CDATA[<p>La rete è cambiamento culturale. Se non viene vista in questo modo, finisce per essere un investimento costoso e senza ritorni interessanti. Un esempio lo abbiamo nella politica dove tutti i movimenti e partiti hanno deciso di investire in rete per le loro campagne elettorali.</p>

<p>Chi come Obama ci ha creduto maggiormente, ha anche investito di più. Non a caso il suo staff per l'on line era 10 volte più grande di quello di McCain. Un investimento che ha dato risultati interessanti: ottenendo 2 volte il traffico sui propri siti, 4 volte i visitatori su Youtube e 5 volte i Facebook fan; sempre al confronto con McCain. Ma soprattutto ha reso in termini economici raccogliendo finanziamenti on line da oltre tre milioni di donatori che in media hanno donato più di due volte un importo sotto i 200 euro.</p>

<p>Ma i veri cambiamenti apportati da Obama con la rete sono quelli che non hanno un costo economico quanto culturale. Questa settimana ad esempio è possibile commentare la prima legge della nuova legislatura statunitense, prima della firma di Obama: <a href="http://www.whitehouse.gov/latest-version-of-schip-legislation-published-for-comment/" target="_blank">la legge sull'assicurazione pubblica per la salute dei minori</a>  per coprire oltre ai 6 milioni di bambini di oggi, altri 4 milioni.</p>

<p><a href="http://www.whitehouse.gov/blog/change_has_come_to_whitehouse-gov/" target="_blank">La promessa </a> è di mettere in libero commento per 5 giorni tutte le leggi non urgenti che richiedono la firma del presidente. <br />
I cittadini possono così partecipare direttamente al governo dello Stato. Un investimento che molte altre amministrazioni pensano di non potersi permettere.</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2009/02/linvestimento_in_rete_e_cultur.php</link>
         <guid>http://www.casaleggio.it/2009/02/linvestimento_in_rete_e_cultur.php</guid>
         <category>Organizzazione</category>
         <pubDate>Mon, 02 Feb 2009 15:29:37 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>L&apos;auto-organizzazione</title>
         <description><![CDATA[<p>Un'organizzazione distribuita è indispensabile per coordinare un numero elevato di individui. Se una sola persona dovesse ordinare a uno stadio intero di alzarsi ed abbassarsi, per formare un effetto onda, gli ordini da impartire sarebbero troppi. Tuttavia, gli spettatori riescono a creare un tale effetto, senza che nessuno li guidi. È sufficiente che qualche decina di tifosi dia il via, perché si formi un'onda umana che gira in senso orario, ad una velocità di 12 metri al secondo. L'onda attraversa 22 seggiole al secondo, con circa 15 persone in piedi alla volta sola in lunghezza. Lo straordinario effetto si crea con una semplice regola, applicata a livello del singolo spettatore: quando il vicino si alza ci si deve alzare, quando si abbassa bisogna rimettersi seduti. Questo fenomeno è apparso per caso nel 1981, allo stadio di baseball Oakland Coliseum in California, ma guadagnò la sua diffusione planetaria durante i mondiali di calcio del 1986, in Messico. Non a caso, è denominata "la ola", ovvero "<a href="http://angel.elte.hu/wave/index.cgi?m=models"target="_blank">l'onda</a>" in spagnolo.</p>

<p>Il concetto di organizzazione lasciata all'iniziativa del singolo è applicabile anche alle aziende. Le organizzazioni sono tali se hanno un obiettivo. L'obiettivo, infatti, permette di determinare il compito dell'azione comune e le attività che uniscono i diversi individui. Nelle <b>organizzazioni tradizionali</b> l'obiettivo è stabilito dai vertici, mentre le <b>decisioni</b> operative vengono <b>veicolate verso il basso </b>dell'organizzazione.</p>

<p>Nonostante organigrammi e disposizioni le aziende tendono a formare organizzazioni parallele. In natura, spesso, la gestione centralizzata non è necessaria. Molti animali si organizzano in autonomia senza nessuno in posizione di comando, come le formiche alla ricerca del cibo, o gli stormi di uccelli migratori in volo in formazione per tagliare il vento. </p>

<p> Le teorie organizzative si sono spesso focalizzate sul rapporto tra la struttura e il singolo. Oggi, si sta rivalutando il <b>ruolo del singolo individuo</b> e del suo rapporto con gli altri. Se la persona persegue obiettivi comuni, essa stessa può decidere la migliore azione in un certo contesto.</p>

<p> </p>

<p>Questo tipo di organizzazione è indirizzabile, ma non controllabile. È necessario che gli <b>obiettivi </b>da perseguire siano <b>conosciuti e condivisi </b>tra tutti e che i rapporti tra le persone siano facilitati, per creare conoscenza e attivare azioni condivise.</p>

<p> </p>

<p>La Teoria delle Reti permette di identificare le strutture informali delle organizzazioni e di prevederne l'evoluzione, ma anche di  progettarle in funzione di nuovi obiettivi.</p>

<p><br><br><br />
Tratto dal libro: <a href="http://store.casaleggio.it/catalog//" target="_blank" style="text-decoration: underline; ">TU SEI RETE</a> di Davide Casaleggio</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2009/01/lautorganizzazione.php</link>
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         <category>Organizzazione</category>
         <pubDate>Wed, 14 Jan 2009 15:53:20 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Le modifiche alle reti</title>
         <description><![CDATA[Mutare l'equilibro di una rete può portare a conseguenze imprevedibili se non viene <strong>considerata come un unico sistema</strong>. 
Gli ecosistemi, ad esempio, si sono evoluti in milioni di anni raggiungendo un delicato equilibrio tra prede e predatori. L'introduzione di nuove specie in contesti chiusi ha spesso sconvolto l'intero ecosistema. Quando il coniglio arrivò in Australia nel 1859, in seguito all'importazione dall'Europa di 24 esemplari, iniziò prolificare in modo esponenziale a mangiare tutto il cibo delle specie autoctone. Nel 1890 era diventato una vera e propria piaga. Quando il governo australiano si accorse del fenomeno decise di limitare l'espansione dei conigli costruendo <strong>uno dei <span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rabbit-proof_fence" target="_blank">recinti</a></span> più lunghi al mondo</strong> che attraversava da nord a sud tutta l'Australia con mille ottocento chilometri di rete. Prima di aver completato l'opera, però, i conigli erano già presenti da entrambe le parti della rete rendendo vana l'opera completata nel 1907. Da allora sono stati introdotti diversi virus per abbattere il numero di conigli, l'ultimo nel 1995, ma ogni volta, dopo un risultato immediato di riduzione, <strong>il coniglio è riuscito a sviluppare l'immunità</strong>.
Se l'equilibrio di una rete viene disturbato, questa inizia a mutare velocemente, spesso sacrificando i nodi divenuti più deboli. In un ecosistema questo può avvenire con l'estinzione di alcune specie. Per rimediare a sconvolgimenti di un ecosistema spesso la soluzione adottata è l'introduzione di un predatore della specie che sta causando lo sconvolgimento. <strong>Gli ecosistemi sono delle reti</strong>, ed ogni modifica deve essere vista in questa ottica, altrimenti l'effetto di una nuova soluzione può essere causa di nuovi problemi.
Negli anni '50 per risolvere un'<strong>epidemia di malaria</strong> nei villaggi del Borneo l'Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS) definì un piano semplice ed efficace: spruzzare grandi quantità di <strong>DDT</strong> sui villaggi per eliminare le zanzare, veicolo della malaria. Il risultato venne raggiunto, le zanzare morirono e l'epidemia regredì. Presto però <strong>iniziarono gli effetti collaterali</strong>: i tetti di paglia delle capanne si sgretolarono perché il DDT uccideva le vespe parassite che si cibano del bruco che mangia la paglia.
Il governo britannico sostituì i tetti di paglia con lamiera, ma alla prima stagione delle piogge il rumore causato dai nuovi tetti fu così forte che nessuno riuscì più a dormire.
Intanto gli insetti avvelenati dal DDT erano divenuti facili prede dei gechi che a loro volta rappresentano il cibo dei gatti. Il DDT risalì così tutta la catena alimentare causando la scomparsa dei gatti. Cominciarono allora a proliferare i ratti e una terribile peste fece la sua comparsa.
L'OMS fece <strong>paracadutare <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/sites/entrez?cmd=Retrieve&db=pubmed&dopt=AbstractPlus&list_uids=18799776&tool=MedlinePlus" target="_blank">14 mila gatti</a> dalla British Air Force</strong> per porre rimedio al danno creato.
L'esempio del Borneo fa capire quanto sia importante comprendere la mappa di relazioni all'interno di un sistema per poter interagire con esso.

