La triade che cambierà l'economia on line

30 Ottobre 2009

Tre fattori stanno cambiando l'economia on line. La discesa continua e veloce (-30% l'anno) di tre costi alla base di qualunque iniziativa in Rete sta per aprire mercati che oggi sono ancora anti economici.
Alcuni stanno adottando modelli di business in perdita per acquisire posizioni di mercato per quando il bilancio sarà profittevole. Un fenomeno che Kevin Kelly chiama "anticipare l'economicità".

I tre elementi che stanno determinando una rivoluzione nell'economia della Rete sono:


  1. Elaborazione. Rispettando da decenni una legge che sembra ormai di natura, la legge di Moore, il costo dei processori si dimezza ogni due anni a parità di capacità di elaborazione.

  2. Banda. Il costo di banda scende del 30% l'anno e il suo utilizzo nel mondo aumenta del 60% annuo.

  3. Memoria. Nel 1980 un giga costava 193mila dollari, oggi costa 7 centesimi e continua a scendere (basta vedere quanto variano in fretta i prezzi delle chiavette usb).

In passato questo modello è già stato adottato, non senza rischi:
"Nei primi anni Sessanta la Fairchild Semiconductor vendeva all'esercito uno dei primi transistor, chiamato 1211. Per produrre un transistor servivano 100 dollari; la Faichild voleva vendere il transistor alla RCA perché lo usasse nel nuovo sintetizzatore UHF per la televisione. All'epoca la RCA usava tubi catodici tradizionali, che costavano 1,05 dollari l'uno. [...] I fondatori della Fairchild sapevano che con l'aumento del volume di produzione il costo dei transistor sarebbe calato rapidamente. Quindi [...] misero in vendita il 1211 a 1,05 dollari già dall'inizio, prima ancora di scoprire come produrlo a così poco prezzo. "Vendevamo nel futuro". [...] Si accaparrarono il 90 percento del mercato. Due anni dopo raggiunsero i 50 centesimi ed il profitto." ('Gratis', Chris Anderson, ed. Rizzoli 2009)

Oggi molte società con capitali alle spalle stanno provando a seguire la stessa strategia. Ad esempio YouTube sta oggi perdendo tra i sol174 milioni di dollari ed i 470 milioni di dollari l'anno. La speranza di Google (proprietaria di YouTube) è di rientrare dall'investimento con la discesa repentina dei costi che dovrebbero pareggiare i ricavi nel 2011. La strategia dell'anticipare l'economicità è però molto rischiosa e molte società non hanno indovinato i tempi corretti o non hanno capitali sufficienti per resistere il periodo di discesa dei prezzi.


Postato da Davide Casaleggio in E-commerce


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