Social media, intranet e Generazione Y

30 Giugno 2008

Le imprese dovrebbero prestare attenzione più al valore che può essere ottenuto con l'adozione degli strumenti cosiddetti di social media che non ai rischi connessi alla loro introduzione.

È la prima conclusione di Richard Dennison, responsabile in BT per le politiche intranet, social media e knowledge management, dopo alcuni mesi di sperimentazione e avvio di iniziative di social networking sulla intranet di BT.

Il potere dei social media risiede senza dubbio nella dimensione libera e anarchica di internet.
Gli ambienti di lavoro, invece, sono tipicamente avversi a "correre rischi" e sono guidati da "politiche" e da standard precisi. In essi, il numero di utenti è notevolmente inferiore rispetto alla folla di internet ed esprimersi con libertà davanti ai colleghi provoca sempre una certa preoccupazione, perché si è esposti al giudizio di tutti e soprattutto a quello dei propri capi.

Cosa accade se strumenti quali blog, wiki, instant messaging, crowdsourcing vengono trasferiti all'interno di un'organizzazione?

Questo è il rischio che BT Group, già The Electric Telegraph Company, una delle maggiori società di telecomunicazioni e di servizi internet nel mondo, ha deciso di correre.

Alcuni dei risultati ottenuti sono impressionanti. My Pages è il nome dell'intranet application di social networking: consente a ciascuna persona di creare pagine wiki, condividere foto e documenti, calendari di attività, blog e di connettersi ai colleghi con le tipiche funzionalità "contatti - amici". My Pages si è rivelata un'autentica killer application: in un paio di settimane ben 1500 persone hanno creato la propria area e il traffico su questa applicazione ha mandato in tilt il servizio.

L'impatto sull'ambiente organizzativo ha modificato le regole del gioco: la comunicazione interna è cambiata, passando da "attività governata" a "conversazione". Coloro che ne erano responsabili hanno dovuto rinunciare al controllo dei messaggi, passato via via nelle mani della community interna, e hanno dovuto accettare di muoversi su canali di cui non hanno il possesso, quali i blog personali degli impiegati.

La responsabilità sui contenuti è ora delle persone che li hanno pubblicati, e la quantità sempre crescente di informazioni disponibili e poco strutturate ha reso necessario l'introduzione di strumenti innovativi per assicurare la ricercabilità e l'emergenza dei contenuti di valore.
Senza tagging e RSS il valore dei social media content sarebbe molto limitato.

Tutto ciò porta a un'ulteriore riflessione: cosa accadrà nelle imprese italiane, ma non solo, quando la cosiddetta Generazione Y, quelli nati tra il 1980 e il 1994, inizierà a cercare un posto di lavoro consono al proprio modo di essere e di usare la tecnologia?

Nel libro Connecting to the Net.Generation: What higher education professionals need to know about today's students (NASPA - prima edizione marzo 2007). Reynol Junco e Jeanna Mastrodicasa hanno indagato su 7.705 studenti di college americani e hanno trovato che:
• il 97% possiede un computer
• il 94% possiede un cellulare
• il 76% usa uno strumento di instant messaging
• il 15% di coloro che usano uno strumento di instant messaging, sono collegati 24 ore al giorno per 7 giorni la settimana
• il 34% usa internet come fonte principale di informazione
• il 28% ha un blog e il 44% legge altri blog
• il 49% scarica musica e usa tool di file sharing
• il 75% ha un account su Facebook
• il 60% possiede un qualche tipo di device portatile per ascoltare musica o guardare video.
Allora, cosa accadrà nelle imprese quando queste persone abituate a usare tutta la tecnologia possibile e immaginabile si troveranno di fronte, nella migliore delle ipotesi, una intranet con il solo archivio delle Comunicazioni Organizzative?


Postato da Roberto Cobianchi in Relazione Digitale


http://www.casaleggio.it/2008/06/social_media_intranet_e_genera.php