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      <title>Casaleggio Associati</title>
      <link>http://www.casaleggio.it/</link>
      <description></description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2010</copyright>
      <lastBuildDate>Tue, 31 Aug 2010 17:06:05 +0100</lastBuildDate>
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      <docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs> 

      
      <item>
         <title>Convegno: &quot;Il commercio elettronico non va in vacanza&quot;</title>
         <description><![CDATA[<p>Si terrà il 14 settembre il <strong><a href="http://www.casaleggio.it/e-commerce" target="_blank">quinto appuntamento</a></strong> con lo studio di Casaleggio Associati sull'E-commerce in Italia.<br />La ricerca, il cui obiettivo è individuare nuove strategie, tendenze e opportunità del commercio elettronico, ha come <strong>focus l'analisi dell'utilizzo dei cellulari e dei sistemi mobile </strong>da parte dei consumatori come supporto agli acquisti on line.</p><strong>I risultati</strong> del sondaggio saranno pubblicati sui maggiori quotidiani e magazine di settore e <strong>verranno presentati</strong> in un convegno a Milano&nbsp;il <strong>14 settembre 2010</strong>.<br />L'evento, riservato alle imprese che svolgono attività di e-commerce e agli organi di informazione, ha posti limitati.<br />E' possibile richiedere l'invito a <strong><a href="http://www.casaleggio.it/active/fillsurvey.php?sid=28" target="_blank">questo indirizzo</a></strong>.<br /><br />Per <strong>ulteriori informazioni</strong> potete scriverci a: <strong><a href="mailto:e-commerce@casaleggio.it">e-commerce@casaleggio.it</a>.<br /><br /></strong>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.casaleggio.it/pubblicazioni/focus/ecommerce/ecommerce-in-italia-2010.php" target="_blank"><img src="http://www.casaleggio.it/immagini/ecommerce2008.gif" /></a> </td>
<td><strong><a href="http://www.casaleggio.it/pubblicazioni/focus/ecommerce/ecommerce-in-italia-2010.php">Scarica il precedente rapporto in formato pdf.</a> </strong></td></tr></tbody></table>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/08/e-commerce_mobile_2010.php</link>
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         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Tue, 31 Aug 2010 17:06:05 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Social Intranet</title>
         <description><![CDATA[<p>L'avvento del <strong>web 2.0</strong> e l'esplosione dei <strong>social media</strong> hanno investito anche le intranet; da circa un paio d'anni si parla di <strong>intranet 2.0</strong> e, più recentemente, anche di <em><strong>social intranet</strong></em>.<br />Come é definita la <strong>social intranet</strong>?&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>adozione delle tecnologie e degli strumenti del web 2.0 nell'intranet:</strong> blog, wiki, social network, microblogging, status update, user-tagging</li>
<li>utilizzo <strong>delle tecnologie e degli strumenti del web 2.0</strong> esteso a tutti o a gran parte dei dipendenti. </li></ol>
<p>Non si fa riferimento esplicito alle <strong>logiche</strong> "organizzative" o "<strong>di relazione</strong>" che il web 2.0 ha stimolato, favorito o anche solo rese possibili.<br />Nelle 561 organizzazioni che hanno partecipato alla <strong><a href="http://www.prescientdigital.com/articles/Download%20Intranet%202.0%20Global%20Survey%20Summary%20Repor" target="_blank">Intranet 2.0 Global Survey</a></strong> della <strong>Prescient Digital</strong>, le tecnologie web 2.0 integrate nell'intranet sono:<br />• <strong>blog</strong>, nel <strong>47%</strong> dei casi (13% a livello enterprise)<br />• <strong>wiki</strong>, nel <strong>47%</strong> dei casi (17% a livello enterprise)<br />• <strong>forum</strong>, nel <strong>46%</strong> dei casi (19% a livello enterprise)<br />• <strong>IM</strong>, nel <strong>46%</strong> dei casi (29% a livello enterprise)<br />• <strong>RSS</strong>, nel <strong>37%</strong> dei casi (13% a livello enterprise)<br />• <strong>social networking</strong>, nel <strong>19%</strong> dei casi (6% a livello enterprise)<br /><br />Emerge che i <strong>costi di implementazione</strong> possono essere abbastanza contenuti: il <strong>46%</strong> delle aziende ha investito <strong>meno di 10.000 dollari</strong> per l'implementazione dell'intranet 2.0, mentre un 35% ha investito <strong>fino a 100.000 dollari</strong>. E' possibile che chi ha investito di meno abbia integrato solo una delle diverse tecnologie del web 2.0 e lo abbia fatto a livello dipartimentale. Il fatto positivo è che questo primo avvio ci sia stato - anche se più si comprimono i costi, più i rischi di insuccesso aumentano.<br />Il <strong>livello di soddisfazione</strong> complessivo è comunque <strong>basso</strong>: solo il 29% delle organizzazioni giudicano l'esperienza d'uso nell'intranet 2.0 molto buona o buona. Per quale motivo la soddisfazione d'uso è bassa? E' una questione di:<br />• <strong>bassi investimenti</strong> - meno risorse investo, meno posso curare gli aspetti "soft" dello strumento<br />• <strong>debolezza del caso d'uso</strong> - se lo strumento non risolve un problema specifico ed evidente a tutti, l'uso è per forza di cose "facoltativo" o "superficiale"<br />• <strong>poca attenzione alla usabilità e alla </strong><em><strong>user experience</strong></em> - non basta installare il software per usarlo con soddisfazione, occorre che la modalità d'uso sia inserita nel flusso circadiano delle attività quotidiane delle persone<br />• <strong>poca cura alla formazione</strong> - non basta installare; occorre formare, addestrare, sostenere giorno dopo giorno<br />• <strong>poco sostegno da parte dei manager</strong> - se non sono loro i primi a coinvolgersi, è chiaro che gli altri non lo faranno<br />• <strong>poco presidio</strong> - tutti i cambiamenti devono essere presidiati da vicino in modo sistematico, altrimenti la spinta iniziale si esaurisce.<br /><br />In un recente articolo dal titolo <a href="http://www.cmswire.com/cms/enterprise-20/the-rise-of-intranet-20-the-social-intranet-007290.php" target="_blank"><u>The Rise of Intranet 2.0: The Social Intranet</u> <strong>Toby Ward</strong></a> riepiloga il percorso evolutivo delle intranet in questo modo:<br /><strong>- Version 1.0</strong>: Welcome page (a welcome message and a phone number)<br /><strong>- Version 1.1</strong>: Bulletin board (simple communications)<br /><strong>- Version 1.2</strong>: Corporate newsletter (structured news &amp; limited document management)<br /><strong>- Version 1.3</strong>: Help Desk (simple transactions like the employee directory)<br /><strong>- Version 1.4</strong>: Corporate Store (more complex transactions such as e-HR and self-service)<br /><strong>- Version 1.5</strong>: The Portal (authorization, authentication, application &amp; database integration)<br /><br />Il passaggio dalla versione 1.5 alla versione 2.0 potrà essere raccontato tra qualche anno; per ora possiamo solo prevedere diverse gradazioni di sviluppo: dal blog dell'AD o del DG, al wiki della Ricerca &amp; Sviluppo, al microblogging dell'assistenza clienti fino al social networking nelle organizzazioni con più siti operativi.<br />Ma il percorso è tracciato e se ancora capita di trovare, in aziende importanti e in organizzazioni amministrative pubbliche, situazioni che hanno dell'incredibile, è solo questione di tempo (congiuntura economica permettendo) e di pressione esercitata dai giovani che entrano nel mondo del lavoro. Uno studio che risale a un paio di anni fa, condotto su 1.000 impiegati di vari paesi europei, mostrava che:<br />• il 39% del campione con età compresa tra i 18 e i 24 anni era disposto a<strong> cambiare datore di lavoro</strong> se questi gli avesse impedito di accedere a Facebook o a YouTube<br />• un altro 21% avrebbe provato fastidio davanti a una simile limitazione.<br /><br />In pratica: i giovani stanno arrivando e chiedono alle imprese di <strong>rinnovare il proprio modo di essere online.</strong> Gli imprenditori e i manager si trovano davanti a una grande sfida, come se non bastasse quella su cui il mercato da mesi li sta ingaggiando: perpetuare le logiche direttive che li hanno guidati sino ad oggi oppure adottare <strong>pratiche collaborative e di crowdsourcing</strong> per stimolare l'innovazione dei prodotti, dei servizi, dei processi interni. Grande sfida, che apre un'altra domanda: le logiche organizzative e di governo tradizionali sono sufficienti ad affrontare il mercato di oggi e soprattutto il mercato di domani?</p>]]></description>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Fri, 27 Aug 2010 11:52:08 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Il nuovo potere del social customer</title>
