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E-commerce in Italia 2010

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E-commerce in Italia nel 2008 La nostra ricerca:"E-commerce in Italia 2009"
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10 Marzo 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

L'Economia dell'attenzione


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

L'economia dell'attenzione o attention economy è un concetto che risale almeno all'inizio degli anni '70, quando fu completamente descritto da Herbert Simon, l'attenzione in questo caso è vista come una risorsa preziosa in una situazione in cui l'overload d'informazioni, di pubblicità tende a sommergere chi la acquisisce e quindi il tempo che ha a disposizione diventa sempre meno rispetto all'informazione, alla pubblicità in particolare per la pubblicità si fa riferimento agli anni 70, che gli viene proposta.
In rete il numero di siti di news è superiore a qualsiasi possibilità umana di consultazione e aumenta costantemente, quali caratteristiche deve avere un blog o un giornale per attirare l'attenzione on line da parte di chi ha migliaia, se non centinaia di migliaia di proposte alternative? Una ricerca recente di pochi giorni fa della società Pew Internet sulla lettura di news on line ha fornito alcune risposte, Pew innanzitutto ha rilevato che Internet ha superato per popolarità ormai sia i giornali che la radio.
Infatti il 78% degli americani cerca ancora le informazioni sulle televisioni locali, il 70% sui network nazionali come la Cbs o la CNN e subito dopo però viene Internet con il 61% del totale, considerando che poi è seguita da giornali e dalle radio.
L'informazione on line è sempre più diffusa grazie soprattutto a tre fattori, con il mobile si può accedere sempre all'informazione in qualunque momento della nostra giornata, la personalizzazione delle notizie, si possono profilare le fonti d'informazione e quindi accedere a notizie, categorie o anche aree informative che sono profilate sui nostri interessi e infine la partecipazione, possiamo inserire nostri contenuti a un'informazione già presente in rete e renderla più importante, più ricca. L'informazione cercata on line e off line, in particolare queste due aree si stanno sempre più integrando, infatti durante una giornata tipica, ben il 59% degli americani legge informazioni sia on line che off line, il 38% solo off line, quindi solo giornali o altri media tradizionali e l'1% solo on line.
Internet quindi è utilizzato prevalentemente insieme alla consultazione dei media tradizionali. I lettori dell'on line sono in prevalenza giovani e il 68% è sotto l'età dei 50 anni. Gli argomenti di maggiore interesse sono il tempo atmosferico l'81%, gli eventi nazionali il 73%, salute e medicina 66% e finanza e business per il 62%. La rete è un universo in cui competere per l'attenzione è molto complesso, difficile, chi sta oggi vincendo questa gara per attirare i navigatori presso i propri siti? In assoluto sono i portali, i portali come Google News e AOL che sono i più visitati con il 56% dei navigatori seguiti dalle televisioni con il 46%, dai siti specializzati poi con determinati argomenti come politica, salute e sport e infine i siti dei giornali.
In questa classifica compaiono anche i blog legati a una singola persona, ma ottengono soltanto l'11% dei contatti.
L'informazione on line per essere appetibile e quindi per attirare l'attenzione deve essere aggiornata, fruibile in modo veloce e di qualità elevata. Cosa cerca chi accede on line nell'informazione? Soprattutto link, quindi sia collegamenti di approfondimento che riferiti alle fonti citate all'interno della news o dell'articolo: un accesso semplice a informazioni multiple sottoforma di portale, quindi per esempio Google News in cui posso vedere tutte le informazioni che sono state riportate su categorie di argomenti e sceglierne, selezionarne una o più; sono cercati anche i contenuti multimediali e quindi la possibilità di avere un'informazione completa sotto forma di foto, video e non soltanto testuale e infine la personalizzazione delle proprie news.
A queste caratteristiche va aggiunta l'affidabilità dell'informazione, infatti in rete non si può mentire o dare informazioni di parte e mantenere nel tempo sia l'audience che l'attenzione. L'economia dell'attenzione in rete è basata anche sulla verità.


