Magazine digitale quindicinale giovedi 11 marzo 2010
Volume 7, numero 122

Foto: "New York cycling" di Mario Bucchich
Il rebus del cambiamento climatico

Abituati agli scandali a ripetizione di casa nostra, abbiamo fatto poco caso allo scandalo internazionale che riguarda un organismo fino ad oggi tra i più rispettati: l'IPCC, che per i poco pratici è l'Intergovernmental Panel on Climate Change, in pratica l'istituzione di metereologi e scienziati del clima che da anni ci ammonisce rispetto all'avvento del cambiamento climatico e del riscaldamento globale. È saltato fuori, infatti, che alcuni dati (in particolare quelli sullo scioglimento dei ghiacciai dell'Himalaya) siano stati in parte inventati e in parte enfatizzati; in questo modo la credibilità di un po' tutto l'impianto dell'IPCC è andata a pallino.

È sceso in campo, per difenderlo, persino il premio Nobel ed ex-vicepresidente Usa Al Gore, autore di quel documentario intitolato Una scomoda verità che ha emozionato milioni di persone e ne ha convinte la maggior parte sulla catastrofe ambientale imminente, a meno che non si faccia subito qualcosa al riguardo. In ballo ci sono ora scelte storiche determinanti, ad esempio nel quadro del Protocollo di Kyoto per l'abbattimento della CO2 e degli altri gas serra, il rinnovo avviato al recente vertice di Copenhagen, o altri trattati di diversa impostazione che alcuni Paesi - a partire dall'America - desidererebbero al posto di quello di Kyoto.

Insomma, la confusione ormai regna sovrana e il problema si fa serio. Se anche fosse vero che i dati dell'IPCC fossero sbagliati o inventati, il problema dell'inquinamento globale rimarrebbe quello che è: una cosa estremamente seria e preoccupante, di cui tutti sentiamo gli effetti dannosi, anche se non possiamo dire che porterà a cambiamenti globali del clima planetario, al riscaldamento globale e all'innalzamento del livello degli oceani.

In passato il mondo delle imprese guardava con ostilità a chi proponeva azioni drastiche di riduzione delle emissioni di gas serra e altri interventi per l'ambiente. Oggi non è più così: governi e imprese, col supporto delle istituzioni scientifiche e accademiche, convergono nel ritenere che la lotta per la sostenibilità va appoggiata.

Certo, c'è chi si impegna di più, pagandone i costi, e chi cerca di scapolarla, e questi ultimi vanno individuati e costretti a pagare la loro parte. Così come noi cittadini dobbiamo pagare la nostra parte se vogliamo vivere in un mondo più sano e meno inquinato, e tramandarlo ai nostri discendenti.

Per cui, IPCC o meno, la battaglia per l'ambiente deve essere ancora combattuta perché di certo i problemi da affrontare sono molti e complessi. Senza catastrofismi, ma anche senza abbassare la guardia.

di Enrico Sassoon

xRay

Citizensourcing
I cittadini possono contribuire ai compiti svolti tradizionalmente da attori pubblici, in genere impiegati o esterni?

Nel numero di gennaio di "The International Journal of Public Participation" si legge che aziende come Procter & Gamble, Lego, Adidas e molte altre hanno imparato da tempo a coinvolgere, quasi ad affidare, l'innovazione ai clienti e consumatori dei prodotti.
Queste aziende hanno riconosciuto che il mercato è una fonte di valore per il business.

Ricerche e studi accademici su questa forma di "Innovazione Democratica" mostrano che esiste un grande potenziale anche nel settore pubblico.

"Citizensourcing" (termine proposto da Lukensmeyer e Torres) descrive la progettazione e la configurazione di un nuovo rapporto tra il governo e i cittadini, basato su una serie di pratiche e principi applicati nel settore privato, in cui un attore pubblico esternalizza una sua funzione ad un gruppo di persone indefinito .

Questo concetto di "Open Government" apre a nuove modalità di creazione di valore pubblico e di coinvolgimento dei cittadini.


Focus: I Ministeri della salute on line in Europa

Lo studio ha analizzato la presenza on line dei Ministeri della Salute europei.

Il Ministero della Salute tedesco è risultato il miglior sito europeo, seguito da Gran Bretagna e Lussemburgo.

L’analisi della struttura dei siti, dell’organizzazione dei contenuti e dell’accessibilità ha dato risultati medio alti; carente e poco curata risulta invece la gestione della relazione con l’utente.

Per ora l’aspetto spiccatamente informativo di questi siti, dimostra i limiti nell’utilizzo della Rete come strumento relazionale capace di offrire una maggior gamma di servizi e opportunità all’utente...


Public Relations and the Social Web
di Rob Brown

Il mondo delle comunicazioni sta cambiando.

I nuovi social network stanno rivoluzionando il modo di comunicare, trasformando i nostri tradizionali modelli di dialogo.

Questo libro analizza come questi modelli di comunicazione stiano cambiando e cosa questo significhi per i professionisti della comunicazione operanti nei diversi settori di business.

''C’è chi pagherebbe per vendersi''.

Victor Hugo

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Direttore: Mario Bucchich
Direttore Responsabile: Gianroberto Casaleggio
Redazione: info@casaleggio.it
ISSN: 1824-2006