Free Economy
15 Ottobre 2008
L' applicazione dei tradizionali modelli economici alla Rete risulta spesso insoddisfacente. In un ambiente in cui i
costi marginali sono spesso
tendenti a zero, come ad esempio il costo di duplicazione e distribuzione delle informazioni, è naturale chiedersi quali siano i migliori comportamenti da attuare e quali regole debbano essere ampliate o addirittura riviste.
Chris Anderson, autore del fortunato libro “
The Long Tail”, sta condividendo con i lettori del
suo blog, la stesura di una nuova opera dal titolo “
Free”.
Anderson, di fatto una delle più brillanti menti del Web, sostiene che il futuro della Rete sarà sempre più basato su business model che riusciranno a
creare ricchezza attraverso qualcosa di
"free".
Secondo le sue riflessioni è possibile distinguere due tipi diversi di economie. Una basata sugli atomi ed una sui bit. Nella “
atoms economy” la maggior parte dei beni tende ad aumentare il proprio costo nel tempo. Nel mondo on line, con la "
bits economy", invece le cose tendono ad essere sempre meno costose. L’economia basata sugli atomi è inflazionistica, quella basata sui bit è deflazionistica.
Attraverso i suggerimenti dei suoi lettori, Chris Anderson è arrivato a definire quattro modelli free-based:
- Free 1. Direct cross-subsidy
Si regala qualcosa con il fine di creare un mercato, puntando poi a soddisfare la domanda conseguente.
E' la tecnica utilizzata dalle compagnie telefoniche che regalano i cellulari a fronte dell'abbonamento, dagli ingressi gratuiti ai parchi giochi per i bimbi sotto una certa età e online dai bonus per la registrazione o il primo acquisto.
- Free 2. Advertising-supported
Attraverso pubblicità e sponsorship, qualcuno sovvenziona qualcun'altro, che potrà godere gratuitamente dei servizi.
Nella sua connotazione più semplice è il classico modello utilizzato dai giornali, dalle televisioni ed on line dai grandi portali come Google, Yahoo! e dalla maggior parte degli editori sul web.
- Free 3. Fremium
Un numero limitato di persone sovvenziona le altre. L'idea del Freemium (unione tra "free" e "premium") è quella di offrire un bene gratuitamente nelle sue funzionalità di base e di richiedere un pagamento per accedere alle funzionalità complete. Può funzionare quando per un 5% di utenti premium, il costo marginale per soddisfare il restante 95% sia vicino allo zero.
E' il sistema utilizzato sul web da alcuni editori e da servizi online come Flickr o piattaforme di blogging come Splinder.
- Free 4. Gift Economy
Viene offerto qualcosa senza chiedere in cambio un ritorno monetario diretto. La cosiddetta "economia del dono" viene da tempo studiata dalla sociologia economica e trova su Internet un suo naturale ambiente di evoluzione. Stima, attenzione, reputazione e autorealizzazione, rappresentano i principali meccanismi di ricompensa che giustificano lo sforzo compiuto.
E' quello che succede nei gruppi di aiuto spontaneo e on line per i software open source e per molti blogger.
Il dibattito in Rete è aperto e non manca chi sottolinea i limiti dei modelli online free-based come l'assenza di efficacia nel breve termine, la scarsa capacità di remunerazione o la dipendenza da variabili intrinseche, come il tipo di settore in cui ci si trova ad operare.
In realtà resta che la vera intuizione di Chris Anderson sta nell'essere riuscito a porre l'attenzione su come il concetto di "free" possa essere il substrato da cui far nascere nuove idee.
Postato da Maurizio Benzi in Relazione Digitale
http://www.casaleggio.it/2008/10/free_economy.php