5 Marzo 2010

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Citizensourcing


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

I principi innovativi di "creazione interattiva di valore", "co-creazione distribuita" e "collaborazione di massa", che hanno avuto successo nel settore privato, possono ispirare la sfera pubblica?
I cittadini possono contribuire ai compiti tradizionalmente svolti da attori pubblici, in genere impiegati o esterni ingaggiati dalla pubblica amministrazione?
Come si legge nel numero di gennaio 2010 di "The International Journal of Public Participation", aziende come Procter & Gamble, Lego, Adidas e molte altre hanno imparato da tempo a coinvolgere, quasi ad affidare l'innovazione ai loro clienti e ai consumatori dei loro prodotti. Queste aziende hanno riconosciuto che il mercato è una fonte di valore per il business: ogni volta che un cliente contribuisce con una nuova idea, l'azienda aumenta il suo patrimonio intellettuale e, di conseguenza, il suo valore di mercato. In questo modo lo "spazio delle soluzioni" non è ristretto al patrimonio di conoscenze dell'azienda, ma si allarga fino a comprendere il mondo intero: nuove idee, nuovi processi, nuove tecnologie, nuovi utilizzi delle stesse tecnologie. I prodotti e i servizi evolvono nella direzione richiesta dal mercato, dalle persone che usano quei prodotti e quei servizi.
Tapscott e Williams nel loro libro "Wikinomics" hanno denominato "ideagora" quelle piattaforme che servono allo a costruire innovazione in modo collaborativo: la più famosa è InnoCentive.
Ricerche e studi accademici su questa forma di Innovazione Democratica mostrano che esiste un grande potenziale nel settore pubblico. In questo contesto, "Citizensourcing" (termine proposto da Lukensmeyer e Torres) descrive la progettazione e la configurazione di un nuovo rapporto tra il governo e i cittadini, basato su una serie di pratiche e principi applicati nel settore privato. Citizensourcing è quindi l'atto di esternalizzare un compito tradizionalmente svolto da un attore pubblico e "consegnarlo" a un gruppo di persone indefinito e in genere molto ampio.
Questo concetto di "Open Government" apre a nuove modalità di creazione di valore pubblico e di coinvolgimento dei cittadini (anche non esperti dello specifico settore) nei processi di governo. Sorgono però due questioni:

  1. come impiegare le sollecitazioni, le informazioni, il volàno di idee generato dalla community nella gestione della "cosa pubblica" e nella soluzione delle problematiche gestionali e amministrative?
  2. come ingaggiare sistematicamente i cittadini?

Forse non esiste ancora uno schema concettuale che risponda a questi quesiti. Certo è che esistono esperienze di rilievo:

Raccolta di feedback e idee


Coinvolgimento nei processi amministrativi e gestionali

Democrazia Collaborativa

E per finire, il 3 marzo è iniziato un gioco di simulazione che ha lo scopo di indagare su possibili soluzioni a eventi catastrofici che potrebbero colpire la Terra e la popolazione mondiale, come (tanto per iniziare) l'ipotesi di una grande carestia in Giappone: il tutto su EVOKE.

