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E-commerce in Italia 2010

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Identificare una strategia di web marketing significa studiare il target di riferimento, il messaggio da veicolare e i canali da utilizzare. Questo permette di identificare gli obiettivi tattici da raggiungere con l'impiego integrato delle tecniche di webmarketing (motori di ricerca, linkpopularity, campagne banner, sponsorizzazioni di aree tematiche, direct emailing, news online). Casaleggio Associati assiste le aziende nella creazione della struttura per gestire campagne di web marketing di lungo termine, identificando le metriche da monitorare e le leve da utilizzare per raggiungere i diversi obiettivi.


10 Marzo 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

L'Economia dell'attenzione


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

L'economia dell'attenzione o attention economy è un concetto che risale almeno all'inizio degli anni '70, quando fu completamente descritto da Herbert Simon, l'attenzione in questo caso è vista come una risorsa preziosa in una situazione in cui l'overload d'informazioni, di pubblicità tende a sommergere chi la acquisisce e quindi il tempo che ha a disposizione diventa sempre meno rispetto all'informazione, alla pubblicità in particolare per la pubblicità si fa riferimento agli anni 70, che gli viene proposta.
In rete il numero di siti di news è superiore a qualsiasi possibilità umana di consultazione e aumenta costantemente, quali caratteristiche deve avere un blog o un giornale per attirare l'attenzione on line da parte di chi ha migliaia, se non centinaia di migliaia di proposte alternative? Una ricerca recente di pochi giorni fa della società Pew Internet sulla lettura di news on line ha fornito alcune risposte, Pew innanzitutto ha rilevato che Internet ha superato per popolarità ormai sia i giornali che la radio.
Infatti il 78% degli americani cerca ancora le informazioni sulle televisioni locali, il 70% sui network nazionali come la Cbs o la CNN e subito dopo però viene Internet con il 61% del totale, considerando che poi è seguita da giornali e dalle radio.
L'informazione on line è sempre più diffusa grazie soprattutto a tre fattori, con il mobile si può accedere sempre all'informazione in qualunque momento della nostra giornata, la personalizzazione delle notizie, si possono profilare le fonti d'informazione e quindi accedere a notizie, categorie o anche aree informative che sono profilate sui nostri interessi e infine la partecipazione, possiamo inserire nostri contenuti a un'informazione già presente in rete e renderla più importante, più ricca. L'informazione cercata on line e off line, in particolare queste due aree si stanno sempre più integrando, infatti durante una giornata tipica, ben il 59% degli americani legge informazioni sia on line che off line, il 38% solo off line, quindi solo giornali o altri media tradizionali e l'1% solo on line.
Internet quindi è utilizzato prevalentemente insieme alla consultazione dei media tradizionali. I lettori dell'on line sono in prevalenza giovani e il 68% è sotto l'età dei 50 anni. Gli argomenti di maggiore interesse sono il tempo atmosferico l'81%, gli eventi nazionali il 73%, salute e medicina 66% e finanza e business per il 62%. La rete è un universo in cui competere per l'attenzione è molto complesso, difficile, chi sta oggi vincendo questa gara per attirare i navigatori presso i propri siti? In assoluto sono i portali, i portali come Google News e AOL che sono i più visitati con il 56% dei navigatori seguiti dalle televisioni con il 46%, dai siti specializzati poi con determinati argomenti come politica, salute e sport e infine i siti dei giornali.
In questa classifica compaiono anche i blog legati a una singola persona, ma ottengono soltanto l'11% dei contatti.
L'informazione on line per essere appetibile e quindi per attirare l'attenzione deve essere aggiornata, fruibile in modo veloce e di qualità elevata. Cosa cerca chi accede on line nell'informazione? Soprattutto link, quindi sia collegamenti di approfondimento che riferiti alle fonti citate all'interno della news o dell'articolo: un accesso semplice a informazioni multiple sottoforma di portale, quindi per esempio Google News in cui posso vedere tutte le informazioni che sono state riportate su categorie di argomenti e sceglierne, selezionarne una o più; sono cercati anche i contenuti multimediali e quindi la possibilità di avere un'informazione completa sotto forma di foto, video e non soltanto testuale e infine la personalizzazione delle proprie news.
A queste caratteristiche va aggiunta l'affidabilità dell'informazione, infatti in rete non si può mentire o dare informazioni di parte e mantenere nel tempo sia l'audience che l'attenzione. L'economia dell'attenzione in rete è basata anche sulla verità.


5 Marzo 2010

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Citizensourcing


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

I principi innovativi di "creazione interattiva di valore", "co-creazione distribuita" e "collaborazione di massa", che hanno avuto successo nel settore privato, possono ispirare la sfera pubblica?
I cittadini possono contribuire ai compiti tradizionalmente svolti da attori pubblici, in genere impiegati o esterni ingaggiati dalla pubblica amministrazione?
Come si legge nel numero di gennaio 2010 di "The International Journal of Public Participation", aziende come Procter & Gamble, Lego, Adidas e molte altre hanno imparato da tempo a coinvolgere, quasi ad affidare l'innovazione ai loro clienti e ai consumatori dei loro prodotti. Queste aziende hanno riconosciuto che il mercato è una fonte di valore per il business: ogni volta che un cliente contribuisce con una nuova idea, l'azienda aumenta il suo patrimonio intellettuale e, di conseguenza, il suo valore di mercato. In questo modo lo "spazio delle soluzioni" non è ristretto al patrimonio di conoscenze dell'azienda, ma si allarga fino a comprendere il mondo intero: nuove idee, nuovi processi, nuove tecnologie, nuovi utilizzi delle stesse tecnologie. I prodotti e i servizi evolvono nella direzione richiesta dal mercato, dalle persone che usano quei prodotti e quei servizi.
Tapscott e Williams nel loro libro "Wikinomics" hanno denominato "ideagora" quelle piattaforme che servono allo a costruire innovazione in modo collaborativo: la più famosa è InnoCentive.
Ricerche e studi accademici su questa forma di Innovazione Democratica mostrano che esiste un grande potenziale nel settore pubblico. In questo contesto, "Citizensourcing" (termine proposto da Lukensmeyer e Torres) descrive la progettazione e la configurazione di un nuovo rapporto tra il governo e i cittadini, basato su una serie di pratiche e principi applicati nel settore privato. Citizensourcing è quindi l'atto di esternalizzare un compito tradizionalmente svolto da un attore pubblico e "consegnarlo" a un gruppo di persone indefinito e in genere molto ampio.
Questo concetto di "Open Government" apre a nuove modalità di creazione di valore pubblico e di coinvolgimento dei cittadini (anche non esperti dello specifico settore) nei processi di governo. Sorgono però due questioni:

  1. come impiegare le sollecitazioni, le informazioni, il volàno di idee generato dalla community nella gestione della "cosa pubblica" e nella soluzione delle problematiche gestionali e amministrative?
  2. come ingaggiare sistematicamente i cittadini?

Forse non esiste ancora uno schema concettuale che risponda a questi quesiti. Certo è che esistono esperienze di rilievo:

Raccolta di feedback e idee


Coinvolgimento nei processi amministrativi e gestionali

Democrazia Collaborativa

E per finire, il 3 marzo è iniziato un gioco di simulazione che ha lo scopo di indagare su possibili soluzioni a eventi catastrofici che potrebbero colpire la Terra e la popolazione mondiale, come (tanto per iniziare) l'ipotesi di una grande carestia in Giappone: il tutto su EVOKE.

3 Marzo 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

I teenager e Internet


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Le modalità di utilizzo di Internet dipendono dalle fasce di età, questo è testimoniato da un recente studio della società Pew Internet dal titolo "Social Media e Mobile Use" le percentuali di uso della rete sono da sempre molto diverse tra le diverse fasce di età, in particolare il 93% delle persone fino ai 29 anni statunitensi utilizzano la rete regolarmente, questa percentuale diminuisce aumentando l'età fino a arrivare al 38% per le persone sopra i 65 anni, è importante notare che nonostante la concentrazione di uso della rete sia prevalentemente nelle fasce giovani, anche le cosiddette persone anziane sopra i 65 anni, negli ultimi 10 anni hanno raddoppiato l'utilizzo della rete.
I teenager comunicano attraverso i blog, molto meno rispetto al passato, nel 2006 erano il 28% e oggi sono soltanto 14%, si stanno praticamente estinguendo nella cosiddetta "blogosfera", i giovani si sono spostati in massa verso i social network e i blog personali che venivano utilizzati all'inizio della loro comparsa in rete, soprattutto per interagire con amici e conoscenti, stanno scomparendo.
Il 73% dei giovani considera i social network il principale strumento di comunicazione on line contro il 65% del 2006, sopra i 30 anni però questo gradimento crolla e va al 40%, sopra i 30 anni il network più usato è comunque facebook esattamente come per giovani e seguono poi Mypace e LinkedIn, è interessante che chi è presente su un social network lo è sempre più frequentemente anche su altri social network, quindi con diversi profili in più social network .
Cosa succede per i teenager rispetto alla rete? Stanno cambiando il loro comportamento in funzione dei nuovi strumenti che gli vengono offerti, in particolare i social network. Dal 2006 i teenager inviano sempre meno mail a gruppi di persone che sono scese dal 61 al 50%, commentano sempre meno nei blog, la percentuale è scesa dal 76 al 52% e inviano sempre meno mail private con un crollo dall'82 al 66%, sono invece in aumento per i teenager l'invio di instant message che sono passati al 58% e i commenti sulle apposite aree di social network dette comunemente wall che sono arrivati fino all'86%, quindi i giovani stanno abbandonando la cosiddetta blogosfera per la proposizione di commenti e l'inserimento dei propri post e stanno migrando verso i cosiddetti social network, Facebook in particolare.
Gli adulti invece sono in controtendenza, in quanto commentano più di prima nel blog, sono passati da una media del 22% del 2007, al 26% dello scorso anno.
Quello che vale per i blog e vale per i social network, quindi questa frattura tra giovani e adulti, vale anche per Twitter che è lo strumento dei microblogging che consente di ricevere brevi messaggi in tempo reale, una volta che questi vengono pubblicati in una certa area. La percentuale di utenti è anche qui sbilanciata verso i teenager pur senza le percentuali del social network. Il 37% dei ragazzi infatti twitta, (cinguetta in italiano) contro solo il 22% di chi ha più di 30 anni. I social network permettono una comunicazione veloce con un gruppo di persone conosciute, la scrittura di un post o di un commento in un blog richiede invece tempo e attenzione. Un messaggio su Facebook è immediato, i teenager vogliono leggere e scrivere in pochi secondi e non in minuti.
Usano i social network come spazi di comunicazione, ma soprattutto come spazi di relazione, Internet è per loro un fast food della comunicazione, il futuro di Internet è il mobile e oggi il mobile Internet è utilizzato in prevalenza dai teenager e anche dai cosiddetti giovani - adulti, quindi fino ai 29 anni per l'81%, contro il 57% medio delle età maggiori e il mobile è dimostrato, dove è molto diffuso come in Giappone, trascina l'utilizzo dei social network .
La velocità di accesso e di consumo dei contenuti della rete, è quindi il dato più importante che emerge nel comportamento dei teenager rispetto alle fasce superiori di età, in questo quindi si sta manifestando una frattura, un divide, esattamente come il digital divide per cui in alcuni Stati Internet è diffuso e in altri non ancora o non sufficientemente come in Italia, questo è un altro tipo di divide, è un divide che opera nell'ambito degli spazi della rete e che separa il comportamento, l'accesso, la fruizione dei contenuti in funzione dell'età, in questo Internet tende ad assomigliare sempre più alla realtà.

24 Febbraio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Il mobile nel 2012


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Le applicazioni di mobile Internet stanno sempre più acquisendo una dimensione da un punto di vista del mercato importante, si presume che entro 5, 10 anni soppianteranno dal punto di vista dei volumi attuali di business l'attuale mercato di Internet in termini quindi di maggiori dimensioni.
Il mobile ha avuto molte valutazioni da parte di società del settore, una recente è quella di Gartner che ha fatto una valutazione sulle prime 10 aree d'interesse del mobile nei prossimi anni, da qui al 2012, la prima area in termini d'interesse è la cosiddetta money transfer, quindi la possibilità di trasferire, attraverso un device mobile, qualunque somma di denaro a terzi, la seconda sono le applicazioni basate sulla nostra posizione fisica che sono dette Lbs (location based services) che avranno una diffusione esponenziale.
Gartner prevede una crescita della base utenti attuale che è di 96 milioni del 2009, a 526 milioni del 2012, le applicazioni legate alla nostra posizione, vengono oggi associate al social network per condividere la nostra posizione con quella di amici o di conoscenti, esistono applicazioni già popolari come Loopt e Foursquare che danno questa possibilità.
La terza è la ricerca, quindi motori di ricerca in funzione della fruizione mobile che potrebbe far emergere nuovi player, oltre a quelli attuali quindi Google e Yahoo a oggi è solo all'inizio, con esempi come Taptu che è utilizzato per la sua velocità e per la condivisione immediata dei risultati con i social network. Vi sono poi i browser per la navigazione mobile che saranno browser circa diversi da quelli attuali, per esempio Chrome è un browser comunemente utilizzato, mentre nel mobile già oggi si usa un browser su l'Iphone chiamato Safari, i browser quindi saranno sempre più sviluppati ad hoc per il mobile e si presume che nel 2012 l'80 % dei device mobili avranno al loro interno un browser mobile, quindi disegnato appositamente.
Vi sono poi come scenari futuri la possibilità di monitorare aspetti legati alla salute a distanza, in particolare in aree lontane da località abitate oppure per popolazioni anziane che hanno difficoltà a spostarsi, quindi a raggiungere luoghi in cui possono essere assistiti. Queste applicazioni avranno una larga diffusione in ambito soprattutto ospedaliero e ridurranno, drasticamente le spese legate all'assistenza sanitaria. Vi sono poi le nuove applicazioni legate al pagamento della mobilità, può essere considerata quest'area di applicazione un'area che sostituirà le carte di credito attuali e altre modalità di pagamento anche più primitive.
La settima infine è l'utilizzo della tecnologia cosiddetta Nfc, che sta per Near Field Communication, quindi la possibilità di avvicinare il nostro Iphone, il nostro device mobile a un altro oggetto intelligente e trasferire informazioni da uno all'altro, alla distanza oggi normalmente di 10 centimetri. Questo consente quindi di avvicinarsi a chioschi elettronici, acquisire giochi, prenotazioni presso un teatro o un cinema e registrarsi, acquisire anche biglietti di viaggio per aerei o per treni, è interessante che all'interno di questa tecnologia Nfc, c'è già una sperimentazione che partirà ben presto a Milano per la bigliettazione elettronica nell'ambito dei biglietti dell'autobus e della metropolitana.
La pubblicità on line crescerà e sarà uno dei segmenti più importanti dal punto di vista economico ed è l'ottava area considerata da Gartner, in questo caso i numeri sono molto rilevanti, si pensa di arrivare nel 2012 alla cifra di 7,5 miliardi di dollari, considerando che oggi siamo a poco più di 600/700 milioni di dollari.
Infine un'altra area considerata da Gartner è quella della musica on line, quindi di acquisire musica in movimento da fonti diverse, sia in termini di download sia in termini di ascolto. Sandy Shen che è una delle autrici di questo rapporto di Gartner, ha introdotto un concetto nuovo, quello di ecosistema, quindi la possibilità di creare delle applicazioni mobile in funzione del contesto in cui l'utente si trova in un determinato momento, in questo contesto oggi si suppone che il numero di applicazioni saranno limitate e diventeranno quindi delle vere e proprie killer application e saranno legate tra loro nell'utilizzo, si presume che il numero massimo in un determinato contesto quindi ecosistema di applicazione in mobile, sia limitato, secondo Sandy Shen, non superiore a cinque.

18 Febbraio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

La Rete intorno a noi


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

La realtà aumentata, quindi la realtà arricchita da componenti create con i computer e da anni ormai disponibile in rete, quindi accessibile con l'Iphone o con Android o con altri device mobili, ha ogni anno i suoi oscar.
L'ultimo è stato rilasciato nel dicembre 2009 ed è attribuito dalla Società Augmented Planet, in particolare le migliori applicazioni sono state premiate per la navigabilità all'interno delle città, c'è per esempio tutta una classe di applicazioni che consentono, in funzione della destinazione di sapere nelle principali città del mondo, qual è la più vicina stazione del metrò e il tempo di percorrenza, la società in questione chiama Acrossair, è stato poi premiato il miglior browser, in questo caso però è un navigatore della realtà, non un navigatore della rete e questo browser si chiama Wikitude, ci consente di conoscere la realtà mentre la percorriamo, poi è stato premiato anche un video come miglior demo della realtà aumentata che si chiama "We are Autobots".
Oggi parlerò di Wikitude, è stato premiato come miglior navigatore della realtà ed è disponibile su device mobili che posseggono una bussola, quindi che possono essere orientati mentre noi guardiamo attraverso questi device la realtà circostante. In particolare l'applicazione Wikitude è utilizzabile con l'Iphone di Apple e Android di Google. Wikitude fornisce informazioni sulla realtà circostante attraverso lo schermo del device e i dati sono inseriti continuamente da chiunque faccia parte della comunità di Wikitude, che si chiama Wikitude.me, noi ci troviamo in questo momento nei giardini pubblici di Milano e quindi potremmo avere dei giardini pubblici di Milano tutte le informazioni che sono state inserite da altri prima di noi che si sono trovati in questo luogo.
Wikitude opera con lo stesso principio di creazione dell'informazione user generated content in cui tutti coloro che accedono alle informazioni possono inserire altre informazioni e che ha avuto il più grande successo fino a oggi nella costruzione dell'enciclopedia on line Wikipedia, con la diffusione del mobile Internet e di strumenti come Wikitude, in teoria ogni luogo del pianeta sarà indicizzato con informazioni aggiornate in tempo reale.
In Italia è ancora poco diffusa, ma sostanzialmente per un solo motivo, quello della scarsa diffusione degli Iphone 3gs e di Android.
Il mobile internet permette, rispetto al passato, di inserire informazioni in rete in funzione dell'intera posizione, quindi ogni nostra foto, video in un certo luogo, diventa parte del cosiddetto geotagging, quindi della mappatura dell'ambiente e più in generale del mondo.
Il social media Flickr che permette di condividere le fotografie in rete, ad esempio è ormai in grado di definire con precisione il confine degli Stati solo con le immagini scattate dai suoi utenti, come si può osservare in questa ricostruzione del Texas, la nuova versione di Wikitude 4 è disponibile da poche settimane con una nuova interfaccia utente molto semplice e funzione di ricerca di tutti i contenuti creati all'interno di Wikitude con dei motori molto potenti.
Wikitude mette anche a disposizione delle API, quindi delle interfacce che consentono ad altre applicazioni di integrarsi con l'applicazione Wikitude, quindi ci sono applicazioni che operano già nel contesto più ampio dell'ambiente e possono essere integrate, ne cito una che è una delle più popolari che si chiama GeoBeagle, una caccia al tesoro che si svolge in tutto il mondo e permette di rintracciare oggetti nascosti attraverso un Iphone o Android. Wikitude naviga la realtà e ci consente di conoscerla e non solo di vederla, quindi ogni oggetto, ogni palazzo, ogni museo, ogni evento che è nascosto nella realtà perché noi ne vediamo soltanto la superficie, può essere visto e conosciuto soprattutto attraverso strumenti come Wikitude.

10 Febbraio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

La fine della pubblicità


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

La crisi economica e la rete stanno cambiando il mondo della pubblicità, lo stanno cambiando dalle fondamenta, nei contenuti e della propagazione della pubblicità, quindi non più un broadcasting, ma profilata e all'interno di un mondo molto frammentato come quello della rete e anche dal punto di vista degli operatori, infatti molte agenzie di pubblicità tradizionale per queste due forze concorrenti: rete e calo degli introiti pubblicitari dovuti alla crisi economica, sono in grande difficoltà o addirittura chiudendo.
E' improprio parlare però di migrazione della pubblicità verso la rete da parte dei media tradizionali, bisognerebbe parlare di mutazione, quindi non si parla di trasferimento d'investimenti da un mondo pre-rete a un mondo post-rete, ma si parla di mutazione delle forme di pubblicità e anche della modalità degli investimenti.
Ci sono segnali legati allo spostamento di importanti investimenti economici che possono anche raggiungere il 14/15/18% nel singolo paese verso la pubblicità in rete, però ci sono anche segnali più tangibili che possono essere gli stessi video che vengono creati per il mondo pubblicitario. Esiste ogni anno un premio che viene fatto al miglior video pubblicitario, un oscar sostanzialmente rilasciato a Cannes, nel 2008 vinse un filmato della Cadbury in cui si vedeva un gorilla che prendeva ispirazione e dopo questa ispirazione improvvisamente cominciava a suonare una batteria, questo filmato ebbe un grande successo ma non per la televisione per la quale era stato creato, ma per la rete con quasi 5 milioni di accessi e vinse grazie alla propagazione del video sulla rete.
L'anno successivo, nel 2009 vinse direttamente un video creato per la rete legato a un concorso che era per il miglior lavoro del mondo, ci fu un enorme passaparola di questo concorso e i media tradizionali resero sempre più evidente la popolarità della rete, riprendendo e rimbalzandolo, quindi si può dire che ultimamente per quanto riguarda il Festival di Cannes legato ai video, ha vinto negli ultimi due anni qualcosa creato dalla rete o che è stato propagato dalla rete e probabilmente sarà così anche per tutti gli anni a venire.
Le principali agenzie pubblicitarie si ritrovano oggi in un nuovo mondo che non conoscono e con clienti che lo conoscono meno di loro, è un mondo che è dominato dai social media, dal passaparola e dal viral marketing, quindi non dal cartellone stradale o dalla pubblicità inserita all'interno di un programma televisivo. La crisi economica del 2008 ha tagliato gli investimenti pubblicitari, però è avvenuta all'interno di un trend che persisteva da molti anni, dal 2002 infatti gli investimenti pubblicitari sono in diminuzione, gli investitori pubblicitari pretendono sempre più una misurazione dei ritorni, quindi pretendono di sapere se hanno guadagnato, non hanno guadagnato con una certa campagna pubblicitaria e questo in rete è possibile, questo sta avvenendo con i principali investitori del mondo e tra questi la Coca Cola, le agenzie pubblicitarie sono spesso legate al vecchio modello di messaggio massificato, uno per milioni di persone, ma questo approccio per la rete oltre che inutile che si può profilare tranquillamente un campione anche allargato di persone o direttamente alla singola persona con un messaggio legato a un prodotto, a un servizio, oltre che essere sostanzialmente sbagliato è anche estremamente costoso perché la replica del vecchio approccio per uno a molti in rete e quindi la presenza di un banner per esempio su una molteplicità di siti che possono proporlo, è in realtà una moltiplicazione dei costi, infatti secondo un articolo riportato dal Financial Times, il costo pubblicitario on line con questo approccio, quindi con l'approccio broadcasting pre rete può costare 3 volte il costo che attualmente viene investito nei media tradizionali come i giornali o la televisione.
Le agenzie tradizionali tendono a costruire però le campagne dal punto di vista dell'azienda e della protezione del loro brand, la rete rovescia completamente il processo, perché diventa il cliente il primo veicolo pubblicitario di una società dei suoi prodotti.
Mary West, responsabile marketing della Kraft ha spiegato: "nel vecchio mondo le agenzie precedevano i clienti, ora i clienti precedono le agenzie e i consumatori precedono chiunque, la pubblicità in effetti in rete la fa il cliente".

3 Febbraio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Il futuro delle applicazioni iPhone


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Nel 2010 il mercato del mobile Internet esploderà, insieme al mercato del mobile Internet esploderà anche un segmento, sempre più importante, che è quello delle iPhone application, oppure delle mobile application, dico iPhone, perché l'iPhone oggi è il più diffuso tra i device mobili e conta ben 26 milioni oggi di oggetti iPhone nel mondo.
Quando si parla di iPhone application si parla di qualunque applicazione che possa essere creata e con il consenso di Apple pubblicata e resa fruibile attraverso un iPhone. Recentemente Casaleggio Associati ha fatto una ricerca sulle iPhone application, è scaricabile dal sito www.casaleggio.it con tutti i numeri e con alcune valutazioni di quello che dovrebbe essere il futuro di questo segmento. La produzione di applicativi per l'iPhone sta accelerando e al fine 2009 il numero delle applicazioni acquisibili da iPhone era di 120 mila e durante il 2010 si prevede più che il raddoppio, 180 mila, arrivando a circa 300 mila a fine anno. Questo è soltanto l'inizio, in quanto Apple deve approvare le applicazioni prima di renderle disponibili e ha dichiarato di ricevere 10 mila applicazioni la settimana, il numero è soltanto un inizio, probabilmente raddoppierà in breve tempo. Il download delle applicazioni variano tra i 100 e i 150 milioni al mese, vuole dire che la somma di tutte le applicazioni che possono essere usate durante un mese, arriva fino a 150 milioni di download e dal luglio 2008, da quando Apple, attraverso Apple store ha reso disponibile il download, il mercato ha superato i 2 miliardi.
Il mercato per gli sviluppatori, coloro che producono le applicazioni download è molto alto, infatti è già stimabile tra i 280 e i 420 milioni di euro l'anno, derivanti dalla vendita, sostanzialmente faccio un'applicazione, questa applicazione penso che abbia un interesse di carattere generale, quindi possa essere scaricato da molte persone per un'attività quotidiana e questa applicazione scaricata centinaia di volte, un migliaio di volte, milioni di volte, fa si che uno sviluppatore attraverso questa applicazione, possa diventare anche ricco.
In media un'applicazione su Iphone scaricata in un anno circa 120 volte, con un forte sbilanciamento per quelli gratuiti e quelli nelle liste dei più scaricati, infatti un'applicazione può essere anche gratuita, in questo caso si paga con la pubblicità e non è detto che non guadagnino più di quelle che sono a pagamento.
Il reddito generato dalla vendita per il produttore è nella media tra i 2300 e 3500 euro, a chi entra nelle top 100, può guadagnare tranquillamente oltre i mille euro al mese. Circa il 30% degli applicativi è gratuito, la percentuale ha variazioni significative a seconda del segmento a cui si rivolgono, segmento con più applicazioni gratuite è quello delle news, mentre quello con un minor numero di applicazioni gratuite è quello del turismo. Il prezzo nel 56% è pari a quello minimo di 0,79 Euro, stiamo parlando di prezzi molto bassi che hanno un valore nella replicabilità e nella viralità dell'applicazione.
Ci sono moltissime applicazioni con cui si può giocare, ma anche che possono essere di utilizzo quotidiano e che se scaricate attraverso l'iPhone hanno un costo inferiore, tra le applicazioni di maggior successo vi sono il TomTom che è il navigatore più popolare, che ha avuto 80 mila download nel terzo trimestre del 2009, pari a circa 890 download al giorno con un prezzo e oscilla tra i 70 e gli 80 dollari, questa è l'applicazione più redditizia tra le applicazioni che sono state vendute in Italia.
Altre applicazioni sono un'applicazione che si chiama Tap Tap Revenge che è tra i giochi più popolari e ha il costo di 59 pence inglesi ha ottenuto un totale di 20 milioni di download, ci sono anche applicazioni legate alla pubblicità che possono essere considerate goliardiche o anche sgradevoli come un'applicazione che si chiama Sun Grenade che emette suoni sgradevoli ad altissima frequenza e fattura però 3 mila dollari al giorno tramite la pubblicità, invece cose più serie sono per esempio nell'ambito dell'editoria il Guardian, quindi l'applicativo di accesso alle informazioni del quotidiano britannico, è in cima alle classifiche dei più scaricati a pagamento in Gran Bretagna.
Nel prossimo futuro, quindi parliamo dei prossimi mesi e nel prossimo anno, il mercato delle applicazioni downloadabili si estenderà necessariamente con l'estensione dei device mobili, è un mercato enorme che potrebbe soppiantare anche quello della musica on line in qualche anno e che diventerà parte della nostra quotidianità.

