Il
copyleft è esattamente l'opposto del
copyright, quindi del diritto d'autore, anche a livello grafico è riportato una "C" rovesciata .
Un testo accompagnato con questa simbologia può essere
usato,
modficato e
distribuito senza alcuna
restrizione da chiunque.
Esistono delle varianti del copyleft che sono una via di mezzo rispetto al copyright e al copyleft, la più diffusa è chiamata Creative Commons, disponibile dalla fine del 2003 anche sui siti italiani.
Le licenze
Creative Commons consentono di utilizzare il materiale disponibile nel sito con poche restrizioni che riguardano la citazione dell'autore, la non utilizzabilità per fini commerciali e la non modifica del contenuto.
In rete i simboli del copyleft e le Creative Commons
garantiscono il navigatore, nel senso che se si incontrano questi simboli all'interno di un sito, si sa che è possibile utilizzare tutto il contenuto senza restrizioni.
Il copyright esiste dall'inizio del settecento, fu introdotto con un testo chiamato
Statuto di Anna, l'allora reggente del Regno Unito. In realtà, il problema del copyright era nato quasi trecento anni prima, con l'introduzione del carattere della stampa mobile, in particolare con
Gutenberg, che provocò la distribuzione del sapere, che fino ad allora non era disponibile quasi a nessuno, ed impose la regolamentazione del sapere stesso.
Lo Statuto di Anna introdusse un paio di concetti che ci hanno accompagnato fino ad oggi, la
proprietà dell'autore e la validità temporale di questo diritto d'autore, in particolare lo
Statuto di Anna portò questo
tempo a 14 anni.
Internet ha
messo in discussione queste leggi che grosso modo non sono variate nei trecento anni che ci separano dallo Statuto di Anna.
ll software libero inventato da
Stallmann che creò il celebre
GNU-manifesto, in cui propugnava le proprie tesi, era antesignano del copyleft e quindi della possibilità di utilizzare un software senza doverlo pagare scaricandolo dalla Rete.
Linux è sicuramente una delle evoluzioni più importanti di questa impostazione di Stallmann e a sua volta deriva da
Unix, il primo sistema operativo costruito nelle Università americane.
Si può dire quindi che
open source e copyleft sono figli della stessa filosofia.
Per quanto riguarda il mondo fisico il prodotto più celebre che fu inventato come provocazione da una società canadese di
collaborative software si chiamava
Open cola, una lattina color argento che riportava il sito. Chi si collegava al sito poteva rilevare la composizione di questa bevanda simile ad altre bevande che finiscono per cola e riprodurla liberamente senza chiedere nulla a nessuno, questa impostazione può essere applicata a qualunque cosa, anche ad un farmaco. Se infatti venisse scoperto un farmaco per una malattia incurabile e si volesse rendere disponibile a tutti in Rete, questo sarebbe un copyleft che potremmo definire sociale.
Sull'evoluzione del copyleft ci sono numerosi pensatori, uno di questi
è
Lessig che ha scritto alcuni libri, in particolare uno intitolato
"Free Culture" in cui
delinea lo
scontro tra le
forze economiche e la diffusione della
conoscenza libera.
Le
prospettive che si possono aprire con il copyleft sono una situazione sempre più di
conflitto tra un'
economia basata sul copyright e la
possibilità che la
Rete dà in realtà di
applicare il copyleft, se un' informazione viene resa pubblica in Rete in qualche modo non è più controllabile.