Gianroberto Casaleggio

Gianroberto Casaleggio Presidente di Casaleggio Associati. In precedenza ha ricoperto ruoli di amministratore delegato, presidente e consigliere delegato in società con forte indirizzo tecnologico. E' autore dei libri "Il web è morto, viva il web" (Pro Sources), "Movie Bullets" (IlSole24ore), " WebDixit" (IlSole24ore) e "Web ergo sum" (Sperling & Kupfer). Scrive regolarmente sui giornali di temi legati alla Rete.


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10 Marzo 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

L'Economia dell'attenzione


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

L'economia dell'attenzione o attention economy è un concetto che risale almeno all'inizio degli anni '70, quando fu completamente descritto da Herbert Simon, l'attenzione in questo caso è vista come una risorsa preziosa in una situazione in cui l'overload d'informazioni, di pubblicità tende a sommergere chi la acquisisce e quindi il tempo che ha a disposizione diventa sempre meno rispetto all'informazione, alla pubblicità in particolare per la pubblicità si fa riferimento agli anni 70, che gli viene proposta.
In rete il numero di siti di news è superiore a qualsiasi possibilità umana di consultazione e aumenta costantemente, quali caratteristiche deve avere un blog o un giornale per attirare l'attenzione on line da parte di chi ha migliaia, se non centinaia di migliaia di proposte alternative? Una ricerca recente di pochi giorni fa della società Pew Internet sulla lettura di news on line ha fornito alcune risposte, Pew innanzitutto ha rilevato che Internet ha superato per popolarità ormai sia i giornali che la radio.
Infatti il 78% degli americani cerca ancora le informazioni sulle televisioni locali, il 70% sui network nazionali come la Cbs o la CNN e subito dopo però viene Internet con il 61% del totale, considerando che poi è seguita da giornali e dalle radio.
L'informazione on line è sempre più diffusa grazie soprattutto a tre fattori, con il mobile si può accedere sempre all'informazione in qualunque momento della nostra giornata, la personalizzazione delle notizie, si possono profilare le fonti d'informazione e quindi accedere a notizie, categorie o anche aree informative che sono profilate sui nostri interessi e infine la partecipazione, possiamo inserire nostri contenuti a un'informazione già presente in rete e renderla più importante, più ricca. L'informazione cercata on line e off line, in particolare queste due aree si stanno sempre più integrando, infatti durante una giornata tipica, ben il 59% degli americani legge informazioni sia on line che off line, il 38% solo off line, quindi solo giornali o altri media tradizionali e l'1% solo on line.
Internet quindi è utilizzato prevalentemente insieme alla consultazione dei media tradizionali. I lettori dell'on line sono in prevalenza giovani e il 68% è sotto l'età dei 50 anni. Gli argomenti di maggiore interesse sono il tempo atmosferico l'81%, gli eventi nazionali il 73%, salute e medicina 66% e finanza e business per il 62%. La rete è un universo in cui competere per l'attenzione è molto complesso, difficile, chi sta oggi vincendo questa gara per attirare i navigatori presso i propri siti? In assoluto sono i portali, i portali come Google News e AOL che sono i più visitati con il 56% dei navigatori seguiti dalle televisioni con il 46%, dai siti specializzati poi con determinati argomenti come politica, salute e sport e infine i siti dei giornali.
In questa classifica compaiono anche i blog legati a una singola persona, ma ottengono soltanto l'11% dei contatti.
L'informazione on line per essere appetibile e quindi per attirare l'attenzione deve essere aggiornata, fruibile in modo veloce e di qualità elevata. Cosa cerca chi accede on line nell'informazione? Soprattutto link, quindi sia collegamenti di approfondimento che riferiti alle fonti citate all'interno della news o dell'articolo: un accesso semplice a informazioni multiple sottoforma di portale, quindi per esempio Google News in cui posso vedere tutte le informazioni che sono state riportate su categorie di argomenti e sceglierne, selezionarne una o più; sono cercati anche i contenuti multimediali e quindi la possibilità di avere un'informazione completa sotto forma di foto, video e non soltanto testuale e infine la personalizzazione delle proprie news.
A queste caratteristiche va aggiunta l'affidabilità dell'informazione, infatti in rete non si può mentire o dare informazioni di parte e mantenere nel tempo sia l'audience che l'attenzione. L'economia dell'attenzione in rete è basata anche sulla verità.


3 Marzo 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

I teenager e Internet


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Le modalità di utilizzo di Internet dipendono dalle fasce di età, questo è testimoniato da un recente studio della società Pew Internet dal titolo "Social Media e Mobile Use" le percentuali di uso della rete sono da sempre molto diverse tra le diverse fasce di età, in particolare il 93% delle persone fino ai 29 anni statunitensi utilizzano la rete regolarmente, questa percentuale diminuisce aumentando l'età fino a arrivare al 38% per le persone sopra i 65 anni, è importante notare che nonostante la concentrazione di uso della rete sia prevalentemente nelle fasce giovani, anche le cosiddette persone anziane sopra i 65 anni, negli ultimi 10 anni hanno raddoppiato l'utilizzo della rete.
I teenager comunicano attraverso i blog, molto meno rispetto al passato, nel 2006 erano il 28% e oggi sono soltanto 14%, si stanno praticamente estinguendo nella cosiddetta "blogosfera", i giovani si sono spostati in massa verso i social network e i blog personali che venivano utilizzati all'inizio della loro comparsa in rete, soprattutto per interagire con amici e conoscenti, stanno scomparendo.
Il 73% dei giovani considera i social network il principale strumento di comunicazione on line contro il 65% del 2006, sopra i 30 anni però questo gradimento crolla e va al 40%, sopra i 30 anni il network più usato è comunque facebook esattamente come per giovani e seguono poi Mypace e LinkedIn, è interessante che chi è presente su un social network lo è sempre più frequentemente anche su altri social network, quindi con diversi profili in più social network .
Cosa succede per i teenager rispetto alla rete? Stanno cambiando il loro comportamento in funzione dei nuovi strumenti che gli vengono offerti, in particolare i social network. Dal 2006 i teenager inviano sempre meno mail a gruppi di persone che sono scese dal 61 al 50%, commentano sempre meno nei blog, la percentuale è scesa dal 76 al 52% e inviano sempre meno mail private con un crollo dall'82 al 66%, sono invece in aumento per i teenager l'invio di instant message che sono passati al 58% e i commenti sulle apposite aree di social network dette comunemente wall che sono arrivati fino all'86%, quindi i giovani stanno abbandonando la cosiddetta blogosfera per la proposizione di commenti e l'inserimento dei propri post e stanno migrando verso i cosiddetti social network, Facebook in particolare.
Gli adulti invece sono in controtendenza, in quanto commentano più di prima nel blog, sono passati da una media del 22% del 2007, al 26% dello scorso anno.
Quello che vale per i blog e vale per i social network, quindi questa frattura tra giovani e adulti, vale anche per Twitter che è lo strumento dei microblogging che consente di ricevere brevi messaggi in tempo reale, una volta che questi vengono pubblicati in una certa area. La percentuale di utenti è anche qui sbilanciata verso i teenager pur senza le percentuali del social network. Il 37% dei ragazzi infatti twitta, (cinguetta in italiano) contro solo il 22% di chi ha più di 30 anni. I social network permettono una comunicazione veloce con un gruppo di persone conosciute, la scrittura di un post o di un commento in un blog richiede invece tempo e attenzione. Un messaggio su Facebook è immediato, i teenager vogliono leggere e scrivere in pochi secondi e non in minuti.
Usano i social network come spazi di comunicazione, ma soprattutto come spazi di relazione, Internet è per loro un fast food della comunicazione, il futuro di Internet è il mobile e oggi il mobile Internet è utilizzato in prevalenza dai teenager e anche dai cosiddetti giovani - adulti, quindi fino ai 29 anni per l'81%, contro il 57% medio delle età maggiori e il mobile è dimostrato, dove è molto diffuso come in Giappone, trascina l'utilizzo dei social network .
La velocità di accesso e di consumo dei contenuti della rete, è quindi il dato più importante che emerge nel comportamento dei teenager rispetto alle fasce superiori di età, in questo quindi si sta manifestando una frattura, un divide, esattamente come il digital divide per cui in alcuni Stati Internet è diffuso e in altri non ancora o non sufficientemente come in Italia, questo è un altro tipo di divide, è un divide che opera nell'ambito degli spazi della rete e che separa il comportamento, l'accesso, la fruizione dei contenuti in funzione dell'età, in questo Internet tende ad assomigliare sempre più alla realtà.

24 Febbraio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Il mobile nel 2012


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Le applicazioni di mobile Internet stanno sempre più acquisendo una dimensione da un punto di vista del mercato importante, si presume che entro 5, 10 anni soppianteranno dal punto di vista dei volumi attuali di business l'attuale mercato di Internet in termini quindi di maggiori dimensioni.
Il mobile ha avuto molte valutazioni da parte di società del settore, una recente è quella di Gartner che ha fatto una valutazione sulle prime 10 aree d'interesse del mobile nei prossimi anni, da qui al 2012, la prima area in termini d'interesse è la cosiddetta money transfer, quindi la possibilità di trasferire, attraverso un device mobile, qualunque somma di denaro a terzi, la seconda sono le applicazioni basate sulla nostra posizione fisica che sono dette Lbs (location based services) che avranno una diffusione esponenziale.
Gartner prevede una crescita della base utenti attuale che è di 96 milioni del 2009, a 526 milioni del 2012, le applicazioni legate alla nostra posizione, vengono oggi associate al social network per condividere la nostra posizione con quella di amici o di conoscenti, esistono applicazioni già popolari come Loopt e Foursquare che danno questa possibilità.
La terza è la ricerca, quindi motori di ricerca in funzione della fruizione mobile che potrebbe far emergere nuovi player, oltre a quelli attuali quindi Google e Yahoo a oggi è solo all'inizio, con esempi come Taptu che è utilizzato per la sua velocità e per la condivisione immediata dei risultati con i social network. Vi sono poi i browser per la navigazione mobile che saranno browser circa diversi da quelli attuali, per esempio Chrome è un browser comunemente utilizzato, mentre nel mobile già oggi si usa un browser su l'Iphone chiamato Safari, i browser quindi saranno sempre più sviluppati ad hoc per il mobile e si presume che nel 2012 l'80 % dei device mobili avranno al loro interno un browser mobile, quindi disegnato appositamente.
Vi sono poi come scenari futuri la possibilità di monitorare aspetti legati alla salute a distanza, in particolare in aree lontane da località abitate oppure per popolazioni anziane che hanno difficoltà a spostarsi, quindi a raggiungere luoghi in cui possono essere assistiti. Queste applicazioni avranno una larga diffusione in ambito soprattutto ospedaliero e ridurranno, drasticamente le spese legate all'assistenza sanitaria. Vi sono poi le nuove applicazioni legate al pagamento della mobilità, può essere considerata quest'area di applicazione un'area che sostituirà le carte di credito attuali e altre modalità di pagamento anche più primitive.
La settima infine è l'utilizzo della tecnologia cosiddetta Nfc, che sta per Near Field Communication, quindi la possibilità di avvicinare il nostro Iphone, il nostro device mobile a un altro oggetto intelligente e trasferire informazioni da uno all'altro, alla distanza oggi normalmente di 10 centimetri. Questo consente quindi di avvicinarsi a chioschi elettronici, acquisire giochi, prenotazioni presso un teatro o un cinema e registrarsi, acquisire anche biglietti di viaggio per aerei o per treni, è interessante che all'interno di questa tecnologia Nfc, c'è già una sperimentazione che partirà ben presto a Milano per la bigliettazione elettronica nell'ambito dei biglietti dell'autobus e della metropolitana.
La pubblicità on line crescerà e sarà uno dei segmenti più importanti dal punto di vista economico ed è l'ottava area considerata da Gartner, in questo caso i numeri sono molto rilevanti, si pensa di arrivare nel 2012 alla cifra di 7,5 miliardi di dollari, considerando che oggi siamo a poco più di 600/700 milioni di dollari.
Infine un'altra area considerata da Gartner è quella della musica on line, quindi di acquisire musica in movimento da fonti diverse, sia in termini di download sia in termini di ascolto. Sandy Shen che è una delle autrici di questo rapporto di Gartner, ha introdotto un concetto nuovo, quello di ecosistema, quindi la possibilità di creare delle applicazioni mobile in funzione del contesto in cui l'utente si trova in un determinato momento, in questo contesto oggi si suppone che il numero di applicazioni saranno limitate e diventeranno quindi delle vere e proprie killer application e saranno legate tra loro nell'utilizzo, si presume che il numero massimo in un determinato contesto quindi ecosistema di applicazione in mobile, sia limitato, secondo Sandy Shen, non superiore a cinque.

18 Febbraio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

La Rete intorno a noi


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La realtà aumentata, quindi la realtà arricchita da componenti create con i computer e da anni ormai disponibile in rete, quindi accessibile con l'Iphone o con Android o con altri device mobili, ha ogni anno i suoi oscar.
L'ultimo è stato rilasciato nel dicembre 2009 ed è attribuito dalla Società Augmented Planet, in particolare le migliori applicazioni sono state premiate per la navigabilità all'interno delle città, c'è per esempio tutta una classe di applicazioni che consentono, in funzione della destinazione di sapere nelle principali città del mondo, qual è la più vicina stazione del metrò e il tempo di percorrenza, la società in questione chiama Acrossair, è stato poi premiato il miglior browser, in questo caso però è un navigatore della realtà, non un navigatore della rete e questo browser si chiama Wikitude, ci consente di conoscere la realtà mentre la percorriamo, poi è stato premiato anche un video come miglior demo della realtà aumentata che si chiama "We are Autobots".
Oggi parlerò di Wikitude, è stato premiato come miglior navigatore della realtà ed è disponibile su device mobili che posseggono una bussola, quindi che possono essere orientati mentre noi guardiamo attraverso questi device la realtà circostante. In particolare l'applicazione Wikitude è utilizzabile con l'Iphone di Apple e Android di Google. Wikitude fornisce informazioni sulla realtà circostante attraverso lo schermo del device e i dati sono inseriti continuamente da chiunque faccia parte della comunità di Wikitude, che si chiama Wikitude.me, noi ci troviamo in questo momento nei giardini pubblici di Milano e quindi potremmo avere dei giardini pubblici di Milano tutte le informazioni che sono state inserite da altri prima di noi che si sono trovati in questo luogo.
Wikitude opera con lo stesso principio di creazione dell'informazione user generated content in cui tutti coloro che accedono alle informazioni possono inserire altre informazioni e che ha avuto il più grande successo fino a oggi nella costruzione dell'enciclopedia on line Wikipedia, con la diffusione del mobile Internet e di strumenti come Wikitude, in teoria ogni luogo del pianeta sarà indicizzato con informazioni aggiornate in tempo reale.
In Italia è ancora poco diffusa, ma sostanzialmente per un solo motivo, quello della scarsa diffusione degli Iphone 3gs e di Android.
Il mobile internet permette, rispetto al passato, di inserire informazioni in rete in funzione dell'intera posizione, quindi ogni nostra foto, video in un certo luogo, diventa parte del cosiddetto geotagging, quindi della mappatura dell'ambiente e più in generale del mondo.
Il social media Flickr che permette di condividere le fotografie in rete, ad esempio è ormai in grado di definire con precisione il confine degli Stati solo con le immagini scattate dai suoi utenti, come si può osservare in questa ricostruzione del Texas, la nuova versione di Wikitude 4 è disponibile da poche settimane con una nuova interfaccia utente molto semplice e funzione di ricerca di tutti i contenuti creati all'interno di Wikitude con dei motori molto potenti.
Wikitude mette anche a disposizione delle API, quindi delle interfacce che consentono ad altre applicazioni di integrarsi con l'applicazione Wikitude, quindi ci sono applicazioni che operano già nel contesto più ampio dell'ambiente e possono essere integrate, ne cito una che è una delle più popolari che si chiama GeoBeagle, una caccia al tesoro che si svolge in tutto il mondo e permette di rintracciare oggetti nascosti attraverso un Iphone o Android. Wikitude naviga la realtà e ci consente di conoscerla e non solo di vederla, quindi ogni oggetto, ogni palazzo, ogni museo, ogni evento che è nascosto nella realtà perché noi ne vediamo soltanto la superficie, può essere visto e conosciuto soprattutto attraverso strumenti come Wikitude.

10 Febbraio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

La fine della pubblicità


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

La crisi economica e la rete stanno cambiando il mondo della pubblicità, lo stanno cambiando dalle fondamenta, nei contenuti e della propagazione della pubblicità, quindi non più un broadcasting, ma profilata e all'interno di un mondo molto frammentato come quello della rete e anche dal punto di vista degli operatori, infatti molte agenzie di pubblicità tradizionale per queste due forze concorrenti: rete e calo degli introiti pubblicitari dovuti alla crisi economica, sono in grande difficoltà o addirittura chiudendo.
E' improprio parlare però di migrazione della pubblicità verso la rete da parte dei media tradizionali, bisognerebbe parlare di mutazione, quindi non si parla di trasferimento d'investimenti da un mondo pre-rete a un mondo post-rete, ma si parla di mutazione delle forme di pubblicità e anche della modalità degli investimenti.
Ci sono segnali legati allo spostamento di importanti investimenti economici che possono anche raggiungere il 14/15/18% nel singolo paese verso la pubblicità in rete, però ci sono anche segnali più tangibili che possono essere gli stessi video che vengono creati per il mondo pubblicitario. Esiste ogni anno un premio che viene fatto al miglior video pubblicitario, un oscar sostanzialmente rilasciato a Cannes, nel 2008 vinse un filmato della Cadbury in cui si vedeva un gorilla che prendeva ispirazione e dopo questa ispirazione improvvisamente cominciava a suonare una batteria, questo filmato ebbe un grande successo ma non per la televisione per la quale era stato creato, ma per la rete con quasi 5 milioni di accessi e vinse grazie alla propagazione del video sulla rete.
L'anno successivo, nel 2009 vinse direttamente un video creato per la rete legato a un concorso che era per il miglior lavoro del mondo, ci fu un enorme passaparola di questo concorso e i media tradizionali resero sempre più evidente la popolarità della rete, riprendendo e rimbalzandolo, quindi si può dire che ultimamente per quanto riguarda il Festival di Cannes legato ai video, ha vinto negli ultimi due anni qualcosa creato dalla rete o che è stato propagato dalla rete e probabilmente sarà così anche per tutti gli anni a venire.
Le principali agenzie pubblicitarie si ritrovano oggi in un nuovo mondo che non conoscono e con clienti che lo conoscono meno di loro, è un mondo che è dominato dai social media, dal passaparola e dal viral marketing, quindi non dal cartellone stradale o dalla pubblicità inserita all'interno di un programma televisivo. La crisi economica del 2008 ha tagliato gli investimenti pubblicitari, però è avvenuta all'interno di un trend che persisteva da molti anni, dal 2002 infatti gli investimenti pubblicitari sono in diminuzione, gli investitori pubblicitari pretendono sempre più una misurazione dei ritorni, quindi pretendono di sapere se hanno guadagnato, non hanno guadagnato con una certa campagna pubblicitaria e questo in rete è possibile, questo sta avvenendo con i principali investitori del mondo e tra questi la Coca Cola, le agenzie pubblicitarie sono spesso legate al vecchio modello di messaggio massificato, uno per milioni di persone, ma questo approccio per la rete oltre che inutile che si può profilare tranquillamente un campione anche allargato di persone o direttamente alla singola persona con un messaggio legato a un prodotto, a un servizio, oltre che essere sostanzialmente sbagliato è anche estremamente costoso perché la replica del vecchio approccio per uno a molti in rete e quindi la presenza di un banner per esempio su una molteplicità di siti che possono proporlo, è in realtà una moltiplicazione dei costi, infatti secondo un articolo riportato dal Financial Times, il costo pubblicitario on line con questo approccio, quindi con l'approccio broadcasting pre rete può costare 3 volte il costo che attualmente viene investito nei media tradizionali come i giornali o la televisione.
Le agenzie tradizionali tendono a costruire però le campagne dal punto di vista dell'azienda e della protezione del loro brand, la rete rovescia completamente il processo, perché diventa il cliente il primo veicolo pubblicitario di una società dei suoi prodotti.
Mary West, responsabile marketing della Kraft ha spiegato: "nel vecchio mondo le agenzie precedevano i clienti, ora i clienti precedono le agenzie e i consumatori precedono chiunque, la pubblicità in effetti in rete la fa il cliente".