<br><br>
Tratto dal libro: <a href="http://store.casaleggio.it/catalog//" target="_blank" style="text-decoration: underline; ">TU SEI RETE</a> di Davide Casaleggio]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/12/le_modifiche_alle_reti.php</link>
         <guid>http://www.casaleggio.it/2008/12/le_modifiche_alle_reti.php</guid>
         <category>Organizzazione</category>
         <pubDate>Sun, 21 Dec 2008 03:19:59 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>TU SEI RETE</title>
         <description><![CDATA[<p></p><p>Le reti sono ovunque intorno a noi. </p><p>Fino a qualche anno fa le relazioni tra persone, oggetti ed eventi erano attribuite al caso. L'unico modo per ipotizzare il funzionamento dei sistemi complessi era attribuirne le ragioni ad avvenimenti casuali.</p><p><b>La vita </b>e <b>l'evoluzione delle reti seguono</b> invece leggi precise e la conoscenza di queste <b>regole</b> ci permette di utilizzare le reti a nostro vantaggio.</p><p><b>Tutto è diventato una rete da studiare, modellare, modificare</b>. La capacità elaborativa dei computer unita alla decodifica di alcuni sistemi complessi come la mappa del DNA, di Internet e delle relazioni sociali ha permesso di verificare le nuove leggi su vasta scala.</p><p>Le leggi a cui obbediscono i sistemi che ci circondano non sono intuitive, "essere nella media" perde di significato. In queste reti si passa di stato: le caratteristiche delle singole parti hanno un significato diverso con il variare dei loro valori.</p><p>Luminari e pionieri in diversi ambiti di applicazione hanno intuito le potenzialità delle reti che ci circondano e le hanno sviluppate. </p><p>Ad esempio, in Bangladesh è stata creata una banca per i poveri, dove i tassi di restituzione dei prestiti sono superiori rispetto alle banche tradizionali, grazie all'uso delle <b>reti di persone </b>che si rendono garanti tra loro. I gruppi di persone e le relazioni che si instaurano tra persone sono anche alla base di una rivoluzione silenziosa anche della politica. I movimenti popolari sempre più si coordinano in modo autonomo tramite comunicazioni interpersonali. Con gli SMS e le email il governo spagnolo è stato messo in crisi dalla popolazione, in Venezuela è stato ribaltato un colpo di Stato e molte campagne elettorali sono state influenzate da questo fenomeno, dalla Francia all'Indonesia. </p><p>Analizzando i principi di trasmissione delle malattie è stato possibile comprendere la diffusione, evoluzione e scomparsa di epidemie come l'influenza Spagnola di inizio '900, che uccise più persone della Prima Guerra Mondiale.</p><p>Lo studio delle reti ha permesso anche di <b>rivoluzionare i sistemi di trasporto</b>. I servizi postali rimasero, infatti, immutati per duemila anni: la velocità di trasporto di una lettera a metà dell'800 era inferiore a quella dei Romani. La situazione cambiò quando il trasporto fu pensato come una rete con strumenti di trasmissione come i francobolli e le buche delle lettere.</p><p>Sulle basi di queste leggi si sono sviluppati <b>strumenti per il marketing, il business e l'organizzazione.</b> Ad esempio, una delle proprietà più sorprendenti delle reti è la presenza di "piccoli mondi": ambienti anche vasti all'interno dei quali tutti i membri possono mettersi in contatto tra loro in modo immediato. Chiunque di noi, ad esempio può contattare uno dei sei miliardi di individui nel mondo attraverso una catena di sei conoscenze. Questa proprietà permette alle informazioni di circolare rapidamente e su questo concetto si sono basate le nuove soluzioni commerciali che sfruttano il capitale relazionale aziendale e le tecniche di <b>marketing virale</b>.  </p><p>Anche a livello aziendale il concetto di auto-organizzazione segue le leggi delle reti e permette di gestire sistemi complessi indicando semplici regole di comportamento ai suoi componenti. In questo modo, ad esempio, i formicai riescono a funzionare senza alcuna gerarchia di comando e molte aziende hanno iniziato ad utilizzare questi principi per <b>snellire i processi decisionali</b>. </p><p>Molte società hanno utilizzato questa nuova prospettiva di mondo in rete per creare nuove prospettive di business. La rete di relazioni interpersonali è stata utilizzata per <b>stabilire dei contatti,</b> ma anche per <b>organizzarsi</b>, <b>condividere risorse </b>ottimizzandone l'utilizzo e <b>sviluppare progetti grazie</b> alla creazione di un'intelligenza collettiva, formata da molte menti con un <b>obiettivo comune</b>.</p><p><br /></p><p>Tratto dal libro: <a href="http://store.casaleggio.it/catalog//" target="_blank">TU SEI RETE</a> di Davide Casaleggio</p><p></p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/12/tu_sei_rete.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Tue, 09 Dec 2008 14:39:53 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>La resa delle enciclopedie come le conosciamo</title>
         <description><![CDATA[<p>Le enciclopedie cartacee stanno cedendo il passo al digitale. <br /></p><p>La vera rivoluzione non è però nel supporto, ma nella capacità di creazione del contenuto. Negli ultimi anni si è spesso guardato alla competizione tra Enciclopedia Britannica e Wikipedia contando le voci, l'accuratezza dei contenuti e la capacità di aggiornamento. Solo sull'accuratezza dei contenuti l'Enciclopedia Britannica ha sempre mantenuto il primato. Su 42 articoli scelti a caso dalla <a href="http://www.nature.com/press_releases/Britannica_response.pdf" target="_blank">rivista Nature</a>, Wikipedia aveva 162 errori, mentre l'Enciclopedia Britannica 123 (comunque contestati, ma <a href="http://news.cnet.com/2100-1038_3-5997332.html" target="_blank">riconfermati di recente</a>).</p>

