Luca Eleuteri

Luca Eleuteri Socio fondatore, laureato nel 1996 in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano. Continua a formarsi in organizzazione aziendale e management presso l'Università di Darden in Virginia. Dopo una prima esperienza nel campo dei servizi con diversi incarichi di gestione, si specializza in comunicazione e modelli di relazione attraverso la Rete.

webTime

webTime la newsletter di Casaleggio Associati Iscriviti a webTime, la nostra newsletter quindicinale



webTime
Segnalazione dei nuovi post
nota informativa sulla privacy


5° Ricerca sull'e-commerce in Italia

Sono disponibili gli atti del convegno "E-commerce in Italia 2011" e la ricerca sui trend in atto nell'e-commerce, sull'andamento economico suddiviso per settori, del ruolo del marketing, delle infrastrutture adottate, delle nuove modalità di utilizzo dei Social Media e dei sistemi mobile.

Vai all'area e-commerce in Italia



Libro: Tu sei Rete

Tu sei Rete La Rivoluzione del Business, del marketing e della politica attraverso le reti sociali.

ACQUISTA



Gaia: il futuro della politica

Gaia: il futuro della politica La nostra visione del futuro della politica descritto attraverso un video.

Guarda il video

La mappa del potere

Mappa del potere Il social network dei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa.

Crea la tua mappa


Aggiornamenti

Feed Rss Segui gli aggiornamenti del blog Casaleggio Associati iscrivendoti attraverso i feed RSS.

Aggiornamenti per Luca Eleuteri

Feed Rss di Luca Eleuteri Segui gli aggiornamenti dei post di Luca Eleuteri iscrivendoti attraverso i feed RSS.

Home > Luca Eleuteri

30 Ottobre 2010

aNobii for iPhone 3GS
   

Cross Marketing delle librerie digitali


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

In un pianeta dove la popolazione cresce a ritmi di mezzo miliardo di individui ogni 5 anni lo spazio a disposizione di ogni persona non può che diminuire, a partire da quelli abitativi. Il digitale aiuta da qualche anno i lettori con l'ebook ad ottimizzare gli scaffali delle librerie consentendo di racchiudere migliaia di titoli in un unico dispositivo (Tablet) delle dimensioni di un libro tascabile.
In Italia il digitale (dunque l’ebook), e con esso lo sviluppo socio economico che ne deriva, è ancora ostaggio della diffusione della banda larga. Una barriera tutta locale comunque destinata a cadere nel giro di qualche anno. Risolto il problema della banda, la diffusione dei dispositivi di lettura come l’iPad ed il Kindle muterà abitudini e comportamenti degli individui anche nel settore dell’editoria. Già oggi negli Stati Uniti i dati Nielsen individuano le applicazioni a pagamento legate ai libri tra le più scaricate dai nuovi dispositivi come l’iPad.
Mentre il libro digitale si appresta a raggiungere qualche milione di lettori nei prossimi anni, la Rete offre già risposta ai quesiti su dove il lettore riporrà i suoi libri e come si trasformerà il concetto di lettura nel mondo del digitale.
Già oggi ci sono decine di siti che hanno rivoluzionato abitudini e comportamenti dei librofili ed il concetto stesso di lettura.
I servizi che ruotano intorno all’ebook sono legati all’acquisto e allo scambio di libri, all’archiviazione, all’aggregazione e alla ricerca per autore, tag, genere, prezzo. La fusione tra servizi legati alla lettura e social network ha inoltre amplificato gli orizzonti dei lettori portando alla formazione di migliaia di gruppi segmentati per età, sesso, affinità di lettura, città.
Ad oggi le librerie on line più conosciute sono:

La maggior parte offrono servizi gratuiti (LibraryThing è gratuita solo fino a 200 testi) e consentono ai lettori di poter esportare/importare gratuitamente i propri libri potendoli spostare da uno scaffale all’altro senza troppi impedimenti. Ciascuna di queste librerie virtuali offre servizi con differenti livelli di specializzazione che spaziano tra l’archiviazione (LibraryThing, My Library) e la formazione di gruppi (aNobii, GoodReads, WeRead) che condividono i propri gusti e rappresentano dei veri e propri punti di riferimento per orientare i lettori verso i titoli maggiormente apprezzati all’interno della comunità.
Orientarsi all’interno del mondo dei servizi ai lettori non è immediato ma è possibile farlo attraverso qualche ricerca in rete (es: tabella di confronto tra Shelfari, Library Thing, Goodreads), ma qualsiasi scaffale elettronico il lettore voglia scegliere appare subito chiaro che questo rappresenti per gli autori dei libri e gli editori il più importante strumento di cross-marketing mai esistito finora nel settore dell’editoria. E gli effetti saranno sempre più rilevanti con la progressiva digitalizzazione dei milioni di titoli ad oggi relegati nel mondo della cellulosa.

21 Agosto 2009

   

Wikiprofilo


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Wikipedia è l'enciclopedia on line più famosa al mondo disponibile in ben 267 lingue. Ha la peculiarità di essere completamente redatta dagli utenti che ne possono generare, modificare, aggiornare i contenuti, in quello che può definirsi il più grande albero della conoscenza mai creato nella storia dell'uomo.
Secondo una classifica Alexa.com, Wikipedia è l'ottavo sito più visto in Italia, prima si trovano nomi del calibro di Google, Yahoo, YouTube, Msn, Facebook, e Windows. Se si effettua una ricerca su Google o Yahoo, i motori di ricerca più utilizzati nel web, con il nome di un personaggio pubblico si scopre che il primo o il secondo risultato mostrato è il suo profilo in Wikipedia.
Il wiki-profilo è dunque assimilabile a tutti gli effetti a un sito né più né meno di quello creato ad hoc dall'individuo stesso e come tale deve essere gestito.
I più noti tra i leader politici italiani sono presenti in questa enciclopedia multimediale. I cittadini hanno la possibilità di completare le varie sezioni di cui il loro profilo si compone: dalla biografia, alle citazioni, agli aspetti giudiziari, alle attività svolte, gli articoli che lo citano, etc.
Avere un'informazione costantemente aggiornata e trasparente, a tempo e costi nulli, per la modalità stessa con cui vengono aggiornati i contenuti in Wikipedia, rappresenta il miglior website e biglietto da visita di cui un personaggio pubblico può disporre in Rete.
Non prestare attenzione al proprio wiki-profilo equivale semplicemente a non gestire un'informazione che può essere creata a prescindere dalla volontà del diretto interessato.
Non consentire l'aggiornamento del wiki-profilo con fatti noti e pubblici, attraverso la restrizione dei permessi della piattaforma (un esempio può essere il profilo di Silvio Berlusconi), può produrre effetti negativi sull'immagine della persona e spinge gli utenti a ricercare altri contenitori d'informazione tra le migliaia di cui la rete è disseminata.
Il numero di accessi ad un wiki-profilo è misurabile attraverso motori statistici presenti in Rete e rappresenta un ottimo indicatore per spiegare il consenso, e più in generale il livello di attenzione, nel bene e nel male, che l'opinione pubblica ha in un determinato lasso di tempo nei confronti di quel wiki-profilo.