3 Febbraio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Il futuro delle applicazioni iPhone


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Nel 2010 il mercato del mobile Internet esploderà, insieme al mercato del mobile Internet esploderà anche un segmento, sempre più importante, che è quello delle iPhone application, oppure delle mobile application, dico iPhone, perché l'iPhone oggi è il più diffuso tra i device mobili e conta ben 26 milioni oggi di oggetti iPhone nel mondo.
Quando si parla di iPhone application si parla di qualunque applicazione che possa essere creata e con il consenso di Apple pubblicata e resa fruibile attraverso un iPhone. Recentemente Casaleggio Associati ha fatto una ricerca sulle iPhone application, è scaricabile dal sito www.casaleggio.it con tutti i numeri e con alcune valutazioni di quello che dovrebbe essere il futuro di questo segmento. La produzione di applicativi per l'iPhone sta accelerando e al fine 2009 il numero delle applicazioni acquisibili da iPhone era di 120 mila e durante il 2010 si prevede più che il raddoppio, 180 mila, arrivando a circa 300 mila a fine anno. Questo è soltanto l'inizio, in quanto Apple deve approvare le applicazioni prima di renderle disponibili e ha dichiarato di ricevere 10 mila applicazioni la settimana, il numero è soltanto un inizio, probabilmente raddoppierà in breve tempo. Il download delle applicazioni variano tra i 100 e i 150 milioni al mese, vuole dire che la somma di tutte le applicazioni che possono essere usate durante un mese, arriva fino a 150 milioni di download e dal luglio 2008, da quando Apple, attraverso Apple store ha reso disponibile il download, il mercato ha superato i 2 miliardi.
Il mercato per gli sviluppatori, coloro che producono le applicazioni download è molto alto, infatti è già stimabile tra i 280 e i 420 milioni di euro l'anno, derivanti dalla vendita, sostanzialmente faccio un'applicazione, questa applicazione penso che abbia un interesse di carattere generale, quindi possa essere scaricato da molte persone per un'attività quotidiana e questa applicazione scaricata centinaia di volte, un migliaio di volte, milioni di volte, fa si che uno sviluppatore attraverso questa applicazione, possa diventare anche ricco.
In media un'applicazione su Iphone scaricata in un anno circa 120 volte, con un forte sbilanciamento per quelli gratuiti e quelli nelle liste dei più scaricati, infatti un'applicazione può essere anche gratuita, in questo caso si paga con la pubblicità e non è detto che non guadagnino più di quelle che sono a pagamento.
Il reddito generato dalla vendita per il produttore è nella media tra i 2300 e 3500 euro, a chi entra nelle top 100, può guadagnare tranquillamente oltre i mille euro al mese. Circa il 30% degli applicativi è gratuito, la percentuale ha variazioni significative a seconda del segmento a cui si rivolgono, segmento con più applicazioni gratuite è quello delle news, mentre quello con un minor numero di applicazioni gratuite è quello del turismo. Il prezzo nel 56% è pari a quello minimo di 0,79 Euro, stiamo parlando di prezzi molto bassi che hanno un valore nella replicabilità e nella viralità dell'applicazione.
Ci sono moltissime applicazioni con cui si può giocare, ma anche che possono essere di utilizzo quotidiano e che se scaricate attraverso l'iPhone hanno un costo inferiore, tra le applicazioni di maggior successo vi sono il TomTom che è il navigatore più popolare, che ha avuto 80 mila download nel terzo trimestre del 2009, pari a circa 890 download al giorno con un prezzo e oscilla tra i 70 e gli 80 dollari, questa è l'applicazione più redditizia tra le applicazioni che sono state vendute in Italia.
Altre applicazioni sono un'applicazione che si chiama Tap Tap Revenge che è tra i giochi più popolari e ha il costo di 59 pence inglesi ha ottenuto un totale di 20 milioni di download, ci sono anche applicazioni legate alla pubblicità che possono essere considerate goliardiche o anche sgradevoli come un'applicazione che si chiama Sun Grenade che emette suoni sgradevoli ad altissima frequenza e fattura però 3 mila dollari al giorno tramite la pubblicità, invece cose più serie sono per esempio nell'ambito dell'editoria il Guardian, quindi l'applicativo di accesso alle informazioni del quotidiano britannico, è in cima alle classifiche dei più scaricati a pagamento in Gran Bretagna.
Nel prossimo futuro, quindi parliamo dei prossimi mesi e nel prossimo anno, il mercato delle applicazioni downloadabili si estenderà necessariamente con l'estensione dei device mobili, è un mercato enorme che potrebbe soppiantare anche quello della musica on line in qualche anno e che diventerà parte della nostra quotidianità.

27 Gennaio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Making Machine


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È in atto una nuova rivoluzione industriale: piccola, per il momento, ma che potrebbe avere dei macronumeri in breve tempo, ossia la possibilità di avere a casa propria degli oggetti costruiti con delle macchine collegate alla rete, le cosiddette making machines, macchine capaci di produrre oggetti tridimensionali a casa propria collegati alla rete, così come oggi siamo collegati con una stampante che stampa su un foglio di carta, domani potremo essere collegati con degli oggetti che producono oggetti di qualunque tipo e di qualunque forma. E' il superamento dell'idea del teletrasporto in cui, invece di trasportare gli oggetti, trasportiamo le idee e le idee vengono trasformate in oggetti all'interno delle nostre case.
La creazione di oggetti a distanza è la missione di alcune società: tra queste una delle più importanti si chiama Thingiverse, che letteralmente vuole dire "l'universo delle cose". Thingiverse permette alle persone che realizzano oggetti di condividerli attraverso la pubblicazione del loro software e dei disegni digitali associati all'oggetto stesso. I suoi fondatori si chiamano Zach Hoeken e Bre Pettis e ipotizzano che, come per i calcolatori si è passati da mainframe ai pc, lo stesso avverrà per la fabbricazione degli oggetti, quindi delle grandi industrie a macchine che producono oggetti in casa nostra. Le cosiddette making machines esistono già per molti tipi di funzioni: per esempio, il laser cutter, che seziona i materiali o le macchine a controllo numerico di tutti i tipi per molte funzioni e le cosiddette 3D printer per la realizzazione di oggetti tridimensionali. Il prezzo di queste making machines sta scendendo e quindi sta diventando per chiunque possibile comprarle. Così come oggi si compra una stampante o una chiavetta Usb, domani si potrà comprare comunemente una making machine. Sul sito della società Thingiverse è possibile inserire il disegno digitale della creazione, della nostra creazione e il software necessario per realizzarla: questi oggetti sono quindi modificabili, nel senso che, partendo da una creazione, uno può cambiarla e migliorarla come crede. Esiste già un mercato importante delle cosiddette making machines, un sito in cui sono raggruppate, un sito di e-commerce che si chiama MakerBot, si possono trovare making machines di tutti i tipi. Questo sito è collegato a Thingiverse, che in un certo senso promuove, attraverso le realizzazioni continuamente pubblicate, anche i prodotti che consentono di creare delle cose. L'oggetto più popolare, presentato in questo momento nel sito di MakerBot Industries, è una 3D printer open source: open source vuole dire che tutto ciò che questa cosiddetta stampante produce può essere condiviso con altri e realizza il materiale plastico, oggetti tridimensionali potenzialmente di tutte le forme. Ogni settimana viene pubblicato sul blog di Thingiverse l'oggetto migliore di quella settimana, che è replicabile da chiunque possegga la making machine appropriata. Le realizzazioni, tanto per citarne alcune, vanno da fiocchi di neve da arredamento, a nuovi tipi di cerniere per porte, a porta Iphone, a occhiali, a ingranaggi, a modellini funzionanti di aeroplani. La condivisione di beni fisici e la disponibilità in rete del software e dei disegni digitali per poterli realizzare, condivisibile da tutti, è la naturale continuazione del concetto di open source, quindi del software libero che ha prodotto, per esempio, il sistema operativo Linux. Questo filone è stato poi seguito dal copyleft e quindi dalla possibilità di riutilizzare qualunque tipo d'immagine o qualunque tipo di testo prodotto da terzi e modificarlo a proprio piacere e pubblicarlo. Adesso c'è un'altra possibilità, sempre fornita dalla rete: quella di creare oggetti e di condividerli con tutti nella rete.

7 Gennaio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Associazioni dei pazienti on line


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Le associazioni dei pazienti on line sono sempre più numerose e, molte di queste, sono presenti nel sito del Ministero della Salute: in particolare, queste associazioni on line consentono di avere informazioni sui tre momenti principali, quindi sulla diagnosi, sull'eventuale trattamento e poi sulla successiva convalescenza dopo il trattamento. Le associazioni sono state valutate da uno studio di Casaleggio Associati, che ne ha prese in considerazione 15 tra le principali e, tra queste, quelle più importanti anche dal punto di vista della rilevanza e della diffusione delle malattie.
I siti delle associazioni sono stati valutati per i servizi offerti, per la struttura del sito, in sostanza per la loro usabilità e per la capacità di relazione tra le persone e tra le persone e coloro che visitano il sito. Nei servizi era citato il sito dei celiaci, che fornisce sia una mappa dettagliata per trovare la sede più vicina a livello della propria città, sia informazioni sui diritti del malato e sulla dieta da seguire in questa particolare situazione. L'help on line del sito per la sclerodermia riporta il cellulare di un esperto, che è contattabile tutti i giorni in alcune ore della giornata e l'Associazione Italiana Tutela Salute Mentale riporta invece un elenco dei contatti on line per assistere i pazienti. Ci sono anche molte situazioni in cui questi siti pubblicano delle indicazioni, delle notizie e delle informazioni per il malato e per coloro che lo assistono: questo avviene, per esempio, per il sito dell'Alzheimer e per il sito dedicato ai malati di tumore. Le informazioni e i consigli vengono anche offerti a chi assiste il malato, per cui non al malato in modo specifico e questo avviene per i siti dell'alzheimer e per i siti dedicati a coloro che soffrono di crisi d'ansia. In particolare, il fenomeno dei social media si sta sempre più integrando con questi siti, i quali usano degli spazi sui social media: questo avviene per il sito della psoriasi, che ha una sua pagina su Faceboook, con centinaia d'iscritti.
Un altro modo per comunicare in modo immediato è quello di fare dei video e metterli on line: questo non è ancora granché diffuso in Italia, però esistono dei casi internazionali di grande successo, come quello del sito delle malattie rare, Rare Diseases Day, che ha un proprio canale continuamente aggiornato su YouTube. Per quanto riguarda la struttura, quindi la fruibilità del sito e la sua usabilità, la maggior parte dei siti è molto strutturata, in alcuni casi anche facilmente accessibile e il contenuto può essere acceduto in modo diverso. Tra questi, tra i vari siti che strutturano il contenuto in modo ottimale, va citato quello della sclerodermia.
La relazione è ancora poco sviluppata dalle associazioni: per relazioni s'intendono, ad esempio, i forum di discussione, i feedback degli utenti, la possibilità di registrazione ad un'area specifica e la possibilità di avere dei servizi personalizzati. Esempi ne esistono anche molto positivi, come il forum dei siti della psoriasi e della sclerodermia, che hanno delle sottosezioni dedicate, c'è un'iniziativa chiamata "Parliamone" per i dializzati e i trapiantati, che consente di condividere on line testimonianze di pazienti, di familiari e di amici sui problemi affrontati dai vari pazienti.
Relazionarsi vuole anche dire rispondere in modo tempestivo a una richiesta fatta al sito, in particolare il primo sito secondo il nostro test è quello dell'Associazione Italiana per la Lotta alla Sclerodermia, che ha risposto in modo molto sollecito.
In termini assoluti, per la nostra ricerca i primi tre siti sono risultati quello per celiaci, quello per la sclerodermia e quello per la psoriasi: il paziente si relaziona sempre più spesso in rete, cerca sempre più spesso, insieme ad altri che hanno una situazione simile alla sua, delle risposte, spesso trova delle soluzioni, questi siti sono sempre più collegati a siti professionali e quindi di medici o di organizzazioni mediche e si può dire che il paziente del futuro sarà un paziente sempre più informato dalla rete.

23 Dicembre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Identità digitale


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Gli utenti delle reti sociali, come Facebook o Myspace, inseriscono continuamente i propri dati relativi alla propria identità personale, i propri interessi, alle proprie relazioni, alle proprie reti di conoscenze, all'interno di questi social media, la domanda è: di chi sono? Di chi è la proprietà di questa identità digitale? L'identità digitale è della persona che ha inserito i dati, oppure delle reti sociali? E' abbastanza ovvio che senza questi dati inseriti continuamente dalle persone, le reti sociali perderebbero gran parte del loro valore economico, queste informazioni oggi sono utilizzabili solo all'interno della singola rete sociale, ciò vuole dire che se inserisco le mie informazioni su Facebook, non posso automaticamente utilizzare le stesse informazioni su un'altra rete sociale come per esempio Myspace, questa limitazione crea delle reti sociali chiuse, spossessa della proprietà dei dati l'utente e limita in un certo senso la crescita della rete stessa.
Per ovviare a questo problema, quindi la portabilità dei propri dati, quindi dell'identità digitale in più aree di relazione, quindi in più social network, ci sono delle organizzazioni che stanno valutandone una standardizzazione, tra queste la Data Portability Work Group che sta elaborando per questa portabilità dei dati, in inglese Data Portability, la possibilità di esportare il proprio profilo in più reti sociali, il proprio profilo può essere quindi dato dall'identità e da connessioni personali che vengono definite open social graph in più social network.
Questo gruppo Data Portability Work Group sta promuovendo tra l'altro anche l'openID, quindi la possibilità di inserire soltanto una volta un login, qualunque sia l'applicazione di rete che viene utilizzata. Per quanto riguarda l'openID il termine di Extended OpenID che viene usato per indicare la portabilità dei dati e delle relazioni nelle reti sociali.
A questo concetto, a questo gruppo di lavoro hanno già aderito molte tra le società che si occupano di social media, tra queste anche Facebook, Plaxo e la stessa Google che sta entrando nel mercato dei social media come recentemente è stato annunciato attraverso il suo nuovo ingresso nelle reti sociali.
Le maggiori reti sociali vedono però nella portabilità una possibile minaccia e un possibile rischio economico, perché se il valore è all'interno dell'identità digitale, che questa identità digitale non appartiene più a una singola rete sociale, ma può essere utilizzata in più reti, è evidente che la stessa rete sociale perde un valore in assoluto, però le nuove reti sociali, quelle che si formeranno in futuro e avranno tutto l'interesse a fare sì che ci sia un'integrazione tra diverse reti con la stessa identità per aumentare la penetrazione nel mercato.
Le stesse applicazioni di rete avranno dei benefici da una riconoscibilità immediata di un'identità digitale, è evidente che se un'identità digitale è standard e può essere utilizzata da qualunque applicazione, quell'applicazione se è un'applicazione di successo, aumenta immediatamente la sua penetrazione in rete.
Da tempo poi è in corso una discussione su di chi è la proprietà dei dati personali, i dati personali inseriti in un social media sono dell'utente o sono del social media? E il social media ne può disporre liberamente senza riconoscere nulla dal punto di vista economico dall'utente? In realtà ci si sta orientando sempre più verso social network aperti, quindi in cui l'identità possa essere esportata.
È allo studio l'introduzione di uno standard per definire un'identità digitale universale, con la quale noi accederemo ad applicazioni, a dati, ad aree come possono essere i social network indifferentemente senza dover ogni volta ridefinire la nostra identità, le nostre relazioni, i nostri dati, le nostre fotografie e i nostri filmati, tutto quello che appartiene alla nostra identità.
Quindi si può dire che si sta andando verso una visione utente centrica, in cui l'identità digitale è fondamentale per l'accesso alle informazioni, quindi saranno di proprietà degli utenti e i social media o i social network saranno utili in quanto metteranno a disposizione dei servizi rispetto all'identità digitale.

16 Dicembre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Blogosfera 2009


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Ogni anno la società Technorati, misura la dimensione della blogosfera, quindi dell'insieme delle centinaia di milioni di blog esistenti nella rete e le relazioni tra questi blog.
In particolare la ricerca del 2009 ha distinto 4 precise categorie che sono state divise in hobby, hobbisti, tutti coloro che praticano la rete e i blog per piacere puramente personale, coloro che integrano attraverso i blog una fonte di reddito, coloro che invece lo fanno a tempo pieno e coloro che sviluppano blog per conto di altre società.
Nel 2009 la blogosfera si è integrata sempre di più con i social media come Twitter o Facebook per diffondere e moltiplicare i suoi contenuti. La presenza della blogosfera nei media tradizionali è ormai continua e presente in modo sensibile e circa il 50% dei blogger hanno detto che sono stati citati in altri media.
I blogger chi sono? Sono normalmente uomini per il 60% dei casi, hanno un'istruzione medio - alta, circa il 40% è infatti laureato e hanno un'attività che dura per molti di loro da più di 6 anni. I blogger dalla ricerca è apparso che sono spesso dei giornalisti, quindi persone che continuano la loro attività d'informazione anche sulla rete. Quali sono i media più visti da un blogger? Come si informa un blogger? Pare strano però il blogger s'informa prevalentemente attraverso due canali: 1) il classico della rete quindi social media e blog; 2) la televisione che è il primo in assoluto.
Il blogger si collega sempre più spesso al suo blog per modificarlo, inserire i contenuti, verificare commenti etc., attraverso un iPhone o attraverso Android, quindi attraverso un device mobile, lo stile che viene preferito ai blogger è lo stile diretto, interattivo e con una chiara dimostrazione di competenza sulla materia di cui si tratta.
Gli esperti online, coloro che dimostrano la chiara esperienza sono di solito i blogger preferiti dalla rete in generale anche questa ricerca dimostra che uno non diventa blogger per soldi, ma per condividere le proprie esperienze, interagire con le altre persone e diffondere le proprie idee, spesso i soldi arrivano dopo, quando un blogger si afferma.
Il miglior risultato per una carriera di un blogger è di solito quello di affermarsi come persona molto competente o di riferimento nell'area culturale o nell'area di business o nell'area di mercato di riferimento, i blogger in senso generale, quindi sia coloro che lo fanno per professione, chi non, pubblicano circa 2 o 3 articoli la settimana, i professionisti possono arrivare però fino a 10 articoli al giorno, 10 articoli che possono essere corredati da fotografie, video, audio.
Per valutare l'andamento del proprio blog, quindi il traffico, le serie storiche e tutto ciò che determina una valutazione oggettiva dell'andamento della propria competenza, del proprio contenuto sulla rete, i blogger si affidano normalmente a degli strumenti, software di valutazione, i più utilizzati sono Google Analytics, Sitemeter e Statcounter.
I blogger professionali per i quali il blog è la prima fonte di guadagno sono il 17%, i ricavi provengono in prevalenza dai motori di ricerca e dalle inserzioni pubblicitarie e un blogger professionale negli Stati Uniti da un ritorno medio di circa 122 mila dollari annui, quindi i blog oggi se hanno competenze e riescono ad affermarsi in rete, possono essere del tutto indipendenti nella trasmissione della loro informazione.
La pubblicità però non è sempre decisa da chi la propone, ma spesso e sempre più spesso dai blogger, in quanto questi hanno una reputazione, una credibilità che per loro è un valore economico, quanto più è credibile un blogger, quanto più il numero di accessi può aumentare, quindi i blogger non hanno interesse a inserire nella propria area di comunicazione una pubblicità che viene considerata non in linea con la propria posizione che può essere una posizione sociale o una posizione etica, quindi in futuro i blog non soltanto condizioneranno la promozione dei contenuti, soprattutto nell'ambito della politica, nell'ambito dell'ambiente e nell'ambito del business, ma promuoveranno anche un'identità della pubblicità, sempre più etica e sempre più attenta al sociale.