<p>Su tutti gli altri confronti l'enciclopedia creata dalle persone ha ormai l'indiscussa leadership. <a href="http://www.alexa.com/" target="_blank">Alexa </a>la pone a oltre 450 volte il sito <a href="http://www.britannica.com/" target="_blank">britannica.com</a> in termini di visitatori. <br />
Le <b>voci </b>che possono essere lette sull'<b>Enciclopedia Britannica</b> sono circa <b>65 mila</b>, su <b>Wikipedia</b> inglese sono <b>2,6 milioni </b>pari a circa 25 volte le parole contenute sull'Enciclopedia Britannica.</p>

<p>Ora Britannica sta cercando di riprendere terreno con un <a href="http://britannicanet.com/?p=86" target="_blank">nuovo progetto</a> aperto a tutti coloro che vorranno contribuire. Rimane tuttavia un forte freno alla libera contribuzione: l'Enciclopedia Britannica si vende; <b>Wikipedia è patrimonio di tutti</b>. Anche se è stato previsto un sistema di ricompensa difficilmente sarà grande a sufficienza da coinvolgere i milioni di autori che contribuiscono ogni giorno alla nuova enciclopedia on line.</p>

<p> </p>

<p>Il segnale di resa delle enciclopedie classiche si è avuto in questi giorni quando si è scoperto che la maggiore <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_20/treccani_spagnola_montecucco_9ccd65e0-b6f0-11dd-8a80-00144f02aabc.shtml" target="_blank">enciclopedia spagnola ha copiato articoli scritti su Wikipedia</a>, per ora ne sono stati trovati 16. Questa è sicuramente stata una leggerezza da parte di qualche autore, ma è un segnale: se qualche anno fa era <b>Wikipedia</b> quella accusata di plagio, ora è diventata lei stessa il <b>punto di riferimento</b>.</p>

<p><br />
 <br />
</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/11/la_resa_delle_enciclopedie_com.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Wed, 26 Nov 2008 16:34:12 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>La nuova biblioteca di Alessandria: Internet</title>
         <description><![CDATA[<p>Come l'industria della musica anche quella del libro sta per essere ridisegnata da Internet. Il settore musicale ha subito mancati ricavi dovuti ai download peer to peer da subito e per questo è stata tra le prime a dover affrontare il cambiamento. Il settore librario, al contrario, ha beneficiato di un aumento di vendite dovute in particolare alla possibilità di cercare i libri on line con una gamma fino a cento volte quella delle librerie fisiche. Tuttavia, quest anno, per la prima volta, il settore ha visto una contrazione negli Stati Uniti del 1,5% da gennaio a settembre (Association of American Publishers). In Italia lo scorso anno il settore librario è rimasto in stallo con 0,87% di crescita.</p>

<p>Molti analisti pensano che sia quindi il momento del cambiamento anche per il libro. A confermare questa tendenza è anche un recente accordo stipulato da Google con gli editori e autori americani per la possibilità di scansire i libri soggetti a copyright e renderli disponibili on line su <a href="http://books.google.com" target="_blank"><u>Google Book Search</u></a>. Già oggi i libri presenti sono milioni. L'accordo viene dopo una battaglia legale durata tre anni ed intentata dalle associazioni degli editori e degli autori americani contro la società di Redmond. Google ha patteggiato stanziando 125 milioni di dollari per creare un registro dei libri che sarà utilizzato per regolare la distribuzione dei compensi. Ogni vendita di libri tramite il sistema farà percepire a Google il 37% dei guadagni, mentre il resto andrà ripartito tra editore e autore.</p>

<p>Sullo stesso modello si stanno muovendo anche altre iniziative con il modello opt-in (con l'autorizzazione preventiva di chi detiene i diritti) come:</p>

<p>- <a href="http://www.libreka.de/" target="_blank"><u>Libreka!</u></a>, creato dall'associazione degli editori tedeschi per cercare tra tutti i libri pubblicati in Germania;</p>

<p>- <a href="http://dev.europeana.eu/" target="_blank"><u>Europeana</u></a>, un database di due milioni di libri, file audio, video, dipinti, giornali e oggetti storici, che verrà reso operativo dal 20 novembre da un gruppo di biblioteche europee;</p>

<p>- Microsoft ha dovuto rinunciare a maggio di quest anno a <a href="http://publisher.live.com" target="_blank"><u>Live Search Books</u></a> probabilmente per la chiusura della questione legale di Google, che di fatto ha concesso il via libera con diritto di prelazione sui libri statunitensi;</p>

<p>Per i libri non più soggetti a copyright da diversi anni è attivo il <a href="http://www.gutenberg.org/wiki/Main_Page" target="_blank"><u>Progetto Gutenberg</u></a>, che oggi mette a disposizione circa 25 mila libri scaricabili integralmente. </p>

<p>La rivoluzione nel settore sta arrivando anche sul fronte del supporto. La scelta di Amazon di lanciare sul mercato il lettore Kindle, ad esempio, ha permesso un'accelerazione di vendite degli e-book, aumentate del 55% su base annua negli Stati Uniti. Tuttavia non c'è ancora uno standard per la lettura dei libri digitali. In Giappone, ad esempio, gli e-book sono letti in prevalenza con i cellulari (in particolare i fumetti manga). Per l'iPhone è disponibile il software Stanza per la lettura degli e-book che ad oggi è stato scaricato da oltre mezzo milione di persone.</p>

<p>Il settore del libro sta per cambiare in modo radicale. Le 8.800 mila case editrici italiane devono interpretare il cambiamento da subito prima che sia imposto dall'estero.</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/11/post_1.php</link>
         <guid>http://www.casaleggio.it/2008/11/post_1.php</guid>
         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Mon, 10 Nov 2008 17:17:03 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Le vendite e-commerce all&apos;estero</title>
         <description><![CDATA[<p>Chi vuole vendere oltre confine deve impostare la propria strategia in funzione del costo che hanno i suoi concorrenti esteri per valutare se delocalizzare le vendite. <br />
La diversa legislazione nei diversi Paesi europei ha creato una forte differenza in termini di vantaggi competitivi tra le diverse nazioni. <br />
<b>Tassazione </b>(IVA), <b>costo del lavoro</b> e <b>adozione dell'euro</b> hanno creato forti disequilibri tra i diversi Paesi europei.</p>

<p>La Germania, ad esempio, è favorita nella vendita all'estero di prodotti che richiedono poca assistenza pre e post vendita (alto costo del lavoro, ma basso regime d'IVA), la Grecia e la Slovenia lo sono per prodotti che richiedono assistenza (basso regime d'IVA e basso costo del lavoro).<br />
I più penalizzati per la vendita transfrontaliera sono la Svezia e la Danimarca con regimi d'IVA molto superiori alla media europea, con un costo del lavoro elevato e senza il vantaggio di utilizzo della stessa moneta.</p>