         <description><![CDATA[<p><strong>In che modo i social media stanno cambiando i comportamenti dei consumatori online e con quali riflessi per le aziende?</strong> Emanuele Quintarelli e Stefano Mizzella di <a href="http://www.open-knowledge.it/cms/"target="_blank">Open Knowledge</a> scrivono, in un saggio che uscirà prossimamente in un volume di <a href="http://hbritalia.it/"target="_blank">Harvard Business Review Italia</a>, che il recente annuncio del superamento della <strong>soglia dei 500 milioni di utenti da parte di Facebook</strong> conferma più di ogni altro un trend ormai inarrestabile in ogni Paese del mondo: i <strong>social media sono usciti dalla cerchia degli appassionati di web</strong> per conquistare una porzione sempre più significativa delle popolazione, influenzandone gusti, intenzioni di acquisto, aspettative. <br />
Un recente studio <a href="http://it.nielsen.com/site/index.shtml"target="_blank">Nielsen</a> mostra come il cosiddetto <strong>web 2.0 </strong>sia ormai apprezzato dai tre quarti degli utenti, occupandone il <strong>22% del tempo online</strong>. Molto di questo tempo viene speso svolgendo un ruolo attivo all'interno di gruppi accomunati da un interesse, un bisogno, una passione così forti da rendere le <strong>community il settore in maggiore crescita</strong> in tutta Internet (<strong>+ 5,4%</strong>) e in grado di raggiungere un numero di individui più ampio di quello della mail (66,8% contro 65,1%). <br />
Questi network vengono tenuti d'occhio dalle aziende perché il <strong>70% degli utenti ha più fiducia nelle opinioni postate dai propri pari</strong> di quanto avvenga con le forme tradizionali di pubblicità (ferme al 14%) e la percentuale si alza addirittura al 90% quando le opinioni e le raccomandazioni provengono da persone che si conoscono. <br />
L'opportunità è ancora più evidente se si aggiunge che, ad esempio in <strong>America</strong>, ben il <strong>93% degli intervistati</strong> vorrebbe che le aziende con cui intrattiene <strong>contatti fossero accessibili nei social media per fornire migliori servizi</strong> (<strong>56%</strong>), <strong>risolvere i loro problemi</strong> (<strong>43%</strong>) e <strong>raccogliere feedback</strong> su prodotti (<strong>41%</strong>) anche in mobilità. <br />
A una rivoluzione nelle modalità di comunicazione ne è seguita una ancora più rilevante nei comportamenti. Quello che emerge dai dati è, in altri termini, un nuovo tipo di consumatore estremamente attivo nelle piattaforme di social networking come Facebook, Twitter, YouTube, Flickr e interessato a una relazione più duratura, profonda e paritetica con il brand. <br />
Grazie alla quantità d'informazione e alla possibilità di connettersi con milioni di persone in rete, il <strong>social customer è un individuo costantemente aggiornato </strong>sulle ultime caratteristiche del prodotto, che crede poco ai messaggi pubblicitari dell'azienda e, prima di acquistare, preferisce formarsi un'opinione personale; <strong>che ama condividere feedback </strong>e commenti dopo ogni esperienza assumendo che il suo punto di vista venga ascoltato indipendentemente dal canale scelto per esprimersi; <strong>che utilizza lo smartphone </strong>per reperire in qualsiasi momento le indicazioni di cui ha bisogno e specialmente, tramite i network di cui fa parte, <strong>sa di avere una voce</strong> con cui parlare in maniera diretta con il brand non solo in qualità di cliente, ma anche <strong>come ambasciatore e influencer</strong> (nel bene e nel male) v<strong>erso la sua rete di contatti</strong>. </p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/08/il_nuovo_potere_del_social_cus.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Fri, 20 Aug 2010 17:53:11 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Brain Computer Interface </title>
         <description><![CDATA[<p>Nell'aprile 2009 <strong>Adam Wilson</strong>, uno studente dell'Università del Wisconsin, è diventato il <strong>primo al mondo a comunicare con il pensiero con Internet</strong>. Wilson, <strong>attraverso un encefalogramma interpretato da un'applicazione software</strong> scritta da lui, ha inviato un messaggio a Twitter, il Social Media usato per inviare brevi testi detti Tweet. Il messaggio è stato creato dal cervello di Adam per mezzo della lettura di lettere luminose lampeggianti, il messaggio è esattamente "<em>using eeg send Tweet</em>", quindi utilizzando l'elettroencefalografia invio un Tweet.  <br />
La possibilità di comunicare con un computer e più in generale con la Rete, attraverso il pensiero, da ipotesi di fantascienza sta diventando realtà. Lo studio della possibilità di interagire direttamente con il cervello ha avuto inizio nel 1970 all'Università di California, Los Angeles e ha il nome di "<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Brain%E2%80%93computer_interface"target="_blank">Brain Computer Interface</a>" (BCI). <br />
Il BCI si occupa di <strong>studiare la possibilità che ha il nostro cervello di comunicare con qualunque apparato esterno</strong> e ha avuto in questi decenni numerose applicazioni in particolare per le persone con gravi handicap. In un recente sondaggio è stato chiesto a un campione di diecimila cittadini americani, se erano disponibili a inserire nel loro cervello un dispositivo per poter comunicare con la Rete attraverso il pensiero e a sorpresa ben l'11% degli intervistati ha risposto positivamente.  <br />
Lo stesso <strong>Pentagono ha investito 4 milioni di dollari per un programma</strong> chiamato "<strong>Silent talk</strong>" o conversazione muta. L'obiettivo del Pentagono è di mettere in comunicazione tra loro i soldati durante le operazioni di guerra attraverso il pensiero, la creazione quindi del soldato telepatico. <a href="http://www.darpa.mil/"target="_blank">DARPA</a>, la divisione del Pentagono incaricata delle ricerche, sta <strong>sviluppando una tecnologia per identificare le parole create dal segnale neuronale prima che vengano trasformate in suoni</strong> e disporre quindi di una telepatia mediata dai computer.  <br />
<strong>Alcuni prodotti</strong> per la comunicazione attraverso il pensiero, sono <strong>già disponibili</strong>, in particolare per il mercato dei giochi e per comunicare con oggetti a breve distanza, spesso legati a casi di necessità. La società <strong>Epoc</strong> permette di <strong>trasmettere con il pensiero per mezzo di sensori applicati sul corpo e di un'applicazione residente sul proprio computer</strong> attraverso un segnale di richiesta di aiuto ai propri conoscenti, oppure organizzazioni di pronto intervento. Mattel <a href="http://mindflexgames.com/"target="_blank">MindFlex</a> consente di <strong>muovere con il pensiero degli oggetti </strong>durante un gioco grazie a dei sensori indossati come un cappello. Una dimostrazione molto popolare di Mind Flex muove una pallina in un percorso disseminato di ostacoli. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EMznvnMw-ys"target="_blank">Force Trainer </a>è un gioco invece che s'ispira alla saga di Star Wars: l'utente può replicare una serie di situazioni, di spostamento degli oggetti, dai film attraverso il pensiero, quindi ripresi da scene dei film di Star Wars.  <br />
<strong>Il cervello</strong> è quindi <strong>l'ultima frontiera per comunicare con la Rete attraverso un computer</strong>, dopo la tastiera, la voce o i movimenti oculari. In teoria in futuro si potrà comunicare con un amico con il pensiero e interagire con qualunque oggetto che ci circonda.  </p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/08/brain_computer_interface.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Wed, 18 Aug 2010 11:12:00 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Le regole di Internet </title>
         <description><![CDATA[<p>La struttura di Internet è stata associata in passato a quella di una rete casuale, con una crescita distribuita, indifferenziata dei router. I <strong>router</strong> sono i <strong>dispositivi </strong>della Rete che si occupano di instradare i pacchetti di dati, <strong>che distribuiscono quindi le informazioni da un punto a un altro della Rete</strong>, quindi si pensava a una rete con una <strong>distribuzione abbastanza diffusa</strong>, <strong>democratica</strong>, di nodi e di collegamenti tra i diversi nodi.  <br />