9 Dicembre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Realtà aumentata


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Con il termine realtà aumentata o augmented reality, ci si riferisce a una realtà percepita, arricchita da contenuti digitali. Il termine risale a prima di Internet, a prima della diffusione di Internet, al 1990, quando un impiegato della Boeing inventò questo termine. La realtà cosiddetta aumentata è visibile ben dapprima da Internet e si può, per esempio, apprezzare da molti anni nelle scritte in sovrimpressione degli eventi sportivi, che comunicano informazioni aggiuntive a quello che è visto durante la trasmissione. Internet ha già da qualche tempo usato la realtà cosiddetta aumentata per integrare le informazioni più varie sulla realtà quotidiana, per esempio con la descrizione di negozi o la moltiplicazione delle attrattive turistiche, sempre più visibili su Google Maps. La diffusione e la moltiplicazione della realtà aumentata con applicazioni adesso non ancora neanche concepibili sono già in corso, con la diffusione del mobile e quindi dell'accesso continuo alla rete in ogni momento della nostra vita. La realtà aumentata sovrappone alla realtà percepita una o più realtà digitali: immaginate di camminare in una città e di voler conoscere la storia di un monumento che sta davanti a voi nella vostra lingua; sarà sufficiente guardare nel vostro device mobile il monumento e la descrizione immediatamente scorrerà sotto l'immagine ripresa. Lo stesso, tra forse un decennio o forse prima, sarà possibile per qualunque persona di cui è conosciuta un'identità digitale che cammina per la strada e che potete riconoscere: per esempio, un politico o un attore sarà riconosciuto e descritto dal nostro device e in quel giorno, se partecipa a un evento, a una prima teatrale o a una conferenza, si potrà sapere se e dove incontrarlo. Il mondo dal punto di vista della realtà aumentata e di Internet è un indice e tutto quello che contiene può essere identificato, tracciato in tempo reale e associato a qualunque tipo di informazione o di azione desiderata. Per esempio, la mappatura geografica puntuale del pianeta, della maggior parte del pianeta, continua ad avvenire minuto dopo minuto e adesso, in poche ore, possiamo avere una fotografia precisa di ogni parte o quasi di ogni parte del pianeta. Pensiamo soltanto che nel 2006, per avere una situazione precisa per esempio di un disastro, oppure di un evento successo in qualche parte del mondo, bisognava aspettare qualche giorno. Immaginate anche di sfiorare un cartellone con una locandina di un film e di veder apparire non soltanto la descrizione del film, ma anche il cinema dove viene proiettato, quanto costa il biglietto e i posti a sedere e pagare con l'impronta del vostro dito, oppure digitando un codice. La realtà aumentata sarà sempre più con noi e sempre più intorno a noi. La maggior parte anche degli oggetti sarà collegata con Internet e potrà fornire e ricevere informazioni in tempo reale. Lo sviluppo della realtà aumentata sarà fortemente accelerato dalla possibilità, da parte degli utenti di Internet, di associare a essa le proprie esperienze e i propri contenuti, nella modalità che normalmente viene definita user generated contents. Un appunto digitale, una registrazione audio o un filmato possono essere legati in tempo reale, mentre passeggiamo, a qualunque aspetto della realtà e questo sta avvenendo adesso. Ci sono molte applicazioni Internet che operano già in base a questo concetto, che possono essere applicate al mobile, quindi alla nostra quotidianità: tra queste Gowalla, che è un sito che crea regali digitali sottoforma di immagini, chi si iscrive può collezionare questi regali, queste immagini se si trova in uno dei luoghi presenti sul sito di Gowalla e può lasciare lui stesso dei regali e delle immagini del sito per chi sarà in quella posizione fisica successivamente. Per esempio, mentre vi parlo a Milano ci sono già dei punti in cui Gowalla ha lasciato dei regali digitali, come per esempio il bar Magenta in questo momento, o Corso Vittorio Emanuele. Altri esempi della realtà aumentata forniti dal mobile sono Layar, che consente di creare immagini tridimensionali nel video o nelle fotografie e associare queste immagini, quindi creare una nuova realtà rispetto a quella percepita. Oppure un altro esempio è Junaio, che integra qualunque tipo d'immagine, video o foto con la realtà ripresa dal proprio device mobile e crea nuove realtà, che possono essere facilmente condivise su Facebook o su altri social media in tempo reale.
Ci sono poi delle applicazioni mobile di un'utilità forse maggiore, come la riconoscibilità del codice a barre di un qualunque prodotto: avvicinando al device, facendo una fotografia del codice a barre possiamo sapere quale è il valore di quel prodotto non solo in quel negozio, ma per esempio il valore di quel prodotto in altri negozi, il minore costo possibile, eventualmente anche i commenti degli utenti che hanno già acquistato quel prodotto e altre informazioni. Internet sta entrando pesantemente nella realtà quotidiana, la sta aumentando, nel senso che sta creando informazioni intorno e dentro la realtà quotidiana e la sta anche modificando sotto i nostri occhi.

2 Dicembre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Strategie di Rete


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Le aziende investono in rete molto e in modo rilevante nello sviluppo di siti e di applicazione per esempio per l'e-commerce o servizi per clienti e lo fanno però quasi sempre alla cieca, perché non sanno dove si collocano nella galassia di Internet, vedendo Internet come una galassia in cui le aziende sono dei nodi. Gli investimenti infatti sono vanificati, in assenza di una strategia che renda possibile la riconoscibilità e la ricerca dell'azienda. Dicevamo che l'azienda è assimilabile a un punto tra centinaia di milioni di altri nella rete, che sono collegati tra loro attraverso link e, attraverso questi link, passano i messaggi: un messaggio passa da un link e raggiunge un nodo, questo per milioni di nodi, per milioni di percorsi. La comprensione della propria presenza on line però è possibile costruendo una mappa della rete basata essenzialmente su tre caratteristiche: l'identità, cioè l'associazione di caratteristiche della società in termini di brand, di prodotti e servizi, cioè chi è la società, quale è la sua immagine, la visibilità e quindi la diffusione del brand, dei servizi e dei prodotti in rete attraverso i messaggi e, infine, la relazione, conseguentemente l'insieme delle relazioni che esistono tra il nodo azienda o il nodo persona, se è una persona che si ponga in rete e tutti gli altri nodi di questa galassia. Queste tre caratteristiche - riassumendo: identità, visibilità e relazione - sono misurabili e danno una fotografia, una mappa della reale presenza on line della persona o dell'azienda: le indicano, per esempio, dove si trova, come viene percepita. Nella mappa ci sono dei nodi con diverse qualità: tra questi ci sono i cosiddetti nodi hub, con un grande numero di connessioni, che sono essenziali per la diffusione del messaggio. La promozione con messaggi diretti o indiretti tramite gli hub assicura la visibilità: per esempio, i primi cinque hub con riferimento alle imprese italiane sono Google, Alice, Libero, Msn e Yahoo, poi ci sono altri nodi, ce ne sono di tanti tipi, ma tra questi alcuni sono i più importanti: i nodi Maven, che derivano dalla parola ebraica "amante della conoscenza", sono essenziali per la valutazione dell'azienda e infatti sono blogs o siti informativi di specialisti di settore, che qualificano il messaggio e conseguentemente attestano che quello che dice l'azienda o la persona è vero. I Maven certificano le qualità delle proposte, le qualità del nodo e dei messaggi. I nodi connectors, infine, consentono a gruppi di persone omogenei l'accesso di informazioni condivise: i connectors permettono la propagazione dei messaggi propri dell'azienda o della persona. E' quindi essenziale, per chiunque voglia navigare nella galassia della rete, avere dei punti di riferimento e, per farlo, deve avere una mappa, la quale deve essere la più completa e precisa possibile. In sostanza, identificate le reti e i nodi, è possibile valutare il grado di connessione che esiste tra la rete e l'azienda o la persona e avviare, ovviamente, delle azioni di miglioramento.
Nel caso dei Maven, coloro che attestano la qualità dell'azienda, si possono identificare gli opinionisti di settore, le fonti informative più accreditate e stabilire verso di questi un flusso informativo: un'operazione che paga molto di più di bummers messi alla rinfusa su siti in modo pubblicitario, che non portano sostanzialmente a nessun vantaggio economico per l'azienda.
Un'ulteriore analisi necessaria per capire la propria presenza on line è la ricerca dei percorsi, ossia come fanno a arrivare a me non tanto da un singolo nodo, ma da una serie di nodi collegati tra di loro, che possiamo chiamare percorsi, le persone che sono interessate alla mia proposta o alla mia azienda? In questo caso, i percorsi forniscono indicazioni fondamentali sull'integrazione del nostro nodo in ogni tipo di contesto: ci sono molti tipi di contesto nella realtà, come nella rete; per esempio il nodo associativo, cioè tutti coloro che fanno parte di una certa associazione, il nodo normativo, tutti quelli che fanno riferimento a delle norme, oppure anche istituzionale, cioè tutti coloro che agiscono in una sfera istituzionale, facendo riferimento, anche qui, a una serie di nodi; oppure competitivo, cioè tutte le aziende che operano in un certo mercato. Per esempio una banca può conoscere on line la qualità della sua presenza nel contesto di riferimento e i percorsi comparativi con i suoi concorrenti, rispetto ai potenziali clienti. E' sostanzialmente l'equivalente di una persona all'interno di un centro commerciale, di cui si comprendono percorso, scelte e motivazioni delle scelte. Comunque, in un'assenza di mappa, di una mappa della rete, il messaggio che il nodo azienda trasmette è quasi sempre incompleto e spesso diverso da questo ipotizzato: il risultato può essere che il navigatore attribuisca all'azienda o alla persona un'identità completamente diversa da quella reale. "Conosci te stesso e il tuo territorio in rete" è un insegnamento fondamentale per il business e per la propria identità personale.

27 Novembre 2009

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La musica on line


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La musica on line ha avuto una svolta negli ultimi due anni: si affermata Apple con iTunes e il mercato della musica oggi è completamente sbilanciato verso il digitale, verso il download dalla rete. I numeri del 2009, secondo la ricerca di Music Watch della società NPD Group, attestano per iTunes il 25% del mercato musicale degli Stati Uniti, in cui vengono considerati sia i CD e sia la musica digitale, quindi i brani scaricati da Internet. Segue Wall Mart, con solo il 14% e la catena Best Buy. Questo risultato è stato raggiunto da Apple in soltanto sei anni.
Se si valuta invece, rispetto alla musica, soltanto il mercato digitale e non quello fisico, Apple domina in modo incontrastato: infatti il valore attribuito alla Apple è il 69% del mercato, seconda è Amazon Mp3, con solo l'8% delle vendite. Oggi il CD è ancora il supporto preferito in assoluto per l'acquisto di musica, però è già previsto che nel 2010 ci sarà un pareggio, dal punto di vista complessivo, con la vendita di musica digitale. Il trend degli ultimi anni è di un aumento del 15-20% della musica digitale e, contemporaneamente, una diminuzione del 15-20% della musica registrata su CD, per cui il CD potrebbe scomparire nell'arco di quattro o cinque anni, o forse anche prima. Il mercato a questo punto non è più quello dei grandi stores, quello di Wall Mart o di Best Buy, ma diventa la rete stessa e, nella rete, il mercato preferito e più indicato per la vendita di brani musicali sono i social network o i social media in generale. Il social network MySpace ha creato MySpace Music nel 2008, attraverso un'alleanza commerciale con Vivendi, con Warner Music Group e Sony, tre tra le più importanti etichette musicali. MySpace, come anche Facebook, ha centinaia di milioni di utenti e, di questi, circa un terzo ascolta musica all'interno del sito. Quindi è un mercato potenziale che le case musicali vogliono acquisire, anche in funzione difensiva nei confronti di Apple e di Amazon. MySpace consentirà e consente ai suoi utenti di accedere al catalogo delle majors discografiche, di ascoltare alcuni brani gratuitamente e invece di acquistarne altri. L'accordo del 2008 prevede che la musica sia venduta da MySpace non più in modalità DRM, e quindi in Digital Rights Management. Digital Rights Management regola l'accesso a programmi o file multimediali e, in pratica, limita l'accesso a un singolo modo di acquisizione, quindi a un singolo supporto. La musica non è libera, ma può essere acquisita soltanto attraverso un supporto che, di solito, viene prodotto direttamente da chi fornisce la musica stessa: questa misura non è più presente nell'area messa a disposizione di MySpace e sta lentamente declinando, il DRM infatti è sempre stato vissuto come una camicia di forza dagli utenti, che vogliono poter accedere liberamente a qualunque tipo di prodotto in rete, una volta acquistato e DRM è anche un limite oggettivo all'espansione del mercato in rete, come è stato compreso a suo tempo dalla Apple, da Sony e dalla stessa Napster, che lo eliminarono.
Nella musica sta emergendo il fenomeno del prezzo libero, è il cliente che decide quanto vuole spendere: il sito Sella Band permette agli artisti di finanziare attraverso donazioni pubbliche un progetto musicale, con il raggiungimento di 50.000 dollari questo sito rende disponibile la registrazione del brano e quindi dei pezzi musicali gratuitamente on line. Altri siti come Fundable offrono la possibilità di raccolta di fondi per la creazione di opere musicali: se le somme che vengono raccolte non sono sufficienti le donazioni vengono restituite. Questi esempi introducono due fattori propri della rete: la diffusione del brand e della visibilità personale, insieme alla vendita diretta dell'artista delle sue opere. Sono due variabili che potrebbero creare e stanno creando un nuovo mercato della musica in alternativa a quello delle majors.

20 Novembre 2009

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I social network


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Il social network, o rete sociale, è formato da un insieme di attori e dalle relazioni che li collegano. L'analisi delle reti sociali, detta social network analysis, o Sna, non si limita soltanto ai social network più popolari, come Facebook o Linkedln, ma trova un'applicazione in campi molto diversi: dall'economia all'organizzazione aziendale, allo studio degli ecosistemi e allo stesso Internet. L'idea di mappare i collegamenti tra le persone in funzione delle informazioni che queste persone si scambiano è detta anche sociogramma ed è attribuita a uno studioso, a uno psicologo americano, Moreno. Ogni organizzazione può essere quindi considerata una rete, in quanto costituita da nodi, connessioni e strutture: i nodi, in questo caso, nelle organizzazioni sono le persone, i gruppi funzionali e le unità di business; le connessioni sono i flussi informativi, i processi decisionali e le dipendenze gerarchiche. Le strutture, a loro volta, possono essere gerarchiche, matriciali e autorganizzative. La comunicazione, e quindi la natura del messaggio all'interno delle organizzazioni, può avere diverse valenze: può essere sia informativa, per la conoscenza aziendale e sia funzionale, legata ai processi operativi e infine formativa, per le conoscenze professionali legate all'organizzazione o all'attività dell'azienda verso l'esterno. Gli organigrammi di solito non tengono conto delle reti relazionali di cui si compone l'organizzazione e disegnano delle realtà che, nella maggior parte dei casi, sono inesistenti e quindi sono vere soltanto sulla carta. Le analisi compiute sulle reti aziendali hanno dimostrato l'esistenza di gerarchie informali su cui si basa il reale funzionamento delle organizzazioni, conseguentemente la Sna, il social network analysis, è uno strumento per avere una vista reale del comportamento dei flussi, delle relazioni e dell'importanza che le persone hanno all'interno della propria azienda. L'Sna identifica tutte le caratteristiche tipiche di un'organizzazione: di queste ne posso citare tre, che sono abbastanza semplici anche da spiegare e che sono l'hub, il bottlenecks, quindi i colli di bottiglia e il diametro di un'organizzazione. Gli hub sono nodi, quindi persone, che sono in grado di ritrasmettere il messaggio ricevuto all'interno dell'organizzazione: queste persone hanno la capacità di trasmettere in modo molto diffuso un messaggio. La mancanza di hub si trasforma in un'incapacità di veicolare il messaggio all'interno di una struttura e di un'organizzazione. I bottlenecks, i colli di bottiglia, invece sono quelle persone che, all'interno di un'organizzazione, ricevono un numero molto elevato di messaggi che non riescono a gestire, che non riescono a smaltire. Queste persone sono dei veri e propri colli di bottiglia e impediscono il fluire del messaggio all'interno dell'organizzazione.
Infine un altro concetto legato all'Sna è il diametro: il numero di passaggi necessario per trasmettere all'interno dell'organizzazione un messaggio da una persona all'altra; supponiamo che un amministratore delegato voglia trasmettere alla base operativa un messaggio e che questo messaggio, prima che sia raggiunta l'ultima persona all'interno di un'organizzazione in termini gerarchici, debba fare sei, sette o otto passaggi. E' chiaro che questo è inaccettabile, perché aumentando il numero di passaggi diminuisce l'efficienza dell'attuazione dell'informazione trasmessa.
La trasmissione della conoscenza avviene - e questo è un altro dato - quasi sempre attraverso un contatto diretto: infatti una ricerca che può essere un contatto diretto anche attraverso Skype o attraverso un'e-mail, o attraverso un sms o attraverso un forum, non necessariamente di persona; una ricerca del Mit ha dimostrato che ingegneri, tecnici e scienziati preferiscono cinque volte più spesso contattare un collega che cercare l'informazione in un sistema informativo, si fidano di più dell'informazione del collega. Le organizzazioni dovrebbero quindi tenerne conto e investire di più nell'analisi delle reti aziendali, piuttosto che in tecnologie molto costose e in database spesso sottoutilizzati. Le reti sono una componente essenziale di ogni organizzazione, di solito sconosciute a chi gestisce l'organizzazione stessa e sono responsabili dell'efficienza dei processi, della diffusione della conoscenza e della velocità di reazione dell'organizzazione verso l'esterno. In futuro si potranno disegnare - e anche attualmente, in realtà - reti sociali per determinare l'efficienza e la velocità di reazione di ogni organizzazione e, a livello di top manager, la relazione con l'impresa potrà diventare una priorità per i manager con una propria capacità di relazione, chiamata spesso personal connectivity, con un forte sviluppo che potrà avvenire attraverso i personal blogs e i corporate blogs all'interno dell'organizzazione stessa.