<p>L'analisi dell'IVA deve però essere affrontata in dettaglio, dato che spesso varia anche all'interno di ciascun settore. Ad esempio, in Francia per l'elettronica di consumo l'IVA è ridotta al 16%  e da questo deriva la presenza dei principali parallelisti (aziende che vendono ai negozi esteri saltando i distributori del posto). In Italia è applicato un regime d'IVA super ridotto (&lt;5%) per l'editoria, in Inghilterra e Irlanda sono esenti d'IVA vestiti e calzature per bambini (al 3% invece in Lussemburgo). </p>

<p>A rendere necessaria una armonizzazione della normativa sono soprattutto i beni digitali, oggi spesso assimilati ai servizi (e quindi tassati in funzione della residenza dell'acquirente). In molti casi questi beni rappresentano un'evoluzione dei prodotti fisici (es. libro vs eBook, Cd musicale vs file audio downloadabili) e quindi rendono più visibile la discrepanza.</p><p>Per l'armonizzazione delle tassazioni e del costo del lavoro dovremo attendere ancora molto tempo. Le aziende che vogliono vendere all'estero devono quindi definire una strategia in funzione di queste anomalie.<br />
</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/10/le_vendite_ecommerce_allestero.php</link>
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         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Mon, 27 Oct 2008 17:29:37 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Il Futuro di Internet</title>
         <description><![CDATA[<p>Al suo decimo compleanno <a href="http://www.google.it/tenthbirthday/ten-years-out.html" target="_blank"><u>Google ha fatto il punto</u></a> sull'evoluzione di Internet e le tendenze in atto facendo parlare i propri esperti. </p>

<p>- Nei prossimi dieci anni il <strong>70% della popolazione mondiale </strong>avrà accesso ad Internet tramite i più diversi dispositivi con velocità che arriveranno a gigabits per secondo. Ogni dispositivo conoscerà la sua posizione logica e geografica e potrà comportarsi di conseguenza. </p>

<p>- Il futuro di Internet passerà attraverso i <strong>cellulari</strong>. Ci sono voluti 100 anni per il telefono fisso per propagarsi in oltre l'80% dei Paesi nel mondo. Il cellulare lo ha fatto in 16 anni. I cellulari avranno un arsenale di sensori per capire meglio la realtà in cui si trovano, tutti potranno partecipare alla generazione di contenuto con foto, email, testi, blog.</p>

<p>- Nel 2019 la <strong>potenza dei processori sarà da 50 a 100 volte </strong>più alta. La nuvola di risorse di elaborazione e di dati e content on line crescerà rapidamente per molto tempo. La possibilità quindi di creare enormi set di dati e di poterli interpretare permetterà di comprendere e risolvere problemi complessi, come la mapatura dello spazio tramite il progetto <a href="http://www.lsst.org/lsst_home.shtml" target="_blank"><u>Large Synoptic Survey Telescope</u></a>. </p>

<p>- Le reti elettriche faranno parte dell'universo delle informazioni di internet. Le misurazioni scientifiche e le sperimentazioni saranno postate on line in database condivisi. Archivi come "<a href="http://www.google.org/predict.html" target="_blank"><u>Predict and Prevent</u></a>" permetteranno di dare soluzione a pandemie ed evitare crisi globali.</p>

<p>- La <strong>democratizzazione delle informazioni </strong>permetterà sempre più anche alle piccole imprese di accedere alla tecnologia. Una rivoluzione non da poco se si considera che le PMI oggi creano tra il 60 e l'80% dei nuovi posti di lavoro (negli Stati Uniti).</p>

<p>- Il settore dei video ha già eliminato la differenza tra amatoriali e professionisti. Oggi <strong>ogni minuto vengono caricate 13 ore di filmati </strong>su YouTube. Presto sarà possibile vedere questi video su qualunque supporto e media di cui disporremo. </p>

<p>Per i nostalgici Google ha anche messo a disposizione il suo motore di ricerca <a href="http://www.google.com/search2001.html" target="_blank"><u>sull'Internet nel 2001</u></a>. </p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/10/il_futuro_di_internet.php</link>
         <guid>http://www.casaleggio.it/2008/10/il_futuro_di_internet.php</guid>
         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Mon, 13 Oct 2008 23:04:17 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Prodotti on line a prezzo zero</title>
         <description><![CDATA[<p>La distribuzione dei film sta cambiando. Il limite tra il cinema dei professionisti e quello dei dilettanti è sempre più labile. Questo ha fatto si che i canali di distribuzione si stiano omologando, almeno per quanto riguarda l'on line. </p>

<p>Michael Moore ha deciso di pubblicare un suo film rendendolo <strong>disponibile gratuitamente on line</strong>. Il film, <a href="http://slackeruprising.com/" target="_blank">Slacker Uprising</a> è un <strong>documentario</strong> che attraversa 62 città negli Stati Uniti che parla ai <strong>giovani elettori statunitensi</strong> a cui chiede di registrarsi per il voto ed aiutare la sinistra americana a vincere le elezioni. </p>

<p>L'esperimento distributivo è stato favorito da due elementi: le prossime elezioni presidenziali statunitensi a cui Moore voleva contribuire e il fatto che il documentario è un rimontaggio di un film girato nel 2004 che non aveva riscosso grande successo <br />
"<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Captain_Mike_Across_America" target="_blank">Captain Mike Across America</a>". Entrambi questi elementi hanno permesso una sperimentazione sul modello distributivo.</p>

<p>Il <strong>lancio</strong> del film, in ogni caso, <strong>ha richiesto due milioni di dollari</strong> investiti da parte dell'editore Brave New Films che ha previsto alcuni limiti alla gratuità. E' infatti possibile scaricare il documentario gratuitamente solo per tre mesi a partire dal 24 di settembre 2008. Gli altri canali distributivi rimangono a pagamento come il cinema disponibile dal 4 ottobre e il DVD disponibile dal 7 ottobre.</p>

<p>L'elemento più strano è la <strong>limitazione geografica della distribuzione</strong>. Solo dagli Stati Uniti e dal Canada è possibile scaricare il filmato gratuitamente. <br />
La limitazione sul sito ufficiale è effettiva perché c'è un controllo sull'IP del navigatore. Per limitare i costi di banda e massimizzare la diffusione viene utilizzato anche BitTorrent che tuttavia non ha alcuna possibilità di limitare l'accesso in modo geografico  ed infatti molti <a href="http://bayimg.com/gALgFaaBA"target="_blank">sono gli utenti</a> che lo stanno già distribuendo all'estero.  </p>

<p>Per utilizzare al meglio i modelli distributivi di rete è necessario che i produttori ripensino integralmente i loro modelli di segmentazione dei clienti, a partire da quella geografica.</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/09/post.php</link>
         <guid>http://www.casaleggio.it/2008/09/post.php</guid>
         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Mon, 29 Sep 2008 17:06:20 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Il prodotto di massa diventa personalizzato</title>
         <description><![CDATA[<p>La <strong>vendita on line</strong> dei prodotti di massa <strong>sta cambiando il prodotto</strong> stesso. Molti produttori inizialmente hanno pensato alla rete solo come disintermediazione e riduzione di costi distributivi trovandosi a lottare con la rete distributiva.</p>

