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Il futuro del tempo

Il futuro è prevedibile fino a quando accade l’imprevedibile. Dopo il Covid-19, la storia ha messo il fast forward di 10 anni. E il cambiamento è arrivato prima ancora di poter essere capito.

Articolo e video di proprietà di: Associazione Gianroberto Casaleggio.

Associazione Gianroberto Casaleggio

“Per interpretare un mondo complesso, volatile e incerto come quello attuale, Gianroberto Casaleggio ci avrebbe esortato a non dare nulla per scontato e a cercare nuove idee e nuovi modi di osservare la realtà connettendo conoscenza e immaginazione.
Il suo invito a “Capire il futuro” è oggi più valido che mai. Ed è una delle cose più importanti che possiamo fare ora, dato che saremo noi a doverci adattare al Coronavirus e non il contrario.

La pandemia ha accelerato alcuni cambiamenti in corso o ne ha creati altri completamente nuovi. Ad esempio i megatrend assodati che vedevano le città sempre più popolate a discapito dei piccoli centri, ora devono essere ripensati. In altri casi le tendenze già in atto vengono accelerate. Infatti ora è più facile immaginare una società completamente touchless, che nei prossimi anni andrà ben oltre ai comandi gestuali e vocali o ai pagamenti senza contanti. Oppure la homeization, cioè la tendenza a poter fare tutto dalla propria casa grazie al digitale. Dalla scuola a casa, dal cinema a Netflix, dall’ufficio allo Smart Working, dalla palestra alle lezioni in casa, stava già succedendo, il Covid-19 ha accelerato questo cambiamento.

Gli esperti dicono che dovremo abituarci a convivere con il virus per alcuni mesi, forse per alcuni anni. Per questa ragione dobbiamo interrogarci in modo serio sul futuro che ci attende, andando oltre le necessità contingenti e la stretta attualità.
Quello che non emerge dai libri di storia è il senso di incertezza che colpisce le persone mentre stanno vivendo il momento di crisi. Il mondo dopo il Coronavirus, sarà diverso. Ma come? Tutto tornerà come prima? O i cambiamenti saranno radicali e irreversibili?
E’ estremamente complicato immaginare il mondo tra dieci anni, non solo per i cambiamenti, ma anche per le conseguenze, e i successivi effetti secondari, voluti o meno.
Non è possibile prevedere il futuro, ma è invece necessario riflettere sui futuri possibili per prepararsi alle eventualità. Come sostiene l’esperto di foresight John Smart: “Una parte del nostro futuro appare evolutivo e impredicibile, e un’altra parte sembra in sviluppo e predicibile. La nostra sfida è inventare la prima e scoprire la seconda.” Per questo servono nuove idee, servono scenari e nuovi modi di pensare, che provino a portare un po’ di luce dove ora c’è il buio.

Se il mondo si è trovato impreparato davanti a questa pandemia, possiamo scommettere che cercherà di fare tutto il possibile per trarre insegnamenti da questa lezione. Sappiamo che le tecnologie sono state il principale alleato dell’uomo nella Storia, ma non riusciamo nemmeno a immaginare il ruolo che avrà il digitale nei prossimi 10, 20 o 50 anni. E ce ne possiamo rendere conto facendo un passo indietro e immaginando quale sarebbe stato l’impatto del Covid-19 e del lockdown nel mondo di soli 15 anni fa. Senza smartphone, instant messaging, banda larga, smart working, streaming online e senza un e-commerce tanto capillare ed efficiente.

La velocità esponenziale con cui si evolve la tecnologia mette in luce la nostra impreparazione. Non abbiamo ancora le basi culturali, etiche, filosofiche e psicologiche per saperla gestire. Ma dall’altra parte l’uomo non potrà che essere tentato ad utilizzare la tecnologia al massimo delle sue capacità. Innovazione e business non hanno nessuna intenzione di attendere che i processi culturali e la filosofia si mettano in pari. Come scrive Bauman, i tempi del cambiamento sono ormai così veloci che spesso, nel momento in cui riusciamo a coglierne l’essenza, esso è già superato. La sfida è tradurre questa difficoltà in uno stimolo a porsi nuove domande.