11 Novembre 2009

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Internet trends 2009


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La Società Morgan Stanley ha appena pubblicato un rapporto sugli Internet Trends del 2009 /2010. Il rapporto è stato presentato da Mary Meeker alla conferenza mondiale di Web 2.0, al Web 2.0 summit a San Francisco la scorsa settimana. Il primo dato in assoluto è la crescita percentuale dell'information technology che raggiunge, nelle prime 500 società per capitalizzazione, il 19% complessivo. Quindi, pur regredendo in funzione della crisi che ha colpito tutto il mercato, percentualmente, rispetto agli altri settori, cresce e supera anche il mercato finanziario.
Per Internet le previsioni sono di un boom mai riscontrato prima nel prossimo 2010, legato alla diffusione del mobile Internet: infatti, la diffusione dell'iPhone di Apple e di Android di Google sarà tale da porre problemi per la crescita della banda disponibile per gestire l'aumento di traffico. E' in corso un cambiamento radicale di Internet, come ha anche riportato Matthew Honan di Wired, che dice: " milioni di persone, in ogni momento della loro vita, possono collegarsi alla rete e condividere le informazioni e collegarsi con le basi di dati on line, sapere chi e che cosa si trova vicino. Tutto cambia, ogni nostra possibile azione, quando la localizzazione della nostra posizione si integra con il Web". Gli utenti on line, con l'avvento del mobile, cambiano anche i loro comportamenti e il loro modo di navigare: infatti oggi chi usa il mobile trascorre la maggior parte del tempo su Facebook, che è il primo in assoluto e su YouTube, a discapito dei motori di ricerca come Google. Una tendenza che premia quindi i social media e i contenuti multimediali.
Nell'ultimo anno Facebook è cresciuto del 153% con 390 milioni di utenti, YouTube del 35% con 445 milioni di utenti e l'esplosione maggiore l'ha avuta il servizio di microblogging Twitter, che consente di ricevere messaggi in tempo reale con più 1.171% e 55 milioni di utenti. In Gran Bretagna in un solo anno i portali delle società telefoniche sul mobile sono passati dal primo posto con il 57% degli accessi, al decimo posto con il 22%, a favore di servizi come Webmail e Google, di social media come Facebook e di contenuti informativi come la BBC. In Giappone i comportamenti di Internet di solito vengono anticipati, rispetto al resto del mondo: per questo il Giappone viene valutato con molta attenzione da parte di analisti. In particolare, il mobile Internet in Giappone è diffusissimo e gli accessi ai social media come Facebook si stanno trasferendo in massa dai desktop al mobile, che già oggi rappresenta il 65% complessivo degli accessi. I servizi abilitati dalle tecnologie di terza generazione, o 3G, quindi sia voce che dati, hanno oggi in Giappone una copertura del 91% ed è previsto che raggiungano il 100% in pochi anni, quindi nel 2014. Un segnale più che evidente che il mobile rappresenta la nuova frontiera di Internet e l'esplosione del traffico mobile di AT&T ne è una conferma: infatti la prima compagnia telefonica del mondo è cresciuta, negli ultimi tre anni, del 4.932% sul mobile. Se le società leaders dell'era del desktop Internet sono state società come Google, Amazon, E-Bay e Yahoo, le società che ne prenderanno il posto nel mobile non sono ancora definite: una cosa però è certa, che chi sostituirà queste società o le affiancherà nel mobile avrà una dimensione di fatturato e di presenza estremamente superiore.

4 Novembre 2009

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La pubblicità on line


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La pubblicità è stata fino ad oggi il motore dei media tradizionali, dei media broadcasting come la televisione, i giornali e la radio. Il media che più si è avvantaggiato degli introiti pubblicitari è stata senza dubbio la televisione, questo fiume di denaro oggi si sta spostando lentamente verso la rete, si pensava che ci sarebbero voluti molti più anni però un recente rapporto di PricewaterhouseCoopers per l'Internet Advertising Bureau (oppure anche chiamato IAB) sulla raccolta pubblicitaria del 2009, ha dimostrato che il sorpasso di Internet non è in futuro ma è oggi, è già nel presente.
In Gran Bretagna nel primo semestre del 2009 Internet ha acquisito il 23,9% degli investimenti pubblicitari, contro il 21,9 della televisione. Le cause del sorpasso, che è avvenuto con largo anticipo rispetto alle previsioni almeno di un paio di anni, sono sostanzialmente due: la diffusione della banda larga nel Regno Unito (che ha raggiunto ormai quasi tutte le famiglie) e la ricerca di prodotti e di offerte in rete sempre più frequente dovuta alla crisi.
Di tutti gli investimenti quelli che sono stati fatti in pubblicità nel Regno Unito durante il primo semestre del 2009 la maggior parte sono stati fatti in motori di ricerca, in particolare Google per quasi il 60 per cento degli investimenti, la crisi ha colpito tutti i media, anche Internet, ma in misura molto minore rispetto agli altri, mentre per gli altri media (i media broadcasting classici) si parla del 40 - 60 per cento anche di diminuzione d'investimenti, per quanto riguarda Internet, semestre su semestre il 2009 su 2008, si parla del 5 per cento. Questa diminuzione poi si è arrestata quasi completamente in corso d'anno, infatti dal primo trimestre al secondo trimestre le cifre di investimento di Internet in termini pubblicitari negli Stati Uniti sono state praticamente identiche.
I ricavi on line infatti negli Stati Uniti da pubblicità sono stati di circa 5,4 miliardi di dollari contro i 5,5 del primo trimestre, la ripartizione dei ricavi pubblicitari negli Stati Uniti vede sempre al primo posto (questo dal 2004) i motori di ricerca con il 35 per cento, seguono poi le aree dedicate agli annunci, per esempio gli annunci di lavoro, con il 10 per cento, i generatori di leads con il 7, i video con il 4 (ma comunque in crescita) e le sponsorship con 2 ed infine le e-mail con soltanto l'1 per cento.
La pubblicità viene veicolata on-line da un numero molto ristretto di aziende, le cosiddette Ads companies, il 71% di tutti i ricavi infatti è gestito solo da dieci società tra le quali Google e Yahoo.
La frammentazione dei ricavi successivi è invece molto alta, infatti soltanto il 18 per cento rimanente è gestito da 40 società, poi quello che rimane ancora è gestito da centinaia di società.
Il primo investitore on line negli Stati Uniti rimane sempre il settore delle vendite al dettaglio seguito da quello delle telecomunicazioni, il primo con il 20 per cento e il secondo con il 16, seguono i servizi finanziari con il 12, l'automotive con l'11 e una valutazione dei settori in termini di crescita percentuale per investimenti valuta soltanto le telecomunicazioni e i media in crescita rispetto all'anno precedente, cioè che hanno speso di più.
La previsione d'investimenti pubblicitari comunque per l'anno 2009 negli Stati Uniti è superiore ai 22 miliardi di dollari. I ritorni da investimenti pubblicitari in rete si possono misurare, si possono profilare sul target e anche sulla singola persona, si può sapere se gli investimenti hanno una reale efficacia o no. In questo senso quindi Internet si diffonderà sempre più nell'ambito dell'investimento pubblicitario e questo avverrà in modo molto accelerato con l'introduzione della banda larga, quando questa sarà disponibile ovunque.
Quindi si può dire che il tempo di Carosello sta per finire: questo anche in Italia.

28 Ottobre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Library 2.0


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In occidente le prime vere biblioteche furono create dai romani: si poteva accedere a dei luoghi in cui gli scritti erano riportati su pergamene, si potevano copiare queste pergamene e gli scritti erano normalmente prodotti in due lingue, il latino e il greco.
Da allora le librerie non sono cambiate di molto, sono cambiati i supporti, nel senso che al posto dei libri ci sono i Dvd e altre modalità di registrazione dell'informazione. Ma l'evoluzione in corso di Internet, che è stata ribattezzata alcuni anni fa Web 2.0, che è basata sull'intelligenza condivisa, sta ponendo le basi per una nuova concezione delle biblioteche e per la loro evoluzione. Questa è la base di un nuovo modello di biblioteca che è detta Library 2.0 o anche L2; L2 è basata sull'interazione continua tra lettori e biblioteche e la creazione di nuovi servizi degli utenti in funzione alle loro richieste. Una biblioteca quindi in continuo divenire, conformata ai desideri di consultazione e di chi accede all'informazione. Il termine L2 è stato usato per la prima volta nell'ottobre del 2005 da Michael Casey nel suo blog Library Crunch e durante Internet Librarian 2005, la prima conferenza sulle biblioteche in cui fu affrontato il tema di Web 2.0. Molte biblioteche hanno adottato uno standard che viene chiamato Opac, che sta per Online Public Access Catalogue, un catalogo elettronico on line del materiale disponibile nelle biblioteche. Il più grande database Opac del mondo si chiama OCLC WorldCat, una parola difficile che spiega semplicemente l'esistenza di un catalogo creato già nel 1971, nel quale sono disponibili informazioni sul contenuto di 60.000 librerie nel mondo di ben 90 Paesi. WorldCat indicizza un miliardo e 400.000 contenuti sia fisici che digitali in ben 360 lingue. L'accesso alle informazioni inizialmente è in formato carattere, con la diffusione di Internet ha adottato la più comoda interfaccia web. WorldCat consente di identificare con un codice univoco un contenuto, di visualizzare recensioni o di ricercare altre versioni dello stesso libro in diversi siti o in diversi formati. Dal 2003 è stato avviato il progetto pilota Open WorldCat per rendere disponibili in modo graduale i contenuti delle biblioteche a motori di ricerca come Google e Yahoo e alle librerie on line. Quest'integrazione consente di rintracciare una biblioteca che dispone di un particolare libro o di un particolare testo con la semplice frase "find in a library", seguita poi dall'oggetto che si vuole rintracciare. In futuro l'utente potrà quindi accedere a un testo presente in una qualunque biblioteca del mondo senza muoversi da casa sua, ci si potrà iscrivere a un catalogo mondiale e non solo alla biblioteca della propria città. I testi saranno consultabili in digitale e stampabili. Le biblioteche adotteranno nel tempo un linguaggio comune basato sul fatto di poter condividere le informazioni in tutto il mondo, in tutte le biblioteche. L'accesso di massa a una biblioteca universale produrrà quindi, come sempre avviene in rete, altra conoscenza basata sulle integrazioni di ciò che si acquisisce.
Gli studiosi o anche i semplici lettori potranno aggiungere commenti ai testi, modificarli, inserire approfondimenti e fare dei links in seguito disponibili a chiunque acceda allo stesso testo, utilizzando per esempio la tecnica del Wiki, ossia l'inserimento di conoscenza ipertestuale all'interno di testi già esistenti, come avviene già per Wikipedia, la più grande enciclopedia del mondo. La disponibilità di un libro in rete sarà quindi illimitata, in quanto digitalizzato, e la comparazione di versioni diverse di un testo sarà possibile e immediata. L'acquisizione di nuovi libri da parte del network delle biblioteche mondiali verrà comunicata in tempo reale a qualunque lettore, in funzione della sua area di ricerca o della sua area d'interesse. Quindi si può dire che le biblioteche si stanno evolvendo in una nuova biblioteca di Alessandria digitalizzata, accessibile in tutto il mondo da chiunque, in qualunque testo e in qualunque formato.

22 Ottobre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Il crowdsourcing


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L'intelligenza collettiva è ormai parte dei modelli di business sia delle società emergenti che delle maggiori aziende di Fortune 500. Il fenomeno di cui parlo oggi si chiama Crowdsourcing, che è un neologismo che richiama il termine outsourcing: mentre in quest'ultimo caso ci si riferisce ad attività non legate al core business e esternalizzate dalle aziende al minor costo possibile, per Crowdsourcing s'intende un'attività legata al core business e la possibilità di acquisire nuove idee, oltre a suggerimenti e a critiche, sui propri servizi e prodotti da chiunque in rete, in cambio di un compenso, voglia contribuire.
A livello aziendale fenomeni simili al Crowdsourcing sono il Collettive Customers Commitment, anche chiamato CCC e il Mass Customization Collettive Customers Commitment, che tendono a integrare i clienti nell'innovazione del prodotto. Il termine Crowdsourcing è stato ideato da Jeff Howe su Wired nel giugno del 2006 ed è quindi relativamente recente, ma i suoi esempi di applicazione sono molto numerosi: il più interessante è la società Innocentive, che è stata fondata nel 2001 nel Massachussets per il mercato farmaceutico dal produttore Eli Lilly e mette in relazione dei ricercatori con le aziende del settore. Innocentive si è estesa a molti altri settori, oltre a quello iniziale e oggi dispone di 180.000 membri, tra cui molti scienziati. Il meccanismo è semplice: le organizzazioni espongono sul sito un particolare problema e valutano le soluzioni ricevute. Il costo aziendale d'iscrizione annua è di circa 100.000 dollari, oltre a un premio per ogni soluzione di successo per l'ideatore. Tra i 150 clienti di Innocentive vi sono società come Boeing, Dupont e Procter&Gamble. Ali Hussein di Innocentive ha dichiarato che viene introdotto un moltiplicatore alla ricerca e sviluppo, normalmente la percentuale di successo delle soluzioni proposte è del 12 /18%. Attraverso Innocentive la percentuale di successo sale al 35% e oltre. Per Karim Lakhani dell'Mit questo non rappresenta una sorpresa, in quanto il valore di reti come Innocentive è la diversità di background intellettuale dei partecipanti.
Oltre a Innocentive ci sono altri esempi di Crowdsourcing, come il Cambrian House per lo sviluppo di applicazioni software, oppure Amazon Mechanical Turk, un servizio di Amazon il cui nome deriva da un finto automa con un turbante, con all'interno una persona capace di battere i migliori scacchisti e poi altre due aziende vanno nominate, che sono High Stock Photo, che è un servizio di vendita di fotografie con decine di migliaia di fotografi amatoriali e Publish Inside Journalism della Minnesota Public Radio, che acquisisce conoscenza ed esperienze dirette dalle persone per trasmetterle. Insomma, il valore della conoscenza sta diventando fondamentale nello sviluppo delle aziende e della conoscenza in rete, chi può contribuisce. In futuro vi sarà una trasformazione degli attuali processi di customers service, il cliente non esprimerà più solo critiche o consigli, ma idee progettuali remunerate. La progettazione dei servizi e dei prodotti diventerà quindi frutto dell'intelligenza collettiva.

14 Ottobre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Lo sviluppo del mobile


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Il Mobile Internet è uno strumento molto diffuso, l'iPhone e i device mobili sono ormai un oggetto universale, che consente di comunicare e navigare e disporre di servizi digitali di ogni genere durante il corso della nostra giornata, quindi fotografare, comprare on line etc.
Un recente studio mobile Advertising and marketing, delivery channel analysis and global forecasting 2008/2015, stima che 70 milioni di persone accederanno alla rete attraverso il Mobile entro il 2009.
La Società Forrester Research valuta in 1/3 gli europei che si collegheranno in modalità Mobile a Internet nel 2014, il segnale di una crescita che sta cambiando Internet dalle fondamenta sono molto visibili l'accesso Mobile a Facebook, il social media più diffuso è triplicato negli ultimi mesi, inoltre secondo Nielsen la visione di filmati è aumentata del 70% nel 2009.
Lo sviluppo del Mobile è tale da aver costretto AT&T che supporta l'iPhone della Apple a posticipare l'introduzione di nuove funzionalità del Mobile come per esempio l'mms a causa dell'eccessivo traffico. Il settore che ha avuto i maggiori benefici dal mobile è fino adesso la pubblicità, il mobile infatti permette di profilare campagne sul singolo utente, di massimizzarne il ritorno, le campagne possono utilizzare informazioni personali e demografiche e di localizzazione del target di riferimento che ne aumentano di molto l'efficacia, è dimostrato da studi economici che la pubblicità del mobile ha ritorni superiori a quelli di ogni altro investimento pubblicitario.
Nei prossimi anni è prevista una forte accelerazione per arrivare a circa 13 miliardi di dollari nel 2013, in particolare in Asia, Europa e Stati Uniti, se la pubblicità sta ottenendo grossi risultati fin da ora e anche nel prossimo anno, la stessa cosa non si può dire per l'e-commerce, infatti l'e-commerce sta sviluppandosi con un ritardo, questo ritardo è dovuto prevalentemente a molte società retailer che rimangono in attesa di un'esplosione del mercato, anche se brand importanti hanno sviluppato una loro versione mobile per la vendita dei prodotti e servizi, come per esempio Amazon, Ralph Lauren, Sears quest'ultimo uno dei maggiori retailer americani con ricavi pari a 23,6 miliardi di dollari annui e 800 flowers che è la prima società d'invio di fiori nel mondo, quotata anche al Nasdaq.
I prodotti attualmente più acquistati con il mobile secondo la società Price Grabber in una recente rilevazione sono contenuti digitali, quindi musica, applicazioni e videoclip, elettronica di consumo, computer laptop, libri, vestiti e infine orologi e gioielleria. Un'analoga ricerca di eMarketer su cosa potrebbero comprare le persone se questo fosse reso disponibile, rovescia un po' questa classifica, infatti la prima in assoluto cosa che uno vorrebbe comprare con il mobile è la pizza, con il 59% degli intervistati, seguita dai biglietti per il cinema, eventi e al 40% prenotazioni di camere di albergo, musica e biglietti di viaggio, cose molto più simili alla quotidianità dell'uso del mobile, piuttosto che a un acquisto valutato come ad oggi è attraverso un lap top o attraverso un personal computer fisso.
Comunque il mobile commerce è frenato oggi dalla mancanza di offerta, ma non dalla potenziale domanda, nel 2008 infatti soltanto il 7% dei retailer on line, disponeva di una versione per il commercio elettronico mobile. In un recente sondaggio risulta che ancora il 74% dei potenziali acquirenti, ritiene rischioso comprare attraverso il mobile.
Il mobile commerce oltre a questi fattori è anche ritardato nel suo sviluppo dalla percezione d'insicurezza sulle transazioni di acquisto, la privacy e la mancanza di un'offerta reale in funzione della mobilità, in ogni caso pur con gli attuali ritardi, il futuro dell'e-commerce sarà prevalentemente mobile e chi investirà per primo avrà la possibilità di acquisire il mercato.

7 Ottobre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Il phishing


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Il fenomeno del cosiddetto phishing si sta diffondendo in rete mettendone a rischio la credibilità, il phishing è una tecnica utilizzata per ottenere l'accesso a informazioni personali e riservate con la finalità del furto d'identità, attraverso messaggi e interfacce fasulli creati per apparire autentici.
Il navigatore può essere quindi indotto a rivelare inconsapevolmente i suoi dati privati, per esempio il numero di conto corrente, la password, il numero di carta di credito.
Nella nostra posta elettronica riceviamo spesso messaggi attribuibili a una banca, talvolta proprio la nostra banca che chiedono di inserire dati o di cliccare un link, le istituzioni finanziarie sono infatti, com'è normale pensare, il principale obiettivo del phishing, quest'ultimo si attua attraverso 4 tecniche:


  1. il phishing mail, con l'invio di un'e-mail fraudolenta

  2. il phishing key logger, con l'acquisizione dei dati inseriti direttamente dalla tastiera

  3. il phishing redirector, con la ridirezione a un sito, spesso un clone del sito che volevamo consultare

  4. il pharming, che è la creazione di un falso sito che contiene copia delle pagine di un sito originale


Il phishing purtroppo è in forte crescita e sta evolvendo anche dal punto di vista delle tecniche di sottrazione d'identità, come riportato dal rapporto che viene pubblicato semestralmente, Security Trandes Report di Websense security labs, dallo studio emerge l'esistenza di vere e proprie società che producono e vendono software per le frodi on line con programmi di partnership, secondo Websense molti siti che appaiono simili all'originale per compiere delle frodi, sono sviluppati con dei software che consentono una costruzione di siti fraudolenti, il primo in assoluto è disponibile in un sito russo e consente anche ai neofiti di diffondere virus sottoforma di trojan horse, di catturare quindi l'inserimento dei dati dalla tastiera dell'utente e inserire del codice nel personal computer del navigatore e aprire una porta di accesso ai suoi dati, uno di questi è il web-attacker che ha un prezzo di poche centinaia di dollari e i siti infettati sono migliaia.
Un altro sito è Nuclear Grabber anch'esso russo, che consente di simulare completamente un sito bancario, il server che normalmente ospitano questi cloni si trovano in Asia.
Una situazione si sta diffondendo in particolare, dopo la concessione al sito desiderato e il riconoscimento dell'utente si è ridirezionati a una pagina con la stessa grafica del sito e vengono richiesti dati supplementari, quindi si ritorna al sito di provenienza, in questo modo la sottrazione di informazioni sensibili avviene senza che il navigatore se ne accorga, in pratica pensa sempre di essere sullo stesso sito di partenza.
Chi sviluppa toolkit di phishing purtroppo è spesso un esperto nel disegnare interfacce utente e il phishing sta anche iniziando ad attaccare i social network, sfruttando le numerose interconnessioni presenti, una tecnica per esempio è quella di inviare un link al web site attraverso una finestra di chat, il link conduce a una pagina identica al social network in questione che richiede il login.
I paesi più colpiti dal phishing sono Stati Uniti, Cina e Germania, brand con il maggior numero di attacchi sono Google, MySpace e Yahoo.