29 Gennaio 2010

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

"Social Networking in Government": Opportunità e Sfide


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Il 66% delle agenzie governative utilizza strumenti di social networking e il 65% di queste ne usa più di uno. Nel settore pubblico solo il 29% delle organizzazioni ancora non fa uso di strumenti di social networking, mentre nel settore privato la percentuale scende al 15%.
Questo è solo uno dei molti dati interessanti pubblicati recentemente dallo Human Capital Institute in una ricerca dal titolo "Social Networking in Government: Opportunities & Challenges".
Dove siamo? Stati Uniti, ovviamente.
Parlando di "social networking" il pensiero va immediatamente a Facebook e LinkedIn; mentre in realtà occorrerebbe considerare anche l'uso di funzioni di social networking sulla rete interna, blog, wiki, IM.
I siti pubblici di social networking sono utilizzati in genere per fornire servizi alla cittadinanza, mantenere "buone relazioni" con gli elettori, selezionare personale - come fa la CIA con Facebook, fornire informazioni tempestive in caso di calamità naturali.
Le funzionalità di SN, invece, hanno lo scopo di creare comunità di pratica tra i dipendenti e supportare alcuni processi interni, ad esempio la formazione del personale.
Più in dettaglio, i principali utilizzi degli strumenti web 2.0 sono:

• formazione e sviluppo del personale (44%)
• comunicazione e relazioni pubbliche (44%)
• recruiting (38%)
• supporto ai processi interni (35%).

Le funzionalità maggiormente utilizzate nella rete interna sono gli strumenti per il lavoro di gruppo (32%), i blog (24%), l'instant messaging (21%), i wiki (18%), l'RSS (17%); all'ultimo posto la Chat, con solo il 7%. Tra i siti pubblici si distinguono LinkedIn (26%), Facebook (23%), Twitter (20%) e YouTube (17%); restano al palo MySpace (4%), Ning (3%), Plaxo (2%) e Jobster (1%).
Al pari di quanto avviene nelle aziende, anche nel settore governativo l'elemento decisivo per l'adozione e le modalità di utilizzo degli strumenti di SN è il livello organizzativo che prende la decisione e guida l'adozione: gli uffici centrali o le agenzie locali. Spesso il processo è misto: il quartier generale dell'agenzia fissa delle linee guida e lascia alle agenzie locali una certa libertà di manovra sulle scelte operative.
Il SN non è la soluzione di tutte i problemi organizzativi e operativi; risulta essere molto efficace per la condivisione di conoscenze (71%), la condivisione di feedback che provengono dal mondo esterno all'organizzazione (70%), la formazione "informale" (67%), il miglioramento del servizio pubblico (53%).
L'ultimo dato interessante da rilevare riguarda le prospettive future: i partecipanti allo studio ritengono che gli strumenti di SN saranno sempre più importanti, se non critici, per migliorare il servizio alla cittadinanza, ricevere i feedback dai cittadini e condividerli all'interno dell'agenzia e favorire l'accesso alle migliori competenze interne, i cosiddetti subject matter expert.
E ancora una volta, la barriera al diffondersi degli strumenti di SN nelle agenzie governative sono i timori per la Sicurezza (66%). In questo caso, come non essere d'accordo?

27 Gennaio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Making Machine


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

È in atto una nuova rivoluzione industriale: piccola, per il momento, ma che potrebbe avere dei macronumeri in breve tempo, ossia la possibilità di avere a casa propria degli oggetti costruiti con delle macchine collegate alla rete, le cosiddette making machines, macchine capaci di produrre oggetti tridimensionali a casa propria collegati alla rete, così come oggi siamo collegati con una stampante che stampa su un foglio di carta, domani potremo essere collegati con degli oggetti che producono oggetti di qualunque tipo e di qualunque forma. E' il superamento dell'idea del teletrasporto in cui, invece di trasportare gli oggetti, trasportiamo le idee e le idee vengono trasformate in oggetti all'interno delle nostre case.
La creazione di oggetti a distanza è la missione di alcune società: tra queste una delle più importanti si chiama Thingiverse, che letteralmente vuole dire "l'universo delle cose". Thingiverse permette alle persone che realizzano oggetti di condividerli attraverso la pubblicazione del loro software e dei disegni digitali associati all'oggetto stesso. I suoi fondatori si chiamano Zach Hoeken e Bre Pettis e ipotizzano che, come per i calcolatori si è passati da mainframe ai pc, lo stesso avverrà per la fabbricazione degli oggetti, quindi delle grandi industrie a macchine che producono oggetti in casa nostra. Le cosiddette making machines esistono già per molti tipi di funzioni: per esempio, il laser cutter, che seziona i materiali o le macchine a controllo numerico di tutti i tipi per molte funzioni e le cosiddette 3D printer per la realizzazione di oggetti tridimensionali. Il prezzo di queste making machines sta scendendo e quindi sta diventando per chiunque possibile comprarle. Così come oggi si compra una stampante o una chiavetta Usb, domani si potrà comprare comunemente una making machine. Sul sito della società Thingiverse è possibile inserire il disegno digitale della creazione, della nostra creazione e il software necessario per realizzarla: questi oggetti sono quindi modificabili, nel senso che, partendo da una creazione, uno può cambiarla e migliorarla come crede. Esiste già un mercato importante delle cosiddette making machines, un sito in cui sono raggruppate, un sito di e-commerce che si chiama MakerBot, si possono trovare making machines di tutti i tipi. Questo sito è collegato a Thingiverse, che in un certo senso promuove, attraverso le realizzazioni continuamente pubblicate, anche i prodotti che consentono di creare delle cose. L'oggetto più popolare, presentato in questo momento nel sito di MakerBot Industries, è una 3D printer open source: open source vuole dire che tutto ciò che questa cosiddetta stampante produce può essere condiviso con altri e realizza il materiale plastico, oggetti tridimensionali potenzialmente di tutte le forme. Ogni settimana viene pubblicato sul blog di Thingiverse l'oggetto migliore di quella settimana, che è replicabile da chiunque possegga la making machine appropriata. Le realizzazioni, tanto per citarne alcune, vanno da fiocchi di neve da arredamento, a nuovi tipi di cerniere per porte, a porta Iphone, a occhiali, a ingranaggi, a modellini funzionanti di aeroplani. La condivisione di beni fisici e la disponibilità in rete del software e dei disegni digitali per poterli realizzare, condivisibile da tutti, è la naturale continuazione del concetto di open source, quindi del software libero che ha prodotto, per esempio, il sistema operativo Linux. Questo filone è stato poi seguito dal copyleft e quindi dalla possibilità di riutilizzare qualunque tipo d'immagine o qualunque tipo di testo prodotto da terzi e modificarlo a proprio piacere e pubblicarlo. Adesso c'è un'altra possibilità, sempre fornita dalla rete: quella di creare oggetti e di condividerli con tutti nella rete.

13 Gennaio 2010

Applicazioni Iphone
Applicazioni Iphone
   

Il mercato delle applicazioni iPhone


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

Il mercato degli applicativi per iPhone è al momento quello più redditizio per le applicazioni mobile e rimarrà tale anche nel 2010. Android di Google si imporrà dal 2011 solo se riuscirà a trovare dei device all'altezza come potrebbe dimostrarsi Nexus One. Oggi gli iPhone sul mercato sono circa 26 milioni e gli iPod Touch (che possono gestire applicazioni iPhone) sono altri 18 milioni.
La prolificazione di iPhone app fa si che vi sia sempre più concorrenza e a fine 2010 una qualunque applicazione per iPhone si dovrà confrontare con altre 300 mila, questo però non fermerà dal pubblicarne ben 180 mila durante l'anno.

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Visti questi numeri Casaleggio Associati ha deciso di condurre un Focus per identificare le tendenze e la redditività delle applicazioni create per gli iPhone da parte delle aziende. Il mercato per gli sviluppatori è infatti in crescita e nel nostro studio stimiamo valga, per la vendita di applicativi, tra i 280 ed i 420 milioni di euro con i più scaricati che possono arrivare a guadagnare al massimo per un'applicazione 3 milioni di euro l'anno con la vendita o 1,3 milioni di euro con la pubblicità.
Durante il 2010 si vedranno probabilmente molte applicazioni mee too, realizzate per esserci, ma anche alcune applicazioni che modificheranno le abitudini delle persone e di acquisto, l'Internet mobile sta infatti ridefinendo i vantaggi che possiamo trarre dalla Rete. Dal punto di vista delle aziende che producono questi applicativi è importante avere una strategia chiara in termini di ritorni voluti, cambiamenti di strategia in corsa infatti si sono spesso dimostrati fallimentari. Ad esempio quando Galaxy Impact è stato messo a pagamento visto il suo grande successo in versione gratuita ha visto ridursi di 400 volte i download giornalieri, quando è stato poi rimesso nuovamente gratuito aveva comunque ridotto da 10 mila a mille i download giornalieri per via del valore promozionale delle classifiche. Quando in seguito il produttore volle provare a inserire la pubblicità nella versione gratuita solo un terzo degli utilizzatori installò l'aggiornamento garantendo solo 200 dollari al mese (dicembre 2008).
Molti applicativi sono stati creati per migliorare un servizio già esistente. E' il caso in particolare dei siti di notizie che stanno creando molti applicativi gratuiti per facilitare l'accesso alle notizie pubblicate. Se il bacino di utenti è sufficientemente capiente è possibile inoltre renderlo a pagamento, come ha fatto The Guardian ripagando l'investimento nei primi giorni (15 mila sterline nei primi due giorni).
L'analisi ha permesso di capire come il business degli iPhone app sia sostanzialmente limitato ai top 100. In media un iPhone app viene scaricato in un anno circa 120 volte con un forte sbilanciamento verso quelli gratuiti e quelli nelle liste dei più scaricati. Il reddito generato dalla vendita per il produttore è in media tra 2.300 e 3.500 euro l'anno. La distribuzione del reddito tuttavia segue probabilmente una distribuzione di potenza facendo si che la media non sia raggiunta dalla stragrande maggioranza degli applicativi.

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Cambi di strategia possono essere dovuti anche a promozioni, ma è necessario porre attenzione alla gestione dei clienti che hanno già pagato come nel caso di Trivial Pursuit che in seguito ad un'offerta gratuita di tutto l'applicativo con gli upgrade ha scontentato i clienti che avevano pagato la costosa applicazione.
In breve, come sempre è l'utilità o il successo del servizio venduto a far sì che un applicativo sia redditizio. Non a caso gli applicativi più redditizi costano oltre 50 euro.


Scarica il focus integrale

7 Gennaio 2010

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Associazioni dei pazienti on line


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Le associazioni dei pazienti on line sono sempre più numerose e, molte di queste, sono presenti nel sito del Ministero della Salute: in particolare, queste associazioni on line consentono di avere informazioni sui tre momenti principali, quindi sulla diagnosi, sull'eventuale trattamento e poi sulla successiva convalescenza dopo il trattamento. Le associazioni sono state valutate da uno studio di Casaleggio Associati, che ne ha prese in considerazione 15 tra le principali e, tra queste, quelle più importanti anche dal punto di vista della rilevanza e della diffusione delle malattie.
I siti delle associazioni sono stati valutati per i servizi offerti, per la struttura del sito, in sostanza per la loro usabilità e per la capacità di relazione tra le persone e tra le persone e coloro che visitano il sito. Nei servizi era citato il sito dei celiaci, che fornisce sia una mappa dettagliata per trovare la sede più vicina a livello della propria città, sia informazioni sui diritti del malato e sulla dieta da seguire in questa particolare situazione. L'help on line del sito per la sclerodermia riporta il cellulare di un esperto, che è contattabile tutti i giorni in alcune ore della giornata e l'Associazione Italiana Tutela Salute Mentale riporta invece un elenco dei contatti on line per assistere i pazienti. Ci sono anche molte situazioni in cui questi siti pubblicano delle indicazioni, delle notizie e delle informazioni per il malato e per coloro che lo assistono: questo avviene, per esempio, per il sito dell'Alzheimer e per il sito dedicato ai malati di tumore. Le informazioni e i consigli vengono anche offerti a chi assiste il malato, per cui non al malato in modo specifico e questo avviene per i siti dell'alzheimer e per i siti dedicati a coloro che soffrono di crisi d'ansia. In particolare, il fenomeno dei social media si sta sempre più integrando con questi siti, i quali usano degli spazi sui social media: questo avviene per il sito della psoriasi, che ha una sua pagina su Faceboook, con centinaia d'iscritti.
Un altro modo per comunicare in modo immediato è quello di fare dei video e metterli on line: questo non è ancora granché diffuso in Italia, però esistono dei casi internazionali di grande successo, come quello del sito delle malattie rare, Rare Diseases Day, che ha un proprio canale continuamente aggiornato su YouTube. Per quanto riguarda la struttura, quindi la fruibilità del sito e la sua usabilità, la maggior parte dei siti è molto strutturata, in alcuni casi anche facilmente accessibile e il contenuto può essere acceduto in modo diverso. Tra questi, tra i vari siti che strutturano il contenuto in modo ottimale, va citato quello della sclerodermia.
La relazione è ancora poco sviluppata dalle associazioni: per relazioni s'intendono, ad esempio, i forum di discussione, i feedback degli utenti, la possibilità di registrazione ad un'area specifica e la possibilità di avere dei servizi personalizzati. Esempi ne esistono anche molto positivi, come il forum dei siti della psoriasi e della sclerodermia, che hanno delle sottosezioni dedicate, c'è un'iniziativa chiamata "Parliamone" per i dializzati e i trapiantati, che consente di condividere on line testimonianze di pazienti, di familiari e di amici sui problemi affrontati dai vari pazienti.
Relazionarsi vuole anche dire rispondere in modo tempestivo a una richiesta fatta al sito, in particolare il primo sito secondo il nostro test è quello dell'Associazione Italiana per la Lotta alla Sclerodermia, che ha risposto in modo molto sollecito.
In termini assoluti, per la nostra ricerca i primi tre siti sono risultati quello per celiaci, quello per la sclerodermia e quello per la psoriasi: il paziente si relaziona sempre più spesso in rete, cerca sempre più spesso, insieme ad altri che hanno una situazione simile alla sua, delle risposte, spesso trova delle soluzioni, questi siti sono sempre più collegati a siti professionali e quindi di medici o di organizzazioni mediche e si può dire che il paziente del futuro sarà un paziente sempre più informato dalla rete.

28 Dicembre 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Trend e previsioni per il 2010


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

La crisi che negli ultimi 15 mesi ha messo in grave difficoltà molti settori economici, ha solo sfiorato la Rete, che ha invece visto nel 2009 un anno di grande attività. Facciamo il punto della situazione descrivendo alcuni dei principali trend in atto e alcune previsioni per il 2010.

Mobile. E' senza dubbio uno dei settori in maggiore fermento. Se il 2009 ha visto il boom a livello mondiale di iPhone, il 2010, secondo molti, sarà l'anno di Google Android, che si posizionerà come la seconda piattaforma per il mobile.
La seconda parte del 2009 ha visto un'ampia diffusione degli applicativi Location Based, ma possiamo essere certi che il 2010 vedrà la nascita di nuovi applicativi che sfrutteranno ancora di più le potenzialità offerte dall'Ubiquitous Internet.

Social Media. I principali Social Media di livello mondiale, da Facebook, a Youtube, a Twitter, si vedranno costretti ad attuare nuove politiche di monetizzazione. Le direzioni principali restano quelle dell'advertising e degli account premium a pagamento. Tuttavia questa sarà anche l'occasione per creare sistemi innovativi sia per le imprese che per gli utenti. Vedremo se riusciranno a farlo.

Social Network e applicazioni sociali. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di ambienti che hanno integrato aspetti sociali a servizi specifici. Come Anobii per i libri, Last.Fm per la musica o Zopa per i prestiti. Questa tendenza coinvolgerà sempre un maggior numero di ambiti della vita quotidiana. Un esempio sono le numerose applicazioni sociali nate per soddisfare un bisogno specifico, cioè quello di imparare una nuova lingua come Livemocha, Italki, xLingo o Babbel.

Blog. Se da un lato possiamo osservare come i blog più importanti sono diventati veri e propri organi di informazione on line (come Huffington Post, Techcruch, ecc.) dall'altro quelli che erano i "diari personali", hanno ridotto la loro crescita e stanno riducendo la loro consistenza. La comunicazione verso gruppi ristretti di persone si sta traslando sempre di più verso strumenti più semplici ed accessibili come Facebook, Twitter o Tumblr.

E-commerce. Durante l'ultimo anno si è registrata una consistente crescita nei settori dove lo scambio è immateriale (dai viaggi, alle scommesse, dai software alle ricariche telefoniche), mentre la crescita è risultata contenuta nei settori tradizionali che richiedono un trasporto fisico. In particolare in Italia, l'e-commerce continua a restare una nicchia con volumi stimabili attorno al 5-6% del totale delle vendite. Per il 2010 alcune novità potrebbero essere portate dall'ingresso di player internazionali e dalla sperimentazione di nuovi servizi di consegna come Kiala.


In conclusione tra gli ambiti che desteranno maggiore attenzione nel 2010 vanno sicuramente citati l'Internet of Things e l'Augmented Reality. Entrambi i concetti hanno alla base il fatto che Internet entrerà a far parte della vita quotidiana attraverso modalità differenti e non necessariamente basate sull'utilizzo dei PC.

23 Dicembre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Identità digitale


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Gli utenti delle reti sociali, come Facebook o Myspace, inseriscono continuamente i propri dati relativi alla propria identità personale, i propri interessi, alle proprie relazioni, alle proprie reti di conoscenze, all'interno di questi social media, la domanda è: di chi sono? Di chi è la proprietà di questa identità digitale? L'identità digitale è della persona che ha inserito i dati, oppure delle reti sociali? E' abbastanza ovvio che senza questi dati inseriti continuamente dalle persone, le reti sociali perderebbero gran parte del loro valore economico, queste informazioni oggi sono utilizzabili solo all'interno della singola rete sociale, ciò vuole dire che se inserisco le mie informazioni su Facebook, non posso automaticamente utilizzare le stesse informazioni su un'altra rete sociale come per esempio Myspace, questa limitazione crea delle reti sociali chiuse, spossessa della proprietà dei dati l'utente e limita in un certo senso la crescita della rete stessa.
Per ovviare a questo problema, quindi la portabilità dei propri dati, quindi dell'identità digitale in più aree di relazione, quindi in più social network, ci sono delle organizzazioni che stanno valutandone una standardizzazione, tra queste la Data Portability Work Group che sta elaborando per questa portabilità dei dati, in inglese Data Portability, la possibilità di esportare il proprio profilo in più reti sociali, il proprio profilo può essere quindi dato dall'identità e da connessioni personali che vengono definite open social graph in più social network.
Questo gruppo Data Portability Work Group sta promuovendo tra l'altro anche l'openID, quindi la possibilità di inserire soltanto una volta un login, qualunque sia l'applicazione di rete che viene utilizzata. Per quanto riguarda l'openID il termine di Extended OpenID che viene usato per indicare la portabilità dei dati e delle relazioni nelle reti sociali.
A questo concetto, a questo gruppo di lavoro hanno già aderito molte tra le società che si occupano di social media, tra queste anche Facebook, Plaxo e la stessa Google che sta entrando nel mercato dei social media come recentemente è stato annunciato attraverso il suo nuovo ingresso nelle reti sociali.
Le maggiori reti sociali vedono però nella portabilità una possibile minaccia e un possibile rischio economico, perché se il valore è all'interno dell'identità digitale, che questa identità digitale non appartiene più a una singola rete sociale, ma può essere utilizzata in più reti, è evidente che la stessa rete sociale perde un valore in assoluto, però le nuove reti sociali, quelle che si formeranno in futuro e avranno tutto l'interesse a fare sì che ci sia un'integrazione tra diverse reti con la stessa identità per aumentare la penetrazione nel mercato.
Le stesse applicazioni di rete avranno dei benefici da una riconoscibilità immediata di un'identità digitale, è evidente che se un'identità digitale è standard e può essere utilizzata da qualunque applicazione, quell'applicazione se è un'applicazione di successo, aumenta immediatamente la sua penetrazione in rete.
Da tempo poi è in corso una discussione su di chi è la proprietà dei dati personali, i dati personali inseriti in un social media sono dell'utente o sono del social media? E il social media ne può disporre liberamente senza riconoscere nulla dal punto di vista economico dall'utente? In realtà ci si sta orientando sempre più verso social network aperti, quindi in cui l'identità possa essere esportata.
È allo studio l'introduzione di uno standard per definire un'identità digitale universale, con la quale noi accederemo ad applicazioni, a dati, ad aree come possono essere i social network indifferentemente senza dover ogni volta ridefinire la nostra identità, le nostre relazioni, i nostri dati, le nostre fotografie e i nostri filmati, tutto quello che appartiene alla nostra identità.
Quindi si può dire che si sta andando verso una visione utente centrica, in cui l'identità digitale è fondamentale per l'accesso alle informazioni, quindi saranno di proprietà degli utenti e i social media o i social network saranno utili in quanto metteranno a disposizione dei servizi rispetto all'identità digitale.

18 Dicembre 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Web 2.0: A Strategy Guide


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Edito nell'aprile del 2008 da O'Reilly, il libro di Amy Shuen è una lettura lucida e appassionante di come il Web 2.0 ha cambiato le regole del gioco e di come le imprese possono avvantaggiarsi delle nuove dinamiche della rete.
Attraverso il racconto degli avvenimenti e delle scelte che hanno reso Facebook, Flickr, Google e tante altre imprese quello che oggi sono, la Shuen presenta i fattori che sono alla base del loro successo; e noi scopriamo che il loro successo non è appena il risultato di mosse fortunate, ma piuttosto è frutto di scelte basate sulla chiara consapevolezza delle nuove dinamiche di relazione che il Web 2.0 ha portato nel mondo del business.
Infatti questo libro ha a che fare con la strategia, e non con la tecnologia. Il Web 2.0 ha gettato una nuova luce su come le imprese, i clienti, i partner interagiscono e ha aperto un orizzonte di nuovi modelli di business: Flickr ha creato valore per sé aiutando gli utenti a creare valore per se stessi. Google ha generato ricavi con un modello di business basato sulla ricerca gratuita, e ha cambiato le regole del fare business sul web creando opportunità che ogni impresa può utilizzare per i propri obiettivi, l'effetto rete dei social network ha permesso a Facebook di crescere molto rapidamente. Amazon genera ricavi monetizzando gli investimenti fatti per sostenere il suo core business.
La frase di apertura della Prefazione introduce perfettamente lo spirito e lo stile del libro:"TU SEI GIA' PARTE INTEGRANTE DELL'ECONOMIA DEL WEB 2.0. Ogni volta che clicchi su Google, Wikipedia, eBay o Amazon, diffondi gli effetti della Rete. Se usi un cellulare abilitato ad accedere a Flickr o ti colleghi ai podacst di iTunes o controlli l'andamento delle azioni su Yahoo!Finance, crei valore monetizzabile per le imprese - anche se in realtà non compri nulla".
Siamo abituati a pensare che il valore economico sia generato dalle vendite. Ma se è così, come è possibile che Flickr abbia un valore per Yahoo pari a 40 milioni di dollari, oppure YouTube di circa 1,6 miliardi di dollari per Google, o un sito di social networking come Facebook valga per Microsoft circa 15 miliardi?
Cosa c'è sotto? Il Web 2.0 è blog, wiki, podcasting oppure è qualcosa di diverso? La risposta è sì, il Web 2.0 è qualcosa di completamente diverso dalla semplice lista dei nuovi strumenti software. Li comprende tutti, ma il risultato che se ne ottiene è più della loro semplice somma. E allora, via alla scoperta: Flickr mostra che il valore è creato dagli utenti con i loro upload, per Google l'effetto rete ha agito come moltiplicatore del valore, su Facebook e LinkedIn le persone creano le connessioni e questo è il vero valore dei social network, Amazon ha dimostrato che è possibile ottenere ricavi anche dalle infrastrutture realizzate per sostenere il business principale, Apple e il business dell'iPod mostrano come si può generare valore economico attraverso l'integrazione di ecosistemi differenti.
Ma quello che rende questo libro una lettura irrinunciabile e ne fa una vera e propria guida sono le domande poste alla fine di ogni capitolo; domande sulla strategia e domande sulla tattica che mettono il lettore nella posizione mentale di riflettere sulla propria impresa ponendola a confronto con la storia, i successi e gli insuccessi delle grandi imprese.
Da leggere tutto d'un fiato.

