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2 Febbraio 2012

   

Twitter for business


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

Twitter è uno dei social media in maggiore ascesa in Italia e la sua utilità per le aziende è già stata provata in numerosi casi all'estero. La sua caratteristica è di essere accessibile soprattutto da mobile e di veicolare l'informazione in tempo reale costringendo chi scrive a riassumere in 140 caratteri l'informazione. Al mondo sono circa 200 milioni le persone registrate e circa il doppio le persone che visitano ogni mese il sito. In Italia i registrati sono circa due milioni in rapida crescita e più della metà ha più di trenta anni. Le principali aziende con brand italiani già presenti su Twitter sono Dolce & Gabbana (197 mila follower), Gucci (194 mila) e Ferrari (161 mila) 1.
I principali utilizzi di Twitter da parte delle aziende sono sei: il customer service, il marketing, le offerte commerciali, lo spokesperson, la gestione degli eventi live ed il coinvolgimento a pagamento dei propri clienti.
Il customer service su Twitter è un canale aggiuntivo dell'area aziendale di gestione della clientela che però permette di rispondere in modo più rapido, di condividere le risposte date anche con altre persone interessate, di profilare gli interlocutori che richiedono assistenza e allo stesso tempo aprire un canale di comunicazione diretto utilizzabile anche in futuro. Le comunicazioni su Twitter possono, infatti, essere sia private che pubbliche. Le aziende più attive in questo senso sono, ad esempio, sono Starbucks, Ford, Southwest Airlines e Dell.
Veicolare contenuti aziendali per scopi di marketing è l'impiego principale di tutti i social media da parte delle aziende. Solitamente è il brand che parla e i messaggi sono mirati a veicolare traffico verso il sito web della società. I risultati oltre che in termini di traffico possono essere misurate anche in propensione d'acquisto per il brand dato che il 75% degli utenti sono più propensi ad acquistare da un'azienda che seguono 2. Una delle aziende più attive con questa strategia è, ad esempio, Google con circa 4 milioni di follower che per molti dei suoi servizi ha creato ulteriori account Twitter per tenere informati gli utilizzatori sulla loro evoluzione.
Twitter può anche essere utilizzato per pubblicare offerte commerciali. Un esempio che è ormai divenuto famoso grazie ai risultati generati è DELL che oggi ha oltre 1,5 milioni di follower ed ha generato un fatturato di un milione di dollari da Twitter già nel 2008. A confermare l'importanza di questo tipo di strategia il 43% degli utenti Twitter segue un brand proprio per accedere a offerte e promozioni speciali 3 .
L'utilizzo di uno spokesperson permette di incarnare i valori aziendali e informare su eventi e attività della società tramite una persona in vista interna all'azienda. La gestione è spesso in carico direttamente alla persona come nel caso di Richard Branson di Virgin Group che ha oltre 1,3 milioni di follower. In Italia questa strategia è stata adottata con meno successo da alcuni amministratori delegati con limitata notorietà personale.
Gli eventi live possono essere promossi e discussi in tempo reale su Twitter tramite l'adozione di un hashtag (una parola chiave preceduta dal simbolo "#"). Molti convegni e trasmissioni televisive propongono spesso la discussione su Twitter durante l'evento, ma alcuni hanno utilizzato questo social media per creare l'evento stesso. Ad esempio, Il presidente statunitense Barack Obama che ha utilizzato Twitter per ricevere domande ad un evento denominato Townhall. Nel giro di poche ore gli sono giunte 65 mila domande, promuovendo indirettamente l'evento stesso a tutti i follower delle persone che hanno posto le domande.
Le aziende che vogliono premiare gli utenti di Twitter che parlano del proprio brand o di un evento della società possono farlo monitorando i tweet per parole chiave e hashtag e offrendo a utenti selezionati apprezzamenti dell'azienda, regali digitali o invii di doni fisici. Ad esempio, Edge Shave Gel ha una politica di promozione dell'"anti-irritazione" invia regali di ogni genere (da scatole di cereali a iPad) a persone prese a caso tra quelle che utilizzano l'hashtag della loro campagna (#SoIrritating).
Qualunque sia l'obiettivo che ci si pone su Twitter, l'importante è riuscire a gestire le relazioni che si vanno a creare. La facilità e immediatezza della risposta da parte degli utenti richiede una pianificazione preventiva della strategia da adottare per non creare false aspettative da parte degli utenti. E', infatti, necessario definire se si risponderà a menzioni dirette all'account e seguendo quali politiche, se e in quale modo si interagirà in discussioni su temi specifici e quale valore si pensa di dare ai propri follower.