1 Ottobre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Il libro elettronico


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Il libro elettronico non è un concetto recente, ma per molto tempo ogni tentativo di proporre un lettore di ebook sul mercato è sempre fallito, Kindle il lettore proposto da Amazon nel novembre 2007, ha segnato il punto di svolta, Kindle ha le dimensioni di un libro tascabile e due elementi di forza: 1) la possibilità di scaricare un libro in pochi minuti attraverso la rete che è gratuita, quindi compresa nel prezzo che è una rete creata da Amazon che si chiama Evdo detta anche Whispernet; 2) lo sterminato catalogo di titoli di Amazon.
Esistono oggi due versioni di Kindle in funzione della dimensione dello schermo, quella iniziale che è Kindle versione 1.2 ha la dimensione di un piccolo libro, mentre quella che attualmente è in commercio che si chiama Kindle Dx la sua ultima versione ha uno schermo di circa 24 centimetri e può memorizzare fino a 3.500 libri, ovunque ci si trovi oggi soltanto negli Stati Uniti si possono scaricare i libri in formato Kindle, oggi esistono 300 mila titoli gratuiti e non gratuiti disponibili su Amazon in questo formato, il prezzo dei libri non gratuiti è sempre inferiore al prezzo del libro cartaceo e è intorno al prezzo medio di 10 dollari. Amazon pubblica ogni mese circa 25 mila titoli in formato Kindle e quindi nel tempo quasi tutta la letteratura disponibile su Amazon sarà in questo formato. Con Kindle si può accedere anche a un giornale come il Washington Post o il New York Times e pagare mensilmente una quota che può variare dai 6 ai 15 dollari, per fruire di tutta l'informazione del giornale quotidianamente attraverso l'interfaccia ebook di Amazon.
Il prezzo della versione base è di 259 dollari e è scesa di circa 100 dollari in un anno, quindi si prevede che i prezzi per questo ebook scenderanno nel tempo.
L'ultimo ebook, quello di dimensione maggiore, il Dx costa 489 dollari, purtroppo per entrambi non c'è una fruizione ancora possibile in Europa, ma solo negli Stati Uniti per motivi di accordi con le società di telefonia e quindi con la possibilità di scaricare i libri ovunque ci si trovi. Kindle può memorizzare fino a 3500 titoli, di questi 3500 chiunque può fare ciò che vuole, quindi evidenziare i contenuti, sottolinearli, fare degli scarabocchi, così come si fanno sui libri quando noi vogliamo integrare dei contenuti e poi mantenerli nel tempo. Amazon ipotizza ricavi tra i 400 milioni di dollari e i 750 milioni di dollari entro il 2010, quindi questo business potrebbe diventare un business non soltanto importante, ma prevalente nell'arco di alcuni anni.
Oggi i dati forniti da Amazon dicono che nel 2008 i testi venduti nel formato Kindle sono stati circa il 12% dei libri venduti complessivamente da Amazon, l'ultima novità relativa a Kindle è l'accordo fatto per l'Iphone, per cui chi comprerà dei libri attraverso Amazon, potrà fruirne anche attraverso il comune Iphone che è sempre più diffuso.

 

19 Agosto 2009

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I ministeri della Sanità on line in Europa


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In questi giorni di preoccupazione e talvolta di panico per l'epidemia della febbre suina, le persone cercano in Rete le informazioni dalle fonti più autorevoli.
Casaleggio Associati ha fatto una valutazione dei siti dei ministeri della Sanità europei, la cui configurazione varia molto da nazione a nazione. La Rete, in questo caso, è uno strumento fondamentale di comunicazione e di servizi nell'ambito della salute, se usata pienamente e correttamente.
Lo studio, però, ha rilevato profonde differenze e qualche volta anche molte carenze nei vari siti, ad esempio nelle modalità di navigazione e accesso alle informazioni.
Nel sito tedesco si ha un eccesso di formati, di font e di colori che genera un'impressione generale di confusione; al contrario, il sito del ministero belga rende difficile la navigazione per una eccessiva uniformità di colori e di caratteri.
I menu di navigazione all'interno di un sito del ministero della Sanità possono definire le aree di accesso per singola categoria, come "cittadino", "operatore", "giornalista": questa modalità, molto utile, è presente in modo corretto sia nel sito spagnolo che in quello italiano.
Un altro tema per i siti della Sanità è quello dell'accessibilità dei contenuti, quindi la possibilità da parte di persone disabili di accedere comunque all'informazione e ai servizi: in questo caso il sito svedese ha sviluppato molto bene il tema e permette, oltre alla modifica classica del corpo dei testi, anche l'ascolto di tutti i contenuti del sito.
La possibilità di relazione tra sito e navigatori è quasi sempre assente. Questo tipo di relazione è spesso ristretta soltanto a pubblicazione di numeri telefonici e indirizzi email. Uno dei rari esempi di richiesta di feedback, in tutta Europa, è il sito finlandese.
Veniamo poi ai servizi. I servizi dei Ministeri sono, di solito, rivolti a due categorie specifiche di visitatori: i cittadini e gli operatori. Uno dei servizi più diffusi e più semplici è il motore di ricerca, che permette di risalire a tutte le strutture della sanità presenti in una certa nazione, come avviene per il sito francese e per quello italiano, che consente la localizzazione di tutte le ASL e il loro riferimento sul territorio.
Un servizio importante è la possibilità di acquisire della modulistica on line, per ogni tipo di richiesta e sono, di solito, tantissime: in questo caso i migliori siti sono ancora quello francese e quello austriaco che offre moduli e plichi informativi in ordine alfabetico e raccolti per tematiche.
Il sito lussemburghese fornisce, inoltre, un dizionario accurato per ogni patologia riferita ai sintomi e successivamente alle analisi mediche in ordine alfabetico, tutto questo consultabile attraverso una figura umana, in modo diretto.
Il sito portoghese, infine, elenca i medicinali e il loro utilizzo insieme ai prontuari terapeutici.
Per quanto riguarda gli operatori, il settore relativo a bandi, gare e concorsi è molto importante e queste informazioni sono riportate in modo completo in alcuni siti: il migliore in assoluto è quello tedesco.
Questo studio ha rilevato ampi margini di miglioramento per quasi tutti i siti europei, in particolare nell'ambito dell'efficacia nella relazione e nella costruzione di servizi immediatamente fruibili.
La valutazione complessiva per i siti dei Ministeri vede al primo posto la Germania, seguita dalla Gran Bretagna e dal Lussemburgo. L'Italia è undicesima su quindici nazioni valutate.
I siti dei Ministeri della Salute della Comunità Europea dovrebbero uniformare al più presto almeno l'informazione legata a temi trasversali, come per esempio in passato l'influenza aviaria e oggi quella suina. Il cittadino europeo, in sostanza, dovrebbe avere su questi temi, in Rete, e in tempo reale un'informazione europea.

12 Agosto 2009

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Chrome OS


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Il 7 luglio Google ha annunciato un nuovo sistema operativa che si chiama Chrome OS: questo sistema operativo è integrato con un browser, che si chiama per l'appunto Chrome, di Google che è stato scaricato negli ultimi nove mesi da ben 30 milioni di utenti. Chrome è un software open source, basato su Linux, quindi chiunque può fruirne e riutilizzarne anche il codice in modo gratuito. Attraverso Chrome Os, questo nuovo sistema operativo, si accede direttamente alle applicazioni in rete sviluppate da Google o anche da altri.
All'inizio, per questo momento il sistema operativo di Google ha, come principale target, il mercato del netbook, quindi la versione in miniatura dei comuni PC portatili, usati in prevalenza per navigare in rete e per la posta elettronica. I produttori di netbook che utilizzeranno Chrome OS non dovranno più pagare il costo della licenza Windows alla Microsoft. I partners che hanno già dichiarato di adottare, nel corso dell'anno prossimo, questo nuovo sistema operativa sono Acer, Adobe, Asus, Freescale, HP, Lenovo, Quadcom, Texas Instrument e Toshiba. Questo nuovo sistema operativo è un attacco diretto a Windows, in quanto consente l'accesso a applicazioni disponibili in rete senza la necessità di averle sul proprio computer. I programmi per ufficio della Microsoft, legati al tradizionale PC, potrebbero soffrire molto dal punto di vista commerciale nei prossimi anni. Il CEO di Google, Eric Shmidt, ha dichiarato che Chrome OS è un'opportunità per costruire un sistema operativo basato sull'ubiquità e sulla potenza di Internet: in dieci anni i computer, le reti, ogni cosa utilizzata sarà cento volte più veloce e cento volte meno costosa, quindi in pratica è gratuita. Chrome OS è stato progettato per l'appunto da Google per questo futuro: un futuro in cui le applicazioni saranno in rete, saranno affidabili, complete e quasi sempre gratuite, l'utente non avrà più bisogno di memorizzare in locale dati e applicazioni, ma potrà accedere a questi attraverso la rete, in quello che viene normalmente chiamato cloud computing, quell'insieme di risorse hardware e software che sono distribuite in rete e non immediatamente visibili dall'utente.
Chrome OS è l'ultimo tassello di una competizione per il dominio della rete tra Google e Microsoft, che li vede contrapposti in molte applicazioni: infatti esiste un confronto tra Chrome contro Explorer per quanto riguarda i browser, negli smart phone con il sistema Android verso Microsoft e Window Mobile e nei motori di ricerca in cui Microsoft sia è affacciata con Bing, che va a fare concorrenza direttamente a Google. Lo spostamento delle applicazioni dal proprio PC alla rete non è un concetto nuovo: servizi di mail e servizi più in generale, come Twitter o Facebook, sono in rete e sono largamente diffusi e noi possiamo accedervi senza memorizzare nulla sul nostro PC.
I ricavi di Google, come tutti sanno, derivano dalla pubblicità, quelli di Microsoft prevalentemente dagli applicativi di Office e dal sistema operativo Windows. Google oggi può permettersi di regalare il software, nel tempo, in mancanza di una strategia basata sulla rete e alternativa a quella di Google, Microsoft sembra destinata a grandi difficoltà, nonostante la presenza del suo software in ben il 90% dei PC del mondo. Negli anni '90 Microsoft riuscì a mantenere il predominio dell'accesso alla rete, imponendo il suo browser, Explorer, alle spese di Netscape. Oggi la storia sembra ripetersi, però ai danni di Microsoft: Google, infatti, attraverso il suo browser offre un sistema operativo gratuito che può essere, nel tempo, sostituito a quello di Microsoft, quindi Windows. La Microsoft è corsa, dopo questo annuncio, immediatamente ai ripari con l'annuncio di una versione on-line gratuita di parte del suo software Office, disponibile in rete. Questo software sarà fruibile solo dal prossimo anno, comunque la domanda che oggi si fa la maggior parte delle persone che opera nel mondo della rete e del software più in generale, è se Microsoft riuscirà a sopravvivere a quella che è ormai definita la post PC age, quindi l'era dopo il PC.

5 Agosto 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

User driven media


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Gli user driven media sono i palinsesti creati direttamente dagli utenti: se pensiamo ai portali classici dell'informazione, quindi quelli derivati, come per esempio Corriere.it o Cnn.com o Lemonde.fr, dall'informazione tradizionale, tendono a replicare sulla rete lo stesso palinsesto, quindi le stesse impostazioni, in termini di importanza e dimensione anche visiva, delle informazioni che si vogliono sottolineare. Questo in rete non funziona, infatti questi cosiddetti user driven media stanno dimostrando che le decisioni sul palinsesto vengono prese direttamente da coloro che cercano le informazioni.
Gli user driven media sono, per esempio, tre portali, siti esistenti in rete che si chiamo Digg, Delicious e Reddit . In particolare consentono di dare a ogni informazione lettera in rete una votazione e quindi di fare salire o scendere un'informazione in funzione della sua attualità, del suo peso e della sua importanza. Tutti e tre questi portali citati sono nati negli ultimi anni, quindi tra il 2003 e il 2005, uno di questi è anche stato acquisito da Yahoo recentemente. Esiste una società in rete che si chiama Project for Excellence in Journalism, che è specializzata nell'analisi dell'informazione: questa società ha confrontato 48 giornali tradizionali con la loro presenza on line e le notizie, invece, indicate dagli utenti della rete attraverso i cosiddetti user generated site, di cui ho parlato prima. I risultati della ricerca dimostrano una totale divergenza nelle priorità assegnate dai lettori e dagli editori classici, quindi si sta forse affermando una nuova figura che è quella del lettore, che è anche giornalista e editore, conseguentemente che definisce lui stesso il palinsesto. I siti di informazione generati dagli utenti hanno, come fonti prevalenti, la rete stessa e quindi i blog e web site e riportano informazioni pratiche, molto spesso locali, informazioni definite anche come "news that you can use", quindi immediatamente fruibili. Queste informazioni sono diverse da quelle che vengono proposte dai media tradizionali on line: sono di veloce fruizione, difficilmente si rimane su un tema per lungo tempo, per più di una o due ore e lo studio fatto dalla Società Project for Excellence in Journalism, ha dimostrato che solo il 5% delle notizie dei palinsesti dei media tradizionali on line è citata nei palinsesti dello user driven media, come può essere Reddit o può essere Digg, quindi una totale divergenza nell'attribuzione dell'importanza data alle informazioni on line rispetto all'off line.

29 Luglio 2009

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Il futuro del web


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Quale è il futuro di Internet? Ogni anno a San Francisco si tiene un convegno, il Web 2.0 Summit, che è il convegno più importante del mondo sull'evoluzione di Internet. In questo convegno si cerca di capire quale è lo stato dell'arte, ma anche che cosa ci aspetta nel futuro per quanto riguarda la Rete.

A questo convegno partecipano tutti i leader delle società di tecnologia e di applicazioni più importanti, come possono essere quelle di Microsoft, Google, Amazon e anche opinionisti mondiali, come è avvenuto al quinto appuntamento, l'ultimo che si è tenuto, in cui si è parlato di Internet nel sociale, nella politica. A San Francisco si è discusso per tre giorni, nell'ultimo convegno, del futuro della Rete e tra i temi citati è importante sottolineare la vittoria di Obama, che è stata commentata positivamente per due motivi: primo, che la Rete è stata cruciale, importante per la sua elezione e che lui stesso crede nella Rete, conseguentemente darà un forte impulso allo sviluppo della Rete negli Stati Uniti e a tutto quello che ne consegue nelle diverse aree sociali.

Un altro punto discusso è stato quello del mobile, che è il futuro assoluto di accesso alla Rete, che cambierà le modalità e anche le applicazioni di Rete.

Il terzo punto è stato quello dello spostamento in Rete della pubblicità, che sta avvenendo con una velocità superiore a quella che era stata prevista alcuni anni fa e che, sostanzialmente, sposta il flusso economico delle informazioni dai media broadcasting alla Rete.

Ultimo punto, legato anche all'attualità della crisi economica, è l'utilizzo della Rete per efficientare i processi interni delle aziende, che possono avere un risparmio dal 30 al 60% con Intranet e, sostanzialmente, questi sono stati i punti più importanti. Tra gli interventi più interessanti vi sono stati quelli di Kevin Kelly della rivista Wired, di Mary Meeker di Morgan Stanley, di Ralph De La Vega di AT&T e di Mark Zuckerberg di Facebook e, infine, anche di Al Gore. Al Gore ha spiegato le valenze sociali del web: in particolare la democratizzazione dei media e Al Gore crede che la Rete possa diventare un'intelligenza sociale collettività che lui chiama social activism, per l'ingresso in una nuova era nella gestione dei trasporti, dell'energia e della produzione dei beni.

Mary Meeker, di Morgan Stanley ha parlato di economia e ha dato alcuni numeri, in particolare ha sottolineato la crescita delle società che sono le più importanti per livello di crescita nell'ultimo anno e che sono state YouTube, Facebook, Skype, Paypal e E-Bay. Skype è importante dire che, se fosse un operatore telefonico, sarebbe il secondo nel mondo.

Ralph De La Vega di AT&T ha spiegato che AT&T sta spostando verso il mobile molta della sua attenzione e del suo sviluppo economico e già alcuni milioni dei suoi clienti hanno in dotazione un iPhone e di questi, che hanno un iPhone, il 40% è un nuovo cliente, questi quasi la metà. La tendenza, secondo Ralph De La Vega, in futuro sarà di muoversi senza più portare il computer con sé per accedere alla Rete e l'iPhone potrà essere, in futuro, l'accesso diretto alla televisione o al video al plasma, che chiamiamo ancora oggi televisore.

Infine Kevin Kelly di Wired, ha dato un'interessante prospettiva storica della Rete: ha ricordato che, dall'ingresso della Rete, ossia da quando è stata creata la prima pagina web html da Barnes Lee, sono passate soltanto poche migliaia di giorni, ad oggi circa 7. 000 giorni e quindi un tempo brevissimo e, da allora, vi sono stati tre passaggi fondamentali legati tutti alla condivisione delle risorse. I passaggi sono stati la condivisione del computer, la condivisione dei dati e adesso la condivisione delle applicazioni. Per Kelly il futuro che ci aspetta e che lui definisce socialismo 2. 0, sarà la convergenza in un'unica piattaforma di media, dati e processi: se qualcosa non sarà presente in questa piattaforma e quindi in Rete, di fatto non esisterà più.

22 Luglio 2009

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La guerra dei browser


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Nella seconda metà degli anni Novanta, Bill Gates e la Microsoft, vinsero la battaglia dei browser, il primo browser di grande successo fu Netscape Navigator e pose un grave rischio alla diffusione di Windows, in quanto quest'ultimo integrava praticamente tutte le applicazioni tranne i browser. Arrivò Internet Explorer e, grazie alla diffusione di Windows, in pratica uccise nella culla Netscape Navigator. Questa situazione fu poi seguita da molti strascichi legali e, fino a oggi, Internet Explorer ha mantenuto una leadership, anche se sempre più intaccata da altri browser. I browser sono i software che usiamo per navigare in rete e che ci consentono di visualizzare i contenuti dei siti.
Dicevo che nell'ambito di questa situazione di concorrenza tra browser si è affacciato il browser di Google, che si chiama Chrome. Attualmente Chrome ha raggiunto il 4% della diffusione dei browser sui PC e in Italia, secondo le nostre valutazioni, il primo è sempre Microsoft Internet Explorer, con circa il 55%, seguito da Firefox con circa il 30% e con Safari di Mac con circa il 5%. Cosa ha in più Chrome rispetto ai browser attuali? In più ha, secondo Google, un'architettura per la sicurezza molto più efficace e, soprattutto, la visualizzazione in home page di Chrome di tutti i siti più frequentemente navigati sottoforma di home page.
Il browser Chrome ha anche una velocità di accesso superiore, anche se di poco, rispetto ai browser precedenti. Comunque la diffusione di Chrome sconta una lentezza, un'inerzia del sistema, in quanto bisogna adattare i propri siti ai nuovi browser affinché si abbia una visione completa dei contenuti e questo spesso non viene fatto soprattutto dai siti aziendali.
Chrome rappresenta anche, però, per alcune organizzazioni, in particolare per una delle organizzazioni più importanti nella difesa della rete, che si chiama Electronic Frontier Foundation, un possibile rischio per la privacy per quanto riguarda i dati dei navigatori. Il Presidente dell'organizzazione Peter Eckersley ha dichiarato: "siamo preoccupati che Chrome possa diventare una sorta di tappeto magico gigante che trasporta le nostre informazioni private direttamente dentro il database di Google. Google conosce già troppo di quello che la gente pensa in ogni momento".
Windows di solito fa riferimento a dati che sono presenti sul nostro PC. Quest'impostazione oggi sta mutando e i dati sono sempre meno presenti sul nostro PC e sono sempre più presenti in server di cui non conosciamo neanche la localizzazione, sostanzialmente per noi sono presenti all'interno della rete. L'accesso a questi dati sarà quindi sempre più possibile attraverso alternative a Windows, stiamo andando verso una diversa acquisizione dei dati e delle applicazioni, libera, non legata a un'impostazione fisica e questo metterà in crisi e sta già mettendo in crisi fortemente l'impostazione della Microsoft, che vede in Windows il suo punto di riferimento per una presenza mondiale sul mercato.