16 Dicembre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Blogosfera 2009


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Ogni anno la società Technorati, misura la dimensione della blogosfera, quindi dell'insieme delle centinaia di milioni di blog esistenti nella rete e le relazioni tra questi blog.
In particolare la ricerca del 2009 ha distinto 4 precise categorie che sono state divise in hobby, hobbisti, tutti coloro che praticano la rete e i blog per piacere puramente personale, coloro che integrano attraverso i blog una fonte di reddito, coloro che invece lo fanno a tempo pieno e coloro che sviluppano blog per conto di altre società.
Nel 2009 la blogosfera si è integrata sempre di più con i social media come Twitter o Facebook per diffondere e moltiplicare i suoi contenuti. La presenza della blogosfera nei media tradizionali è ormai continua e presente in modo sensibile e circa il 50% dei blogger hanno detto che sono stati citati in altri media.
I blogger chi sono? Sono normalmente uomini per il 60% dei casi, hanno un'istruzione medio - alta, circa il 40% è infatti laureato e hanno un'attività che dura per molti di loro da più di 6 anni. I blogger dalla ricerca è apparso che sono spesso dei giornalisti, quindi persone che continuano la loro attività d'informazione anche sulla rete. Quali sono i media più visti da un blogger? Come si informa un blogger? Pare strano però il blogger s'informa prevalentemente attraverso due canali: 1) il classico della rete quindi social media e blog; 2) la televisione che è il primo in assoluto.
Il blogger si collega sempre più spesso al suo blog per modificarlo, inserire i contenuti, verificare commenti etc., attraverso un iPhone o attraverso Android, quindi attraverso un device mobile, lo stile che viene preferito ai blogger è lo stile diretto, interattivo e con una chiara dimostrazione di competenza sulla materia di cui si tratta.
Gli esperti online, coloro che dimostrano la chiara esperienza sono di solito i blogger preferiti dalla rete in generale anche questa ricerca dimostra che uno non diventa blogger per soldi, ma per condividere le proprie esperienze, interagire con le altre persone e diffondere le proprie idee, spesso i soldi arrivano dopo, quando un blogger si afferma.
Il miglior risultato per una carriera di un blogger è di solito quello di affermarsi come persona molto competente o di riferimento nell'area culturale o nell'area di business o nell'area di mercato di riferimento, i blogger in senso generale, quindi sia coloro che lo fanno per professione, chi non, pubblicano circa 2 o 3 articoli la settimana, i professionisti possono arrivare però fino a 10 articoli al giorno, 10 articoli che possono essere corredati da fotografie, video, audio.
Per valutare l'andamento del proprio blog, quindi il traffico, le serie storiche e tutto ciò che determina una valutazione oggettiva dell'andamento della propria competenza, del proprio contenuto sulla rete, i blogger si affidano normalmente a degli strumenti, software di valutazione, i più utilizzati sono Google Analytics, Sitemeter e Statcounter.
I blogger professionali per i quali il blog è la prima fonte di guadagno sono il 17%, i ricavi provengono in prevalenza dai motori di ricerca e dalle inserzioni pubblicitarie e un blogger professionale negli Stati Uniti da un ritorno medio di circa 122 mila dollari annui, quindi i blog oggi se hanno competenze e riescono ad affermarsi in rete, possono essere del tutto indipendenti nella trasmissione della loro informazione.
La pubblicità però non è sempre decisa da chi la propone, ma spesso e sempre più spesso dai blogger, in quanto questi hanno una reputazione, una credibilità che per loro è un valore economico, quanto più è credibile un blogger, quanto più il numero di accessi può aumentare, quindi i blogger non hanno interesse a inserire nella propria area di comunicazione una pubblicità che viene considerata non in linea con la propria posizione che può essere una posizione sociale o una posizione etica, quindi in futuro i blog non soltanto condizioneranno la promozione dei contenuti, soprattutto nell'ambito della politica, nell'ambito dell'ambiente e nell'ambito del business, ma promuoveranno anche un'identità della pubblicità, sempre più etica e sempre più attenta al sociale.

9 Dicembre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Realtà aumentata


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Con il termine realtà aumentata o augmented reality, ci si riferisce a una realtà percepita, arricchita da contenuti digitali. Il termine risale a prima di Internet, a prima della diffusione di Internet, al 1990, quando un impiegato della Boeing inventò questo termine. La realtà cosiddetta aumentata è visibile ben dapprima da Internet e si può, per esempio, apprezzare da molti anni nelle scritte in sovrimpressione degli eventi sportivi, che comunicano informazioni aggiuntive a quello che è visto durante la trasmissione. Internet ha già da qualche tempo usato la realtà cosiddetta aumentata per integrare le informazioni più varie sulla realtà quotidiana, per esempio con la descrizione di negozi o la moltiplicazione delle attrattive turistiche, sempre più visibili su Google Maps. La diffusione e la moltiplicazione della realtà aumentata con applicazioni adesso non ancora neanche concepibili sono già in corso, con la diffusione del mobile e quindi dell'accesso continuo alla rete in ogni momento della nostra vita. La realtà aumentata sovrappone alla realtà percepita una o più realtà digitali: immaginate di camminare in una città e di voler conoscere la storia di un monumento che sta davanti a voi nella vostra lingua; sarà sufficiente guardare nel vostro device mobile il monumento e la descrizione immediatamente scorrerà sotto l'immagine ripresa. Lo stesso, tra forse un decennio o forse prima, sarà possibile per qualunque persona di cui è conosciuta un'identità digitale che cammina per la strada e che potete riconoscere: per esempio, un politico o un attore sarà riconosciuto e descritto dal nostro device e in quel giorno, se partecipa a un evento, a una prima teatrale o a una conferenza, si potrà sapere se e dove incontrarlo. Il mondo dal punto di vista della realtà aumentata e di Internet è un indice e tutto quello che contiene può essere identificato, tracciato in tempo reale e associato a qualunque tipo di informazione o di azione desiderata. Per esempio, la mappatura geografica puntuale del pianeta, della maggior parte del pianeta, continua ad avvenire minuto dopo minuto e adesso, in poche ore, possiamo avere una fotografia precisa di ogni parte o quasi di ogni parte del pianeta. Pensiamo soltanto che nel 2006, per avere una situazione precisa per esempio di un disastro, oppure di un evento successo in qualche parte del mondo, bisognava aspettare qualche giorno. Immaginate anche di sfiorare un cartellone con una locandina di un film e di veder apparire non soltanto la descrizione del film, ma anche il cinema dove viene proiettato, quanto costa il biglietto e i posti a sedere e pagare con l'impronta del vostro dito, oppure digitando un codice. La realtà aumentata sarà sempre più con noi e sempre più intorno a noi. La maggior parte anche degli oggetti sarà collegata con Internet e potrà fornire e ricevere informazioni in tempo reale. Lo sviluppo della realtà aumentata sarà fortemente accelerato dalla possibilità, da parte degli utenti di Internet, di associare a essa le proprie esperienze e i propri contenuti, nella modalità che normalmente viene definita user generated contents. Un appunto digitale, una registrazione audio o un filmato possono essere legati in tempo reale, mentre passeggiamo, a qualunque aspetto della realtà e questo sta avvenendo adesso. Ci sono molte applicazioni Internet che operano già in base a questo concetto, che possono essere applicate al mobile, quindi alla nostra quotidianità: tra queste Gowalla, che è un sito che crea regali digitali sottoforma di immagini, chi si iscrive può collezionare questi regali, queste immagini se si trova in uno dei luoghi presenti sul sito di Gowalla e può lasciare lui stesso dei regali e delle immagini del sito per chi sarà in quella posizione fisica successivamente. Per esempio, mentre vi parlo a Milano ci sono già dei punti in cui Gowalla ha lasciato dei regali digitali, come per esempio il bar Magenta in questo momento, o Corso Vittorio Emanuele. Altri esempi della realtà aumentata forniti dal mobile sono Layar, che consente di creare immagini tridimensionali nel video o nelle fotografie e associare queste immagini, quindi creare una nuova realtà rispetto a quella percepita. Oppure un altro esempio è Junaio, che integra qualunque tipo d'immagine, video o foto con la realtà ripresa dal proprio device mobile e crea nuove realtà, che possono essere facilmente condivise su Facebook o su altri social media in tempo reale.
Ci sono poi delle applicazioni mobile di un'utilità forse maggiore, come la riconoscibilità del codice a barre di un qualunque prodotto: avvicinando al device, facendo una fotografia del codice a barre possiamo sapere quale è il valore di quel prodotto non solo in quel negozio, ma per esempio il valore di quel prodotto in altri negozi, il minore costo possibile, eventualmente anche i commenti degli utenti che hanno già acquistato quel prodotto e altre informazioni. Internet sta entrando pesantemente nella realtà quotidiana, la sta aumentando, nel senso che sta creando informazioni intorno e dentro la realtà quotidiana e la sta anche modificando sotto i nostri occhi.

2 Dicembre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Strategie di Rete


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Le aziende investono in rete molto e in modo rilevante nello sviluppo di siti e di applicazione per esempio per l'e-commerce o servizi per clienti e lo fanno però quasi sempre alla cieca, perché non sanno dove si collocano nella galassia di Internet, vedendo Internet come una galassia in cui le aziende sono dei nodi. Gli investimenti infatti sono vanificati, in assenza di una strategia che renda possibile la riconoscibilità e la ricerca dell'azienda. Dicevamo che l'azienda è assimilabile a un punto tra centinaia di milioni di altri nella rete, che sono collegati tra loro attraverso link e, attraverso questi link, passano i messaggi: un messaggio passa da un link e raggiunge un nodo, questo per milioni di nodi, per milioni di percorsi. La comprensione della propria presenza on line però è possibile costruendo una mappa della rete basata essenzialmente su tre caratteristiche: l'identità, cioè l'associazione di caratteristiche della società in termini di brand, di prodotti e servizi, cioè chi è la società, quale è la sua immagine, la visibilità e quindi la diffusione del brand, dei servizi e dei prodotti in rete attraverso i messaggi e, infine, la relazione, conseguentemente l'insieme delle relazioni che esistono tra il nodo azienda o il nodo persona, se è una persona che si ponga in rete e tutti gli altri nodi di questa galassia. Queste tre caratteristiche - riassumendo: identità, visibilità e relazione - sono misurabili e danno una fotografia, una mappa della reale presenza on line della persona o dell'azienda: le indicano, per esempio, dove si trova, come viene percepita. Nella mappa ci sono dei nodi con diverse qualità: tra questi ci sono i cosiddetti nodi hub, con un grande numero di connessioni, che sono essenziali per la diffusione del messaggio. La promozione con messaggi diretti o indiretti tramite gli hub assicura la visibilità: per esempio, i primi cinque hub con riferimento alle imprese italiane sono Google, Alice, Libero, Msn e Yahoo, poi ci sono altri nodi, ce ne sono di tanti tipi, ma tra questi alcuni sono i più importanti: i nodi Maven, che derivano dalla parola ebraica "amante della conoscenza", sono essenziali per la valutazione dell'azienda e infatti sono blogs o siti informativi di specialisti di settore, che qualificano il messaggio e conseguentemente attestano che quello che dice l'azienda o la persona è vero. I Maven certificano le qualità delle proposte, le qualità del nodo e dei messaggi. I nodi connectors, infine, consentono a gruppi di persone omogenei l'accesso di informazioni condivise: i connectors permettono la propagazione dei messaggi propri dell'azienda o della persona. E' quindi essenziale, per chiunque voglia navigare nella galassia della rete, avere dei punti di riferimento e, per farlo, deve avere una mappa, la quale deve essere la più completa e precisa possibile. In sostanza, identificate le reti e i nodi, è possibile valutare il grado di connessione che esiste tra la rete e l'azienda o la persona e avviare, ovviamente, delle azioni di miglioramento.
Nel caso dei Maven, coloro che attestano la qualità dell'azienda, si possono identificare gli opinionisti di settore, le fonti informative più accreditate e stabilire verso di questi un flusso informativo: un'operazione che paga molto di più di bummers messi alla rinfusa su siti in modo pubblicitario, che non portano sostanzialmente a nessun vantaggio economico per l'azienda.
Un'ulteriore analisi necessaria per capire la propria presenza on line è la ricerca dei percorsi, ossia come fanno a arrivare a me non tanto da un singolo nodo, ma da una serie di nodi collegati tra di loro, che possiamo chiamare percorsi, le persone che sono interessate alla mia proposta o alla mia azienda? In questo caso, i percorsi forniscono indicazioni fondamentali sull'integrazione del nostro nodo in ogni tipo di contesto: ci sono molti tipi di contesto nella realtà, come nella rete; per esempio il nodo associativo, cioè tutti coloro che fanno parte di una certa associazione, il nodo normativo, tutti quelli che fanno riferimento a delle norme, oppure anche istituzionale, cioè tutti coloro che agiscono in una sfera istituzionale, facendo riferimento, anche qui, a una serie di nodi; oppure competitivo, cioè tutte le aziende che operano in un certo mercato. Per esempio una banca può conoscere on line la qualità della sua presenza nel contesto di riferimento e i percorsi comparativi con i suoi concorrenti, rispetto ai potenziali clienti. E' sostanzialmente l'equivalente di una persona all'interno di un centro commerciale, di cui si comprendono percorso, scelte e motivazioni delle scelte. Comunque, in un'assenza di mappa, di una mappa della rete, il messaggio che il nodo azienda trasmette è quasi sempre incompleto e spesso diverso da questo ipotizzato: il risultato può essere che il navigatore attribuisca all'azienda o alla persona un'identità completamente diversa da quella reale. "Conosci te stesso e il tuo territorio in rete" è un insegnamento fondamentale per il business e per la propria identità personale.

27 Novembre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

La musica on line


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

La musica on line ha avuto una svolta negli ultimi due anni: si affermata Apple con iTunes e il mercato della musica oggi è completamente sbilanciato verso il digitale, verso il download dalla rete. I numeri del 2009, secondo la ricerca di Music Watch della società NPD Group, attestano per iTunes il 25% del mercato musicale degli Stati Uniti, in cui vengono considerati sia i CD e sia la musica digitale, quindi i brani scaricati da Internet. Segue Wall Mart, con solo il 14% e la catena Best Buy. Questo risultato è stato raggiunto da Apple in soltanto sei anni.
Se si valuta invece, rispetto alla musica, soltanto il mercato digitale e non quello fisico, Apple domina in modo incontrastato: infatti il valore attribuito alla Apple è il 69% del mercato, seconda è Amazon Mp3, con solo l'8% delle vendite. Oggi il CD è ancora il supporto preferito in assoluto per l'acquisto di musica, però è già previsto che nel 2010 ci sarà un pareggio, dal punto di vista complessivo, con la vendita di musica digitale. Il trend degli ultimi anni è di un aumento del 15-20% della musica digitale e, contemporaneamente, una diminuzione del 15-20% della musica registrata su CD, per cui il CD potrebbe scomparire nell'arco di quattro o cinque anni, o forse anche prima. Il mercato a questo punto non è più quello dei grandi stores, quello di Wall Mart o di Best Buy, ma diventa la rete stessa e, nella rete, il mercato preferito e più indicato per la vendita di brani musicali sono i social network o i social media in generale. Il social network MySpace ha creato MySpace Music nel 2008, attraverso un'alleanza commerciale con Vivendi, con Warner Music Group e Sony, tre tra le più importanti etichette musicali. MySpace, come anche Facebook, ha centinaia di milioni di utenti e, di questi, circa un terzo ascolta musica all'interno del sito. Quindi è un mercato potenziale che le case musicali vogliono acquisire, anche in funzione difensiva nei confronti di Apple e di Amazon. MySpace consentirà e consente ai suoi utenti di accedere al catalogo delle majors discografiche, di ascoltare alcuni brani gratuitamente e invece di acquistarne altri. L'accordo del 2008 prevede che la musica sia venduta da MySpace non più in modalità DRM, e quindi in Digital Rights Management. Digital Rights Management regola l'accesso a programmi o file multimediali e, in pratica, limita l'accesso a un singolo modo di acquisizione, quindi a un singolo supporto. La musica non è libera, ma può essere acquisita soltanto attraverso un supporto che, di solito, viene prodotto direttamente da chi fornisce la musica stessa: questa misura non è più presente nell'area messa a disposizione di MySpace e sta lentamente declinando, il DRM infatti è sempre stato vissuto come una camicia di forza dagli utenti, che vogliono poter accedere liberamente a qualunque tipo di prodotto in rete, una volta acquistato e DRM è anche un limite oggettivo all'espansione del mercato in rete, come è stato compreso a suo tempo dalla Apple, da Sony e dalla stessa Napster, che lo eliminarono.
Nella musica sta emergendo il fenomeno del prezzo libero, è il cliente che decide quanto vuole spendere: il sito Sella Band permette agli artisti di finanziare attraverso donazioni pubbliche un progetto musicale, con il raggiungimento di 50.000 dollari questo sito rende disponibile la registrazione del brano e quindi dei pezzi musicali gratuitamente on line. Altri siti come Fundable offrono la possibilità di raccolta di fondi per la creazione di opere musicali: se le somme che vengono raccolte non sono sufficienti le donazioni vengono restituite. Questi esempi introducono due fattori propri della rete: la diffusione del brand e della visibilità personale, insieme alla vendita diretta dell'artista delle sue opere. Sono due variabili che potrebbero creare e stanno creando un nuovo mercato della musica in alternativa a quello delle majors.

17 Novembre 2009

Augmented reality di Lego
   

Augmented Reality 2.0


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

Immaginate lo stupore delle persone che entrando in un negozio di giocattoli, hanno potuto vedere i contenuti di una confezione di Lego già montati ed in movimento, semplicemente ponendoli di fronte ad uno schermo.
Si tratta di nuove applicazioni riferite ad un concetto tutt'altro che recente e anzi, che ha ormai quasi 20 anni: l' "augmented reality". Questa "realtà allargata" consiste nel sovrapporre alla realtà percepita in un certo momento, una realtà digitale. In questo modo si "aumenta" la percezione mixando al mondo reale oggetti virtuali creati da un computer.
Se negli anni '90 questo si pensava fosse possibile attraverso i caschi virtuali come per "Il Tagliaerbe", oggi gli strumenti che consentono di farlo sono molteplici: non solo i chioschi come quelli della Lego, ma anche i cellulari di ultima generazione come l'iPhone.

  Layar Reality Browser
Si possono creare, esplorare e condividere le informazioni in un modo nuovo, basato sulla Rete ed in funzione del contesto in cui ci si trova. Un concetto che sta trovando applicazioni in campi differenti. Come iLiving che consente di aggiungere virtualmente oggetti di arredamento alle fotografie di stanze vuote, oppure Wikitude che consente di trasformare il proprio iPhone in un visore che aggiunge informazioni al luogo che si sta visitando.

Attraverso la fusione tra Mobile, Ubiquitous Internet e User Generated Content, sono state create applicazioni come Gowalla, Layar e Junaio che consentono di utilizzare il proprio iPhone come uno strumento capace di estendere il Web al mondo reale.
Il futuro di Internet non potrà non passare per questa strada.

 

11 Novembre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Internet trends 2009


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

La Società Morgan Stanley ha appena pubblicato un rapporto sugli Internet Trends del 2009 /2010. Il rapporto è stato presentato da Mary Meeker alla conferenza mondiale di Web 2.0, al Web 2.0 summit a San Francisco la scorsa settimana. Il primo dato in assoluto è la crescita percentuale dell'information technology che raggiunge, nelle prime 500 società per capitalizzazione, il 19% complessivo. Quindi, pur regredendo in funzione della crisi che ha colpito tutto il mercato, percentualmente, rispetto agli altri settori, cresce e supera anche il mercato finanziario.
Per Internet le previsioni sono di un boom mai riscontrato prima nel prossimo 2010, legato alla diffusione del mobile Internet: infatti, la diffusione dell'iPhone di Apple e di Android di Google sarà tale da porre problemi per la crescita della banda disponibile per gestire l'aumento di traffico. E' in corso un cambiamento radicale di Internet, come ha anche riportato Matthew Honan di Wired, che dice: " milioni di persone, in ogni momento della loro vita, possono collegarsi alla rete e condividere le informazioni e collegarsi con le basi di dati on line, sapere chi e che cosa si trova vicino. Tutto cambia, ogni nostra possibile azione, quando la localizzazione della nostra posizione si integra con il Web". Gli utenti on line, con l'avvento del mobile, cambiano anche i loro comportamenti e il loro modo di navigare: infatti oggi chi usa il mobile trascorre la maggior parte del tempo su Facebook, che è il primo in assoluto e su YouTube, a discapito dei motori di ricerca come Google. Una tendenza che premia quindi i social media e i contenuti multimediali.
Nell'ultimo anno Facebook è cresciuto del 153% con 390 milioni di utenti, YouTube del 35% con 445 milioni di utenti e l'esplosione maggiore l'ha avuta il servizio di microblogging Twitter, che consente di ricevere messaggi in tempo reale con più 1.171% e 55 milioni di utenti. In Gran Bretagna in un solo anno i portali delle società telefoniche sul mobile sono passati dal primo posto con il 57% degli accessi, al decimo posto con il 22%, a favore di servizi come Webmail e Google, di social media come Facebook e di contenuti informativi come la BBC. In Giappone i comportamenti di Internet di solito vengono anticipati, rispetto al resto del mondo: per questo il Giappone viene valutato con molta attenzione da parte di analisti. In particolare, il mobile Internet in Giappone è diffusissimo e gli accessi ai social media come Facebook si stanno trasferendo in massa dai desktop al mobile, che già oggi rappresenta il 65% complessivo degli accessi. I servizi abilitati dalle tecnologie di terza generazione, o 3G, quindi sia voce che dati, hanno oggi in Giappone una copertura del 91% ed è previsto che raggiungano il 100% in pochi anni, quindi nel 2014. Un segnale più che evidente che il mobile rappresenta la nuova frontiera di Internet e l'esplosione del traffico mobile di AT&T ne è una conferma: infatti la prima compagnia telefonica del mondo è cresciuta, negli ultimi tre anni, del 4.932% sul mobile. Se le società leaders dell'era del desktop Internet sono state società come Google, Amazon, E-Bay e Yahoo, le società che ne prenderanno il posto nel mobile non sono ancora definite: una cosa però è certa, che chi sostituirà queste società o le affiancherà nel mobile avrà una dimensione di fatturato e di presenza estremamente superiore.

4 Novembre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

La pubblicità on line


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

La pubblicità è stata fino ad oggi il motore dei media tradizionali, dei media broadcasting come la televisione, i giornali e la radio. Il media che più si è avvantaggiato degli introiti pubblicitari è stata senza dubbio la televisione, questo fiume di denaro oggi si sta spostando lentamente verso la rete, si pensava che ci sarebbero voluti molti più anni però un recente rapporto di PricewaterhouseCoopers per l'Internet Advertising Bureau (oppure anche chiamato IAB) sulla raccolta pubblicitaria del 2009, ha dimostrato che il sorpasso di Internet non è in futuro ma è oggi, è già nel presente.
In Gran Bretagna nel primo semestre del 2009 Internet ha acquisito il 23,9% degli investimenti pubblicitari, contro il 21,9 della televisione. Le cause del sorpasso, che è avvenuto con largo anticipo rispetto alle previsioni almeno di un paio di anni, sono sostanzialmente due: la diffusione della banda larga nel Regno Unito (che ha raggiunto ormai quasi tutte le famiglie) e la ricerca di prodotti e di offerte in rete sempre più frequente dovuta alla crisi.
Di tutti gli investimenti quelli che sono stati fatti in pubblicità nel Regno Unito durante il primo semestre del 2009 la maggior parte sono stati fatti in motori di ricerca, in particolare Google per quasi il 60 per cento degli investimenti, la crisi ha colpito tutti i media, anche Internet, ma in misura molto minore rispetto agli altri, mentre per gli altri media (i media broadcasting classici) si parla del 40 - 60 per cento anche di diminuzione d'investimenti, per quanto riguarda Internet, semestre su semestre il 2009 su 2008, si parla del 5 per cento. Questa diminuzione poi si è arrestata quasi completamente in corso d'anno, infatti dal primo trimestre al secondo trimestre le cifre di investimento di Internet in termini pubblicitari negli Stati Uniti sono state praticamente identiche.
I ricavi on line infatti negli Stati Uniti da pubblicità sono stati di circa 5,4 miliardi di dollari contro i 5,5 del primo trimestre, la ripartizione dei ricavi pubblicitari negli Stati Uniti vede sempre al primo posto (questo dal 2004) i motori di ricerca con il 35 per cento, seguono poi le aree dedicate agli annunci, per esempio gli annunci di lavoro, con il 10 per cento, i generatori di leads con il 7, i video con il 4 (ma comunque in crescita) e le sponsorship con 2 ed infine le e-mail con soltanto l'1 per cento.
La pubblicità viene veicolata on-line da un numero molto ristretto di aziende, le cosiddette Ads companies, il 71% di tutti i ricavi infatti è gestito solo da dieci società tra le quali Google e Yahoo.
La frammentazione dei ricavi successivi è invece molto alta, infatti soltanto il 18 per cento rimanente è gestito da 40 società, poi quello che rimane ancora è gestito da centinaia di società.
Il primo investitore on line negli Stati Uniti rimane sempre il settore delle vendite al dettaglio seguito da quello delle telecomunicazioni, il primo con il 20 per cento e il secondo con il 16, seguono i servizi finanziari con il 12, l'automotive con l'11 e una valutazione dei settori in termini di crescita percentuale per investimenti valuta soltanto le telecomunicazioni e i media in crescita rispetto all'anno precedente, cioè che hanno speso di più.
La previsione d'investimenti pubblicitari comunque per l'anno 2009 negli Stati Uniti è superiore ai 22 miliardi di dollari. I ritorni da investimenti pubblicitari in rete si possono misurare, si possono profilare sul target e anche sulla singola persona, si può sapere se gli investimenti hanno una reale efficacia o no. In questo senso quindi Internet si diffonderà sempre più nell'ambito dell'investimento pubblicitario e questo avverrà in modo molto accelerato con l'introduzione della banda larga, quando questa sarà disponibile ovunque.
Quindi si può dire che il tempo di Carosello sta per finire: questo anche in Italia.

