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14 Novembre 2019
Smart Company: L’evoluzione dell’azienda con la quarta rivoluzione industriale

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Ci troviamo in un momento della storia in cui alcune tecnologie non solo miglioreranno svariati processi come hanno sempre fatto, ma avranno un impatto così profondo da cambiare radicalmente i modelli di business delle società. Immaginare i nuovi modelli di business è un esercizio essenziale per rimanere sul mercato nei prossimi anni. Parafrasando Henry Ford, fino ad oggi le tecnologie sono state utilizzate per rendere i cavalli più veloci, ma oggi avranno un impatto importante sui settori nel loro complesso. Mentre nel 1986 il 92% dei dati veniva immagazzinato in forma analogica, nel 2007 la cifra si è invertita ed è diventata per il 94% digitale. Questa mole di dati, i big data, insieme alla digitalizzazione e alle tecnologie esponenziali come intelligenza artificiale, blockchain e internet of things, nonché al quantum computing – che grazie ai principi della meccanica quantistica elaborerà dati aumentando esponenzialmente la potenza del computer tradizionali – è il punto di partenza per simulare e anticipare il futuro.

Ogni rivoluzione industriale ha costretto le aziende a cambiare il paradigma competitivo. La prima rivoluzione industriale ha portato alla meccanizzazione della produzione grazie all’introduzione, tra l’altro, delle macchine a vapore, e a un conseguente cambiamento sociale. Durante la seconda rivoluzione industriale, invenzioni come l’elettricità e altri progressi scientifici come il treno e il telegrafo hanno portato alla produzione di massa. La terza rivoluzione è stata determinata dal computer e dalla nascita della tecnologia digitale e ha portato all’automazione degli uffici.

Con la quarta rivoluzione industriale l’impatto tecnologico è così pervasivo da non cambiare solo la modalità di produzione o il prodotto stesso, ma direttamente il modello di business sottostante.

Questa rivoluzione della modalità di fare business ha anche un conseguente importante impatto sulla società. Ogni anno 10 milioni di persone cambiano lavoro per via dell’innovazione. Per molte funzioni che muoiono ne nascono altrettante, ma impiegano un numero di lavoratori minore rispetto al passato con evidenti impatti sull’impiego.
Le aziende oggi devono quindi valutare il loro impatto sulla società sia dal punto degli obiettivi generali di miglioramento della loro comunità sia dal punto di vista degli effetti indiretti dovuti a fenomeni di iper produttività.

Gli umani sono ancora meglio delle macchine a risolvere problemi non strutturati, lavorare con informazioni nuove e compiere attività non di routine. Grazie all’innovazione si passa dall’intuizione, alla predizione, alla prescrizione e spesso vengono impattate anche attività non direttamente coinvolte. Ad esempio nel 2013 gli esperti del settore non sapevano
spiegarsi come mai gli autolavaggi in Argentina avevano diminuito le loro attività del 50% rispetto ai 10 anni precedenti. La ragione era un effetto derivato da un’innovazione che si era diffusa. Il meteo era diventato molto più preciso e le persone non lavavano più la macchina se sapevano che avrebbe piovuto.

Le rivoluzioni industriali hanno sempre un impatto importante sull’economia, ma non sempre toccano tutti anche a distanza di anni. La prima rivoluzione industriale non ha ancora raggiunto oggi circa 600 milioni di persone che vivono in piccole fattorie e non hanno accesso alla meccanizzazione, la seconda non ha ancora toccato 1,2 miliardi di persone che non dispone di elettricità, la terza circa metà della popolazione mondiale: 3,9 miliardi di persone non possono accedere a Internet (nei Paesi sviluppati la percentuale di persone scollegate dalla rete è pari al 22%, nei Paesi in via di sviluppo la percentuale cresce all’85%). Non è quindi scontato che la quarta rivoluzione industriale avrà impatti su tutti. È tuttavia certo che le aziende che vorranno rimanere sul mercato dovranno intercettare al più presto i benefici da essa portati per evitare di essere messe fuori mercato.

L’obiettivo potrebbe tuttavia non essere scontato soprattutto per le aziende più grandi. Nonostante la tecnologia disponibile, i costi più bassi di un tempo (per fare due esempi il costo della stampa 3D è diminuito di 400 volte in 7 anni, l’energia solare 200 volte in 20 anni) e i tempi accelerati del modello esponenziale, le aziende esistenti spesso puntano sulle innovazioni incrementali piuttosto che sulla modifica del modello di business perché prevede un grado di rischio minore sia per i manager che per l’azienda. Per questa ragione spesso le rivoluzioni dei settori sono portate avanti dalle startup. Non a caso lo stesso anno in cui Instagram veniva comprata per un miliardo di dollari, la Kodak chiudeva.

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