
Foto: "quartiere cinese" di Mario Bucchich | Zeus, il re dei virus Zeta Bot, conosciuto con il nome di Zeus, è uno dei virus più pericolosi attualmente in circolazione. Zeus è un virus detto trojan horse, il cavallo di Troia che si inserisce all'interno delle applicazioni e causa danni di diverso tipo. I trojan horse sono virus che appartengono alla famiglia dei virus cosiddetti Malware, un acronimo che deriva dalle parole inglesi maliciuos e software, sostanzialmente programma malvagio.
Zeta Bot, o Zeus, si introduce nei programmi e acquisisce l'identità delle persone, talvolta intercetta le transazioni finanziarie e sposta cifre anche rilevanti di denaro su conti correnti impropri. Lo scorso anno, Zeus ha causato metà delle frodi on line negli Stati Uniti a banche e a correntisti e solo nel terzo quarto del 2008, l'ultimo misurato, gli attacchi on line hanno prodotto perdite finanziarie per 120 milioni di dollari, 3 volte il valore di 2 anni fa.
Di Zeus esistono più di mille versioni; può essere infatti modificato per clonare diverse modalità di inserimento di dati in ogni organizzazione. Zeus può inoltre intercettare disposizioni finanziarie e trasferirle nello stesso momento.
Zeus, dal nome del re dell'Olimpo, è stato creato in Russia nel 2007 ed è stato scoperto per la prima volta in un tentativo di intrusione al dipartimento dei trasporti americano nello stesso anno. Ha come obiettivo prevalentemente i personal computer che installano Windows di Microsoft.
Dal 2007 ne sono state create numerose versioni che sono disponibili a pagamento on line, quindi uno può frodare pagando. Il prezzo di acquisto del kit di sviluppo è di 700 dollari per la versione base, mentre per l'ultima versione aggiornata il prezzo arriva fino a 3/4 mila dollari.
Esiste però un mercato libero, in cui la contraffazione avviene per diverse versioni di Zeus adattate a diversi tipi di frode nelle varie organizzazioni. Zeus è penetrato quasi ovunque nel mondo, ma in particolare dove la Rete è più sviluppata, quindi negli Stati Uniti, dove si stima sia presente in circa 3 milioni e mezzo di personal computer, in Inghilterra e in Giappone. Rimangono immuni da Zeus quelle aree del pianeta che sono scarsamente informatizzate, in cui la rete non è ancora arrivata o per qualche motivo sono ancora isolate come la Mongolia, l'Islanda e Madagascar.
Zeus si sta diffondendo anche nei social media, in particolare nel più popolare dei social media che è Facebook, dove alla fine dello scorso ottobre 2009 erano state effettuate 1,5 milione di richieste di dati falsi.
Da Zeus ci si può proteggere preventivamente, è molto difficile identificarlo una volta installato nel proprio personal computer, quindi è necessario un comportamento attento, evitando di cliccare su link contenuti all'interno di mail di cui non si conosce l'origine e aggiornando il più possibile l'antivirus sul proprio personal computer.
Una recente ricerca della società Securwork, ha annunciato una versione di Zeus che sarà presto messa in commercio; questa versione sarà disponibile anche per infettare il browser Firefox e conterrà nuove possibilità di adattamento alle società obiettivo delle possibili frodi; a rischio sono le banche, le persone fisiche, ma soprattutto le piccole e medie imprese.
di Gianroberto Casaleggio |
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