28 Ottobre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Library 2.0


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

In occidente le prime vere biblioteche furono create dai romani: si poteva accedere a dei luoghi in cui gli scritti erano riportati su pergamene, si potevano copiare queste pergamene e gli scritti erano normalmente prodotti in due lingue, il latino e il greco.
Da allora le librerie non sono cambiate di molto, sono cambiati i supporti, nel senso che al posto dei libri ci sono i Dvd e altre modalità di registrazione dell'informazione. Ma l'evoluzione in corso di Internet, che è stata ribattezzata alcuni anni fa Web 2.0, che è basata sull'intelligenza condivisa, sta ponendo le basi per una nuova concezione delle biblioteche e per la loro evoluzione. Questa è la base di un nuovo modello di biblioteca che è detta Library 2.0 o anche L2; L2 è basata sull'interazione continua tra lettori e biblioteche e la creazione di nuovi servizi degli utenti in funzione alle loro richieste. Una biblioteca quindi in continuo divenire, conformata ai desideri di consultazione e di chi accede all'informazione. Il termine L2 è stato usato per la prima volta nell'ottobre del 2005 da Michael Casey nel suo blog Library Crunch e durante Internet Librarian 2005, la prima conferenza sulle biblioteche in cui fu affrontato il tema di Web 2.0. Molte biblioteche hanno adottato uno standard che viene chiamato Opac, che sta per Online Public Access Catalogue, un catalogo elettronico on line del materiale disponibile nelle biblioteche. Il più grande database Opac del mondo si chiama OCLC WorldCat, una parola difficile che spiega semplicemente l'esistenza di un catalogo creato già nel 1971, nel quale sono disponibili informazioni sul contenuto di 60.000 librerie nel mondo di ben 90 Paesi. WorldCat indicizza un miliardo e 400.000 contenuti sia fisici che digitali in ben 360 lingue. L'accesso alle informazioni inizialmente è in formato carattere, con la diffusione di Internet ha adottato la più comoda interfaccia web. WorldCat consente di identificare con un codice univoco un contenuto, di visualizzare recensioni o di ricercare altre versioni dello stesso libro in diversi siti o in diversi formati. Dal 2003 è stato avviato il progetto pilota Open WorldCat per rendere disponibili in modo graduale i contenuti delle biblioteche a motori di ricerca come Google e Yahoo e alle librerie on line. Quest'integrazione consente di rintracciare una biblioteca che dispone di un particolare libro o di un particolare testo con la semplice frase "find in a library", seguita poi dall'oggetto che si vuole rintracciare. In futuro l'utente potrà quindi accedere a un testo presente in una qualunque biblioteca del mondo senza muoversi da casa sua, ci si potrà iscrivere a un catalogo mondiale e non solo alla biblioteca della propria città. I testi saranno consultabili in digitale e stampabili. Le biblioteche adotteranno nel tempo un linguaggio comune basato sul fatto di poter condividere le informazioni in tutto il mondo, in tutte le biblioteche. L'accesso di massa a una biblioteca universale produrrà quindi, come sempre avviene in rete, altra conoscenza basata sulle integrazioni di ciò che si acquisisce.
Gli studiosi o anche i semplici lettori potranno aggiungere commenti ai testi, modificarli, inserire approfondimenti e fare dei links in seguito disponibili a chiunque acceda allo stesso testo, utilizzando per esempio la tecnica del Wiki, ossia l'inserimento di conoscenza ipertestuale all'interno di testi già esistenti, come avviene già per Wikipedia, la più grande enciclopedia del mondo. La disponibilità di un libro in rete sarà quindi illimitata, in quanto digitalizzato, e la comparazione di versioni diverse di un testo sarà possibile e immediata. L'acquisizione di nuovi libri da parte del network delle biblioteche mondiali verrà comunicata in tempo reale a qualunque lettore, in funzione della sua area di ricerca o della sua area d'interesse. Quindi si può dire che le biblioteche si stanno evolvendo in una nuova biblioteca di Alessandria digitalizzata, accessibile in tutto il mondo da chiunque, in qualunque testo e in qualunque formato.

22 Ottobre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Il crowdsourcing


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

L'intelligenza collettiva è ormai parte dei modelli di business sia delle società emergenti che delle maggiori aziende di Fortune 500. Il fenomeno di cui parlo oggi si chiama Crowdsourcing, che è un neologismo che richiama il termine outsourcing: mentre in quest'ultimo caso ci si riferisce ad attività non legate al core business e esternalizzate dalle aziende al minor costo possibile, per Crowdsourcing s'intende un'attività legata al core business e la possibilità di acquisire nuove idee, oltre a suggerimenti e a critiche, sui propri servizi e prodotti da chiunque in rete, in cambio di un compenso, voglia contribuire.
A livello aziendale fenomeni simili al Crowdsourcing sono il Collettive Customers Commitment, anche chiamato CCC e il Mass Customization Collettive Customers Commitment, che tendono a integrare i clienti nell'innovazione del prodotto. Il termine Crowdsourcing è stato ideato da Jeff Howe su Wired nel giugno del 2006 ed è quindi relativamente recente, ma i suoi esempi di applicazione sono molto numerosi: il più interessante è la società Innocentive, che è stata fondata nel 2001 nel Massachussets per il mercato farmaceutico dal produttore Eli Lilly e mette in relazione dei ricercatori con le aziende del settore. Innocentive si è estesa a molti altri settori, oltre a quello iniziale e oggi dispone di 180.000 membri, tra cui molti scienziati. Il meccanismo è semplice: le organizzazioni espongono sul sito un particolare problema e valutano le soluzioni ricevute. Il costo aziendale d'iscrizione annua è di circa 100.000 dollari, oltre a un premio per ogni soluzione di successo per l'ideatore. Tra i 150 clienti di Innocentive vi sono società come Boeing, Dupont e Procter&Gamble. Ali Hussein di Innocentive ha dichiarato che viene introdotto un moltiplicatore alla ricerca e sviluppo, normalmente la percentuale di successo delle soluzioni proposte è del 12 /18%. Attraverso Innocentive la percentuale di successo sale al 35% e oltre. Per Karim Lakhani dell'Mit questo non rappresenta una sorpresa, in quanto il valore di reti come Innocentive è la diversità di background intellettuale dei partecipanti.
Oltre a Innocentive ci sono altri esempi di Crowdsourcing, come il Cambrian House per lo sviluppo di applicazioni software, oppure Amazon Mechanical Turk, un servizio di Amazon il cui nome deriva da un finto automa con un turbante, con all'interno una persona capace di battere i migliori scacchisti e poi altre due aziende vanno nominate, che sono High Stock Photo, che è un servizio di vendita di fotografie con decine di migliaia di fotografi amatoriali e Publish Inside Journalism della Minnesota Public Radio, che acquisisce conoscenza ed esperienze dirette dalle persone per trasmetterle. Insomma, il valore della conoscenza sta diventando fondamentale nello sviluppo delle aziende e della conoscenza in rete, chi può contribuisce. In futuro vi sarà una trasformazione degli attuali processi di customers service, il cliente non esprimerà più solo critiche o consigli, ma idee progettuali remunerate. La progettazione dei servizi e dei prodotti diventerà quindi frutto dell'intelligenza collettiva.

14 Ottobre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Lo sviluppo del mobile


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Il Mobile Internet è uno strumento molto diffuso, l'iPhone e i device mobili sono ormai un oggetto universale, che consente di comunicare e navigare e disporre di servizi digitali di ogni genere durante il corso della nostra giornata, quindi fotografare, comprare on line etc.
Un recente studio mobile Advertising and marketing, delivery channel analysis and global forecasting 2008/2015, stima che 70 milioni di persone accederanno alla rete attraverso il Mobile entro il 2009.
La Società Forrester Research valuta in 1/3 gli europei che si collegheranno in modalità Mobile a Internet nel 2014, il segnale di una crescita che sta cambiando Internet dalle fondamenta sono molto visibili l'accesso Mobile a Facebook, il social media più diffuso è triplicato negli ultimi mesi, inoltre secondo Nielsen la visione di filmati è aumentata del 70% nel 2009.
Lo sviluppo del Mobile è tale da aver costretto AT&T che supporta l'iPhone della Apple a posticipare l'introduzione di nuove funzionalità del Mobile come per esempio l'mms a causa dell'eccessivo traffico. Il settore che ha avuto i maggiori benefici dal mobile è fino adesso la pubblicità, il mobile infatti permette di profilare campagne sul singolo utente, di massimizzarne il ritorno, le campagne possono utilizzare informazioni personali e demografiche e di localizzazione del target di riferimento che ne aumentano di molto l'efficacia, è dimostrato da studi economici che la pubblicità del mobile ha ritorni superiori a quelli di ogni altro investimento pubblicitario.
Nei prossimi anni è prevista una forte accelerazione per arrivare a circa 13 miliardi di dollari nel 2013, in particolare in Asia, Europa e Stati Uniti, se la pubblicità sta ottenendo grossi risultati fin da ora e anche nel prossimo anno, la stessa cosa non si può dire per l'e-commerce, infatti l'e-commerce sta sviluppandosi con un ritardo, questo ritardo è dovuto prevalentemente a molte società retailer che rimangono in attesa di un'esplosione del mercato, anche se brand importanti hanno sviluppato una loro versione mobile per la vendita dei prodotti e servizi, come per esempio Amazon, Ralph Lauren, Sears quest'ultimo uno dei maggiori retailer americani con ricavi pari a 23,6 miliardi di dollari annui e 800 flowers che è la prima società d'invio di fiori nel mondo, quotata anche al Nasdaq.
I prodotti attualmente più acquistati con il mobile secondo la società Price Grabber in una recente rilevazione sono contenuti digitali, quindi musica, applicazioni e videoclip, elettronica di consumo, computer laptop, libri, vestiti e infine orologi e gioielleria. Un'analoga ricerca di eMarketer su cosa potrebbero comprare le persone se questo fosse reso disponibile, rovescia un po' questa classifica, infatti la prima in assoluto cosa che uno vorrebbe comprare con il mobile è la pizza, con il 59% degli intervistati, seguita dai biglietti per il cinema, eventi e al 40% prenotazioni di camere di albergo, musica e biglietti di viaggio, cose molto più simili alla quotidianità dell'uso del mobile, piuttosto che a un acquisto valutato come ad oggi è attraverso un lap top o attraverso un personal computer fisso.
Comunque il mobile commerce è frenato oggi dalla mancanza di offerta, ma non dalla potenziale domanda, nel 2008 infatti soltanto il 7% dei retailer on line, disponeva di una versione per il commercio elettronico mobile. In un recente sondaggio risulta che ancora il 74% dei potenziali acquirenti, ritiene rischioso comprare attraverso il mobile.
Il mobile commerce oltre a questi fattori è anche ritardato nel suo sviluppo dalla percezione d'insicurezza sulle transazioni di acquisto, la privacy e la mancanza di un'offerta reale in funzione della mobilità, in ogni caso pur con gli attuali ritardi, il futuro dell'e-commerce sarà prevalentemente mobile e chi investirà per primo avrà la possibilità di acquisire il mercato.

9 Ottobre 2009

   

Google SideWiki: tutto il Web diventa sociale


Tutti i post di Maurizio Benzi
 


Pochi giorni fa è stato lanciato Google SideWiki un add-on di Google Toolbar che consente agli utenti di aggiungere informazioni su qualsiasi pagina web. Ogni website e ogni pagina possono perciò ricevere apprezzamenti, critiche, suggerimenti o spam. Ognuno di questi commenti può essere votato (i migliori contributi vengono posti in evidenza), segnalato come abuso, o condiviso sui principali social network.

Se Facebook ha il forte limite di essere una comunità chiusa in se stessa (nonostante Facebook Connect), Google va esattamente nella direzione opposta: rendere il Web "writeable". Attraverso Side Wiki, tutti i website diventano sociali, a prescindere dalla volontà dei proprietari del sito che si sta visitando.

Il concetto di web-annotation non è certo nuovo e negli ultimi anni sono nati diversi servizi del genere (come Diigo, ShitfSpace o Stickis). Tuttavia l'impatto di Side Wiki in questo ambito, può essere molto più ampio per diverse ragioni:

  1. La massa critica. Nonostante non vi siano garanzie assolute, nessuno meglio di Google ha la possibilità di raggiungere un pubblico ampio e differenziato.
  2. La riduzione delle barriere all'ingresso. Attraverso il proprio profilo Google, l'interazione diventa immediata, senza username o password da ricordare.
  3. Il miglioramento continuo. Come in altri ambiti Google saprà trasformare le indicazioni e le critiche degli utenti in opportunità di miglioramento.

In questa importante iniziativa di Google ci sono sia aspetti positivi, evidenziati ad esempio da Jeremiah Owyang (Google's SideWiki Shifts Power To Consumers -Away From Corporate Websites) che aspetti negativi, ben descritti da Gab Goldenberg (Google SideWiki Extorts Google Network Participation) e da Jeff Jarvis (Google Sidewiki: Danger) che evidenzia l'importante cambiamento di direzione della società: "Google is trying to take interactivity away from the source and centralize it".

Le opportunità di miglioramento di Google Side Wiki, appaiono ampie, in particolare nel lato "wiki", inteso come la trasformazione di semplici commenti in un valore per l'utente. Tutto dipenderà da quanto Google crederà in questa idea. E perciò da quanto sarà profittabile.
Il rischio è che lo potrà essere a danno di qualcun'altro.

7 Ottobre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Il phishing


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Il fenomeno del cosiddetto phishing si sta diffondendo in rete mettendone a rischio la credibilità, il phishing è una tecnica utilizzata per ottenere l'accesso a informazioni personali e riservate con la finalità del furto d'identità, attraverso messaggi e interfacce fasulli creati per apparire autentici.
Il navigatore può essere quindi indotto a rivelare inconsapevolmente i suoi dati privati, per esempio il numero di conto corrente, la password, il numero di carta di credito.
Nella nostra posta elettronica riceviamo spesso messaggi attribuibili a una banca, talvolta proprio la nostra banca che chiedono di inserire dati o di cliccare un link, le istituzioni finanziarie sono infatti, com'è normale pensare, il principale obiettivo del phishing, quest'ultimo si attua attraverso 4 tecniche:


  1. il phishing mail, con l'invio di un'e-mail fraudolenta

  2. il phishing key logger, con l'acquisizione dei dati inseriti direttamente dalla tastiera

  3. il phishing redirector, con la ridirezione a un sito, spesso un clone del sito che volevamo consultare

  4. il pharming, che è la creazione di un falso sito che contiene copia delle pagine di un sito originale


Il phishing purtroppo è in forte crescita e sta evolvendo anche dal punto di vista delle tecniche di sottrazione d'identità, come riportato dal rapporto che viene pubblicato semestralmente, Security Trandes Report di Websense security labs, dallo studio emerge l'esistenza di vere e proprie società che producono e vendono software per le frodi on line con programmi di partnership, secondo Websense molti siti che appaiono simili all'originale per compiere delle frodi, sono sviluppati con dei software che consentono una costruzione di siti fraudolenti, il primo in assoluto è disponibile in un sito russo e consente anche ai neofiti di diffondere virus sottoforma di trojan horse, di catturare quindi l'inserimento dei dati dalla tastiera dell'utente e inserire del codice nel personal computer del navigatore e aprire una porta di accesso ai suoi dati, uno di questi è il web-attacker che ha un prezzo di poche centinaia di dollari e i siti infettati sono migliaia.
Un altro sito è Nuclear Grabber anch'esso russo, che consente di simulare completamente un sito bancario, il server che normalmente ospitano questi cloni si trovano in Asia.
Una situazione si sta diffondendo in particolare, dopo la concessione al sito desiderato e il riconoscimento dell'utente si è ridirezionati a una pagina con la stessa grafica del sito e vengono richiesti dati supplementari, quindi si ritorna al sito di provenienza, in questo modo la sottrazione di informazioni sensibili avviene senza che il navigatore se ne accorga, in pratica pensa sempre di essere sullo stesso sito di partenza.
Chi sviluppa toolkit di phishing purtroppo è spesso un esperto nel disegnare interfacce utente e il phishing sta anche iniziando ad attaccare i social network, sfruttando le numerose interconnessioni presenti, una tecnica per esempio è quella di inviare un link al web site attraverso una finestra di chat, il link conduce a una pagina identica al social network in questione che richiede il login.
I paesi più colpiti dal phishing sono Stati Uniti, Cina e Germania, brand con il maggior numero di attacchi sono Google, MySpace e Yahoo.

1 Ottobre 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Il libro elettronico


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Il libro elettronico non è un concetto recente, ma per molto tempo ogni tentativo di proporre un lettore di ebook sul mercato è sempre fallito, Kindle il lettore proposto da Amazon nel novembre 2007, ha segnato il punto di svolta, Kindle ha le dimensioni di un libro tascabile e due elementi di forza: 1) la possibilità di scaricare un libro in pochi minuti attraverso la rete che è gratuita, quindi compresa nel prezzo che è una rete creata da Amazon che si chiama Evdo detta anche Whispernet; 2) lo sterminato catalogo di titoli di Amazon.
Esistono oggi due versioni di Kindle in funzione della dimensione dello schermo, quella iniziale che è Kindle versione 1.2 ha la dimensione di un piccolo libro, mentre quella che attualmente è in commercio che si chiama Kindle Dx la sua ultima versione ha uno schermo di circa 24 centimetri e può memorizzare fino a 3.500 libri, ovunque ci si trovi oggi soltanto negli Stati Uniti si possono scaricare i libri in formato Kindle, oggi esistono 300 mila titoli gratuiti e non gratuiti disponibili su Amazon in questo formato, il prezzo dei libri non gratuiti è sempre inferiore al prezzo del libro cartaceo e è intorno al prezzo medio di 10 dollari. Amazon pubblica ogni mese circa 25 mila titoli in formato Kindle e quindi nel tempo quasi tutta la letteratura disponibile su Amazon sarà in questo formato. Con Kindle si può accedere anche a un giornale come il Washington Post o il New York Times e pagare mensilmente una quota che può variare dai 6 ai 15 dollari, per fruire di tutta l'informazione del giornale quotidianamente attraverso l'interfaccia ebook di Amazon.
Il prezzo della versione base è di 259 dollari e è scesa di circa 100 dollari in un anno, quindi si prevede che i prezzi per questo ebook scenderanno nel tempo.
L'ultimo ebook, quello di dimensione maggiore, il Dx costa 489 dollari, purtroppo per entrambi non c'è una fruizione ancora possibile in Europa, ma solo negli Stati Uniti per motivi di accordi con le società di telefonia e quindi con la possibilità di scaricare i libri ovunque ci si trovi. Kindle può memorizzare fino a 3500 titoli, di questi 3500 chiunque può fare ciò che vuole, quindi evidenziare i contenuti, sottolinearli, fare degli scarabocchi, così come si fanno sui libri quando noi vogliamo integrare dei contenuti e poi mantenerli nel tempo. Amazon ipotizza ricavi tra i 400 milioni di dollari e i 750 milioni di dollari entro il 2010, quindi questo business potrebbe diventare un business non soltanto importante, ma prevalente nell'arco di alcuni anni.
Oggi i dati forniti da Amazon dicono che nel 2008 i testi venduti nel formato Kindle sono stati circa il 12% dei libri venduti complessivamente da Amazon, l'ultima novità relativa a Kindle è l'accordo fatto per l'Iphone, per cui chi comprerà dei libri attraverso Amazon, potrà fruirne anche attraverso il comune Iphone che è sempre più diffuso.

 

25 Settembre 2009

Innovation Labs hacked intelligent fridge
   

Gli oggetti diventano internet


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

L'elettronica di consumo, la domotica e tutte le industrie che producono oggetti stanno per attraversare una fase di cambiamento radicale: l'inserimento di internet in tutte le cose, l'internet of things.
Fino a qualche anno fa apparteneva alla futurologia parlare di frigoriferi che fanno la spesa on line e microonde che leggono ed eseguono ricette reperite su Internet. Oggi una serie di tecnologie come il Wifi, il 3G, il GPS, gli RSS, le API, l'RFID o simili e la capacità elaborativa riducibile in poco spazio permettono a qualunque oggetto di ricevere ed elaborare informazioni customizzate anche senza un collegamento fisico.
Il primo oggetto che è già stato rivoluzionato da questa nuova ondata è stato il cellulare (vedi "Il Futuro del Mobile Web"). Ma altri oggetti, gli internet things, stanno già iniziando a popolare il nostro mondo spesso veicolati dalle stesse società che vogliono utilizzarli per erogarci i propri servizi (vedi "Il Futuro dei Prodotti: diventare servizi on line").
Internet nei telefoni fissi fa diventare tutte le telefonate a costo locale, nei cellulari per poter navigare ovunque, nei frigoriferi per poter sapere cosa comprare alla prossima spesa o avere suggerimenti sulle ricette da fare con gli ingredienti disponibili.
Ogni oggetto internet non sarà solo collegato con informazioni in tempo reale che gli permetterà di funzionare meglio, ma potrà essere identificato e identificare gli altri non più con indirizzi URL, ma tramite l'URI permettendo alle cose di dialogare tra loro e creare valore interagendo.
Dallo user generated value si arriverà all'internet things generated value. Se oggi i dati degli antifurti satellitari possono dirci la situazione del traffico, cosa potranno dirci milioni di scarpe da ginnastica che parlano fra loro, o armadi che interagiscono con i pali della luce o migliaia di sensori che misurano lo stato dell'ambiente che ci circonda?
Oggi i primi esperimenti hanno spesso peccato di chiusura. L'errore più grande è creare un oggetto sperando di ingabbiarci una internet ridotta controllata interamente da una società. Le persone non potranno mai accontentarsi di un'internet recintata. Per questo motivo uno dei primi esperimenti di vero internet thing ha dovuto chiudere nei primi giorni di settembre: il Nabatztag. Tutte le informazioni che poteva erogare il coniglio erano limitate a quelle che erano autorizzate e integrate sui server della società creatrice Violet.
Per lo stesso motivo se Apple non aprirà le porte alle integrazioni open source o comunque non vincolate all'approvazione della casa madre sui suoi iPhone non reggerà la competizione di Android nei prossimi anni. Lo stesso dovrà fare Amazon con Kindle.

21 Agosto 2009

   

Wikiprofilo


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Wikipedia è l'enciclopedia on line più famosa al mondo disponibile in ben 267 lingue. Ha la peculiarità di essere completamente redatta dagli utenti che ne possono generare, modificare, aggiornare i contenuti, in quello che può definirsi il più grande albero della conoscenza mai creato nella storia dell'uomo.
Secondo una classifica Alexa.com, Wikipedia è l'ottavo sito più visto in Italia, prima si trovano nomi del calibro di Google, Yahoo, YouTube, Msn, Facebook, e Windows. Se si effettua una ricerca su Google o Yahoo, i motori di ricerca più utilizzati nel web, con il nome di un personaggio pubblico si scopre che il primo o il secondo risultato mostrato è il suo profilo in Wikipedia.
Il wiki-profilo è dunque assimilabile a tutti gli effetti a un sito né più né meno di quello creato ad hoc dall'individuo stesso e come tale deve essere gestito.
I più noti tra i leader politici italiani sono presenti in questa enciclopedia multimediale. I cittadini hanno la possibilità di completare le varie sezioni di cui il loro profilo si compone: dalla biografia, alle citazioni, agli aspetti giudiziari, alle attività svolte, gli articoli che lo citano, etc.
Avere un'informazione costantemente aggiornata e trasparente, a tempo e costi nulli, per la modalità stessa con cui vengono aggiornati i contenuti in Wikipedia, rappresenta il miglior website e biglietto da visita di cui un personaggio pubblico può disporre in Rete.
Non prestare attenzione al proprio wiki-profilo equivale semplicemente a non gestire un'informazione che può essere creata a prescindere dalla volontà del diretto interessato.
Non consentire l'aggiornamento del wiki-profilo con fatti noti e pubblici, attraverso la restrizione dei permessi della piattaforma (un esempio può essere il profilo di Silvio Berlusconi), può produrre effetti negativi sull'immagine della persona e spinge gli utenti a ricercare altri contenitori d'informazione tra le migliaia di cui la rete è disseminata.
Il numero di accessi ad un wiki-profilo è misurabile attraverso motori statistici presenti in Rete e rappresenta un ottimo indicatore per spiegare il consenso, e più in generale il livello di attenzione, nel bene e nel male, che l'opinione pubblica ha in un determinato lasso di tempo nei confronti di quel wiki-profilo.