1 Dati aggiornati a dicembre 2011
2 Fonte: BusinessZone, 2011
3 Fonte: Getsatisfaction, 2011

Fonte: Harvard Business Review

19 Gennaio 2012

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Visceri di animali e palle di cristallo


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Da che mondo e mondo l'uomo ha sempre cercato di indovinare il futuro per mettersi possibilmente al riparo da pericoli incombenti. Ne hanno fatto le spese popolazioni di animali innocenti nella convinzione che guardandone le viscere se ne potessero ricavare indicazioni, o si sono utilizzati strumenti di varia foggia come le pietre sacre, i tarocchi o le palle di cristallo. Il tutto con scarsa soddisfazione.
Ora stiamo facendo i conti con le previsioni Maya sulla fine del mondo e quelle di altri maghi e profeti sulla fine del papato con l'attuale 111° pontefice, ma anche con quelle della Nasa sulle tempeste solari che nei prossimi mesi potrebbero sconvolgere la Terra. E il timore, più o meno ammesso e più o meno celato, serpeggia. Ma al di là degli scenari apocalittici, è comunque possibile ragionare in modo un po' più razionale per capire quali rischi ci riserva il futuro. E le previsioni sul 2012, per quanto meno catastrofiche, non sono comunque particolarmente ottimistiche.
Il World Economic Forum, per esempio, vede grandi pericoli profilarsi all'orizzonte a causa dei "crescenti divari di reddito" e degli "squilibri fiscali cronici" che caratterizzano un crescente numero di paesi. Se non adeguatamente affrontati, questi rischi potrebbero portare a conseguenze distopiche in gran parte della terra. Segni premonitori: negli anni scorsi il movimento no global, più di recente gli indignados e Occupy Wall Street.
Altri mettono in luce i sempre più gravi e micidiali disastri climatici ed ecologici derivanti dal riscaldamento globale o dall'incuria umana: gli tsunami come quello che colpì l'Indonesia qualche anno fa e soprattutto Fukushima l'anno scorso, con le enormi conseguenze avvertite non solo in Giappone ma nel mondo intero; l'eruzione del vulcano islandese che ha paralizzato i voli di mezza Europa; il disastro della piattaforma petrolifera BP nel Golfo del Messico. Secondo il Royal Institute of International Affairs, non solo i grandi disastri stanno aumentando, ma il loro effetto è sempre più avvertito a causa della globalizzazione.
Un economista americano alquanto noto, Ed Yardeni, ha la sua personale selezione dei quattro cavalieri dell'Apocalisse per i prossimi mesi e anni: al primo posto le tensioni provocate dalle mire nucleari dell'Iran e le possibili contromisure della comunità internazionale; al secondo una stretta creditizia globale derivante dai problemi del debito della zona euro; al terzo probabili disordini sociali in Cina e India a causa del loro sviluppo accelerato e ineguale; al quarto una severa recessione globale. Inoltre, aggiungono altri, va tenuta presente la caotica evoluzione della cosiddetta primavera araba, che ha ormai toni e colori assai poco primaverili nonostante le speranze iniziali.
Insomma, motivi per preoccuparsi ce ne sono a iosa anche senza scomodare i Maya o Nostradamus.

12 Gennaio 2012

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

SoLoMo


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

SoLoMo è l'acronimo di Social, Local, Mobile e indica la convergenza tra la condivisione di informazioni all'interno di reti sociali, la crescente importanza delle informazioni connesse allo spazio fisico che ci circonda, la diffusione dei dispositivi di accesso mobili. Il mobile è il driver di questa convergenza.

Nel bene e nel male lo smartphone sta diventando il canale primario per memorizzare, accedere e sfruttare le informazioni su chi siamo, cosa sappiamo, cosa facciamo, dove siamo, dove siamo stati e dove intendiamo andare.

SoLoMo rappresenta un nuovo paradigma, il livello 2.0 dei Social Media: siamo offline eppure costantemente connessi. Un paradosso. Diversamente da quanto accade "sul web" dove tutto avviene semplicemente "sul web", ora tutto avviene in uno spazio fisico: che siamo a casa, al lavoro, per la strada o in un bar non è più secondario, ma è essenziale al dato che viene condiviso, sia esso un testo o una foto oppure la semplice presenza in quel luogo.