Si è invece determinato che <strong>Internet non ha una struttura casuale</strong>, ma una struttura precisa, <strong>regolata da leggi </strong>che la portano a essere una cosiddetta "<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Scale-free_network"target="_blank">scale-free network</a>". Le scale-free network hanno la caratteristica di formare dei <strong>nodi con un numero molto elevato di connessioni</strong>, questi nodi vengono detti <strong>hub</strong>.  La presenza degli hub in Internet ha <strong>tre conseguenze</strong> importanti: la prima è di <strong>creare dei percorsi brevi </strong>tra due nodi all'interno della Rete; la seconda conseguenza è la <strong>trasformazione di Internet in un piccolo mondo</strong>: una rete in cui il numero medio di passaggi tra i diversi nodi per raggiungere il nodo di destinazione è molto piccolo e cresce, ma con proporzione logaritmica al crescere della Rete. In altri termini anche se Internet crescesse a dismisura in futuro, per raggiungere un nodo saranno sempre sufficienti pochi passaggi. Oggi il numero medio di passaggi per trasmettere un pacchetto di informazioni su Internet è pari a 10.  <br />
La <strong>terza conseguenza</strong>, che deriva dalla presenza degli hub, è una particolare diffusione dell'informazione sulla Rete. <strong>I virus</strong>, che sono un comune tipo di messaggio, hanno dimostrato che per <strong>Internet non esiste una soglia critica iniziale per la diffusione</strong>, perché il messaggio continua, in questo caso il virus, a persistere nel tempo quasi all'infinito.  <br />
<strong>Un virus</strong>, come qualunque altro messaggio, infatti, <strong>ha un'alta probabilità</strong> di <strong>passare per un hub </strong>producendo l'<strong>effetto di un big bang in Rete</strong> con la sua distribuzione immediata, questa fase è detta di pervasività del virus. In seguito i vari nodi infetti propagheranno il virus in modo lento nel tempo e questa è la fase di persistenza del virus.  <br />
Su Internet i <strong>virus sono sia pervasiv</strong>i, <strong>che persistenti</strong>. Nonostante gli antivirus vengano resi disponibili ormai in pochi giorni per contrastare ogni tipo di virus, il virus rimane in Rete per anni, come per esempio <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Melissa_(computer_worm)"target="_blank">Melissa</a>, un virus che è <strong>attivo dal 1999</strong>. Secondo il sito <a href="www.virusbtn.com"target="_blank">www.virusbtn.com</a> che riporta periodicamente l'elenco completo degli antivirus esistenti insieme ai virus attivi, il <strong>fenomeno del virus è in continuo aumento</strong> e oggi ci sono <strong>100 volte più siti infetti</strong>, rispetto a tre anni fa.  <br />
Un <strong>attacco casuale</strong> <strong>colpisce</strong>, infatti, in prevalenza i <strong>router con un numero limitato di connessioni</strong> che sono i più numerosi. La prova di questa considerazione è data dal fatto che il 3% dei router di Internet sono normalmente disattivi per più svariate ragioni, senza produrre conseguenze nella diffusione dei messaggi all'interno della Rete. Se invece fossero <strong>colpiti gli hub</strong>, <strong>Internet si disintegrerebbe </strong>in una serie di isole non più comunicanti tra loro.  <br />
La <strong>soglia critica</strong> che è stata calcolata per la s<strong>opravvivenza di Internet è tra il 5 e il 15% dei suoi hub</strong>. Gli hub sono quindi fondamentali per l'esistenza di Internet, ma sono anche il suo punto debole. Le politiche per <strong>preservare Internet</strong>, quindi devono essere conseguenti e per i virus, per esempio, per impedirne la diffusione, bisogna <strong>agire subito sui router più interconnessi</strong>. <br />
</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/08/le_regole_di_internet.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Wed, 04 Aug 2010 13:32:26 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>La reputazione è tutto</title>
         <description><![CDATA[<p>Quando un'immagine o un testo viene inserito in Rete, è praticamente impossibile distruggerlo. La <strong>diffusione senza limiti dei contenuti in Rete ha molte implicazioni personali</strong>, date dalla propria persona, commerciali, legate ai prodotti. Il dibattito su chi deve esercitare il controllo e cosa deve essere soggetto alla censura, su cosa si debba intendere per privacy, è in corso sin dalla nascita di Internet e per ora però non ha trovato reali soluzioni. La <strong>nostra identità-ombra</strong>, cosiddetta "<em>Shadow identity</em>", <strong>ci accompagna in Rete e influenza la percezione dei navigatori</strong>, in alcuni casi censurare una notizia che ci riguarda, può ottenere esattamente l'effetto opposto, come dimostrato dal cosiddetto "<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Streisand_effect"target="_blank">Streisand effect</a>" che avviene quando un <strong>tentativo di rimuovere una parte d'informazione provoca una forte diffusione di quella stessa informazione</strong>, che invece di essere soppressa, si diffonde rapidamente e ha una forte pubblicità e viene continuamente replicata. L'effetto Streisand è così chiamato dalla causa milionaria che la nota attrice Barbara Streisand intentò per violazione della privacy contro un fotografo per avere reso pubbliche su Internet delle foto della sua casa in California, foto che nonostante i tentativi di censura si sono moltiplicate continuamente e ora sono a disposizione di chiunque acceda alla Rete. <strong>In Rete la reputazione è tutto</strong> e a qualunque livello sta acquistando sempre maggiore importanza, la reputazione <strong>è implicita nel concetto di comunità</strong>, chi fa parte di una comunità aiuta gli altri membri ed è trasparente con loro. Chi si sottrae a questo obbligo viene espulso o emarginato, la Rete crea di continuo comunità che si aggregano sui temi più svariati e tra questi anche sulla valutazione per esempio di un servizio o di un prodotto proposti da un'azienda. La reputazione in Rete è il punto di convergenza tra la tecnologia e la creazione di comunità ed è un fattore economico potenziato continuamente dall'on line. Le applicazioni di Rete devono tenerne conto in quanto la <strong>reputazione on line è volatile</strong>, è messa di continuo in discussione dai clienti, dai navigatori, dalle persone comuni. I <em>reputation system</em> sono applicazioni di gestione della reputazione on line. Un <strong>reputation system legato agli acquisti ha tre proprietà</strong> fondamentali: l'identità del compratore e del venditore durano nel tempo anche sotto pseudonimo, la reputazione instaurata è visibile da tutti nel tempo e la reputazione di ognuno è misurata, classificata e resa di pubblico dominio. Alcuni <strong>esempi di reputation system</strong> sono: <a href="http://www0.epinions.com/"target="_blank">Epinions</a> che propone critiche valutate dai lettori su film, compagnie aerei, alberghi e molte altre cose; <strong>Ebay</strong>, l'asta più famosa del mondo on line che garantisce l'attendibilità di venditori e compratori sulla base delle transazioni già effettuate e <strong>Amazon</strong> che pubblica i giudizi sui libri in vendita. I <strong>reputation system possono essere soggetti ad attacchi</strong> che sovvertono completamente il giudizio, il più noto è detto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sybil_attack"target="_blank">Sybil</a>, nome che deriva dal titolo omonimo di un libro che narra di una donna che soffriva di dissociazione della personalità. Sybil, come applicazioni simili <strong>opera creando un numero molto elevato di pseudonimi</strong>. In Rete i gossip e le informazioni false, anche se fastidiose, non minano la reputazione di una persona o di un'azienda, infatti non essendo sostenuti da fatti documentati e da link, fonti e siti autorevoli, perdono la loro efficacia e decadono e chi li diffonde perde a sua volta credibilità.  <strong>La reputazione in Rete è il valore più importante</strong>, in Rete non si può mentire a lungo e chi mente viene eliminato! </p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/07/la_reputazione_e_tutto.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Thu, 29 Jul 2010 10:00:33 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Il genio della lampada</title>
         <description><![CDATA[<p><strong>Google</strong> è il motore più diffuso, ha un record di <strong>3 miliardi di ricerche al giorno</strong>, che però vanno sommate a motori minori, anche se molto importanti come Bing della Microsoft o Ask. <br />