12 Agosto 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Chrome OS


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Il 7 luglio Google ha annunciato un nuovo sistema operativa che si chiama Chrome OS: questo sistema operativo è integrato con un browser, che si chiama per l'appunto Chrome, di Google che è stato scaricato negli ultimi nove mesi da ben 30 milioni di utenti. Chrome è un software open source, basato su Linux, quindi chiunque può fruirne e riutilizzarne anche il codice in modo gratuito. Attraverso Chrome Os, questo nuovo sistema operativo, si accede direttamente alle applicazioni in rete sviluppate da Google o anche da altri.
All'inizio, per questo momento il sistema operativo di Google ha, come principale target, il mercato del netbook, quindi la versione in miniatura dei comuni PC portatili, usati in prevalenza per navigare in rete e per la posta elettronica. I produttori di netbook che utilizzeranno Chrome OS non dovranno più pagare il costo della licenza Windows alla Microsoft. I partners che hanno già dichiarato di adottare, nel corso dell'anno prossimo, questo nuovo sistema operativa sono Acer, Adobe, Asus, Freescale, HP, Lenovo, Quadcom, Texas Instrument e Toshiba. Questo nuovo sistema operativo è un attacco diretto a Windows, in quanto consente l'accesso a applicazioni disponibili in rete senza la necessità di averle sul proprio computer. I programmi per ufficio della Microsoft, legati al tradizionale PC, potrebbero soffrire molto dal punto di vista commerciale nei prossimi anni. Il CEO di Google, Eric Shmidt, ha dichiarato che Chrome OS è un'opportunità per costruire un sistema operativo basato sull'ubiquità e sulla potenza di Internet: in dieci anni i computer, le reti, ogni cosa utilizzata sarà cento volte più veloce e cento volte meno costosa, quindi in pratica è gratuita. Chrome OS è stato progettato per l'appunto da Google per questo futuro: un futuro in cui le applicazioni saranno in rete, saranno affidabili, complete e quasi sempre gratuite, l'utente non avrà più bisogno di memorizzare in locale dati e applicazioni, ma potrà accedere a questi attraverso la rete, in quello che viene normalmente chiamato cloud computing, quell'insieme di risorse hardware e software che sono distribuite in rete e non immediatamente visibili dall'utente.
Chrome OS è l'ultimo tassello di una competizione per il dominio della rete tra Google e Microsoft, che li vede contrapposti in molte applicazioni: infatti esiste un confronto tra Chrome contro Explorer per quanto riguarda i browser, negli smart phone con il sistema Android verso Microsoft e Window Mobile e nei motori di ricerca in cui Microsoft sia è affacciata con Bing, che va a fare concorrenza direttamente a Google. Lo spostamento delle applicazioni dal proprio PC alla rete non è un concetto nuovo: servizi di mail e servizi più in generale, come Twitter o Facebook, sono in rete e sono largamente diffusi e noi possiamo accedervi senza memorizzare nulla sul nostro PC.
I ricavi di Google, come tutti sanno, derivano dalla pubblicità, quelli di Microsoft prevalentemente dagli applicativi di Office e dal sistema operativo Windows. Google oggi può permettersi di regalare il software, nel tempo, in mancanza di una strategia basata sulla rete e alternativa a quella di Google, Microsoft sembra destinata a grandi difficoltà, nonostante la presenza del suo software in ben il 90% dei PC del mondo. Negli anni '90 Microsoft riuscì a mantenere il predominio dell'accesso alla rete, imponendo il suo browser, Explorer, alle spese di Netscape. Oggi la storia sembra ripetersi, però ai danni di Microsoft: Google, infatti, attraverso il suo browser offre un sistema operativo gratuito che può essere, nel tempo, sostituito a quello di Microsoft, quindi Windows. La Microsoft è corsa, dopo questo annuncio, immediatamente ai ripari con l'annuncio di una versione on-line gratuita di parte del suo software Office, disponibile in rete. Questo software sarà fruibile solo dal prossimo anno, comunque la domanda che oggi si fa la maggior parte delle persone che opera nel mondo della rete e del software più in generale, è se Microsoft riuscirà a sopravvivere a quella che è ormai definita la post PC age, quindi l'era dopo il PC.

7 Agosto 2009

Casaleggio Associati
Casaleggio Associati
   

I limiti degli attuali modelli pubblicitari online


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

Nell’analisi condotta su oltre 2500 aziende di e-commerce italiane, abbiamo rilevato come oltre la metà delle imprese intervistate ritenga insoddisfacente o difficoltosa la promozione on line del proprio marchio.

Le precise misurazioni offerte dal Web consentono di avere un chiaro quadro dell’efficacia dei singoli strumenti promozionali. E’ importante perciò ipotizzare le ragioni della mancata efficacia ed i limiti della pubblicità on line.

Ad esempio:

  1. Il costo di acquisizione di un cliente è spesso superiore al margine sugli acquisti effettuati
  2. La pubblicità on line si ricorda poco rispetto alle altre forme di advertising
  3. Quando il consumatore non è interessato all’acquisto, la pubblicità disturba la navigazione, quando invece è intenzionato a comprare qualcosa, la pubblicità si rivela insufficiente per approfondire le informazioni
  4. La pubblicità on line si dimostra incapace di generare emozioni e senso di appartenenza
  5. La pubblicità spesso è sconnessa dal contesto o all’audience. Ad esempio i siti con un pubblico locale, difficilmente mostrano inserzioni che abbiano una rilevanza per quel target


I problemi non mancano anche in quello che è riconosciuto come il migliore strumento pubblicitario a disposizione, e cioè Google Adwords.
Considerando i due lati del sistema, possiamo distinguere una pluralità di problematiche.

Dal lato dei consumatori:

  1. Livello di attendibilità/corrispondenza sistematicamente inferiore rispetto ai risultati del motore di ricerca
  2. La deriva del ROI porta a dover sempre aspettarsi di dover compiere qualche azione a seguito del click sull’annuncio invece che ottenere un valore
  3. Presenza di pubblicità fuorvianti o di scarso livello che influenzano negativamente la percezione dello strumento


Dal lato degli inserzionisti:

  1. Necessità di costante monitoraggio dei risultati e dei costi
  2. Scarso valore creato dalle impressions
  3. Costo per click eccessivo per i beni di scarso valore economico
  4. Affollamento di concorrenti per le keywords più importanti
  5. Scarsa scalabilità per ambiti di nicchia. Aumentando gli investimenti i risultati non crescono proporzionalmente


Progressivamente gli investimenti pubblicitari si stanno spostando verso Internet, tuttavia se i modelli pubblicitari non si adegueranno, la Rete perderà una grande opportunità per il suo sviluppo.

5 Agosto 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

User driven media


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Gli user driven media sono i palinsesti creati direttamente dagli utenti: se pensiamo ai portali classici dell'informazione, quindi quelli derivati, come per esempio Corriere.it o Cnn.com o Lemonde.fr, dall'informazione tradizionale, tendono a replicare sulla rete lo stesso palinsesto, quindi le stesse impostazioni, in termini di importanza e dimensione anche visiva, delle informazioni che si vogliono sottolineare. Questo in rete non funziona, infatti questi cosiddetti user driven media stanno dimostrando che le decisioni sul palinsesto vengono prese direttamente da coloro che cercano le informazioni.
Gli user driven media sono, per esempio, tre portali, siti esistenti in rete che si chiamo Digg, Delicious e Reddit . In particolare consentono di dare a ogni informazione lettera in rete una votazione e quindi di fare salire o scendere un'informazione in funzione della sua attualità, del suo peso e della sua importanza. Tutti e tre questi portali citati sono nati negli ultimi anni, quindi tra il 2003 e il 2005, uno di questi è anche stato acquisito da Yahoo recentemente. Esiste una società in rete che si chiama Project for Excellence in Journalism, che è specializzata nell'analisi dell'informazione: questa società ha confrontato 48 giornali tradizionali con la loro presenza on line e le notizie, invece, indicate dagli utenti della rete attraverso i cosiddetti user generated site, di cui ho parlato prima. I risultati della ricerca dimostrano una totale divergenza nelle priorità assegnate dai lettori e dagli editori classici, quindi si sta forse affermando una nuova figura che è quella del lettore, che è anche giornalista e editore, conseguentemente che definisce lui stesso il palinsesto. I siti di informazione generati dagli utenti hanno, come fonti prevalenti, la rete stessa e quindi i blog e web site e riportano informazioni pratiche, molto spesso locali, informazioni definite anche come "news that you can use", quindi immediatamente fruibili. Queste informazioni sono diverse da quelle che vengono proposte dai media tradizionali on line: sono di veloce fruizione, difficilmente si rimane su un tema per lungo tempo, per più di una o due ore e lo studio fatto dalla Società Project for Excellence in Journalism, ha dimostrato che solo il 5% delle notizie dei palinsesti dei media tradizionali on line è citata nei palinsesti dello user driven media, come può essere Reddit o può essere Digg, quindi una totale divergenza nell'attribuzione dell'importanza data alle informazioni on line rispetto all'off line.

24 Luglio 2009

The Pizza Hut iPhone App
   

Il Futuro del mobile web


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

Ogni settimana appaiono nuovi iPhone apps (gli applicativi che si installano sugli iPhone) da scaricare spesso in forma gratuita. Il numero è di per se limitato per via della chiusura della piattaforma da parte di Apple, ma permette già oggi di intuire cosa considereremo normale utilizzo di Internet mobile tra un paio di anni.

Le tasche si svuotano. Molti hanno ormai rinunciato a portare l'orologio perché tutti i cellulari lo hanno incorporato. Già oggi si può fare a meno di una torcia (Torch), di un registratore portatile (Memo vocali), di una bolla per verificare se un mobile è orizzontale (iHandy Level), di uno stetoscopio per misurare i battiti (iStethoscope), di un richiamo a infrasuoni per cani (Dog Whistler), dello spray per le zanzare (Bug Spray), di un sismografo per misurare i terremoti mentre accadono (iSeismo), di un metal detector (Metal Detector) o di un libro (Stanza).

Rapidamente tutto ciò che portiamo con noi sarà incorporato nel telefono: i prossimi a capitolare saranno chiavi di casa e della macchina, carte di credito, documenti di identità.

La conoscenza diventa collettiva. Accedere in tempo reale a tutte le fonti dati disponibili ci permette di poter utilizzare la conoscenza che non abbiamo nei contesti dove ci serve. Oggi possiamo sapere dove ci troviamo con precisione e quale strada dobbiamo percorrere (Google Maps), conoscere l'autore o il titolo di una canzone trasmessa alla radio o accennata a voce (Midomi), il tempo ora per ora in qualunque parte del mondo (ilMeteo), verificare un'informazione su Wikipedia, conoscere benzinai (iNeedfuel), farmacisti (AroundMe) o autovelox (Trapster).
In futuro il riconoscimento sarà anche visivo, potremmo sapere il tipo di albero o frutto che vediamo, tutto su chi abbiamo di fronte; potremo inoltre identificare un oggetto per il suo aspetto e avere un manuale o un video che ci spiega come utilizzarlo. Olfatto, tatto, gusto e altri sensi seguiranno.

Tutti gli applicativi si telecomandano
. Gli strumenti che utilizziamo possono essere adoperati e gestiti in remoto. Oggi è possibile attivare uno stereo o una televisione (Remote), gestire un PC in remoto (VNC), visualizzare e orientare delle webcam o stampare su una stampante (HP print). Ogni oggetto collegato alla Rete può ricevere comandi. Da molti anni si parla di mettere on line tutti gli elettrodomestici per fargli fare acquisti o visualizzare ricette.
In futuro il nostro cellulare sarà in grado di dirci quali ricette possiamo fare in base agli alimenti che abbiamo in frigo o sulla mensola, ma anche avere accesso a strumenti di rilevazione vicino a noi messi a disposizione di tutti per vedere il traffico su una certa strada o conoscere la condizione dell'aria in una città.

La residenza delle informazioni è in rete. Le informazioni che ognuno crea può condividerle tra diverse applicazioni (v. il concetto di The Cloud di Kelly), ma anche tra diverse persone. Il fatto di avere un documento sul proprio PC ha sempre meno senso come anche averlo sul proprio cellulare (anche se applicazioni come (Mover) che permettono di spostare file da un cellulare ad altri è ancora molto apprezzato), un documento in Rete è accessibile e modificabile ovunque, anche dal proprio mobile. L'applicazione più visibile di questo concetto sono i Google Docs che permettono a chiunque acceda alla Rete di crearli, modificarli e condividerli.
Il futuro è probabilmente Google Chrome OS dove non solo le informazioni, ma anche le applicazioni saranno in Rete condivise. Tenere informazioni in locale sarà un contro senso.

L'apprendimento e l'esercitazione è mobile: l'm-learning. Esercitarsi e imparare in tutti i momenti morti della giornata è forse una delle intuizioni dell'I'm-learning che punta a permetterci di imparare mentre ad esempio siamo in viaggio o in attesa di qualcuno. Oggi possiamo imparare ad utilizzare una chitarra classica (TouchCords) o elettrica (iRockG...r), il pianoforte (Minipiano), la scultura (Jazz Sculptor), affinare la notsra mente con giochi logici (Brain Tuner), ma anche seguire corsi universitari su qualunque argomento dalla storia alle lingue (iTunes U). Anche le esercitazioni fisiche possono essere monitorate e condivise come gli allenamenti sportivi di corsa, bici o trekking (RK).
In futuro gli applicativi mobile miglioreranno integrando anche test di comprensione, possibilità di condividere dubbi e risposte con altri e di migliorare le lezioni modificandole in modo collettivo.

L'informazione diventa geografica. Le informazioni legate al posto in cui sono utili oggi sono limitate a foto (Panoramio), video (YouTube), negozi (Google). Ma è anche possibile vedere dove si trovano le altre persone che conosciamo o che hanno i nostri interessi (Centrl).
In futuro qualunque informazione potrà essere taggata in funzione dei luoghi per i quali è rilevante.

Il telefono diventa un sistema di comunicazione gratuito
. La telefonata classica sta diventando una commodity, sempre più si diffondono i piani flat sia per l'accesso alla Rete che per i minuti di telefonata. Questo perché comunicare tramite la Rete è di per sé gratuito e ha poco senso quindi mettere in competizione un'altra tecnologia a pagamento. Per ora telefonare tramite gli instant messanger (Fring, Skype, Truphone) è limitato a chi si collega in wi-fi e non tramite la rete cellulare per volontà degli operatori.
In futuro video chiamate da ovunque saranno normali e gratuite, gli operatori telefonici dovranno ripensare il modello di entrate.

L'acquisto è mobile. Oggi la focalizzazione è nel vendere direttamente gli applicativi per pochi centesimi. Il futuro sarà quello di permettere di spendere tramite gli applicativi. Un primo esempio è (Pizza Hut) che permette di ordinare la pizza dal negozio della catena più vicina.
In futuro gli applicativi potranno soddisfare bisogni (es. cosa posso avere a casa da mangiare) e non più semplicemente erogare servizi di un'azienda.

22 Luglio 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

La guerra dei browser


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Nella seconda metà degli anni Novanta, Bill Gates e la Microsoft, vinsero la battaglia dei browser, il primo browser di grande successo fu Netscape Navigator e pose un grave rischio alla diffusione di Windows, in quanto quest'ultimo integrava praticamente tutte le applicazioni tranne i browser. Arrivò Internet Explorer e, grazie alla diffusione di Windows, in pratica uccise nella culla Netscape Navigator. Questa situazione fu poi seguita da molti strascichi legali e, fino a oggi, Internet Explorer ha mantenuto una leadership, anche se sempre più intaccata da altri browser. I browser sono i software che usiamo per navigare in rete e che ci consentono di visualizzare i contenuti dei siti.
Dicevo che nell'ambito di questa situazione di concorrenza tra browser si è affacciato il browser di Google, che si chiama Chrome. Attualmente Chrome ha raggiunto il 4% della diffusione dei browser sui PC e in Italia, secondo le nostre valutazioni, il primo è sempre Microsoft Internet Explorer, con circa il 55%, seguito da Firefox con circa il 30% e con Safari di Mac con circa il 5%. Cosa ha in più Chrome rispetto ai browser attuali? In più ha, secondo Google, un'architettura per la sicurezza molto più efficace e, soprattutto, la visualizzazione in home page di Chrome di tutti i siti più frequentemente navigati sottoforma di home page.
Il browser Chrome ha anche una velocità di accesso superiore, anche se di poco, rispetto ai browser precedenti. Comunque la diffusione di Chrome sconta una lentezza, un'inerzia del sistema, in quanto bisogna adattare i propri siti ai nuovi browser affinché si abbia una visione completa dei contenuti e questo spesso non viene fatto soprattutto dai siti aziendali.
Chrome rappresenta anche, però, per alcune organizzazioni, in particolare per una delle organizzazioni più importanti nella difesa della rete, che si chiama Electronic Frontier Foundation, un possibile rischio per la privacy per quanto riguarda i dati dei navigatori. Il Presidente dell'organizzazione Peter Eckersley ha dichiarato: "siamo preoccupati che Chrome possa diventare una sorta di tappeto magico gigante che trasporta le nostre informazioni private direttamente dentro il database di Google. Google conosce già troppo di quello che la gente pensa in ogni momento".
Windows di solito fa riferimento a dati che sono presenti sul nostro PC. Quest'impostazione oggi sta mutando e i dati sono sempre meno presenti sul nostro PC e sono sempre più presenti in server di cui non conosciamo neanche la localizzazione, sostanzialmente per noi sono presenti all'interno della rete. L'accesso a questi dati sarà quindi sempre più possibile attraverso alternative a Windows, stiamo andando verso una diversa acquisizione dei dati e delle applicazioni, libera, non legata a un'impostazione fisica e questo metterà in crisi e sta già mettendo in crisi fortemente l'impostazione della Microsoft, che vede in Windows il suo punto di riferimento per una presenza mondiale sul mercato.

15 Luglio 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su ClassLife
   

Social shopping


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Per chi acquista un prodotto oppure accede a un servizio da quasi due anni è possibile in rete accedere a delle comunità che hanno preso il nome di social shopping. Sono comunità che fanno valutazioni sulla esperienza di chi le frequenta, legate ai servizi e ai prodotti di una certa società. I siti di social shopping derivano dai siti già esistenti di social network, che mettevano in relazione persone però senza un obiettivo comune. In questo caso l'obiettivo è la valutazione di un prodotto, la valutazione di un servizio.

Le società di social shopping, nonostante il fenomeno sia recente in quanto parliamo soltanto di un paio di anni, sono molto numerose, tra queste alcune vanno citate per la loro impostazione, in particolare una si chiama Kaboodle ed è legata al fatto che i profili delle persone che acquistano un certo prodotto sono molto simili tra di loro, altri siti legati al social shopping importanti sono Crowdstorm che invece che valutare le persone che la frequentano, in realtà analizza continuamente il rumore di fondo della rete, cioè relativo certamente a un prodotto e a un servizio in continuazione, per capire quali sono in quel momento quelli di maggior successo che possono essere valutati.

La valutazione poi viene lasciata alle persone all'interno di questa comunità. Si sta affermando un social shopping etico in cui la valutazione non sia soltanto basata sulla qualità del prodotto, ma sia anche basata sulla qualità etica della società che propone il prodotto.

In particolare le forme di aggregazione in rete definite social shopping stanno sostituendo gli uffici marketing e vendite delle società. Il rumore di fondo della rete e quindi come viene amplificato il messaggio è molto importante perché un certo servizio e prodotto sia conosciuto, ma questo rumore di fondo viene immediatamente bloccato o viene parzialmente bloccato se la società è non particolarmente etica. In altri termini se ho un prodotto o un servizio di ottimo livello ma questo prodotto o servizio in rete è legato alla reputazione discutibile di una società, perché questa è associata alla distruzione ambientale oppure allo sfruttamento del lavoro, l'informazione legata al prodotto o servizio non si diffonde e se si diffonde si diffonde in modo negativo.

Quindi le comunità on line possono essere considerate, in particolare quelle di social shopping, un vero e proprio prolungamento degli uffici di progettazione delle aziende perché il migliore modo di scoprire difetti oppure desiderata dei clienti e dei potenziali clienti è quello di ascoltarli e di prendere da loro i riferimenti per lo sviluppo del prodotto o del servizio. Va citata tra le primissime ad avere adottato una relazione in presa diretta è la Harley Davidson che da molti anni integra la propria progettazione e rende visibile la propria progettazione in rete con le opinioni e i suggerimenti degli internauti.

29 Giugno 2009

Le inserzioni pubblicitarie di Freelotto.com
Le inserzioni pubblicitarie di Freelotto.com
   

La credibilità della pubblicità on line


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

Tradizionalmente uno dei valori intrinseci della pubblicità mass market è stato la credibilità: la pubblicità garantiva, da sola, una certa affidabilità del prodotto.
Ora, in molti ambiti, il ruolo che la pubblicità tradizionale riveste nei processi di acquisto risulta indebolito dalla Rete. Internet sta soppiantando un certo genere di pubblicità nel suo ruolo informativo.
In termini generali, il successo della presenza online di un soggetto, si basa sulla sua credibilità. Ma per creare la necessaria credibilità sono necessari tempo ed un impegno specifico, diretto e personale.
Le aziende che sono invece abituate a delegare la pubblicità come un processo esterno, limitandosi a fornire un budget e delle linee guida, non possono che trovarsi spiazzate da questo modo completamente diverso di intendere la comunicazione.

Non possiamo pensare che il contenuto pubblicitario di terzi che un editore mostra, sia irrilevante per la percezione che il pubblico ha di lui.
Se un website ha tra i suoi inserzionisti solo chat erotiche, siti di incontri, suonerie ed altri ambiti percepiti come di scarso valore, non è difficile pensare che il livello di fiducia complessivo della sua audience sarà basso. A discapito anche dei futuri inserzionisti.
Come nel caso delle inserzioni che Freelotto.com presenta frequentemente (immagine in alto).
Pubblicità come quelle di Freelotto sono ingannevoli, fuorvianti e mortificano l'intelligenza dei navigatori e lo stesso sito web su cui vengono esposte.
Chi potrebbe cliccare (o ricliccare) su un banner del genere, che promette a chiunque un premio solo per aver visitato una certa pagina web?
E quale azienda vorrebbe occupare lo stesso spazio che poche pagine prima era associato a una pubblicità di cosi basso livello?
Proporre questo genere di informazioni commerciali vuol dire svuotare progressivamente il "serbatoio della fiducia" dei propri lettori. Questo concetto, definito da Steve Krug per il web-design può trovare la sua applicazione anche per la pubblicità on line.

serbatoio_fiducia.gif

Se cliccando un annuncio, il navigatore scopre che il link non era utile, successivamente avrà meno fiducia nel click e darà meno importanza ai successivi annunci dello stesso genere.
Se nei successivi click, continueranno le delusioni la fiducia verso l'inserzionista e l'editore si ridurrà progressivamente fino ad annullarsi ed il contenuto pubblicitario verrà sistematicamente ignorato.
Se gli editori continueranno a non filtrare la pubblicità sulle loro pagine, nel lungo termine, chi continuerà ad investire sui loro banner?

19 Giugno 2009

www.bmgesundheit.de
www.bmgesundheit.de
   

I Siti dei Ministeri della Salute Europei


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

Il ministero della salute tedesco è risultato il miglior sito europeo tra i dicasteri europei, seguito da Gran Bretagna e Lussemburgo. L'Italia si posiziona undicesima su 15.

La ricerca che abbiamo condotto lo scorso mese ha dato risultati buoni per la struttura dei siti, l'organizzazione dei contenuti e l'accessibilità, mentre carenti per la gestione della relazione con l'utente (solo 4 su 15 dei Ministeri considerati hanno risposto entro 24h ad una richiesta inviata on line ed altri due hanno risposto nel mese successivo).

Tra i servizi più diffusi è spesso disponibile lo strumento "cerca l'azienda ospedaliera sul territorio" e le pagine informative declinate per contenuto. Sul sito del Ministero della Salute lussemburghese, ad esempio, è disponibile un dizionario completo delle malattie e dei relativi sintomi, mentre nel sito portoghese è presente una ricca enciclopedia di medicinali con indicazioni sul loro utilizzo. Inoltre sono spesso diffuse e ben costruite le sezioni dedicate al download della modulistica per il cittadino e gli operatori di settore, come nel caso francese ed austriaco, mentre la pratica della prenotazione on line non è ancora stata adottata in modo capillare, anche se il sito britannico promette a breve sviluppi in questa direzione.

Un focus di tutti i siti sono inoltre le pagine d'attualità, attraverso le quali il Ministero mantiene informati i cittadini su temi che riguardano la salute. In questi mesi, ad esempio, grande spazio è stato dedicato al continuo aggiornamento sull'andamento dell'influenza suina.


Migliori siti per:
- Struttura del sito: Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo
- Relazione: Danimarca
- Servizi: Gran Bretagna, Portogallo, Germania

17 Giugno 2009

Trasmissione settimanale di Gianroberto Casaleggio, in onda su Classlife
   

The Webby Awards


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Il Webby Awards, l'Oscar del Web, assegnato dal 1997 è arrivato alla sua tredicesima edizione.

Le categorie considerate sono 70 e hanno due premi; un premio è assegnato dalla giuria, che si chiama The International Accademy of Digital Arts, formata da personaggi importanti nell'ambito del business dell'arte, del web e dell'informazione e la seconda categoria è The People Voice Awards, che invece è assegnato alle comunità on line. Il premio più importante di quest'anno è stato The Webby Break Out Of The Year, che è stato assegnato al servizio di microblogging Twitter, che in effetti è stato il sito più importante dell'anno.

Il Webby è stato considerato dalla BBC come il più importante premio del mondo. E' nato da un'iniziativa di una rivista che oggi non esiste più, che si chiamava The Web Magazine del gruppo IDG, iniziò con circa 15 categorie per svilupparsi a quelle attuali. Oggi abbiamo, per esempio, nell'ambito dei blog tre menzioni che sono business, cultura personale e politica: la categoria potrebbe essere finalizzata soltanto al premio per il blog.