20 Febbraio 2009

Distribuzione degli investimenti del piano anti-crisi wwww.recovery.gov
Distribuzione degli investimenti del piano anti-crisi wwww.recovery.gov
   

Politica in "amministrazione controllata"


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

La Rete occupa ogni giorno un settore nuovo della gestione e dell'amministrazione pubblica. Ad oggi viene utilizzata per erogare servizi agli utenti, nella relazione con i cittadini, nei pagamenti di tasse ed utenze, nel rinnovo di documenti e certificati, nella prenotazione delle prestazioni sanitarie. Il suo utilizzo è ancora fortemente vincolato da aspetti geografici, per la diffusione della banda, e da una massa critica sul numero di abitanti sotto la quale Stato ed amministrazioni locali non hanno ancora attivato le risorse necessarie al cambiamento. Nell’amministrazione pubblica le potenzialità sono ancora molte, sia in quella locale che nazionale.
Negli Stati Uniti la maggior parte dei consigli, anche di circoscrizione nelle grandi Metropoli, sono trasmessi attraverso internet: obiettivo trasparenza e coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni politiche.
In Italia le sedute alla Camera sono in diretta dal web. I consigli locali vengono affidati a dettami differenti da giunta a giunta che normano l’accesso di materiale da ripresa nelle aule consiliari. A livello regionale le dirette streaming sul web coprono oramai la maggior parte delle regioni, mentre nei comuni il fenomeno della diretta dal web è ancora marginale, in alcuni volutamente escluso. Non sono mancati casi in cui movimenti di cittadini (Meet-up di Beppe Grillo) siano stati allontanati con la richiesta di intervento delle forze dell’ordine (video consiglio comunale di Vicenza) a seguito del tentativo di introdurre telecamere all’interno di un consiglio comunale. Il partito Italia dei Valori ha avviato l’iniziativa “comuni trasparenti” in cui invita i propri consiglieri comunali a favorire l’ingresso dei cittadini durante le sedute consiliari. Un suo consigliere regionale, Carlo Costantini, in Abruzzo ha optato per un un’iniziativa autonoma munendosi, a proprie spese, delle attrezzature necessarie per offrire il servizio di diretta streaming attraverso il suo blog www.carlocostantini.it .

Mentre in Italia si dibatte se aprire o meno le porte alla Rete a momenti della vita civile che sono di per sè pubblici, il presidente statunitense Barack Obama, definito il “tech-president”, inaugura www.recovery.gov . I cittadini, oltre a dare nuovi spunti e suggerimenti, hanno a disposizione, aggiornate costantemente, le informazioni su ammontare degli investimenti, settori di investimento, progetti con tanto di avanzamento, impegno di risorse e scadenze. Il sito ha l’obiettivo di informare e far partecipare i cittadini sul piano di sviluppo che dovrebbe rilanciare il Paese. Il governo degli Stati Uniti è il primo governo in cui la spesa pubblica è gestita attraverso la Rete in una sorta di amministrazione “controllata”, anche dai cittadini.

16 Gennaio 2009

   

Fidelizzazione politica


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

La relazione sociale è un rapporto tra due o più individui che orientano reciprocamente le loro azioni. Internet ha introdotto un modello di relazione che potremmo definire digitale attraverso l'utilizzo di oggetti e funzionalità basati sull'interazione tra individui attraverso la Rete. L'effetto di questa relazione è il cambiamento dei modelli di comportamento esistenti e la creazione di nuovi da parte di coloro che la utilizzano.
La Rete in ambito politico è stata finalizzata, da coloro che ne hanno fatto uso, a scopi ben precisi, dalla raccolta firme per una petizione (MoveOn.org) alla raccolta di fondi per campagne elettorali ( Howard Dean primarie elezioni USA 2004), alla creazione di consenso elettorale in vista di elezioni, all'erogazione di servizi informativi e amministrativi locali, alla creazione di movimenti sociali (avaaz.org a sostegno del Dalai Lama), alla gestione dei simpatizzanti (Facebook.com) ed il dibattito di temi pubblici.
Le relazioni con i cittadini create da partiti e personaggi politici con un obiettivo temporale legato ad un evento vengono nella maggior parte dei casi disperse, lasciando spegnere o troncando la relazione con gli utenti che avevano offerto il proprio impegno. Così facendo la capitalizzazione degli investimenti si dissolve, spesso con effetti negativi sull'opinione pubblica. Effetti che rimangono latenti e riaffiorano in altri punti di conversazione offerti da forum, blog, newsgroup.
Un rapporto della Pew Internet & American Life Project ha rilevato che, nel caso di coloro che hanno seguito e supportato la campagna delle elezioni presidenziali di Obama, il 62% delle persone si adopereranno affinché altri cittadini supportino le scelte del neo presidente. Il 16% lo farà supportandolo on-line, il 25% telefonicamente, il 48% nelle relazioni quotidiane.
Il 51% dei sostenitori on line si aspetta di essere aggiornato dalla nuova amministrazione, ed il 27% vuole essere coinvolto direttamente nel processo di cambiamento del Paese.
L'amministrazione Barack Obama si accinge a diventare il governo con il più alto numero di persone direttamente coinvolte nella "gestione" della democrazia degli Stati Uniti d'America.

30 Dicembre 2008

Home page tweetminister
Home page tweetminister
   

Political twitter


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Negli Stati Uniti il 62% della popolazione, secondo un rapporto della The Pew Internet Project, utilizza dispositivi mobili (cellulari e palmari) oltre che per la voce, per accedere a dati ed applicativi online, soprattutto fuori da casa e dal lavoro.

In una giornata tipo il device viene utilizzato per:

  • 31% spedire e ricevere SMS
  • 15% scattare una foto
  • 8% giocare
  • 8% spedire e ricevere email
  • 7% accedere ad internet per news ed informazione
  • 7% ascoltare musica
  • 3% scaricare mappe ed indicazioni stradali
  • 3% download di un video

I piccoli device, dopo la Tv e il desktop, sono il terzo passo dello sviluppo del piccolo schermo. L'utilizzo dei dispositivi mobili (cellulari e PDA) per accedere a formati diversi da quello testuale ha incoraggiato lo sviluppo di nuove forme di social media.