La reperibilità di un articolo, di un sito, di un file in Internet è essenziale, "ciò che non viene trovato in Rete non ha alcun valore", come ha detto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Morville"target="_blank">Peter Morville</a>, l'autore del bestseller "<a href="http://findability.org/"target="_blank">Ambient findability</a>" sulle tecniche di tracciabilità delle informazioni. In questi anni la ricerca si è evoluta ed è diventata uno dei primi business dell'economia mondiale. Nel <strong>2001 Google aggiornava l'indice</strong> per le sue ricerche <strong>ogni trenta giorni</strong>, non era quindi possibile trovare le news sui fatti più recenti come avvenne infatti per l'11 settembre dopo il crollo delle Torri Gemelle. Oggi dopo il recente lancio della sua nuova versione detta <a href="http://googleblog.blogspot.com/2010/06/our-new-search-index-caffeine.html"tareget="_blank">Caffeine</a>, l'<strong>indice è aggiornato in pochi secondi</strong>, anche per i contenuti di Social media come Facebook o Twitter. Inoltre il portale <strong>Google News</strong> con le notizie estratte in tempo reale dalla Rete è diventato <strong>uno dei siti più visitati</strong> del mondo d'informazione.  <br />
La <strong>velocità di aggiornamento obbliga</strong> però i siti d'informazione <strong>a pubblicare</strong> i contenuti con una <strong>velocità sempre più crescente per non scomparire</strong> dalle prime pagine della ricerca, le cosiddette SERP (<em>Search engine result page</em>) che vengono visualizzate dopo l'inserimento di una parola chiave da parte dell'utente e a tutti gli effetti per le news oggi una lotta contro il tempo per non scomparire. La <strong>presenza nella prima pagina di Google </strong>per una determinata ricerca, legata per esempio al proprio brand o a un prodotto, è stata c<strong>onsiderata a lungo il primo fattore di successo</strong> in Rete. La <strong>stessa Google ha però messo in discussione questa valutazione con IGoogle</strong> o IGoogle, la pagina personalizzata di ricerca introdotta nel 2005. I risultati che appaiono con IGoogle sono visualizzati valutando le ricerche fatte in precedenza dagli utenti, quindi una <strong>ricerca con una parola chiave può dare risultati completamente diversi da persona a persona,</strong> il risultato della ricerca non è quindi più universale, lo stesso per tutti. Un cliente potrebbe investire in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_(motori_di_ricerca)"target="_blank">SEO</a> (<em>Search engine optimization</em>): delle tecniche per fare sì che la propria parola, le parole che desidera siano indicizzate sulla prima pagina o sulle prime pagine, <strong>senza</strong> però alcuna <strong>garanzia del risultato</strong>.  <br />
Il posizionamento dei motori comunque senza un risultato tangibile, associato alla popolarità, quindi al numero di persone che accedono a una determinata parola attraverso una pagina indicizzata, non ha in realtà un senso compiuto, in quanto il numero di accessi se non è legato a un risultato, come per esempio le vendite on line, il numero di mail raccolte o la partecipazione a un concorso, non è in sé sufficiente.  <br />
<strong>La ricerca è importante soltanto se porta dei risultati tangibili</strong>. Uno dei testi più importanti, scritti sulla ricerca on line è stato <a href="http://www.amazon.com/dp/1591841410?tag=johnbattelles-20&camp=14573&creative=327641&linkCode=as1&creativeASIN=1591841410&adid=19XPQ9M5GA6JVXXH0RDB&"target="_blank">"The Search" </a>di <a href="http://battellemedia.com/"target="_blank">John Battelle</a> che recentemente si è espresso sul futuro della ricerca e dei motori. <strong>Secondo Battelle la ricerca evolverà in applicazioni di supporto alle decisioni</strong>, come avviene per esempio quando dobbiamo scegliere dove trascorrere le vacanze, consultiamo non un motore, ma consultiamo direttamente il portale e più di frequente rispetto ad altri il portale di Expedia.  <br />
<strong>La ricerca</strong> con l'inserimento di una o più parole chiave in un box, su una pagina con un elenco sterminato di pagine di risposta, <strong>si trasformerà in domande e risposte in linguaggio naturale</strong>, fatte all'iPhone o a Android, fatte però ad applicazioni verticali inerenti a interessi specifici.  <br />
La ricerca si sposterà quindi dalle parole alle applicazioni e la ricerca assomiglierà sempre più alla consultazione di un genio della lampada attraverso un'interrogazione verbale. <br />
</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/07/il_genio_della_lampada.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Fri, 23 Jul 2010 10:32:20 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>I ritardi dell&apos;Italia</title>
         <description><![CDATA[<p>Lo sviluppo della tecnologia e in particolare di Internet e la crescita economica sono strettamente correlati. Alla <strong>diffusione della tecnologia corrisponde</strong> sempre un <strong>andamento positivo degli indici economici</strong>, si può quindi affermare che lo <strong>sviluppo tecnologico</strong> di una Nazione debba essere una <strong>priorità per qualsiasi governo</strong> che voglia competere sui mercati mondiali.  <br />
Il settimanale <strong>The Economist</strong> stila ogni anno una classifica mondiale sulla base di più di 100 fattori, suddivisa in sei categorie. Le categorie sono: l'infrastruttura tecnologica e la connettività, il contesto di sviluppo del business, l'utilizzo delle tecnologie da parte di utenti e di aziende, le regole e le leggi di riferimento, il contesto socioculturale e politico e la visione dei governi. La somma di questi fattori è stata definita "<em>e-readiness</em>", sostanzialmente prontezza, capacità di reazione e <strong>si riferisce a un reale uso e diffusione della tecnologia</strong>, non alla sua semplice introduzione. In altri termini sono sì importanti i numeri dei personal computer, dei telefoni cellulari e dei siti web, ma ancora di più lo sono il loro reale e efficace utilizzo e beneficio che ne deriva per il cittadino. Il <a href="http://graphics.eiu.com/pdf/E-readiness%20rankings.pdf"target="_blank">rapporto 2009 dell'Economist</a>, prodotto in cooperazione con l'IBM che parla dell'e-readiness rankings, <strong>sancisce il predominio del nord America e dell'Australia seguito dall'Europa occidentale, Russia e Asia Orientale</strong>, agli <strong>ultimi posti</strong> vi sono l'<strong>Asia centrale</strong> e il <strong>continente africano</strong>. A livello di nazioni i primi 4 paesi sono tutti dell'Europa del nord, Danimarca, Svezia, Olanda e Norvegia. Gli Stati Uniti sono al quinto posto seguiti da Australia, Singapore, Hong Kong, Canada e Finlandia. L'<strong>Italia è solo 26a e rispetto al 2008 perde una posizione</strong>. Una valutazione che deve far riflettere sulla reale competitività economica del nostro paese e sul suo futuro. Un'<strong>analisi comparata tra l'Italia e le nazion</strong>i <em>best in class</em>, le migliori per i singoli fattori, fa emergere <strong>le aree di maggiore debolezza</strong> del nostro paese. Le aree più critiche sono per noi il <strong>contesto per lo sviluppo del business</strong> in cui primo risulta Hong Kong, la <strong>politica e la visione dei governi</strong>, cui prima è la Danimarca e l'<strong>utilizzo delle tecnologie</strong> da parte degli utenti e delle aziende in cui prima è la Norvegia. Per recuperare posizioni è <strong>importante che il governo</strong> affronti con alta priorità i fattori di debolezza e <strong>sblocchi</strong> al più presto <strong>i fondi destinati allo sviluppo della banda larga</strong> di 800 milioni. La competizione internazionale è basata sulla tecnologia diffusa, a basso prezzo e integrata tra sistema pubblico e privato, aspetti che hanno nel mondo del business uno sviluppo sempre più accelerato. Esiste una legge per la quale più è alta l'adozione della tecnologia, più questa si diffonde con rapidità. <strong>La velocità dello sviluppo tecnologico e della connettività è quindi essenziale per l'Italia per non perdere altre posizioni a livello mondiale</strong>. Dal primo luglio 2010 ogni cittadino finlandese avrà garantita per diritto una connessione alla banda larga ad almeno a un megabit in quanto diritto fondamentale. A quando lo stesso per l'Italia? </p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/07/i_ritardi_dellitalia.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Fri, 16 Jul 2010 14:03:51 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Foursquare e il no profit</title>
         <description><![CDATA[<p>Come le organizzazioni no profit possono utilizzare servizi legati alla geolocalizzazione? Gli ambiti di utilizzo rientrano solo nella <em>brand awareness</em> oppure ci sono spazi anche per il <em>fundraising</em>? Quanto è semplice o complesso <strong>organizzare e gestire una campagna di fundraising</strong> sfruttando i servizi di geolocalizzazione?</p>