Sopra lo strato fisico rappresentabile ad esempio con una cartina stradale esiste uno strato informativo digitale che si popola con le tracce digitali lasciate dalle persone. E poiché le informazioni condivise dalle persone sono connesse a luoghi fisici, possiamo rastrellare il web e raccogliere tutte le tracce digitali lasciate dalle persone in giro per le strade. Check-in, foto, tweet geolocalizzati, piatti al ristorante preferito...

Questi segnali digitali esistono indipendentemente dalla volontà delle attività commerciali e dei Brand che gestiscono gli spazi fisici: le persone lasciano informazioni digitali connesse a luoghi e il punto della questione diventa come raccogliere questi segnali, come riconoscerli e come sfruttarli.

Ciò che i Brand devono imparare è come elaborare queste informazioni e come sfruttare il valore informativo che contengono. Da ora in avanti condividere una informazione non connessa a uno spazio fisico potrebbe avere meno valore e quanto più le tracce digitali sono profilate tante più sono le informazioni in chiave marketing di cui possiamo disporre.

Esistono già aziende il cui modello di business si basa sulla manutenzione di archivi di Venue: le cosiddette piattaforme L-DaaS, ovvero Location Data-as-a-Service. Le più importanti sono Factual, PlaceIQ, SimpleGEO, fwix, Esri.
E stanno nascendo aziende il cui modello di business si basa sulla raccolta di informazioni geolocalizzate per l'estrapolazione di informazioni per il marketing.

24 Novembre 2011

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

La geolocalizzazione tra passato e futuro


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Usando servizi di geolocalizzazione, siamo abituati a considerare il check-in come un atto che appartiene al Tempo Presente: entrato in un bar, il check-in è la dichiarazione digitale esplicita della mia presenza in quel luogo.
Accade ora, proprio come "ora" sono nel bar e consumo un caffè. Condivido il check-in con la rete dei miei amici su vari social network: essi vengono informati "ora" e possono fare commenti, avviando così una micro-chat il cui significato è in genere legato a quello specifico momento e luogo.

Ma cosa accade se il check-in viene "trasportato" nel Tempo Futuro o "ripescato" dal Tempo Passato? Come possiamo relazionarci con la previsione o con la storia dei nostri check-in? E soprattutto, cosa ce ne facciamo?

In generale siamo più abituati a osservare tutta la nostra attività sui social network dal punto di vista dell'"adesso": lo status update serve a dichiarare cosa stiamo facendo ora, condividendo ora, pensando ora. Scorrere gli aggiornamenti passati, invece, è come leggere il proprio diario di appunti, arricchito di tutte le interazioni dei nostri amici e follower. La geolocalizzazione aggiunge la dimensione del passato.

Un certo Daniel Giovanni ha creato una web application 4SquareAnd7YearsAgo che utilizza le API di Foursquare per "ripescare" dal passato la storia dei check-in: è come sfogliare l'agenda dell'anno passato e guardare giorno per giorno luoghi e appuntamenti. Si entra in una dimensione che viene anche denominata Memory Engineering dai contorni strani, se immaginiamo che dalla immensa successione di check-in di milioni di utenti potremmo indagare su come cambiano nel tempo le abitudini e prevedere le tendenze future. Tanto più interessante se pensiamo che sono comportamenti "geolocalizzati", legati cioè a uno spazio fisico ben preciso.

E il check-in nel Futuro? Da un certo punto di vista non è nulla di diverso dal programmare il prossimo viaggio, come accade su Tripit.com o sul Dopplr.com. Esiste un'applicazione, Forecast, che consente a chi si registra di segnalare i luoghi che visiterà nelle successive 24-36 ore. In questo modo, la persona offre ai propri amici un'informazione aggiuntiva che può essere usata per programmare appuntamenti, anche solo un aperitivo a fine giornata. Ma il giorno in cui il numero degli utenti di questo servizio o di servizi analoghi crescerà, si avrebbe a disposizione una banca dati enorme e molto interessante: se potessimo accedervi, potremmo sapere dove milioni di utenti prevedono di essere nelle 24 ore successive.
Foursquare per i commercianti si basa sugli Special, che vengono attivati dai Titolari degli esercizi commerciali per attirare le persone in negozio. Sapere che nelle prossime 24 ore un certo numero di persone prevedono di trovarsi in luoghi "vicini" al mio negozio può rivelarsi un'informazione preziosa.

Il tempo si dilata e con esso il significato delle nostre azioni: i check-in fatti ci raccontano dove eravamo e come siamo cambiati nel corso del tempo, i check-in programmati dicono dove andremo e danno informazioni a chi potrebbe trarne un beneficio.