Twitter è un applicativo web nato del 2006 (micro-blogging service) che consente agli utenti registrati di lasciare un messaggio non più lungo di 140 caratteri tramite web, messenger o sms.Oggi conta circa 6 milioni di utenti ed un upgrade via cellulare di circa un centinaio di messaggi ogni 5 secondi.
Il limite di Twitter, osservano gli esperti, è la fruizione legata comunque ad una connessione internet sebbene da un dispositivo mobile. Alcune piattaforme hanno ampliato il servizio di pubblicazione anche formati multimediali (foto e video). La notorietà di Twitter è esplosa con il recente attentato a Mumbai in India. In quell'occasione molti utenti si sono improvvisati micro-giornalisti ed hanno utilizzato la piattaforma per aggiornare in tempo reale la situazione di feriti, gli spostamenti di ambulanze, e segnalando gli ospedali a corto di scorte di sangue per eventuali donatori.
Il dettaglio descritto dai messaggi è stato tale da non risparmiare neanche segnalazioni sulle posizioni degli attentatori e sugli spostamenti delle forze dell'ordine. ll governo indiano è stato costretto ad un appello "stop tweeting" per evitare di offrire agli attentatori notizie che avrebbero potuto danneggiare la riuscita delle operazioni di arresto.

In politica Twitter è ancora agli albori, almeno nel panorama europeo. Negli Stati Obama è stato il caso di successo più acclamato, anche se molti utenti hanno lamentato l'abbandono del suo account dopo pochi giorni dalla sua elezione.

In United Kingdom è possibile seguire i parlamentari e l'attività dei ministri in tempo reale registrandosi al portale Tweetminster.co.uk . L'iniziativa non ha nulla di originale e si ispira all'esperienza statunitense Tweet Congress.org assai più complessa e seguita di quanto non sia il tentativo europeo.

In Italia, nel contesto politico, Twitter è ancora sconosciuto al di fuori di sporadiche, isolate, e poco aggiornate esperienze di qualche politico locale (es.Diego Cammarata, sindaco di Palermo).

13 Dicembre 2008

John McCain vs. John McCain
   

La politica in mano agli elettori


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

La Rete ha messo nelle mani degli elettori la capacità di analizzare i suoi contenuti. Fino a qualche tempo fa la politica e la comprensione dei suoi programmi elettorali e dei suoi personaggi sono stati nelle mani dei tecnici di settore, consiglieri, parlamentari, assessori, e dei media tradizionali TV, Radio e giornali che avevano il compito di informare la collettività.

L'immagine e l'opinione che l'elettore poteva farsi era basata, ad eccezione dell'ascolto diretto, esclusivamente su spot, dibattiti, trasmissioni e articoli che propongono una lettura soggettiva e "di redazione" del pensiero politico.

Internet, con il 2008 e le elezioni statunitensi, ha sostanzialmente concluso un ciclo di emancipazione dell'elettore nei confronti della res publica e dei filtri che in maniera più o meno accentuata sono da considerarsi una distorsione del messaggio. L'abbattimento anche parziale di questi filtri ha accelerato un invasione di campo degli elettori nelle campagne elettorali e nella "questione politica" più in generale.

I social network offrono lo spazio virtuale alla necessità dei cittadini di aggregarsi su temi sociali. You Tube ha consentito ai cittadini di elaborare ed aggregare formati multimediali capaci di generare nuove forme di comunicazione.

Lo sviluppo del fundraising on line, sdoganato da McCain e consacrato nell'elezione di Barack Obama, ha perfezionato il processo di affrancamento della politica dalle lobby economiche consegnando d'altro canto il politico e la sua capacità di generare consenso completamente nelle mani dei suoi elettori.

La persistenza dei contenuti in Rete legata alla loro reperibilità nel tempo, la capacità degli elettori di generare autonomamente nuovi messaggi, la possibilità di mobilitare ed organizzare gruppi di individui in tempi rapidi delineano una nuova espressione di fare politica che sposta il focus dall'individuo ai suoi sostenitori.

24 Novembre 2008

Primo discorso alla nazione del Presidente Barack Obama tenuto su Youtube
   

Bye Bye Tv


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Una ricerca eMarketer sull'advertising online annuncia nel 2009 il superamento da parte dell'online negli investimenti cumulati rispetto alla TV, che oggi comunque vede un budget praticamente doppio a quello della spesa Internet. In un solo anno un recupero quindi pari almeno al 100%. Questo sorpasso del Web sulla TV si è già consumato in Svezia.

L'advertising attenderà un anno, la politica e le presidenziali statunitensi del 2008 hanno già decretato la morte dei vecchi media con un anno in anticipo. La data ufficiale potrebbe essere fissata con il primo discorso del Presidente Barack Obama alla nazione tenuto non attraverso un canale televisivo ma attraverso la Rete.

In un incontro del 7 novembre "Web e politici" condotto da John Heilemann del New York Magazine il sindaco della città di San Francisco, Gavin Newson, il direttore del più autorevole blog The Huffington Post, Arianna Huffington, e Joe Trippi, campaign manager di Howard Dean, hanno dibattuto sul fenomeno Obama e sul ruolo svolto dalla Rete in queste presidenziali americane. Il ruolo della Rete nella campagna del neopresidente è stato accostato a quello della televisione nella campagna del 1960 di JFK. Allora quella campagna, che vide vincitore su Nixon il giovane Kennedy, decretò il tramonto della radio e l'affermazione del piccolo schermo esattamente come oggi è accaduto per Internet nei confronti della Tv.

Sono tre le constatazioni emerse nel dibattito del 7 novembre e che riassumono il fenomeno Obama.

La prima è che Obama non sarebbe stato eletto senza il ruolo fondamentale e determinante della Rete per la raccolta fondi, raccolta che si è svolta principalmente attraverso centinaia di migliaia di piccole donazioni sotto i 200 dollari raccolte dal web.

La seconda che il canale You Tube di Obama, ha osservato Joe Tripi, ha garantito un totale di circa 14,5 milioni di ore di video spot per un valore stimato di circa 47 milioni di dollari qualora avesse dovuto procedere all'acquisto di spazi su emittenti locali e nazionali.

La terza considerazione, del sindaco di San Francisco Newson, è che la Rete, maturata velocemente dall'esperienza di Dean per il fund-raising, ha offerto al giovane candidato repubblicano strumenti di relazione digitale che ha saputo sfruttare in modo sorprendente (Facebook in particolare) e che hanno costruito a tempi record una macchina organizzativa perfetta ed in grado di ramificarsi con effetti di una vera e propria pandemia.


7 Novembre 2008

10000words.net: newspaper endorsement map
10000words.net: newspaper endorsement map
   

Vince la Rete


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Obama ha vinto, anche grazie alla Rete.
Anzi, la Rete è stata determinante in queste elezioni molto più di quanto non lo fosse stata nell'affermazione di Howard Dean alle presidenziali del 2004. Allora Dean si distinse per la raccolta fondi on line attraverso la piattaforma meetup con cui finanziò la sua campagna elettorale.

Il successo di Obama gli esperti sostengono essere arrivato anche per le scelte vincenti operate attraverso Internet. Tre in particolare sostengono alcuni critici come Jeff Jarvis di BuzzMachine.com. I giovani dello Iowa e del New Hempshire che si sono mobilitati in modo determinante sulle piattaforme di MySpace e Facebook, non a caso un consulente dell'attuale Presidente è Chris Huges fondatore di Facebook.

