Magazine digitale quindicinale giovedi 8 aprile 2010
Volume 7, numero 124

Foto: "peaceful rest" di Mario Bucchich
Una crisi senza colpevoli

La crisi più grave della storia, che ha colato a picco imprese, banche e società finanziarie, che ha lasciato senza lavoro milioni di persone e che ha annichilito i risparmi di altri milioni di persone, non ha responsabili.

Se ci pensate bene, l'unico ad andare in galera per il disastro finanziario provocato è stato Madoff, ma in quel caso sarebbe stato difficile ignorare che aveva letteralmente depredato i risparmiatori che gli avevano dato i loro soldi da gestire.

Siamo ormai a due anni dallo scoppio della crisi e le nuove regole finanziarie che erano state annunciate con grande clamore non si vedono ancora. In Europa si stanno studiando nuove regolamentazioni, ma verranno cautamente introdotte più o meno a fine 2012.

In America, dove la crisi è stata generata, c'è una commissione dal nome bellissimo - Financial Crisis Inquiry Commission - nominata lo scorso luglio e formata da sei democratici e quattro repubblicani, che però non ha nemmeno iniziato a lavorare. Predominano le polemiche e i disaccordi, e i risultati della presunta indagine, attesi per la fine di quest'anno, con ogni probabilità o non ci saranno o lasceranno molto a desiderare.

La commissione dovrebbe studiare ben 22 diversi fattori che hanno portato alla crisi, dai prestiti subprime alla gestione dei rischi, dai derivati finanziari alla allegra gestione di molti istituti finanziari. Ma i lavori non sono ancora cominciati PER MANCANZA DI FONDI!

Conclusione: i mercati stanno riprendendo vigore e con essi tornano in massa i risparmiatori che vorrebbero magari recuperare un po' dei soldi perduti. Il gioco, però, è a rischio: senza nuove regole severe e fatte rispettare con efficacia le bolle speculative sono sempre in agguato.

Speriamo di non ritrovarci tra uno o due anni in una fotocopia della grande crisi del 2008-2009, e ancora una volta senza nessun colpevole.

di Enrico Sassoon

xRay Enterprise 2.0

Il termine Enterprise 2.0 è riferito all'utilizzo di tecnologie Web 2.0: dentro le imprese, per favorire la collaborazione tra le persone, lo scambio e la condivisione delle informazioni, all'esterno delle imprese per stabilire relazioni con il mercato basate sulla conversazione tra persone piuttosto che sulla comunicazione commerciale e marketing tradizionale.

L'adozione di queste tecnologie è legata alla gestione di processi interni all'organizzazione o alla vendita/promozione del marchio e dei prodotti sul mercato.

L'Enterprise 2.0 porta a un cambiamento nelle persone e nei processi organizzativi. Il report "Collaboration and Enterprise 2.0" Industry Watch 2009 pubblicato dall'AIIM conferma, che il principale driver all'introduzione è il migliore utilizzo delle conoscenze condivise (circa il 60% dei rispondenti), seguito da una migliore collaborazione e dalla rapidità di comunicazione (circa il 50% dei rispondenti).

Il principale ostacolo è legato ancora a questioni culturali e di comprensione, seguite dal costo e dal ROI.

La spinta maggiore all'adozione viene dagli utenti e, in seconda battuta, dai responsabili IT, mentre i manager di primo livello e il CEO sono i meno propensi a spingere per un cambiamento tecnologico e di processo.


Focus: Analisi del mercato degli iPhone Application. NEW!

Grazie alla diffusione degli iphone, il 2010 sarà l’anno in cui il mobile internet inizierà a imporsi sul desktop/laptop internet.

A fine 2009 per iphone, che costituisce oggi il 60% del mercato, c’erano 120 mila iPhone apps, e per fine 2010 saranno 300 mila.

Unico possibile competitor Android di Google, che potrà emergere se riuscirà a trovare dei device all’altezza dell'iphone.


Coolhunting
di Peter Gloor, Scott Cooper

Coolhunting è il termine coniato negli anni '90 per indicare una nuova area del marketing.

Il libro spiega gli strumenti esistenti per cercare le mode più in voga e relazionarsi con le persone che le hanno lanciate.

Attraverso numerosi esempi e case studies questo volume aiuta a chiarire la cultura del cool.

 

''Quando la società è ordinata la giustizia protegge il popolo, quando la società è disordinata siamo noi che dobbiamo proteggere la giustizia''.

I maestri dello Huainan

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Direttore: Mario Bucchich
Direttore Responsabile: Gianroberto Casaleggio
Redazione: info@casaleggio.it
ISSN: 1824-2006