15 Luglio 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Social shopping


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Per chi acquista un prodotto oppure accede a un servizio da quasi due anni è possibile in rete accedere a delle comunità che hanno preso il nome di social shopping. Sono comunità che fanno valutazioni sulla esperienza di chi le frequenta, legate ai servizi e ai prodotti di una certa società. I siti di social shopping derivano dai siti già esistenti di social network, che mettevano in relazione persone però senza un obiettivo comune. In questo caso l'obiettivo è la valutazione di un prodotto, la valutazione di un servizio.

Le società di social shopping, nonostante il fenomeno sia recente in quanto parliamo soltanto di un paio di anni, sono molto numerose, tra queste alcune vanno citate per la loro impostazione, in particolare una si chiama Kaboodle ed è legata al fatto che i profili delle persone che acquistano un certo prodotto sono molto simili tra di loro, altri siti legati al social shopping importanti sono Crowdstorm che invece che valutare le persone che la frequentano, in realtà analizza continuamente il rumore di fondo della rete, cioè relativo certamente a un prodotto e a un servizio in continuazione, per capire quali sono in quel momento quelli di maggior successo che possono essere valutati.

La valutazione poi viene lasciata alle persone all'interno di questa comunità. Si sta affermando un social shopping etico in cui la valutazione non sia soltanto basata sulla qualità del prodotto, ma sia anche basata sulla qualità etica della società che propone il prodotto.

In particolare le forme di aggregazione in rete definite social shopping stanno sostituendo gli uffici marketing e vendite delle società. Il rumore di fondo della rete e quindi come viene amplificato il messaggio è molto importante perché un certo servizio e prodotto sia conosciuto, ma questo rumore di fondo viene immediatamente bloccato o viene parzialmente bloccato se la società è non particolarmente etica. In altri termini se ho un prodotto o un servizio di ottimo livello ma questo prodotto o servizio in rete è legato alla reputazione discutibile di una società, perché questa è associata alla distruzione ambientale oppure allo sfruttamento del lavoro, l'informazione legata al prodotto o servizio non si diffonde e se si diffonde si diffonde in modo negativo.

Quindi le comunità on line possono essere considerate, in particolare quelle di social shopping, un vero e proprio prolungamento degli uffici di progettazione delle aziende perché il migliore modo di scoprire difetti oppure desiderata dei clienti e dei potenziali clienti è quello di ascoltarli e di prendere da loro i riferimenti per lo sviluppo del prodotto o del servizio. Va citata tra le primissime ad avere adottato una relazione in presa diretta è la Harley Davidson che da molti anni integra la propria progettazione e rende visibile la propria progettazione in rete con le opinioni e i suggerimenti degli internauti.

8 Luglio 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Codice di comportamento sui Social Media


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The Dow Jones ha recentemente pubblicato delle linee guida per gli impiegati e i dipendenti delle società che fanno comunicazione finanziaria negli Stati Uniti, in particolare gruppi come The Wall Street Journal. Queste linee guida indirizzano il comportamento degli impiegati nella comunicazione sui cosiddetti social media, quindi media assimilabili a conversazioni continue on line, interazioni come possono essere Facebook o Twitter o anche Digg o My Space. Questo codice del Dow Jones ha avuto delle reazioni molto differenti: alcuni l'hanno considerato inapplicabile, altri l'hanno considerato un limite alle libertà personali. Comunque il prontuario, il decalogo del Dow Jones ha avuto il merito di far emergere il problema.

La posizione di managers e dipendenti sulla comunicazione nei social media è però molto differente: infatti questo è emerso in uno studio, che è quello annuale della Deloitte, che ha come titolo Ethics and Workplace, in questo studio il 60% dei dirigenti ha affermato che l'azienda e loro in particolare devono avere il diritto di sapere come i dipendenti comunicano sui social media; se la stessa domanda viene posta ai dipendenti, la risposta è diametralmente opposta: infatti il 53% dei dipendenti dice che non vuole alcun controllo sulla propria comunicazione on line nei social media. In generale, soltanto il 17% delle società ha attuato un programma relativo ai social media, per la comunicazione sui social media, quindi molto poche. In questo contesto c'è anche un'analisi fatta da Websense, che rileva che il 62% delle aziende ritiene, viceversa, che i social media sono fondamentali per lo sviluppo del business. Ci sono aziende che hanno, nei confronti del social media, una totale ignoranza, altre che proibiscono l'accesso senza alcuna possibilità, per i propri impiegati, durante l'ora di ufficio e conseguentemente lo vedono come un pericolo; altre ancora indirizzano una regolamentazione molto restrittiva nell'utilizzo del social media e infine però ci sono anche società che vedono nel social media una grande opportunità. Un esempio positivo nella gestione del social media è quello della Dell, che ha 45 persone che si occupano a tempo pieno della conversazione on line, 80 accounts, quindi l'equivalente di indirizzo dell'azienda su Twitter, venti pagine su Facebook e anche un forum interattivo per la definizione dei nuovi prodotti della Dell. Una società che si chiamo Blog Council organizza per le aziende la gestione dei social media: questa società ha dichiarato recentemente che, se si risolve un problema al telefono, nessuno lo viene a sapere, ma se questo problema viene risolto su un social media migliaia o centinaia di migliaia di persone lo sapranno.

2 Luglio 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

I video on line


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La diffusione dei video on line sta cambiando il mercato della produzione dei contenuti. Ormai abbiamo centinaia di milioni di video visibili attraverso diverse piattaforme, la più importante è YouTube. I fattori che hanno permesso la creazione di questi contenuti in un tempo così breve sono stati sostanzialmente due: il costo irrisorio di realizzazione del video rispetto al passato e la possibilità di pubblicare questi video su una piattaforma che paga essa stessa il costo di banda, per cui non esiste il costo di accesso al proprio video, perché viene spostato come costo su una piattaforma come YouTube o come Vimeo e la realizzazione del video costa molto, molto meno, alcune unità di grandezza rispetto a prima.

I video attualmente più diffusi on line sono di informazione, in particolare quella che viene censurata dai media broadcasting, i media tradizionali; le società che oggi esistono in rete e che possono essere definibili come società produttrici di video sono già un'alternativa agli studios di una volta. Un'azienda può ridurre di molto i propri costi affidandosi a queste nuove realtà. Esistono molte piattaforme on line e per ogni video esistono molte attività che possono essere fatte per sviluppare il marketing del video on line. Questa attività è un'attività che oggi viene delegata ad alcune società specializzate, la più importante si chiama Tubemogul che è stata fondata nel 2006. Questa società consente di pubblicare un proprio video su tutte le piattaforme più importanti nel mondo di sottotitolarlo in tutte le lingue che sono desiderate, di promuovere il video, di avere dei rapporti profilati dell'accesso e di indirizzare lo stesso video a campioni specifici di utenti.

Tubemogul ha misurato il successo dei video pubblicati in funzione delle prime 40 società produttrici e ha stilato una propria classifica in cui emergono nuovi studios di livello mondiale per quanto attiene la rete, tra questi vanno nominati Next new networks, HowCast che è stato creato da fuoriusciti di Google e di YouTube, poi For your imagination che ha lo stesso approccio della creazione di serial televisivi però applicata alla rete e poi un sito che si chiama Pbs che diffonde le proprie produzioni sia in rete, sia sulle emittenti televisive.

Il futuro del video on line è strettamente legato alla pubblicità, e in questo senso YouTube sta spostando sempre più il peso dei propri ritorni economici sull'acquisizione di pubblicità nella visione diretta dei video o nella visione associata ai video in aree proprietarie dal punto di vista di chi pubblica il video, oppure aree pubbliche di consultazione.

Da quando esiste YouTube se si consulta la classifica complessiva legata ai canali Director, quindi società come la RAI oppure come altre emittenti televisive, si vede che la prima in assoluto è ancora la RAI con circa 43 milioni di visite dall'inizio della propria presenza su YouTube Italia, però la seconda con circa 43 milioni e qualche centinaia di migliaia di visitatori in meno è Beppe Grillo.

24 Giugno 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Word of mouth


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Passaparola, in inglese è detto word of mouth, citato anche con l'acronimo W.O.M. esiste da sempre ed è nato come trasmissione di un'informazione verbale presso un Consiglio ed è considerato la prima forma di marketing. Il successo del passaparola dipende dalla sua viralità e, in passato, questa era limitata in quanto la rete non esisteva ancora. Oggi, attraverso la rete, abbiamo la possibilità di trasmettere un'informazione da uno a molti e da molti a molti, esistono in rete già società che si occupano della trasmissione dei messaggi e della loro moltiplicazione e loro rafforzamento: tra queste società va citata la società Bazar Boys, una tra le molte. Ultimamente passiamo alla creazione diretta del passaparola all'interno di siti che sono i siti delle aziende, che consentono le cosiddette user review, oppure la possibilità di criticare, oppure la stessa possibilità di partecipare alla progettazione di un prodotto o di un servizio sul sito dell'azienda. Il passaparola ha avuto una grande espansione con il fenomeno di web 2.0, che ha consentito praticamente a chiunque di creare dei contenuti multimediali e di proporli sul web. Consideriamo, per esempio, il valore che possono avere i blogger citati da Technorati, i primi cento blog citati da Technorati raggiungono facilmente le 400.000 visite uniche al giorno. La maggior parte di questi blog è gestita da persone che hanno una grande reputazione e quindi, nel settore specifico, che può essere la tecnologia o l'automotiv, la loro parola vale più di 1.000 pubblicità. Si è passati, quindi, dal vecchio ufficio reclami, in cui una persona protestava perché il prodotto non faceva quello che era dichiarato, oppure non funzionava, alla partecipazione e quindi alla definizione del servizio prodotto in corso d'opera da parte degli utenti.
Per quanto riguarda la Word of mouth esiste un'associazione mondiale che si chiama Word of Mouth Marketing Association, che si può trovare all'indirizzo www.womma.org, fondata nel 2004, che ha come obiettivo il comportamento etico nella trasmissione dei messaggi sulla rete, tra le altre cose. A questa organizzazione partecipano grandi società come Aol, American Express, Apple, la stessa Coca Cola, Fidelity Investment. La promozione on line attraverso il passaparola, quindi attraverso la valutazione fatta da una persona su un certo prodotto, può essere sia positiva che negativa. In negativo, una delle più note situazioni è stata quella della Kriptonite, che progettò un antifurto per biciclette, in un forum una persona dimostrò che si poteva aprire con una penna a sfera, ovviamente questo dispositivo per biciclette venne ritirato dalla circolazione e Kriptonite perse gran parte della sua reputazione.
Questa valutazione, però, è una valutazione sulla parte negativa, ossia sulla critica all'azienda e al prodotto: in realtà in rete la maggior parte delle valutazioni sui prodotti e sui servizi sono positive e sono positive con il fattore tre a uno, conseguentemente se un prodotto è di valore in rete può facilmente diffondere il proprio brand e il proprio marchio; viceversa, se non è di valore, è molto probabile che si trasformi in un boomerang per l'azienda.

17 Giugno 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su Classlife
   

The Webby Awards


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Il Webby Awards, l'Oscar del Web, assegnato dal 1997 è arrivato alla sua tredicesima edizione.

Le categorie considerate sono 70 e hanno due premi; un premio è assegnato dalla giuria, che si chiama The International Accademy of Digital Arts, formata da personaggi importanti nell'ambito del business dell'arte, del web e dell'informazione e la seconda categoria è The People Voice Awards, che invece è assegnato alle comunità on line. Il premio più importante di quest'anno è stato The Webby Break Out Of The Year, che è stato assegnato al servizio di microblogging Twitter, che in effetti è stato il sito più importante dell'anno.

Il Webby è stato considerato dalla BBC come il più importante premio del mondo. E' nato da un'iniziativa di una rivista che oggi non esiste più, che si chiamava The Web Magazine del gruppo IDG, iniziò con circa 15 categorie per svilupparsi a quelle attuali. Oggi abbiamo, per esempio, nell'ambito dei blog tre menzioni che sono business, cultura personale e politica: la categoria potrebbe essere finalizzata soltanto al premio per il blog.

Lo stesso vale per l'informazione: sono presenti categorie come Broad Bands, News, giornali, magazine, radio e televisione. Si vuole trasporre la costruzione dell'informazione dall'off line all'on line facendo, a mio avviso, un grosso errore, in quanto l'informazione on line è una e multimediale. Non a caso, infatti, tra i premiati nelle categorie riferite all'informazione compaiono The Atlantic, BBC, NBC e The Guardian, come se premiassero sé stessi trasposti sulla rete. In ogni caso, nonostante alcune contraddizioni e anacronismi, The Webby Awards rimane il premio più importante del mondo ed è importante valorizzare, alcuni partecipanti: per esempio Digg, l'aggregatore di informazioni, che quest'anno ha vinto, e Wordle, che consente di trasformare in composizioni grafiche i propri articoli, ma anche altri come Smart History, Razofish, che è il sito della società probabilmente più importante del mondo per la costruzione e la creazione della comunicazione on line e anche Lonleyplanet. Un'altra considerazione è che il fenomeno della creazione della comunicazione on line si sta interiorizzando e conseguentemente grandi società come, per esempio, la Walt Disney, The New York Times, Wired, Digg, Il Financial Time, stanno costruendo la propria comunicazione on- line internamente, quindi senza affidarsi a società di consulenza esterna, se non per alcune componenti specifiche.

10 Giugno 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su Classlife
   

Free economy


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I modelli di business tradizionali in Rete spesso non funzionano. Direi che è più il numero dei casi in cui non funzionano che quello in cui funzionano, così com'è successo, per esempio, con i supermercati on line negli ultimi anni pochi sono sopravvissuti, tra cui Esselunga; sono morti sostanzialmente come iniziative perché non trasferivano al cliente alcun vantaggio, ma anzi svantaggi come, per esempio, lo stock out, la mancanza di merci comprate realmente esistenti in magazzino, presso deposito, o anche la possibilità semplicemente di avere la data di scadenza visibile sul prodotto. 
Altro sarebbe stato se la vendita dei prodotti fosse stata associata a una diminuzione di prezzo e per esempio alla freschezza del prodotto. In Internet esiste un modello di business che è chiamato free che poi ha diverse declinazioni, questo modello è propugnato in particolare da Chris Anderson che è l'autore di The Long Tail (la coda lunga) un libro di grande successo legato alla vendita di prodotti on line, in particolare alle modalità con cui questo avviene. Quest'ultimo sostiene che esistono due tipi di economie: l'atoms economy, in cui il prezzo dei prodotti e dei servizi tende a aumentare nel tempo e la bit economy in cui invece prodotti e servizi tendono a diminuire come valore nel tempo. Quest'ultima è applicabile soltanto alla rete e la rete consente quindi una diminuzione del costo dei servizi e dei prodotti e questo va tenuto presente in ogni modello di free economy. 
Esistono 4 modelli free applicabili, in realtà già applicati, uno di questi è il "direct cross-subsidy" nel quale si regala qualcosa temporaneamente per poi averne eventualmente un beneficio successivamente, per esempio si dà un prodotto software per due o tre mesi e poi dopo due o tre mesi scatta l'acquisto se uno vuole continuare a utilizzarlo. 
Poi esiste il "freemium" dove un numero limitato di persone paganti in realtà paga il servizio complessivo, questo vale per quei servizi che sono a un livello iniziale gratuiti e poi a un livello superiore invece sono a pagamento; quindi tutte le persone che sono a pagamento in realtà finanziano anche i servizi per quelle che non lo sono, uno di questi è per esempio il sito Flickr in cui si possono impostare fotografie gratuitamente, però per accedere il servizio superiore bisogna pagare. 
Poi c'è la cosiddetta "gift economy" nella quale si riceve una donazione in cambio della propria attività che può essere un'attività di produzione musicale, produzione tessile o anche un'attività a scopo benefico.
Infine l'"advertising-supported" in cui l'informazione, qualunque sia l'informazione di cui si parla è pagata da pubblicità o da sponsorship.
Un'azienda per approcciare il modello freemium o free o altri di questo tipo, comunque basati sulla donazione iniziale di un servizio, di un prodotto, deve fare forti investimenti iniziali e deve costruire prodotti o servizi di eccellenza. Se non sono di eccellenza, i prodotti non portano a nessun risultato, perché il free si basa sul passaparola, quindi se un prodotto funziona diventa virale in rete, altrimenti non ha successo.
Ci sono molti riferimenti, in particolare due libri: uno che è "Free", sempre di Chris Anderson che parla della free economy applicata all'e-commerce, e un libro di grande successo intitolato "Here comes everybody" di Clay Shirky che parla dei social media e quindi delle aree di interazione in cui un qualunque prodotto o servizio viene valorizzato dagli utenti e da coloro che riescono a darne un giudizio oggettivo.

3 Giugno 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Gli influencer


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On line il 90% dei contenuti è creato dal 10% degli utenti, queste persone sono gli influencer, quando si accede alla rete per avere un'informazione, si accede ad un'informazione che di solito è integrata dall'influencer o è creata direttamente dall'influencer.
Queste persone in modo diretto o indiretto gestiscono le comunità on line e per parlare della loro età, circa metà hanno meno di 22 anni, gli studenti sono al 40%, la maggior parte degli influencer sono uomini, il 60% e molte delle persone che accedono alla rete come influencer, quindi per pubblicare dei propri contenuti sono persone che hanno una derivazione professionale o artistica o tecnologica.

Gli influencer agiscono dove ci sono interazioni, quindi nell'ambito delle comunità on line, queste comunità hanno una suddivisione al loro interno per 5 tipologie: la vicinanza, quando si creano dei gruppi fisici attraverso la rete come avviene per Meetup, attività in comune quindi creazione di conoscenza come avviene per Wikipedia, la condivisione di stessi interessi, quindi la costruzione per esempio di informazione su You Tube verticale che può essere legata all'arte piuttosto che a un'informazione di carattere storico, le competenze come avviene per alcuni social network professionali per esempio Linkedin che è indirizzato in particolare ai professionisti e alle connessioni, sono connesso con una persona, questa è connessa con me, siamo connessi a una terza persona, a una quarta, quinta, come avviene nei social network come Facebook, MySpace, all'interno di queste 5 tipologie di comunità on line agiscono gli influencer, i contenuti che vengono generati dagli influencer ovviamente spaziano per tutte le tipologie di contenuti pubblicabili on line, i più importanti sono i video che sono il 94%, seguono gli articoli sui propri blog, i blog personali con il 92%, la recensione di film, libri o di qualunque prodotto editoriale con l'89 %, poi una domanda e una risposta intorno all'80%, sotto questo limite ci sono comunque intorno al 70% commenti e aggiornamenti delle proprie aree in un social network come può essere Facebook.

Va sottolineato che gli influencer pubblicano un contenuto di questa natura, più di una volta al giorno.

Un prodotto, un servizio on line è fortemente influenzato dall'opinione dei cosiddetti influencer, molto più per esempio dalla promozione diretta o dalla ricerca che viene creata dalle società con forti investimenti, se pensiamo per esempio a un prodotto di elettronica, il 60% degli acquisti on line viene orientato dagli influencer, quindi se per esempio il prodotto di elettronica viene osteggiato dall'influencer non viene venduto on line. Ci sono percentuali molto alte per prodotti simili, per esempio la vacanza è influenzata dal 52% degli influencer, i film che uno andrà a vedere dal 48%, fino ad arrivare intorno al 40% con la propria auto, il prossimo lavoro o il ristorante su cui andare a cenare la sera. Gli influencer vanno valutati dalle aziende come asset strategici perché il valore di un'azienda è nella vendita di prodotti e servizi, questi prodotti e servizi si stanno spostando sempre più on line e gli influencer determinano la vendita di questi prodotti e servizi, quindi senza una regia, quindi senza un'attenzione che può anche essere nel dare agli influencer informazioni sui prodotti o su servizi in tempo reale e soprattutto oggettivi, quindi non legati a una promozione indipendente dal valore reale del prodotto, una società può ottenere scarsi risultati.

L'influencer è un asset aziendale, senza l'influencer non si può vendere, c'è una statistica molto interessante per le cosiddette mamme on line, il 96% di tutte le mamme on line che effettuano un acquisto negli Stati Uniti, è influenzato delle opinioni di altre mamme on line che sono le mamme on line influencer.