L'organizzazione dei supporters che si è alimentata e generata in maniera del tutto randomica ma capillare su tutto il territorio statunitense. E da ultimo la raccolta fondi che ha raggiunto cifre da capogiro attraverso le piccole donazioni di cittadini che hanno ridimensionato e messo all'angolo il contributo dei tradizionali PAC (comitati elettorali per sostegno dei candidati) offrendo a Barack Obama un doppio risultato, quello del finanziamento ma anche dello straordinario consenso che il numero di donazioni evidenziava.

Internet ha contribuito costantemente a tenere alta l'attenzione sulle elezioni offrendo decine e decine di strumenti agli utenti per tenersi costantemente aggiornati e trasformare la campagna elettorale in una vera e propria corsa alla notizia aggiornata. Dai video dei discorsi tenuti nei diversi stati dislocati sulle mappe di Google ai sondaggi in continuo aggiornamento di Fivethirtyeight, all'andamento della raccolta fondi e degli investimenti dei candidati di OpenSecrets alle metriche che rilevavano l'attenzione dei media e della blogosfera alla campagna dei candidati di Perspctv agli strumenti di comparazione per i programmi elettorali di Glassbooth alla mappa dei luoghi dove votare completa di tutte le informazioni per ciascuno dei cinquanta stati della federazione di Vote411 .

Le elezioni statunitensi 2008 rappresentano l'ingresso ufficiale, e determinante, della Rete nel mondo della politica.

26 Ottobre 2008

Mobile sms political campaign change in voting intention - Marketingcharts.com
Mobile sms political campaign change in voting intention - Marketingcharts.com
   

Sms il primo a sapere sei tu


Tutti i post di Luca Eleuteri
 
La politica resta solitamente un passo indietro rispetto altri settori nell'utilizzo della tecnologia e della Rete. Questo fenomeno è esclusivamente dettato dal fatto che la politica si serve degli strumenti offerti dalla Rete saltuariamente quando è alla ricerca di consenso in occasione di petizioni, elezioni, partecipazione a cortei. I politici non investono in ricerca e sperimentazione se non quando costretti a farlo. Le eccezioni, per chi si muove in controtendenza, ci sono, i risultati pure. Barack Obama nelle elezioni statunitensi è stato stimato abbia speso tra 1,3 e1,5 mln di dollari in SMS avendo un data base di iscritti alla campagna cellulari di circa 3 mln (stima Wall Street Journal) di cittadini, ed essendo stato attribuito un costo di 5c per ogni messaggio di testo! L'utilizzo del messaggio di testo è stato determinante nel momento in cui è stato nominato il senatore Joseph Biden. Le nomine dei vice da entrambe le parti, democratici e repubblicani, ha indotto un accelerazione nell'utilizzo dell'SMS. Il motivo non è stato certamente il costo, molto alto rispetto l'email, né tanto meno la capacità di veicolare informazione vista la limitazione di capacità nella digitazione di caratteri. Lo stesso Obama, due settimane prima della nomina di Biden, aveva rassicurato i suoi supporters che sarebbero stati i primi a conoscere il nome del suo vice di presidenza.  E' stato dunque il meccanismo dell'esclusività dell'informazione, in altre parole "essere il primo a sapere" che ha scatenato la corsa alla registrazione nei data base on line del candidato repubblicano. La comunicazione del nome del senatore Biden è stata anticipata via SMS ancor prima di essere diffusa alla stampa. Chi viveva nella East Coast degli Stati Uniti, ed era registrato in barackobama.com con il suo numero telefonico, o email, ha appreso alle 3:00 a.m. la notizia della nomina di Biden ben prima che qualsiasi notiziario potesse trasmetterla. In occasione di questo particolare evento la registrazione alla campagna di Obama è cresciuta del 250% hanno dichiarato fonti responsabili della comunicazione del candidato. Alcuni blog hanno riportato indiscrezioni secondo cui il numero di SMS inviati per la nomina di Joseph Biden è stato talmente grande che i primi messaggi sono stati spediti all'3.00 am ma alcuni sostenitori dichiarano di averlo ricevuto ben 12 ore più tardi. Il Washington Post ha riportato in un suo articolo del 26 agosto 2007 riguardo le elezioni americane: "In queste elezioni segnate dalla comparsa di molte innovazioni tecnologiche, la vera novità è nell'utilizzo dei messaggi di testo da parte dei politici. Circa 48 bilioni di testi (email ed sms) sono stati inviat ogni mese nel Paese a partire da Dicembre 2007, stando alle stime del CTIA, associazione dell'industria delle telecomunicazioni". Sicuramente nessuno si sarebbe aspettato che un sondaggio della Limbo sull'efficacia dei messaggi di testo rivelasse che il 28% del campione intervistato dichiarasse di aver modificato la propria intenzione di voto a seguito di campagne condotte con SMS.

11 Ottobre 2008

Google China
Google China
   

Politica al bivio


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

E' in atto un cambiamento nella politica. Negli ultimi anni stanno fiorendo associazioni a tutela della libertà nella Rete. Negli Stati Uniti la Global Internet Freedom Task Force ha il compito di proteggere la libertà di espressione in Rete. Da sette anni due associazioni PoliticsOnline e World E-Gov Forum stilano una classifica (Top 10 Who Are Changing the World of Internet and Politics) dei primi dieci individui, organizzazioni o società che hanno avuto un grande impatto attraverso l'utilizzo della rete nella trasformazione della politica.

La Rete gioca un ruolo fondamentale nella relazione tra individui. Internet ha cambiato la relazione sortendo un duplice effetto sulla natura di quest'ultima, uno di accelerazione l'altro di disintermediazione. Lo Stato così come rappresentato nei Paesi democratici ha nei secoli nominato i politici per costruire procedure e mediare la relazione tra cittadino, Stato e servizi pubblici. La Rete attraverso le sue evoluzioni, strumenti, tecnologie ha indotto una sensazione di "inutilità" dell'intermediazione politica attaccandone la componente decisionale. I politici hanno maturato questa consapevolezza e nei governi di impronta democratica hanno avviato un processo di rinnovamento su tre aspetti condivisione, trasparenza e riorganizzazione interna ai partiti.

Alcuni governi, come la Cina, la Corea, hanno invece scelto la via del no-Rete.
Secondo Reporters Sans Forntieres Internet è in rapida ascesa per la censura e le limitazioni della libertà di stampa. Diversi paesi sono scesi nella graduatoria di quest'anno a causa di gravi, ripetute violazioni della libera circolazione di notizie e informazioni online.
In Malesia, Thailandia, Vietnam, Egitto, alcuni blogger sono stati arrestati e le notizie di siti sono stati chiusi o resi inaccessibili. Un portavoce di Reporters Sans Forntieres ha affermato "Più e più governi si sono resi conto che Internet può svolgere un ruolo chiave nella lotta per la democrazia e stanno istituendo continuamente nuovi vincoli e livelli di censura. I governi dei paesi repressivi sono ora concentrati sui blogger e giornalisti on-line più che sui giornalisti tradizionali ".