<p><a href="http://foursquare.com/"target="_blank">Foursquare</a> ha catalizzato l'attenzione di molti durante il <a href="http://sxsw.com/"target="_blank">SXSW 2010</a>, lanciando un'iniziativa denominata <strong>check-in for charity</strong> con partner come <strong>Microsoft</strong> e <strong>PayPal</strong>. Oggetto della campagna: per ogni check-in in Austin o con l'hashtag #sxswHaiti su Twitter, Microsoft e PayPal hanno donato 0,25 dollari a <strong>Save The Children Haiti</strong>. Risultati della campagna durante la manifestazione: <strong>135.000 check-in</strong>, <strong>2.400 tweets</strong>, <strong>15.000 dollari donati in meno di 48 ore</strong>.</p>

<p>Secondo Joe Waters, editor di <a href="http://selfishgiving.com/"target="_blank">Selfish Giving</a> e Director Cause & Event Marketing presso il Boston Medical Center, Foursquare riveste un <strong>alto potenziale per il <em>cause marketing</em></strong> (definizione intraducibile in italiano, ma il cui significato si impone senza necessità di spiegazioni).</p>

<p>Una prima opportunità è in ambito <strong><em>branding</em></strong>: l'elemento di geolocalizzazione di Foursquare, unito alla possibilità di "sharing" o condivisione su Facebook e Twitter, è un'occasione ghiotta per fare <strong>marketing quotidiano a costo nullo</strong>. E' sufficiente il check-in nei locali dell'organizzazione no profit, un breve messaggio interessante su una specifica campagna in corso oppure un suggerimento collegato alle attività dell'organizzazione, lo sharing su Facebook e su Twitter. In questo modo i contatti su Foursquare sono informati in tempo reale, quelli su Facebook e Twitter pure e, in più, quegli stessi contatti possono condividere il messaggio con la propria rete di amici. Se poi invece di una persona sola sono coinvolti più membri dell'organizzazione, allora la potenza di fuoco può essere notevole.</p>

<p>Una seconda opportunità è nel <strong><em>fundraising</em></strong>: ovvero coinvolgere un partner disponibile a effettuare una donazione per ogni check-in convalidato nei suoi locali, sul modello dell'iniziativa lanciata da Foursquare, Microsoft e PayPal. In questo caso il partner ha un guadagno in termini di <strong>visibilità del marchio</strong>, e l'organizzazione no profit riceve una <strong>donazione proporzionale</strong> al numero di persone che aderiscono all'iniziativa.</p>

<p>Una terza opportunità si può chiamare <strong><em>shopping fundraising</em></strong>: alla configurazione semplice di cui sopra si può aggiungere l'elemento dell'acquisto. Prendiamo una catena di ristoranti o di distributori di benzina o di librerie che siano disponibili, in un periodo di tempo identificato, a offrire uno sconto del 10% ai propri clienti. Situazioni come queste non sono infrequenti, ma supponiamo che la catena partner sia anche disponibile a <strong>versare alla no profit un x% del valore degli scontrini convalidati da un check-in</strong>. Anche in questo caso la funzionalità di sharing aumenta in modo impressionante il passaparola.</p>

