FOCUS

14 novembre 2017
Artificial Intelligence Business Evolution

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Quando si parla di Intelligenza Artificiale con gli esperti del settore uno degli argomenti più comuni sono i lunghi inverni che dagli anni ‘50 hanno attraversato questa tecnologia, o meglio le tecnologie che sono andate nel tempo sotto questo nome. Lunghi periodi dopo l’hype iniziale in cui si dava per inutilizzabile, dall’originario lancio negli anni ‘50, al machine learning degli anni ‘80 al deep learning del 2010. Oggi qualcosa sembra diverso grazie a nuove tecnologie abilitanti che si stanno affermando, come l’Internet delle cose e le blockchain e grazie soprattutto ad una capacità computazionale che aumenta a livelli esponenziali. La grande quantità di dati disponibili in formato digitale, la capacità di sensori e sistemi di interpretazione della realtà, la possibilità di creare contratti che si eseguono automaticamente noti come smart contract e la presenza di nuovi algoritmi cognitive permessi dalla nuova capacità elaborativa disponibile ha creato un contesto in cui si può ipotizzare una nuova lunga primavera per l’Intelligenza Artificiale. Soprattutto lo fa ipotizzare la numerosa presenza di esempi di applicazione dell’Intelligenza Artificiale per risolvere problemi complessi, ma anche esprimere creatività, realizzare brevetti, scrivere musica e articoli. La presenza di così tante nuove tecnologie disruptive fa ipotizzare a molti una nuova rivoluzione tecnologica simile a quella di Internet, ma molto più importante dato che coinvolgerà anche il mondo fisico digitalizzato.
Gran parte di questa tecnologia è già disponibile tramite servizi in cloud offerti da società statunitensi. E’ tuttavia necessario creare queste competenze anche a livello europeo e in Italia per non perdere un valore strategico per le aziende e per gli Stati che sarà il fondamento del vantaggio competitivo di gran parte dell’industria nei prossimi anni. In Italia si stima che possa impattare per 0,8% della crescita annua del valore aggiunto lordo delle nostre imprese, quasi raddoppiandola.
L’obiettivo dell’impiego dell’Intelligenza Artificiale non deve tuttavia essere considerato il mero miglioramento dell’efficienza produttiva, bensì un’apertura verso nuove strade di generazione di valore. Oggi diverse aziende lo hanno già sperimentato, chi riuscirà a consolidarlo conquisterà il proprio mercato.
 

 
 
In collaborazione con:

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