28 Maggio 2009

Video dell'intervento di Gianroberto Casaleggio a ClassLife
   

Webcolumn - L'ecommerce in Italia 2009


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Lo sviluppo dell'e-commerce all'interno del 2008 è stato significativo ed è stato in controtendenza rispetto alla crisi, la percentuale è di circa il 30%. E' il rapporto annuale che noi facciamo come Casaleggio Associati sull'e-commerce che registra queste cifre su una base di circa 2.700 aziende del settore, complessivamente abbiamo avuto circa 252 miliardi di Euro, quindi il nostro mercato pur essendo in crescita, pur essendo confortante rispetto alla crisi è comunque un mercato abbastanza piccolo.

Il turismo ha rappresentato nello scorso anno circa il 50% del fatturato con una forte crescita del settore tempo libero in cui hanno fatto un grande balzo in avanti le scommesse on line, successivamente a questo settore ci sono l'elettronica di consumo e le assicurazioni che seguono con circa il 20%.

Le tendenze dell'e-commerce in realtà sono esattamente speculari alle tendenze di Internet e Internet nell'ultimo anno si è mosso soprattutto nell'ambito dello sviluppo del social media, quindi aree in cui le persone possono interagire tra loro, scambiarsi informazioni, definire anche una propria posizione nei confronti di prodotti di brand o di servizi, quindi il fatto di essere sempre più vicini a questi social media in qualche occasione anche crearne di propri, patrocinare dei social media che discutano di un certo tema che può essere il mutuo, oppure il pannolino dei bambini, questa è una delle tendenze emergenti.

Un'altra tendenza che sconvolgerà probabilmente il mondo dell'e-commerce in senso positivo nei prossimi anni e che sta diventando sempre più importante negli Stati Uniti è quello dell'Internet mobile, quindi della possibilità di acquistare, ovunque si sia, attraverso dei device che non sono il cellulare attuale, ma saranno sempre più l'iPhone, il Gphone, l'attuale Blackberry con una connessione alla rete per servizi studiati per la mobilità, per la posizione in cui la persona si trova in quel momento, legati anche all'acquisto.

La crisi economica ha colpito in parte l'e-commerce in Italia nel 2008 in quanto l'anno precedente la crescita era stata sempre a due cifre, però del 40% e quindi c'è stata una controtendenza rispetto alla crisi, ma comunque anche l'e-commerce in parte ha sentito la crisi. Uno degli effetti che la crisi sta avendo nell'area dell'e-commerce è quello di far riflettere le aziende produttrici che l'e-commerce è comunque un'opportunità e questa opportunità va colta al più presto possibile, quindi noi avremo nel 2009 molte aziende che si occupano oggi soprattutto di produzione, che si occuperanno anche di distribuzione attraverso la rete.

Il 2009 per gli operatori dell'e-commerce si presenta un anno difficile, ma sicuramente un anno che dovrebbe rispecchiare una crescita a 2 cifre, probabilmente simile a quella del 2008, quindi con il 30%. In termini più generali l'e-commerce crescerà soprattutto in Asia e nei paesi del nord Europa confermerà la propria crescita che è quella attuale molto spinta.

Parliamo dell'Italia invece come opportunità di crescita maggiore, come potrebbero essere colte? Eliminando alcuni fattori strutturali e legislativi, in particolare mi riferisco alla legge che oggi vincola fortemente la diffusione del wifi e alla discussione ancora parziale dell'Adsl sul territorio nazionale, in alcuni casi poi ci sono anche problemi legati alla logistica, quindi al costo logistico superiore in Italia rispetto a quelli di altri paesi.

In ogni caso, pur con queste limitazioni che spero verranno rimosse quanto prima, noi stiamo parlando di un settore che in un momento di grave crisi com'è stata comparata da molti come quella del 1929, è un settore che sta crescendo a due cifre e che crescerà probabilmente a due cifre anche quest'anno e nel 1929 non credo ci siano stati segmenti o settori economici che siano cresciuti a due cifre!

7 Maggio 2009

Video dell'intervento di Gianroberto Casaleggio a ClassLife
   

Il futuro di Twitter


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Intervento di Gianroberto Casaleggio a ClassLife: Twitter in questo momento è il fenomeno della rete, sta esplodendo, però esiste da qualche anno, è stato inventato da un signore che si chiama Jack Dorsey e è definibile come un microblog, quindi un blog molto piccolo con caratteri inviabili fino a 140 alla volta, per singolo messaggio, questi messaggi vengono anche chiamati Twit e sono inviati in tempo reale a tutti coloro che si iscrivono a una certa persona che si è registrata su Twitter, la registrazione su Twitter è gratuita, tutti coloro che vogliono ricevere da questa persona dei messaggi in automatico, quindi senza che la persona invii a loro espressamente un messaggio, ma semplicemente essendo iscritti posso riceverlo. Questa modalità di essere informati per esempio sugli spostamenti di una persona, oppure essere informati da una persona sul resoconto di un evento che può essere un evento catastrofico come il terremoto, perché la persona è presente in loco, oppure un evento sportivo, oppure anche un dibattito politico com'è avvenuto recentemente, sono sempre più diffusi attraverso questa modalità. Uno può inviare moltissimi messaggi e poi inviarli in un tempo molto limitato. Ultimamente Twitter sta diventando appetibile per molti colossi del settore e come per altre realtà in passato, per esempio Flicker o You tube, si sta delineando la possibilità che sia acquistato, in particolare Google secondo Techcrunch che è uno dei siti più importanti nel mondo per la valutazione di fatti e tecnologie legati alla rete, avrebbe offerto 250 milioni di dollari per l'acquisto di Twitter. Twitter lo scorso anno aveva ricevuto un'offerta simile da parte di Facebook, di sicuro c'è che in questo momento Twitter può essere acquistata, molti dicono che sarà acquistata sicuramente entro la fine dell'anno, la possibilità di accedere ovunque si sia per mandare un proprio messaggio e riceverlo, esattamente come si fa con il cellulare, sta creando una nuova cosa che si sta affiancando all'email, all'instant messagging che sono ormai comuni che si chiama microblogging, quindi in futuro l'utilizzo di microblogging, Twitter è un microblogging, sarà sempre più diffuso mano a mano che si diffonderà Internet mobile, mano a mano che saranno diffusi i BlackBerry ma in particolare anche Iphone e soprattutto Gphone di Google nel prossimo futuro. Rispetto alla ricerca che siamo abituati a conoscere, non si ricerca sul passato, quindi non si ricerca sulle fonti, sui documenti, ma si ricerca sulla conversazione e questa modalità di ricerca è oggi quella su cui sta investendo Twitter, è quella per cui Twitter è così interessante per attori come Google. Questa conversazione mondiale può essere vista in tutte le lingue del mondo in un sito che si chiama Twittervision.com che è molto piacevole e interessante perché in qualunque zona del mondo si accende improvvisamente una conversazione nella lingua che può essere coreano, giapponese e cinese e queste conversazione danno un'idea di quella che è la conversazione globale.

28 Gennaio 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Le parole degli italiani


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Google aiuta la ricerca proponendo nel box le parole più cercate durante l'inserimento. Ad esempio, se si inserisce la lettera "h" in Google.it vengono proposti nell'ordine: hotmail, hp e habbo. Nella versione inglese è proposto ancora hotmail, seguito da home depot e halloween costumes.

Le parole più "proposte" da Google in funzione della ricerca nella versione italiana dalla lettera "a" alla lettera "z" danno una delle migliori letture delle modalità di navigazione degli italiani. Ho selezionato la prima parola italiana, o con riferimento alla realtà del nostro Paese, nell'elenco proposto da Google, per ogni lettera dell'alfabeto. I risultati nell'ordine sono stati: alice, beppe grillo, corriere, dizionario, enel, fiat, gazzetta, habbo, inps, libero, meteo, natale, oroscopo, pagine bianche, quattro ruote, repubblica, superenalotto, trenitalia, UniCredit, virgilio, zelig. L'elenco dimostra che l'italiano usa Internet in prevalenza per informarsi (es. repubblica, corriere, gazzetta e beppe grillo), per servizi generali (enel, inps, Trenitalia) o per accedere a portali di provider (alice, libero).

E' interessante notare che i portali dei quotidiani sono presenti, ma non quelli delle televisioni e che, inoltre, nessun personaggio pubblico compare a parte Grillo che non è un personaggio televisivo. La Rete e la televisione si dimostrano tra loro più impermeabili della Rete e della stampa. Uno dei motivi è la consuetudine dei personaggi pubblici, in particolare dei politici, a ignorare la Rete (considerata un media minore) in favore dell'apparizione in programmi televisivi. Una scelta che a lungo termine può annullare la loro popolarità dato che la televisione declinerà in favore di Internet.

24 Dicembre 2008

   

Facebook oggi e domani


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Facebook sta aumentando la sua popolarità e diffusione. Nel 2008 ha portato il suo numero di iscritti da 50 milioni a 125 milioni. Facebook è visibile in ben 20 lingue. Per Alexa, la società di Amazon che misura il numero di accessi ai siti, Facebook è al quinto posto nel mondo dopo Yahoo!, Google, YouTube e Windows Live. Facebook è il primo social network ad avere avuto un successo planetario.

Con queste premesse per Facebook il 2009 dovrebbe essere l'anno della definitiva affermazione. In realtà, Facebook ha almeno tre problemi da risolvere per candidarsi a un ruolo simile a quello raggiunto da Google per i motori di ricerca.

Il primo è la profittabilità, il tallone d'Achille di tutti i social network che l'hanno preceduto.

Il secondo è l'esportabilità dei profili personali in altre piattaforme, quindi la possibilità da parte dell'utente di replicare i propri dati in diversi social network. Da tempo si discute infatti a chi appartengono i dati caricati dalle persone su Facebook o su MySpace e, più in generale, di uno standard universale per definire i dati personali. Se questi appartengono all'utente e sono utilizzabili su diverse piattaforme di social network, allora il valore di queste piattaforme risiederà nei servizi che possono offrire e non nei dati. Oggi non è così.

Il terzo problema è Internet stesso, Facebook è un mondo chiuso, un sottoinsieme delle informazioni presenti in Rete. Una situazione nel tempo forse inconciliabile con lo sviluppo della Rete.

17 Novembre 2008

   

I media mainstream e gli orsi polari


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Fino a qualche anno (mese?) fa si discuteva sulla possibile fine dei mainstream media (giornali, radio, televisione).
Oggi la domanda non è più se i vecchi media scompariranno, ma quando questo succederà. Un dibattito molto simile a quello sulla scomparsa del Polo Nord, ora che i ghiacci si sono sciolti il fenomeno è accettato dall'opinione pubblica. Un fatto, sino a due/tre anni fa, dato per impossibile.

I mainstream media sono antieconomici e superati dall'informazione in tempo reale e globale della Rete. I bambini scelgono già su YouTube i programmi preferiti indicando con un dito l'immagine, per loro è inconcepibile dover aspettare per vedere un telefilm o un cartoon.

La libera scelta del navigatore sostituisce il palinsesto del giornale e della televisione. La Rete è un supermedia che assorbirà tutti gli altri.

Il settimanale Life, il più importante periodico di fotografie ha terminato le pubblicazioni il 20 aprile 2007 mantenendo l'edizione on line .
In questi giorni ha annunciato la chiusura uno dei principali quotidiani nazionali statunitense, il Christian Science Monitor, con più di cento anni di vita, che proseguirà solo su Internet.
Il New York Times ha reso noti i risultati economici del terzo trimestre 2008, il profitto ("operating profit") è sceso da 28 milioni di dollari del 2007 a 10 milioni di dollari. Due terzi in meno. La presidente e CEO Janet L. Robinson ha dichiarato: "Il risultato riflette la diminuzione in investimenti pubblicitari che derivano dai cambiamenti epocali che stanno cambiando l'industria dei media".

Il Polo Nord scomparirà del tutto entro un paio d'anni.
I mainstream media sono il nuovo orso bianco. Per loro quanto ci vorrà?


3 Novembre 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Il "content" non esiste


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Il termine "content" è usato per definire in termini generali qualunque contenuto pubblicato on line. "Content" si riferisce in modo indifferenziato a filmati, articoli, recensioni, foto. Le aziende tendono a considerare il "content" come una quantità, in sostanza indifferenziata, di informazione che sono "tenute" a mettere periodicamente in Rete. Di solito esternalizzano il processo a società di content management. Il risultato è spesso un'informazione priva di empatia, con costi di produzione limitati, senza una definizione chiara del target e del messaggio. Il termine "content" è come un lenzuolo troppo corto che lascia scoperta la comunicazione on line. Si dovrebbe evitare di parlare di content e sostituirlo con comunicazione on line di qualità legata a obiettivi e ritorni economici. E quindi professionale, creata anche da autori interni all'azienda, misurabile nella sua propagazione e apprezzamento. In Rete vale un vecchio concetto: "Rubbish in, rubbish out". Se si inserisce spazzatura, si otterrà spazzatura o, nel migliore dei casi, noia e indifferenza.

22 Ottobre 2008

Fonte: Technorati- Le dimensioni della blogosfera
Fonte: Technorati- Le dimensioni della blogosfera
   

La crescita della blogosfera


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Technorati ha pubblicato un documento sulla blogosfera: "State of the Blogosphere/2008".

Le tendenze in atto confermano il trend degli anni precedenti. La blogosfera è sempre più estesa: nei soli Stati Uniti vi sono 22,6 milioni di blog e 94 milioni di lettori di blog, pari al 50% degli utenti di Internet (fonte eMarketer).

La blogosfera è redditizia per chi riesce a generare traffico, 100.000 visite uniche al mese corrispondono a 75.000 dollari all'anno di pubblicità. La blogosfera, per chi vuole emergere, è costosa, gli investimenti dei blogger professionisti possono arrivare a 200.000 dollari all'anno. La blogosfera richiede continuità nelle pubblicazioni, i primi 100 blog classificati da Technorati per autorità hanno una media mensile di 310 post. La blogosfera è una sorgente di informazioni attendibili secondo il 71% del campione intervistato e il tempo speso dai blogger a informarsi on line è più di tre volte quello utilizzato per le news in televisione. Alcuni blog si stanno trasformando in portali di informazioni, più attendibili dei media tradizionali, in quanto privi di censure e di controlli.

The Huffington Post
si conferma primo blog del mondo e fa ormai concorrenza alle edizioni on line del Washington Post e della CNN.


6 Ottobre 2008

   

Spyware


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Per spia della rete, o spyware, si intende un programma che in modo surrettizio entra nel nostro computer per acquisire dati oppure per veicolare delle informazioni.
Attualmente è forse la più grossa violazione della privacy al mondo.

Gli spyware entrano nel nostro computer, di solito, attraverso le email che contengono dei virus lasciando programmi che, come delle spie, operano all'interno del nostro PC oppure all'interno di programmi gratuiti che scarichiamo dalla Rete (Freeware) o dati in licenza d'uso, gratuitamente, per un periodo limitato (Shareware).

Il 67% dei PC oggi contengono uno spyware, un programma che fa da spia al loro interno.
Cinque società su cento, negli Stati Uniti, hanno il problema degli spyware: non sanno esattamente come i loro dati o il loro comportamento sarà utilizzato in termini di informazioni.

Gli home computer oggi possono contenere fino a 26 spyware.
Il fenomeno sta producendo un fenomeno opposto, quello dei programmi che eliminano gli spyware: oggi sono circa 13 milioni di dollari gli investimenti in antispyware e ci si aspetta che questo numero in pochi anni superi i 300 milioni di dollari.

Come ci si difende? Non scaricando programmi Freeware o Shareware dalla Rete se non si è sicuri del sito e della società che li ha proposti ed eliminando le email che hanno al loro interno dei virus.

Gli antispyware sono molti, in continua evoluzione e quasi tutti, hanno la possibilità di fare una valutazione gratuita: accedendo al sito e scaricando l'antispyware si può verificare se nel nostro PC sono contenute delle spie e la tipologia. I più diffusi che oggi circolano in rete sono circa 800. 

Cosa possono causare? Possono sicuramente verificare il nostro comportamento, come noi operiamo nella nostra navigazione e nel nostro quotidiano. A livello individuale possono acquisire delle informazioni che consentono di fare politiche di marketing dirette o situazioni più gravi come l'estrazione di dati e informazioni sia a livello individuale, con una totale violazione della privacy, sia a livello di corporation.

Gli antispyware costano poco, poche decine di dollari, mentre il loro utilizzo iniziale è sempre gratuito. Ognuno di questi antispyware è gratuito, come Ad-Aware, che da una visibilità della presenza di spyware nel nostro PC senza pagare nulla.

Ci sono segnali molto semplici da rilevare, per esempio l'arrivo di una pop-up sul nostro computer in modo casuale mentre navighiamo o stiamo lavorando. Un altro segnale è la sostituzione della homepage o della pagina di ricerca: normalmente impostiamo una pagina di ricerca per le informazioni sulla rete e questa può essere sostituita.

24 Settembre 2008

   

Lo Spamming


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Per spamming si intende l'invio di messaggi identici a un numero elevato di persone, possono essere anche milioni di persone, e si parla soprattutto di messaggi indesiderati. 
Si parla di un fenomeno che colpisce tutti: oggi abbiamo una stima di circa 20-25 miliardi di email che vengono inviate ogni giorno in Rete e circa il 50% sono spamming.Questo fenomeno sembra essere in crescita.Secondo una recente analisi condotta negli Stati Uniti, il 70-80% degli americani ormai vede la posta elettronica come un oggetto non sempre piacevole, in particolare a causa dello spamming. 

Esistono due categorie di spamming definite UCE e UBE: 

UCE è la categoria di spamming con motivazioni commerciali, arriva nella nostra casella di posta una richiesta o un invito a comprare qualcosa
  
UBE è la categoria di spamming a carattere generale, liste che ci dicono o chiedono delle cose o l'invio del proprio curriculum vitae a 500-600 società. 

Ci si può difendere anche abbastanza facilmente: oggi ci sono almeno tre modalità per difendersi dallo spamming. 
La prima è quella di dotarsi di client di mail di qualità che contengano filtri, tra questi citiamo MS Outlook 2003, Bloomba e Mozilla Thunderbird. Oppure possono essere adottati dei filtri via web all'ingresso, che fanno da front end e bloccano l'email prima che arrivi da noi qualificandola. L'ultimo aspetto, forse il più importante dei tre, è scegliere un provider, che gestisce la nostra posta elettronica, di qualità: che, quindi, blocchi alla fonte le email indesiderate prima che arrivino alla nostra casella di posta. 

Lo spamming è originato da hacker, di solito il ragazzo che viene spesso citato sui giornali, o da organizzazioni commerciali. In realtà, anche se originato da queste persone o organizzazioni, si diffonde attraverso i nodi della rete, attraverso i provider. Infatti America On Line ha adottato, quest'anno, delle iniziative molto severe nell'ingresso di email al suo interno per poi essere indirizzate a tutti i suoi utenti. Facendo così ha quasi eliminato lo spamming, portandolo a dimensioni più ridotte. 

Ci sono, poi, delle organizzazioni - una di queste è Spamhaus, che ci insegnano a difenderci dallo spamming e ci danno degli strumenti anche per capire il fenomeno. All'interno di Spamhaus troviamo informazioni interessanti come sapere quali sono i Paesi cosiddetti "spammer", cioè da dove lo spamming è originato. Quando arriva nella nostra casella di posta arriva da qualche Paese del mondo, non necessariamente dall'Italia: i primi Paesi, in questo senso, sono gli Stati Uniti, il Canada, la Cina, il Sud Korea e Taiwan. Si applicano criteri diversi, uno è la diffusione di Internet che ovviamente produce in Paesi come gli Stati Uniti un'alta capacità di produrre spam piuttosto che in Paesi emergenti che non hanno ancora provider adeguati per la protezione. 