3 Marzo 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

I teenager e Internet


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Le modalità di utilizzo di Internet dipendono dalle fasce di età, questo è testimoniato da un recente studio della società Pew Internet dal titolo "Social Media e Mobile Use" le percentuali di uso della rete sono da sempre molto diverse tra le diverse fasce di età, in particolare il 93% delle persone fino ai 29 anni statunitensi utilizzano la rete regolarmente, questa percentuale diminuisce aumentando l'età fino a arrivare al 38% per le persone sopra i 65 anni, è importante notare che nonostante la concentrazione di uso della rete sia prevalentemente nelle fasce giovani, anche le cosiddette persone anziane sopra i 65 anni, negli ultimi 10 anni hanno raddoppiato l'utilizzo della rete.
I teenager comunicano attraverso i blog, molto meno rispetto al passato, nel 2006 erano il 28% e oggi sono soltanto 14%, si stanno praticamente estinguendo nella cosiddetta "blogosfera", i giovani si sono spostati in massa verso i social network e i blog personali che venivano utilizzati all'inizio della loro comparsa in rete, soprattutto per interagire con amici e conoscenti, stanno scomparendo.
Il 73% dei giovani considera i social network il principale strumento di comunicazione on line contro il 65% del 2006, sopra i 30 anni però questo gradimento crolla e va al 40%, sopra i 30 anni il network più usato è comunque facebook esattamente come per giovani e seguono poi Mypace e LinkedIn, è interessante che chi è presente su un social network lo è sempre più frequentemente anche su altri social network, quindi con diversi profili in più social network .
Cosa succede per i teenager rispetto alla rete? Stanno cambiando il loro comportamento in funzione dei nuovi strumenti che gli vengono offerti, in particolare i social network. Dal 2006 i teenager inviano sempre meno mail a gruppi di persone che sono scese dal 61 al 50%, commentano sempre meno nei blog, la percentuale è scesa dal 76 al 52% e inviano sempre meno mail private con un crollo dall'82 al 66%, sono invece in aumento per i teenager l'invio di instant message che sono passati al 58% e i commenti sulle apposite aree di social network dette comunemente wall che sono arrivati fino all'86%, quindi i giovani stanno abbandonando la cosiddetta blogosfera per la proposizione di commenti e l'inserimento dei propri post e stanno migrando verso i cosiddetti social network, Facebook in particolare.
Gli adulti invece sono in controtendenza, in quanto commentano più di prima nel blog, sono passati da una media del 22% del 2007, al 26% dello scorso anno.
Quello che vale per i blog e vale per i social network, quindi questa frattura tra giovani e adulti, vale anche per Twitter che è lo strumento dei microblogging che consente di ricevere brevi messaggi in tempo reale, una volta che questi vengono pubblicati in una certa area. La percentuale di utenti è anche qui sbilanciata verso i teenager pur senza le percentuali del social network. Il 37% dei ragazzi infatti twitta, (cinguetta in italiano) contro solo il 22% di chi ha più di 30 anni. I social network permettono una comunicazione veloce con un gruppo di persone conosciute, la scrittura di un post o di un commento in un blog richiede invece tempo e attenzione. Un messaggio su Facebook è immediato, i teenager vogliono leggere e scrivere in pochi secondi e non in minuti.
Usano i social network come spazi di comunicazione, ma soprattutto come spazi di relazione, Internet è per loro un fast food della comunicazione, il futuro di Internet è il mobile e oggi il mobile Internet è utilizzato in prevalenza dai teenager e anche dai cosiddetti giovani - adulti, quindi fino ai 29 anni per l'81%, contro il 57% medio delle età maggiori e il mobile è dimostrato, dove è molto diffuso come in Giappone, trascina l'utilizzo dei social network .
La velocità di accesso e di consumo dei contenuti della rete, è quindi il dato più importante che emerge nel comportamento dei teenager rispetto alle fasce superiori di età, in questo quindi si sta manifestando una frattura, un divide, esattamente come il digital divide per cui in alcuni Stati Internet è diffuso e in altri non ancora o non sufficientemente come in Italia, questo è un altro tipo di divide, è un divide che opera nell'ambito degli spazi della rete e che separa il comportamento, l'accesso, la fruizione dei contenuti in funzione dell'età, in questo Internet tende ad assomigliare sempre più alla realtà.

26 Febbraio 2010

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Limitiamo le auto


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Qualche giorno fa sono stati pubblicati i dati relativi al 2009 per l'industria dell'auto in Italia e si leggeva testualmente la notizia che segue: «Crolli record anche per l'industria automobilistica nel 2009. Come rileva sempre l'Istat nella media dell'intero 2009 gli ordinativi e il fatturato del settore auto hanno registrato il peggior calo, rispetto all'anno precedente, da quando i dati vengono registrati, ovvero almeno dal 1991. Il crollo è stato rispettivamente del 22,9% per il fatturato e del 18,1% per gli ordini».
Dispiace, naturalmente, che le cose siano andate così male, in primo luogo perché come conseguenza dei crolli un sacco di gente ci ha rimesso il posto di lavoro - nel settore dell'auto in senso stretto e nell'indotto collegato - e addirittura la Fiat si accinge a chiudere Termini Imerese. Ma qui non entrano solo le considerazioni di breve periodo e le valutazioni inerenti l'occupazione, bensì questioni di ampio respiro e di lungo termine che coinvolgono lo stesso concetto dell'auto come è stato proposto e interpretato nell'ultimo mezzo secolo, o anche di più.
Ciò che ormai va messo in questione è l'utilizzo di un oggetto fortemente invasivo e fortemente inquinante in dimensioni di massa illimitate. Certo, la macchina piace a tutti. Ha dato a ciascuno uno strumento di mobilità personale sostanzialmente senza limiti, permette di potenziare le capacità di ognuno sia nel lavoro sia nel tempo libero, conferisce status e autostima. Ma evidentemente ha anche effetti negativi dirompenti: le vittime dell'imperizia e imprudenza, la congestione di strade e autostrade, l'inquinamento elevatissimo e talvolta insopportabile, nei centri urbani e fuori.
Ormai è chiaro che occorre cambiare modello e il risultato minimo da raggiungere è l'auto che non inquini o inquini meno: ne va della nostra vita e di quella dei nostri discendenti. Ma è chiaro anche che questo richiede non solo un veicolo elettrico o a idrogeno o comunque meno inquinante, ma una limitazione dell'uso stesso dell'auto, volontario o meno.
È con questo che dovremo fare i conti: non con i fattori dell'innovazione tecnologica, ma prima di tutto con l'idea stessa della limitazione che sostanzialmente non piace a nessuno. È dunque un problema di educazione e cultura e questo significa avviare a livello di massa, e non di piccole élite disposte a qualche marginale sacrificio personale più per snobismo che per convinzione, una vastissima discussione sul tema. Accettare limiti alla nostra mobilità personale per vivere tutti molto meglio in un futuro certo più limitato, ma anche più sano e piacevole.