Almeno 64 persone sono attualmente in carcere in tutto il mondo per aver pubblicato materiale proibito su Internet. La Cina mantiene il primato con un totale di 50 cyber-dissidenti dichiarati in carcere. Otto in Vietnam. Un uomo di nome Kareem Amer è stato condannato a quattro anni in carcere in Egitto per un articolo di critica pubblicato nel suo blog sul presidente sul controllo islamista nel Paese delle Università.

La Rete si avvia a produrre una politica di alta rappresentanza dei suoi cittadini o di censura degli stessi.

26 Settembre 2008

   

Live stream della politica


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Che la campagna presidenziale degli Stati Uniti d'America si sia giocata in modo rilevante in Rete è fuori discussione, I numeri e le statistiche diffuse da ricerche e sondaggi statunitensi lo dimostrano (cfr PewInternet). Così come lo dimostrano il proliferare di strumenti che permettono all'elettore di valutare la propria affinità (es: Glassbooth2008, ChooseYourCandidate), seguire le dirette e valutare il programma dei candidati presidenti (Glassbooth2008/explore, YouChoose08, YouDecide2008, CNN&YouTube Debates) sia durante le primarie che nella corsa dei due candidati Obama e McCain.

La commissione per i dibattiti presidenziali (CPD), società no-profit che si occupa negli USA di fornire agli elettori la miglior comprensione possibile del programma elettorale dei candidati presidenti, ha stretto un accordo nel 2008 con MySpace.com.

Da MySpace, piattaforma di social network nota in tutto il mondo, nasce MyDebates.org che dal 27 settembre al 15 ottobre offrirà negli Usa la diretta streaming dal web insieme ai canali televisivi tradizionali di 3 dibattiti presidenziali. Gli ospiti risponderanno alle domande raccolte dal web degli utenti nei giorni precedenti l'evento. Oltre a seguire gli eventi in programma l'utente ha la possibilità di inviare domande che verranno discusse durante i dibattiti, e può consultare una mappa interattiva ed aggiornata in tempo reale sui 50 stati americani con le percentuali di votanti per i candidati ed il consenso su 14 temi della campagna elettorale (area National Stats di MyDebates) divisi per stato.

I vantaggi offerti dal web derivanti dall'interattività durante la diretta sono evidenti, afferma la società Quartum Art che segue l'iniziativa dal punto di vista tecnico, dalla possibilità di analisi dei dati di accesso e comportamento delle persone registrate e collegate in quel momento, ad eventuali votazioni "lampo" che possono essere lanciate durante la diretta e risposte pressoché in tempo reale da parte di centinaia di migliaia di utenti.

12 Settembre 2008

Fonte: Pew  Internet & American Life Project
Fonte: Pew Internet & American Life Project
   

L'attendibilità delle informazioni politiche in Rete


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Secondo uno studio della Pew Internet & American Life Project internet è entrato in modo determinante nella definizione dell'esito politico delle elezione degli Stati Uniti. Nei prossimi anni si appresterà ad evolvere fino a determinarne l'ago della bilancia.
Alcuni numeri offrono un quadro esaustivo del fenomeno.

40% degli americani ha preso informazioni sulla campagna elettorale da Internet o comunque ha consultato internet per farsi un idea di voto
19% ha acceduto ad internet almeno una volta a settimana o più per fare qualcosa inerente la politica
6% c'è andata giornalmente
35% dei cittadini ha visto uno o più video del proprio candidato on line
10% ha utilizzato piattaforma di social network per attività di promozione del candidato preferito

Dal 2004 ad oggi, la percentuale delle persone collegate in un certo istante ad internet per ottenerne informazioni politiche durante una campagna elettorale è passata dall'8% al 17% .

In questo contesto in rapida evoluzione si sono profilate alcune ombre ed interrogativi all'orizzonte. Il più importante è quello della veridicità dell'informazione. Il 60% dei cittadini ritiene infatti che il web sia pieno di disinformazione e di false informazioni riguardanti la campagna elettorale.

Alcuni giornalisti hanno colto la palla al balzo rievocando il caso che interessò Wikipedia e risalente al 2005 dove nella biografia di un collaboratore di Robert Kennedy aggiornata comparì la notizia riguardo ad un suo coinvolgimento sugli assassini di entrambi i fratelli Kennedy.
La notizia rimase ben 132 giorni prima di essere rimossa.

In questi anni si sono sviluppati diversi strumenti per definire l'attendibilità di un'informazione. In ambito politico articoli di giornale in formato non editabile, piuttosto che fonti di informazione istituzionali possono essere considerati attendibili. Ma la vera cartina tornasole dell'informazione è certamente fornita dagli utenti della Rete.
I blog sono per i politci degli ottimi certificatori dell'informazione offerta al proprio elettorato, qualora siano molto frequentati e i suoi utenti certificati.

l blog generano contenuti che consentono di mediare, aggiornare, convalidare o smentire l'informazione nella Rete sul politico, sul programma elettorale, sul proprio operato e su quello delle sue persone sul territorio.
Unendo il commento testuale, allo strumento di votazione e quello del bookmark si ottiene una forma di certificazione della rete basata sul livello di approvazione, verificata dall'utente, del contenuto pubblicato.
In questo senso un blog proprietari del politico può definirsi come una fonte certificata delle informazioni che lo rappresentano.

29 Agosto 2008

   