Lo stesso vale per l'informazione: sono presenti categorie come Broad Bands, News, giornali, magazine, radio e televisione. Si vuole trasporre la costruzione dell'informazione dall'off line all'on line facendo, a mio avviso, un grosso errore, in quanto l'informazione on line è una e multimediale. Non a caso, infatti, tra i premiati nelle categorie riferite all'informazione compaiono The Atlantic, BBC, NBC e The Guardian, come se premiassero sé stessi trasposti sulla rete. In ogni caso, nonostante alcune contraddizioni e anacronismi, The Webby Awards rimane il premio più importante del mondo ed è importante valorizzare, alcuni partecipanti: per esempio Digg, l'aggregatore di informazioni, che quest'anno ha vinto, e Wordle, che consente di trasformare in composizioni grafiche i propri articoli, ma anche altri come Smart History, Razofish, che è il sito della società probabilmente più importante del mondo per la costruzione e la creazione della comunicazione on line e anche Lonleyplanet. Un'altra considerazione è che il fenomeno della creazione della comunicazione on line si sta interiorizzando e conseguentemente grandi società come, per esempio, la Walt Disney, The New York Times, Wired, Digg, Il Financial Time, stanno costruendo la propria comunicazione on- line internamente, quindi senza affidarsi a società di consulenza esterna, se non per alcune componenti specifiche.

12 Giugno 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

20 Tesi sul GOVERNMENT 2.0 in stile Cluetrain Manifesto


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

La nota pubblicata pochi mesi fa da Barack Obama, dal titolo "Transparency and Open Government", ha creato un gran fermento nelle agenzie governative statunitensi: il desiderio di aderire alle raccomandazioni del Presidente ha scatenato la rincorsa ai migliori consulenti presenti sul mercato per introdurre i media sociali nelle attività quotidiane, nei gruppi di lavoro, all'interno delle organizzazioni e nei rapporti con i cittadini.

Grande è la soddisfazione dei "consulenti", soprattutto di tutti quelli che da semplici consulenti di web marketing sembrano diventati Guru di Government 2.0, in grado di trasformare normali impiegati governativi in persone desiderose di conversare con i cittadini.

Non so negli Stati Uniti, ma se succedesse qui in Italia avremmo tutti un po' di timore - in fondo "abbiamo già i nostri problemi..." - misto a nervosismo, memori delle tristi vicende legate al famoso portale www.italia.it.

Nel tentativo di spiegare agli intraprendenti impiegati il significato che si nasconde dietro la sigla Government 2.0, Steve Radick, Associato presso la Booz Allen Hamilton, ha stilato una lista di enunciati in stile Cluetrain Manifesto. Eccone alcuni:

3. Ti troverai a lavorare con gli scettici e con persone che vorrebbero veder fallire i media sociali perché la trasparenza e l'autenticità metterebbero in evidenza la loro debolezza

4. Ti troverai a lavorare con persone che vorrebbero essere coinvolte nei media sociali per le ragione sbagliate. Li vedono come un'opportunità di avanzare nella carriera, di guadagnare più soldi o di mettersi in bella mostra. Queste persone sono più pericolose del più grande degli scettici

7. Gli errori possono esserci, e ci saranno. Invece di creare salvagenti per non commettere errori, concentrati su come gestirli quando accadranno

15. I media sociali non riguardano la posizione, il titolo o il dipartimento; riguardano la persona

19. La trasparenza, la partecipazione, la collaborazione non si riferiscono solo a uno "stato finale": esse si riferiscono al processo adottato per arrivare a quello stato finale.

Degna di nota particolare è la chiusura del post:

"The technology that is currently driving social media will change, but the principles of participation, transparency, and collaboration will not. You can either jump on the Government 2.0 cluetrain or get hit by it. Which one will you be?".

5 Giugno 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Voglia di ripresa


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

La recessione economica picchia duro. Non siamo ancora fuori dalla crisi, né quella finanziaria innescata dalla questione dei subprime in America, né quella economica seguita alle turbolenze che hanno sconvolto il sistema finanziario e bancario mondiale. D'altra parte, la crisi attuale è stata non a caso definita come la peggiore del dopoguerra, se non addirittura la "più grave mai verificatasi nell'economia moderna" (così il vicepresidente del Fmi, John Lipsky).

È dunque chiaro che le difficoltà ci accompagneranno ancora a lungo, anche se quanto nessuno lo sa. Sappiamo con certezza che Europa, Stati Uniti e Giappone sono in forte recessione nel 2009, cominceranno a reagire nel 2010 con una crescita solo di poco superiore allo zero, e beneficeranno di una discreta ripresa solo nel 2011. I Paesi emergenti, specie la Cina, l'India e pochi altri, continueranno a crescere anche quest'anno e progressivamente di più in seguito, ma comunque con tassi di sviluppo molto inferiori al recente passato.
Se questo è il quadro inequivocabile, va comunque detto che la primavera 2009 ha portato degli spunti di inversione di tendenza. La voglia di ripresa c'è e si comincia a sentire un po' più di ottimismo. In alcuni settori la domanda ha mostrato qualche segno di rafforzamento, in qualche settore industriale la produzione ha smesso di crollare, e un po' ovunque si è fatto strada una nuova fiducia che le borse di tutto il mondo non hanno mancato di registrare. Si può ipotizzare che questo relativo miglioramento sia anche il prodotto dell'azione dei principali Governi, che stanno iniettando forte liquidità nel sistema, recuperando le situazioni più compromesse e operando tramite la leva fiscale e quella monetaria (ormai i tassi d'interesse sono al minimo storico). Un'azione probabilmente indispensabile, ma che in qualche caso fa sorgere il timore di un eccessivo ritorno dello Stato nel mercato.
Ciò che è certo è che, anche se una crisi così non l'avevamo mai vista, le imprese stanno combattendo per superare le difficoltà e presentarsi preparate al momento della ripresa. Non è uno slogan dire che persino questa profonda crisi può costituire un'opportunità se si opera in modo da coglierne, né che è in tempi come questi che occorre dare prova di coraggio e capacità di innovare per conquistare un migliore posizionamento competitivo per quando i mercati torneranno a muoversi.

28 Maggio 2009

Video dell'intervento di Gianroberto Casaleggio a ClassLife
   

Webcolumn - L'ecommerce in Italia 2009


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Lo sviluppo dell'e-commerce all'interno del 2008 è stato significativo ed è stato in controtendenza rispetto alla crisi, la percentuale è di circa il 30%. E' il rapporto annuale che noi facciamo come Casaleggio Associati sull'e-commerce che registra queste cifre su una base di circa 2.700 aziende del settore, complessivamente abbiamo avuto circa 252 miliardi di Euro, quindi il nostro mercato pur essendo in crescita, pur essendo confortante rispetto alla crisi è comunque un mercato abbastanza piccolo.

Il turismo ha rappresentato nello scorso anno circa il 50% del fatturato con una forte crescita del settore tempo libero in cui hanno fatto un grande balzo in avanti le scommesse on line, successivamente a questo settore ci sono l'elettronica di consumo e le assicurazioni che seguono con circa il 20%.

Le tendenze dell'e-commerce in realtà sono esattamente speculari alle tendenze di Internet e Internet nell'ultimo anno si è mosso soprattutto nell'ambito dello sviluppo del social media, quindi aree in cui le persone possono interagire tra loro, scambiarsi informazioni, definire anche una propria posizione nei confronti di prodotti di brand o di servizi, quindi il fatto di essere sempre più vicini a questi social media in qualche occasione anche crearne di propri, patrocinare dei social media che discutano di un certo tema che può essere il mutuo, oppure il pannolino dei bambini, questa è una delle tendenze emergenti.

Un'altra tendenza che sconvolgerà probabilmente il mondo dell'e-commerce in senso positivo nei prossimi anni e che sta diventando sempre più importante negli Stati Uniti è quello dell'Internet mobile, quindi della possibilità di acquistare, ovunque si sia, attraverso dei device che non sono il cellulare attuale, ma saranno sempre più l'iPhone, il Gphone, l'attuale Blackberry con una connessione alla rete per servizi studiati per la mobilità, per la posizione in cui la persona si trova in quel momento, legati anche all'acquisto.

La crisi economica ha colpito in parte l'e-commerce in Italia nel 2008 in quanto l'anno precedente la crescita era stata sempre a due cifre, però del 40% e quindi c'è stata una controtendenza rispetto alla crisi, ma comunque anche l'e-commerce in parte ha sentito la crisi. Uno degli effetti che la crisi sta avendo nell'area dell'e-commerce è quello di far riflettere le aziende produttrici che l'e-commerce è comunque un'opportunità e questa opportunità va colta al più presto possibile, quindi noi avremo nel 2009 molte aziende che si occupano oggi soprattutto di produzione, che si occuperanno anche di distribuzione attraverso la rete.

Il 2009 per gli operatori dell'e-commerce si presenta un anno difficile, ma sicuramente un anno che dovrebbe rispecchiare una crescita a 2 cifre, probabilmente simile a quella del 2008, quindi con il 30%. In termini più generali l'e-commerce crescerà soprattutto in Asia e nei paesi del nord Europa confermerà la propria crescita che è quella attuale molto spinta.

Parliamo dell'Italia invece come opportunità di crescita maggiore, come potrebbero essere colte? Eliminando alcuni fattori strutturali e legislativi, in particolare mi riferisco alla legge che oggi vincola fortemente la diffusione del wifi e alla discussione ancora parziale dell'Adsl sul territorio nazionale, in alcuni casi poi ci sono anche problemi legati alla logistica, quindi al costo logistico superiore in Italia rispetto a quelli di altri paesi.

In ogni caso, pur con queste limitazioni che spero verranno rimosse quanto prima, noi stiamo parlando di un settore che in un momento di grave crisi com'è stata comparata da molti come quella del 1929, è un settore che sta crescendo a due cifre e che crescerà probabilmente a due cifre anche quest'anno e nel 1929 non credo ci siano stati segmenti o settori economici che siano cresciuti a due cifre!

7 Maggio 2009

Video dell'intervento di Gianroberto Casaleggio a ClassLife
   

Il futuro di Twitter


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 
Intervento di Gianroberto Casaleggio a ClassLife: Twitter in questo momento è il fenomeno della rete, sta esplodendo, però esiste da qualche anno, è stato inventato da un signore che si chiama Jack Dorsey e è definibile come un microblog, quindi un blog molto piccolo con caratteri inviabili fino a 140 alla volta, per singolo messaggio, questi messaggi vengono anche chiamati Twit e sono inviati in tempo reale a tutti coloro che si iscrivono a una certa persona che si è registrata su Twitter, la registrazione su Twitter è gratuita, tutti coloro che vogliono ricevere da questa persona dei messaggi in automatico, quindi senza che la persona invii a loro espressamente un messaggio, ma semplicemente essendo iscritti posso riceverlo. Questa modalità di essere informati per esempio sugli spostamenti di una persona, oppure essere informati da una persona sul resoconto di un evento che può essere un evento catastrofico come il terremoto, perché la persona è presente in loco, oppure un evento sportivo, oppure anche un dibattito politico com'è avvenuto recentemente, sono sempre più diffusi attraverso questa modalità. Uno può inviare moltissimi messaggi e poi inviarli in un tempo molto limitato. Ultimamente Twitter sta diventando appetibile per molti colossi del settore e come per altre realtà in passato, per esempio Flicker o You tube, si sta delineando la possibilità che sia acquistato, in particolare Google secondo Techcrunch che è uno dei siti più importanti nel mondo per la valutazione di fatti e tecnologie legati alla rete, avrebbe offerto 250 milioni di dollari per l'acquisto di Twitter. Twitter lo scorso anno aveva ricevuto un'offerta simile da parte di Facebook, di sicuro c'è che in questo momento Twitter può essere acquistata, molti dicono che sarà acquistata sicuramente entro la fine dell'anno, la possibilità di accedere ovunque si sia per mandare un proprio messaggio e riceverlo, esattamente come si fa con il cellulare, sta creando una nuova cosa che si sta affiancando all'email, all'instant messagging che sono ormai comuni che si chiama microblogging, quindi in futuro l'utilizzo di microblogging, Twitter è un microblogging, sarà sempre più diffuso mano a mano che si diffonderà Internet mobile, mano a mano che saranno diffusi i BlackBerry ma in particolare anche Iphone e soprattutto Gphone di Google nel prossimo futuro. Rispetto alla ricerca che siamo abituati a conoscere, non si ricerca sul passato, quindi non si ricerca sulle fonti, sui documenti, ma si ricerca sulla conversazione e questa modalità di ricerca è oggi quella su cui sta investendo Twitter, è quella per cui Twitter è così interessante per attori come Google. Questa conversazione mondiale può essere vista in tutte le lingue del mondo in un sito che si chiama Twittervision.com che è molto piacevole e interessante perché in qualunque zona del mondo si accende improvvisamente una conversazione nella lingua che può essere coreano, giapponese e cinese e queste conversazione danno un'idea di quella che è la conversazione globale.

20 Aprile 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Strategie per una intranet di successo


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Qual è la differenza tra una buona intranet e una intranet di successo? Quali sono le caratteristiche che fanno di una intranet un ambiente operativo, di scambio di informazioni e di notizie, di collaborazione e di socialità di sicuro successo tra i suoi utenti? Che cosa deve avere una intranet per garantire benefici di lungo periodo all'impresa?

Ciò che la distingue non è appena la tecnologia impiegata, il design, la struttura delle pagine o il modo con cui sono scritti i contenuti, il modello redazionale applicato o la dimensione del team di gestione. E' anche questo, ma soprattutto è il grado di evoluzione raggiunto in ciascuno di questi fattori.

Per esempio, non basta la presenza del motore di ricerca che mi permette di trovare i contenuti quando il menù principale non è sufficiente; occorre che siano disponibili più percorsi di navigazione e che il motore di ricerca supporti la ricerca per tag. Ed è ancora meglio se sono presenti diversi metodi per comprendere la struttura dell'intranet: dalla mappa statica all'indice delle pagine, dall'indice dei tag ai percorsi di navigazione basati sulla soluzione di problemi ricorrenti.

Una buona intranet è in genere abbastanza aggiornata; contiene anche pagine di contenuto e non solo documenti da scaricare; la pubblicazione dei materiali è presidiata da una struttura centrale che opera sulla base di alcuni standard editoriali. Il successo dell'intranet può essere molto superiore se, al contrario, le funzionalità per la produzione dei contenuti sono diffuse in tutta la struttura organizzativa e affidate a persone che hanno acquisito le necessarie competenze redazionali e la alimentano in modo sistematico.

Queste ed altre indicazioni si trovano in un documento pubblicato lo scorso anno da Toby Ward, dal titolo "The Good to Great Matrix - Key factors for Intranet Success". In modo sintetico sono descritte le tecniche e i metodi applicati per realizzare buone intranet e, in modo analogo, i requisiti necessari per fare di queste delle intranet di successo.

Oltre alla semplicità delle indicazioni riportate nel documento, si possono fare due diverse considerazioni: la prima è che realizzare intranet di successo in grado di portare benefici di lungo periodo all'impresa non è un percorso facile; occorre tempo ed è necessario considerare tanti fattori diversi. La seconda è che ogni volta che si sceglie una soluzione organizzativa o applicativa semplificata, meno dispendiosa o meno impegnativa, si rischia di pregiudicare la possibilità di ottenere i risultati sperati. A meno che questa scelta non faccia parte di un piano di evoluzione strategico di medio-lungo periodo.

6 Aprile 2009

Dall'advertising tradizionale al social advertising, Maurizio Benzi
Dall'advertising tradizionale al social advertising, Maurizio Benzi
   

Pubblicità 2.0: Social Advertising


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

La Rete, intesa anche come fenomeno sociale, sta mettendo in luce tutti i limiti degli attuali modelli pubblicitari, che risultano in buona parte inadeguati a questo ambiente. Per questo è necessario tornare reinterpretare i fondamentali della pubblicità in funzione di presupposti diversi emersi grazie a Internet.

Un elevato numero di esperti del settore è concorde nel ritenere che gli attuali canali di comunicazione pubblicitaria si stanno avviando verso una saturazione e che la loro capacità di coinvolgere il pubblico stia peggiorando.  Negli ultimi anni si sta assistendo ad un cambiamento dei comportamenti di fruizione dei media: da un’indistinta audience passiva ad un’audience più partecipativa. Persone sempre più attente al modo di interagire, filtrare, distribuire e consumare i contenuti ed i messaggi attraverso modalità e canali differenti.  L'industria pubblicitaria che conosciamo si avvia perciò verso un cambiamento radicale, o come sostenuto da studiosi ed analisti: The end of advertising as we know it.

Internet ha già mutato i comportamenti e le abitudini di accesso all’informazione ed è presumibile che nel giro di pochi anni farà lo stesso anche negli altri ambiti.
In questo senso. il ritardo della pubblicità on line è imbarazzate: le strategie e le tecniche di comunicazione applicate nel 2009 sono praticamente le stesse che si applicavano nel 1999.
Per gli operatori sarà perciò necessario definire nuovi modelli pubblicitari, sgombrando la mente dai successi dei meccanismi classici di comunicazione pubblicitaria, che sulla Rete, semplicemente, non funzionano.

E' logico prevedere che il rinnovamento della pubblicità online dovrà avvenire partendo dagli aspetti sociali della Rete. Da alcuni ultimi mesi si è iniziato a parlare di Social Advertising. Il primo ad impossessarsi di questo termine è stato Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, che ha definito il Social Advertising semplicemente come l'advertising sui social network.

Questa concezione lascia perplessi: per quale ragione limitarsi a considerare il "dove" e non il "come"?
L'aspetto sociale della Pubblicità 2.0 può andare ben oltre i social network come Facebook. Il Social Advertising può rappresentare un concetto più ampio, che si contrappone alla visione tradizionale in cui la pubblicità on line è di massa, impersonale e il processo di attivazione rigido e monodirezionale.

Se riduciamo la "distanza" tra inserzionista-editore-navigatore, possiamo osservare gli attori del sistema non come entità separate, ma come elementi di un' ambiente sociale interconnesso che vede la sua evoluzione nell’autorganizzazione continua. Questo rappresenta un framework in cui si possono attuare nuove forme di creatività che operano in tutti gli ambiti del processo di comunicazione pubblicitaria, guidata dagli aspetti sociali di relazione e partecipazione.

La pubblicità on line è troppo importante per la Rete e per la crescita della qualità dei contenuti e dei servizi offerti. E’ impensabile che l’immobilismo di cui è stata vittima prosegua ancora a lungo. Il Social Advertising rappresenterà una delle principali strade per il suo sviluppo.

 

25 Marzo 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Cinamerica ha paura


Tutti i post di Enrico Sassoon
 


La Cina continua a crescere, anche se meno che negli anni scorsi. Mentre un po' tutti i Paesi del mondo nel 2009 entrano in recessione, e addirittura il Pil globale sarà negativo per la prima volta dal 1945, la Cina crescerà quest'anno almeno del 6%. Il che è meno dell'8-10% cui era stata abituata negli ultimi dieci anni, ma certamente non poco. Il dinamismo cinese è ben noto e non va ulteriormente sottolineato, ma vale la pena di ricordare che nel 2007 la Cina ha scalzato la Germania dal terzo posto mondiale in termini di prodotto interno lordo. Al primo posto gli Usa, con 13.800 miliardi di dollari (dati 2007), al secondo il Giappone (4.380) e al terzo la Cina (3.380), e poi appunto la Germania (3.320). L'Italia, per chi fosse interessato, è sesta con 2.100 miliardi.
Detto questo, la crisi finanziaria sta mordendo duro anche nel grande gigante asiatico. La produzione industriale negli ultimi mesi è andata a picco, seguendo il crollo delle esportazioni. Il mercato internazionale non tira più e da un terzo a metà delle fabbriche cinesi nelle principali zone industriali ha chiuso i battenti. I disoccupati sono milioni e i timori di disordini sociali sono in aumento.
Il governo cinese ha varato un piano da 600 miliardi di dollari per fare fronte alla crisi e una gran parte di questi soldi servirà a sostenere le piccole e medie imprese, ma se il mercato mondiale non riprende saranno guai. Ora, per la Cina il vero grande mercato sono gli Stati Uniti, anche grazie al fatto che sono numerosissime le multinazionali americane che hanno aperto grandi impianti in Cina e fanno riferimento ai consumi degli americani per avere successo. Ma la domanda americana è crollata e non si riprenderà tanto presto, anche se i piani di stimolo di Obama stanno producendo i primi effetti.
La Cina è giustamente preoccupata. Negli ultimi vent'anni ha accumulato enormi surplus commerciali negli scambi bilaterali con gli Usa e li ha prevalentemente reinvestiti proprio negli Stati Uniti, divenendo il primo detentore mondiale di ricchezza americana in termini di azioni, obbligazioni e proprietà immobiliari. Come il Giappone negli anni Ottanta, la Cina negli anni Novanta e Duemila è divenuta il partner globale dell'America e si potrebbe parlare oggi di Cinamerica come trent'anni fa si parlava di Nippon-Usa.
E Cinamerica ha paura perché le azioni sono crollate, così come i valori immobiliari, e i T-bonds non rendono più nulla. In più il dollaro minaccia di calare ulteriormente, per consentire un rilancio dell'export Usa, e questo ridurrà ulteriormente il valore degli investimenti cinesi in America.

12 Marzo 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Crisi di fiducia


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Il Fondo monetario internazionale ha annunciato qualche giorno fa che l'economia mondiale è in una "grande recessione" e che nel 2009 questo comporterà una riduzione del Prodotto interno lordo globale dello 0,5%, se tutto va bene. Il che significa che nei fatti la contrazione potrebbe rivelarsi più forte: ad esempio, l'Europa già prevede che il Pil cali del 2,5% nell'anno in corso.
La faccenda è grave. Dalla fine della seconda guerra mondiale, ossia dal 1945, a oggi l'economia mondiale era sempre cresciuta, non si era cioè mai verificata una recessione che colpisse il mondo intero. La causa di tutto ciò, ormai lo sappiamo bene, è la crisi sistemica della finanza, innanzitutto quella americana ma, per ovvi motivi di globalizzazione dei mercati, ormai di tutti i paesi, avanzati o meno. La saldatura tra crisi finanziaria e crisi dell'economia reale si è progressivamente prodotta nell'ultima parte del 2008, a mano a mano che il credito si estingueva e il pessimismo si allargava. Si sono congelati i consumi e, a fronte di una domanda in calo, sono andate in crisi le aziende che hanno preso ad accumulare scorte e a fermare produzione e investimenti.
Il dato più sconcertante è che, almeno per ora, gli immensi afflussi di capitale iniettati dai Governi di tutti i paesi non hanno determinato alcuna reazione, e questo nonostante i tassi d'interesse siano ormai scesi sotto zero in termini reali. Indebitarsi, cioè, non costa quasi niente, però il credito è scarso, e va a finire che nessuno investe perché ancora non si capisce quando si toccherà il punto di svolta e si tornerà a crescere. Le borse di tutti i paesi, che si muovono tradizionalmente ben prima dell'economia reale, sono la testimonianza di questo stato di cose.
Il punto da capire è che non sono andati in tilt solo il sistema della finanza e quello della produzione, ma anche l'insieme di quel capitale di fiducia delle persone senza il quale nessuna economia di nessun paese può prosperare. E questo è un aspetto difficile, su cui intervenire è arduo. Se manovrare la leva fiscale e quella monetaria per rilanciare l'economia produrrà certamente degli effetti nei prossimi mesi, risvegliare la fiducia di chi ha perso il posto di lavoro o i risparmi di una vita può rivelarsi molto più problematico. In sostanza, la crisi globale finirà non appena si risolverà quella di fiducia. Ma quando questo avverrà è impossibile da prevedere.

27 Febbraio 2009

Two-sided Market di Adobe, Fonte: Wikipedia
Two-sided Market di Adobe, Fonte: Wikipedia
   

Two-sided Market


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

I cosiddetti Two-sided markets sono reti economiche che hanno due distinti gruppi di destinatari che si scambiando benefici.
Se un gruppo mostra delle preferenze rispetto al numero di membri o alle attività dell'altro gruppo si parla di cross-side network effects. Se invece ciò che succede in un gruppo non influenza ciò che accade dall'altro, si parla di same-side network effects.
I cross-side network effects possono avere una caratterizzazione positiva (il numero di compratori e di venditori su eBay) o negativa (come la reazione dei consumatori ad un aumento di pubblicità). Anche i same-side network effects possono essere positivi (come il numero di partecipanti ai sistemi Peer-to-Peer), oppure negativi (come la presenza di più concorrenti nello stesso marketplace).
Gli intermediari che mettono in relazione i due mercati, devono scegliere il prezzo di equilibrio per ogni gruppo del  two-sided network, tendendo presente l'effetto di rete conseguente.

Un esempio è quello del caso Adobe. Quando la società lanciò i due prodotti Acrobat Reader (per l'utenza consumer) e Acrobat Writer (per l'utente professionale) per leggere e scrivere i file Pdf li mise entrambi a pagamento, secondo un modello economico del tipo prezzo/quantità
[Vedi immagine in alto. La sezione colorata rappresenta le revenue ottenute dai prezzi per la quantità.]

Nei Two-sided networks questa logica di prezzi può essere sbagliata, quando ci si rende conto del fatto che la crescita di utilizzo su un lato del network porta ad una crescita delle adozioni anche sull'altro lato.
Le curve di domanda non sono statiche: con un cross-side network effects positivo, le curve di domanda si sposteranno verso l'esterno, in risposta alla crescita della base di utenti sull'altra rete.
Quando Adobe ha cambiato la sua strategia di prezzi rendendo il suo software di lettura di Pdf liberamente disponibile, si è potuto assistere ad una delle principali regole del two-sided network: "sovvenzionando" il lato più sensibile ai prezzi si ottiene una crescita degli utilizzatori, ripagata dall'aumento verso il lato meno elastico ai prezzi, ma sensibile alla crescita di adozioni sull'altro lato.