24 Febbraio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Il mobile nel 2012


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Le applicazioni di mobile Internet stanno sempre più acquisendo una dimensione da un punto di vista del mercato importante, si presume che entro 5, 10 anni soppianteranno dal punto di vista dei volumi attuali di business l'attuale mercato di Internet in termini quindi di maggiori dimensioni.
Il mobile ha avuto molte valutazioni da parte di società del settore, una recente è quella di Gartner che ha fatto una valutazione sulle prime 10 aree d'interesse del mobile nei prossimi anni, da qui al 2012, la prima area in termini d'interesse è la cosiddetta money transfer, quindi la possibilità di trasferire, attraverso un device mobile, qualunque somma di denaro a terzi, la seconda sono le applicazioni basate sulla nostra posizione fisica che sono dette Lbs (location based services) che avranno una diffusione esponenziale.
Gartner prevede una crescita della base utenti attuale che è di 96 milioni del 2009, a 526 milioni del 2012, le applicazioni legate alla nostra posizione, vengono oggi associate al social network per condividere la nostra posizione con quella di amici o di conoscenti, esistono applicazioni già popolari come Loopt e Foursquare che danno questa possibilità.
La terza è la ricerca, quindi motori di ricerca in funzione della fruizione mobile che potrebbe far emergere nuovi player, oltre a quelli attuali quindi Google e Yahoo a oggi è solo all'inizio, con esempi come Taptu che è utilizzato per la sua velocità e per la condivisione immediata dei risultati con i social network. Vi sono poi i browser per la navigazione mobile che saranno browser circa diversi da quelli attuali, per esempio Chrome è un browser comunemente utilizzato, mentre nel mobile già oggi si usa un browser su l'Iphone chiamato Safari, i browser quindi saranno sempre più sviluppati ad hoc per il mobile e si presume che nel 2012 l'80 % dei device mobili avranno al loro interno un browser mobile, quindi disegnato appositamente.
Vi sono poi come scenari futuri la possibilità di monitorare aspetti legati alla salute a distanza, in particolare in aree lontane da località abitate oppure per popolazioni anziane che hanno difficoltà a spostarsi, quindi a raggiungere luoghi in cui possono essere assistiti. Queste applicazioni avranno una larga diffusione in ambito soprattutto ospedaliero e ridurranno, drasticamente le spese legate all'assistenza sanitaria. Vi sono poi le nuove applicazioni legate al pagamento della mobilità, può essere considerata quest'area di applicazione un'area che sostituirà le carte di credito attuali e altre modalità di pagamento anche più primitive.
La settima infine è l'utilizzo della tecnologia cosiddetta Nfc, che sta per Near Field Communication, quindi la possibilità di avvicinare il nostro Iphone, il nostro device mobile a un altro oggetto intelligente e trasferire informazioni da uno all'altro, alla distanza oggi normalmente di 10 centimetri. Questo consente quindi di avvicinarsi a chioschi elettronici, acquisire giochi, prenotazioni presso un teatro o un cinema e registrarsi, acquisire anche biglietti di viaggio per aerei o per treni, è interessante che all'interno di questa tecnologia Nfc, c'è già una sperimentazione che partirà ben presto a Milano per la bigliettazione elettronica nell'ambito dei biglietti dell'autobus e della metropolitana.
La pubblicità on line crescerà e sarà uno dei segmenti più importanti dal punto di vista economico ed è l'ottava area considerata da Gartner, in questo caso i numeri sono molto rilevanti, si pensa di arrivare nel 2012 alla cifra di 7,5 miliardi di dollari, considerando che oggi siamo a poco più di 600/700 milioni di dollari.
Infine un'altra area considerata da Gartner è quella della musica on line, quindi di acquisire musica in movimento da fonti diverse, sia in termini di download sia in termini di ascolto. Sandy Shen che è una delle autrici di questo rapporto di Gartner, ha introdotto un concetto nuovo, quello di ecosistema, quindi la possibilità di creare delle applicazioni mobile in funzione del contesto in cui l'utente si trova in un determinato momento, in questo contesto oggi si suppone che il numero di applicazioni saranno limitate e diventeranno quindi delle vere e proprie killer application e saranno legate tra loro nell'utilizzo, si presume che il numero massimo in un determinato contesto quindi ecosistema di applicazione in mobile, sia limitato, secondo Sandy Shen, non superiore a cinque.