Facebook piace alla politica


Tutti i post di Luca Eleuteri
 


La prima piattaforma di relazione sociale risale al 1994, www.classmates.com nacque per raggruppare, rintracciare, rimettere o mantenere in relazione compagni di scuola, di leva e successivamente di lavoro. Da allora sono apparsi sul mercato moltissime applicazioni, sotto la blasonata etichetta di social network, orientate a creare e sviluppare la relazione attraverso la Rete.
Ciascuna piattaforma di relazione può essere valutata analizzando le sue caratteristiche, il tipo di target, le funzionalità offerte e il settore di applicazione dal sociale al professionale. Tutte mantengono un comun denominatore, la capacità di aggregare individui.
Ad oggi potremmo dividere questi network in 3 categorie: le community (Skyrock.com, facebook, myspace,..) che copre molte aree di interesse, gli spazi professionali (LinkedIn, Video, Xing,..) orientati alle relazioni di business, i matchmaking (Match.com, Meetic.fr,..), comunità raggruppate su aree specifiche del sociale volte a stabilire relazioni individuali o comunque ristrette. La politica negli ultimi anni ha utilizzato in larga misura queste piattaforme e le loro funzionalità per raccogliere fondi, firme, promuovere cause sul territorio, mobilitare i propri supporters, divulgare programmi, date di manifestazioni ed ogni genere di contenuto che potesse ridurre la distanza tra individuo politico e potenziali elettori. Tra gli obiettivi, oltre a raccogliere finanziamenti, ampliare il consenso in vista delle elezioni, per i lungimiranti è stato soprattutto la fidelizzazione dell'elettore e l'ampliamento costante delle forme di loro organizzazione. I casi di successo più evidenti nell'utilizzo delle diverse piattaforme preconfezionate in ambito politico oggi consacrano Facebook come piattaforma d'eccellenza. Obama raccoglie più di 1,4 milioni di supporters, McCain oltre i 220 mila (fonte Techpresident). In Italia i numeri sono ancora ridotti ma in costante aumento.
Lo studio di una società francese ha identificato quattro macro parametri di valutazione di alcune piattaforme di social network. L'identità dei suoi membri che può essere più o meno rispondente alla realtà piuttosto che immaginaria, il livello di interazione e personalizzazione offerta agli utenti, l'ampiezza del network, il livello di apertura del target, ristretto piuttosto che generalista. All'interno dello spazio cartesiano Facebook offre un posizionamento ottimale per la creazione di una rete di supporter "perfetti". I parametri che definiscono l'utente in Facebook sono età, sesso, professione, localizzazione geografica, e non film preferito, identità virtuali ed altre trasposizioni del reale. L'elevato grado di personalizzazione delle funzionalità a disposizione dell'utente (possibilità di creare iniziative, gruppi,..) consentono di soddisfare gli attivisti più esigenti. L'elevato numero di utenti registrati (oltre 60 milioni) con un ampio spettro di età e interessi offre una base di partenza molto ampia. I meccanismi di coinvolgimento e di ricerca di nuovi utenti sono portati all'estremo ed una spirale autoreferenziale ha ormai costretto molti siti a prevedere attraverso il meccanismo del bookmark la condivisione dei propri contenuti su questa piattaforma.
Al politico non rimane che seguire il proprio account costantemente, aggiornarlo, e creare nuovi contenuti, al resto pensano i supporters.


5 Agosto 2008

Facebook supporters (fonte TechPresident)
Facebook supporters (fonte TechPresident)
   

La correlazione tra web e sondaggi


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Le elezioni presidenziali degli Stati Uniti vengono seguite da decine di sondaggi condotti da tutte le principali testate giornalistiche e televisive del Paese. Sul New York Times la sezione Election Guide 2008 raccoglie i principali pools aggiornati, circa 20, sia a livello nazionale che per i singoli Stati. Il NYT offre anche numerosi dati aggregati sui principali temi della campagna elettorale trattati dai candidati, la loro roadmap elettorale, passata e futura, il montante di finanziamenti privati accumulato dai propri elettori con donazioni superiori ai 200 dollari con una mappa dei nominativi ricercabili attraverso lo zip code (il nostro codice di avviamento postale).

Quello che molte testate statunitensi e la stessa opinione pubblica osservano, è la stretta correlazione tra i numeri rilevati dai sondaggi condotti con i tradizionali metodi telefonici, interviste a campione e condotte dal web e la misurazione delle variabili di performance attraverso la rete dei singoli candidati.
TechPresident è una società nata per iniziativa di un gruppo di bloggers veterani che si occupa di studiare come i politici statunitensi candidati alle presidenziali 2008 hanno usato il web durante la loro campagna e come i loro lettori e frequentatori ne abbiano influenzato la linea politica. TechPresident fornisce una scala di misurazione di utilizzo del web passando dai blog, al numero di affiliati a Facebook e MySpace, al numero di visualizzazioni dei video postati su YouTube, al numero di visitatori unici ai siti ufficiali, al numero di meetuppers (gruppi sostenitori) presenti sul territorio, al numero di visite richieste nelle diverse cittadine degli stati uniti attraverso la piattaforma di Eventful, alle citazioni dei candidati nei blog Technorati. In tutte le misurazioni effettuate Barack Obama risulta il candidato con le performance migliori. Questa rilevazione non sorprende poiché, anche se con più ampi margini di vantaggio, riflette l'andamento dei tradizionali sondaggi. Quello che invece colpisce è la relazione tra i vari candidati, i margini e la scaletta con cui sono usciti di scena durante le primarie rispecchiano il loro posizionamento attraverso la Rete.

21 Luglio 2008

The CNN YouTube Debates
   

You Tube: filmare per credere


Tutti i post di Luca Eleuteri
 
La Rete è parte integrante della politica e ne influenza temi, programmi e risultati elettorali nei paesi occidentali.
Nel 1998 MoveOn.org ha chiesto attraverso una petizione di email l'impeachment per il presidente Bill Clinton. Il 16 dicembre 2006 Google ha fondato il primo comitato d'azione politica negli Stati Uniti, il Google NetPAC, "per sostenere i candidati che promuovevano un uso gratuito e libero di internet". Il 9 ottobre 2006 Google acquista YouTube per 1,6 miliardi di dollari e la Rete entra definitivamente nella politica statunitense in formato multimediale.
Il 1 marzo 2007 You Tube lancia You Choose '08 e ad appena un mese di distanza il Vlog di news politiche CitizenTube. Tra luglio ed agosto 2007 la CNN e You Tube hanno collaborato per realizzare incontri con i 17 candidati in avvio di campagna per le primarie del 2008. La comunità di You Tube in quell'occasione è scesa in campo con 10.000 video postati in meno di 3 settimane, 72 dei quali hanno ricevuto in occasione dei due dibattiti, repubblicani e democratici, una risposta da parte di uno o più candidati. Il formato multimediale è lo strumento preferito dagli elettori. I candidati non possono non prenderne atto aprendo un proprio canale web che utilizza piattaforme private o personalizzando uno spazio sullo stesso YouYube.
I candidati dialogano con gli elettori, i motivi sono comprensibili: la fruizione on-demand ne consente la visione in qualsiasi momento, la possibilità di accedervi tramite motori di ricerca rende i contenuti facilmente reperibili, la persistenza del contenuto nel tempo accresce il numero dei fruitori, la costruzione di filmati assemblando di parti filmati consente la costruzione di reportage che amplificano il potere del messaggio ed offrono chiavi di lettura storica di forte impatto emotivo. L'utilizzo del formato video e del suo più grande repository mondiale, YouTube è ormai consolidato nella politica delle democrazie occidentali. Nel quadro politico inglese ad esempio l'utilizzo del formato video sta avendo un grande successo nel coinvolgimento degli elettori e nell'avvicinamento dei giovani al dibattito pubblico. L'invito di Gordon Brown nella rubrica "Ask the Prime Minister" a formulare video quesiti da parte dei cittadini al numero 10 di Downing Street . L'apertura di un area per spiegare ai giovani il funzionamento e l'attività del Parlamento inglese. David Cameron, leader del Partito Conservatore, attraverso il suo spazio Webcameron offre accesso video a notizie esclusive e al backstage della sua vita privata e pubblica. Tony Blair, all'indomani delle elezioni francesi di Sarkozy ha pubblicato su You Tube 'Tony Blair félicite Nicolas Sarkozy' il video clip che ha registrato più di 490.000 visite.
YouTube, e più in generale l'utilizzo dei videoclip, rappresenta un nuovo modo di fare politica di cui i vantaggi sono da approfondire ma da subito è chiaro che non esserci è certamente da perdenti.
http://www.conservatives.com/tile.do?def=webcameron.index.page http://uk.youtube.com/ukparliament"