Il grafico successivo mostra la variazione sui due lati:

2sidedmarketdeveloper.gif

(fonte:Wikipedia)

In questo caso a fronte di una riduzione a zero delle revenue del lato consumer, si è verificata una forte crescita sull'altro lato, giustificata non solo dall'aumento minimo dei prezzi, ma anche dalla variazione alla curva di domanda da parte dell'utenza professionale.

La teoria dei Two-sided markets ha trovato numerosi ambiti di applicazione teorici, dalle carte di credito ai giornali. Ma è su Internet che questo modello può rivelarsi particolarmente efficace: l'inevitabile interconnessione tra gli attori del sistema facilita infatti lo sviluppo di proprietà emergenti, scarsamente considerate dai modelli economici classici.
Ragionare secondo quest'ottica, facilita poi la comprensione di mercati complessi con più attori. In questo caso si parla di multi-sided network. E' il caso ad esempio del sistema pubblicitario Google Adsense, che ha tre gruppi distinti di destinatari: gli inserzionisti, i publisher (blog, website, ecc.) e i navigatori.
Applicare la logica dei Two-sided markets, significa non limitarsi a considerare gli attori del sistema come entità completamente separate, ma come gruppi che possono influenzarsi a vicenda, traendone benefici.

23 Febbraio 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Obama, le aspettative e il tempo che passa


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Eletto con entusiasmo e con netta maggioranza nel novembre scorso, il neopresidente americano Barack Obama ha avuto anche consensi debordanti in Europa e in molte altre parti del mondo. È giovane, è nero, è carismatico, un presidente in apparenza molto diverso dall'immagine tradizionale del numero uno dell'Esecutivo degli Stati Uniti cui siamo stati abituati per decenni. Le aspettative nei suoi confronti sono, conseguentemente molto elevate: da lui ci si attende che in tempi brevi avvii a soluzione la crisi finanziaria, che faccia ripartire l'economia, che stimoli l'ottimismo e gli investimenti in Borsa, che faccia uscire l'America dall'Irak, che salvi l'ambiente, che imposti una nuova politica estera, più multilaterale del passato e magari anche abbastanza pacifista.
Lasciatemi dire che credo che queste aspettative siano in parte illusorie e in parte irrealizzabili. L'immagine di Obama nel mondo non corrisponde spesso alla realtà. Specie fuori dagli Usa, ma anche all'interno, su di lui sono stati proiettati dei desideri che hanno poco a che fare con i veri programmi che Obama si è dato. E anche quei programmi sono difficilmente realizzabili, per il semplice fatto che in campo economico ha meno risorse di quelle che occorrono, e in campo di politica estera non ci sono le condizioni per modificare le politiche dei suoi predecessori.
Il dato di fondo è che Obama ha poco tempo. È in carica dal 20 gennaio, ma già si legge sulla stampa mondiale che la "luna di miele" con gli elettori sarebbe già finita. I pacifisti sono contrariati perché l'uscita dall'Irak è stata rinviata; i verdi perché i programmi ambientali devono attendere; i sindacati sono delusi perché Obama non sarà protezionista; i repubblicani perché non avranno i loro tagli alle tasse; i democratici perché non scorgono ancora i programmi sociali e sanitari; gli europei sono scocciati perché le prime telefonate e visite ufficiali del neopresidente e dei suoi principali collaboratori non sono giunte all'Europa ma all'Asia e al Medio Oriente; e così cantando.
Obama non solo non può accontentare tutti, ma probabilmente non riuscirà a dare veri segnali di cambiamento nei prossimi mesi, a causa della scarsità di risorse, e così rischia di scontentare tutti. Il tempo è cruciale perché si sa bene come l'opinione pubblica sia volatile. Spero di sbagliarmi, ma tempo che il 2009 per Obama sarà un anno molto più difficile del previsto.

20 Febbraio 2009

Distribuzione degli investimenti del piano anti-crisi wwww.recovery.gov
Distribuzione degli investimenti del piano anti-crisi wwww.recovery.gov
   

Politica in "amministrazione controllata"


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

La Rete occupa ogni giorno un settore nuovo della gestione e dell'amministrazione pubblica. Ad oggi viene utilizzata per erogare servizi agli utenti, nella relazione con i cittadini, nei pagamenti di tasse ed utenze, nel rinnovo di documenti e certificati, nella prenotazione delle prestazioni sanitarie. Il suo utilizzo è ancora fortemente vincolato da aspetti geografici, per la diffusione della banda, e da una massa critica sul numero di abitanti sotto la quale Stato ed amministrazioni locali non hanno ancora attivato le risorse necessarie al cambiamento. Nell’amministrazione pubblica le potenzialità sono ancora molte, sia in quella locale che nazionale.
Negli Stati Uniti la maggior parte dei consigli, anche di circoscrizione nelle grandi Metropoli, sono trasmessi attraverso internet: obiettivo trasparenza e coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni politiche.
In Italia le sedute alla Camera sono in diretta dal web. I consigli locali vengono affidati a dettami differenti da giunta a giunta che normano l’accesso di materiale da ripresa nelle aule consiliari. A livello regionale le dirette streaming sul web coprono oramai la maggior parte delle regioni, mentre nei comuni il fenomeno della diretta dal web è ancora marginale, in alcuni volutamente escluso. Non sono mancati casi in cui movimenti di cittadini (Meet-up di Beppe Grillo) siano stati allontanati con la richiesta di intervento delle forze dell’ordine (video consiglio comunale di Vicenza) a seguito del tentativo di introdurre telecamere all’interno di un consiglio comunale. Il partito Italia dei Valori ha avviato l’iniziativa “comuni trasparenti” in cui invita i propri consiglieri comunali a favorire l’ingresso dei cittadini durante le sedute consiliari. Un suo consigliere regionale, Carlo Costantini, in Abruzzo ha optato per un un’iniziativa autonoma munendosi, a proprie spese, delle attrezzature necessarie per offrire il servizio di diretta streaming attraverso il suo blog www.carlocostantini.it .

Mentre in Italia si dibatte se aprire o meno le porte alla Rete a momenti della vita civile che sono di per sè pubblici, il presidente statunitense Barack Obama, definito il “tech-president”, inaugura www.recovery.gov . I cittadini, oltre a dare nuovi spunti e suggerimenti, hanno a disposizione, aggiornate costantemente, le informazioni su ammontare degli investimenti, settori di investimento, progetti con tanto di avanzamento, impegno di risorse e scadenze. Il sito ha l’obiettivo di informare e far partecipare i cittadini sul piano di sviluppo che dovrebbe rilanciare il Paese. Il governo degli Stati Uniti è il primo governo in cui la spesa pubblica è gestita attraverso la Rete in una sorta di amministrazione “controllata”, anche dai cittadini.

9 Febbraio 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Il mondo salvato dalle donne?


Tutti i post di Enrico Sassoon
 

Se qualcuno chiede la mia opinione, dichiaro senza esitazioni che lo stupro di uno o più uomini contro una donna equivale al più grave ed efferato delitto possibile contro la persona, equivalente all'omicidio. È probabilmente peggio di un omicidio perché i danni che la donna si porta dietro la accompagneranno per tutta la vita, una vita sostanzialmente distrutta sotto il profilo psicologico ed emotivo.

Passiamo ad altro argomento, apparentemente sconnesso: la finanza. In una sessione del World Economic Forum di Davos a fine gennaio, una persona intelligente ha posto la domanda: il mondo sarebbe oggi in questo incubo di crisi finanziaria se invece di Lehman Brothers fosse esistita una Lehman Sisters? Le risposte sono variate da quella scherzosa: "no, le donne non avrebbero mai inventato strumenti finanziari così sofisticati", come quelli che ci stanno rovinando la vita; ad altre risposte più serie, come: "le donne non avrebbero mai preso rischi così colossali come quelli che hanno distrutto il sistema".

Il Nobel del microcredito Mohammed Yunus, che presta solo alle donne, approva e ribadisce che la crisi non sarebbe mai scoppiata se fossero state le donne a gestire la finanza. La ministra indonesiana Pangestu condivide: "le donne sono meno corrotte degli uomini". Il commissario europeo Nelly Kroes a sua volta si dice "assolutamente convinta che il testosterone ha messo ko il sistema" e che "in termini generali, le donne sono meno guidate dall'ego degli uomini".

Altra questione: le donne ai posti di comando in azienda. È il disastro, come è noto, si parla di pochi punti percentuali sul totale, e siamo arrivati al 2009. Si è parlato di "soffitto di vetro" per indicare il tappo invisibile che impedisce loro di salire nella scala gerarchica; poi si è parlato di "labirinto della leadership" dove le donne di perdono perché non riescono a superare i trabocchetti di un sistema pensato per gli uomini. La sostanza è la stessa, l'ingiustizia pure.

Non credo alle quote rosa, ma spero che i violentatori passino la vita in carcere. Non credo che Lehman Sisters risolverebbe il problema, perché il potere, politico o economico fa lo stesso, corrompe chiunque. Ma credo nella giustizia e nell'uguaglianza delle opportunità e, per ciò che riguarda le donne, nel nostro mondo postmoderno ne siamo ancora molto lontani.

6 Febbraio 2009

Pay the user first nel Social Bookmarking
   

Pay the user first!


Tutti i post di Maurizio Benzi
 
Il Web2.0 ha portato numerosi cambiamenti tecnologici e sociali: nuovi servizi, nuovi ambienti di relazione e nuove forme di interazione. Ma è importante sottolineare che ha anche introdotto un differente approccio nel rapporto tra chi realizza e chi usufruisce delle applicazioni.
Non a caso le iniziative di maggiore successo hanno alla loro base un pensiero sintetizzato dal concetto "Pay the user first", cioè la capacità di mettere in primo piano il vantaggio, o la ricompensa degli utenti per le loro azioni.
Il successo di Youtube è in buona parte dovuto al fatto che i creatori hanno continuamente migliorato il loro sistema per far diventare sempre più semplice e vantaggioso il processo di condivisione dei video per il singolo utente. Hanno soddisfatto un'esigenza di milioni di persone senza chiedere loro nulla in cambio, se non di rendere pubblici i propri filmati. L'aggregazione degli utenti ed il network effect conseguente hanno portato Youtube a diventare il principale concorrente della televisione.
Ma se avessero chiesto anche solo 10 cent per ogni video caricato, oggi Youtube esisterebbe ancora? Probabilmente no. La ricompensa dell'utente non deve venire dopo quella del business. La stessa visione è stata applicata in sistemi che hanno riscosso ampio successo come Del.icio.us (video) e Flickr.

Il concetto di "Pay the user first" non è scontato. Anche se ormai è diventato un must per le applicazioni Web2.0, la stessa cosa non vale in molti altri ambiti, come quello della comunicazione commerciale. Nella pubblicità online infatti è completamente assente questo approccio alla relazione tra azienda ed utente. Ed è questa una delle ragioni per cui, nonostante le grandi opportunità, l'efficacia dell'advertising online sia oggi cosi limitata.
Cliccando su un annuncio pubblicitario ci siamo ormai abituati ad aspettarci di trovare qualcosa di completamente inutile oppure che richiede un nostro sforzo (compilare un form, iscriversi ad una newsletter, ecc.) senza prima offrirci un reale valore. Il risultato è semplice: gli annunci pubblicitari non vengono cliccati.

"Pay the user first" è un atto di fiducia verso il proprio pubblico. Ed è la regola che prima o poi dovrà valicare gli ambiti delle applicazioni Web2.0  per operare nella definizione dei modelli di business o nella comunicazione pubblicitaria online.

28 Gennaio 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Le parole degli italiani


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Google aiuta la ricerca proponendo nel box le parole più cercate durante l'inserimento. Ad esempio, se si inserisce la lettera "h" in Google.it vengono proposti nell'ordine: hotmail, hp e habbo. Nella versione inglese è proposto ancora hotmail, seguito da home depot e halloween costumes.

Le parole più "proposte" da Google in funzione della ricerca nella versione italiana dalla lettera "a" alla lettera "z" danno una delle migliori letture delle modalità di navigazione degli italiani. Ho selezionato la prima parola italiana, o con riferimento alla realtà del nostro Paese, nell'elenco proposto da Google, per ogni lettera dell'alfabeto. I risultati nell'ordine sono stati: alice, beppe grillo, corriere, dizionario, enel, fiat, gazzetta, habbo, inps, libero, meteo, natale, oroscopo, pagine bianche, quattro ruote, repubblica, superenalotto, trenitalia, UniCredit, virgilio, zelig. L'elenco dimostra che l'italiano usa Internet in prevalenza per informarsi (es. repubblica, corriere, gazzetta e beppe grillo), per servizi generali (enel, inps, Trenitalia) o per accedere a portali di provider (alice, libero).

E' interessante notare che i portali dei quotidiani sono presenti, ma non quelli delle televisioni e che, inoltre, nessun personaggio pubblico compare a parte Grillo che non è un personaggio televisivo. La Rete e la televisione si dimostrano tra loro più impermeabili della Rete e della stampa. Uno dei motivi è la consuetudine dei personaggi pubblici, in particolare dei politici, a ignorare la Rete (considerata un media minore) in favore dell'apparizione in programmi televisivi. Una scelta che a lungo termine può annullare la loro popolarità dato che la televisione declinerà in favore di Internet.

21 Gennaio 2009

Mario Bucchich
Mario Bucchich
   

Usabilità sociale


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

"L'usabilità sociale è un attributo qualitativo che definisce quanto è facile realizzare interazioni sociali all'interno di una specifica interfaccia uomo-macchina" (Design Motivazionale - Giacoma, Casali - ottobre 2008 ).

Le proprietà che definiscono l'usabilità sociale sono quattro:

  • Relazioni interpersonali, ovvero quanto è facile per le persone che fanno parte del network allacciare connessioni e mantenerle attive
  • Identità, ovvero quanto è ricca e completa l'identità delle singole persone che appartengono al network
  • Comunicazione, ovvero quanto è semplice ed efficace la gestione dei messaggi tra persone e all'interno di gruppi
  • Emergenza dei Gruppi, ovvero quanto è facile creare e gestire gruppi, associarsi ad essi e quanto è resa evidente la loro attività.

I criteri di usabilità sociale integrati con le metodologie di User Centered Design (UCD) danno origine al Group Centered Design (GCD), ovvero a un metodo di progettazione che vede la persona inserita in un contesto di rapporti, all'interno del quale esprime se stessa e agisce per raggiungere i propri obiettivi.

Considerato all'interno del tessuto organizzativo di un'impresa, il Group Centered Design assume una particolare rilevanza perché fornisce gli strumenti e i criteri per progettare contesti intranet efficaci.

Una delle dimensioni portanti di un'intranet è la relazione: la relazione tra persona e persona, tra persone all'interno di gruppi e tra gruppi. L'organizzazione stessa è un immenso contesto di relazioni, a volte esplicite e consapevoli, a volte non evidenti ma altrettanto reali, al punto che spesso l'organizzazione vera non è quella descritta negli organigrammi ma quella che cresce e si consolida nei rapporti non gerarchici tra le persone, ben oltre le barriere funzionali dei dipartimenti.
Questo tipo di relazioni fa sì che spesso le persone si auto-organizzano verso il raggiungimento degli obiettivi; nello stesso tempo, però, obiettivi non chiari e non condivisi possono mettere in difficoltà l'organizzazione perché le sue parti si trovano a percorrere strade differenti e in alcuni casi conflittuali.

Le motivazioni personali alla base del normale agire della persona nell'organizzazione sono un elemento determinante l'efficacia della sua azione. Per questo l'analisi e la progettazione delle intranet non può più prescindere da considerazioni "sociali": quali sono le motivazioni che portano la persona a far parte di un gruppo? Come sostenere queste motivazioni? Quali strumenti adottare affinché sia facile per la persona trovare risposta alle proprie motivazioni? Come far sì che le dinamiche all'interno di un gruppo siano occasione per la persona di sostenere i propri obiettivi e di rafforzamento per il gruppo stesso?

Come si vede, la dimensione tecnologia nelle intranet è sempre meno rilevante.

16 Gennaio 2009

   

Fidelizzazione politica


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

La relazione sociale è un rapporto tra due o più individui che orientano reciprocamente le loro azioni. Internet ha introdotto un modello di relazione che potremmo definire digitale attraverso l'utilizzo di oggetti e funzionalità basati sull'interazione tra individui attraverso la Rete. L'effetto di questa relazione è il cambiamento dei modelli di comportamento esistenti e la creazione di nuovi da parte di coloro che la utilizzano.
La Rete in ambito politico è stata finalizzata, da coloro che ne hanno fatto uso, a scopi ben precisi, dalla raccolta firme per una petizione (MoveOn.org) alla raccolta di fondi per campagne elettorali ( Howard Dean primarie elezioni USA 2004), alla creazione di consenso elettorale in vista di elezioni, all'erogazione di servizi informativi e amministrativi locali, alla creazione di movimenti sociali (avaaz.org a sostegno del Dalai Lama), alla gestione dei simpatizzanti (Facebook.com) ed il dibattito di temi pubblici.
Le relazioni con i cittadini create da partiti e personaggi politici con un obiettivo temporale legato ad un evento vengono nella maggior parte dei casi disperse, lasciando spegnere o troncando la relazione con gli utenti che avevano offerto il proprio impegno. Così facendo la capitalizzazione degli investimenti si dissolve, spesso con effetti negativi sull'opinione pubblica. Effetti che rimangono latenti e riaffiorano in altri punti di conversazione offerti da forum, blog, newsgroup.
Un rapporto della Pew Internet & American Life Project ha rilevato che, nel caso di coloro che hanno seguito e supportato la campagna delle elezioni presidenziali di Obama, il 62% delle persone si adopereranno affinché altri cittadini supportino le scelte del neo presidente. Il 16% lo farà supportandolo on-line, il 25% telefonicamente, il 48% nelle relazioni quotidiane.
Il 51% dei sostenitori on line si aspetta di essere aggiornato dalla nuova amministrazione, ed il 27% vuole essere coinvolto direttamente nel processo di cambiamento del Paese.
L'amministrazione Barack Obama si accinge a diventare il governo con il più alto numero di persone direttamente coinvolte nella "gestione" della democrazia degli Stati Uniti d'America.

7 Gennaio 2009

Minority Report - Un'inquietante futuro sulle modalità di utilizzo dei dati personali
   

Internet of Things


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

L' analisi del futuro di Internet porta a prevedere che nel prossimo decennio, uno degli ambiti di maggior sviluppo della Rete e delle tecnologie ad esse collegata riguarderà inevitabilmente l’Ubiquitous Internet. In sintesi la possibilità di accedere a servizi e informazioni tramite device di diverso genere, senza limiti di luogo e di tempo e nella modalità appropriata al contesto. Nel corso degli anni questo concetto è stato affrontato da numerosi studiosi e ricercatori, prendendo nomi differenti in base a caratterizzazioni specifiche da: ubiquitous computing a pervasive computing, da physical computing a everyware.

Ora nel momento in cui la tecnologia è realmente pronta a seguire le motivazioni sociali ed economiche sta prendendo piede il concetto di “Internet of things", cioè la creazione di un ambiente in cui è presente una costante interconnessione tra Internet ed oggetti fisici di uso quotidiano.

L'utilizzo delle tecnologie RFID (Radio Frequency IDentification) nella logistica e NFC (Near Field Communications) nei micropagamenti, sono oggi tra i primi esempi pratici delle opportunità offerte dall'Internet of Things.
Ma in un futuro non troppo lontano le applicazioni potranno spaziare in campi differenti. Si potrà ad esempio:

  • Utilizzare un telefono cellulare come una carta di credito, o come un pass oppure per ottenere automaticamente informazioni da Internet sui prodotti presenti in un negozio
  • Ottenere la diagnosi dei pazienti attraverso il monitoraggio in tempo reale di parametri vitali come la frequenza cardiaca, la respirazione e il tasso di pressione del sangue, attraverso sensori intelligenti indossati dal paziente senza interferire nelle attività quotidiane
  • Monitorare da remoto in maniera semplice informazioni come il traffico, meteo, inquinamento delle acque, ecc.
  • Far interagire gli oggetti di casa (tv, elettrodomestici, console, ecc.) con Internet e gestirli in maniera condivisa via web.
  • Utilizzare nuovi device per accedere a servizi Internet senza il Pc. E' previdibile il proliferarsi di nuovi strumenti interattivi come il Nabaztag, l'ormai famoso coniglio in grado di avvisare della ricezione delle email, di leggere i feed Rss o di riconoscere gli oggetti.

Se da un lato appare utopistico prevedere le sconfinate opportunità di business e le applicazioni di uso comune, dall’altro non potranno essere sottovalutate le implicazioni etiche e sociali. Ed in particolare due aspetti meriteranno grande attenzione: la privacy e la sicurezza.
L'idea di poter essere continuamente "osservati" da qualcuno pronto a conoscere i nostri gusti e le nostre abitudini è una prospettiva che ha già creato non pochi imbarazzi nello sviluppo dell'RFID. C'è infatti chi propone di boicottare le multinazionali che fanno uso di queste tecnologie.

In questo senso il ruolo assunto dalla Commissione Europea è quello di guidare e promuovere un approccio europeo coerente, di assicurare standard comuni ed una legislazione armonizzata. Infatti appare notevole l'impegno espresso dall'UE nella definizione di una policy condivisa che consenta di garantire i diritti fondamentali delle persone, la protezione dei dati personali e la tutela dei consumatori.

[Per approfondimenti: UE - Early Challenges regarding the “Internet of Things”]

5 Gennaio 2009

Robert Castaneda
Robert Castaneda
   

Wiki, un solo strumento per molte applicazioni


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

L'adozione dei wiki nelle organizzazioni è oggi trainata più dal successo di Wikipedia e di altre realtà simili che non dalla effettiva consapevolezza dei benefici a portata di click o dalla disponibilità di casi aziendali di successo.

Un wiki può essere usato in molti modi differenti, ma in particolare due sono le principali categorie di utilizzo: i wiki come ambienti di collaborazione e i wiki come intranet.
Innanzitutto un wiki è uno strumento di collaborazione che soddisfare le esigenze informative all'interno di team di progetto o di gruppi funzionali. Molte sono le situazioni in cui il valore aggiunto è facilmente misurabile:

  • supportare la collaborazione nei team o nei progetti
  • creare una knowledge base per uno specifico gruppo funzionale
  • creare un luogo per la creazione collaborativa di documentazione o di informazioni per il supporto tecnico
  • creare un ambiente per la condivisione di idee e lo sviluppo dei processi di innovazione

In tutti questi casi l'uso è confinato all'interno di gruppi definiti e con lo scopo è ben definito a priori. L'architettura dei contenuti può evolvere di pari passo con la crescita dei contenuti e con l'affinarsi delle esigenze informative.

Un esempio interessante in questa direzione è riportato da StepTwo  nel suo "Intranet Innovation 2008" pubblicato alcuni mesi orsono: Scottrade, società americana di brokeraggio online, ha costruito un wiki denominato Competitive Intelligence Analysis (CIA) per permettere alle persone di aggiornare direttamente una base dati sui nuovi prodotti, le promozioni ed altre attività dei propri competitor e non dover dipendere da una struttura centrale e da processi di diffusione delle informazioni sicuramente più lenti.

Il wiki ha cambiato il modo di comunicare all'interno di Scottrade e ha fornito all'agenzia un vantaggio competitivo importante. Altre organizzazioni impiegano il wiki come base per l'intranet aziendale. In questo caso il valore deriva da:

  • la pubblicazione è tecnicamente semplice
  • tutte le persone possono contribuire 
  • la struttura flessibile del wiki può essere adattata a esigenze diversificate e mutevoli
  • l'ambiente può crescere in maniera organica, adattandosi sia ad esigenze generali di tutta l'organizzazione che ad esigenze locali di specifici team.

L'uso del wiki è distribuito su tutta l'organizzazione e il wiki stesso agisce da content management system molto semplificato e nello stesso tempo molto efficace.

Agendo però da intranet aziendale, necessita delle modalità di governance tipiche di una intranet: in particolare l'intranet team con il compito di coordinare lo sviluppo organico dell'ambiente. L'architettura dei contenuti dovrà però essere progettata fin dall'inizio affinché la partecipazione delle persone alla crescita dei contenuti possa avvenire in modo coerente ad un disegno complessivo.

Gli esempi in questa direzione sono molteplici: dalla Janssen-Cilag alla Intrawest Placemaking, dal Britisch Council al National Geographic e a tante altre, la "soluzione wiki" appare sempre più un percorso sostenibile e dai risultati certi.

Tutti esempi che dimostrano come il wiki può diventare parte integrante dei processi aziendali, ovvero di come le persone operano, e di come questa integrazione incrementa il valore che esse portano all'impresa.


30 Dicembre 2008

Home page tweetminister
Home page tweetminister
   

Political twitter


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Negli Stati Uniti il 62% della popolazione, secondo un rapporto della The Pew Internet Project, utilizza dispositivi mobili (cellulari e palmari) oltre che per la voce, per accedere a dati ed applicativi online, soprattutto fuori da casa e dal lavoro.

In una giornata tipo il device viene utilizzato per:

  • 31% spedire e ricevere SMS
  • 15% scattare una foto
  • 8% giocare
  • 8% spedire e ricevere email
  • 7% accedere ad internet per news ed informazione
  • 7% ascoltare musica
  • 3% scaricare mappe ed indicazioni stradali
  • 3% download di un video

I piccoli device, dopo la Tv e il desktop, sono il terzo passo dello sviluppo del piccolo schermo. L'utilizzo dei dispositivi mobili (cellulari e PDA) per accedere a formati diversi da quello testuale ha incoraggiato lo sviluppo di nuove forme di social media.