C'è un'evoluzione ma anche una differenziazione nel senso che, ad esempio, uno dei fenomeni nato recentemente è legato ai cosiddetti sei gradi di separazione: la possibilità che ognuno di noi conosca nel mondo chiunque attraverso soltanto sei strette di mano. Lo spamming cosiddetto di relazione può colpire coloro che vengono invitati all'interno di siti che hanno creato delle liste di relazione,Friendster, Linkedin, da qualcuno che lo richiede, ad esempio, a tutta la sua rubrica.

17 Settembre 2008

   

Call center addio


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La relazione in Rete è più importante del contenuto

Su quest'ipotesi stanno nascendo applicazioni software basate sulla rapida identificazione delle persone in grado di risolvere un problema e fornire risposte immediate all'interno di un'organizzazione.

I sistemi di gestione della conoscenza (knowledge management), sino ad oggi, in prevalenza contenitori di dati e informazioni, stanno evolvendo, integrando modalità di contatto e di relazione con i depositari della conoscenza.

Tra i numerosi esempi va citata AskMe, una società che sviluppa software di knowledge management per la tracciabilità della conoscenza nelle organizzazioni. Questa tendenza sembra in contrasto con l'esternalizzazione dei call center (fatta spesso per diminuire i costi), che rappresentano, quasi sempre, il punto di maggior contatto con i clienti. Infatti, se la relazione è il valore primario in Rete, la relazione con il cliente in Rete è un valore assoluto

Il call center gestito all'esterno intermedia la relazione con il mercato, impedisce all'azienda di acquisire informazioni fondamentali e spesso non fornisce una soluzione al problema posto dal cliente. 

Il call center, integrato con il sito aziendale, dovrebbe invece rinforzare il legame con il cliente e utilizzare al massimo la conoscenza del suo profilo per sviluppare business. 

Il cliente che chiama per un problema può rappresentare un'opportunità, se non lo fa, significa che ha deciso di cambiare fornitore. Un atteggiamento lecito se non si è mai riconosciuti, se non è tenuta traccia delle informazioni date in telefonate precedenti, se l'operatore non si identifica e, infine, se non viene fornita una soluzione in tempi certi. Situazioni purtroppo frequenti anche in call center interni. 

Ogni azienda, se valuta il costo di acquisizione di un cliente (di solito elevato), dovrebbe anche valutare il costo dell'inefficienza della relazione in termini di perdita di mercato. 

La centralità della relazione tra azienda e cliente, porterà necessariamente alla gestione dei problemi e delle richieste posti dal cliente attraverso siti interattivi multimediali, con portali personalizzati per il cliente (customer portal) di facile uso ed il supporto di personale specializzato. 

Un'impostazione che comporta investimenti (non tagli), e cambiamenti organizzativi, per relazioni di lungo termine.

22 Agosto 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Expo Social Network a New York


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Dal 16 al 19 settembre si terrà a New York il Web 2.0 Expo Social Network. La manifestazione ha decine di sponsor. Tra questi HP. Microsoft, Salesforce.com, eBay, Amazon, Sun, Intel e una serie di società di SN emergenti come Conduit, Awareness, MZinga, Panther e Octopz. Il SN sta entrando in una fase di maturità con soluzioni per le aziende. Marketing, vendita e fidelizzazione dei clienti sono le aree principali di offerta. Le reti sociali sono il tema Web 2.0 del 2008. La loro evoluzione prevede la uniformità dei dati e delle informazioni create dagli utenti in un formato univoco, di loro proprietà, esportabile. Questo consentirà di poter accedere, liberamente, a tutte le diverse reti di SN in funzione dei servizi. Un passo per trasformare Internet stesso in un SN universale.

30 Luglio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Internet e reputazione


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Quando un'immagine o un'opinione sono inserite nella Rete si diffondono immediatamente ed è impossibile distruggerle. La diffusione senza limiti dei contenuti in Rete ha molte implicazioni, soprattutto politiche, come sanno bene i movimenti terroristici. Il dibattito su chi deve esercitare il controllo e cosa deve essere soggetto alla censura è in corso da tempo, per ora senza reali soluzioni, anche se non è detto che il controllo sull'informazione sia un valore in sé.

Una conseguenza della libertà di espressione in Rete è la sempre maggiore importanza della reputazione, individuale, societaria, politica. La reputazione è implicita nel concetto di comunità: chi fa parte di una comunità aiuta gli altri membri ed è trasparente con loro, chi si sottrae a questo obbligo viene espulso o emarginato. La Rete crea di continuo comunità che si aggregano sui temi più svariati e, tra questi, anche sulla valutazione di un servizio o di un prodotto proposti da un'azienda. La reputazione è il punto di convergenza tra la tecnologia e la creazione di comunità ed un fattore economico potenziato dall'on line. Le applicazioni di rete devono tenerne conto in quanto la reputazione on line è volatile e messa di continuo in discussione dai clienti e dai navigatori. I "reputation system" sono sistemi, integrati con applicazioni software esistenti, di gestione della reputazione on line. Un reputation system ha tre proprietà fondamentali: l'identità del compratore e del venditore durano nel tempo (anche sotto pseudonimo), la relazione instaurata è visibile da tutti nel tempo, la reputazione di ognuno è misurata, classificata e resa di pubblico dominio. Alcuni esempi di reputation system sono Epinions che propone critiche (valutate dai lettori) a pagamento su film, compagnie aeree, alberghi, ecc., e Amazon che pubblica i giudizi sui libri in vendita.


23 Luglio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

La legge di Reed


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Sarnoff, Metcalfe e Reed sono i nomi delle tre leggi che definiscono il valore di una rete con riferimento al numero di connessioni. La legge di Sarnoff, legata alla televisione ed alla radio, afferma che "il valore di una rete di broadcasting è direttamente proporzionale al numero degli utenti". Più persone sono collegate, maggiore è il valore della rete, come sanno bene i pubblicitari. La legge di Metcalfe indica che "il valore di un sistema di comunicazione cresce con il quadrato del numero di persone collegate". Le macchine per l'invio e la ricezione di un fax ne sono un esempio: da sola una macchina fax è inutile ma, con il suo diffondersi, il suo valore si moltiplica in funzione delle persone che inviano e ricevono fax. La legge di Metcalfe può essere così formulata: "il valore di una rete, dove ogni nodo può connettersi con un altro, cresce con il quadrato del numero dei nodi". Un'implicazione che ne deriva è che la connessione di reti tra loro indipendenti crea un valore più elevato della somma dei valori delle singole reti. La diffusione di Internet è dovuta in parte a questo principio. David Reed, ricercatore del Massachusetts Institute of Technology, ha osservato che il valore di una rete, Internet in particolare, cresce in modo esponenziale se associato a gruppi con interessi comuni, che condividono idee, interessi, obiettivi e con un senso di appartenenza. Il valore di una rete può quindi essere lineare (Sarnoff), quadratico (Metcalfe) o esponenziale (Reed). Dipende dall'uso che ne viene fatto. Se viene solo distribuito contenuto, ad esempio l'uso del sito come brochureware, il valore è lineare. Se sono attivate transazioni, come per il commercio elettronico, il valore è quadratico. Con lo sviluppo delle comunità la Rete diventa esponenziale. Per chi investe in Rete dovrebbe essere ovvio (ma non succede spesso) puntare sulla legge di Reed. Ebay che ha creato una moltitudine di gruppi con interessi puntuali (filatelica, modellismo, ecc.), e Meetup, un sito per organizzare incontri su temi comuni nella propria città, sono due esempi del successo della legge di Reed.

4 Luglio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

La memoria della Rete


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I documenti contenuti in un sito possono improvvisamente scomparire dalla Rete. Il collegamento ad un'informazione on line può svanire nel nulla ad ogni istante. Se all'interno di un articolo, di uno studio, di un libro, di una legge vi sono dei riferimenti a testi con indirizzi Internet, detti URL (Uniform Resource Locator), non vi è alcuna sicurezza che questi mantengano la loro validità nel tempo. Inoltre, l'informazione indirizzata può cambiare. I libri stampati contengono ormai nei riferimenti anche l'elenco degli URL citati. I testi on line hanno spesso URL al loro interno, senza i quali perderebbero di consistenza per il lettore e non avrebbero significato. URL di cui è impossibile determinare la veridicità. Si potrebbe credere che il fenomeno di continuo deterioramento dell'informazione in Rete appartenga a testi poco conosciuti o a società che falliscono e che chiudono i loro siti. Invece riguarda tutta la Rete.
Un'analisi effettuata da Robert Dellavalle, un ricercatore dell'Università del Colorado, su tre giornali scientifici di diffusione mondiale: Nature, New England Journal of Medicine e Science, ha rilevato che dopo tre mesi il 3,8% dei loro riferimenti a fonti in Rete non esisteva più, e che dopo 15 mesi la percentuale saliva al 10%. I documenti in Rete sono sempre più interconnessi, ma parte delle connessioni e delle informazioni riferite viene continuamente perduta. Siti governativi, cataloghi on line, pubblicazioni scientifiche possono contenere informazioni inesatte o dare il messaggio: "404 Not Found" che certifica l'inesistenza della pagina cercata. Il problema del deterioramento della Rete ha due cause fondamentali: il cambio di indirizzo e la rimozione dei siti. La tecnica PURL (Persistent Uniform Resource Relocator) consente di mantenere la validità dell'indirizzo, in quanto tiene traccia dei cambiamenti in modo automatico.
Se si desidera mantenere sempre consistente un URL è sufficiente registrarlo nel sito www.purl.oclc.org ad oggi esistono circa 600.00 PURL. Il sito www.archive.org è il titanico tentativo di tenere memorizzate tutte le versioni di tutti i siti esistiti dal 1996. Chi volesse provare un viaggio nel passato e visitare un sito scomparso può utilizzare il suo motore di ricerca "Wayback Machine".

27 Giugno 2008

La geografia del Web- Fonte: Graph structure in the web
La geografia del Web- Fonte: Graph structure in the web
   

La geografia del web


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Hic sunt leones, qui ci sono i leoni, erano le parole usate dagli antichi cartografi per definire le zone ancora sconosciute del nostro pianeta.
La frase fu coniata dai Romani per indicare le terre inesplorate dell'Africa.

Il WWW, come una volta la Terra, è un mondo inesplorato: più della sua metà è irraggiungibile. Il WWW è una rete formata da link diretti attraverso i quali si naviga in una sola direzione senza poter tornare indietro.
La conseguenza è la suddivisione del WWW in quattro aree distinte, comparabili a quattro continenti secondo lo studio "Graph structure in the web" sviluppato da ricercatori di Altavista, IBM e Compaq.

I continenti del web hanno dimensioni quasi equivalenti, ognuno rappresenta un quarto della sua grandezza.
Uno dei continenti è quello "centrale". Contiene i siti con il maggiore numero di link, come Amazon, eBay e Yahoo e tutti i suoi siti sono collegati tra loro con link diretti o indiretti. E' il territorio in cui navighiamo più frequentemente.
Il secondo continente, ribattezzato "IN", si collega al continente centrale tramite link diretti dai suoi siti, ma non ha link da quest'ultimo.
Il terzo continente, detto "OUT", è visibile dal continente centrale attraverso numerosi link, ma non è con esso collegato tramite i suoi siti.
Esiste poi un ultimo continente "invisibile" che non dispone di alcun link con il continente centrale.

I siti dei continenti IN ed invisibile non sono rintracciabili attraverso i motori di ricerca, che riescono a mappare solo i continenti centrale e OUT. I motori di ricerca, e i navigatori, non "vedono" quindi circa la metà del WWW. Ma i motori più importanti come Google (che ha raggiunto 4.3 miliardi di pagine indicizzate), Alltheweb, Overture, Altavista e MSN continuano ad estendere la loro area di indagine.

Il problema del WWW "terra incognita" dovrebbe quindi risolversi.
Ma non è così: il WWW cresce più dei motori di ricerca e la distanza sta aumentando nel tempo.

9 Giugno 2008

   

Copyleft


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Il copyleft è esattamente l'opposto del copyright, quindi del diritto d'autore, anche a livello grafico è riportato una "C" rovesciata .
Un testo accompagnato con questa simbologia può essere usato,modficato e distribuito senza alcuna restrizione da chiunque.
Esistono delle varianti del copyleft che sono una via di mezzo rispetto al copyright e al copyleft, la più diffusa è chiamata Creative Commons, disponibile dalla fine del 2003 anche sui siti italiani.
Le licenze Creative Commons consentono di utilizzare il materiale disponibile nel sito con poche restrizioni che riguardano la citazione dell'autore, la non utilizzabilità per fini commerciali e la non modifica del contenuto.
In rete i simboli del copyleft e le Creative Commons garantiscono il navigatore, nel senso che se si incontrano questi simboli all'interno di un sito, si sa che è possibile utilizzare tutto il contenuto senza restrizioni.

Il copyright esiste dall'inizio del settecento, fu introdotto con un testo chiamato Statuto di Anna, l'allora reggente del Regno Unito. In realtà, il problema del copyright era nato quasi trecento anni prima, con l'introduzione del carattere della stampa mobile, in particolare con Gutenberg, che provocò la distribuzione del sapere, che fino ad allora non era disponibile quasi a nessuno, ed impose la regolamentazione del sapere stesso.
Lo Statuto di Anna introdusse un paio di concetti che ci hanno accompagnato fino ad oggi,  la proprietà dell'autore e  la validità temporale di questo diritto d'autore, in particolare lo Statuto di Anna portò questo tempo a 14 anni.

Internet ha messo in discussione queste leggi che grosso modo non sono variate nei trecento anni che ci separano dallo Statuto di Anna.

ll software libero inventato da Stallmann che creò il celebre GNU-manifesto, in cui propugnava le proprie tesi, era antesignano del copyleft e quindi della possibilità di utilizzare un software senza doverlo pagare scaricandolo dalla Rete.
Linux è sicuramente una delle evoluzioni più importanti di questa impostazione di Stallmann e a sua volta deriva da Unix, il primo sistema operativo costruito nelle Università americane.
Si può dire quindi che open source e copyleft sono figli della stessa filosofia.

Per quanto riguarda il mondo fisico il prodotto più celebre che fu inventato come provocazione da una società canadese di collaborative software si chiamava Open cola, una lattina color argento che riportava il sito. Chi si collegava al sito poteva rilevare la composizione di questa bevanda simile ad altre bevande che finiscono per cola e riprodurla liberamente senza chiedere nulla a nessuno, questa impostazione può essere applicata a qualunque cosa, anche ad un farmaco. Se infatti venisse scoperto un farmaco per una malattia incurabile e si volesse rendere disponibile a tutti in Rete, questo sarebbe un copyleft che potremmo definire sociale.

Sull'evoluzione del copyleft ci sono numerosi pensatori, uno di questi è Lessig che ha scritto alcuni libri, in particolare uno intitolato "Free Culture" in cui delinea lo scontro tra le forze economiche e la diffusione della conoscenza libera

Le prospettive che si possono aprire con il copyleft sono una situazione sempre più di conflitto tra un'economia basata sul copyright e la possibilità che la Rete dà in realtà di applicare il copyleft, se un' informazione viene resa pubblica in Rete in qualche modo non è più controllabile.


28 Maggio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Modelli di business 2.0?


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La crescita degli investimenti nelle società Web 2.0 è passata dai 32 milioni di dollari del 2004 ai 178 milioni del 2007.
Le società di venture capital, dopo la crisi delle società dotcom del biennio 1999/2000, hanno scommesso sui nuovi modelli di business Web 2.0 legati alla partecipazione degli utenti e alla creazione spontanea di massa di contenuti. YouTube e Flickr sono state comprate da Google e da Yahoo!
Altre società hanno attirato importanti investimenti come Facebook (300mil/$), Ning (104 mil/$), Slide (50 mil/$) e MyStrands (49 mil/$)*.
I ricavi ipotizzati per le numerose start up Web 2.0 non sono però stati finora pari alle attese ed è ipotizzabile nel 2008 un rallentamento degli investimenti insieme a una diminuzione delle società Web 2.0, dovuto a fenomeni di concentrazione o di chiusura. La solidità del modello di business è, come dieci anni fa, il tallone d'Achille delle società di Rete. La loro sostenibilità è spesso improbabile, anche se chi si afferma in un nuovo mercato può generare profitti colossali, come è avvenuto per Google e su questo puntano le società di investimento.

* da inizio 2007, fonte: FT/Dow Jones Venture Source


14 Maggio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Social shopping


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Dal 2007 si sono diffusi strumenti e servizi di supporto all'acquisto detti Social Shopping. Un fenomeno in forte crescita che si basa sulla creazione di siti collaborativi dove i membri della comunità discutono e condividono le loro esperienze su prodotti e servizi. I Social Shopping derivano di solito dai Social Network (reti di relazioni tra persone) sono basati su principi di aggregazione e rappresentano una verticalizzazione di siti come MySpace o Facebook. Le società di Social Shopping, nonostante il fenomeno sia nato da meno di due anni, sono molto numerose e spesso in competizione tra loro. Le più importanti sono statunitensi e vengono descritte di seguito. ThisNext e Kaboodle consentono di consigliare i prodotti, di recensirli e di identificare quelli scelti più frequentemente da persone con un profilo simile al nostro. ThisNext dispone di una funzione "Mappa" che visualizza in tempo reale gli acquisti degli altri utenti in tutto il mondo. Stylehive è un "on line style club" per riunisce persone che amano sia la moda che lo shopping. Ogni utente può proporre un proprio stile e creare dei sottogruppi di tendenza. Crowdstorm è un servizio che utilizza il rumore di fondo (suggerimenti, parole chiave, articoli) della blogosfera per agevolare gli utenti nel processo decisionale d'acquisto. Wize aggrega le recensioni degli utenti e le opinioni di esperti sui prodotti e utilizza un algoritmo, detto "Wize Rank", per assegnare una valutazione a ogni prodotto che guida gli utenti nella scelta. Fivelimes è un sito di social shopping etico. Il social bookmarking (servizio che rende disponibili elenchi di segnalibri creati dagli utenti) e lo shopping comparativo sono infatti ponderati mediante fattori di responsabilità sociale ed etici. Wists consente il bookmarking visuale di prodotti e la creazione di un'unica lista dei desideri con i prodotti comparati presenti in diversi negozi on line. Osoyou è un sito rivolto al solo pubblico femminile che permette di condividere la passione comune per lo shoppping. Zebo consente ai suoi utenti di creare le liste degli oggetti posseduti e di quelli desiderati e di condividerle con la comunità. Stylefeeder è un motore di ricerca personale che dà la possibilità di partecipare a gruppi di discussione, di inviare e-mail di prodotti agli amici e ai conoscenti e di aggiungere le liste di oggetti desiderati nel proprio blog e in Myspace.
La comunità on line sta assumendo una crescente importanza come driver delle scelte strategiche delle aziende e dell'evoluzione dei loro prodotti. In un certo senso la Rete, con le sue diverse forme di aggregazione, si sta sostituendo agli uffici marketing e vendite delle società. Le vendite on line sono infatti una conseguenza del passa parola, sia in termini positivi che negativi, mentre la diffusione del messaggio legato al prodotto è amplificata dal cosiddetto rumore di fondo della Rete, dalle discussioni on line, dai confronti nei siti tematici. La gestione delle comunità è un fattore essenziale per il successo di una attività di e-commerce. Le comunità hanno la capacità di analizzare un prodotto o un servizio in tempi estremamente brevi, è fondamentale quindi non mentire e rendere note le informazioni sui prodotti in modo immediato,esaustivo e trasparente e, se possibile, proporre un benchmarking su prodotti simili offerti dalla concorrenza. Il brand on line è altrettanto importante, un buon prodotto se associato a un brand discusso, ad esempio per la distruzione ambientale o lo sfruttamento del lavoro, non si diffonde in Rete e la nascita di siti etici di Social Shopping ne è la dimostrazione.
Le comunità si stanno sostituendo anche agli uffici progettazione delle aziende: il miglior modo di scoprire difetti e di acquisire suggerimenti per gli futuri sviluppi futuri è la frequentazione delle comunità on line.

Articolo pubblicato su Milano Finanza il 6 maggio 2008