Ed è con questo spirito che la nostra Associazione ha deciso di portare avanti le idee di Gianroberto Casaleggio, organizzando ogni anno ad Ivrea l’evento “SUM – Capire il Futuro”, che nelle precedenti tre edizioni ha coinvolto opinion leader, esperti e visionari provenienti da ogni parte del mondo e con loro, migliaia di partecipanti ad ascoltarli.

L’emergenza Coronavirus ci ha impedito di ricordare pubblicamente Gianroberto e le sue idee con la quarta edizione di SUM. Allora abbiamo pensato che per “Capire il Futuro” in un momento così difficile, il modo migliore sarebbe stato di farlo attraverso l’intelligenza collettiva, mettendo a fattor comune idee e competenze multidisciplinari.
Abbiamo così chiesto agli iscritti alla nostra Associazione di suggerirci esperti e visionari da coinvolgere in un percorso comune, con l’obbiettivo di riflettere su due aspetti importanti, che avrebbero sicuramente catturato l’attenzione di Gianroberto: le previsioni sui cambiamenti irreversibili che il Coronavirus porterà nella vita delle persone e le scelte che dovrebbe compiere l’Italia per guadagnarsi un ruolo da protagonista nel futuro, tornando ad avere fiducia in se stessa.

Per costruire una base comune su cui progettare il futuro, partendo dalle proposte degli iscritti, abbiamo coinvolto 36 persone di grande visione ed esperienza, tra cui alcuni dei relatori delle passate edizioni di SUM. Il risultato di questa intelligenza collettiva è rappresentato da questo documento, in cui emerge la ricchezza delle riflessioni multidisciplinari provenienti da persone esperte in campi molto eterogenei: da manager di azienda a sociologi, da virologi a intellettuali, da imprenditori a medici.
Naturalmente ad accomunare le persone che hanno gentilmente partecipato, vale la pena sottolinearlo, c’è l’interesse comune per il futuro e non un’appartenenza politica.

Gli esperti che abbiamo coinvolto hanno seguito un percorso a due fasi, mutuato dal metodo Delphi, in cui hanno prima risposto alle domande definite dall’Associazione Gianroberto Casaleggio e poi sono stati chiamati ad esprimere il loro grado di accordo o disaccordo rispetto alle risposte degli altri esperti, senza però conoscerne l’identità.

Il risultato sono le 10 previsioni principali che hanno messo d’accordo la maggioranza degli esperti e 10 temi che invece hanno diviso i partecipanti, verso un forte accordo o verso un marcato disaccordo.
Le prime con buona probabilità rappresenteranno il futuro in cui ci troveremo a vivere nei prossimi anni. Le seconde, che abbiamo definito come “controverse”, sono idee su cui riteniamo valga la pena riflettere, seppur potrebbero trasformarsi in realtà, con maggiore difficoltà.

La trasformazione della società, e soprattutto le riflessioni su scenari futuri sono troppo raramente temi caldi dell’agenda politica e giornalistica. Eppure la nostra convinzione è che in momenti di cambiamento come quelli che stiamo vivendo, sarebbe un errore limitarsi a guardare al futuro con gli occhi del passato e fermarsi all’attualità. In un mondo che il digitale sta accelerando ogni giorno è limitante rispondere alle nuove domande usando schemi, idee e concetti di centinaia di anni fa. Se c’è un momento per mettere in discussione alcune delle certezze della società contemporanea, è questo.

Naturalmente non abbiamo l’obbiettivo di predire il futuro, ma più semplicemente di invitare il maggior numero di persone possibile a porsi nuove domande e a indagare il futuro tenendo uno sguardo aperto e di lungo termine. Consci che il migliore augurio per i lettori sia di riuscire a mettere in pratica quell’idea, amata da Gianroberto, che afferma che il miglior modo per predire il futuro sia quello di inventarlo.”

Maurizio Benzi
Segretario dell’Associazione Gianroberto Casaleggio

Per maggiore approfondimento, leggi la ricerca “Niente resterà come prima”.

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