<p>Il prodotto di massa può essere venduto on line in parallelo alla rete distributiva se è diverso. <br />
La rete ha permesso di rendere il <strong>prodotto unico</strong> per ogni acquirente. <br />
L'esempio più popolare è Nike che permette di personalizzare colori e scritte sulle scarpe già dal 1999 quando ha lanciato il proprio <a href="http://nikeid.nike.com/"target="_blank" >sito</a>. <br />
Da agosto 2008 il servizio è evoluto rendendo anche possibile l'aggiunta di scritte e la condivisione dei design di scarpe, magliette e borse con altre persone.</p>

<p>L'idea di <strong>personalizzazione</strong> è stata applicata da Nike anche alla pubblicità: a New York l'azienda ha acquistato una pubblicità su uno schermo di Times Square permettendo ai passanti di inviare i loro design personalizzati con il proprio telefono (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=EmxGzftvAE0"target="_blank">video</a>), la scarpa personalizzata poteva essere acquistata on line e veniva visualizzata a schermo.</p>

<p>La strada per i produttori è sempre più obbligata se non si vuole lasciare strada a intermediari della personalizzazione come <a href="http://www.zazzle.com/"target="_blank">Zazzle.com</a> che puntano a acquisire la relazione con il cliente finale. </p>

<p>Zazzle permette di <strong>caricare i propri design </strong>e <strong>ricevere 10% sulle vendite di prodotti</strong> che lo utilizzano ed ha un fatturato previsto di 80 milioni di dollari nel 2008.<br />
Zazzle sta creando una serie di partnership anche con produttori di calzature come <a href="http://www.keds.com/text/kedsstudio/index.jsp"target="_blank">Keds </a> (la società che ha inventato il termine "sneaker") che permette una delle personalizzazioni più avanzate disponibili: il caricamento del proprio design. <br />
L'iniziativa ha portato 18 mila design uploadati nel giro di 48 ore dal lancio dell'iniziativa. </p>

<p>L'azienda non deve più inventare il prodotto: è il <strong>cliente </strong>stesso che lo <strong>crea</strong>, lo <strong>condivide</strong> e lo <strong>sceglie</strong>.</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/09/il_prodotto_di_massa_diventa_p.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Mon, 15 Sep 2008 17:09:24 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Le 4C dello User Generated Value</title>
         <description><![CDATA[Lo User Generated Value (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Contenuto_generato_dagli_utenti" target="_blank">UGV</a>) è la creazione di valore da parte degli utenti, 
ad esempio con la <strong>partecipazione sociale</strong>, la <strong>condivisione di risorse</strong> o <strong>l'aggregazione di azioni di singoli </strong>per un obiettivo comune. Questa partecipazione è resa possibile grazie alle tecnologie di pubblicazione sempre più intuitive e una connettività ad Internet always on, sempre più diffusa.  
 
<br /><br />Negli ultimi anni le iniziative che sono cresciute maggiormente si sono basate su questo concetto. Senza l'aiuto degli utenti nessuna società può pensare, infatti, di fare concorrenza alla più grande televisione del mondo (<a href="http://it.youtube.com/" target="_blank">Youtube</a>), album fotografico (<a href="http://www.flickr.com/" target="_blank">Flickr</a>) o enciclopedia (<a href="http://www.wikipedia.org/" target="_blank">Wikipedia</a>).

 

<br /><br />Per capire questo fenomeno Casaleggio Associati ha sviluppato una classificazione delle iniziative in quattro aree a seconda della finalità delle iniziative: <b>coinvolgere</b>, <b>condividere</b>, <b>creare</b>, <b>connettere</b>.<br /><br /> 
<table width="100%" cellpadding="0" cellspacing="0">
  <tbody>
    <tr>
      <th  style="border:1px #cccccc solid; background:#dedede; padding:5px;" width="99" valign="top" scope="row"><div align="left"> <b><font style="font-size: 1.25em;"> Coinvolgere</font></b> </div></th>
      <td  style="border:1px #cccccc solid; background:#dedede; padding:5px;" width="312" valign="top" class="Stile5">Le persone possono convergere verso un obiettivo comune. (Meetup, <a href="http://barcamp.org/"target="_blank">Barcamp</a>, Acquisti di gruppo,...).
      <p>&nbsp;</p></td>
      <td  style="border:1px #cccccc solid; background:#dedede; padding:5px;" width="309" valign="top"><span class="Stile4"><em><u>Esempio:</u></em> <strong><a href="http://www.meetup.com/" target="_blank">Meetup</a></strong> permette di organizzarsi e   trovarsi in un luogo fisico per discutere di un tema specifico.&nbsp; </span>
          <p class="Stile4"><em><u>Impatto:</u></em> Le persone possono   ritrovarsi in gruppi con obiettivi comuni, sia a livello locale che su scala   mondiale.&nbsp;</p></td>
    </tr>
    <tr>
      <th  style="border:1px #cccccc solid; background:#dedede; padding:5px;" valign="top" scope="row"><div class="Stile9 Stile7" align="left"><b><font style="font-size: 1.25em;">Condividere</font></b></div></th>
      <td  style="border:1px #cccccc solid; background:#dedede; padding:5px;" align="left" valign="top"><span class="Stile4">Gli utenti dispongono di strumenti che, in maniera semplice e  immediata, consentono di diffondere contenuti liberamente (Flickr, Del.icio.us, eMule, <a href="http://www.lastfm.it/" target="_blank">LastFm</a>). </span></td>
      <td  style="border:1px #cccccc solid; background:#dedede; padding:5px;" valign="top"><em><u>Esempio:</u></em> <strong><a href="<a href="https://secure.delicious.com/login" target="_blank">Del.icio.us</a></strong> permette alle persone di   condividere link a pagine web di interesse. Nel sito è possibile trovare link di   interesse per particolari argomenti.&nbsp;
          <p><em><u>Impatto:</u></em> La condivisione spontanea consente di diffondere il contenuto   dell'iniziativa.&nbsp;</p></td>
    </tr>
    <tr>
      <th  style="border:1px #cccccc solid; background:#dedede; padding:5px;" valign="top" scope="row"><b><font style="font-size: 1.25em;">Creare</font></b> </th>
      <td  style="border:1px #cccccc solid; background:#dedede; padding:5px;" valign="top"><span class="Stile4">L'utente dispone di strumenti e funzionalità per creare contenuti </span></td>
      <td  style="border:1px #cccccc solid; background:#dedede; padding:5px;" valign="top"><em><u>Esempio:</u></em> <strong><a href="http://www.wikipedia.org/" target="_blank"">Wikipedia</a></strong> è la più completa   enciclopedia disponibile al mondo grazie alla partecipazione attiva di milioni   di persone che hanno contribuito a scriverla e correggerla.&nbsp;
          <p><em><u>Impatto:</u></em> Gli utenti partecipano alla creazione del servizio. L'insieme delle azioni dei   singoli utenti crea il valore per l'intero sistema&nbsp;.&nbsp;</p></td>
    </tr>
    <tr>
      <th  style="border:1px #cccccc solid; background:#dedede; padding:5px;" valign="top" scope="row"><div class="Stile9 Stile7" align="left"><b><font style="font-size: 1.25em;">Connettere</font></b></div></th>
      <td  style="border:1px #cccccc solid; background:#dedede; padding:5px;" valign="top" ><span class="Stile4">Gli utenti possono trovare persone con interessi affini e relazionarsi con loro</span></td>
      <td  style="border:1px #cccccc solid; background:#dedede; padding:5px;" valign="top" ><em><u>Esempio:</u></em> <strong><a href="http://www.linkedin.com/" target="_blank">Linkedin</a></strong> permette alle persone di   iscriversi con il proprio profilo professionale e di trovare altre persone con   interessi simili.&nbsp;
          <p><em><u>Impatto:</u></em>&nbsp; Le persone possono raggiungere e comunicare   con persone con interessi comuni&nbsp;.&nbsp;</p></td>
    </tr>
  </tbody>
</table>