<p>Una quarta opportunità risiede nella <strong>relazione con i volontari</strong>: l'organizzazione no profit crea un proprio account su Foursquare e lo collega alla rete di amici tra i volontari; con la funzione di Shout (invio di brevi messaggi alla rete di amici) può inviare informazioni, aggiornamenti, fare domande e mantenere in generale la relazione. Poiché anche questi messaggi possono essere condivisi su Facebook e Twitter, anche in questo caso si ha la possibilità di generare un passaparola quasi automatico e molto efficace.</p>

<p>E cosa pensereste se al momento del check-in in un esercizio commerciale comparisse sul vostro smart phone un messaggio del tipo "<em>xxx ha partecipato alla campagna yyy</em>" dall'account di un'organizzazione no profit?</p>

<p>Ciò che è interessante è il costo molto basso di queste iniziative: in pratica occorre "solo" creare le giuste connessioni tra i partner. Poi <strong>la rete fa il resto</strong>. Qual è il vero ostacolo? Il fatto che Foursquare non ha ancora in Italia una massa critica sufficiente a generare un passaparola efficace.</p>

<p>Ma i tempi cambiano, e noi cerchiamo di essere in prima fila. Se vuoi esserlo anche tu, segui in streaming i lavori della Prima Conferenza dei Sindaci di Foursquare del 17 luglio (seguiranno indicazioni!).<br />
</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/07/foursquare_e_il_no_profit.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Thu, 15 Jul 2010 13:59:24 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>E-commerce in Italia 2010 - Il commercio elettronico non va in vacanza</title>
         <description><![CDATA[<p>Si terrà  a settembre il <strong>quinto appuntamento</strong> con lo studio di Casaleggio Associati sull'E-commerce in Italia 2010. </p>

<p>Questa volta l'indagine, il cui obiettivo è individuare nuove strategie, tendenze e opportunità del commercio elettronico, avrà come <strong>focus l'analisi dell'utilizzo dei cellulari da parte dei consumatori come supporto agli acquisti on line</strong>.</p>

<p>I risultati, che saranno pubblicati su alcuni dei maggiori quotidiani e magazine di settore, verranno presentati in un convegno il <strong>14 settembre 2010</strong> riservato ai partecipanti alla ricerca e agli organi d'informazione.</p>