Twitter è un applicativo web nato del 2006 (micro-blogging service) che consente agli utenti registrati di lasciare un messaggio non più lungo di 140 caratteri tramite web, messenger o sms.Oggi conta circa 6 milioni di utenti ed un upgrade via cellulare di circa un centinaio di messaggi ogni 5 secondi.
Il limite di Twitter, osservano gli esperti, è la fruizione legata comunque ad una connessione internet sebbene da un dispositivo mobile. Alcune piattaforme hanno ampliato il servizio di pubblicazione anche formati multimediali (foto e video). La notorietà di Twitter è esplosa con il recente attentato a Mumbai in India. In quell'occasione molti utenti si sono improvvisati micro-giornalisti ed hanno utilizzato la piattaforma per aggiornare in tempo reale la situazione di feriti, gli spostamenti di ambulanze, e segnalando gli ospedali a corto di scorte di sangue per eventuali donatori.
Il dettaglio descritto dai messaggi è stato tale da non risparmiare neanche segnalazioni sulle posizioni degli attentatori e sugli spostamenti delle forze dell'ordine. ll governo indiano è stato costretto ad un appello "stop tweeting" per evitare di offrire agli attentatori notizie che avrebbero potuto danneggiare la riuscita delle operazioni di arresto.

In politica Twitter è ancora agli albori, almeno nel panorama europeo. Negli Stati Obama è stato il caso di successo più acclamato, anche se molti utenti hanno lamentato l'abbandono del suo account dopo pochi giorni dalla sua elezione.

In United Kingdom è possibile seguire i parlamentari e l'attività dei ministri in tempo reale registrandosi al portale Tweetminster.co.uk . L'iniziativa non ha nulla di originale e si ispira all'esperienza statunitense Tweet Congress.org assai più complessa e seguita di quanto non sia il tentativo europeo.

In Italia, nel contesto politico, Twitter è ancora sconosciuto al di fuori di sporadiche, isolate, e poco aggiornate esperienze di qualche politico locale (es.Diego Cammarata, sindaco di Palermo).

24 Dicembre 2008

   

Facebook oggi e domani


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Facebook sta aumentando la sua popolarità e diffusione. Nel 2008 ha portato il suo numero di iscritti da 50 milioni a 125 milioni. Facebook è visibile in ben 20 lingue. Per Alexa, la società di Amazon che misura il numero di accessi ai siti, Facebook è al quinto posto nel mondo dopo Yahoo!, Google, YouTube e Windows Live. Facebook è il primo social network ad avere avuto un successo planetario.

Con queste premesse per Facebook il 2009 dovrebbe essere l'anno della definitiva affermazione. In realtà, Facebook ha almeno tre problemi da risolvere per candidarsi a un ruolo simile a quello raggiunto da Google per i motori di ricerca.

Il primo è la profittabilità, il tallone d'Achille di tutti i social network che l'hanno preceduto.

Il secondo è l'esportabilità dei profili personali in altre piattaforme, quindi la possibilità da parte dell'utente di replicare i propri dati in diversi social network. Da tempo si discute infatti a chi appartengono i dati caricati dalle persone su Facebook o su MySpace e, più in generale, di uno standard universale per definire i dati personali. Se questi appartengono all'utente e sono utilizzabili su diverse piattaforme di social network, allora il valore di queste piattaforme risiederà nei servizi che possono offrire e non nei dati. Oggi non è così.

Il terzo problema è Internet stesso, Facebook è un mondo chiuso, un sottoinsieme delle informazioni presenti in Rete. Una situazione nel tempo forse inconciliabile con lo sviluppo della Rete.

15 Dicembre 2008

Fonte: Slideshare - “ECM and Enterprise 2.0”
Fonte: Slideshare - “ECM and Enterprise 2.0”
   

Worker Model for Enterprise 2.0


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 
E' nell'umana natura immaginare che il futuro sia tale e quale il presente, ma con vestiti più cool e macchine volanti.
Seth Godin

L'utilizzo di wiki, blog, RSS e in generale di soluzioni di social network induce, nelle organizzazioni, grandi cambiamenti. AIIM ha codificato nell' "AIIM Worker Model" - pubblicato circa un anno fa - sette fasi evolutive all'interno di questo percorso di cambiamento:

Island of Me

l’uso “personale” del computer provoca un comportamento protezionistico delle informazioni; non solo i dipartimenti, ma anche le persone sono o si comportano come silos informativi.

One-way Me/Enterprise 1.0

le persone che lavorano nella stessa organizzazione iniziano a cercare le informazioni, ma queste sono in genere depositate in ambienti proprietari sviluppati ad hoc e l'accesso non è semplice né veloce.
Team Me
è l'inizio del Knowledge Management. S’incomincia a raccogliere informazioni sulle competenze personali, sui progetti cui le singole persone hanno partecipato e sulle persone con cui hanno collaborato. Questi dati però generalmente hanno un uso limitato all'interno di comunità chiuse, come gli uffici del personale.

ProactiveMe/Enterprise 1.5

segna l'inizio dell'always connected e di un approccio al lavoro che vede le persone attive 24 ore su 24, 7 giorni su 7. L'accesso via web ai sistemi diventa il fattore abilitante decisivo, perché consente alle persone di partecipare a progetti pur vivendo in paesi diversi e in fusi orari diversi.
Two-way Me
si affaccia l'intelligenza collettiva e si inizia a considerare il modo in cui le informazioni fluiscono realmente all'interno delle organizzazioni, al di là di quello che racconta l’organigramma.
Islands of We
si cercano strumenti e metodi per favorire il networking e inizia l'adozione di sistemi software che rendono trasparenti le connessioni sociali. Le innovazioni battezzate come "2.0" non sono ancora adottate in chiave strategica.

Extended Me/Enterprise 2.0

si presenta come il compimento del percorso iniziato con l'uso del personal computer, e che spinge sempre più i sistemi informativi ad essere flessibili per adattarsi a business model innovativi e sempre nuovi. Ci sono tutti gli elementi culturali per far sì che la saggezza emerga dall'azione collettiva delle persone, ma il percorso è ancora lungo.

Una qualunque organizzazione può trovarsi istante per istante in una delle fasi descritte oppure nel passaggio tra una fase e la successiva. Che l'evoluzione avvenga dipende dalle persone che vi lavorano e dalle persone che la guidano.

13 Dicembre 2008

John McCain vs. John McCain
   

La politica in mano agli elettori


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

La Rete ha messo nelle mani degli elettori la capacità di analizzare i suoi contenuti. Fino a qualche tempo fa la politica e la comprensione dei suoi programmi elettorali e dei suoi personaggi sono stati nelle mani dei tecnici di settore, consiglieri, parlamentari, assessori, e dei media tradizionali TV, Radio e giornali che avevano il compito di informare la collettività.

L'immagine e l'opinione che l'elettore poteva farsi era basata, ad eccezione dell'ascolto diretto, esclusivamente su spot, dibattiti, trasmissioni e articoli che propongono una lettura soggettiva e "di redazione" del pensiero politico.

Internet, con il 2008 e le elezioni statunitensi, ha sostanzialmente concluso un ciclo di emancipazione dell'elettore nei confronti della res publica e dei filtri che in maniera più o meno accentuata sono da considerarsi una distorsione del messaggio. L'abbattimento anche parziale di questi filtri ha accelerato un invasione di campo degli elettori nelle campagne elettorali e nella "questione politica" più in generale.

I social network offrono lo spazio virtuale alla necessità dei cittadini di aggregarsi su temi sociali. You Tube ha consentito ai cittadini di elaborare ed aggregare formati multimediali capaci di generare nuove forme di comunicazione.

Lo sviluppo del fundraising on line, sdoganato da McCain e consacrato nell'elezione di Barack Obama, ha perfezionato il processo di affrancamento della politica dalle lobby economiche consegnando d'altro canto il politico e la sua capacità di generare consenso completamente nelle mani dei suoi elettori.

La persistenza dei contenuti in Rete legata alla loro reperibilità nel tempo, la capacità degli elettori di generare autonomamente nuovi messaggi, la possibilità di mobilitare ed organizzare gruppi di individui in tempi rapidi delineano una nuova espressione di fare politica che sposta il focus dall'individuo ai suoi sostenitori.

9 Dicembre 2008

Copertina del nuovo libro
Copertina del nuovo libro " TU SEI RETE" di Davide Casaleggio
   

TU SEI RETE


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

Le reti sono ovunque intorno a noi. 

Fino a qualche anno fa le relazioni tra persone, oggetti ed eventi erano attribuite al caso. L'unico modo per ipotizzare il funzionamento dei sistemi complessi era attribuirne le ragioni ad avvenimenti casuali.

La vita e l'evoluzione delle reti seguono invece leggi precise e la conoscenza di queste regole ci permette di utilizzare le reti a nostro vantaggio.

Tutto è diventato una rete da studiare, modellare, modificare. La capacità elaborativa dei computer unita alla decodifica di alcuni sistemi complessi come la mappa del DNA, di Internet e delle relazioni sociali ha permesso di verificare le nuove leggi su vasta scala.

Le leggi a cui obbediscono i sistemi che ci circondano non sono intuitive, "essere nella media" perde di significato. In queste reti si passa di stato: le caratteristiche delle singole parti hanno un significato diverso con il variare dei loro valori.

Luminari e pionieri in diversi ambiti di applicazione hanno intuito le potenzialità delle reti che ci circondano e le hanno sviluppate. 

Ad esempio, in Bangladesh è stata creata una banca per i poveri, dove i tassi di restituzione dei prestiti sono superiori rispetto alle banche tradizionali, grazie all'uso delle reti di persone che si rendono garanti tra loro. I gruppi di persone e le relazioni che si instaurano tra persone sono anche alla base di una rivoluzione silenziosa anche della politica. I movimenti popolari sempre più si coordinano in modo autonomo tramite comunicazioni interpersonali. Con gli SMS e le email il governo spagnolo è stato messo in crisi dalla popolazione, in Venezuela è stato ribaltato un colpo di Stato e molte campagne elettorali sono state influenzate da questo fenomeno, dalla Francia all'Indonesia. 

Analizzando i principi di trasmissione delle malattie è stato possibile comprendere la diffusione, evoluzione e scomparsa di epidemie come l'influenza Spagnola di inizio '900, che uccise più persone della Prima Guerra Mondiale.

Lo studio delle reti ha permesso anche di rivoluzionare i sistemi di trasporto. I servizi postali rimasero, infatti, immutati per duemila anni: la velocità di trasporto di una lettera a metà dell'800 era inferiore a quella dei Romani. La situazione cambiò quando il trasporto fu pensato come una rete con strumenti di trasmissione come i francobolli e le buche delle lettere.

Sulle basi di queste leggi si sono sviluppati strumenti per il marketing, il business e l'organizzazione. Ad esempio, una delle proprietà più sorprendenti delle reti è la presenza di "piccoli mondi": ambienti anche vasti all'interno dei quali tutti i membri possono mettersi in contatto tra loro in modo immediato. Chiunque di noi, ad esempio può contattare uno dei sei miliardi di individui nel mondo attraverso una catena di sei conoscenze. Questa proprietà permette alle informazioni di circolare rapidamente e su questo concetto si sono basate le nuove soluzioni commerciali che sfruttano il capitale relazionale aziendale e le tecniche di marketing virale.  

Anche a livello aziendale il concetto di auto-organizzazione segue le leggi delle reti e permette di gestire sistemi complessi indicando semplici regole di comportamento ai suoi componenti. In questo modo, ad esempio, i formicai riescono a funzionare senza alcuna gerarchia di comando e molte aziende hanno iniziato ad utilizzare questi principi per snellire i processi decisionali

Molte società hanno utilizzato questa nuova prospettiva di mondo in rete per creare nuove prospettive di business. La rete di relazioni interpersonali è stata utilizzata per stabilire dei contatti, ma anche per organizzarsi, condividere risorse ottimizzandone l'utilizzo e sviluppare progetti grazie alla creazione di un'intelligenza collettiva, formata da molte menti con un obiettivo comune.


Tratto dal libro: TU SEI RETE di Davide Casaleggio

2 Dicembre 2008

Previsioni per la ripartizione della pubblicità nel 2008 (UPA-Astraricerche)
Previsioni per la ripartizione della pubblicità nel 2008 (UPA-Astraricerche)
   

La fine dell' "industria pubblicitaria"


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

Possiamo considerare la pubblicità come una delle tante componenti del marketing di un'impresa, che riveste un'importanza più o meno elevata in base al budget aziendale che le viene destinato.
Da un altro lato possiamo invece considerare il complesso dell'industria pubblicitaria, come una macchina che consente di mantenere in piedi sistemi mediatici come televisioni, radio e stampa. Si tratta di un giro d'affari di oltre 450 miliardi di dollari all'anno, pari all'1% del PIL mondiale.
Per capire meglio le dimensioni di questo mercato, basta ricordare che in Italia il mercato della pubblicità ha un valore di 10 miliardi di euro mentre quello dell'elettronica di consumo di circa 15 miliardi di euro.

Ma come si è arrivati alla creazione di una vera e propria industria della pubblicità?
Nel corso degli anni la criticità per le imprese si è spostata dalla produzione alla persuasione del cliente all'acquisto. Dal fine originario di informare sull'esistenza di un prodotto o di un servizio, l'obiettivo della pubblicità è diventato la creazione di nuovi bisogni. La pubblicità ha pesantemente contribuito nel creare o nell'accrescere il valore (indipendentemente dal fatto che fosse reale o meno) dei prodotti, aumentandone di conseguenza le vendite. E alimentando se stessa.

Se negli ultimi 30 anni il mercato dell'advertising è cresciuto ad una media del 10%, negli scorsi anni ha avuto inizio un'inversione di tendenza. Nel 2007 il principale mercato al mondo, quello degli USA, ha subito la prima flessione della sua storia. E la crisi economica in atto non potrà che ripercuotersi ulteriormente su questa "industria".

E da ora un ruolo importante sarà quello giocato dalla Rete.

Non tanto per il lento spostamento di investimenti dalla pubblicità tradizionale all'advertising on line quanto per il progressivo cambiamento delle abitudini delle persone.
Tradizionalmente uno dei valori intrinseci della pubblicità mass market è stato la credibilità: la pubblicità garantiva, da sola, una certa affidabilità del prodotto.
Ora, in molti ambiti, il ruolo che la pubblicità tradizionale riveste nei processi di acquisto risulta indebolito dalla Rete. Internet sta soppiantando la pubblicità nel suo ruolo informativo.
La pubblicità non è finita. Ma l'industria pubblicitaria che conosciamo si avvia verso un cambiamento radicale.

26 Novembre 2008

Logo dell'enciclopedia on line Wikipedia
Logo dell'enciclopedia on line Wikipedia
   

La resa delle enciclopedie come le conosciamo


Tutti i post di Davide Casaleggio
 

Le enciclopedie cartacee stanno cedendo il passo al digitale.

La vera rivoluzione non è però nel supporto, ma nella capacità di creazione del contenuto. Negli ultimi anni si è spesso guardato alla competizione tra Enciclopedia Britannica e Wikipedia contando le voci, l'accuratezza dei contenuti e la capacità di aggiornamento. Solo sull'accuratezza dei contenuti l'Enciclopedia Britannica ha sempre mantenuto il primato. Su 42 articoli scelti a caso dalla rivista Nature, Wikipedia aveva 162 errori, mentre l'Enciclopedia Britannica 123 (comunque contestati, ma riconfermati di recente).

Su tutti gli altri confronti l'enciclopedia creata dalle persone ha ormai l'indiscussa leadership. Alexa la pone a oltre 450 volte il sito britannica.com in termini di visitatori.
Le voci che possono essere lette sull'Enciclopedia Britannica sono circa 65 mila, su Wikipedia inglese sono 2,6 milioni pari a circa 25 volte le parole contenute sull'Enciclopedia Britannica.

Ora Britannica sta cercando di riprendere terreno con un nuovo progetto aperto a tutti coloro che vorranno contribuire. Rimane tuttavia un forte freno alla libera contribuzione: l'Enciclopedia Britannica si vende; Wikipedia è patrimonio di tutti. Anche se è stato previsto un sistema di ricompensa difficilmente sarà grande a sufficienza da coinvolgere i milioni di autori che contribuiscono ogni giorno alla nuova enciclopedia on line.

Il segnale di resa delle enciclopedie classiche si è avuto in questi giorni quando si è scoperto che la maggiore enciclopedia spagnola ha copiato articoli scritti su Wikipedia, per ora ne sono stati trovati 16. Questa è sicuramente stata una leggerezza da parte di qualche autore, ma è un segnale: se qualche anno fa era Wikipedia quella accusata di plagio, ora è diventata lei stessa il punto di riferimento.



24 Novembre 2008

Primo discorso alla nazione del Presidente Barack Obama tenuto su Youtube
   

Bye Bye Tv


Tutti i post di Luca Eleuteri
 

Una ricerca eMarketer sull'advertising online annuncia nel 2009 il superamento da parte dell'online negli investimenti cumulati rispetto alla TV, che oggi comunque vede un budget praticamente doppio a quello della spesa Internet. In un solo anno un recupero quindi pari almeno al 100%. Questo sorpasso del Web sulla TV si è già consumato in Svezia.

L'advertising attenderà un anno, la politica e le presidenziali statunitensi del 2008 hanno già decretato la morte dei vecchi media con un anno in anticipo. La data ufficiale potrebbe essere fissata con il primo discorso del Presidente Barack Obama alla nazione tenuto non attraverso un canale televisivo ma attraverso la Rete.

In un incontro del 7 novembre "Web e politici" condotto da John Heilemann del New York Magazine il sindaco della città di San Francisco, Gavin Newson, il direttore del più autorevole blog The Huffington Post, Arianna Huffington, e Joe Trippi, campaign manager di Howard Dean, hanno dibattuto sul fenomeno Obama e sul ruolo svolto dalla Rete in queste presidenziali americane. Il ruolo della Rete nella campagna del neopresidente è stato accostato a quello della televisione nella campagna del 1960 di JFK. Allora quella campagna, che vide vincitore su Nixon il giovane Kennedy, decretò il tramonto della radio e l'affermazione del piccolo schermo esattamente come oggi è accaduto per Internet nei confronti della Tv.

Sono tre le constatazioni emerse nel dibattito del 7 novembre e che riassumono il fenomeno Obama.

La prima è che Obama non sarebbe stato eletto senza il ruolo fondamentale e determinante della Rete per la raccolta fondi, raccolta che si è svolta principalmente attraverso centinaia di migliaia di piccole donazioni sotto i 200 dollari raccolte dal web.

La seconda che il canale You Tube di Obama, ha osservato Joe Tripi, ha garantito un totale di circa 14,5 milioni di ore di video spot per un valore stimato di circa 47 milioni di dollari qualora avesse dovuto procedere all'acquisto di spazi su emittenti locali e nazionali.

La terza considerazione, del sindaco di San Francisco Newson, è che la Rete, maturata velocemente dall'esperienza di Dean per il fund-raising, ha offerto al giovane candidato repubblicano strumenti di relazione digitale che ha saputo sfruttare in modo sorprendente (Facebook in particolare) e che hanno costruito a tempi record una macchina organizzativa perfetta ed in grado di ramificarsi con effetti di una vera e propria pandemia.


17 Novembre 2008

   

I media mainstream e gli orsi polari


Tutti i post di Gianroberto Casaleggio
 

Fino a qualche anno (mese?) fa si discuteva sulla possibile fine dei mainstream media (giornali, radio, televisione).
Oggi la domanda non è più se i vecchi media scompariranno, ma quando questo succederà. Un dibattito molto simile a quello sulla scomparsa del Polo Nord, ora che i ghiacci si sono sciolti il fenomeno è accettato dall'opinione pubblica. Un fatto, sino a due/tre anni fa, dato per impossibile.

I mainstream media sono antieconomici e superati dall'informazione in tempo reale e globale della Rete. I bambini scelgono già su YouTube i programmi preferiti indicando con un dito l'immagine, per loro è inconcepibile dover aspettare per vedere un telefilm o un cartoon.

La libera scelta del navigatore sostituisce il palinsesto del giornale e della televisione. La Rete è un supermedia che assorbirà tutti gli altri.

Il settimanale Life, il più importante periodico di fotografie ha terminato le pubblicazioni il 20 aprile 2007 mantenendo l'edizione on line .
In questi giorni ha annunciato la chiusura uno dei principali quotidiani nazionali statunitense, il Christian Science Monitor, con più di cento anni di vita, che proseguirà solo su Internet.
Il New York Times ha reso noti i risultati economici del terzo trimestre 2008, il profitto ("operating profit") è sceso da 28 milioni di dollari del 2007 a 10 milioni di dollari. Due terzi in meno. La presidente e CEO Janet L. Robinson ha dichiarato: "Il risultato riflette la diminuzione in investimenti pubblicitari che derivano dai cambiamenti epocali che stanno cambiando l'industria dei media".

Il Polo Nord scomparirà del tutto entro un paio d'anni.
I mainstream media sono il nuovo orso bianco. Per loro quanto ci vorrà?


14 Novembre 2008

Numero di messeggi scambiati su GigaTweet alle ore 11:00 del 14/11
Numero di messeggi scambiati su GigaTweet alle ore 11:00 del 14/11
   

Microsharing


Tutti i post di Roberto Cobianchi
 

Il microsharing , chiamato anche "micro-blogging", sta diventando un'opportunità significativa per le imprese, tanto più in un periodo in cui i budget IT si stanno assottigliando e cresce la necessità di assicurare la circolazione efficace delle informazioni in azienda con strumenti economici e flessibili.

Twitter è uno strumento di comunicazione e networking nato per consentire alle persone di scambiarsi piccoli frammenti di informazione all'interno di reti più o meno ampie di "contatti".
Oggi migliaia di persone in tutto il mondo si scambiano messaggi non più lunghi di 140 caratteri, per aggiornarsi un po' su tutto. In questo preciso momento il numero totale di messaggi scambiati tracciati su GigaTweet è 1.005.264.412.

Le potenzialità sono tali che sempre più le imprese cercano di individuarne un utilizzo efficace per la collaborazione tra i dipendenti a beneficio del business. Infatti gli strumenti di microsharing cambiano in modo radicale il modo con il quale le persone interagiscono e incrementano le loro abilità professionali
Il successo di Twitter è tale che negli ultimi mesi sono nate molte applicazioni similari. Pistachio Consulting in un report pubblicato lunedì scorso, "Enterprise Microsharing Tools Comparison" ne ha analizzate 19, identificando le caratteristiche principali, i punti di forza e i punti di debolezza.
I prodotti sono classificati in:

  • pure-play, ovvero i prodotti simili a Twitter (incluso)
  • enterprise-built, sviluppati da aziende secondo le proprie specifiche esigenze (BlueTwit di IBM, OraTweet di Oracle, Trillr di CoreMedia, ESME di SAP/Siemens)
  • open source, che possono essere installati, personalizzati e avviati all'interno del firewall aziendale (per esempio Identi.ca).
  • pseudo-microsharing, soluzioni simili ai pure-play ma con funzionalità notevolmente inferiori
  • integrated microsharing, più complessi e che integrano funzionalità di social networking, come il caso di Socialtext Signals che dovrebbe essere integrato in Socialtext 3.0
  • self-service microsharing, ambienti on-line su cui costruire proprie "reti" private di scambio informazioni (per esempio Yammer ).

Quali sono le funzionalità chiave per l'introduzione di una soluzione di microsharing in azienda, dentro il firewall aziendale?
Innanzitutto il supporto SMS, perché favorisce la connessione continua anche con le persone che lavorano fuori dal proprio ufficio, sul campo, per esempio gli agenti o i commerciali. È chiaro che se una parte degli utilizzatori non è connessa al sistema cala l'utilità e quindi il valore per tutti.
Molto importante è l'integrazione con Twitter, così da ricevere sulla stessa interfaccia anche gli stream esterni e non costringere le persone a utilizzare due ambienti distinti.
Anche l'integrazione con strumenti di IM è giudicata importante: sempre più questi strumenti vengono utilizzati dentro le imprese per favorire lo scambio diretto e immediato di informazioni tra i dipendenti. L'utilizzo integrato tra i due ambienti favorisce il percorso di introduzione della soluzione di microsharing, il cui valore è superiore a quello del semplice IM.
Sempre più cresce la necessità di assicurare relazioni stabili e produttive tra le persone che operano sullo stesso processo, nella stessa funzione o nello stesso team. Il microsharing può contribuire in modo significativo ad aggiungere valore alle relazioni sociali. Relazioni a valore aggiunto, ovvero tweets più interessanti di un " Gooooood morning!" oppure "Watching craps table at the Rio".

12 Novembre 2008

Diffusione dei social network nel mondo - www.oxyweb.co.uk/blog
Diffusione dei social network nel mondo - www.oxyweb.co.uk/blog
   

1 navigatore italiano su 6 è iscritto a Facebook?


Tutti i post di Maurizio Benzi
 

Pochi giorni fa un articolo del Guardian descriveva l'arretratezza degli italiani nell'utilizzo della Rete: nel nostro paese solo il 32,8% utilizza Internet, rispetto ai 57,5% degli inglesi, al 48,8% dei francesi ed ai 42,6% dei tedeschi. Nell'articolo particolare attenzione veniva data all'Italian style del "social networking". Secondo il Guardian, contrariamente al successo raggiunto in altri paesi europei, nel 'bel paese' non c'è alcun interesse verso le applicazioni che consentono di condividere sul web le proprie relazioni.

Secondo il giornale gli italiani preferiscono fare altro, come incontrarsi nelle piazze o parlarsi al telefono. In sintesi una testimonianza che ci dipinge come un popolo di primitivi digitali.

Ma è poi vero?

In realtà proprio negli ultimi mesi, dopo la sua traduzione in italiano, uno dei sistemi di social networking più popolari,