La ricerca sul Total Cost of Ownership dell’AI mostra che il vantaggio competitivo dipende da come un’organizzazione governa tempo, decisioni e trasformazione, più che dall’entità degli investimenti tecnologici.
L’adozione dell’Intelligenza Artificiale cresce rapidamente, mentre la capacità di misurarne il costo reale resta limitata.
La maggior parte dei progetti genera valore parziale, ritardato o instabile perché il Total Cost of Ownership viene ridotto a cloud e licenze, trascurando le componenti che incidono davvero su ROI, rischio e scalabilità.
La nuova ricerca AI Total Cost of Ownership, realizzata da iKN Italy in collaborazione con Casaleggio Associati, mostra che i costi più rilevanti emergono nel tempo: dati, organizzazione, governance, integrazione nei processi e apprendimento cumulativo. È qui che si decide il successo o il fallimento dei progetti AI.

Oggi solo il 39% delle aziende dichiara un impatto EBIT misurabile dall’AI. Solo il 6% ottiene un ROI chiaro entro 12 mesi. E il 95% dei progetti di AI generativa non supera la fase pilota con ritorni economici misurabili.
Il vero costo dell’AI è il tempo
La prospettiva centrale della ricerca, descrive che il tempo è il vero moltiplicatore economico dell’AI. E indice incide in quattro dimensioni:

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