<p>Per ulteriori informazioni sui precedenti convegni è possibile visitare <a href="http://www.casaleggio.it/e-commerce/index.php"target=_"blank">www.casaleggio.it/e-commerce/</a> oppure scriverci all'indirizzo: <a href="mailto:e-commerce@casaleggio.it">e-commerce@casaleggio.it</a>.<br />
<br><br />
</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/07/ecommerce_in_italia_2010_il_co_1.php</link>
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         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Wed, 14 Jul 2010 17:52:50 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>L&apos;e-commerce in Italia</title>
         <description><![CDATA[<p><strong>Class: </strong><em>Buonasera, voi avete analizzato un po' l'e-commerce in Italia nel 2009, fate anche una serie di previsioni per il 2010, iniziamo proprio dal 2009, qual è stato l'andamento del settore nel nostro Paese, quali i dati più rilevanti da mettere a fuoco? </em> <br><br />
<strong>Davide Casaleggio: </strong>Per il primo anno, in un anno di crisi generalizzata l'<strong>e-commerce è salita del 58%</strong>, un e-commerce che è abituata a tassi di crescita importanti ma normalmente tra il 20 e il 30%, per il primo anno ha avuto una crescita di oltre il 50%, arrivando a 10 miliardi circa di fatturato globale. Il <strong>balzo</strong> che ha avuto è soprattutto <strong>dovuto alla liberalizzazione delle scommesse e dei giochi di azzardo</strong> come il poker che hanno fatto saltare direttamente di oltre il 100% questo mercato, il segmento del tempo libero.  <br><br><br />
<strong>Class: </strong><em>Casaleggio, quali sono le difficoltà maggiori allo sviluppo del commercio online in Italia?</em><br>  <br />
<strong>Davide Casaleggio: </strong>Possono riassumersi sostanzialmente in <strong>3 ambiti i problemi che l'e-commerce ha in Italia</strong>: il primo è la <strong>difficoltà di collegamento delle persone a Internet</strong>, tutti i dati legati alla banda larga, alla connessione a Internet delle famiglie italiane rispetto ai Paesi Europei, ci vedono tra gli <strong>ultimi paesi in termini di collegamento</strong>, questo è dovuto soprattutto ai prezzi e alla disponibilità di banda larga nelle province; il secondo ambito è quello dovuto alla <strong>logistica e all'infrastruttura generale dell'e-commerce</strong> in Italia e quindi le aziende subiscono molto la difficoltà di spedizione che ha costi più elevati e tempi meno certi di altri Paesi e <strong>infine la parte legislativa</strong> che ha un <strong>forte impatto sui vari settori, non ultimo quello dell'elettronica di consumo</strong> che con i diritti dovuti in anticipo su tutte le memorie che vengono vendute anche quelle dei cellulari, fa sì che la concorrenza sia diseguale rispetto ai siti esteri che vendono gli stessi oggetti. </p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/07/lecommerce_in_italia.php</link>
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         <category>E-commerce</category>
         <pubDate>Tue, 13 Jul 2010 11:07:12 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>La fine della pubblicità </title>
         <description><![CDATA[<p>La società internazionale di ricerca <a href="http://www.millwardbrown.com/Home.aspx" target="_blank">Millward Brown</a> ogni anno pubblica <a href="http://www.millwardbrown.com/Sites/mbOptimor/Ideas/BrandZTop100/BrandZTop100.aspx" target="_blank">100 società</a> per valore del brand. Questa società ha dichiarato che i <strong>clienti digitali</strong>, quindi quelli che hanno una relazione in Rete con il brand, hanno una <strong>relazione più forte del 15% rispetto agli altri</strong>, non è quindi un caso che i <strong>primi tre classificati nel 2010</strong> siano state tre società con indirizzo tecnologico, quindi <strong>Google</strong>, <strong>IBM</strong> e <strong>Apple</strong>.  <br />
<a href="http://www.razorfish.com/#/home/" target="_blank">Razorfish</a> una delle società più importanti del mondo di sviluppo di applicazioni digitali ha effettuato uno <strong>studio negli Stati Uniti sulla creazione del brand on line</strong> e sull'interazione digitale dei clienti con la marca. Dallo studio che è stato svolto su un campione di mille navigatori abituali, risulta chiaramente che la <strong>relazione digitale è molto più remunerativa delle tradizionali forme di pubblicità</strong>.  <br />
Il tempo passato su Internet in America è ormai comparabile a quello speso davanti alla televisione e in breve tempo sarà superiore.  <br />
Quindi l'esperienza on line legata al brand è di fatto la nuova pubblicità, la nuova frontiera di relazione con i clienti. <strong>L'esperienza on line per il 65%</strong> dei clienti consente di cambiare l'opinione<strong> nei confronti del brand</strong>, il <strong>97%</strong> è <strong>influenzato nella scelta di acquistare</strong> un prodotto e il <strong>64% </strong>di chi effettua per la <strong>prima volta l'acquisto</strong> di un prodotto di un certo brand in Rete <strong>lo fa in seguito a un'esperienza in Rete</strong>. Chi naviga ricerca spesso informazioni legate a un brand, la Rete è un luogo dove letteralmente viene creato il cliente. Il <strong>77% guarda filmati </strong>sul brand, relativi al brand, sulla piattaforma Youtube; il <strong>69% accede al corporate blog</strong> dell'azienda; il <strong>65% partecipa a un gioco</strong> legato al brand. Infine, il <strong>73% inserisce la propria opinione</strong> sul brand o suoi prodotti in Amazon, Facebook o Twitter. I Social Media sono un ottimo veicolo per i brand: il <strong>40% degli intervistati segue un brand su Facebook o su My Space</strong> e di questi quasi la metà lo fa con la propensione all'acquisto.  <br />
I concorsi on line generano esperienze legate al brand, il <strong>70% del campione ha partecipato a un concorso</strong> e il <strong>24% ha creato contenuto proprio</strong> e quindi foto, filmati, testi. Il brand può essere rafforzato da <strong>eventi</strong> che sono <strong>seguiti dal</strong> <strong>26% </strong>del campione come la gara virtuale creata dalla Nike: la <a href="http://inside.nike.com/blogs/humanrace-it_IT" target="_blank">Nike Human Race</a> o da <strong>applicazioni</strong> brandizzate accessibili da device mobili che sono <strong>scaricati dal 24%</strong> del campione. Le attività di sviluppo del brand on line possono essere correlate direttamente alle performance finanziarie, com'è dimostrato dalla società <a href="http://www.altimetergroup.com/" target="_blank">Altimeter Group</a> che mette ai <strong>primi posti per i risultati</strong> ottenuti: <strong>Ebay</strong>, <strong>Dell </strong>e <strong>Starbucks</strong>. In un mondo dove, come citato da Razorfis, il <strong>76%</strong> delle persone pensa che le <strong>società dicono il falso negli annunci pubblicitari</strong> e in cui l'informazione sta migrando in Rete attraverso una relazione diretta con il cliente, l'<strong>esperienza digitale legata al brand è fondamentale</strong> per lo sviluppo e per la stessa sopravvivenza delle aziende.<br />
</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/07/la_fine_della_pubblicita_1.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Thu, 08 Jul 2010 13:23:31 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Lo shopping di Google</title>
         <description><![CDATA[<p>Google oltre a fare continuamente shopping di nuove società, (soltanto nel 2010 ne ha comprate ben dieci) ha un proprio fondo d'investimento, si chiama <a href="http://www.google.com/ventures/"target=_"blank">Google Ventures</a> che finanzia nuove realtà in via di sviluppo, che potrebbero essere domani le nuove Google, Amazon, Ebay o Facebook.  <br />
<strong>La conoscenza degli investimenti di Google ci può consentire di capire quali sono le tendenze in atto e che si svilupperanno nei prossimi anni</strong>.  <br />
La conoscenza degli investimenti di Google attraverso i suoi venture capital, ci consente di valutare quali saranno le tendenze future nell'ambito della tecnologia e della Rete. <a href="https://www.recordedfuture.com/">Recorded Future</a> di Cambridge è una società che <strong>analizza il passato e presente e prevede il futuro</strong>, attraverso l'analisi delle informazioni contenute in Rete. Record Future afferma di poter prevedere l'andamento dei mercati finanziari o la probabilità di un attacco terroristico. Un'altra società è <a href="http://www.pixazza.com/"target=_"blank">Pixazza</a> di Mountain View in California che <strong>ha sviluppato un web service</strong>, un'applicazione accessibile on line, che <strong>converte immagini statiche in contenuto interattivo</strong>, i contenuti di un'immagine, per esempio i vestiti indossati, un libro o un tavolo sono riconosciuti ed evidenziati con la loro descrizione ed eventualmente sono associati a un link o a un'area di acquisto, quindi ogni aspetto della realtà, ogni fotografia, ogni immagine, si trasforma in una promozione.  <br />
<a href="http://www.silverspringnet.com/"target=_"blank">Silver Spring Networks</a> è una società di Redwood in California che <strong>aumenta l'efficienza delle reti delle utilities associate alla produzione di energia</strong> e riduce quindi l'emissione di Co2. La tecnologia di Silver Spring mette in comunicazione tra di loro diversi punti di produzione e di fruizione di energia, permettendo un forte risparmio. <a href="http://www.englishcentral.com/en/videos"target="_blank">EnglishCentral</a> di Lexington sviluppa applicazioni per l'apprendimento della lingua inglese. English Central <strong>permette di ascoltare una propria conversazione con le correzioni di pronuncia in tempo reale</strong>, tra i contenuti utilizzati vi sono per esempio brani di Alice nel paese delle meraviglie o discorsi del Presidente Obama da replicare.  <br />
<a href="http://www.viglink.com/"target="_blank">VigLink</a> di San Francisco permette di <strong>creare in modo immediato nel proprio sito un link a un prodotto o a un servizio </strong>on line e incassare una commissione nel caso sia effettuato un acquisto. VigLink viene <strong>retribuita per il servizio con un 25% sulla commissione</strong> ed è immediatamente inseribile nei propri siti. La società <a href="http://www.scvngr.com/"target="_blank">SCVNGR</a> di Boston si definisce una <strong>Geogaming platform</strong>, quindi una <strong>piattaforma per la creazione di giochi su device mobili </strong>come l'Iphone o Android basati sulla propria posizione, su percorsi fatti e sull'interazione con gli oggetti. I giochi possono essere creati anche da persone senza particolari conoscenze tecniche, attraverso le applicazioni che mette a disposizione.  <br />
Infine <a href="http://www.opencandy.com/"target="_blank">OpenCandy</a> di San Diego fornisce un <strong>software che durante l'installazione di applicazioni</strong> sul nostro computer, che avvengono spesso anche in modo quotidiano, <strong>suggerisce immediatamente applicazioni complementari</strong> con la descrizione dei benefici, che se scelte vengono immediatamente scaricate.  <br />
Le società selezionate e finanziate da Google sono tutte statunitensi, tutte hanno pochi anni di vita e sono gestite da ragazzi provenienti dalle principali università, quindi dal MIT alla Stanford University.<strong> Integrazione tra università, mondo delle imprese, società d'investimenti è uno dei motori dello sviluppo dell'economia statunitense, sarebbe un modello da imitare anche in Italia.</strong>  <br />
</p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/07/lo_shopping_di_google.php</link>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Fri, 02 Jul 2010 11:09:13 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>I pensieri della Rete </title>
         <description><![CDATA[<p><strong>La Rete può essere definita come una conversazione globale</strong> su qualunque aspetto della nostra vita, in particolare: società, persone, prodotti. In Internet è possibile conoscere in tempo reale l'opinione delle persone su qualunque argomento, per esempio si può determinare il valore del brand di un'azienda o il giudizio dell'operato di un ministro.  <br />
I <strong>Social Media</strong> come Facebook o Twitter sono i luoghi dove le persone possono interagire e che <strong>contengono le informazioni necessarie per un'analisi quantitativa</strong>, <strong>ma soprattutto qualitativa</strong>, quindi un giudizio di merito su chi o cosa è oggetto di valutazione.  <br />
La dimensione dei dati presenti in Rete non permette però un'analisi manuale e una lettura diretta dei testi che superano facilmente le decine di migliaia al giorno per una persona o per un'azienda di un certo livello di popolarità, è quindi <strong>necessario disporre di strumenti automatici che esistono e sono i cosiddetti</strong> "<em>automated sentiment analysis</em>". La "<em>sentiment analysis</em>" è la <strong>capacità di decifrare le opinioni contenute in un testo</strong> scritto o parlato e l'"<em>automated sentiment analysis</em>" è la <strong>possibilità di estrarre queste opinioni da qualunque Social Media in modo automatico</strong> attraverso la comprensione del linguaggio naturale e l'utilizzo di strumenti statistici.  <br />
Con questi strumenti è possibile ottenere un'accuratezza di giudizio simile a quella umana, i più importanti sono <a href="http://www.alterian.com/"target="_blank">Alterian</a>, <a href="http://www.biz360.com/"target="_blank">Biz 360</a>, <a href="http://en-us.nielsen.com/tab/product_families/nielsen_buzzmetrics"target="_blank">Nielsen Buzz Metrics</a>, <a href="http://www.brandwatch.com/"target="_blank">Brandwatch</a>, <a href="http://www.radian6.com/"target="_blank">Radian6</a>, <a href="http://www.scoutlabs.com/"target="_blank">Scout Labs</a> e Simosos che analizzano Social Media, le aree geografiche, diverse lingue: l'italiano, l'inglese, il francese, periodi temporali in cui questa ricerca viene effettuata e anche le modalità con cui vengono cercate le parole. Da una ricerca effettuata dal sito <a href="http://www.webmetricsguru.com/"target="_blank">Webmetricsguru</a> i migliori strumenti per l'analisi sono risultati  Nielsen e Radian 6 e per la leggibilità dei risultati, quindi l'acquisizione immediata dell'analisi è risultato Scout Labs.  <br />
La <strong>lettura della conversazione in Rete permette di determinare i siti responsabili</strong>, per esempio della <strong>diffusione di notizie negative o positive che riguardano una società, un prodotto o una persona e di valutare anche l'intensità di un giudizio</strong>, quindi il numero di volte che viene riproposto in Rete questo giudizio e la sua persistenza, per quanto tempo questo giudizio rimane in Rete.  <br />
A questo punto si possono prendere delle misure di gestione della conversazione in Rete che sono dette "<em>social customer relationship management</em>", un'evoluzione del "<em>customer relationship management</em>" utilizzato da anni per la gestione del cliente.  <br />
La <strong>sentiment analysis può essere utilizzata anche a livello previsionale</strong>, per esempio per determinare le quote delle scommesse di un evento sportivo o la possibilità di successo di un partito alle elezioni politiche. <strong>La Rete in futuro</strong> affiancherà sempre più i tradizionali sondaggi e per le aziende diventerà uno <strong>strumento indispensabile per misurare il successo dei suoi prodotti e il valore del suo brand</strong>.  </p>]]></description>
         <link>http://www.casaleggio.it/2010/06/i_pensieri_della_rete.php</link>
         <guid>http://www.casaleggio.it/2010/06/i_pensieri_della_rete.php</guid>
         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Wed, 23 Jun 2010 12:00:49 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Lo scoiattolo del Gov 2.0</title>
         <description><![CDATA[<p>Richiama uno spot pubblicitario della <a href="http://www.youtube.com/watch?v=TVD335KYQLo"target="_blank">Vigorsol</a> ma non c'entra nulla. È <a href="http://govfresh.com/pages/about/"target="_blank">govfresh</a> - open air government, <strong>portale statunitense</strong> di informazioni focalizzato su tecnologia, social media e trasparenza nelle attività governative. Spesso citato come il 'TechCrunch del Gov 2.0', è nato nel maggio del 2009 con l'<strong>obiettivo di ispirare la collaborazione tra le strutture governative e i cittadini e costruire una democrazia partecipata</strong>. </p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="gov.gif" src="http://www.casaleggio.it/gov.gif" width="150" height="150" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" /></span></p>