9 Luglio 2008

   

Citizen 2.0


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Nasce il citizen 2.0*. Lo ha evidenziato una ricerca intitolata "Rise of Citizen 2.0: Radically Rethinking Democracy in the Digital Age" condotta a più mani da Yahoo!, HCD Research, and Hall & Partners.
Il profilo dell'elettore 2.0 è quello del cittadino statunitense e si distingue da quello dell'elettore "tradizionale". Il profilo tracciato ed i comportamenti rilevati hanno analogie con gran parte dei paesi occidentali, Regno Unito, Francia, Svizzera, Estonia e rappresentano comunque un punto di riferimento per tutti gli altri.
Dal 1996 negli USA il numero di persone che cercano informazioni sulla politica prima del voto è cresciuto del 525% raggiungendo il numero di 52 milioni di persone che utilizzano la rete per conoscere il programma elettorale dei candidati. Vale a dire che circa 15% della popolazione statunitense utilizza tra le fonti di informazione il web, di cui, scrive il rapporto, 26 milioni quotidianamente. Negli Stati Uniti l'incertezza dei mercati finanziari, la crisi economica e la politica estera molto controversa hanno determinato una crescita degli indecisi e degli astenuti tra le elezioni 2004 (8%) e quelle del 2008 (stima del 31%) pari al 289%.
Per conquistare consenso all'interno di questa popolazione di non-voto, il profilo del citizen 2.0 è decisivo. Delineato come motivato, attivo nel web, che condivide le proprie idee in luoghi pubblici e nei blog, tecnologicamente aperto a sperimentare in internet nuove funzionalità e applicativi, diffidente verso il politico e con un'età media di 45 anni, vale almeno tre elettori tradizionali. Quali sono i requisiti che attraggono gli elettori ad alto potenziale o citizen 2.0?

1) la corrispondenza tra pensiero ed azione politica
2) la declinazione del programma elettorale su scala territoriale
3) la possibilità di influire in presenza di una massa critica sulla linea politica del candidato.

Il punto 1) richiede uno stretto controllo della politica territoriale da parte del candidato, qualora venisse eletto, durante tutta la fase di esercizio del mandato. Su questo la rete svolge un rigoroso controllo e un attività di denuncia di derive dei fatti dalle promesse elettorali.
Il punto 2) coinvolge la struttura organizzativa di partito per la declinazione del programma su problematiche locali ed un assiduo lavoro di comunicazione sugli attori coinvolti della società civile e non. Le attuali piattaforme di social network (MySpace , Facebook) fungono da megafono per messaggi e offrono luoghi virtuali per organizzare eventi e manifestazioni a supporto del candidato.
Il punto 3) rappresenta l'anello di congiunzione tra elettori e politico, in cui l'attivismo e la capacità di convergere su obiettivi locali da parte degli elettori disintermedia la relazione tra struttura partitica locale e candidato offrendo spazi di visibilità agli attivisti sul territorio (Eventfull ad esempio è stato uno degli strumenti utilizzati nella campagna delle primarie statunitensi per definire le tappe elettorali nelle varie città).
Il successo dei punti elencati richiede un organizzazione orientata e definita in relazione alle attività di Rete ed investimenti mirati alla ricerca delle migliori professionalità sul mercato. Investimenti che, anche se consistenti, favoriscono un moltiplicatore molto più elevato tra spesa e benefici di una tradizionale struttura di partito.

* note:trad.ita-"cittadino"

25 Giugno 2008

Indice SIPP Partito Democratico- Fonte:Spartan Internet Consulting Corporation
Indice SIPP Partito Democratico- Fonte:Spartan Internet Consulting Corporation
   

Misurare la politica on line


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

La misura continua delle performance in campagna elettorale è la chiave di successo per poter adattare le strategie in tempo reale.
La vittoria di Obama su Hillary alle primarie statunitensi era in qualche modo preannunciata dai risultati ottenuti dalla misurazione di alcune variabili empiriche: nel mese di maggio Obama riceveva on-line circa 10.000 citazioni, Hilary appena 4.000 mila. Nello stesso mese Obama raccoglieva on line 31 milioni di dollari, una somma superiore a quella raccolta da Hillary.

Internet offre un infinità di variabili più o meno complesse ma tutte misurabili e aggregabili attraverso specifiche applicazioni freeware e a pagamento.
Alexa, ad esempio, classifica i siti sulle visite degli utenti effettuando l'analisi attraverso una toolbar inserita nel browser.

Definire una misurazione più o meno valida dell'attività politica di un partito o di un candidato e quantificarne il ritorno in termini di investimento, se si esclude l'attività di fundraising ed il voto elettronico, non è comunque immediato.
L'accesso alla banda larga ancora marginale nel nostro Paese, induce il quadro politico attuale, con alcune eccezioni, a sottovalutare le potenzialità della Rete.

Negli Stati Uniti, la Spartan Internet Consulting Corporation attraverso una metodologia che include la misurazione di 650 fattori, ha definito un indice SIPP, Spartan Internet Political Performance, che offre una misura quantitativa delle performance di ciascun candidato alle elezioni statunitensi del 2008.

L'indice tiene conto di fattori quali il numero di Facebook wallposts, il posizionamento del nome dei candidati all'interno dei principali motori di ricerca, il numero di video, di utenti registrati e di commenti in YouTube, le citazioni attraverso blog accreditati in Technorati, insieme a misure più convenzionali come la citazione nelle news on line di CNN e Yahoo News.

Il punteggio totale rappresenta ciò che la Spartan chiama "quota di mercato internet".
Ad oggi questo indice ha ricevuto critiche sull'attendibilità dei risultati dovuta anche alla percentuale di cittadini che utilizzano la Rete (percentuale comunque rilevante, circa 24% degli aventi diritto al voto).

L'indice SIPP durante le primarie del partito democratico aveva comunque previsto la vittoria di Obama sugli 8 candidati democratici e ha già previsto il risultato della sfida tra Obama e John McCain.