]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/09/le_4c_dello_user_generated_val.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Mon, 01 Sep 2008 14:19:08 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>La personalizzazione dei francobolli</title>
         <description><![CDATA[<p>I servizi postali di tutto il mondo stanno pensando a come rendere profittevole la loro presenza on line. La novità più recente è la <strong>personalizzazione dei francobolli</strong>. In <a href="http://www.post.at/eshop/meinemarke/" target="_blank">Austria</a>, <a href="http://pstamps.auspost.com.au/index_wf.html" target="_blank">Australia</a>, <a href="http://www.picturepostage.ca/" target="_blank">Canada</a>, <a href="http://www.filahome-stamps.com/stamps/0605-personalized-stamp.htm" target="_blank">Finlandia</a>, <a href="http://montimbramoi.laposte.fr/" target="_blank">Francia</a>, <a href="https://www.plusbrief-individuell.de/" target="_blank">Germania</a>, <a href="http://www.di2.nu/200608/22a.htm" target="_blank">Giappone</a>, <a href="http://www.royalmail.com/" target="_blank">Gran Bretagna</a>, <a href="http://www.filahome-stamps.com/stamps/0605-personalized-luxembourg-stamps.htm" target="_blank">Lussemburgo</a>, <a href="http://www.pos.com.my/v1/?c=/v1/philately/guidelines.htm" target="_blank">Malesia</a>, <a href="http://www.tpgpost.nl/voorthuis/postzegels_en_kaarten/persoonlijk_postzegels_maken/index.jsp" target="_blank">Olanda</a>, <a href="http://www.stamp.kiev.ua/eng/vlasna/" target="_blank">Ucraina</a>, Stati Uniti (<a href="http://photo.stamps.com/" target="_blank">1</a>, <a href="http://www.zazzle.com/product/172579849074566803?idx=16&amp;dt=hunting&amp;request=productSearch&amp;term=hunting&amp;page=1&amp;numRecsPerpage=20&amp;sortBy=date_created&amp;sortOrder=desc&amp;sortPeriod=0&amp;zidCategoryId=0&amp;maturity=1&amp;zidContributorId=0&amp;zcdProductType=172" target="_blank">2</a>) è possibile comprare francobolli personalizzati con la propria immagine ed utilizzarli per spedire la propria corrispondenza. In media un francobollo personalizzato ha un prezzo doppio rispetto al valore impresso, permettendo buoni margini per i servizi postali.<br />
  Le foto inserite sui francobolli, dai dati statunitensi, sono in gran parte di neonati e bambini (40%), un quarto raffiguranti persone adulte, ed il 10% animali domestici.&nbsp;I campi di applicazione&nbsp;si stanno però moltiplicando: dagli utilizzi aziendali a quelli per <a href="http://www.zazzle.com/jennkesse_missing_help_bring_her_home_www_postage-172406206386525353?dt=orlando&amp;idx=2&amp;maturity=2&amp;numRecsPerpage=20&amp;page=1&amp;request=productSearch&amp;sortBy=date_created&amp;sortOrder=desc&amp;sortPeriod=0&amp;term=orlando&amp;zcdProductType=172&amp;zidCategoryId=0&amp;zidContributorId=0" target="_blank">segnalare persone scomparse</a>. </p>
<p>Per stimolare l'utilizzo del servizio sono stati creati <a href="http://www.photo.stamps.com/Store/photocontest/" target="_blank">concorsi</a> per le immagini più belle e come tutte le idee alcuni cercano di <a href="http://www.wipo.int/pctdb/en/wo.jsp?IA=US1996016369&amp;DISPLAY=DESC" target="_blank">brevettarle</a>. </p>
]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/07/personalizzazione_francobolli.php</link>
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         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Fri, 18 Jul 2008 15:28:23 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>La logistica innovativa dell&apos;e-commerce</title>
         <description><![CDATA[<p>La logistica è la chiave di volta dell'e-commerce. In Italia tutti i settori che non devono gestirla crescono di oltre il 60% e rappresentano ormai la maggior parte del fatturato <a href="http://www.casaleggio.it/ecommerce/" target="_blank" >e-commerce italiano</a>. I settori che invece devono consegnare i beni fisicamente al cliente devono trovare mezzi per gestire il problema. <br />
 <br />
Negli Stati Uniti una società on line ha superato lo scorso anno un'intera catena distributiva per numero di punti di ritiro grazie ad un ripensamento della logistica del settore. Redbox, società controllata da Mc Donald's Ventures, ha focalizzato la propria strategia sulla distribuzione dei prodotti tramite totem per cercare di porre rimedio ad uno dei più grandi problemi dell'e-commerce: <strong>la logistica</strong>. La società possiede più di <strong>8 mila colonnine self-service per l'affitto dei DVD</strong>, dislocati prevalentemente nei Mc Donald's, nei ristoranti e nei supermercati.  Ogni totem contiene 550 DVD di cui circa 40 sono nuove uscite.<br />
Da ottobre 2006, su <a href="http://www.redbox.com/home.aspx" target="_blank" >www.redbox.com</a> il cliente può ricercare il totem a lui più vicino, ordinare il film preferito e ritirare il DVD presso il totem prescelto entro le ore 19 del giorno successivo. Il costo del servizio è di 1 dollaro al giorno e la riconsegna del DVD può essere effettuata presso uno qualunque dei Redbox, attivi 24 ore al giorno per 7 giorni a settimana. A dimostrazione del successo dell'iniziativa <strong>Redbox nel 2007 ha superato Blockbuster</strong> per numero di punti di ritiro e consegna.<br />
In Belgio la società Kiala ha ideato un modo per ovviare al problema più costoso della logistica dell'e-commerce: l'ultimo miglio di strada per arrivare a casa del cliente. Il modello di business di Kiala si basa su una rete di punti di distribuzione sul territorio per permettere al cliente il ritiro di beni ordinati on line come supermercati di quartiere, tabaccai, e altri negozi con orari d'apertura prolungati dove è possibile ritirare il prodotto, pagarlo e restituirlo in caso di problemi. <a href="http://www.kiala.be/" target="_blank" >Kiala</a> è un caso di successo tra le societa' di distribuzione di prodotti on line ed oggi gestisce circa 80.000 spedizioni al giorno dal Belgio, Lussemburgo, Francia, Olanda e Gran Bretagna. </p>