18 Febbraio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

La Rete intorno a noi


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

La realtà aumentata, quindi la realtà arricchita da componenti create con i computer e da anni ormai disponibile in rete, quindi accessibile con l'Iphone o con Android o con altri device mobili, ha ogni anno i suoi oscar.
L'ultimo è stato rilasciato nel dicembre 2009 ed è attribuito dalla Società Augmented Planet, in particolare le migliori applicazioni sono state premiate per la navigabilità all'interno delle città, c'è per esempio tutta una classe di applicazioni che consentono, in funzione della destinazione di sapere nelle principali città del mondo, qual è la più vicina stazione del metrò e il tempo di percorrenza, la società in questione chiama Acrossair, è stato poi premiato il miglior browser, in questo caso però è un navigatore della realtà, non un navigatore della rete e questo browser si chiama Wikitude, ci consente di conoscere la realtà mentre la percorriamo, poi è stato premiato anche un video come miglior demo della realtà aumentata che si chiama "We are Autobots".
Oggi parlerò di Wikitude, è stato premiato come miglior navigatore della realtà ed è disponibile su device mobili che posseggono una bussola, quindi che possono essere orientati mentre noi guardiamo attraverso questi device la realtà circostante. In particolare l'applicazione Wikitude è utilizzabile con l'Iphone di Apple e Android di Google. Wikitude fornisce informazioni sulla realtà circostante attraverso lo schermo del device e i dati sono inseriti continuamente da chiunque faccia parte della comunità di Wikitude, che si chiama Wikitude.me, noi ci troviamo in questo momento nei giardini pubblici di Milano e quindi potremmo avere dei giardini pubblici di Milano tutte le informazioni che sono state inserite da altri prima di noi che si sono trovati in questo luogo.
Wikitude opera con lo stesso principio di creazione dell'informazione user generated content in cui tutti coloro che accedono alle informazioni possono inserire altre informazioni e che ha avuto il più grande successo fino a oggi nella costruzione dell'enciclopedia on line Wikipedia, con la diffusione del mobile Internet e di strumenti come Wikitude, in teoria ogni luogo del pianeta sarà indicizzato con informazioni aggiornate in tempo reale.
In Italia è ancora poco diffusa, ma sostanzialmente per un solo motivo, quello della scarsa diffusione degli Iphone 3gs e di Android.
Il mobile internet permette, rispetto al passato, di inserire informazioni in rete in funzione dell'intera posizione, quindi ogni nostra foto, video in un certo luogo, diventa parte del cosiddetto geotagging, quindi della mappatura dell'ambiente e più in generale del mondo.
Il social media Flickr che permette di condividere le fotografie in rete, ad esempio è ormai in grado di definire con precisione il confine degli Stati solo con le immagini scattate dai suoi utenti, come si può osservare in questa ricostruzione del Texas, la nuova versione di Wikitude 4 è disponibile da poche settimane con una nuova interfaccia utente molto semplice e funzione di ricerca di tutti i contenuti creati all'interno di Wikitude con dei motori molto potenti.
Wikitude mette anche a disposizione delle API, quindi delle interfacce che consentono ad altre applicazioni di integrarsi con l'applicazione Wikitude, quindi ci sono applicazioni che operano già nel contesto più ampio dell'ambiente e possono essere integrate, ne cito una che è una delle più popolari che si chiama GeoBeagle, una caccia al tesoro che si svolge in tutto il mondo e permette di rintracciare oggetti nascosti attraverso un Iphone o Android. Wikitude naviga la realtà e ci consente di conoscerla e non solo di vederla, quindi ogni oggetto, ogni palazzo, ogni museo, ogni evento che è nascosto nella realtà perché noi ne vediamo soltanto la superficie, può essere visto e conosciuto soprattutto attraverso strumenti come Wikitude.