
"indian girls" di Mario Bucchich | Auto-innovazione Battuta recentemente dalla Cina come primo produttore mondiale di auto, l'America sta ponendo la testa a un altro problema: quello dell'auto elettrica.
Nei giorni scorsi si è svolto il salone dell'auto di Detroit, e l'atmosfera era un po' particolare. Nonostante, infatti, le auto a benzina o gasolio rappresentino tuttora il 97% del mercato, contro uno stabile 3% di quelle ibride o elettriche, la sensazione è stata che l'auto a combustibili fossili si stia ormai avviando a essere lei stessa un fossile. Poco, probabilmente, accadrà nei prossimi due o tre anni, ma il traguardo che hanno in mente i produttori non è il 2015, ma il 2020.
I problemi sono due. Il primo è che, nonostante la spinta verde dei consumatori su un numero crescente di prodotti, in quanto automobilisti questi stessi consumatori restano volentieri alla finestra quando si tratta di auto ibride o elettriche. Un po' per il costo iniziale, un po' per l'insufficiente autonomia, un po' per le difficoltà di rifornimento. E, di fronte a queste incertezze, i produttori fanno sforzi e previsioni, ma restano cauti.
Il secondo problema è che l'orizzonte temporale è estremamente incerto. Le previsioni sulla penetrazione delle auto ibride o elettriche al 2020 vanno dal 10% al 90% del mercato. Nessuno è in grado di essere più preciso di così e, conseguentemente, gli investimenti in innovazione seguono la stessa incertezza.
Le cose però si muovono, in Usa come in Europa, in Giappone come in Cina. Le case automobilistiche stanno lavorando a modelli sempre nuovi e la Toyota prevede senza mezzi termini che le auto ibride con motore elettrico diventeranno abbastanza in fretta la tecnologia chiave dell'industria. D'altra parte, notano alla Ford, per rispettare l'obiettivo di Obama di innalzare negli Usa lo standard di percorrenza da 27,5 miglia/gallone di oggi a 35,5 nel 2016, il ricorso all'ibrido è praticamente obbligatorio.
Ancora una volta, la chiave è duplice: i consumatori, che si devono abituare all'idea di un'auto differente con prestazioni differenti; e l'industria, che deve riuscire a realizzare in breve il passaggio tecnologico che consenta a ridurre il gap di prestazioni e costi dalle auto di oggi a quelle di domani.
di Enrico Sassoon |
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Il 2010 sarà l’anno in cui il mobile
internet inizierà a imporsi sul desktop/laptop
internet.
Questo avverrà grazie alla diffusione degli
iphone, device che costituisce oggi il 60% del
mercato, e delle relative applications.
A fine 2009 c’erano 120 mila iPhone
apps, per fine 2010 saranno 300
mila.
I download di apps da parte dei 26 milioni
di iPhone e dei 19 milioni di iPod Touch variano tra i
100 ed i 150 milioni al mese.
Solo Android di Google potrà emergere, non prima del 2011,
se riuscirà a trovare dei device all’altezza.
(dal focus: Analisi del mercato delle iPhone Application)
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