17 Novembre 2011

Libro: Siamo in Guerra di Chiarelettere
   

"Siamo in Guerra" di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

È in corso una guerra tra due mondi, tra due diverse concezioni della realtà. Può apparire lenta, quasi impercettibile, invece è feroce e sempre più rapida, con avanzamenti improvvisi. È nascosta dai media, temuta dai politici, contrastata dalle organizzazioni internazionali, avversata dalle multinazionali.

Questa guerra totale, che coinvolge ogni aspetto della nostra vita e mette in discussione strutture economiche e sociali date per scontate da secoli, è dovuta alla diffusione della Rete.

Il mondo sta cambiando. I movimenti spontanei stanno emergendo ovunque sostituendosi ai partiti, dall'Islanda alla Svezia, dal Partito dei Pirati tedesco agli Indignados spagnoli, fino al MoVimento 5 Stelle italiano nato in Rete.

I giornali stanno scomparendo, poi verrà il turno delle televisioni, seguite dai libri. Entro dieci o vent'anni saranno considerati alla stregua di specie estinte.

La Rete è un'opportunità unica per creare un'intelligenza collettiva che possa affrontare i problemi della società permettendo a ciascuno di partecipare alle scelte che lo riguardano.


"Siamo in guerra" per una nuova politica.
Il libro scritto da Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo edito da Chiarelettere.

9 Novembre 2011

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Auguri, bimbo 7 miliardi


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Auguri. Oggi nasce il bambino numero 7 miliardi (magari ieri, magari domani, comunque in questi giorni). Lo vogliamo festeggiare? Se perdiamo la ricorrenza, non importa. Il bambino 8 miliardi nascerà nel 2025, quando bimbo 7 miliardi avrà soli 14 anni, oppure basta aspettare che n. 8 abbia 18 anni per veder comparire n. 9 miliardi, mentre per il 10 miliardi occorrerà aspettare un po' di più, il 2083, che è comunque già nei nostri schermi radar. E pensare che per arrivare a bambino 1 miliardo nel 1880 c'erano voluti centinaia di milioni di anni dalle origini della specie, per il n. 2 però ne bastarono 120 (nacque nel 1900), e per n. 3 solo 59 (appunto, nel 1959), e per il 4 soltanto 25 (nel 1974). E poi in glorioso volo, a 5 miliardi nel 1987 (cioè 13 anni dopo) e 6 nel 1998 (12 anni).
Insomma, approssimando un po' possiamo dire che la popolazione mondiale è più che triplicata in circa un secolo e che aumenterà ancora di un terzo in tre quarti di un secondo secolo.
Domanda: ma il pianeta li regge 10 miliardi di abitanti? La domanda è legittima, perché già adesso è evidente lo stress sulle risorse alimentari e di altro genere (materie prime e fonti d'energia). Oggi circa un miliardo di persone non ha abbastanza da mangiare e circa altrettanto non dispone di acqua potabile; e poi, circa la metà degli attuali 7 miliardi vive con un reddito di 2 dollari al giorno, che fa poco più di un euro e mezzo, 800 milioni vive in catapecchie, circa lo stesso numero sono donne analfabete.
Dunque, aggiungere bambino 8 miliardi tra qualche anno non è uno scherzo anche se, dicono gli esperti, di risorse alimentari ce ne sarebbero abbastanza anche per bimbi n. 9 e n. 10 miliardi. Solo che queste risorse sono usate male. Al di là delle diseguaglianze, che provocano tensioni sociali di vario genere, c'è la questione della destinazione. Infatti, solo il 46% dei 2,3 miliardi di tonnellate metriche di cereali prodotti all'anno va agli umani; il 34% va agli animali da allevamento (che solo una piccola percentuale della popolazione mondiale si può permettere) e il resto a usi industriali (anche importanti: biocombustibili, plastiche e amidi vari).
Tutto questo richiede delle scelte, che però nessuno vuole fare. Far nascere bimbo 8 miliardi può essere considerato in vari modi a seconda degli orientamenti individuali, religiosi, filosofici e sociali. Da una benedizione di dio a una maledizione del diavolo. Di sicuro quasi nessuno vuole prendere decisioni del tipo limitazione delle nascite che comportano costi politici considerati insopportabili. Intanto, ogni cinque giorni la popolazione urbana nelle città del mondo aumenta di un milione, con gli effetti a tutti noti, e continuerà così almeno fino al 2030.
Beh, forse non è proprio il caso di dispiacersi se non riusciamo a fare le feste a bimbo n. 7 miliardi.