30 Maggio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Attivismo on line


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Con attivismo on line si intende un insieme di tecniche utilizzate attraverso la Rete per comunicare e interagire con individui che condividono obiettivi comuni.
Definire una data di nascita di queste tecniche è praticamente impossibile né avrebbe un senso tentare di farlo. I primi fenomeni che cominciano tuttavia a mostrare le potenzialità della Rete in questo settore nascono intorno alla fine degli anni novanta.
Sono del 1998 i movimenti People's Global Action (PGA) e MoveOn.org .
PGA nasce su iniziativa del movimento ribelle zapatista contro la globalizzazione. Il primo raduno fu organizzato utilizzando una semplice emailing list, avvenne nella giungla del Ciapas e vi parteciparono più di sei mila persone da più di 40 paesi.
MoveOn.org divenne celebre negli USA per la petizione "censure President Clinton and move on" che raccolse più di mezzo milione di firme on line per richiedere al Congresso le dimissioni per impeachment del Presidente Bill Clinton.

Da allora l'attivismo on line e gli strumenti che ne hanno consentito lo sviluppo hanno ampliato notevolmente le proprie potenzialità. All'email si sono aggiunti feeds, SMS text messaging, forum, piattaforme di social network, blog, widgets. La rapidissima diffusione di questi strumenti su scala mondiale è stata garantita dal costo d'accesso praticamente nullo della tecnologia.

Oggi le organizzazioni on line puntano su attività che generino contatti e diffondano messaggi in tempi brevi. Le criticità nel raggiungere questi obiettivi sono sostanzialmente improntate sulla gestione della relazione all'interno della comunity, sulla capacità diffondere contenuti ad un numero sempre crescente di sostenitori e di raggiungere risultati tangibili che fidelizzino gli individui.
Nella gestione della relazione all'interno della comunità l'email è sicuramente lo strumento più utilizzato anche se piattaforme di social network come Facebook e Myspace consentono una più semplice organizzazione dei gruppi. Tra gli applicativi emergenti CircleUp che ha ridotto i tempi di comunicazione e gestione delle risposte all'interno di gruppi supportando più formati contemporaneamente email, AIM, Yahoo messanger, Facebook.
Sulla diffusione on line di messaggi per generare nuovi contatti i siti social media svolgono un ruolo ancora marginale. Lo scopo dei siti di social media è quello di indirizzare un utente su informazioni e contenuti di qualità. Siti come Digg, Care2, YouTube, Flickr oltre ad offrire la possibilità di pubblicarli aumentano la visibilità (rank) dei contenuti multimediali in relazione ad accessi e preferenze di voto. Questi siti hanno un limite, l'accessibilità e la dispersione dei contenuti. Alcune società (es: Collactive) hanno studiato soluzioni per semplificare l'utilizzo degli strumenti di social media offrendo agli utenti la possibilità di votare i contenuti dall'interfaccia della loro community consentendo il miglioramento (del ranking) e quindi della visibilità dei contenuti nei diversi portali.
Ultima criticità la fidelizzazione degli attivisti. Questo aspetto è legato all'efficacia dell'azione sul territorio. Durante la loro campagna elettorale Barack Obama e John Edwards hanno utilizzato la piattaforma di Eventful per raccogliere le richieste di migliaia di cittadini per sondare la volontà di una città di ospitarli nel tour elettorale.
PledgeBank consente agli utenti di impegnarsi in un obiettivo richiedendo la condivisione con un numero minimo di aderenti prima di mettere in campo gli sforzi per il suo raggiungimento. In Inghilterra attraverso PledgeBank si formarono nel 2007 comitati di osservatori su tutto il territorio per il controllo dell'integrità dei conteggi in fase di spoglio elettorale.

21 Maggio 2008

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Political fund raising


Tutti i post di Luca Eleuteri
 
Con la parola fund raising si intende l'attività volta alla raccolta di fondi.
La Rete negli ultimi anni ha svolto il ruolo di acceleratore allo sviluppo di questa attività. I fattori del successo on line sono la rapidità di diffusione dei messaggi e la costruzione di un network di sostenitori che sul territorio promuovono i contenuti e coordinano le attività.
Subito dopo lo tsunami asiatico del 2004, il 65% dei 350 milioni di dollari raccolti negli Stati Uniti provenivano da internet e nel Regno Unito fu toccato il record di raccolta fondi on line, in 24h vennero donati 5 milioni di sterline da più di 135.000 donatori.

Nella politica statunitense l'utilizzo della rete per il fund-raising ha subito un significativo sviluppo con la nascita delle piattaforme di social networking come Facebook, Linked e MySpace.
Nelle campagne elettorali americane dove i budget destinati all'advertising hanno cifre da capogiro, dove il finanziamento pubblico è fortemente limitato e quello delle società proibito, la Rete gioca oggi un ruolo determinante. Il record di raccolta attraverso internet in un solo giorno spetta a Ron Paul, che nel suo "mass donation day", ha raggiunto 4 milioni di dollari infrangendo quello di 2,7 milioni stabilito in 48 ore da John Kerry nelle primarie del 2004.
In Europa il fund-raising politico on line ha ruoli marginali. I due meccanismi dominanti sono quelli del rimborso elettorale o finanziamento pubblico e le grandi donazioni private, nei paesi dove sono consentite. Se prendiamo come evento significativo di esplosione del fenomeno negli USA la campagna elettorale per le primarie del 2000 dell'allora senatore John McCain possiamo stimare il ritardo nell'attività di fund-raising on line in Italia in circa 10 anni.
Oggi gli unici partiti italiani che hanno introdotto un area di finanziamento privato per la campagna elettorale sono il Partito Democratico e la Lega. Interventi puramente marginali rispetto le potenzialità del mercato. Le motivazioni che frenano lo sviluppo del micro-finanziamento on line in ambito politico sono sostanzialmente riconducibili ad alcuni fattori:
  • la struttura chiusa dei partiti
  • la scarsa conoscenza dei fenomeni e dei meccanismi che regolano lo sviluppo delle comunità online
  • la connotazione partitica più che individualistica dei candidati
  • la mancanza di impegni specifici sui temi sociali delle campagne elettorali
  • la scarsa diffusione dell'accesso alla Rete
  • la consistenza dei finanziamenti pubblici e privati di persone giuridiche
Due sono le considerazioni che dovrebbero interessare i partiti per spingerli a cambiare.
La prima di carattere pratico, ossia le leggi che regolano l'ultimo dei punti elencati potrebbero cambiare (già nel 93 un referendum sul finanziamento ai partiti portò in piazza circa 30 milioni di italiani che votarono per l'abrogazione della legge) trovandoli impreparati a gestire una situazione che li vede oggi beneficiari di circa 300 milioni di euro.
La seconda è che il loro elettorato sta comunque evolvendo verso una forma partecipativa di politica di cui la "donazione" rappresenta una dimostrazione di forte coinvolgimento della persona.
La proporzione secondo cui più donatori ha un partito e maggiore è la determinazione dei suoi attivisti sul territorio è un fattore determinante per rendere efficace la campagna elettorale ed indirizzare gli indecisi sul voto.