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03 maggio 2012
Facebook for business

facebook 4 business

Gli italiani spendono un terzo del loro tempo on line sui social media e quello più utilizzato oggi è Facebook utilizzato da un italiano su tre, pari a oltre 21 milioni di persone su circa 27 collegate a Internet nel mese . Al mondo gli utilizzatori sono 800 milioni di cui circa la metà sono collegati nell’arco di una giornata. Se al suo ingresso in Italia nel 2008 gli utenti erano soprattutto giovani tra i 13 ed i 18 anni, nel 2011 il segmento dei 36-45 ha superato in numero i giovani.
Gli utilizzi per le aziende di Facebook si differenziano per l’obiettivo che ci si pone. In particolare possono essere identificati quattro possibili obiettivi: migliorare il servizio offerto, aumentare le vendite, alimentare la brand awareness e aumentare il traffico al proprio sito.

Migliorare il servizio. Facebook ha numerose informazioni su ognuno di noi e sui nostri amici e circa 10 milioni di italiani in un certo giorno sono collegati a Facebook, questi due fatti permettono di poter integrare i propri servizi on line rendendoli più:

  • accessibili con il Facebook login, che permette di non doversi ricordare altre password e di re-imputare i propri dati come ha fatto PcWord.com che dichiara di avere incrementato del 40% le nuove registrazioni. ;
  • personalizzati, con l’accesso alle preferenze indicate su Facebook. Siti come Etsy.com e Wallmart consigliano i prodotti per l’utente e per i suoi amici in base alle loro preferenze su Facebook, eBay ha creato la lista dei suoi prodotti più condivisi su Facebook;
  • sociali, con la possibilità di condividere le azioni fatte sul sito dell’azienda con i propri amici anche senza un intervento dell’utente ogni volta: il cosiddetto frictionless sharing in cui l’utente può autorizzare Facebook a condividere in automatico le azioni che si fanno su un certo sito: ad esempio gli articoli che si leggono sul Washington Post.

Aumentare le vendite. La presenza delle persone su Facebook in modo continuo durante la giornata ha creato l’esigenza di essere presenti direttamente con il servizio di vendita all’interno del social media. La diffusione del social commerce è spinta anche dal mobile con il quale nel mondo 250 milioni di utenti sono connessi a Facebook e le statistiche indacano che questi utenti sono doppiamente attivi rispetto a quelli che si collegano dal desktop.
Per questi motivi è nato il fenomeno noto come F-commerce che consiste nella creazione di semplici cataloghi prodotti su Facebook, o di versioni parallele del sito e-commerce all’interno del social network. Alla fine del 2010 solo il 4% dei maggiori retailer statunitensi aveva realizzato una forma di F-commerce, ma a distanza di un anno è diventata la maggioranza. Delta Airlines è stata uno dei primi esempi di integrazione oltre che la prima compagnia aerea ad attivare il servizio.
Alcune aziende utilizzano Facebook per pubblicare annunci speciali che rimandano al sito. Le aziende che seguono questa strategia sono soprattutto quelle sul modello di Vente Priveé o Groupon che utilizzano tutti i canali di comunicazione per veicolare la propria offerta. Sono presenti tuttavia anche aziende come Gilt, azienda e-commerce di moda e pioniera nel Facebook-commerce, che premia i suoi fan su Facebook proponendo loro vendite esclusive e di durata limitata.

Brand awareness. Molte aziende hanno utilizzato Facebook con successo per aumentare la propria notorietà sulla Rete. Un esempio recente in Italia è stato il contest “Leica 24×36″ in cui gli utenti sono stati invitati a pubblicare delle foto secondo le caratteristiche richieste e a farsi votare esclusivamente tramite Facebook, innescando un effetto a catena. Nel giro di un mese e mezzo la pagina del concorso ha collezionato 44mila «mi piace». Whirlpool e Vodafone hanno invece realizzato e distribuito tramite Facebook e Youtube delle divertenti mini-serie video che hanno contribuito ad avvicinare fan, clienti e curiosi. Vodafone ha raggiunto una media di 100 mila visualizzazioni per video. Martini ha lanciato una campagna su Facebook per ricercare il volto della sua campagna pubblicitaria. Era possibile prendere parte ai provini attraverso un’applicazione presente sulla pagina Facebook di Martini. Chi riceveva più like passava alla selezione finale e il vincitore guadagnava 150 mila euro.
L’interazione con i propri clienti può anche avvenire nel mondo fisico come nel caso di Renault che ha sperimentato il sistema del “like fisico” di Facebook in una fiera dove ha fornito tessere RFID ai visitatori che potevano strisciarla di fronte alle macchine che più gli piacevano. Automaticamente veniva pubblicata l’immagine dell’automobile sul profilo Facebook del visitatore. Diesel ha utilizzato lo stesso concetto all’interno dei negozi. Effettuando un “Like” di un capo di abbigliamento tramite uno smartphone ed i QR-Code (i “codici a barre” quadrati) posizionati sugli scaffali è possibile ottenere uno sconto. Entrambi questi esempi estendono il concetto di social media in una nuova dimensione, il mondo fisico, che vedrà una forte crescita nei prossimi mesi.

Aumentare il traffico al sito. Nell’ultimo anno per alcuni siti più attivi su Facebook la fonte di accessi esterni principale non è più stata Google, ma Facebook. Anche per le aziende che non hanno visto questo sorpasso Facebook è comunque diventato uno dei “referrer” principali. Per questo motivo è aumentata l’attenzione all’ottimizzazione dei contenuti pubblicati, il Facebook Optimization, proprio come fino ad oggi siamo stati abituati al Search Engine Optimization. Infatti, in media un messaggio pubblicato da un utente raggiunge il 12% dei suoi contatti, ma lavorando sull’ottimizzazione sociale è possibile aumentare di molto questa percentuale.

Qualunque sia la strategia che un’azienda vorrà applicare on line non potrà prescindere dall’integrazione del canale Facebook e la sua rapida evoluzione richiederà alle aziende di prevedere risorse dedicate e specializzate per poterlo utilizzare al meglio.

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