<p>Il fondatore è un certo <a href="http://lukefretwell.com/"target="_blank">Luke Fretwell</a> che si definisce un re-branding consultant: aiuta le imprese a ridefinire se stesse e a concentrarsi su iniziative business di successo. Luke non è nuovo a esperienze innovative come questa: in precedenza ha fondato vari siti sull'ecologia  e ha ridefinito brand e strategia di <a href="http://www.inspire.com/"target="_blank">Inspire</a>, social network focalizzato su salute e benessere.<br />
Ma torniamo all'aria fresca nel governo: il 15 giugno viene celebrato il <strong>Gov 2.0 Heroes Day</strong>:<br />
<em><blockquote>...citizens inside and outside government who go above and beyond the call of duty and creatively leverage technology to build a more open, transparent and collaborative democracy.</blockquote></em>Nessuna giuria, nessuna premiazione, solo la gratificazione di essere citati come <strong>modelli da seguire nella gestione della cosa pubblica</strong>.<br />
Le "candidature" sono state raccolte entro il 13 giugno con l'indicazione di:<br />
<ul><li>Nome, organizzazione, job title e account Twitter del proponente</li>	<li>Foto e account Twitter del/dei Gov Hero/Heroes</li><li>Motivazione della candidatura.</li></ul>Il 15 giugno, tutte le candidature ricevute sono state pubblicate su GovFresh, sulla pagina <a href="http://www.facebook.com/pages/Gov-20-Hero-Day/130461886971494?created&v=wall"target="_blank">Facebook</a> e su <a href="http://twitter.com/govfresh"target="_blank">Twitter</a> per dar maggiore risalto all'apprezzamento che queste persone si sono guadagnate.</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="govfresh2.gif" src="http://www.casaleggio.it/govfresh2.gif" width="400" height="46" class="mt-image-none" style="" /></span></p>

<p>Altri suggerimenti di Luke (<a href="http://www.federalnewsradio.com/index.php?nid=150&sid=1978428"target="_blank">qui una sua intervista</a>) per celebrare queste persone il 15 giugno sono:<br />
<ul><li>Pubblicare un post o un video nel quale far conoscere il loro lavoro e i motivi della loro candidatura, ad esempio sulla <a href="http://www.facebook.com/pages/Gov-20-Hero-Day/130461886971494?created&v=wall#!/pages/Gov-20-Hero-Day/130461886971494?v=wall"target="_blank">Gov 2.0 Hero Day Facebook Page</a></li>	<li>Twittare il vostro Eroe con l'hashtag <a href="http://search.twitter.com/search?q=gov20heroday"target="_blank">#gov20heroday</a></li><li>Essere creativi - offrire al proprio Eroe  una birra, un mazzo di fiori, una cena, accompagnarlo in un centro benessere, offrirsi per fargli le pulizie di casa</li></ul>Lasciamo perdere la questione del Centro Benessere (non sono tempi)... Si possono fare due considerazioni. La prima è che l'idea di <strong>raccontare i comportamenti virtuosi</strong> al posto, o a fianco, della teoria di comportamenti negativi forse ci <strong>aiuterebbe a non cadere in depressione</strong>.<br />
La seconda è che di certo <strong>non basterebbe un'iniziativa di questo genere per modificare</strong> anche solo di poco la <strong>considerazione negativa</strong> che ciascuno di noi ha <strong>verso la Burocrazia dell'Apparato</strong>. Se per esempio a Bologna i Vigili Urbani vi ritirano la patente scaduta e vi dicono di presentarvi alla Motorizzazione Civile dopo una settimana, non fidatevi. La vostra patente è in Questura, in un ufficio non raggiungibile telefonicamente e aperto solo dalle 9.00 alle 10.15: per sapere se hanno la vostra patente dovete andarci di persona.<br />
<strong>Gov 2.0 Hero: qui, i veri eroi siamo noi</strong>. <br />
<br></p>]]></description>
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         <category>Relazione Digitale</category>
         <pubDate>Thu, 17 Jun 2010 14:59:50 +0100</pubDate>
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