<p>Riuscire a gestire il problema logistico in modo alternativo può quindi rappresentare un'importante opportunità di crescita per le aziende di e-commerce fisico.</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/07/la_logistica_innovativa_dellec.php</link>
         <guid>http://www.casaleggio.it/2008/07/la_logistica_innovativa_dellec.php</guid>
         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Mon, 07 Jul 2008 16:43:25 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>La nazionalizzazione del navigatore</title>
         <description><![CDATA[<p>I motivi sono diversi: sociali, etici, politici. Il risultato è lo stesso. I singoli Stati stanno ponendo delle <strong>restrizioni all'accesso ad Internet </strong>dei propri cittadini. <strong>Ora anche le aziende</strong> provano a utilizzare la provenienza del visitatore per precludergli alcuni contenuti. </p>

<p>Gli esempi degli Stati sono sempre più conosciuti anche grazie al progetto di ricerca <a href="http://opennet.net/" target="_blank">opennet.net </a>che ha identificato una <a href="http://www.casaleggio.it/mt-static/html/www.macfound.org/atf/cf/%7BB0386CE3-8B29-4162-8098-E466FB856794%7D/ONI_QA_5_18.PDF" target="_blank">forte crescita del numero di Paesi</a> che applica un controllo diretto sulla Rete: oggi circa 40 dai due o tre di pochi anni fa. Tra i nuovi Stati ad utilizzare i filtri ai contenuti per i propri cittadini compare anche l'<a href="http://map.opennet.net/filtering-soc.html" target="_blank">Italia</a> anche se in modo limitato a <a href="http://opennet.net/research/regions/europe" target="_blank">questioni</a> di monopolio statale (ad esempio i <a href="http://www.aams.it/site.php?page=20060213093339750&amp;op=download" target="_blank">1307 siti</a> di scommesse oscurati dagli ISP) o di crimini contro minori.</p>

<p>Gli utenti normali di Internet in Cina non hanno accesso ai <a href="http://newsvote.bbc.co.uk/mpapps/pagetools/print/news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/country_profiles/1287798.stm#media" target="_blank">giornali stranieri</a> o a siti contrari alla politica governativi come quelli sul Tibet. Chi da Cuba cerca siti di informazione politica non in linea con il Governo <a href="http://havanajournal.com/politics/entry/reporters-without-borders-report-on-cuba-limiting-access-to-websites" target="_blank">non sempre riesce ad accedere</a>. In Russia è allo studio la creazione di un'<a href="http://geopolitics.splinder.com/post/15364147/the+Russian+Internet+passes+to" target="_blank">Internet con caratteri cirillici</a> con l'idea di nazionalizzare Internet e staccarla dall'internet US centrico, sul modello cinese.</p>

<p>Alcuni Stati europei hanno anche restrizioni a contenuti per via delle proprie leggi sui contenuti che possono essere divulgati. Ad esempio, ai navigatori tedeschi è <a href="http://digg.com/politics/Flickr_access_censored_in_Germany" target="_blank">oscurata una parte delle immagini</a> presenti su Flickr e <a href="http://opennet.net/blog/2008/06/corporate-social-responsibility" target="_blank">Google ammette</a> di togliere alcuni dei risultati normalmente visualizzati per i navigatori di alcuni Paesi.</p>

<p>Oggi questa<strong> pratica di nazionalizzazione del navigatore </strong>è utilizzata sempre più anche da aziende private per gestire il copyright secondo una logica che ricorda le <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/DVD_region_codes" target="_blank">regioni</a> istituite dalle major per i DVD.<br />
Chi volesse vedere telefilm (legalmente, con pubblicità) dall'Italia su <a href="http://www.hulu.com/" target="_blank">Hulu</a>, il nuovo servizio on line in partnership con NBC, si vedrà il sito bloccato. E anche Youtube ha creato un <a href="http://www.labnol.org/internet/video/youtube-blocked-video-not-available-in-your-country/2680" target="_blank">servizio per inibire la vista</a> di un video secondo la regione di appartenenza.<br />
 <br />
La Rete ha già creato sistemi per aggirare queste limitazioni regionali come <a href="http://psiphon.civisec.org/" target="_blank">Psiphon</a> (un software P2P per collegarsi a conoscenti in zone non filtrate), <a href="http://www.torproject.org/" target="_blank">TOR</a> (sistema P2P che rende anonimo il collegamento) e <a href="http://antioscuramento.com/" target="_blank">altri</a>.</p>

<p><strong>La Rete è l'economia del futuro</strong>. Chi la chiude oggi si vedrà costretto ad aprirla presto.</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/06/la_nazionalizzazione_del_navig.php</link>
         <guid>http://www.casaleggio.it/2008/06/la_nazionalizzazione_del_navig.php</guid>
         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Mon, 23 Jun 2008 18:30:11 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Il futuro dei prodotti: diventare servizi on line</title>
         <description><![CDATA[<p>Il futuro dei prodotti è diventare servizi. Il futuro dei servizi è on line. Il futuro dei servizi on line è inventare nuovi prodotti.</p>

<p>Il computer non è più il sinonimo di Internet perchè i <strong>dispositivi</strong> che utilizziamo <strong>evolvono on line</strong> le loro <strong>funzionalità</strong>. <br />
I migliori servizi on line si trasformano in nuovi prodotti.  <br />
I <strong>prodotti</strong> in Internet utilizzano <strong>informazioni in tempo reale</strong> per <strong>migliorare</strong> il <strong>servizio</strong>.</p>

<p>Il <a href="http://www.tomtom.com/news/category.php?ID=4&amp;NID=241&amp;Language=7" target="_blank">navigatore TomTom</a> visualizza dati del traffico e del meteo per stabilire il miglior percorso, o la posizione dei propri amici per raggiungerli.<br />
La <a href="http://www.apple.com/it/appletv/" target="_blank">Apple TV</a> integra i contenuti della rete come i filmati di YouTube. <br />
Le <a href="http://www.photographyreview.com/wirelesscameracrx.aspx" target="_blank">macchine fotografiche</a> consentono di inserire le proprie foto on line. In fase di lancio i servizi on line di <a href="http://www.beststuff.com/fromthewire/lg-internet-refrigerator-is-at-the-heart-of-the-digital-home-network.html" target="_blank">frigoriferi</a>, <a href="http://www.engadget.com/2005/03/03/lg-lifestyle-mg-5682nl-internet-ready-microwave-oven/" target="_blank">forni a microonde</a>, e <a href="http://www.reviewsonline.com/articles/981056056.HTM" target="_blank">lavatrici</a>.</p>

<p>I servizi on line si evolvono in prodotti per <strong>aumentare</strong> il loro<strong> bacino di utilizzatori</strong> e le <strong>occasioni d'uso</strong>. </p>

<p>Il lettore <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Amazon_Kindle" target="_blank">Kindle</a> di Amazon permette di acquistare e leggere i libri in vendita nella libreria on line. I <a href="http://www.skype.com/intl/it/allfeatures/wifiphones/" target="_blank">telefonini di Skype</a>  sono un'alternativa al cellulare per le chiamate internazionali dagli uffici.<br />
Google ha annunciato per il 2008 il rilascio di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Android_%28mobile_phone_platform%29" target="_blank">Gphone</a> che darà un nuovo punto di ingresso a tutti i servizi di Google.</p>

<p>Le <strong>iniziative</strong> più profittevoli <strong>inventano nuovi mercati</strong>, secondo la<br /><a href="http://www.casaleggio.it/media/libri/blue-ocean-strategy.php" target="_blank">"Blue ocean strategy" </a>: creare mercati nuovi <strong>senza concorrenti</strong>. <br />
L'esempio più famoso è Apple che con l'invenzione dell'Ipod ha creato un business on line "accessorio" di circa <a href="http://www.macrumors.com/2006/05/15/apple-music-revenue-to-grow-to-us-15-billion-by-2010-microsoft-mtv-urge-beta/" target="_blank">15 miliardi </a>di dollari previsti per il 2010.</p><p><br /></p>

]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/06/il_futuro_dei_prodotti_diventa.php</link>
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         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Wed, 11 Jun 2008 09:31:42 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>La fine della stampa come la conosciamo</title>
         <description><![CDATA[<blockquote>
"Non è la razza più forte che sopravvive, nè la più intelligente, ma la più rapida ad adattarsi ai cambiamenti" 
<br><div align="right"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin" target="_blank">Charles Darwin</a></div></blockquote>
<p>Secondo lo stesso principio è interessante capire la storia del giornale più longevo della storia edito in modo continuo:<a href="https://poit.bolagsverket.se/KPNPublikWeb/" target="_blank"> Post-och Inrikes Tidningar</a>, il settimanale svedese fondato nel 1645 dalla Regina Christina. All'epoca tutti i postini del regno dovevano inviare rapporti sulle informazioni di cui venivano a conoscenza e il giornale veniva poi appeso in tutte le bacheche pubbliche. Nel 1791 si iniziò a distribuirlo stampato e rimase il primo giornale della Svezia fino alla fine del 1800. <br />Dal primo gennaio 2007 il giornale è solo disponibile on line: i costi della stampa e della spedizione non erano più sostenibili (non a caso molti giornali chiedono contributi pubblici per la stampa). </p>
<p><strong>Internet permette </strong>di <strong>informare</strong> molte più delle mille persone che acquistavano il giornale ad un <strong>costo</strong> molto più <strong>contenuto</strong>. <br />Oggi i giornali discutono al <a href="http://www.wangoteborg2008.com/articles.php?id=66" target="_blank">World Newspaper Congress</a> a Göteborg in Svezia su come sopravvivere, chi lo ha fatto attraverso quattro secoli ha abbracciato le innovazioni ogni volta sfruttando le loro potenzialità: dal servizio postale, alla stampa a internet. </p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/05/non_e_la_razza_piu.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Mon, 26 May 2008 17:52:48 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>La moltiplicazione delle risorse</title>
         <description><![CDATA[<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Network_theory" target="_blank">La Teoria delle Reti&nbsp;</a> propone sempre la medesima soluzione se le risorse non sono sufficienti: <b>moltiplicare i punti di propagazione</b>.<br /><br /><a href="http://setiathome.berkeley.edu/" target="_blank">SETI@home</a> (Search for Extraterrestial Intellingence) il più grande sistema di interpretazioni dati dallo spazio è stato creato con l'obiettivo di moltiplicare la capacità elaborative. I volontari concedono l'utilizzo dei propri computer nei momenti di non utilizzo. Oltre cinque milioni di persone hanno aderito dal 1999, creando di fatto un supercomputer. Nessuna conversazione aliena è stata per ora intercettata.<br /><br />L'accordo tra il comune di <a href="http://www.sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/c/a/2008/05/13/BU4P10LOTN.DTL&amp;t" target="_blank">San Francisco ed Earthlink</a> per coprire la città in wi-fi si è dimostrato non sostenibile visti gli oltre 14 milioni di dollari necessari al progetto. <br />A proporre una soluzione è stata la società <a href="http://meraki.com/" target="_blank">Meraki</a> che ha già coperto il 10% della città con dei piccoli <b>ripetitori distribuiti nelle case</b> di cittadini che hanno aderito all'iniziativa. Ogni ripetitore, detto Meraki Mini, distribuisce il <b>segnale preso da varie linee DSL</b>, ognuna delle quali <b>serve cento persone</b>. <br /><a href="http://www.fon.com/it" target="_blank">FON</a> ha un modello simile, con trasmettitori non collegati tra loro. Se il segnale di una Fonera (il router installato) è occupato bisogna collegarsi ad un'altro, ed in ogni caso ogni Fonera deve essere collegata ad una linea DSL. Meraki permette di compensare le richieste utilizzando le linee meno cariche, creando di fatto una rete simile a Internet. Google ha già investito in Meraki. <br />]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2008/05/la_moltiplicazione_delle_risor.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Fri, 16 May 2008 15:06:25 +0100</pubDate>
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         <title>E-commerce in Italia</title>
         <description><![CDATA[<p>Il fatturato on line nel 2007 è stato di 4,9 miliardi di euro in Italia su 210 in Europa. La crescita del 42% è quindi da considerarsi ancora modesta e non sufficiente a raggiungere la nostra la diffusione che sta avendo in tutto il resto d'Europa.  Durante il convegno tenutosi lo scorso 5 marzo sono stati discussi i motivi di questo ritardo, ma anche gli esempi di successo in Italia che dimostrano come il mercato sia ricettivo già oggi e che le aziende che stanno investendo i modelli di business sostenibili riescono ad ottenere grandi ritorni. </p>

<div align="right"><a href="http://www.casaleggio.it/pubblicazioni/focus/Focus_e-commerce_2008_3.3.pdf">Scarica il Focus</a></div>]]></description>
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         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Mon, 12 May 2008 14:00:06 +0100</pubDate>
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         <title>Davide Casaleggio</title>
         <description><![CDATA[<strong>Socio Fondatore.</strong> E' specializzato nella definizione di modelli di business on line, nell'impiego aziendale della Teoria delle Reti e del social network, e nel marketing on line. 
Su questi temi ha sviluppato diverse ricerche settoriali e tiene docenze e seminari. E' autore del libro "I modelli dell'e-business" (Tecniche Nuove) e del libro in uscita "Tu sei Rete" (Casaleggio Associati). ]]></description>
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         <category>biografia</category>
         <pubDate>Mon, 01 Oct 2007 17:02:12 +0100</pubDate>
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